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giovedì 28 aprile 2011

Il ruolo degli alberi in città

Uno degli obiettivi del blog, come ho dichiarato nella relativa pagina, è quello di stuzzicare la curiosità dei lettori, con l'intento di creare una rapporto fra cittadini ed alberi di città, che possa crescere e diventare duraturo. Un invito ed uno stimolo a guardare gli alberi, e non confonderli con lo sfondo indifferenziato di strade auto e palazzi che fa da contorno al nostro andare per la città.

A questo riguardo, ho trovato da poco un articolo, pubblicato sul Corriere della Sera, di cui vi voglio riportare alcuni stralci, prima di dirvi l'autore.

"Le città belle sono una delle più straordinarie e complesse invenzioni dell’uomo, veri monumenti allo stratificarsi del tempo. Ma sono gli alberi a scandire il tempo che ha reso belle queste città. Sono loro la finestra aperta sul ciclo della natura, che poi è anche il ciclo non eterno della nostra vita. E ci ricordano che anche noi facciamo parte della natura, con tutte le conseguenze del caso. Per questo guardare un albero in un dialogo silenzioso è una piccola ma profonda seduta di autoanalisi. Un momento di silenzio e di meditazione, una breve pausa dedicata allo spirito. Con gli alberi si stringe un patto di complicità contro il tempo che passa. Si scambiano promesse alla fine di ogni stagione, e ci si dà appuntamento al ritorno di quella successiva."

E ancora:

"Le città sono immobili. Talvolta bellissime, ma immutevoli come le pietre di cui sono fatte: sono i suoni, gli odori, la gente e gli alberi ad animarle. Tutto ciò che è effimero e cambia le rende sempre nuove e inattese, le tiene vive. Mi chiedo cosa sarebbe a Parigi Place des Vosges senza i tigli.
Ci passo sotto tutte le mattine andando in studio, scandiscono il passare del tempo e il susseguirsi delle stagioni: è una delle tante cose che gli alberi fanno in una città. Mi domando se continuerei lo stesso a passarci ogni mattina, oppure se cambierei strada per incontrare altri alberi. Un delicato gioco d’equilibrio, un’alchimia tra durevole e passeggero; forse è questo il segreto di una città felice
."

Sapete chi ha scritto queste parole? Non un paesaggista, non un botanico o un sognatore errante per la città, ma un solido architetto abituato a confrontarsi con calcestruzzo e ferro in giro per il mondo: Renzo Piano.

Direi che i pensieri dell'insigne architetto possano essere condivisi: magari noi non voliamo così in alto, non frequentiamo abitualmente i Tigli di Place Des Vosges, ma se magari li sostituiamo con i Bagolari di Buoncammino il concetto non si sposta: gli alberi sono una fortuna, della quale imparare a godere. Mi sembra qualcosa su cui riflettere.