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lunedì 20 luglio 2020

La sistemazione di piazza Matteotti, mah....

Prima di tutto, sgombriamo il campo dagli equivoci: la sistemazione di piazza Matteotti appena terminata (sistemazione per la messa in sicurezza provvisoria, questa la dizione ufficiale completa), è un'opera meritoria, dopo anni di abbandono e vergogna per la città.

In un post del 2018 avevo definito, benevolmente, la piazza trasandata (post del 12/4/18), poi nei mesi successivi la cosa era ulteriormente peggiorata, fino alla chiusura. Una vergogna, dicevo, alla quale si è posto rimedio, e di questo va dato atto alla attuale amministrazione della nostra città.

Detto questo, il lavoro che è stato fatto presenta una serie di criticità, dal mio punto di vista di appassionato di alberi, che della valorizzazione verde di piazza Matteotti si è occupato già dal 2011 (post del 24/9/11 e del 26/9/11).

Parlavo allora della necessità di recuperare il senso dello stare nella piazza, allora come oggi prevaricato dal senso del passare.  Invitare le persone a sostare nella piazza e godersi quegli splendidi alberi,  creando percorsi separati per chi doveva solo attraversarla, diversi da quelli dedicati a chi voleva gustarla dall'interno, invitando cittadini e turisti a farlo.

Nel post del 26 settembre del 2011 arrivavo a proporre, in uno slancio di fantasia progettuale, un percorso aereo per superare la piazza in fretta, lasciando lo spazio interno ai pedoni stanziali, e comode panchine per gustare il trascorrere del tempo all'ombra dei Ficus secolari.

Oggi la situazione è quella che si coglie dalla foto a fianco: una spianata di sassolini bianchi, nessuna panchina, ed evidentemente nessuna volontà di facilitare l'accesso pedonale.

Insomma la piazza è stata racchiusa con una recinzione metallica, per fortuna bassa e non offensiva, ma comunque tale da circoscrivere gli spazi in una sorta di acquario.

Sono stati realizzati marciapiedi all'esterno della recinzione ed un corridoio di attraversamento:  senz'altro utili e gradevoli, ma che in tutta evidenza privilegiano chi deve attraversare, andare oltre, trascurando chi vorrebbe fermarsi.

Esattamente il contrario di quanto auspicato non tanto da me, ma da persone di valore di ieri quali Siro Vannelli nel suo libro sul verde di cagliari, e di oggi, quali Tiziano Fratus nel suo libro "I Giganti Silenziosi".

Naturalmente niente di irreparabile, se c'è la volontà; basta (ri)mettere un po' di panchine, e fare come nei parchi cittadini: aprire la recinzione durante le ore del giorno, e chiudere la notte, onde evitare presenze indesiderate ed atti di vandalismo.



C'è poi la questione dei sassolini, che tutto ricoprono: il prof. Bacchetta, responsabile dell'Orto Botanico ha già criticato questa scelta da un punto di vista tecnico. Io mi permetto una aggiunta di tipo estetico: le radici tabulari dei Ficus magnolioides/macrophilla sono una delle cose più belle di questi giganti verdi, e noi le andiamo a nascondere quasi completamente!





Infine, segnalo un errore (o uno scambio di lapidi) nell'individuazione del nome di uno dei Ficus, e precisamente quello all'angolo fra la stazione delle corriere e la stazione ferroviaria: quello non è un Ficus macrophilla, come indicato nella lapide, ma un Ficus bellengeri o bellingeri o watkinsiana  (post 23/10/11)
Un meraviglioso esemplare di una specie rara per Cagliari, con le foglie più  acute e lanceolate del macrophilla; questo è probabilmente l'esemplare più grande della città, anche se di età molto inferiore ai cugini, dato che forse risale "solo" alla metà del secolo scorso; un altro esemplare, ma non così bello, lo troviamo all'Orto Botanico.

Insomma, io spero che la piazza sia recuperata anche per starci dentro, e non solo per essere guardata da fuori.