Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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martedì 9 luglio 2013

Un elegante fossile vivente

Parliamo oggi della Cycas revoluta, pianta ingiustamente trascurata dal blog, dal quale è stata segnalata una sola volta, forzando per comodità il suo inserimento fra le Palme, alle quali non appartiene (post del 28/11/10).

La Cicas è invece una pianta che merita di essere meglio conosciuta, sia per le sue peculiarità, sia per il fatto che è abbastanza diffusa a Cagliari; inoltre appartiene alla ristretta cerchia di piante che da noi si trovano altrettanto bene nel verde pubblico ed in quello privato.

Vi presento subito un esemplare della Cittadella dei Musei, che ha una buona dotazione di queste piante; questa in particolare credo che sia piuttosto anziana e, cosa abbastanza strana per le Cicas, ha diversi "figli" che la circondano.

Dicevo delle peculiarità: la Cicas è una pianta antichissima, risalente al periodo Giurassico (150 milioni di anni fa); assomiglia alle Felci ed alle Palme, ma fa gruppo a sè (Cycadaceae); appartiene, assieme alle Conifere ed alle Felci, alla divisione delle Gimnosperme, le piante più antiche comparse sulla Terra, con le quali condivide la struttura riproduttiva poco evoluta, senza il fiore; contrariamente alla gran parte delle Gimnosperme la Cicas è una pianta dioica, cioè, semplificando, gli organi sessuali maschili e femminili sono portati da piante distinte. 

Direi che, senza annoiarvi con ulteriori dettagli tecnici, questa pianta ha tutte le caratteristiche per incuriosirci, senza trascurare il fatto che è elegante e piuttosto resistente, anche se nulla può contro l'inciviltà degli umani (post del 10/2/11).

 Ecco allora un maschio, con lo strobilo (struttura simile ad una pigna) costituito da centinaia di squame che contengono le sacche polliniche: nel giro di pochissimo tempo dalla condizione ripresa in foto lo strobilo si allunga, le squame si aprono e rilasciano il polline, affidandolo al vento.


La femmina, a destra un esemplare ripreso sempre alla Cittadella, ha degli ovuli (macrosporofilli) rossastri alla base di strutture a forma di fogliolina (mentre le vere nuove foglie sono quelle, erette, al centro dell'apparato); dopo la fecondazione l'ovulo si trasforma in una sorta di drupa rossa, ed è protetto da un tegumento molto duro (simile ad una grossa mandorla).


Chiedo scusa se mi sono un po' dilungato, ma il fascino che emanano queste piante, soprattutto in questo periodo, credo che meritasse due parole in più.