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La nostra amica Thevetia di Genneruxi

 E' una nostra amica, la Thevetia peruviana di via Cettigne, a Genneruxi, perché l'abbiamo adottata come esemplare pubblico di rifer...

martedì 25 agosto 2026

L'Ailanto con la livrea estiva, e le migliaia di suoi figli

 L'Ailanto, Ailanthus altissima, vecchia e "famigerata" presenza del blog sin dal 2010, nei mesi di luglio ed agosto si riempie di migliaia e migliaia di figli, samare alate che si preparano a compiere la loro attività di colonizzazione del territorio circostante l'albero madre.

In questo periodo l'albero, pur con la antipatia che genera, legata alle sue caratteristiche di spregiudicato colonizzatore (fra i tanti, si vedano i post del 6/7/12, e del 17/6/15)  assume il suo aspetto migliore, come vediamo dalla fotografia sottostante.



Si tratta di un esemplare piuttosto grande, che vive all'interno dell'Istituto Nautico Buccari, in viale Diaz. Come si vede, trattandosi di un albero ben tenuto, nel senso che vengono via via eliminati i polloni che tende a produrre in grande quantità, ha un bell'aspetto, carico come è di infruttescenze a pannocchia pronte a rilasciare le samare alate.

Ho scelto questo esemplare perché è "pulito", ma basta una passeggiata nella zona di Castello, per esempio lungo l'"Avanzada" in via Badas, per rendersi conto delle sue capacità, e giustificare in pieno il nomignolo di abusivo vegetale che si porta appresso (post del 21/7/13).










E, per renderci conto delle sue capacità di attacco, ecco alcuni grappoli di decine e decine di semi del nostro esemplare di Ailanto; proviamo a moltiplicare per le decine di grappoli presenti sulla pianta e possiamo farci un'idea. 



  
 


sabato 15 agosto 2026

La Thevetia scappata

 In realtà non è scappata, la Thevetia peruviana che vi volevo ripresentare  oggi, ma si è nascosta. O meglio, è stata nascosta dalla protezione di un ponteggio che interessa il condominio nel quale vive, cioè quello di via Cettigne.

Si tratta della Thevetia che ho eletto a simbolo della troppo modesta presenza di questo bell'arbusto nella realtà pubblica cagliaritana, descritto in più occasioni (post del 19/8/20, 4/10/17, 28/9/21, 19/8/24 , per citarne alcuni), e che continua ad attrarmi per la sua bellezza d'insieme con forma a palla, la foglia lunga e lucida, e appunto la continua fioritura durante, e non solo, i mesi estivi.

Insomma, ero andato a controllare lo stato di salute di questo esemplare simbolo di Oleandro giallo, e magari ripresentare la sua fioritura per l'ennesima volta, e lo ho trovato nascosto, come detto.

E allora mi sono detto: perché rinunciare? Ed eccomi qua con un fiore del mio esemplare casalingo che, guarda caso, è figlio attraverso seme dell'esemplare pubblico di cui stiamo parlando. Anche lui, nel suo piccolo, continua a produrre fiori, mentre non è riuscito più a produrre frutti, ormai da diversi anni; però ci si può accontentare! 

Comunque, tornando all'esemplare simbolo, vi assicuro che il suo essere nascosto quasi completamente alla vista non gli ha impedito di fiorire, così come alcune drastiche potature non gli avevano impedito di riprendersi alla grande, a dimostrazione della sua robustezza.

Insomma, ribadisco una suggerimento già espresso ai gestori del verde pubblico: vogliamo vedere un maggior numero di Oleandri gialli in giro per la città! 


mercoledì 5 agosto 2026

Il Cirmolo, fra fascino e virtù

E' un fatto assodato: ogni volta che vado in vacanza in Alto Adige, e nell'ultimo decennio è successo oramai tante volte, rimango così piacevolmente colpito dai paesaggi, dalle montagne, dal verde dei prati e degli alberi, che al rientro sento il bisogno di parlarne. 

E così faccio anche oggi, dedicandomi in particolare alla specie di Pino per me più bella, il Pinus cembra, nome comune Cirmolo o Cembro. Ne ho parlato diverse volte (post del 26/9/16, 5/7/24, 25/7/25, per citarne alcuni) anche perché è una specie di Pino che non si trova in Sardegna (o forse ne parlo proprio per questo!), dato che predilige la montagna.

Ecco un meraviglioso esemplare isolato, che fa da sentinella al santuario di Santa Croce sotto il Sas dla Crusc, in alta Badia.

Portamento elegante, chioma fitta molto compatta, aghi corti e rigidi in mazzetti da 5 sono le sue caratteristiche esterne salienti.

Non ha i difetti che caratterizzano le altre specie di Pino, in particolare le esigenze per il tipo di terreno e "l'egoismo" che impedisce la crescita, ai piedi di questi alberi e vicino, di tante altre specie di piante.


Dopo un esemplare isolato, ecco invece un boschetto di Cembri, non accalcati ma distanziati a vantaggio del prato verde; in primo piano alcuni rami di un esemplare mettono in evidenza la compattezza degli aghi.
Qui siamo sotto il Sas de Putia, sempre in Alta Badia.

Dicevo della mancanza dei difetti che caratterizzano molte altre specie di Pino, ma dimenticavo di citare le virtù, che sono tante e notevoli; mentre vi rimando ai post citati per qualche dettaglio, riassumo citando la qualità del legno, il suo colore chiaro ed il leggero profumo, le virtù balsamiche e gli effetti positivi legati al respiro dei suoi influssi profumati. 

Naturalmente lo splendore delle Dolomiti è un elemento essenziale per apprezzare tutto quello che circonda queste cime ma, vi assicuro, il Cirmolo ci mette del suo, e non è poco!




 

sabato 18 luglio 2026

La passatoia gialla, di nuovo


 Sono passato in auto in via Cugia e, complice il caldo feroce di questi giorni, ho potuto apprezzare la pioggia dei fiorellini, accelerata appunto dal caldo, degli esemplari di Sophora japonica che abbelliscono sia via Cugia che la parallela via Carboni Boy.

La Sofora è un albero piuttosto presente in città, oltre che nelle vie citate anche, per esempio, in piazza Repubblica, in via Fracastoro e naturalmente in Stampace, con il glorioso vecchissimo esemplare.

Non ho avuto il coraggio di scendere dall'auto per fare qualche fotografia, per cui vi ripresento una fotografia già pubblicata (post del 11/7/15), che mette in evidenza le migliaia e migliaia di fiorellini sulla pianta, oltre a quelli già caduti a formare la passatoia.

Rimando chi volesse approfondire ad una veloce ricerca,  per riguardare i tanti post che abbiamo dedicato a questa essenza, decisamente importante per la città. Ricordo che la bellezza della Sofora si estende fino all'autunno, con la formazione dei "baccelli strozzati" che sotto una certa luce sembrano contenere perle, e non umili semi.

Insomma decisamente un bell'albero, degno rappresentante della flora cittadina; vale la pena, ogni tanto, riportarlo all'attenzione, ed andarsi a godere il suo fascino, anche se solo passando in auto!   

giovedì 9 luglio 2026

Quanto è bella la Plumeria fiorita!

 E' proprio bella la Plumeria rubra quando fiorisce, nel pieno dell'estate cagliaritana, con i suoi fiori bianchi di porcellana, che virano al giallo verso l'interno della corolla.

Ecco l'esemplare di via Dei Conversi, un vero e proprio alberello che già vi ho presentato (post del 6/8/23), e che si mostra questi giorni da un confine condominiale, perfettamente visibile dalle auto di passaggio o da chi fa jogging nella pista ciclabile dirimpetto.

La fioritura esiste anche rosa (post del 14/8/20) e nell'originale rosso che dà origine al nome, ma non conosco a Cagliari esemplari di questo colore.  

La fioritura della Plumeria, nei suoi vari esemplari cittadini, andrà avanti fino a tutto agosto, questa di oggi è forse la prima di stagione; un motivo di più per ammirarla!

sabato 27 giugno 2026

L'albero di Bignonia gialla fiorito

 La Campsis (Bignonia) radicans flava è una pianta rampicante caratterizzata, come da attributo flava, dalla fioritura gialla di grande fascino.

E' una pianta rampicante, dicevamo, ma che se non trova appigli non disdegna di reggersi in autonomia, come l'esemplare odierno, che è un vero e proprio albero.


Eccolo qua, l'esemplare che merita di essere chiamato albero, almeno come altezza.

Dove si trova? Molti di voi avranno riconosciuto la strada, soprattutto i frequentatori del mercato nel nuovo sito o quelli del Teatro Lirico: siamo in via S.Alenixedda, nel giardino della ex scuola agraria.

Questa Bignonia è un esemplare storico, del quale abbiamo già parlato diverse volte (p.es. post del 7/12/10, ma anche 30/5/14, o 2/5/17); dai post citati si può cogliere anche la bellezza degli altri colori, che accompagnano la tarda primavera e la prima estate.



  

Ecco a destra alcuni fiori , che ci fanno cogliere la vivacità del giallo di queste simpatiche trombette.

Ed altrettanto bello è il colore dei fiori di un'altra specie di Bignonia, la Bignonia tweediana, fotografata fra l'altro nel post del 2017 citato.

Termino sciogliendo una curiosità, che avrà colto sicuramente alcuni di voi: da dove origina lo strano nome di questa strada, che è anche il nome di una piccola ed affascinante chiesetta romanica? Alenixedda è il diminutivo sardo di Elena, santa alla quale è dedicata la chiesetta ed il quartiere con l'omonima strada.


 

venerdì 19 giugno 2026

Il tappeto rosso

 No, non ci riferiamo al tappeto rosso, red carpet,  degli Oscar, e tantomeno a quello steso da Trump per accogliere Putin in  Alaska, ma ad una tappeto rosso naturale e prodotto da un albero, come si confà al nostro blog.

Eccolo qui, il bellissimo tappeto rosso. Chi lo produce e dove si trova, sono le domande che sorgono spontanee, ma che dovrebbero avere già una risposta per i più assidui lettori del blog: questo tappeto è prodotto da una Sterculia diversifolia, attualmente riclassificata in Brachychiton populneus, che si trova fra via Stoccolma e via Berna, a Genneruxi.

Ne abbiamo parlato tante volte, delle due sorellone di Genneruxi (p.es. post del 26/5/16,  2/6/2024/1/26), ma la bellezza di questa fioritura e di questo tappeto ci induce a parlarne ancora.



Ed ecco a destra la "macchina" che provvede alla continua produzione del tappeto, quando i piccoli orci decidono di cadere e distribuirsi per terra.

Ricordo che le sorelle sono due, e che la produzione è sfalsata di un paio di settimane; ricordo altresì che i tanti esemplari sparsi per la città sono in grado di produrre anche tappeti gialli o verdognoli, per tutti i gusti, ma comunque sempre bellissimi!  


lunedì 8 giugno 2026

La spalliera dei Capperi fioriti

 L'attrazione è fatale, non posso resistere: quando passo di fronte ad una spalliera di Capperi fioriti, Capparis spinosa, mi fermo ad ammirarli e, magari, a fotografarli.



Ed eccola, la spalliera odierna: si trova in via Fiume, ed è una delle tante che abbelliscono in questi giorni gli strapiombi di Castello, quartiere cagliaritano di elezione di questa bellissima piantina arrampicatrice.

Naturalmente abbiamo parlato tante volte del Cappero, ne cito solo alcune (post del 24/5/15, 4/7/1611/6/20); ho addirittura usato il nome sardo Tappara, o la triade Calcare, Sole, Allegria, per celebrare i Capperi di Castello!

 



Spero che anche le centinaia di turisti che frequentano questi giorni il quartiere, magari stimolati dai loro accompagnatori, siano attratti e godano, fra le altre cose che offre il luogo, di questa vista, magari mettendo a fuoco la delicatezza del singolo fiorellino, come nella foto qui di seguito: un vero piacere!

domenica 31 maggio 2026

Il Cactus con la coroncina di fiori

 Oggi vi presento una nuova pianta grassa, o meglio succulenta: la Mamillaria spinosissima, appartenente alla grande famiglia delle cactacee. Presentare piante grasse è una cosa che non faccio quasi mai, anche se mi piacciono molto, perché appartengono ad un mondo che conosco molto poco.

Ma, ogni tanto, mi piace trasgredire, soprattutto quando è il periodo di fioritura, dato che i fiori delle piante succulente sono normalmente bellissimi, e le fioriture sono spesso rare.



Se poi la fioritura assume l'aspetto di una coroncina posta all'apice del tronco, come è tipico di questa specie, diventa irresistibile, come nel caso della Mamillaria qui a sinistra, ripresa in un vaso del mio terrazzo.

Come si intuisce dalla foto, questa pianta ha un fusto colonnare, alto una quindicina di centimetri, e la sua fioritura dura diversi giorni, e può anche ripetersi più volte nell'arco dell'anno.

Devo aggiungere, a scanso di equivoci, che la pianta grassa è affascinante anche in assenza di fioritura, per la forma e per la livrea spinosa, oltre che per il modo nel quale il bravo coltivatore dispone in vaso piantine di diversa specie.





Per apprezzare anche la livrea spinosa, ecco una immagine appartenente ad altre Mamillarie, che vivono nello stesso vaso ma che sono fiorite una quindicina di giorni fa, dandosi il cambio con l'esemplare precedente e mantenendo così più a lungo la possibilità di ammirare la fioritura.

Faccio infine notare l'altra succulenta che appare in basso a destra in foto, con altri strani fiorellini lunghi e sottili. E questo è solo un assaggio di un mondo meraviglioso, se saputo osservare!


martedì 19 maggio 2026

L'enorme e meraviglioso Tasso torinese

 Oggi andiamo fuori Sardegna, e precisamente a Torino, città ricca di verde, di alberi enormi e di grande impatto. Ci sono stato trasportato, quasi di forza, da una immagine che mi ha inviato Stefano, che ringrazio; eccola qui sotto.

L'enorme Tasso, Taxus baccata, si trova nei giardini barocchi della Villa della Regina a Torino, residenza reale Sabauda e meta turistica molto frequentata.

Un esemplare magnifico, e certamente secolare, che è stato trattato recentemente con una potatura di contenimento, operazione che i Tassi sopportano molto bene, e che gli ha dato questo assetto conico di grande fascino.

E noi sardi conosciamo molto bene il Tasso, pianta autoctona della nostra isola, che però predilige le zone fresche e quindi non è praticamente presente a Cagliari, ma appunto nell'interno dell'isola ed in quota. Vi rimando al riguardo ad alcuni dei post dedicati ai Tassi nella realtà isolana (post 11/5/16,   29/9/1722/10/1226/8/11 ), per dimostrare con orgoglio che anche noi abbiamo da dire la nostra sui Tassi, fra singoli esemplari millenari e boschi a loro dedicati. 

Insomma il Tasso è un albero capace di assumere le più diverse fattezze, dalla siepe ad altezza d'uomo alla mostruosità del tronco da 7,50 metri di circonferenza dell'esemplare nostrano di Badde Salighes,  fino ad altezze inusitate per noi ma non per lo splendido esemplare odierno. 
 

martedì 5 maggio 2026

E intanto, in via Roma, la Gleditsia del bosco orizzontale..........

 ..... Cresce, e mostra orgogliosa le sue infiorescenze e le sue belle foglie composte. 


Ecco, ho voluto rappresentare la situazione attuale del bosco orizzontale di via Roma con un primo piano di una Gleditsia triacanthos, che mi pare rappresenti bene la voglia di vita che si respira nella passeggiata in questi giorni.

Questa essenza, dal nome comune di Spino di Giuda, è presente nel blog fino dalle sue origini (post del 13/11/10, e poi tanti altri), ed è caratterizzata dai lunghi legumi, che forse si svilupperanno già questa estate sugli esemplari di via Roma.

Ma naturalmente non sono solo le Gleditsie a godere dell'aria primaverile nel bosco orizzontale, ma anche le Melie, le Jacarande, i Siliquastri, i Lecci (post del 8/2/25   e del 7/8/25). Ho citato per ultimi i Lecci, perché sono quelli che ancora mi lasciano qualche dubbio sulla loro riuscita.

Alcuni esemplari appaiono sofferenti, forse malati, anche se la crescita lenta non consente di esprimere giudizi definitivi; certo è che vanno seguiti attentamente, se non si vuole che degradino come avvenuto per gli esemplari in aiuola di altre vie cittadine. 

Ma comunque, nell'insieme, con i suoi alberi e le sue aiuole ricche di verde arbustivo profumato, la strada è bella; se poi pensiamo a come era solo una decina di anni fa (post del 14/8/17   ed altri), possiamo essere orgogliosi, pur non dimenticando le critiche.

Naturalmente e come sempre, ma soprattutto qui, la bellezza dipende anche dai manutentori del verde e dal senso civico dei frequentatori, non scordiamolo mai!  

mercoledì 29 aprile 2026

L'Iris primaverile

 

Non si può rimanere indifferenti alla bellezza di questo fiorellino, anche se molto piccolo, in genere pochi centimetri da terra, e di vita brevissima, non più di mezza giornata.

Si tratta di un Iris, dal nome scientifico impronunciabile di Moraea sisyrinchium, una bulbosa che cresce in questo periodo nei terreni liberi vicino al mare.

Ve lo avevo già presentato (post del 19/4/18), ma il fascino di questa fugace bulbacea merita una ripresa, eternata da questa foto di alcuni giorni fa, nei terreni ghiaiosi appena a monte di una spiaggia di Santa Margherita.

Il nome comune è Giaggiolo, che identifica però decine di specie, ivi compreso l'Iris planifolia invernale, anch'esso oggetto della nostra attenzione in alcune occasioni. 

Noi ci accontentiamo di aver individuato due specie;  lasciamo il resto agli specialisti, e ci limitiamo ad ammirare questi meravigliosi piccoli prodotti della Natura.

martedì 21 aprile 2026

Ricordiamoci di ammirare la fioritura degli Ippocastani cagliaritani!

 Ho presentato già diverse volte la fioritura degli Ippocastani, Aesculus hippocastanus, ed in particolare di quelli di via Castiglione, che ne ospita molti esemplari; ma questo non mi esime dal riportarli alla ribalta ancora una volta, data la peculiarità e la bellezza di questa fioritura.

Ecco allora un bell'esemplare, con ampia e simmetrica chioma, che espone le splendide infiorescenze bianche che sembrano candeline appese ai rami.

Un albero che ho già presentato più volte, dicevo, da una lato segnalando la poca adattabilità al nostro clima, che lo fa crescere poco e lo fa soffrire e deperire per il caldo, dall'altra appunto la fioritura, tanto più godibile per la altezza non troppo elevata dei nostri alberi.

Ricordo anche che di questa essenza esiste una specie con i fiori rosa, Aesculus pavia, con pannocchie ancora più belle, e di cui esiste almeno un esemplare, sempre in via Castiglione; vi rimando ai precedenti post per ulteriori notizie e foto, ecco alcuni link (post del 8/4/1127/4/16, 7/5/20 ). 

Ma, come sempre, il suggerimento è recarsi a goderli di persona, nell'ambito di una passeggiata che può comprendere anche i Callistemon citrinus con i loro spazzolini rossi, nel parchetto proprio all'inizio della via.

domenica 12 aprile 2026

Si poteva salvare questo Schinus?

 Sì, secondo me si poteva salvare il grande Schinus molle che viveva nel piazzale di fronte al parco Vannelli, fra via Giudice Chiano e via Giudice Mariano: bisognava solo intervenire per tempo per proteggerlo adeguatamente o, una volta verificatosi il parziale sradicamento, intervenire con il raddrizzamento e con un sostegno adeguato al peso della chioma. Purtroppo non è stata fatta né l'una cosa né l'altra, e l'albero è finito nelle grinfie della motosega.


Ecco una foto scattata a febbraio di quest'anno, dopo che il parziale sradicamento era avvenuto: il tronco era sorretto da un sostegno assolutamente inadeguato, ed in questa fase si doveva intervenire con il raddrizzamento (previa eventuale sfoltitura della chioma) e l'inserimento di un sostegno adeguato.

Ma, in realtà, era già mancato l'intervento preventivo di protezione, che avrebbe evitato questa situazione; purtroppo gli Schinus molle, a fronte di una crescita generosa nella quantità di rami e veloce nel tempo (si pensi per esempio agli esemplari  della piazza prospiciente  via dei Giudicati), hanno la caratteristica di avere un tronco sottile in relazione alla chioma, e quindi possono essere a rischio in ragione dell'esposizione al vento, soprattutto al maestrale. Ma questo i nostri giardinieri comunali lo sanno bene.

Tornando al nostro esemplare del parco Vannelli, non essendoci stata la protezione preventiva si doveva intervenire con il raddrizzamento ed il sostegno adeguato.


E invece questa a destra è la situazione odierna, dopo l'intervento della motosega.

Si può obiettare: l'intervento di salvataggio sarebbe costato molto di più, e l'esito sarebbe stato incerto; lo so, ma comunque secondo me si doveva tentare.
Si può solo sperare che per il futuro si lavori di più sugli interventi di protezione preventivi, almeno per gli esemplari più esposti.



sabato 4 aprile 2026

Passeggiata primaverile all'inizio di Terrapieno

 E sottolineo primaverile, dato che finalmente, con due settimane di ritardo e tante piogge, la primavera si è manifestata, e con lei il cielo limpido e la voglia di uscire a passeggio: e allora, che cosa c'è di meglio di una passeggiata verde a Terrapieno?

Cominciamo dal Giardino sotto le Mura e da quello che per me, assieme alla grande Fitolacca dioica alla base dell'ascensore, ne costituisce l'albero più rappresentativo: il vecchissimo Carrubo, Ceratonia siliqua, che si presenta alla nostra ammirazione con il bastone della vecchiaia che sorregge il glorioso tronco, avvitato, vuoto e spigoloso.


 



Ecco una immagine d'insieme che ce lo mostra piegato, ma con la chioma ancora in forma, e nella foto sotto un dettaglio del tronco con i segni dell'età.

                                             
                                              

Un albero che merita di essere ammirato con calma, magari seduti su una delle panchine che lo affiancano.




Qui siamo dirimpetto al Giardino sotto le Mura, in piazza Endrich, appunto all'inizio di Terrapieno. 
Si vede, contornato dalle fronde del grande Ficus magnolioides, il globo di un lampione, dal quale spunta, che cosa? una Felce, che non ha trovato di meglio per sistemarsi che un pertugio fra il globo e la struttura di sostegno.
Una foto buffa, che dimostra ancora una volta che non esiste niente che possa fermare un seme che ha deciso di germinare! Ringrazio Maria Bonaria, che mi ha segnalato questa situazione. 



E queste qui a destra, sempre in piazza Endrich e con lo sfondo del filare di Ficus retusa,  sono alcune delle Washingtonie che sostituiscono le precedenti Phoenix uccise dal malefico punteruolo rosso, come a suo tempo segnalato (post del 11/10/15). 

Come si vede, e senza nemmeno passeggiare molto, abbiamo trovato alcuni spunti di interesse sul verde di questa bellissima parte della città; basta fermarsi, guardare ed apprezzare!