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venerdì 17 dicembre 2010

La signora Araucaria

Non potevo non dare l'appellativo di signora a questo albero, Araucaria Excelsa, sia per il ruolo che ha avuto ed ha nella nostra città, sia per il rispetto dovuto ad una famiglia di piante fra le più antiche della Terra, diffusissime già 150 milioni di anni fa, prima su tutto il Globo emerso, poi solo nell'emisfero meridionale, in seguito al raffreddamento del clima.

La famiglia delle Araucarie appartiene alle conifere, a cui appartengono anche i pini e gli abeti, ed ha la particolarità che le foglie hanno forma di aghi nella specie Excelsa, che è la nostra, e forma di squame triangolari nella specie Araucaria Araucana, che tuttora nei paesi d'origine raggiunge dimensioni mostruose (fino a 50 metri di altezza!). Io personalmente ne ho visto una impressionante, anche per le dimensioni delle squame, nel parco di un castello delle Highlands scozzesi. Gli inglesi la chiamano Monkey Puzzle, rompicapo della scimmia, e si può capire pensando che le squame sono spinose ed hanno i bordi affilati!

Nel nostro piccolo, anche a Cagliari le Araucarie raggiungono altezze ragguardevoli, e l'esemplare storico di via Giardini era l'albero più alto della città. Gli esemplari pubblici oggi  non sono molti, mentre pare che lo fossero in passato, risiedendo  nei posti più caratteristici della città, come il bastione di S.Remy e piazza Matteotti. Oggi assistiamo ad una ripresa della messa a dimora, e cito il recentissimo inserimento di un giovane esemplare nella rotatoria fra via dell'Abbazia e via dei Conversi.

Invece nel verde privato la Araucaria è sempre molto presente, anche perchè ha dimostrato grandi capacità di adattamento agli spazi anche modesti dei giardini condominiali. Gli esemplari storici, e forse i più grandi, sono al Poetto, e si possono ammirare soprattutto dal mare, nello skyline che si osserva guardando verso terra mentre si fa il bagno.
Ma anche in piena città ci sono tante belle Araucarie; per dar conto della capacità di crescita in spazi angusti, riporto l'esemplare fotografato in via Agostino di Castelvì; per poter crescere si è solo leggermente curvato rispetto alla verticale, ed ha mantenuto le braccia strette, rimanendo tuttora uno splendido ed elegante esemplare.