Post in evidenza

Tenerife patria del Drago, e non solo

L'arcipelago delle Canarie è universalmente noto, fra l'altro, per la quantità di specie arboree endemiche, molte delle quali hanno ...

giovedì 1 gennaio 2026

Auguri di buon Anno 2026

 Non sono abituato agli eccessi, ma anche la mancanza completa di un riferimento alle feste in corso, ed in particolare al passaggio al nuovo anno, mi è sembrata una inadempienza, nei confronti degli affezionati lettori di questo blog.

E allora oggi cerco di rimediare, avendo trovato su Internet un filmato che fa al caso nostro, perché riguarda la "finta" morte di un albero e la sua resurrezione, appena la stagione lo consente. Si parte dunque da uno scheletro e dal simbolismo della prossima fine. Il finto scheletro, che per me è invece un elemento di grande fascino, come sanno i frequentatori del blog (post del 5/2/12 e del 26/11/14, per esempio) è funzionale a rappresentare la morte del 2025; si arriva poi alla rinascita, ed all'ottimismo che dobbiamo avere per l'anno che nasce, nonostante i segnali negativi che accompagnano questa nascita.

Tanti auguri a tutti i lettori!


Per chi non riuscisse ad aprire il video da qui, fornisco qui sotto l'indirizzo Web

https://www.facebook.com/watch/?v=887493360326940
  

lunedì 29 dicembre 2025

La Fillirea, altra essenza tipica della flora sarda

 Nell'ultimo post, presentando alcune bellezze del parco di Terramaini (post del 21/12/25), ho parlato del Ginepro coccolone e dei suoi fratelli, nobili essenze della flora endemica isolana. 

Nel predisporre il post, mi sono accorto di non aver mai presentano una fotografia di un'altra pianta endemica del nostro suolo, la Fillirea, che pure avevo citato parlando di un bel trio nostrano della famiglia delle Oleacee (post del 20/12/11).

Eccomi allora a rimediare alla mancanza.


E' ripreso a sinistra un arbustone di Phillyrea angustifolia, cioè a foglia stretta, che vegeta nelle campagne di Teulada. 

Questa Fillirea, comunissima nelle nostre campagne dal livello del mare fino ai 600 metri di altitudine, produce come frutto una drupa sferica, nera a maturazione decembrina, come possiamo vedere dall'esemplare in foto.

Esiste poi una sorella, la Phillyrea latifolia, che però predilige altitudini un po' maggiori, fino ad oltre mille metri, e che può avere anche un portamento arboreo, fino a 10 metri.

Si tratta di arbusti diffusi in tutto il bacino del Mediterraneo, nel Nord Africa, nella Grecia, nell'Albania.

Fra i tanti nomi sardi con cui è conosciuta la Fillirea c'è anche Aladerru, cioè Alaterno, altra pianta endemica che però appartiene ad un'altra famiglia, e, nome più comune nel nostro sud, Arrideli.

E, a proposito di Arrideli, o meglio S'Arrideli, terminiamo con una domanda destinata ai cagliaritani più "datati", come me: vi ricorda qualcosa di Cagliari questo nome, S'Arrideli? 

Esatto, era il nome di una rosticceria vicino a piazza San Benedetto, famosissima fornitrice di polli arrosto, provenienti dalla omonima azienda agricola situata forse in comune di Terralba, in esercizio fra gli anni 50 e 60 del secolo scorso. Veramente ottimi, soprattutto per noi ragazzini del dopoguerra! 


  

domenica 21 dicembre 2025

Fra le tante bellezze del parco di Terramaini..........

 Vi presento due piante diverse dal solito, che forse non ci si aspetterebbe di trovare in un parco come Terramaini, ma che consolidano questo parco come uno dei fiori all'occhiello del verde cagliaritano. 

Vi rimando pertanto ai tanti post dedicati negli anni a questo luogo  se volete "ripassare" alcune delle specie arboree presenti, dai Ficus rubiginosa agli Schinus molle, dalle Lagerstroemia indica agli Ulivi, per non dire dei prati, e mi permetto di aggiungerne altre due, molto meno frequentate dal blog, anche se presenti.



Ecco una Dasylirion serratifolium con la sua lunga infiorescenza (post del 25/11/19), che sembra voler penetrare nella chioma di una Jacaranda.

Originaria del Messico, ora ben acclimatata anche da noi, ha foglie molto eleganti ed una bella fioritura, come si può vedere qui e meglio ancora nel post richiamato.  

E questo a destra, così arruffato e disordinato, è un Ginepro coccolone, Juniperus oxycedrus macrocarpa, che espone le sue "coccole aulenti", come avrebbe detto D'Annunzio nella sua famosa poesia.

E questa specie arbustiva non abbiamo bisogno di importarla dal Messico, dato che è un endemismo della nostra Isola, insieme con i fratelli Ginepro rosso e Ginepro fenicio (post del 29/11/13  e 21/1/14, fra gli altri). 

Legno molto ricercato per la sua bellezza e le sue caratteristiche, oggi il Ginepro è pianta protetta ed il suo utilizzo strettamente regolamentato a livello regionale. 


E, in conclusione,  rinnovo per l'ennesima volta la preghiera ai nostri amministratori del verde pubblico di predisporre le targhette di riconoscimento sulle piante, a cominciare dai parchi, come servizio per la cittadinanza.  

 

 


lunedì 8 dicembre 2025

Aveva voglia di crescere ........

 ...... E la ha pienamente soddisfatta, la sua voglia di crescere. Guardate qui sotto.


Si tratta di un esemplare straordinario di Dracena sangue di drago, Dracaena draco, che prima di decidersi a sviluppare una chioma di foglie e fiori ha sviluppato un fusto di molti metri, forse una decina.

Appare molto strano che il fusto solitario non si sia ramificato, anche se questo avviene dopo molti anni di vita; a meno che non si tratti  di un esemplare giovane, e questo sarebbe ancora più strano, data l'altezza!

Come che sia, è così peculiare questa pianta che non potevo non presentarvela, dopo aver ringraziato Stefano che mi ha mandato la fotografia: naturalmente non siamo in Sardegna né tantomeno a Cagliari, ma a latitudini molto inferiori, e precisamente nell'isola di Madera, in piano oceano atlantico.


E questa isola, di fronte al Marocco, non è troppo distante da Tenerife, dove vivono gli esemplari più grandi e più anziani del mondo.
La Dracena draco è presente anche a Cagliari, e ne abbiamo parlato tante volte, a partire dal 2011 (post del 10/6/11); anche da noi ci sono bellissimi esemplari, a partire da quelli dell'Orto Botanico, ma certamente non a fusto singolo e così alto; direi che quello in foto merita di essere apprezzato!


giovedì 27 novembre 2025

La fioritura invernale dell'Eriocefalo

 Che cosa c'è di meglio, in queste giornate parainvernali, o addirittura nettamente invernali anche se siamo ancora a novembre, che godere di una fioritura rara ed affasciante? 

A Cagliari è possibile, per esempio facendo due passi fino a piazza Pizzorno, a Montemixi, e salendo sul tetto del fortino, dove vivono una bella quantità di arbusti di Eriocephalus africanus, detto anche Rosmarino selvatico.


Ecco un arbusto che ha cominciato a produrre i corimbi di fiorellini, eleganti mazzetti per una fioritura che andrà avanti per almeno altri due mesi, in pieno periodo invernale, come si desume dai precedenti post dedicati a questo arbusto (post del 4/1/18  e del 25/1/21) 

Gli arbusti contornano praticamente tutta la piazzetta di forma quadrata, che, anche per il posizionamento sul tetto del fortino, ha un aspetto assolutamente peculiare.

Bisogna volerci andare dato che, se non si abita in zona, difficilmente si arriva qui se non per volontà esplicita; però vi assicuro che vale la pena, soprattutto in questo periodo.



 Ecco un altro arbusto di Eriocefalo, in un altro angolo della piazza, con sullo sfondo una Washingtonia filifera. 

L'Eriocefalo, come vi avevo detto presentandolo nei precedenti post citati, proviene dal Sud Africa, dove è comunissimo; appartiene alla famiglia delle Asteracee ed ha le foglie molto simili a quelle del Rosmarino, anche se più grassottelle. 

Il nettare dei fiori è utilizzato in erboristeria, e le farfalle ne sono attirate; insomma ha tante doti, e c'è da chiedersi come mai sia così raro in città. Comunque, proprio perché raro, vale la pena di andare a fargli visita, sul fortino di Montemixi.


giovedì 20 novembre 2025

La Festa dell'Autunno ed il Parco ben tenuto

Sabato e domenica scorsi si è tenuta nel parco della ex vetreria di Pirri, vecchia e stimata conoscenza del blog (post del 19/12/1126/10/22,   3/12/22,  ed altri), una due giorni denominata Festa dell'Autunno, dedicata alla sensibilizzazione di adulti e bambini sull'importanza del verde urbano.

Devo dire che la scelta della localizzazione è stata molto azzeccata, sia perché questo piccolo parco è molto ben tenuto, come notato nelle nostre visite passate, sia per la presenza di alcuni grandi esemplari di alberi veramente notevoli, oltre ai due "piccoli" ma molto affascinati Gelsi penduli, Morus alba pendula.

Un paio di esempi, per confermare il giudizio positivo:



Un maestoso Ficus retusa, chioma fittissima e sana






Un frondoso Leccio, Quercus ilex





Uno dei magnifici Carrubi, Ceratonia siliqua, la cui ottima salute, come quella degli altri fratelli nel parco, ci rasserena rispetto a quanto detto nel post precedente sulla sofferenza di tanti altri esemplari cittadini.



Infine, uno scorcio di una delle relazioni tenute domenica mattina, dagli esperti del Corpo Forestale, sulla tutela degli alberi monumentali della Sardegna, argomento di grande interesse e motivo di orgoglio per noi isolani.


In conclusione, una bella iniziativa organizzata dalla Municipalità di Pirri e dall'Assessorato al verde pubblico cittadino, e nella giusta location, per dirla all'inglese; speriamo che la vista di questi alberi così sani, in particolare dei Carrubi, abbia fatto nascere in chi di  dovere il desiderio di curare i tanti esemplari cittadini gravemente malati! 

giovedì 13 novembre 2025

Il Carrubo senior ed il Carrubo junior, in piazza Garibaldi

 E' difficile immaginare un albero naturalizzato negli spazi aperti delle nostre campagne, come il Carrubo, Ceratonia siliqua, vegetare magnificamente in mezzo all'asfalto ed al traffico, in pieno centro cittadino: eppure è quello che avviene in piazza Garibaldi.

Ecco qua il Carrubo senior, che troneggia orgoglioso in mezzo alla piazza e che, come si vede, gode di ottima salute.

Abbiamo parlato tante volte del Carrubo, ed anche in particolare di questo esemplare, già ai primordi di questa nostra avventura (post del 2/12/10); ne abbiamo vantato i pregi, la resistenza e la bellezza, sia della lucida foglia sempreverde, sia del tronco.




Eccolo il tronco del nostro, che, come spesso accade negli esemplari più anziani, si avvita su se stesso, per sorreggere meglio la folta chioma. E questo esemplare, che non per niente ho definito senior, di anni ne ha certamente tanti, sicuramente molti decenni.


Ed ecco junior, che vegeta nell'aiuola spartitraffico, e che una decina di anni fa ha preso il posto di un Pino delle Canarie, estirpato per questioni di rifacimento dei sottoservizi.

La giovane età si nota dal tronco, liscio e relativamente sottile, mentre la chioma ha già raggiunto una notevole espansione.

La motivazione principale che mi ha portato oggi a riparlare di questi Carrubi è che sono perfettamente sani. 
Mi direte: ma che motivazione è che siano sani, se i Carrubi sono notoriamente resistenti alle malattie ed ai parassiti, oltre che alle alte temperature (post del 22/8/11)? La motivazione è che, perlomeno a Cagliari, questa resistenza è venuta meno, di fronte ad un nemico da cui la Natura, che li ha forgiati così robusti in migliaia e migliaia di anni,  non sa proteggerli: i topi, che masticano la corteccia dei rami ed inibiscono il trasporto della linfa (post del 9/4/16 e  del 14/6/24 , fra gli altri).

Guardate la situazione penosa in cui si trovano molti esemplari di piazza Islanda, ma anche di piazza Giovanni XXIII o di largo Gennari, sono per fare due esempi: una ferita per il nostro sguardo!

Ecco perché ho voluto segnalare la salute di queste due piante di centro città: per ricordare a chi di dovere la necessità e l'urgenza di intervenire in maniera sistematica, come già successo nel passato, sui tantissimi esemplari di Carrubo che stanno seccandosi e rischiano di morire. Glielo dobbiamo, a questi meravigliosi compagni della nostra esistenza!
   


lunedì 3 novembre 2025

Le irresistibili "trombette"

 Come forse i lettori più attenti ricorderanno, le "trombette vergognose" sono il nomignolo con il quale sono stati acquisiti al blog, fin dal lontano 2011 (post del 22/11/11), i fiori della Datura/Brugmansia arborea, arbusto poco presente e conosciuto a Cagliari, almeno nella "versione" da giardino (più note le ibridazioni da balcone, con fiori di vari colori), ma di impatto visivo irresistibile, quando è fiorito.


E l'impatto è tanto maggiore se si guarda questa fioritura di notte, quando è al suo meglio, ed i fiori brillano alla fioca luce stradale.

Ed è appunto una immagine notturna quella che vi propongo oggi, che riprende il grande arbusto, già presentato di giorno, di via Leoncavallo (post del 26/10/24). 

Chi dovesse essere interessato ad ammirare questa fioritura notturna autunnale, ma trovasse scomodo arrivare fino a via Leoncavallo, suggerisco l'arbusto all'inizio di via Palestrina, anch'esso molto bello.  


  

giovedì 23 ottobre 2025

Un nuovo arbusto, dalla fioritura molto gradevole

 Ogni tanto, per fortuna, mi capita di imbattermi in arbusti sconosciuti, e di avere la curiosità di conoscerli. E' quello che mi è successo l'altra sera, di essere attratto da una fioritura particolarmente gradevole di una siepe di giardino, che non avrei notato se non fosse stata fiorita.

Guardate quanto sono piacevoli questi racemi di fiorellini che vanno dal  rosa al bianco, con tutta una gamma di sfumature intermedie.

Ho fatto le mie ricerche, ed ho scoperto che si tratta di Antigonon leptopus, nome particolarmente ostico e poco noto, a cui corrisponde l'altrettanto poco noto nome comune di Vite di corallo. 

Si tratta di un rampicante sempreverde dotato di viticci, che cresce soprattutto nelle zone a clima tropicale e quindi, oramai, anche da noi. Pare che il nome scientifico possa farsi risalire all'andamento zigzagante dei fusti ed alla sottigliezza dei viticci, con i quali si arrampica e si sostiene al supporto.

Questa siepe si trova in via Paganini, traversa di via Palestrina; credo che sia veramente rara in città, ma meriterebbe di essere maggiormente conosciuta ed utilizzata.



martedì 21 ottobre 2025

Campuomu e le ghiande di Sughera

 Sappiamo quanto siano importanti le Querce nella flora della nostra isola e soprattutto in campagna, dato che in città soffrono per l'inquinamento e per il poco spazio nel quale spesso vengono confinate; quindi, come abbiamo detto altre volte, per godere pienamente di questi alberi conviene andare fuori città.

La zona maggiormente boscata vicino a Cagliari, ricchissima di Lecci (Quercus ilex) e Sughere (Quercus suber), è certamente il complesso dei Sette Fratelli; se non si ha il tempo o la voglia di addentrarsi basta arrivare a Campuomu, e già ci si può immergere in mezzo alle Querce.

In questo periodo le Querce si riempiono di frutti, le ghiande (tecnicamente acheni), e sono ancora più belle.


Ecco allora un gruppetto di ghiande di una grande Sughera, che ho fotografato alcuni giorni fa nella zona dirimpetto alla vecchia Tavernetta di Campuomu, dove controllavo il terreno e la prima produzione fungina.

Faccio notare l'aspetto della cupola che ricopre e trattiene il seme, rugosa e con le singole squame separate e quasi appuntite, cosa che distingue queste ghiande da quelle del Leccio, che sono lisce e compatte.



   



Naturalmente, qualora si incontrassero difficoltà nel distinguere i "cappellini" delle ghiande e gli alberi che le producono, basta guardare il tronco, fotografato qui accanto: allora non c'è proprio da sbagliare, per affermare che si tratta di una Quercia da sughero!

domenica 12 ottobre 2025

La Fonsarda ed i suoi Schinus molle

Questo scritto è l'ideale prosecuzione di due post di una decina di anni fa (post del 11/8/14  e del 4/4/17 ), dedicati al verde del quartiere Fonsarda, allora di fresca inaugurazione, ma soprattutto allo Schinus molle, attore protagonista di questo spicchio di realtà urbana.

Oggi sono tornato in questi luoghi, e voglio dare conto del fatto che gli Schinus, giovani virgulti nelle foto dei post citati, hanno mantenuto e superato le promesse fatte allora.


Qui siamo nello spiazzo che si affaccia su via dei Donoratico, e guardate che cosa sono diventati, come dimensione a maestosità, questi due fratelli! 

L'effetto "spianata di cemento" della piazza  (che oggi si chiama Corona del Logu), di cui parlavo allora,  resta, ma è abbastanza smorzato da queste meritorie essenze.




Qui siamo in via Giudice Mariano, nel grande spiazzo aperto del parco Vannelli, ed ancora vediamo grandi esemplari del nostro primattore odierno.




Qui infine siamo dalla parte di via dei Giudicati (in quella che oggi si chiama piazza Carta de Logu), e la situazione è simile, anzi meglio: diversi Schinus, ben distribuiti e tutti molto belli.

Insomma, possiamo affermare in conclusione che, con l'apertura del parco Vannelli e delle piazze di cui abbiamo parlato, oltre ad alcuni spiazzi minori, non si può più dire che la Fonsarda sia un quartiere di soli palazzoni e senza verde; ed una buona fetta di merito va sicuramente attribuita alla generosità degli Schinus molle. 

  

giovedì 2 ottobre 2025

Ennesimo omaggio alla reginetta del blog

E quale momento è migliore, per festeggiare la reginetta del blog, se non il suo periodo di fioritura cagliaritana, fra settembre ed ottobre?

Sto parlando, ovviamente, della Chorisia insignis, più "modernamente" Ceiba speciosa, albero prediletto e sfondo fisso del blog, con le sue spine. Un albero presentato, non mi vergogno di dirlo, in "tutte le salse", d'estate e d'inverno, con i frutti ed i batuffoli di ovatta, nuda con le sue spine, nella nostra città ed all'estero (Cuba e Spagna), addirittura con un piccolo figlio nato da seme raccolto e piantato da me (post 7/4/21).   

E allora festeggiamo, con un paio di fiori!




Questo è di uno degli esemplari del Parco della Musica.
Faccio notare alcuni boccioli sferici nella parte alta della foto.

Ricordo alcuni dei luoghi cagliaritani rallegrati da questa pianta, tutti oggetto della nostra attenzione negli anni: via Sabotino, la Cittadella dei Musei, piazza Garau, via Curie, via Fleming, via dell'Abbazia.




E a proposito di via dell'Abbazia, ecco un esemplare appena sbocciato, ed ancora un po' stropicciato, con colori simili (ma non uguali!) al precedente.

Siamo all'ingresso della passeggiata pedonale che corre lungo i binari del metrotram, e l'albero che ha prodotto questo fiore, così delicato, ha un tronco grosso, rigonfio e carico di spine. Fa parte della bellezza di questa pianta!




giovedì 25 settembre 2025

Una scoperta inaspettata, dove non ti aspetti


E no, non mi  sono riconvertito all'Ikebana, arte giapponese di composizione floreale, o più in generale alla realizzazione di bouquet di fiori; è una attività bellissima, ma credo di non essere proprio portato.

Il fatto è che mi sono ritrovato con questa bella composizione formata essenzialmente da rose di diversa specie, gialle e rosa, ma con l'aggiunta di alcuni rametti ricoperti di piccole bacche bianche sferiche, molto graziose.

Mi sono detto: io quei rametti li conosco! Qualcuno di voi li ha forse riconosciuti? Se sì, complimenti per lo spirito di osservazione e per la competenza! 

Anch'io ci sono riuscito, pur con qualche difficoltà, e dopo un poco di arzigogoli mentali: certo che li conosco, e li ho anche classificati nel blog, nel lontano 2014 (post del 21/10/14). 

Sono rametti di Symphoricarpos albus, nome comune italiano Sinforina. Non avrei mai immaginato che i fruttini di un arbusto spontaneo, come quello da me fotografato a Villanova Strisaili, potessero essere utilizzati per abbellimenti floreali, insieme con le rose, e invece.....
 

martedì 16 settembre 2025

La nuova casa della Palma di Goethe

 Molti anni fa, e precisamente 11 anni (post del 6/10/14), vi avevo presentato l'antichissimo esemplare di Palma nana, Chamaerops humilis  che vive nell'Orto Botanico di Padova, orgoglio della città patavina e non solo, con i suoi 400 e più anni di esistenza.

Mi ha riportato alla mente il post citato un articolo che ho colto sul quotidiano on line La Repubblica.it, alcuni giorni fa.

L'articolo, molto interessante, è centrato sulle caratteristiche straordinarie di questa pianta, nota anche come Palma di Goethe, evidenziate attraverso analisi del suo DNA, che hanno forse dimostrato come questa specie di Palma sia stata in grado di sopravvivere fino ad oggi, dopo la sua comparsa sulla Terra risalente a 65 milioni di anni fa.   

Per gli approfondimenti vi rimando all'articolo, che non dovrebbe essere difficile reperire su Internet, mentre vi voglio aggiornare su un argomento molto più terra-terra, che però a me sta molto a cuore: la nuova casa che è stata costruita attorno a questo splendido esemplare arboreo, consentendo una visione d'insieme impossibile quando ero stato a visitarla.


Eccola qui, la nuova casa che amplifica al massimo la superficie vetrata, nella fotografia sempre ripresa dall'articolo citato; immagino che siano stati ripristinati i tiranti che sostengono i fusti, per evitare l'assetto prostrato che queste piante hanno in natura, nelle regioni dove sono endemiche (fra cui la Sardegna, naturalmente).

Insomma, un bel lavoro che sicuramente anche Goethe avrebbe apprezzato, anche se la sua teoria di questa pianta come pianta madre assoluta, origine del regno vegetale, fu poi smentita.

In ultimo, faccio notare in foto anche la presenza della vasca di Victoria amazonica o Ninfea gigante, altra pianta straordinaria per le sue caratteristiche (post 23/7/11) .   

giovedì 11 settembre 2025

Una nuova pianta, in un simpatico giardinetto

Per essere precisi, quella che vi presento oggi non è propriamente una nuova specie arborea, ma la varietà di una pianta che ben conosciamo, e cioè della Sophora japonica, ben conosciuta dal blog fino dalle sue origini, e presente in tante strade cittadine (via Carboni Boy, piazza Repubblica.....) e in quasi tutti i nostri parchi.

Si tratta appunto di una varietà, decisamente più piccola dell'originale ma molto valida esteticamente, la Sophora japonica pendula, che ho trovato come essenza unica in un giardinetto pubblico del quartiere di Genneruxi, che collega via Bruxelles con via San Marino, traverse di via Galvani.


Ecco un fianco del giardinetto con gli alberelli, che si ergono ad altezza d'uomo sul prato, in una sorta di aiuola ondulata, bordata da erbe aromatiche nostrane.

L'altro lato di questo ampio corridoio che costituisce il giardinetto è uguale e simmetrico, e l'insieme è molto gradevole.


Per chi non fosse convinto che si tratta di Sofore, ecco a destra la foto di un alberello ripreso da vicino, che mostra i caratteristici baccelli strozzati, tipici di questa pianta.