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mercoledì 29 aprile 2026

L'Iris primaverile

 

Non si può rimanere indifferenti alla bellezza di questo fiorellino, anche se molto piccolo, in genere pochi centimetri da terra, e di vita brevissima, non più di mezza giornata.

Si tratta di un Iris, dal nome scientifico impronunciabile di Moraea sisyrinchium, una bulbosa che cresce in questo periodo nei terreni liberi vicino al mare.

Ve lo avevo già presentato (post del 19/4/18), ma il fascino di questa fugace bulbacea merita una ripresa, eternata da questa foto di alcuni giorni fa, nei terreni ghiaiosi appena a monte di una spiaggia di Santa Margherita.

Il nome comune è Giaggiolo, che identifica però decine di specie, ivi compreso l'Iris planifolia invernale, anch'esso oggetto della nostra attenzione in alcune occasioni. 

Noi ci accontentiamo di aver individuato due specie;  lasciamo il resto agli specialisti, e ci limitiamo ad ammirare questi meravigliosi piccoli prodotti della Natura.

martedì 21 aprile 2026

Ricordiamoci di ammirare la fioritura degli Ippocastani cagliaritani!

 Ho presentato già diverse volte la fioritura degli Ippocastani, Aesculus hippocastanus, ed in particolare di quelli di via Castiglione, che ne ospita molti esemplari; ma questo non mi esime dal riportarli alla ribalta ancora una volta, data la peculiarità e la bellezza di questa fioritura.

Ecco allora un bell'esemplare, con ampia e simmetrica chioma, che espone le splendide infiorescenze bianche che sembrano candeline appese ai rami.

Un albero che ho già presentato più volte, dicevo, da una lato segnalando la poca adattabilità al nostro clima, che lo fa crescere poco e lo fa soffrire e deperire per il caldo, dall'altra appunto la fioritura, tanto più godibile per la altezza non troppo elevata dei nostri alberi.

Ricordo anche che di questa essenza esiste una specie con i fiori rosa, Aesculus pavia, con pannocchie ancora più belle, e di cui esiste almeno un esemplare, sempre in via Castiglione; vi rimando ai precedenti post per ulteriori notizie e foto, ecco alcuni link (post del 8/4/1127/4/16, 7/5/20 ). 

Ma, come sempre, il suggerimento è recarsi a goderli di persona, nell'ambito di una passeggiata che può comprendere anche i Callistemon citrinus con i loro spazzolini rossi, nel parchetto proprio all'inizio della via.

domenica 12 aprile 2026

Si poteva salvare questo Schinus?

 Sì, secondo me si poteva salvare il grande Schinus molle che viveva nel piazzale di fronte al parco Vannelli, fra via Giudice Chiano e via Giudice Mariano: bisognava solo intervenire per tempo per proteggerlo adeguatamente o, una volta verificatosi il parziale sradicamento, intervenire con il raddrizzamento e con un sostegno adeguato al peso della chioma. Purtroppo non è stata fatta né l'una cosa né l'altra, e l'albero è finito nelle grinfie della motosega.


Ecco una foto scattata a febbraio di quest'anno, dopo che il parziale sradicamento era avvenuto: il tronco era sorretto da un sostegno assolutamente inadeguato, ed in questa fase si doveva intervenire con il raddrizzamento (previa eventuale sfoltitura della chioma) e l'inserimento di un sostegno adeguato.

Ma, in realtà, era già mancato l'intervento preventivo di protezione, che avrebbe evitato questa situazione; purtroppo gli Schinus molle, a fronte di una crescita generosa nella quantità di rami e veloce nel tempo (si pensi per esempio agli esemplari  della piazza prospiciente  via dei Giudicati), hanno la caratteristica di avere un tronco sottile in relazione alla chioma, e quindi possono essere a rischio in ragione dell'esposizione al vento, soprattutto al maestrale. Ma questo i nostri giardinieri comunali lo sanno bene.

Tornando al nostro esemplare del parco Vannelli, non essendoci stata la protezione preventiva si doveva intervenire con il raddrizzamento ed il sostegno adeguato.


E invece questa a destra è la situazione odierna, dopo l'intervento della motosega.

Si può obiettare: l'intervento di salvataggio sarebbe costato molto di più, e l'esito sarebbe stato incerto; lo so, ma comunque secondo me si doveva tentare.
Si può solo sperare che per il futuro si lavori di più sugli interventi di protezione preventivi, almeno per gli esemplari più esposti.



sabato 4 aprile 2026

Passeggiata primaverile all'inizio di Terrapieno

 E sottolineo primaverile, dato che finalmente, con due settimane di ritardo e tante piogge, la primavera si è manifestata, e con lei il cielo limpido e la voglia di uscire a passeggio: e allora, che cosa c'è di meglio di una passeggiata verde a Terrapieno?

Cominciamo dal Giardino sotto le Mura e da quello che per me, assieme alla grande Fitolacca dioica alla base dell'ascensore, ne costituisce l'albero più rappresentativo: il vecchissimo Carrubo, Ceratonia siliqua, che si presenta alla nostra ammirazione con il bastone della vecchiaia che sorregge il glorioso tronco, avvitato, vuoto e spigoloso.


 



Ecco una immagine d'insieme che ce lo mostra piegato, ma con la chioma ancora in forma, e nella foto sotto un dettaglio del tronco con i segni dell'età.

                                             
                                              

Un albero che merita di essere ammirato con calma, magari seduti su una delle panchine che lo affiancano.




Qui siamo dirimpetto al Giardino sotto le Mura, in piazza Endrich, appunto all'inizio di Terrapieno. 
Si vede, contornato dalle fronde del grande Ficus magnolioides, il globo di un lampione, dal quale spunta, che cosa? una Felce, che non ha trovato di meglio per sistemarsi che un pertugio fra il globo e la struttura di sostegno.
Una foto buffa, che dimostra ancora una volta che non esiste niente che possa fermare un seme che ha deciso di germinare! Ringrazio Maria Bonaria, che mi ha segnalato questa situazione. 



E queste qui a destra, sempre in piazza Endrich e con lo sfondo del filare di Ficus retusa,  sono alcune delle Washingtonie che sostituiscono le precedenti Phoenix uccise dal malefico punteruolo rosso, come a suo tempo segnalato (post del 11/10/15). 

Come si vede, e senza nemmeno passeggiare molto, abbiamo trovato alcuni spunti di interesse sul verde di questa bellissima parte della città; basta fermarsi, guardare ed apprezzare!