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venerdì 14 settembre 2018

Quattro Palme e due Leoni

Il titolo del post odierno nasce dalla inquadratura della fotografia sottostante, che ha al centro dell'immagine la porta cinquecentesca di accesso sud al Castello, cioè la porta dei due Leoni.


Eccola qua, e le teste dei leoni sono quelle sopra l'arco, che nella foto appaiono come bugnature.

Ma, naturalmente, il nostro interesse per la foto riguarda le piante,  e nella fattispecie il fatto peculiare che l'immagine racchiude 4 specie diverse di Palme.

Partendo dalla più vicina, troviamo una Cycas revoluta, l'elegante fossile vivente (post del 9/7/13 e diversi altri) che si trova bene in città e che infatti è oramai molto presente.

In realtà, è opportuna la precisazione, la Cycas non è una Palma, ma una antichissima Gymnosperma, parente casomai del Ginkgo e delle conifere piuttosto che delle Palme; ma, data la somiglianza con le Palme, mi scuserete se la associo qui al quartetto.


Segue poi una Washingtonia filifera, al centro della aiuola spartitraffico di via Mazzini (spartitraffico?  ma quale traffico? via Mazzini è chiusa alle auto ormai da molti, troppi mesi, e gli abitanti di Castello sono costretti a fastidiosi e lunghi giri); la Washingtonia, dicevamo, con appesa la vestaglietta di foglie morte che, tutto sommato, non la imbruttisce.

Più in fondo, proprio allo spigolo della porta, si intravede una Chamaerops humilis, la nostra Palma nana o di San Pietro.

Infine, ancora più in fondo ed in alto sulla passeggiata del Bastione, notiamo una Phoenix dactilifera,
una delle poche piante che residuano al Bastione, dopo la moria delle Palme delle Canarie causata dal punteruolo rosso. Approfitto per ribadire quanto già espresso (post del 9/12/17), e cioè che la terrazza del Bastione necessita assolutamente di altre piante e fioriture.