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sabato 28 febbraio 2015

Un arbusto strano, con un frutto stranissimo

Ho voluto essere chiaro fin dal titolo, per presentarvi l'arbusto del quale parliamo oggi. Si tratta di una Banksia, per la quale non sono certo neppure del nome della specie, forse robur.
E per arrivare a dare un nome a questo arbusto, dal momento in cui mi ha incuriosito la sua presenza nel piazzale della cittadella universitaria di Monserrato, sono dovuto ricorrere a Gianfranco, specialista in alberi esotici, che ringrazio.

E' un arbusto strano questa Banksia, dicevamo, con una infiorescenza a spiga contenente una miriade di fiorellini gialli, colore comune ai fiori di quasi tutte le specie di questa famiglia;  si intravede nella foto a sinistra sia una infiorescenza ancora fresca, sia l'asse residuo di una infiorescenza seccata, legnoso.

Dobbiamo naturalmente tenere conto, nel valutare l'aspetto trasandato che ci offre in queste foto, che siamo in febbraio, e che la pianta soffre l'inverno; dovremo fare una rivalutazione in primavera ed estate, per un giudizio compiuto.


Dunque strana l'infiorescenza, ma ancora più strano il frutto, che possiamo apprezzare qui a destra. E' costituito da una serie di follicoli legnosi bivalve, simili a cozze (adesso aperti, avendo già rilasciato i semi), incastrati sull'asse della spiga floreale.
Ogni follicolo contiene, all'interno delle valve, uno o due piccoli semi alati.

Questi frutti sono chiamati, anche se impropriamente, coni, e sono una caratteristica saliente di tutte le specie di Banksia.

L'origine di questi arbusti è australiana, dove sono endemici e comunissimi in certe regioni di questo straordinario continente, sia come pianta spontanea che coltivata, in parchi e giardini.

Infine una curiosità: i grandi "coni" delle varie specie di Banksia, che presentano al taglio colore e venature esteticamente molto validi, sono usati in ebanisteria e per la produzione di oggetti ornamentali.