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Il fascino verde di via Stretta

Già al naturale è una stradina di grande fascino, la via Stretta di Castello, incastonata dietro il bastione di S.Croce, in prosecuzione di ...

lunedì 12 ottobre 2026

Il verde di strada resiste, e si fa ancora apprezzare!

 Ho voluto fare un controllo della situazione nel quartiere di Villanova, dove è cominciata e prosegue la bella abitudine di coltivare e curare verde privato nello spazio pubblico di strade e piazze semi-pedonalizzate. 

Ne abbiamo parlato molti anni fa (post del 23/10/15  e del 20/4/17) e devo dire che la situazione attuale è ancora buona, soprattutto in via Piccioni, a cui è riferita la foto qui sotto.


Si nota la strada pulita ed una bella infilata di piante accostate alle abitazioni ed anche arrampicate sui prospetti.

Le piante sono quelle che abbiamo già descritto, Ficus elastica e benjamina, Schefflere, Felci, Euphorbie e tanto altro.

Ci sono anche molte Aspidistre, che però soffrono il sole diretto, ed anche se sono piante molto robuste le loro grandi foglie ingialliscono, e quindi sono sconsigliabili.

Per il resto una bella varietà, e sicuramente un valore aggiunto che rende piacevole passeggiare in queste strade e facilita l'apertura di residenze per affitti brevi, dato che la presenza del verde sicuramente attrae i turisti (senza esagerare, per evitare il fenomeno della sostituzione, con l'abbandono delle abitazioni da parte dei proprietari storici a favore di gruppi immobiliari!)








La foto a destra ritrae una delle traverse che collegano via Piccioni a via San Giovanni, e quest'ultima è anch'essa ornata con piante esterne, a dimostrazione che è in atto un circolo virtuoso di proselitismo.





A ulteriore conferma, ecco uno scorcio di via San Saturnino dove, oltre alle piante, ci sono anche graffiti , che (anche se non sempre!) possono migliorare ulteriormente l'ambiente stradale.

E anche altri quartieri sono coinvolti, per esempio la via Stretta di Castello (post del 21/2/16).

Però, per correttezza, devo segnalare anche una strada in controtendenza, e cioè la via Sulis (post del 20/4/17) dove si notano diversi segnali di peggioramento rispetto al periodo del suo lancio. Qui però intervengono anche altri fattori, forse legati proprio a quel fenomeno già citato di abbandono delle abitazioni, in questo caso a favore di esercizi commerciali.

Qui tutto funziona finché dura l'attrazione dell'esercizio commerciale, ma quando le cose peggiorano come sta succedendo in questi ultimi anni e le vendite non vanno più tanto bene .......   
In conclusione, affinché il verde di strada resista e si sviluppi è necessario che sussista il rapporto biunivoco fra gli abitanti ed il verde medesimo, non certo il turismo "mordi e fuggi" o gli esercizi commerciali chiusi! 



mercoledì 30 settembre 2026

Le bellezze di via San Lucifero

 E parliamo della bellezza di alberi, ovviamente, che si trovano in buon numero lungo questa via.

Ed il primo posto spetta di diritto alla Prosopis torquata, la "pianta dell'ammiraglio", situata nel Parco della Rimembranza ed amica del blog fin dalle sue origini (post del 10/11/10).

Qui ho privilegiato il tronco, ma in  altri post che potete facilmente ritrovare ho presentato anche la foglia ed il bellissimo legume, spesso a forma di mezzaluna. 

Ma qui, oltre alla bellezza del vetusto tronco, si può notare la casetta dei gatti e, soprattutto, all'estrema sinistra della foto, il cartello di presentazione, che avevo proposto alcuni anni fa (post del 9/6/22), e che vedo con soddisfazione.

Nella foto a destra siamo più avanti lungo la strada, ed il parco è diventato quello dei Martiri delle Foibe, che prosegue fino alla chiesa di San Lucifero.

Questo è un vecchio e ancora bellissimo Ginepro coccolone, Juniperus oxycedrus macrocarpa, purtroppo accasciato a terra perché non sorretto in maniera adeguata. Speriamo che possa essere raddrizzato senza troppi danni, dato che, anche in queste condizioni precarie, è vivo e vegeto!



E infine, un particolare di giovani ed eleganti foglie del Ficus religiosa, anche lui pluripremiato dal blog, e rappresentante di una specie arborea importantissima anche dal punto di vista spirituale e religioso (vedi p.es. post del 22/9/14).

Come si vede, diversi spunti che ci devono invogliare ad una visita di questa strada, anche perché le bellezze non finiscono qui, ma proseguono con l'EXMA e la sua grande quercia Quercus robur, per poi sfociare in piazza San Cosimo, con i suoi Ulivi e le sue Jacarande. 
      
 

mercoledì 23 settembre 2026

I bonsai giganti dei parchi giapponesi

 Sì, siamo ancora in Giappone, ma prometto che dal prossimo post lascio l'arcipelago dell'estremo oriente e torno alla nostra, di isola. D'altra parte ho ricevuto un'altra foto da Ilaria, che ringrazio ancora, che coglie un aspetto molto interessante di come i giapponesi sanno trattare le piante, e mi è sembrato utile pubblicizzarlo.

Si tratta di una distesa di Pini neri giapponesi, Pinus thunbergii, una essenza originaria di quelle zone e diffusa poi in tutto il mondo.

Ma la peculiarità non è tanto il tipo di albero, quanto il trattamento al quale ognuno di questi alberi è stato, e viene tuttora, sottoposto, per fargli assumere questo aspetto da Bonsai gigante.

Un lavoro enorme, e continuo, che dura anni, e che è descritto dalla parola giapponese niwaki; un lavoro che si giustifica solo in  giardini storici e parchi imperiali, e che consente di trattare gli esemplari più anziani (anche centinaia di anni!) come vere e proprie opere d'arte viventi.

Un'ultima notazione, sempre per indicare la dedizione che questo popolo dedica alle piante: pensate al tappeto di aghi che i Pini lasciano sul terreno, ed alla difficoltà di liberare dalla loro presenza l'eventuale prato verde, e poi guardate il prato della fotografia: è veramente un altro mondo!  


venerdì 11 settembre 2026

I meravigliosi Canfori giapponesi

 Oggi vi porto fuori città - ma molto fuori città! - dato che andiamo addirittura in Giappone, nella sua capitale Tokyo. Ringrazio Ilaria che mi ha mandato, in veste di turista, questa bella fotografia.

E precisamente siamo all'interno del santuario Meiji, dove, nell'ambito di un grande giardino tradizionale giapponese, vivono questi due splendidi esemplari di Canforo, Cinnamomun canfora.

Il Canforo è un albero originario appunto dell'estremo oriente, ed assolutamente raro da noi; infatti ne avevo identificato con entusiasmo soltanto alcuni esemplari (post del 26/4/22) nel giardinetto al culmine del Viale Regina Elena.

Ma tornando ai nostri due esemplari giapponesi, sono alberi molto amati dai locali, oltre che dai turisti, perché rappresentano la strettissima unione della coppia reale dell'imperatore Meiji e della sua consorte, formando appunto un'unica enorme chioma di forma semisferica. Quindi, oltre che belli in sé, hanno anche un forte significato simbolico, come spesso accade per gli alberi in Giappone.  



sabato 29 agosto 2026

Una nuova Plumeria, con i fiori rosa

Ne abbiamo parlato abbastanza di recente, della Plumeria rubra fiorita (post del 9/7/26), riferendoci all'esemplare di via Dei Conversi, "pluripremiato" dal blog. 

Ma, avendo scoperto alcuni giorni fa un nuovo esemplare, fra l'altro con splendidi fiori rosa, non mi so trattenere dal presentarlo.


Ci troviamo in via Galvani, poco oltre i binari del tram provenendo da viale Marconi; non è facilissimo scoprire l'arbusto di Plumeria, in questo piccolo giardino lussureggiante, dato che ci  si passa normalmente in auto. E' opportuno dunque parcheggiare e prendersi il tempo necessario per godere, dal marciapiede, questa pianta e le altre che fanno bella mostra di sé.

I fiori rosa sono forse ancora più belli di quelli bianchi, che vi ho presentato in quasi tutte le precedenti occasioni, oramai tante dal 2016 ad oggi; faccio notare altresì la bellezza della lunga foglia lanceolata, con le nervature in evidenza. 

martedì 25 agosto 2026

L'Ailanto con la livrea estiva, e le migliaia di suoi figli

 L'Ailanto, Ailanthus altissima, vecchia e "famigerata" presenza del blog sin dal 2010, nei mesi di luglio ed agosto si riempie di migliaia e migliaia di figli, samare alate che si preparano a compiere la loro attività di colonizzazione del territorio circostante l'albero madre.

In questo periodo l'albero, pur con la antipatia che genera, legata alle sue caratteristiche di spregiudicato colonizzatore (fra i tanti, si vedano i post del 6/7/12, e del 17/6/15)  assume il suo aspetto migliore, come vediamo dalla fotografia sottostante.



Si tratta di un esemplare piuttosto grande, che vive all'interno dell'Istituto Nautico Buccari, in viale Diaz. Come si vede, trattandosi di un albero ben tenuto, nel senso che vengono via via eliminati i polloni che tende a produrre in grande quantità, ha un bell'aspetto, carico come è di infruttescenze a pannocchia pronte a rilasciare le samare alate.

Ho scelto questo esemplare perché è "pulito", ma basta una passeggiata nella zona di Castello, per esempio lungo l'"Avanzada" in via Badas, per rendersi conto delle sue capacità, e giustificare in pieno il nomignolo di abusivo vegetale che si porta appresso (post del 21/7/13).










E, per renderci conto delle sue capacità di attacco, ecco alcuni grappoli di decine e decine di semi del nostro esemplare di Ailanto; proviamo a moltiplicare per le decine di grappoli presenti sulla pianta e possiamo farci un'idea. 



  
 


sabato 15 agosto 2026

La Thevetia scappata

 In realtà non è scappata, la Thevetia peruviana che vi volevo ripresentare  oggi, ma si è nascosta. O meglio, è stata nascosta dalla protezione di un ponteggio che interessa il condominio nel quale vive, cioè quello di via Cettigne.

Si tratta della Thevetia che ho eletto a simbolo della troppo modesta presenza di questo bell'arbusto nella realtà pubblica cagliaritana, descritto in più occasioni (post del 19/8/20, 4/10/17, 28/9/21, 19/8/24 , per citarne alcuni), e che continua ad attrarmi per la sua bellezza d'insieme con forma a palla, la foglia lunga e lucida, e appunto la continua fioritura durante, e non solo, i mesi estivi.

Insomma, ero andato a controllare lo stato di salute di questo esemplare simbolo di Oleandro giallo, e magari ripresentare la sua fioritura per l'ennesima volta, e lo ho trovato nascosto, come detto.

E allora mi sono detto: perché rinunciare? Ed eccomi qua con un fiore del mio esemplare casalingo che, guarda caso, è figlio attraverso seme dell'esemplare pubblico di cui stiamo parlando. Anche lui, nel suo piccolo, continua a produrre fiori, mentre non è riuscito più a produrre frutti, ormai da diversi anni; però ci si può accontentare! 

Comunque, tornando all'esemplare simbolo, vi assicuro che il suo essere nascosto quasi completamente alla vista non gli ha impedito di fiorire, così come alcune drastiche potature non gli avevano impedito di riprendersi alla grande, a dimostrazione della sua robustezza.

Insomma, ribadisco una suggerimento già espresso ai gestori del verde pubblico: vogliamo vedere un maggior numero di Oleandri gialli in giro per la città! 


mercoledì 5 agosto 2026

Il Cirmolo, fra fascino e virtù

E' un fatto assodato: ogni volta che vado in vacanza in Alto Adige, e nell'ultimo decennio è successo oramai tante volte, rimango così piacevolmente colpito dai paesaggi, dalle montagne, dal verde dei prati e degli alberi, che al rientro sento il bisogno di parlarne. 

E così faccio anche oggi, dedicandomi in particolare alla specie di Pino per me più bella, il Pinus cembra, nome comune Cirmolo o Cembro. Ne ho parlato diverse volte (post del 26/9/16, 5/7/24, 25/7/25, per citarne alcuni) anche perché è una specie di Pino che non si trova in Sardegna (o forse ne parlo proprio per questo!), dato che predilige la montagna.

Ecco un meraviglioso esemplare isolato, che fa da sentinella al santuario di Santa Croce sotto il Sas dla Crusc, in alta Badia.

Portamento elegante, chioma fitta molto compatta, aghi corti e rigidi in mazzetti da 5 sono le sue caratteristiche esterne salienti.

Non ha i difetti che caratterizzano le altre specie di Pino, in particolare le esigenze per il tipo di terreno e "l'egoismo" che impedisce la crescita, ai piedi di questi alberi e vicino, di tante altre specie di piante.


Dopo un esemplare isolato, ecco invece un boschetto di Cembri, non accalcati ma distanziati a vantaggio del prato verde; in primo piano alcuni rami di un esemplare mettono in evidenza la compattezza degli aghi.
Qui siamo sotto il Sas de Putia, sempre in Alta Badia.

Dicevo della mancanza dei difetti che caratterizzano molte altre specie di Pino, ma dimenticavo di citare le virtù, che sono tante e notevoli; mentre vi rimando ai post citati per qualche dettaglio, riassumo citando la qualità del legno, il suo colore chiaro ed il leggero profumo, le virtù balsamiche e gli effetti positivi legati al respiro dei suoi influssi profumati. 

Naturalmente lo splendore delle Dolomiti è un elemento essenziale per apprezzare tutto quello che circonda queste cime ma, vi assicuro, il Cirmolo ci mette del suo, e non è poco!




 

sabato 18 luglio 2026

La passatoia gialla, di nuovo


 Sono passato in auto in via Cugia e, complice il caldo feroce di questi giorni, ho potuto apprezzare la pioggia dei fiorellini, accelerata appunto dal caldo, degli esemplari di Sophora japonica che abbelliscono sia via Cugia che la parallela via Carboni Boy.

La Sofora è un albero piuttosto presente in città, oltre che nelle vie citate anche, per esempio, in piazza Repubblica, in via Fracastoro e naturalmente in Stampace, con il glorioso vecchissimo esemplare.

Non ho avuto il coraggio di scendere dall'auto per fare qualche fotografia, per cui vi ripresento una fotografia già pubblicata (post del 11/7/15), che mette in evidenza le migliaia e migliaia di fiorellini sulla pianta, oltre a quelli già caduti a formare la passatoia.

Rimando chi volesse approfondire ad una veloce ricerca,  per riguardare i tanti post che abbiamo dedicato a questa essenza, decisamente importante per la città. Ricordo che la bellezza della Sofora si estende fino all'autunno, con la formazione dei "baccelli strozzati" che sotto una certa luce sembrano contenere perle, e non umili semi.

Insomma decisamente un bell'albero, degno rappresentante della flora cittadina; vale la pena, ogni tanto, riportarlo all'attenzione, ed andarsi a godere il suo fascino, anche se solo passando in auto!   

giovedì 9 luglio 2026

Quanto è bella la Plumeria fiorita!

 E' proprio bella la Plumeria rubra quando fiorisce, nel pieno dell'estate cagliaritana, con i suoi fiori bianchi di porcellana, che virano al giallo verso l'interno della corolla.

Ecco l'esemplare di via Dei Conversi, un vero e proprio alberello che già vi ho presentato (post del 6/8/23), e che si mostra questi giorni da un confine condominiale, perfettamente visibile dalle auto di passaggio o da chi fa jogging nella pista ciclabile dirimpetto.

La fioritura esiste anche rosa (post del 14/8/20) e nell'originale rosso che dà origine al nome, ma non conosco a Cagliari esemplari di questo colore.  

La fioritura della Plumeria, nei suoi vari esemplari cittadini, andrà avanti fino a tutto agosto, questa di oggi è forse la prima di stagione; un motivo di più per ammirarla!

sabato 27 giugno 2026

L'albero di Bignonia gialla fiorito

 La Campsis (Bignonia) radicans flava è una pianta rampicante caratterizzata, come da attributo flava, dalla fioritura gialla di grande fascino.

E' una pianta rampicante, dicevamo, ma che se non trova appigli non disdegna di reggersi in autonomia, come l'esemplare odierno, che è un vero e proprio albero.


Eccolo qua, l'esemplare che merita di essere chiamato albero, almeno come altezza.

Dove si trova? Molti di voi avranno riconosciuto la strada, soprattutto i frequentatori del mercato nel nuovo sito o quelli del Teatro Lirico: siamo in via S.Alenixedda, nel giardino della ex scuola agraria.

Questa Bignonia è un esemplare storico, del quale abbiamo già parlato diverse volte (p.es. post del 7/12/10, ma anche 30/5/14, o 2/5/17); dai post citati si può cogliere anche la bellezza degli altri colori, che accompagnano la tarda primavera e la prima estate.



  

Ecco a destra alcuni fiori , che ci fanno cogliere la vivacità del giallo di queste simpatiche trombette.

Ed altrettanto bello è il colore dei fiori di un'altra specie di Bignonia, la Bignonia tweediana, fotografata fra l'altro nel post del 2017 citato.

Termino sciogliendo una curiosità, che avrà colto sicuramente alcuni di voi: da dove origina lo strano nome di questa strada, che è anche il nome di una piccola ed affascinante chiesetta romanica? Alenixedda è il diminutivo sardo di Elena, santa alla quale è dedicata la chiesetta ed il quartiere con l'omonima strada.


 

venerdì 19 giugno 2026

Il tappeto rosso

 No, non ci riferiamo al tappeto rosso, red carpet,  degli Oscar, e tantomeno a quello steso da Trump per accogliere Putin in  Alaska, ma ad una tappeto rosso naturale e prodotto da un albero, come si confà al nostro blog.

Eccolo qui, il bellissimo tappeto rosso. Chi lo produce e dove si trova, sono le domande che sorgono spontanee, ma che dovrebbero avere già una risposta per i più assidui lettori del blog: questo tappeto è prodotto da una Sterculia diversifolia, attualmente riclassificata in Brachychiton populneus, che si trova fra via Stoccolma e via Berna, a Genneruxi.

Ne abbiamo parlato tante volte, delle due sorellone di Genneruxi (p.es. post del 26/5/16,  2/6/20,  24/1/26), ma la bellezza di questa fioritura e di questo tappeto ci induce a parlarne ancora.



Ed ecco a destra la "macchina" che provvede alla continua produzione del tappeto, quando i piccoli orci decidono di cadere e distribuirsi per terra.

Ricordo che le sorelle sono due, e che la produzione è sfalsata di un paio di settimane; ricordo altresì che i tanti esemplari sparsi per la città sono in grado di produrre anche tappeti gialli o verdognoli, per tutti i gusti, ma comunque sempre bellissimi!  


lunedì 8 giugno 2026

La spalliera dei Capperi fioriti

 L'attrazione è fatale, non posso resistere: quando passo di fronte ad una spalliera di Capperi fioriti, Capparis spinosa, mi fermo ad ammirarli e, magari, a fotografarli.



Ed eccola, la spalliera odierna: si trova in via Fiume, ed è una delle tante che abbelliscono in questi giorni gli strapiombi di Castello, quartiere cagliaritano di elezione di questa bellissima piantina arrampicatrice.

Naturalmente abbiamo parlato tante volte del Cappero, ne cito solo alcune (post del 24/5/15, 4/7/16, 11/6/20); ho addirittura usato il nome sardo Tappara, o la triade Calcare, Sole, Allegria, per celebrare i Capperi di Castello!

 



Spero che anche le centinaia di turisti che frequentano questi giorni il quartiere, magari stimolati dai loro accompagnatori, siano attratti e godano, fra le altre cose che offre il luogo, di questa vista, magari mettendo a fuoco la delicatezza del singolo fiorellino, come nella foto qui di seguito: un vero piacere!

domenica 31 maggio 2026

Il Cactus con la coroncina di fiori

 Oggi vi presento una nuova pianta grassa, o meglio succulenta: la Mamillaria spinosissima, appartenente alla grande famiglia delle cactacee. Presentare piante grasse è una cosa che non faccio quasi mai, anche se mi piacciono molto, perché appartengono ad un mondo che conosco molto poco.

Ma, ogni tanto, mi piace trasgredire, soprattutto quando è il periodo di fioritura, dato che i fiori delle piante succulente sono normalmente bellissimi, e le fioriture sono spesso rare.



Se poi la fioritura assume l'aspetto di una coroncina posta all'apice del tronco, come è tipico di questa specie, diventa irresistibile, come nel caso della Mamillaria qui a sinistra, ripresa in un vaso del mio terrazzo.

Come si intuisce dalla foto, questa pianta ha un fusto colonnare, alto una quindicina di centimetri, e la sua fioritura dura diversi giorni, e può anche ripetersi più volte nell'arco dell'anno.

Devo aggiungere, a scanso di equivoci, che la pianta grassa è affascinante anche in assenza di fioritura, per la forma e per la livrea spinosa, oltre che per il modo nel quale il bravo coltivatore dispone in vaso piantine di diversa specie.





Per apprezzare anche la livrea spinosa, ecco una immagine appartenente ad altre Mamillarie, che vivono nello stesso vaso ma che sono fiorite una quindicina di giorni fa, dandosi il cambio con l'esemplare precedente e mantenendo così più a lungo la possibilità di ammirare la fioritura.

Faccio infine notare l'altra succulenta che appare in basso a destra in foto, con altri strani fiorellini lunghi e sottili. E questo è solo un assaggio di un mondo meraviglioso, se saputo osservare!


martedì 19 maggio 2026

L'enorme e meraviglioso Tasso torinese

 Oggi andiamo fuori Sardegna, e precisamente a Torino, città ricca di verde, di alberi enormi e di grande impatto. Ci sono stato trasportato, quasi di forza, da una immagine che mi ha inviato Stefano, che ringrazio; eccola qui sotto.

L'enorme Tasso, Taxus baccata, si trova nei giardini barocchi della Villa della Regina a Torino, residenza reale Sabauda e meta turistica molto frequentata.

Un esemplare magnifico, e certamente secolare, che è stato trattato recentemente con una potatura di contenimento, operazione che i Tassi sopportano molto bene, e che gli ha dato questo assetto conico di grande fascino.

E noi sardi conosciamo molto bene il Tasso, pianta autoctona della nostra isola, che però predilige le zone fresche e quindi non è praticamente presente a Cagliari, ma appunto nell'interno dell'isola ed in quota. Vi rimando al riguardo ad alcuni dei post dedicati ai Tassi nella realtà isolana (post 11/5/16,   29/9/17,  22/10/12,  26/8/11 ), per dimostrare con orgoglio che anche noi abbiamo da dire la nostra sui Tassi, fra singoli esemplari millenari e boschi a loro dedicati. 

Insomma il Tasso è un albero capace di assumere le più diverse fattezze, dalla siepe ad altezza d'uomo alla mostruosità del tronco da 7,50 metri di circonferenza dell'esemplare nostrano di Badde Salighes,  fino ad altezze inusitate per noi ma non per lo splendido esemplare odierno.