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giovedì 4 novembre 2010

Il Leccio cittadino, nobile decaduto.

Il Leccio, Quercus Ilex, appartiene ad una delle famiglie più nobili del mondo vegetale, quella delle Fagaceae, a cui appartengono anche il Faggio ed il Castagno. E tanto più è nobile per noi sardi, il cui legame con le querce è fortissimo ed indissolubile. Però, c'è un però. La quercia, ed il leccio non fa eccezione, è un albero di campagna, di bosco, di foresta; costringerlo in città, tanto più in spazi ristretti come le aiuole spartitraffico delle strade (si veda p.es in via Scano, in viale Poetto, in via Dante) non gli rende merito, spesso lo fa soffrire per l'inquinamento delle auto, non gli consente di esprimere le sue capacità di crescita.
 Come avrete capito, io amo il leccio ma non il leccio cittadino, che infatti ho definito nobile decaduto; la sua presenza dovrebbe quanto meno  essere limitata agli ampi spazi, piazze e giardini. Per capire il senso delle mie parole, basta riandare con il pensiero ad una gita in campagna, tanto per esemplificare Campuomu ed i Sette Fratelli (per non dire dei boschi della Barbagia!), e confrontare uno di quei lecci con un esemplare di strada cagliaritana. Mi si potrebbe obiettare che questo avviene per tutte le piante "campagnole" che crescono libere in natura nella nostra Isola, ma non è così: penso per esempio al Carrubo, di cui parleremo in altro post, che vanta degli splendidi esemplari in città, assolutamente indifferenti al traffico ed all'inquinamento.
Per vedere qualche esemplare decente di leccio si può andare ai giardini pubblici o in qualcuno dei grandi parchi cittadini.
A conferma delle mie parole, è molto raro trovare in città altre specie di querce, che pure nobilitano i nostri boschi: penso alla roverella, Quercus Pubescens, di cui ricordo solo un bell'esemplare in un giardino privato di via Sant'Alenixedda, visibile dalla traversa via Pintor, e naturalmente alla sughera, Quercus Suber, di cui non ricordo alcun esemplare.
Insomma, se non parleremo tanto di querce in questo blog, non è colpa di questi splendidi alberi, ma della loro essenza campagnola e non cittadina; sull'argomento è auspicabile ogni vostro gradito commento.