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giovedì 2 luglio 2015

La minaccia di un altro flagello

Parliamo di una epidemia, quella della Xylella fastidiosa, che da qualche anno incombe sulla Puglia e minaccia di propagarsi, se non lo ha già fatto, ad altre regioni d'Italia, compresa la Sardegna.

Chi non ha visitato la Puglia e le sue zone vocate alla coltivazione dell'Ulivo, difficilmente riesce ad immaginare la struggente bellezza di questi luoghi.

Nella foto a sinistra, una immagine scattata nella zona di Cisternino, in provincia di Brindisi, fornisce una minima idea delle meravigliose distese a perdita d'occhio di questi alberi, uno più bello dell'altro.

Riporto uno stralcio di un articolo di Giovanni Valentini, pubblicato alcuni giorni fa su Repubblica.


"Ma l'ulivo, per la Puglia e per tutto il bacino del Mediterraneo, è ancor più un simbolo di storia e di appartenenza, carico di un forte valore identitario. Sia sul piano ambientale sia su quello paesaggistico. E anche per questo non si può pensare di debellare l'epidemia di Xylella attraverso un'eradicazione a tappeto delle piante sospette, abbattendole indiscriminatamente: senza i suoi alberi monumentali, secolari o millenari, scolpiti e contorti dal vento, la fisionomia di questa regione risulterebbe snaturata, sfregiata per sempre. Sarebbe una cicatrice indelebile.
Occorre, dunque, una strategia multipla per difendere "l'oro di Puglia", con una gestione condivisa fra la Regione, il governo e l'Europa. Questo significa in pratica puntare su interventi selettivi e mirati, magari circoscritti alla parte più settentrionale del Salento; attuare "buone pratiche" agricole, dall'aratura alla potatura; ed eventualmente ricorrere anche ai diserbanti, senza i veleni dei pesticidi. Soltanto così si può sperare di fermare il contagio."

E' prevista una riunione a Bruxelles nei prossimi giorni per ridefinire il piano di intervento, che fin qui pare abbia prodotto solo proposte di abbattimento generalizzato ed indiscriminato, senza peraltro la certezza del buon fine; speriamo per il prossimo futuro in qualcosa di meglio ragionato ed indirizzato, anche se alcuni recenti interventi della Commissione europea non inducono all'ottimismo.

Intanto spero che i nostri esperti, ed in Sardegna ne abbiamo tanti di grande valore, tengano sotto controllo la situazione per quanto riguarda la nostra Isola, affinché non si ripeta la triste storia del punteruolo rosso.