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Quanto è bella la Plumeria fiorita!

 E' proprio bella la Plumeria rubra quando fiorisce, nel pieno dell'estate cagliaritana, con i suoi fiori bianchi di porcellana, che...

sabato 13 novembre 2010

L'albero dal grande baccello

Il titolo già dichiara quale è la caratteristica saliente di quest'albero: è il suo frutto, che è un legume o baccello lungo anche 40 centimetri, spesso contorto, simile, anche se molto più grande, al ben più noto legume del carrubo (Ceratonia Siliqua). Stiamo parlando della Gleditsia Triacanthos, nome comune Spino di Giuda, dovuto al fatto che è dotato di grosse spine.
Il baccello, dicevamo, è caratteristico per la sua grandezza e persistenza sulla pianta; quest'ultima,  carica fino all'inverno di questi scuri legumi anche se già priva di fogliame, assume un aspetto affascinante.
I legumi caduti, che non si aprono (tecnicamente indeiscenti) e durano a lungo, possono essere raccolti ed utilizzati per la loro valenza estetica.
Non è un albero molto comune a Cagliari; l'esemplare più gradevole lo ho trovato in Piazza delle Muse, bella piazza alberata a cui si accede da via Piero della Francesca, quartiere Mulinu Becciu; ci sono alcuni esemplari anche a Genneruxi, nel giardinetto di via Lione, da cui è tratta la fotografia seguente, che spero metta in evidenza i legumi.
 L'ultima Gleditsia che merita di essere citata è quella dei Giardini Pubblici, che è un vecchio e grande albero ormai piuttosto malmesso,  vicino alla Pinacoteca: è probabilmente un ibrido, dato che ha caratteristiche un po' diverse da quelle classiche della specie, e come tali già evidenziate dal prof. Vannelli. Merita comunque di esser visto, sia perchè si tratta di un Patriarca, sia perchè ci "costringe" a percorrere tutti i Giardini Pubblici, ed è un piacere per la vista.  Eccolo ritratto qui sotto.

venerdì 12 novembre 2010

La tenerezza della Parkinsonia

Si, è un alberello che fa tenerezza la Parkinsonia Aculeata, per le foglie composte formate da minutissime foglioline di un bel verde chiaro; attenzione però agli aculei, indicati nel nome e presenti di fatto, che non fanno tenerezza affatto!
Si tratta, ancora una volta, di una pianta negletta, in quanto non citata nei testi che elencano le piante italiane, dato che, apprezzando solo il clima subtropicale, non vive nel centro e nord Italia. Da noi invece si trova benissimo, e  d'estate ci gratifica con un fioritura gialla strepitosa. Vedere per credere, per esempio nel giardino del Banco di Sardegna in viale Bonaria. Perde le foglie, ma data la mitezza del nostro clima ancora adesso non ha cominciato a spogliarsi, e addirittura si permette di emettere qua e là qualche fiore, a metà novembre! Suggerisco al riguardo di visionare gli esemplari di via Sarpi, vicino all'edicola, che sono di verde privato ma molto evidenti anche per chi passa in macchina lungo la via. In discesa, dovendosi fermare al semaforo, è una bella (e non pericolosa!) distrazione.

mercoledì 10 novembre 2010

La pianta dell'ammiraglio

E' una storia piuttosto nota a Cagliari quella che dà origine al titolo di questo post, ma vale la pena di ripeterla, dato che è una bella storia e riguarda una bella e soprattutto gloriosa pianta, con una vita di un secolo e mezzo.
Parliamo della Prosopis Torquata che si trova nel Parco della Rimembranza, fra via Sonnino e via S.Lucifero.
Dunque pare che questa pianta, originaria dell'America meridionale, sia stata donata alla città dall'ammiraglio di una nave inglese, che aveva trovato riparo nel porto in seguito ad un fortunale. Tale nave trasportava un gruppo di piante esotiche,  e tra queste fu scelta la piantina che oggi è il glorioso Vecchio del parco. L'albero è ormai un po' acciaccato, il tronco sostenuto da un ponteggio in verità bruttino, però è tuttora vegeto e continua a produrre i suoi piccoli legumi a mezzaluna color marrone chiaro, che quando cadono possono essere raccolti ed utilizzati per la loro valenza estetica.
 
La Prosopis merita una passeggiata di gradimento: nella foto a sinistra, vista d'insieme, e faccio notare il tronco tortuoso, a destra particolare dei legumi e del grazioso minuscolo fogliame.
Alle spalle della Prosopis si trova il giardino di S.Lucifero con altre belle piante, che meritano una chiacchierata autonoma in altra occasione.

Il micro-boulevard dei Bagolari

Tutti abbiamo in mente splendide immagini di passeggiate autunnali parigine (o londinesi o newyorkesi o......)   sopra un tappeto di foglie di platano o di altro grande albero spogliante: le abbiamo viste in qualche film, o create nella nostra mente leggendo un libro, e qualcuno di noi le ha anche vissute in prima persona. A Cagliari questa situazione non la possiamo vivere, vuoi per l'assenza di boulevard, vuoi per il nostro clima (troppo caldo, la caduta delle foglie è più diluita nel tempo e quindi meno "efficace"), vuoi perché non abbiamo alberi maestosi, vuoi per altre ragioni che non so, comunque non la possiamo vivere.

Però, se ci accontentiamo e sappiamo cercare, qualche bel quadretto autunnale c'è anche da noi. Io ve ne propongo uno che conosco e frequento, e lo propongo perchè non credo che sia molto conosciuto, se non dagli abitanti del quartiere di Genneruxi: si tratta del micro-boulevard pedonale che,  dallo slargo a destra del semaforo fra via Stoccolma e via Costantinopoli, conduce verso i binari del treno, in via Oslo. Questa strada è delimitata da due filari di Bagolari, Celtis Australis, piuttosto grandi, che in novembre organizzano appunto lo spettacolo, nel loro piccolo, del tappeto di foglie. Vale la pena di andarlo a vedere.

In città ci sono diverse altre piantagioni di Bagolari, e cito per esempio i filari di viale Regina Margherita e viale Buoncammino; questo albero si imbruttisce un po' in piena estate, perchè le foglie e le drupe (piccoli frutti tondi, che pare siano eduli, ma non mi assumo alcuna responsabilità!) si oscurano ed intristiscono, ma la nuova fogliazione primaverile apre il cuore.

lunedì 8 novembre 2010

Il siliquastro

Il Cercis Siliquastrum, o Siliquastro o ancora Albero di Giuda (da non confondere con lo Spino di Giuda, che è il nome comune della Gleditsia Triacanthos) è piuttosto comune in città, per esempio vanta molti esemplari in viale Bonaria ed in via Roma. E' un albero piccolo, e questo è un elemento positivo per una albero "da strada", che rimane godibile negli anni, ed ha una bellissima fioritura rosa primaverile. Detto questo, a me non piace molto, è spogliante, non ha un bell'aspetto per molti mesi dell'anno, ed in particolare mantiene appesi i vecchi frutti che diventano neri e gli danno un aspetto lugubre.  Mi pare però che gli aspetti negativi siano stati recepiti dagli addetti al verde pubblico, perchè negli ultimi anni non mi sono accorto di nuove installazioni.

La strada delle Magnolie

C'è una strada, via Copernico traversa di via Castiglione, che nel primo tratto rettilineo è abbellita da un buon numero di grandi esemplari di Magnolia Grandiflora, che si susseguono lungo la via dominandola dai giardini condominiali di ambo i lati: è proprio un bel vedere. Bisogna dare atto, a chi a suo tempo ha deciso queste piantumazioni in maniera coordinata (il costruttore delle palazzine, le assemblee condominiali, chissà....), di aver effettuato una scelta positiva e lungimirante, che coniuga il valore del privato con quello del pubblico.
Purtroppo queste piante non sono molto generose nel produrre i loro bellissimi e profumati fiori bianchi, ma direi che è più che sufficiente la bellezza delle foglie, lucide, dure e con la pagina inferiore rossastra, per farcele apprezzare; sono simpatici anche i frutti, pigne con semi rossi in evidenza.
Troviamo queste piante soprattutto nei giardini privati, forse perchè necessitano di interventi significativi in fase di piantumazione, per ridurre il livello di calcare (di cui Cagliari è ricca) nel terreno.

giovedì 4 novembre 2010

Il Leccio cittadino, nobile decaduto.

Il Leccio, Quercus Ilex, appartiene ad una delle famiglie più nobili del mondo vegetale, quella delle Fagaceae, a cui appartengono anche il Faggio ed il Castagno. E tanto più è nobile per noi sardi, il cui legame con le querce è fortissimo ed indissolubile. Però, c'è un però. La quercia, ed il leccio non fa eccezione, è un albero di campagna, di bosco, di foresta; costringerlo in città, tanto più in spazi ristretti come le aiuole spartitraffico delle strade (si veda p.es in via Scano, in viale Poetto, in via Dante) non gli rende merito, spesso lo fa soffrire per l'inquinamento delle auto, non gli consente di esprimere le sue capacità di crescita.
 Come avrete capito, io amo il leccio ma non il leccio cittadino, che infatti ho definito nobile decaduto; la sua presenza dovrebbe quanto meno  essere limitata agli ampi spazi, piazze e giardini. Per capire il senso delle mie parole, basta riandare con il pensiero ad una gita in campagna, tanto per esemplificare Campuomu ed i Sette Fratelli (per non dire dei boschi della Barbagia!), e confrontare uno di quei lecci con un esemplare di strada cagliaritana. Mi si potrebbe obiettare che questo avviene per tutte le piante "campagnole" che crescono libere in natura nella nostra Isola, ma non è così: penso per esempio al Carrubo, di cui parleremo in altro post, che vanta degli splendidi esemplari in città, assolutamente indifferenti al traffico ed all'inquinamento.
Per vedere qualche esemplare decente di leccio si può andare ai giardini pubblici o in qualcuno dei grandi parchi cittadini.
A conferma delle mie parole, è molto raro trovare in città altre specie di querce, che pure nobilitano i nostri boschi: penso alla roverella, Quercus Pubescens, di cui ricordo solo un bell'esemplare in un giardino privato di via Sant'Alenixedda, visibile dalla traversa via Pintor, e naturalmente alla sughera, Quercus Suber, di cui non ricordo alcun esemplare.
Insomma, se non parleremo tanto di querce in questo blog, non è colpa di questi splendidi alberi, ma della loro essenza campagnola e non cittadina; sull'argomento è auspicabile ogni vostro gradito commento.

mercoledì 3 novembre 2010

Il popolo dei Ficus

Ho deciso di dedicare un post al popolo dei Ficus (in realtà, da un punto di vista terminologico, i Ficus appartengono ad un genere della famiglia Moracee), per rendere loro giustizia rispetto al modo in cui vengono trattati nei "sacri testi" che parlano degli alberi italiani. Infatti in questi testi viene dedicato ai Ficus pochissimo spazio, o addirittura si fa riferimento al solo Ficus Carica dimenticando che da noi, ed in tutto il sud Italia, i Ficus costituiscono una popolazione importante e varia, soprattutto nelle città.
Fatta questa doverosa rimostranza, facciamo parlare i fatti: ecco un elenco delle principali specie di Ficus che abitano con soddisfazione a Cagliari.

Ficus Magnolioides : tutti i cagliaritani conoscono queste piante, sono glorie locali sia quelli del giardinetto della Darsena che quello dell'Orto Botanico; sono belli ed immensi, e possiamo apprezzarli anche per le radici, a prescindere dai possibili danni. Infatti  questi alberi emettono, ed espongono bene in vista, sia radici colonnari che tabulari a filo di terreno, molto affascinanti, come si può notare nella foto sotto, ripresa all'Orto Botanico.



Ficus Retusa: è forse, ormai, l'albero "pubblico" più comune a Cagliari, citatissimo anche sulla stampa locale per i problemi e le beghe generate dalle sue robuste radici. Cito solo Piazza Garibaldi, ma potrei citare Viale Trieste, Viale Merello, Piazza Yenne e così via.  E' un carro armato: robustissimo, nulla lo ferma nella sua crescita ed espansione. Guardate la foto sottostante, di un esemplare non particolarmente bello, nè grande, ma guardate dove è cresciuto: sulla strada! Infatti si trova a Su Siccu, come si vede dallo sfondo di alberature di natanti, e certamente non è stato messo a dimora dall'uomo; ha deciso di crescere lì, e lo sta facendo!


Ficus Benjamina: da molti ancora confuso o usato come sinonimo del Retusa è invece un'altra specie, nata come pianta d'appartamento, che ha una foglia più chiara e delicata e normalmente non fa frutti. Il FB pur rimanendo anche pianta d'appartamento ha progressivamente  sceso i gradini di casa ed occupato la terra piena, dimostrando che, all'aperto, si trova non bene ma benissimo.  Si trova spesso in giardini condominiali (per esempio a Genneruxi ce ne sono tanti) dove è passato da una vita stentata all'interno ad una nuova e gloriosa vita all'aperto. Normalmente ha un aspetto più da cespuglio che da albero, ma se ne cominiciano a vedere esemplari molto grandi.

Ficus Elastica: altra pianta che ha fatto il salto dall'interno all'esterno, con esiti clamorosi: si sono viste piantine più morte che vive, ridotte ad un bastoncino o poco più nella loro vita d'appartamento, rinascere e diventare all'aperto splendidi alberi con grande ombrello di foglie, che contendono gli spazi alle altre specie e spesso provocano guai con le loro invadenti radici. Sono presenti in moltissimi giardini condominiali, ma anche nel verde pubblico; cito per esempio, fra le tante, la piazzetta di Largo Gennari.

Ficus Rubiginosa: poco presente a Cagliari, ed è un peccato perchè è un albero molto bello, con fogliame densissimo e foglia spessa con iridescenze rossastre. Ci sono alcuni splendidi esemplari ai Giardini Pubblici (a sinistra passeggiando dall'ingresso), ma mi piace citare i due che fanno da sentinella allo stabilimento balneare del Lido, bellissimi e rigogliosi pure in un terreno che non sembra favorevole alla crescita di alberi. Uno degli esemplari è ripreso qui sotto; faccio notare la forma della base, dovuta al fatto che l'albero era stato costretto dentro un grosso cilindro in cemento, che naturalmente ha provveduto a spaccare.

Mi fermo qui, ma solo per non appesantire troppo il post; riprenderemo, se opportuno, a parlare di altri rappresentanti o di altri aspetti di questo genere di alberi, così rappresentativo nella nostra città.

martedì 2 novembre 2010

La bella Melia

Non è naturalmente una donna la bella Melia, ma un albero, il cui nome scientifico è Melia Azedarach, con il "cognome" teutonico che guasta la dolcezza del nome.
E' un albero molto interessante, devo dire uno dei miei preferiti. Infatti è godibile in ogni periodo dell'anno, pur essendo deciduo, anzi forse proprio per questo: d'inverno, quando si spoglia delle foglie, rimangono attaccati i frutti, cioè migliaia di piccole drupe che da verdi diventano gialle, sferiche e lucide, che fanno un bellissimo effetto (a meno che il maestrale, con esposizione sfavorevole, non le strappi via!). In primavera ha una bella fioritura celeste-violetta, anche delicatamente profumata, che convive con le giovani foglioline verdi e con i vecchi frutti gialli: veramente notevole.
E' nota anche come Albero dei rosari, per i noccioli duri che venivano utilizzati allo scopo, appunto, di fabbricare rosari.
Non  ci sono moltissimi esemplari a Cagliari, forse anche perchè non è un albero molto resistente: qui sotto un bell'esemplare in via Monteverdi, angolo via Leoncavallo, ripreso in questo periodo, ancora con le foglie ma già con in evidenza i frutti gialli.

lunedì 1 novembre 2010

Gli alberi non adatti alla nostra città

Nei precedenti post abbiamo parlato di alberi che crescono benissimo a Cagliari, e di tanti altri parleremo ancora; è doveroso però segnalare anche gli alberi che, pure presenti, hanno vita stentata. Una prima categoria, la più scontata,  riguarda gli alberi che vivono bene in quota ma soffrono al livello del mare: salvo rari esempi, a Cagliari non potremo vedere un grande e sano abete, o larice o  pino silvestre.
 La seconda categoria, sulla quale mi voglio soffermare, sono le piante che soffrono per il clima, ed in particolare temono il caldo. C'è anche una terza categoria, gli alberi che non amano la città e basta, ma ne parlerò in altro post. Tornando alle piante che temono il caldo, queste piante ci sono, e possono essere anche molto belle in certi periodi dell'anno, ma stentano sotto la calura estiva; in conseguenza, non raggiungono le dimensioni e la bellezza che hanno nelle zone dove sono a loro agio. Alcuni esempi:
l'Ippocastano, Aesculus Hippocastanum, di cui abbiamo un doppio filare in via Castiglione, e che pure in primavera mette sù delle splendide infiorescenze bianche o rosa: d'estate ripiega, e le foglie di molti esemplari si bruciano. In conseguenza, non potremo mai avere gli esemplari maestosi ed enormi che vivono, per esempio, a Parigi o a Londra, ma anche a Milano e Roma.
Stesso discorso per il Tiglio, Tilia Vulgaris, che troviamo per esempio in filare sulla strada che da viale Marconi conduce verso Selargius: sono piccoli e, in piena estate, con le foglie orlate di secco.
Ed ancora possiamo citare il Platano, Platanus Acerifolia, di cui conosco un unico esile esemplare  nella piazzetta giochi di Genneruxi.

Il discorso potrebbe continuare, ma il concetto che voglio esprimere è chiaro:  godiamoci gli alberi che vegetano bene a Cagliari, e per gli altri...... un motivo in più per organizzare una vacanza fuori Sardegna!

La pianta con i frutti lampadario


La pianta che mi ha suggerito il titolo (in realtà il copyright è di mia figlia, tanti anni fa) è la Sterculia Diversifolia, di cui troviamo molti esemplari in città, per esempio nei giardinetti di Genneruxi; due bellissimi esemplari affiancati, sempre a Genneruxi, sono alla fine di Via Stoccolma. Altri begli esemplari, fotografati qui sotto, nel giardino fra via Curie e via Cagna.
Questi alberi hanno dunque un frutto molto particolare, cioè una capsula oblunga nera spesso unita ad altre in gruppi di 4 appese allo stesso lungo picciolo, tali da formare appunto una sorta di lampadario.
 Particolare di Sterculia diversifolia con i frutti appesi

 Altra specie di Sterculia (forse Balangas)

Anche il fiore della Sterculia non è da trascurare: si formano grappoli di coppette che si aprono ad inizio estate e che meritano di essere viste. Suggerisco i due esemplari di Genneruxi  citati, lo splendido esemplare, fotografato a destra, del parco di Monte Claro,  un altro bell'esemplare che si trova in Viale Regina Elena, qui sotto rappresentato.






Come vedete, un albero molto interessante, vario e ben rappresentato in città da tanti anni, non conosciuto però dalla gran parte dei testi che parlano degli alberi d'Italia.

domenica 31 ottobre 2010

Lo splendido fiore dell'albero spinoso

La Chorisia Insignis è un albero molto strano, almeno per i nostri criteri di valutazione: ha il tronco spesso rigonfio (infatti si chiama anche albero bottiglia), ha il tronco spinoso, fa dei fiori assolutamente inusuali per un albero, cioè vistosi  e grandi. Anzi, aggiungo una quarta stranezza: i frutti sono grandi capsule, simili agli Avocados, e contengono una lanugine bianca che avvolge i semi. Mi pare che a Cagliari i frutti non arrivino a maturazione, per cui è buffo vedere le piante d'inverno, senza foglie ma con questi grossi "affari" appesi.

Sta avendo una grossa diffusione a Cagliari solo da una decina di anni. L'esemplare che fa da sfondo con i suoi aculei alla nostra home page è stato fotografato all'orto botanico, ma vi suggerisco di andare a vedere i meravigliosi esemplari che ci sono nello slargo fra via Sabotino e via Trincea dei Razzi, con fiori di colore diverso. Altri esemplari si trovano in via Curie, all'angolo con via Cagna, inseriti in un piacevole angolo di verde.

La sentinella di Castello

Prima di oltrepassare Porta Cristina, venendo da Viale Buoncammino, troneggia, nel bel giardinetto sulla destra, uno splendido esemplare di Fitolacca Dioica, albero originario dell'America meridionale che, anch'esso, si è trovato benissimo a Cagliari. Altrettanto bello l'altro esemplare di Castello, a lato del vecchio museo archeologico. Caratteristica di questa pianta maestosa è il "gonfiore" della base, la ceppaia dalla quale partono grossi polloni: si veda l'esemplare presente all'Orto Botanico, rappresentato qui sotto

sabato 30 ottobre 2010

La via degli oleandri con la sorpresa dentro

Via Boccaccio è una piccola via del quartiere San Benedetto, che merita di essere citata per i due filari di splendide piante di oleandro – Nerium Oleander – che hanno raggiunto la dimensione di alberi e che, nel periodo di fioritura estiva, offrono un bellissimo spettacolo di sé e di tutta la via.
La sorpresa è costituita da un albero che cresce in un giardino privato, posto circa a metà della via, che offre nel periodo di fioritura uno spettacolo veramente bello. Si tratta di una  Erythrina Cristagalli, pianta esotica con meravigliosi fiori rossi a forma, come dice il nome, di cresta di gallo. Appartiene ad un genere che comprende moltissime specie, originarie dell’America centrale e che, naturalmente, a Cagliari si è trovato bene, tanto che il Comune ne ha inserito diversi esemplari in spazi pubblici. 

Il pomo rugoso

Passeggiare lungo il viale Regina Elena, al di là della bellezza intrinseca del viale, può offrire in questo periodo una sorpresa botanica: se alzate lo sguardo, più o meno dirimpetto all’edificio dell’Unione Sarda, potrete ammirare i frutti della Maclura Pomifera che sono  dei pomi verdi, simili come dimensione a  mele, ma dotati di escrescenze lungo tutta la superficie. Ci sono diversi esemplari di questa pianta lungo il viale, ma quello a cui mi riferisco è il più grande, anche se ha più l’aspetto di un grosso cespuglio che di un albero. La pianta non è molto bella, ed ha grosse spine, ma il frutto è assolutamente peculiare.
Nella foto, tre frutti di Maclura fanno bella mostra di sè in una natura morta con melagrane e baccelli di Gleditsia Triacanthos.
 


 Aggiornamento del 28 dicembre

Ho ripreso un'altra fotografia di questo strano frutto, che voglio condividere, passando da una natura morta su vassoio ad una natura morta su pianta: si tratta infatti di frutti ancora appesi su un alberetto, sempre in Viale Regina Elena, ormai in pieno riposo invernale. I frutti sono desinati a cadere, uno dopo l'altro, ed a liberare i loro semi.  Diversi esemplari di Maclura Pomifera si trovano
in Terrapieno perchè sono il residuo di una siepe che era stata impiantata lungo un tratto della balaustra; qui siamo appena al di sopra di piazza Marghinotti.