Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

mercoledì 10 agosto 2022

Di chi è la competenza?

Penso di non sbagliarmi se dico che il titolo odierno rappresenta uno dei quesiti principali che riguardano la soluzione di tanti problemi della pubblica amministrazione; un quesito che normalmente ricade addosso al cittadino, che non vede soddisfatte le proprie istanze mentre viene sballottato da un ufficio ad un altro.

E veniamo al quesito odierno.


Ecco a sinistra la Torre di San Pancrazio, uno dei principali monumenti di interesse turistico che possa vantare la nostra città, e meta quotidiana in questo periodo di centinaia di persone in visita al quartiere di Castello ed alle sue torri Pisane.

E quindi? direte voi. Quindi, se guardate la torre con l'occhio del lettore di questo blog, individuerete un intruso, che non è fatto né di calcare né di legno stagionato, ma di legno fresco, dotato di grande potere di penetrazione e spaccamento.  

Individuato, sulla destra sopra l'arco? Vediamolo più da vicino.


Eccolo qua, l'intruso: si tratta di Ailanto, Ailanthus altissima, uno dei più potenti e temuti abusivi vegetali, che qui dà una ennesima dimostrazione della sua invadenza.

Ne abbiamo parlato tantissime volte di questo albero, normalmente in termini negativi ma anche per apprezzarne il gradevole aspetto estivo quando è carico di semi dalle varie tonalità di colore (post del 6/7/12, fra i tanti).

Abbiamo detto che dovrebbe essere tenuto a bada, per evitare che si insinui e si installi in mezzo ad altre piante o in luoghi dove non deve (post del 21/7/13, fra gli altri).

Tornando al nostro esemplare, io non posso esserne certo, ma nutro seri dubbi su chi abbia la responsabilità di aver staccato pezzi del rivestimento sopra l'arco, fra i quali vedo anche piastrelle con rilievi, ritengo di valore.

Qualsiasi intruso verde che si installi su un monumento deve essere eliminato, a prescindere dalla specie di appartenenza (vedi post dell'8/4/15, che riguardava guarda caso la Torre dell'Elefante ed un Fico come intruso), a maggior ragione se si tratta di un Ailanto, conoscendone le caratteristiche!

E qui torniamo al principio: di chi è la competenza dell'eliminazione dell'intruso, e del controllo puntuale affinché non si ripresenti? Io non lo so, ma chiedo agli amministratori del verde pubblico (o a quelli che si occupano di cultura e beni monumentali, o a quelli che si occupano di decoro urbano, boh) di farsi carico del problema, subito!    

lunedì 8 agosto 2022

Il gruppetto di giovani Acacie

Parliamo di un intervento recente nel verde pubblico cagliaritano, eseguito per sostituire alcune delle sfortunate Palme distrutte dal punteruolo rosso, nonostante i tentativi di recupero.

Gli attacchi di questo terribile insetto sterminatore, soprattutto nella prima parte del decennio precedente a questo, si sono estesi a tappeto, e ne abbiamo dato conto più volte nel blog; in particolare per quanto riguarda la passeggiata a mare della Darsena, oggi piazza Vittime del Moby Prince, abbiamo seguito l'attacco ed i tentativi di salvataggio, purtroppo non andati a buon fine (post del 25/6/14  e del 28/9/19).

Preso atto della battaglia persa, gli amministratori del verde hanno cambiato rotta, puntando su nuove piante per sostituire, almeno in parte, le Palme morte.

Ed ecco il risultato: un gruppetto compatto di giovani esemplari di Acacia dealbata, una delle specie più affascinanti della grande famiglia delle Acacie, con belle foglie composte bipennate, ed una splendida fioritura invernale (post del 9/1/11 e del 20/1/11 , fra gli altri).


 Mentre vi rimando ai post citati per godere dei capolini  gialli nella loro esplosione invernale, voglio qui  rimarcare la bellezza della foglia, che nella foto a destra riprende da vicino uno degli esemplari della Darsena.

Ogni foglia, lunga una decina di centimetri, è costituita da centinaia di foglioline piccole, sottilissime e piumose, attaccate direttamente ai rametti fogliari, morbide al tatto: veramente eleganti.

La Acacia dealbata è un albero che cresce in fretta, anche se con il nostro clima non diventa molto grande; però ha la caratteristica di avere un tronco piuttosto sottile rispetto alla chioma che, con la sua densità, può costituire un problema in caso di vento forte.

Ne consegue la ovvia raccomandazione ai nostri giardinieri, nell'apprezzare la scelta effettuata, di curare e manutenere con attenzione il sistema di tutoraggio di questi alberelli, perché il nostro maestrale, tanto più nella spianata della Darsena, non perdona!
  

martedì 2 agosto 2022

A proposito di alberi larghi.......

Nell'estate del 2012, ben 10 anni fa, avevo provato ad indicare, in una classifica fra il serio ed il faceto, alcuni alberi che spiccassero per altezza, o per larghezza, o per l'insieme delle due caratteristiche (post del 21/8/12, 26/8/12, 5/9/12, ed altri successivi).

Questa classifica mi è venuta in mente l'altro giorno, transitando in piazza Deffenu dal lato del mare, ed ecco il motivo.

Guardate la dimensione, la larghezza della chioma di questo Ficus retusa, che vegeta a ridosso della grande aiuola dietro il distributore di benzina.

Un vero campione di larghezza, a cui la mancanza di concorrenza intorno ha risparmiato le potature periodiche alle quali deve essere sottoposta la grande parte dei suoi fratelli stradali.

Il risultato è un grande bell'albero, la cui presenza attutisce l'effetto straniante di una piazza dedicata essenzialmente al parcheggio ed al transito continuo di auto in un punto nevralgico per il traffico cittadino. 

Insomma, benvenuto al Ficus retusa che entra nella graduatoria degli alberi più larghi, a fare compagnia al suo fratello di Genneruxi (post del 12/9/13)! 



martedì 26 luglio 2022

La storica famiglia si rifà il look

 E' una bella notizia quella che vi voglio dare oggi, come capita quando si mostra attenzione verso il verde cittadino, soprattutto quello più significativo per la nostra città.

E la notizia è che l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna sta facendo eseguire lavori di ammodernamento ed abbellimento della aiuola circolare sita alla radice del molo Ichnusa, che ha la grande peculiarità di contenere una famiglia di alberi di una sola specie, cioè Washingtonia filifera.


Eccolo qua il gruppo familiare di Palme in mostra, mentre gli operai lavorano alla base dell'aiuola; difficile rimanere indifferenti di fronte alla stranezza di questa aiuola, che ha fatto e fa compagnia a molte generazioni di cagliaritani in passeggiata  al Porto.

Vi avevo già presentato la storica famiglia (post del 14/5/15  e del  4/2/21), ipotizzando che la particolare situazione di esemplari ammassati sia scaturita dalla attività riproduttiva di un capostipite, che nel corso di decenni ha dato luogo alla affascinante composizione attuale.

Quale che sia l'origine del gruppo, che sarebbe interessante studiare attraverso vecchie immagini, resta che questo è a buon diritto uno dei molti luoghi della memoria del verde cittadino, che meritano di essere preservati e curati, come appunto si sta facendo in questo caso.

giovedì 21 luglio 2022

Un Cipresso fiorito o una sfacciata opportunista?

 La risposta al quesito del titolo, anche prima di avere visto la fotografia a cui il titolo si riferisce, è scontata, dato che il Cipresso non fiorisce, appartenendo al gruppo delle Gimnosperme.


E' quindi una sfacciata opportunista, quella che si è arrampicata fino alla cima del povero Cipresso, anche piuttosto in alto, per produrre il meglio della sua fioritura.

Si tratta di una Bougainvillea, e lo stretto abbraccio avviene alla fine di via Rossello, traversa cieca di via Dei Conversi. 

Ringrazio Paolo per avermi segnalato questo connubio, e ricordo che la Bougainvillea non è l'unica pianta capace di arrampicarsi su suoi simili, ma anzi sono molte le piante rampicanti che sfruttano questa opportunità: possiamo citare il Glicine (post 4/10/16), la Bignonia radicans (post 20/6/11), la potente e bellissima Bignonia tweediana ( post 11/5/15).

Una convivenza forzata, che spesso nasce da una vera e propria aggressione verso chi non può difendersi efficacemente, è costretto a subire e a volte soccombe.

Ma, lo sappiamo, le leggi della Natura sono spesso brutali e, quando si cerca l'aria e la luce......   

giovedì 14 luglio 2022

Un salto nel verde del Parco d'Abruzzo

 Vi porto a prendere una boccata di aria fresca nel Parco Nazionale d'Abruzzo, anzi più precisamente di Abruzzo, Lazio  e Molise, il più antico parco nazionale italiano.

E vi ci porto perché è un parco ricchissimo di alberi meravigliosi, ma soprattutto perché questi alberi appartengono a specie a noi sardi pressoché sconosciute, o comunque molto rare da trovare.


E cominciamo con uno splendido Faggio, Fagus sylvatica, che si erge maestoso con i suoi 750 anni circa di vita su questa Terra.

Dico subito per correttezza che questa fotografia non è mia, ma della signora Anna Maria; io non sono stato capace di trovare questa meraviglia, pur essendo andato al passo Godi, dove il Faggio del Pontone, questo il nome attribuito, vive.

D'altra parte, non potevo cominciare con una specie diversa, dato che i Faggi sono la specie arborea con il maggior numero di esemplari in Abruzzo; e pensare che in Sardegna sono assenti!

Fatto questo doveroso omaggio ai Faggi e a chi li sa fotografare, passiamo ad alcune fotografie scattate da me, sempre riguardanti alberi poco presenti da noi.


Ecco un grande Abete rosso, Picea abies, che si erge elegante e maestoso, e molto alto; qui ci troviamo a Pescasseroli, a 1200 metri di altitudine.

Anche questa specie arborea è praticamente assente da noi, soprattutto a Cagliari, con qualche ammirevole eccezione (post 7/3/14), spesso riveniente da alberi di Natale dismessi ma amorevolmente accuditi.

Per il resto, le altre volte che ho parlato di questa specie arborea, pure così importante, vi ho portato in altre regioni italiane, se non all'estero.






E quest'altra enorme bellezza? E' un Acero platanoide, del quale vi mostro a conforto anche un particolare, con la bella  grande foglia a lobi dentati, e le affascinanti disamare appese in gruppetti.

Anche questo Acero è molto raro da noi; io ne avevo riconosciuto uno, almeno dalla foglie morte, al parco di Laconi (post 17/2/12).  

Queste a sinistra sono invece una coppia di graziose nocciole, fotografate lungo il percorso pedonale della Camosciara, bellissima passeggiata sempre nei dintorni di Pescasseroli.

Ricordo che il Nocciolo, Corylus avellana, in Sardegna è abbastanza presente in quota, per esempio nella zona di Aritzo, dove viene coltivato per produrre meravigliosi dolci.




E questo a destra sembra essere un Carpino nero, Ostrya carpinifolia, anch'esso colto sul percorso della Camosciara. Anche questa specie è rara in Sardegna, e cresce solo in alcune zone di Barbagia ed Ogliastra, e rarissima in città, dove ho scoperto un solo esemplare (post del 1/8/21).







E chiudiamo con una immagine bella e rasserenante, anche se non contiene alberi di immediato riconoscimento: è il lago di Barrea, ripreso dal bellissimo omonimo paesino che lo sovrasta. 



    





 

sabato 9 luglio 2022

Un'alternativa verde al Poetto

Come ho fatto diverse volte gli anni scorsi, anche quest'anno voglio offrirvi qualche fotografia interessante scattata all'Orto Botanico, dove spesso torno per godere del paesaggio sempre uguale e sempre diverso offerto dagli alberi e dagli arbusti, nonché della atmosfera meditativa e decadente che il nostro Orto sa offrire. 

Può essere un suggerimento per interrompere ogni tanto la frequenza del pur meraviglioso nostro Poetto, con il suo enorme carico antropico estivo ed i problemi correlati. 



Tuffiamoci allora, invece che fra le onde, in mezzo al verde.

Un Fiore di Loto, Nelumbo nucifera, perde i grandi e pesanti petali ma non perde il fascino, tanto più se lo si ammira nel contesto delle enormi foglie circolari che riempiono la vasca dedicata a questi splendidi fiori.

Da notare anche il frutto, che contiene i semi, con la sua spiccata somiglianza con il soffione di una doccia.



E non poteva mancare una Ninfea, Nimphaea alba, cugina del Fior di Loto ma con il fiore molto più piccolo e che rimane a galleggiare sull'acqua. Le Ninfee crescono abbondanti nel vascone centrale, dove condividono lo specchio d'acqua con gli enormi pesci rossi, delizia dei bambini.

Dicevo che il fiore della Ninfea è  molto più piccolo del Fiore di Loto, ma la Ninfea si prende la sua rivincita con la foglia della specie Ninfea gigante, Victoria amazonica, che può raggiungere i 3 metri di diametro (post del 23/7/11)!  





E ancora, lo splendido fiore di una pianta succulenta, fra le tante presenti all'Orto, e precisamente un Cereus hildmannianus, una specie di Cactus proveniente dal Sudamerica, che offre in questo periodo una copiosa fioritura.



Ma non ci sono solo fiori da ammirare, ma tante, tante altre cose: per esempio  una mostruosa base di tronco di Fitolacca dioica, che ricorda il piede di un animale preistorico (vedi fra gli altri il post del 29/7/21).

Insomma, non manca certo la varietà e le piante da osservare anche a lungo, in questa oasi di pace e bellezza; certo, se il visitatore disponesse di qualche seduta più comoda delle attuali panchine..........  

mercoledì 29 giugno 2022

La splendida forma della Matriarca di Stampace, la Sophora di Sant'Efisio

 Ho voluto riunire due titoli che ho dedicato in passato ad un albero particolare, la vecchissima Sophora japonica che vive a due passi dalla chiesetta di Sant'Efisio (post del 16/2/13  e del 1/5/18), per ripresentarvi questo meraviglioso esemplare nel pieno del rigoglio estivo.

Come si vede dalla foto, l'albero, pur con circa un secolo e mezzo di vita alle spalle, è tuttora in splendida forma, e si prepara alla fioritura dorata  di luglio.

La Sophora japonica è un albero piuttosto comune a Cagliari, che vi avevo presentato già nel 2010 per poi riproporlo in momenti successivi; ricordo velocemente i filari di via Cugia e via Carboni Boy, piazza Repubblica, i parchi, i giardini Pubblici.....

Insomma un bell'esercito di esemplari cagliaritani per il nostro albero dal baccello strozzato, ma nessuno con i titoli della Matriarca, sia per l'età che per la posizione nel cuore di uno dei quartieri storici della città. 

Non posso che ribadire quanto sarebbe bello un segno di affetto e di rispetto per quest'albero da parte degli Stampacini, se d'intesa con il Comune si facessero carico di questa creatura verde, valorizzandola e presentandola ai visitatori per quello che è, una perla rara.



E, a proposito di farsi carico, mi rivolgo agli amministratori del verde pubblico affinché verifichino la situazione del tronco, che in diversi punti appare malconcio e bucato, e quindi a rischio di infiltrazioni fungine o di parassiti. Forse è solo vecchiaia, ma un controllo ogni tanto, seguito dalle eventuali riparazioni, non guasterebbe, anche se dovrebbe bastare la protezione del Santo lì vicino!



giovedì 23 giugno 2022

La Fitolacca triste nel parco

 Sembra un controsenso parlare di una Fitolacca dioica triste, dato che se c'è un albero allegro, nel suo disordine, esuberanza e invadenza, questo è la Fitolacca: pensiamo ai tanti esemplari cagliaritani che vi ho presentato negli anni, da quelli di Castello a quelli della passeggiata di Terrapieno, da quello di Marina Piccola a quello di viale Trieste, a quelli di via De Gioannis e così via elencando; veramente difficile definirli tristi. 

Ma quello che vedete qui a sinistra, pure un albero bello ed imponente, possiamo definirlo triste, dato che è stato abbandonato dai bambini che gli facevano compagnia tutti i giorni.

Avete capito di quale albero si tratta? E', anzi era, la mascotte dell'area giochi del parco CIPLA, ora Giovanni Paolo II, in via Dei Donoratico.

E' successo che questa area giochi è stata smantellata, rimanendo per mesi una discarica a cielo aperto; ora è stata parzialmente ripulita, ma i segni dell'abbandono restano, a partire dal manto erboso artificiale che ho volutamente lasciato in vista nella fotografia.

Quando vi avevo parlato di questo albero, nell'ambito della presentazione del Parco CIPLA (post del 30/9/11), gli avevo dedicato una affettuosa foto che dimostrava la cura (forse un po' kitsch, ma non importa) con la quale i titolari del parco trattavano la Fitolacca; questo trattamento, unito all'allegria dei giovanissimi frequentatori dei gonfiabili, contribuiva all'allegria dell'albero. Ora tutto questo non c'è più, e non è dato sapere se sarà ripristinato.  

lunedì 20 giugno 2022

Fioriture estive: una nuova Albizzia ed alcune ben conosciute Sterculie

 Le fioriture arboree di inizio estate (almeno dal punto di vista astronomico, per Cagliari è già piena estate!) hanno fra gli attori principali la Albizzia julibrissin e la Sterculia diversifolia (oggi Brachychiton populneus).

Vi presento oggi un nuovo esemplare di Albizzia, che si aggiunge a quelli dei quali abbiamo parlato in passato (post del 28/6/15 e del 13/6/21, solo per citare un paio di riferimenti).


Si tratta di un albero giovane, non molto alto ma con una grande chioma, che vegeta nello spazio pubblico alla fine delle vie Fracastoro e Fleming, e di fronte alla rotatoria di cui abbiamo parlato tanti anni fa (post 31/1/11), vantandone le qualità. In realtà molte qualità oggi sono state perse, il terreno è brullo e ghiaioso, ci sono diverse piante morte e lasciate lì ad essiccarsi.

Insomma un giardinetto oggi piuttosto degradato, ma che vanta la nostra Albizzia odierna in ottima forma ed in piena fioritura.

Faccio notare la sproporzione fra la dimensione del tronco e l'ampiezza della chioma, una caratteristica di questa leguminosa che contribuisce a renderle normalmente piuttosto breve la vita, per cui alcuni esemplari che vi ho presentato in passato potrebbero non esistere più (per esempio mi risulta che quello di via Tel Aviv sia morto). 

Comunque, siccome è un bell'albero, con bella foglia e bellissimi fiori, godiamocelo fino a quando ci fa compagnia.

E veniamo alle "ben conosciute" Sterculie, cioè quelle di Genneruxi, sia i due grandi esemplari alla fine di via Stoccolma che quelli in prosecuzione, nel corridoio di collegamento con via Zagabria. 

Ne ho parlato tante di quelle volte che non vi annoio ulteriormente (un solo rimando, post del 2/6/20); vi presento solo una foto,  che mostra il tappeto di "orcetti" rossi alla base di una delle due Sterculie, ormai a fine fioritura.

La foto si potrebbe intitolare

"Meditazione sulla caducità dell'esistenza" ,

ipotizzando che i due anziani signori, mentre osservano cadere gli ultimi fiori, formulino pensieri malinconici.

Chissà, forse invece si raccontano barzellette e ridono a crepapelle! 


   

  

lunedì 13 giugno 2022

Alberi della Toscana

Un titolo che racchiude un mondo, quello di una regione italiana fra le più ricche di verde, e la bellezza con la quale il verde toscano si presenta alla nostra ammirazione. Si potrebbero scrivere libri su libri, e presentare migliaia di immagini; io, molto più modestamente, voglio presentarvi alcune immagini commentate, tratte da un recente viaggio in questa splendida regione.


Volterra, un Ficus carica insiste a voler vivere in un sito non certamente fertile per lui, almeno per quello che si vede; però è sano e forte, e contribuisce molto al fascino della nuda parete alla quale si appoggia.

D'altra parte anche noi sardi conosciamo molto bene la ostinazione di queste piante, ed anzi spesso ne facilitiamo la crescita anche in posizioni impossibili.



 

In contrasto netto, a destra un enorme Liriodendron tulipifera, l'Albero dei tulipani, si erge maestoso a fianco di un sentiero del Giardino di Boboli a Firenze.

Vi ho parlato più volte di questo splendido albero, presentando esemplari fuori Sardegna, ma anche esemplari cagliaritani, per esempio al "Circu de Soli" (post del 4/5/21).



Tornando al Liriodendro di Boboli, merita di essere ammirato anche il piede mostruoso che lo tiene ancorato a terra. Da questa foto si può apprezzare anche la bellissima e peculiare foglia.  




Infine, nel giardino di un bel resort in provincia di Siena, un gruppetto di Tigli, Tilia europaea,  fa da confine al prato sul quale si delineano le ombre serali di slanciati e onnipresenti Cipressi.

Ai Tigli cagliaritani, anche se certo non grandi come questi, abbiamo dedicato ampi spazi nel blog, per esempio a quelli che ornano il viale che conduce al parco di Terramaini (post del 16/5/12).

giovedì 9 giugno 2022

Il vegliardo e la sua primavera

Il vegliardo che vi porto all'attenzione odierna è un glorioso albero, che vanta una età di tutto rispetto: quasi 200 anni,  da quando un ammiraglio inglese lo regalò, in forma di esile piantina, alla città di Cagliari. 


Eccolo oggi, il vegliardo, anzi la vegliarda: si tratta della Prosopis torquata del Parco della Rimembranza, detta anche la pianta dell'ammiraglio in virtù della sua storia, che vi avevo raccontato ai primordi di vita del blog (post del 10/11/10).

Come si vede il suo tronco biforcuto è veramente maestoso, scuro, scavato e contorto, a dimostrare gli anni che si porta appresso; però questa leguminosa è tuttora capace di produrre, in un tenero e meraviglioso contrasto, le sue foglioline composte e, in primavera avanzata, le spighe  cariche di fiorellini gialli.


Eccole qui a destra le foglie ed i fiori, a dimostrare la persistente vitalità della vegliarda.

La parte destra del tronco è sostenuta, come si conviene alla sua vecchiaia, da una gabbia di tubi metallici, che si intravede nella prima foto; non è un sostegno molto valido esteticamente, ma ci accontentiamo, purché la aiuti a restare in vita!

Ed a suo tempo, alla fine dell'estate, questo meraviglioso essere vivente sarà ancora capace di produrre i piccoli ed eleganti legumi falciformi, per i quali vi rimando ad un altro vecchio post (post del 31/8/11).

Insomma, una vera gloria cagliaritana, che merita rispetto e riconoscenza per il suo farci ancora compagnia. Forse meriterebbe anche un percorso di visita dedicato ed un cartello con la sua storia.    

  

lunedì 30 maggio 2022

La primavera della Quercia inglese

 La primavera, con l'esplosione di nuova vita nel mondo vegetale, è l'occasione propizia per parlarvi di nuovo, fra le mille possibilità offerte dalla Natura, della Quercia inglese, altro nome comune della Farnia, la Quercus robur.

E la Farnia merita di essere scelta per l'enorme importanza che questa specie arborea ha avuto ed ha nel suo rapporto con gli umani, per la sua presenza in una grande parte del mondo, per il suo essere sulla Terra da milioni di anni (post del 12/7/17, fra gli altri).

Insomma un caposaldo vegetale, anche se in Sardegna è quasi inesistente, ma ottimamente rappresentata  dalla sua cugina Roverella, Quercus pubescens, di cui abbiamo parlato tante volte, e con la quale si assomigliano moltissimo.

E allora eccola, una Quercia inglese in terra di Sardegna, comune di Pula, che ci presenta le sue nuove tenere foglioline e le piccole ghiande.

E' un albero che vi ho già presentato, nell'autunno di qualche anno fa (post del 9/10/19), post che vi invito a riguardare per vedere quanto grandi diventeranno le piccole ghiande nell'arco di qualche mese! E pensare che questo albero è nato da una ghianda, portata dallo Yorkshire!

Se volete invece andare a vedere una Farnia pubblica in città vi ricordo l'esemplare dell'EXMA' (post del 1/6/11 e 24/4/14 , fra gli altri).

In conclusione, onore a tutte le Querce, inglesi o meno che siano!





giovedì 19 maggio 2022

Tenerife patria del Drago, e non solo

L'arcipelago delle Canarie è universalmente noto, fra l'altro, per la quantità di specie arboree endemiche, molte delle quali hanno il riferimento all'arcipelago nel proprio nome. Pensiamo alla Palma delle Canarie, al Pino delle Canarie, all'Euforbia delle Canarie, tutte piante presenti anche a Cagliari ed ampiamente trattate nel blog.

E poi c'è lei, la Dracaena draco, Sangue di dragoforse la più significativa fra le specie endemiche di queste isole ed in particolare di Tenerife, di cui è simbolo vegetale. Qui vivono gli esemplari più vecchi al mondo di questa specie arborea, alcuni addirittura millenari.



Io non vi presento esemplari millenari, che possono essere facilmente trovati su internet, ma esemplari di tutti i giorni, che si possono incontrare a Tenerife durante una passeggiata, o ai bordi di una piscina.

Ringrazio Sara, che trovandosi in vacanza a Tenerife mi ha inviato queste foto.



Esemplari comuni, dunque, ma che sono già molto più grandi, e soprattutto più alti, degli esemplari cagliaritani.

Ricordo che Cagliari dispone ormai, stante anche la progressiva tropicalizzazione del clima, di molti esemplari di Dracena sangue di drago, che vi ho presentato in più occasioni (post del 10/6/11 , 25/1/18,   23/9/21 ed altri) e che colpiscono per la loro "simpatia" arborea e le particolarità relative al tronco, alla crescita, alla resina rossastra.


Ma non è solo il Drago, come recita il titolo del post, il simbolo arboreo di quest'isola: c'è ne è anche un altro, che adesso vi presento.


Eccolo qui: a qualcuno dei lettori ricorda qualcosa?  A parte il colore, la spiga fiorita è molto simile a quella di un arbusto che vi ho presentato nel 2011 (post del 20/3/11) , l'Echium fastuosum .

Infatti questo a fianco è un cugino, il cui nome scientifico è Echium wildpretii . I due cugini appartengono alla famiglia delle Boraginacee, quella della nostra bella e comune Borragine.

Questa pianta ha il simpatico nome comune di Viperina rossa di Tenerife; vive su terreni siccitosi e sassosi, non teme il caldo ed il vento, infatti si trova bene sulle alture di questa isola vulcanica.


 

venerdì 13 maggio 2022

Gli alberi monumentali d'Italia, e l'orgoglio nostrano

 E' dal 1977 che si parla in Italia di alberi monumentali nel territorio nazionale, censiti per la prima volta nel 1982 in un migliaio di esemplari, ed andati via via crescendo fino a raggiungere attualmente la cifra di circa 4000. 

Merito dovuto in buona parte all'interesse dei cittadini ed alle loro segnalazioni, che dai Comuni passano poi alle Regioni ed  infine al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali,  che ne formalizza l'appartenenza all'elenco ufficiale e ne determina la tutela, con tutte le sue norme.

L'argomento viene affrontato dalla stampa (parte delle informazioni odierne le ho tratte da un articolo su "la Repubblica" del 9 maggio scorso) e da molti studiosi ed appassionati, fra i quali Tiziano Fratus, già citato nel blog (post del 8/7/18 e del 20/7/20), che in uno dei suoi ultimi libri tratta proprio l'argomento degli alberi millenari d'Italia.

Per fare alcuni esempi, tratti dall'articolo citato, possiamo dire che l'albero italiano più alto risulta essere un Platano a Cernobbio, di 59 metri, mentre una Sequoia in provincia di Bolzano raggiunge i 58 metri; le chiome più ampie appartengono a Ficus magnolioides siciliani (vedasi post citato del 2018). E per quanto riguarda l'età?

Qui entra in campo l'orgoglio nostrano, perché l'albero italiano più vecchio risulta essere sardo, e precisamente "S'Ozzastru" di Luras (post del 22/12/11 e del 5/1/17 ) con 4000 anni alle spalle. E non finisce qui,  perché la Sardegna vanta il primato della Regione con il maggior numero di alberi monumentali, ed esattamente 410, distaccando la seconda regione, il Friuli, che ne ha 344. E, guarda caso, le specie più diffuse fra i monumenti sono le Roverelle, Quercus pubescens , ed i Lecci, Quercus ilex ,le nostre amate Querce sarde insieme con le Sughere.


E Cagliari, direte voi?  Non si difende male pur non vantando record, se può presentare chiome dell'ampiezza del Ficus magnolioides della Darsena, ritratto qui a destra e pluritrattato nel blog assieme ai fratelli in giro per la città, o l'altezza di 40 metri della "Signora Araucaria" (post 4/2/11 ed altri).

Insomma, anche se la bellezza degli alberi non si misura solo in metri, che anzi spesso sono controproducenti, il fatto di ragionare di monumenti e metterli in fila anche per le loro dimensioni ci aiuta ad amarli e rispettarli.