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venerdì 6 luglio 2012

Ailanthus, l'invincibile

Protagonista di un film di fantascienza (fra l'altro con un nome fortemente assonante con l'immortale Highlander), ecco come possiamo rappresentare l'Ailanthus altissima, già etichettato come abusivo vegetale (post del 23/11/10 e del 4/7/11).
Ne riparlo oggi perchè questo è il periodo dell'anno in cui l'Ailanto acquisisce la massima evidenza, ed in certi casi è anche bello, carico di frutti: non può sfuggire a chi dedichi un minimo di attenzione agli alberi cittadini.

Ecco  un mazzo di semi alati in trasparenza, nella foto a destra, che affollano a migliaia ogni singola pianta.

La quantità di semi (samare), e le ampie ali che li inglobano in posizione baricentrica, sono solo uno dei mezzi, ed il più onesto, che questo albero utilizza  per vincere la gara della riproduzione.

I mezzi più "disonesti", e che gli hanno guadagnato l'epiteto di abusivo vegetale, sono la enorme produzione di polloni infestanti, che soffocano qualsiasi altra pianta che volesse intromettersi nella zona che l'Ailanto sta colonizzando, ed addirittura le armi chimiche; pare infatti che il nostro sparga tossine nel terreno attraverso le radici, per stroncare sul nascere ogni concorrenza. Infine, è dotato di elevate protezioni passive, dato che resiste all'attacco di tutti i parassiti e solo qualche fungo lo colpisce.

Insomma, l'Ailanto è un vero invincibile cattivo, a meno che non se ne sfruttino le caratteristiche, in zone marginali o con tendenza allo sgretolamento, proprio per ottenere una veloce colonizzazione del terreno interessato.