Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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sabato 24 settembre 2011

Il parterre di piazza Matteotti

Il titolo magniloquente del post nasce dal nome con il quale veniva chiamato questo giardino, fino alla prima metà del secolo scorso; e precisamente il parterre era nato come propaggine della stazione delle Ferrovie Reali, alla fine del 1800. E' importante questo riferimento storico, perchè alcune delle piante tuttora presenti risalgono all'epoca, per cui sono da considerare veri e propri monumenti arborei.

L'idea di parlarvi di piazza Matteotti mi è venuta da una bella fotografia aerea pubblicata sull'Unione Sarda alcuni giorni fa, che riporto qui sotto:





E' la foto ideale per il nostro scopo, che ci consente di identificare subito i principali alberi che abitano questa piazza; la vista dall'alto evita fra l'altro la confusione che invece si è creata a livello del terreno, a causa soprattutto della mastodontica dimensione dei Ficus Magnolioides (post del 3/11/10).
Infatti questi Ficus, in numero di 3 (due in basso al centro della foto, uno in alto a sinistra), identificabili anche dal colore più cupo del fogliame, si sono "mangiati" una serie di palme, delle quali passando nel giardino si vede solo il tronco.

Allo stesso modo quasi scompare, vista da terra, l'unica Araucaria rimasta, che peraltro è quasi invisibile anche nella foto dall'alto, perchè si sovrappone con un'altra pianta.

Oltre ai dominanti Ficus Magnolioides sono da segnalare alcuni esemplari di Ficus Retusa (post citato), sui lati che guardano via Roma ed il Palazzo Comunale  e, in basso a sinistra nella foto, uno splendido esemplare di Ficus Bellengeri, un'altra specie di Ficus molto rara in città. E' così maestoso che potrebbe quasi essere confuso con un Magnolioides, se non fosse per le foglie più piccole ed allungate.
E' emozionante pensare che questi alberi risalgono alla fine del 1800, più di cento anni fa; aggiungo come curiosità che i Magnolioides arrivarono in città dalla Sicilia, ad opera dell'agronomo civico di allora, appunto siciliano.

Dopo aver trattato con il dovuto rispetto ed ammirazione gli alberi di questa piazza, non posso però trascurare alcuni aspetti negativi, dal punto di vista del pedone e non dei fortunati che possono godere la vista degli alberi dall'alto, per esempio dalle finestre del Comune.

 L'aspetto delle piante dal basso è, come detto, confuso, quasi di costrizione; questa sensazione si aggiunge alla confusione indotta dal traffico tutto intorno e dal suo rumore. Inoltre, dato il posizionamento, la piazza viene utilizzata come un corridoio di passaggio fra le stazioni di treni ed autobus e la zona di via Roma e del Largo.
Il pavimento, come si vede dalla foto a sinistra, è stato in molti punti distrutto dalle poderose radici tabulari. E ancora, la presenza di alcune auto e furgoni di titolari di bancarelle all'interno della piazza non aiuta il decoro dell'insieme.
Insomma, anche se le dimensioni del traffico veicolare e pedonale della zona rendono delicato e molto difficoltoso qualsiasi intervento, ritengo che qualcosa si potrebbe fare per restituire a questa piazza il senso dello "stare", oggi assolutamente prevaricato da quello del "passare".

  Gli alberi di piazza Matteotti meritano qualcosa di più.