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mercoledì 26 ottobre 2022

I Gelsi piangenti della Ex Vetreria

 Sono tornato ad ammirare i rarissimi Gelsi penduli della Ex Vetreria di Pirri, nel piccolo e piacevole Parco che avevo presentato con un post del 2011 (post 19/12/11), nel quale compariva già una tenera immagine giovanile di uno di questi Gelsi.

Oggi ho assegnato a questi alberelli l'attributo di piangenti, in omaggio al glorioso Salice piangente, albero ormai quasi scomparso dalla città ma del quale ai cagliaritani più "datati" rimane il ricordo indelebile degli esemplari di piazza Matteotti; a parte questa digressione, il nome corretto di questi alberelli resta Gelso pendulo, Morus alba pendula, varietà di Gelso bianco opportunamente innestata. 


Ecco uno degli alberelli, nel fascino della sua fluente capigliatura che nasconde il secondo esemplare al di là dello stradello: veramente una pianta di grande impatto estetico, tenuto anche conto del fatto (post del 29/9/16) che non presenta l'imbrattamento del suolo dovuto alla caduta dei frutti.

E, se e quando verrà il freddo, questo Gelso saprà mostrare il suo affascinante aspetto invernale, con i rami piegati, spogli e nodosi, che abbiamo già eternato (post 19/1/15  e del  28/1/17).

Insomma, un albero raro per la nostra città che si fa apprezzare sia d'estate che d'inverno; non resta che apprezzarlo anche in autunno, dal vivo o catturando qualche immagine del suo foliage, che pare sia molto gradevole. Chissà che quest'anno non sia la volta buona, se avremo un vero autunno!


 

giovedì 20 ottobre 2022

La grande muraglia del Ficus rampicante

E' raro, molto raro, vedere in città spalliere di rampicante alte come quella di cui parliamo oggi; una spalliera che, lasciata libera di espandersi, ha raggiunto una altezza di forse 5 metri.

Eccola qua, la muraglia di verde che si erge all'angolo fra via Curie e via Monselice; prosegue poi per tutta via Monselice, ed occupa almeno una decina di metri di via Curie.

Si tratta di Ficus pumila, ennesima specie di Ficus ma forse unica specie rampicante, perlomeno in Italia; una pianta molto rara a Cagliari, della quale mi risulta un altro esemplare in via Garavetti, e forse qualche altro vecchio esemplare nella zona di via Veneto.

Questo Ficus ha il nome della specie, pumila, che significa nana in latino; una stranezza, se si pensa alle dimensioni, ma forse un nome legato al fatto di non essere un albero, come tanti fratelli arborei che conosciamo bene.


In questo periodo il nostro esemplare si riempie di frutti, siconi piriformi non molto dissimili da quelli eduli; ecco a destra la foto di una coppia di siconi, carichi al loro interno di una grande massa di fiorellini in attesa di impollinazione. Avevo già presentato il fascino dell'interno di questo frutto con la foto di una sezione riportata  in un precedente post (post del 2/12/20).

Nella fotografia si nota anche la bella foglia lucida e coriacea, che fornisce il suo apporto all'apprezzamento estetico di questo arbusto; segnalo altresì che il Ficus pumila viene venduto anche in vaso per interno come pianta ricadente, e sappiamo bene che non è l'unica specie a saper vivere la vita all'aria aperta oltre alla vita d'appartamento (Ficus benjamina, Ficus elastica...).

Insomma, un'altra pianta interessante in una zona molto ricca di verde, della quale abbiamo parlato diverse volte; approfitto per ribadire che bisognerebbe valorizzare il giardino della scuola elementare Randaccio (post del 8/3/15), che si affaccia su via Curie e via Venezia, magari realizzando un percorso pubblico, per fare ammirare i magnifici esemplari di grandi piante lì presenti. 

  



martedì 11 ottobre 2022

Una nuova, meravigliosa, rara fioritura

Sì, è un arbusto con una fioritura veramente bella, quello che  vi presento oggi, anche se ha un nome assolutamente improponibile: Megaskepasma erythrochlamys, che riporto solo per dovere di divulgatore.

Sono rimasto veramente colpito nel vedere, passando in auto, questo arbusto fiorito fuoriuscire con le sue infiorescenze rosso porpora dalla recinzione di un giardino di via Galvani, poco oltre i binari del Metrotram; ho parcheggiato, ed eccolo qua.

Non avevo mai visto una cosa del genere, il che mi fa ipotizzare che sia un arbusto raro nella nostra città; e, naturalmente, non ne conoscevo il nome, che sono andato a pescare in Internet, dopo avere effettuato il riconoscimento. 

Allora, chiamiamolo con un più semplice nome comune, fra i tanti che gli vengono attribuiti, per esempio Pennacchio brasiliano (dall'inglese Brasilian plume); almeno è un nome simpatico e che si fa ricordare!

Il pennacchio che dà il nome all'arbusto deriva dall'aspetto dell'infiorescenza, in realtà costituita essenzialmente da brattee rosse, che contengono e proteggono piccoli fiori tubolari quasi invisibili, bianchi o rosa; forse riusciamo a vederli meglio dal primo piano qui sotto.


 Il Pennacchio brasiliano è dotato di grandi foglie nervate, oblunghe, che completano il suo aspetto piacevole, almeno in questo periodo.

Questo arbusto appartiene alla famiglia delle Acanthaceae, di cui abbiamo già conosciuto l'Acànto (post del 16/5/20), quale componente principale di una grande tribù di centinaia di specie.

Comunque ribadisco che l'arbusto di Pennacchio brasiliano è sicuramente raro a Cagliari ed ancora più raro credo che sia trovarne belli come questo.

Come ultima notazione segnalo che il giardino che ospita l'arbusto odierno è lo stesso dove vive il bellissimo esemplare di Magnolia soulangeana che avevo presentato un po' di anni fa (post del 22/2/16); non resta dunque che fare i complimenti ai proprietari di questo giardino! 


 

venerdì 7 ottobre 2022

Mi piego ma non mi spezzo

Questo motto, ottenuto rovesciando il significato del famoso detto latino, potrebbe essere ben attribuito agli alberi, che sono capaci di adattarsi a situazioni per loro innaturali pur di continuare a vivere. Un meraviglioso esempio lo offrono nella nostra Isola gli Olivastri, che si lasciano piegare dalla forza del maestrale, riducendo così il rischio di venire spezzati.

A questo ho pensato incontrando un Ficus retusa  nella zona di Su Siccu recentemente riqualificata, fra la zona delle società sportive ed il Molo di Sant'Elmo.

Eccolo qua il Ficus in questione: non credo che sia stato il vento a piegarlo, data la notoria robustezza delle sue radici, ma probabilmente un grosso mezzo meccanico o comunque un'altra causa legata ai lavori di riqualificazione: come che sia, il Ficus non si è perso d'animo, ha messo nuove radici per sostituire quelle strappate ed ha ripreso a vegetare.

E, come si vede, la chioma è ampia, fitta ed in salute.

Volendo usare una parola oggi abusata, si potrebbe parlare per questo Ficus di resilienza, intesa come capacità di resistere alle avversità magari cedendo una parte del proprio assetto, per poi riconquistarlo: complimenti!