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sabato 11 giugno 2016

Incolonnati ma liberi

Oggi vi porto ad ammirare un albero da noi normalmente poco considerato, il Cipresso comune, Cupressus sempervirens: poca considerazione, e comunque immediata associazione con i cimiteri e con la loro funzione.

Detto che i Cipressi dei nostri cimiteri cagliaritani possono essere bellissimi (post del 4/12/10  e 2/5/12), molto più di quelli stradali  che con il nostro clima soffrono e si ammalano (anche perché spesso non godono di alcuna attenzione né cura), oggi vi porto a condividere con me la bellezza di un utilizzo differente del Cipresso, assolutamente peculiare e noto in tutto il mondo.

Parliamo dei paesaggi toscani, ed in particolare di quelli delle Crete senesi, zona a sudest della città di Siena; paesaggi caratterizzati, se escludiamo appunto i Cipressi, dalla quasi totale assenza di alberi, dall'andamento dolcemente collinare e dai colori caldi noti  come "Terra di Siena", cangianti al variare delle stagioni.

Facciamo parlare le immagini.



Aspetto collinare, a volte glabro a volte ricoperto dal tappeto erboso, e Cipressi, che guidano il viandante verso un casolare, incolonnati ma liberi e fieri.






Qui, in territorio  di Pienza, grandi spazi, varie tonalità di verde da fare gola ai pittori, e loro, i Cipressi, allineati in filare ma liberi.





Incolonnati, anche se impropriamente perché formano una parentesi, ma sempre liberi, mentre ci conducono verso una residenza, che immaginiamo abitata magari da un ricco signore inglese.





Insomma, possiamo ancora considerare i Cipressi, come detto nel post del 2010 citato, con fastidio o come portatori di sfortuna?