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La nuova stagione

 Ancora in pieno inverno, sono i fiorellini di campo quelli che meglio interpretano la nuova stagione, suscitando in noi la sensazione della...

lunedì 23 febbraio 2026

Una nuova Palma, nel povero parco Vannelli

 Cominciamo con il giustificare l'attributo di "povero": il parco Vannelli  di via Giudice Chiano continua a soffrire di un degrado progressivo, del quale ho più volte parlato (p.es. vedi post del 3/5/22), purtroppo inutilmente.

L'erba alta non tagliata, i rami caduti non portati via, lo spesso e soffocante tappeto di aghi sotto al grande esemplare di Pinus pinea, per non dire dei cartelli erroneamente posizionati o abbandonati per terra, sono solo alcuni degli aspetti di degrado da me recentemente rilevati, a conferma di una perdurante mancanza di manutenzione che si trascina negli anni.

Mi sono stancato di parlarne e mi fermo qui con la critica; per fortuna che le piante presenti, anche non comuni, continuano ad esercitare il loro fascino ed a giustificare una visita.

Ed allora oggi vi presento una pianta nuova per il blog, che vedete nella foto sottostante.


Si tratta della Palma del Mekong, grande fiume del sud est asiatico del quale questa palma è originaria; il nome scientifico Phoenix roebelenii, é spesso italianizzato in  Palma robellina, o ancora Palma da datteri  nana o pigmea.

Assomiglia molto, almeno come foglia, alla comune Palma da datteri,  solo che è molto più piccola, non superando i 2-3 metri di altezza.

Al Parco sono presenti due esemplari, ed in questo caso il cartello corretto è ancora presente, per chi la volesse apprezzare.

Trovo che sia un alberello molto simpatico, con il tronco sottile e le belle foglie pennate, che può trovare una ottima sistemazione in un giardino anche piccolo o in una terrazza di dimensione adeguata.

sabato 14 febbraio 2026

Pieno inverno, tanta pioggia, ma la Aloe arborescens....

 ......se ne fa un baffo, per concludere il non detto del titolo.

Riprendiamo identicamente il titolo del post precedente, dedicato alla Acacia dealbata, per attribuirlo anche alla pianta odierna, l'Aloe arborescens, dato che le condizioni meteorologiche sono le stesse, cioè una schifezza, e la voglia, quella di fiorire comunque in questo periodo dell'anno, è la medesima.

Anzi, possiamo considerare che per la Aloe la voglia di fiorire è anche maggiore, tanto che, oltre che in questo periodo di elezione, fiorisce spesso in altri momenti, come per esempio in primavera avanzata (post del 4/5/19).

Ecco allora un esemplare di Aloe arborescens che espone un racemo fiorito, e ne prepara un altro, circondata da altri esemplari che preparano anch'essi la fioritura.

E non ci troviamo in un giardino ben curato o in un parco, ma nel parcheggio-sterrato, purtroppo in condizioni penose, dell'Ospedale Binaghi di via Is Guadazzonis.

Peraltro questa specie di Aloe è ricchissima di proprietà benefiche (antiossidanti, antimicotiche, antiinfiammatorie....), tanto da essere definita pianta medicinale, ed essere oggetto di coltivazione per la produzione dei suoi derivati; ha quindi tutti i diritti di crescere in questi spazi!

Ma a noi interessano soprattutto gli aspetti estetici, e per questi la ho presentata altre volte (post del 18/2/14,  del 5/2/22  , fra gli altri), per il suo aspetto veramente gradevole. 


    

domenica 1 febbraio 2026

Pieno inverno, tanta pioggia, ma la Acacia dealbata.....

......se ne fa un baffo, per concludere il non detto del titolo. 

Eh sì, perché l'Acacia dealbata ha la meravigliosa abitudine di fiorire a gennaio, almeno con il nostro clima.

Eccolo qui, l'esemplare che ho "catturato" quest'anno; si trova in via Giusti, traversa di via Castiglione.

Le foglie piumose ed i racemi carichi di capolini color giallo limone non possono non attirare lo sguardo e l'ammirazione dei passanti, tanto più in questo periodo, grigio per definizione!

Già dal 2011 (post del 9/1/11) avevo classificato le tre principali specie di Mimosa presenti sul nostro territorio, e definito il periodo di fioritura di ciascuna, dato che per questi alberi la fioritura rappresenta una vera e propria trasfigurazione; 



passano da una condizione di oggettiva mediocrità estetica a questa condizione di splendore, che ripaga dell'attesa!

Ricordo che l'aspetto cotonoso delle infiorescenze è determinato dalla grande quantità di stami che si sviluppano tutt'attorno al capolino sferico; la loro bellezza è rafforzata da quella della foglia composta, formata da decine di foglioline piccolissime e anch'esse piumose.


sabato 24 gennaio 2026

Le grandi Sterculie e l'apparato radicale strabordante

 Parliamo oggi di un albero molto conosciuto ed apprezzato dal blog, la Sterculia diversifolia (attualmente riclassificata  in Brachychiton populneus), qui identificato dal lontanissimo 2010 (post del 1/11/10), e successivamente riproposto in tante occasioni e per tanti esemplari sparsi in giro per la città.

E non parliamo di un esemplare qualsiasi fra i tanti, ma delle due "sorellone" di Genneruxi, erette a simbolo di questa specie arborea nell'ambito cittadino (post del 2/6/20, fra gli altri).

Due grandi alberi affiancati, che con le loro enormi chiome sempreverdi sono in grado di riparare dal caldo estivo ma anche dalla pioggia invernale chiunque stazioni nel giardinetto sottostante, dotato di panchine. La posizione è strategica, fra la fine di via Stoccolma e via Berna, ed oltre che da sotto se ne può godere la vista anche da lontano.


Insomma, tutto molto bello, se non fosse che la dimensione di queste due sorelle richiede un apparato radicale adeguato, e le conseguenze sono quelle che si notano dalla foto qui a fianco.

Il dissesto degli spazi pubblici cittadini è elevato, e presenta priorità certamente maggiori di questa; voglio però sperare che anche a questa sia dedicata la giusta attenzione, eliminando i pericoli connessi al dissesto della pavimentazione con una adeguata aiuola rialzata, che salvaguardi questi due bellissimi alberi oltre che, naturalmente, la sicurezza di chi transita o staziona a godere delle due grandi sorelle. 
    

mercoledì 14 gennaio 2026

Piccoli Schinus crescono

Non è originale il titolo di oggi, dato che lo avevo già utilizzato per le Tipuane del Parco della Musica (post del 2/10/13), ma mi pare che si attagli particolarmente agli alberi di cui vi parlo oggi, cioè il lungo filare di Schinus molle che vegeta e cresce nella Calata dei Trinitari, a Su Siccu. Lo Schinus molle, o Falso pepe, è un albero che conosciamo praticamente dalle origini del blog (post del 29/11/10), primo post seguito poi da tantissimi  altri, che lo hanno classificato come un albero oramai importante nel verde cittadino, molto gradevole alla vista e che vanta esemplari notevoli in giro per la città.

Dicevo di questo filare, vicino al mare; sono tanti, sono belli ed ormai grandi, e crescono veramente in fretta, tanto che i giardinieri devono spesso intervenire per tagliare i rami cadenti, e consentire il passaggio delle persone sotto le fitte chiome.



Ecco il particolare di un esemplare che prepara una delle diverse fioriture annuali, dalle pannocchie ascellari che predispone in grande quantità. E' piacevole passare sotto questi alberi e farsi accarezzare dai rami cadenti, e sentire il leggero odore pungente che emana il fogliame. 

In modo simile risulta "peposo" il sapore delle piccole drupe rossastre (post del 8/12/10), che venivano usate come succedaneo del pepe, e tuttora pare abbiano un utilizzo gastronomico di nicchia.

Insomma, un albero interessante, che richiede un'unica precauzione importante, e cioè quella di sorreggere il tronco con robusti tutori, soprattutto per gli esemplari giovani, data la compattezza della chioma ed il fatto di essere sempreverde.

giovedì 1 gennaio 2026

Auguri di buon Anno 2026

 Non sono abituato agli eccessi, ma anche la mancanza completa di un riferimento alle feste in corso, ed in particolare al passaggio al nuovo anno, mi è sembrata una inadempienza, nei confronti degli affezionati lettori di questo blog.

E allora oggi cerco di rimediare, avendo trovato su Internet un filmato che fa al caso nostro, perché riguarda la "finta" morte di un albero e la sua resurrezione, appena la stagione lo consente. Si parte dunque da uno scheletro e dal simbolismo della prossima fine. Il finto scheletro, che per me è invece un elemento di grande fascino, come sanno i frequentatori del blog (post del 5/2/12 e del 26/11/14, per esempio) è funzionale a rappresentare la morte del 2025; si arriva poi alla rinascita, ed all'ottimismo che dobbiamo avere per l'anno che nasce, nonostante i segnali negativi che accompagnano questa nascita.

Tanti auguri a tutti i lettori!


Per chi non riuscisse ad aprire il video da qui, fornisco qui sotto l'indirizzo Web

https://www.facebook.com/watch/?v=887493360326940
  

lunedì 29 dicembre 2025

La Fillirea, altra essenza tipica della flora sarda

 Nell'ultimo post, presentando alcune bellezze del parco di Terramaini (post del 21/12/25), ho parlato del Ginepro coccolone e dei suoi fratelli, nobili essenze della flora endemica isolana. 

Nel predisporre il post, mi sono accorto di non aver mai presentano una fotografia di un'altra pianta endemica del nostro suolo, la Fillirea, che pure avevo citato parlando di un bel trio nostrano della famiglia delle Oleacee (post del 20/12/11).

Eccomi allora a rimediare alla mancanza.


E' ripreso a sinistra un arbustone di Phillyrea angustifolia, cioè a foglia stretta, che vegeta nelle campagne di Teulada. 

Questa Fillirea, comunissima nelle nostre campagne dal livello del mare fino ai 600 metri di altitudine, produce come frutto una drupa sferica, nera a maturazione decembrina, come possiamo vedere dall'esemplare in foto.

Esiste poi una sorella, la Phillyrea latifolia, che però predilige altitudini un po' maggiori, fino ad oltre mille metri, e che può avere anche un portamento arboreo, fino a 10 metri.

Si tratta di arbusti diffusi in tutto il bacino del Mediterraneo, nel Nord Africa, nella Grecia, nell'Albania.

Fra i tanti nomi sardi con cui è conosciuta la Fillirea c'è anche Aladerru, cioè Alaterno, altra pianta endemica che però appartiene ad un'altra famiglia, e, nome più comune nel nostro sud, Arrideli.

E, a proposito di Arrideli, o meglio S'Arrideli, terminiamo con una domanda destinata ai cagliaritani più "datati", come me: vi ricorda qualcosa di Cagliari questo nome, S'Arrideli? 

Esatto, era il nome di una rosticceria vicino a piazza San Benedetto, famosissima fornitrice di polli arrosto, provenienti dalla omonima azienda agricola situata forse in comune di Terralba, in esercizio fra gli anni 50 e 60 del secolo scorso. Veramente ottimi, soprattutto per noi ragazzini del dopoguerra! 


  

domenica 21 dicembre 2025

Fra le tante bellezze del parco di Terramaini..........

 Vi presento due piante diverse dal solito, che forse non ci si aspetterebbe di trovare in un parco come Terramaini, ma che consolidano questo parco come uno dei fiori all'occhiello del verde cagliaritano. 

Vi rimando pertanto ai tanti post dedicati negli anni a questo luogo  se volete "ripassare" alcune delle specie arboree presenti, dai Ficus rubiginosa agli Schinus molle, dalle Lagerstroemia indica agli Ulivi, per non dire dei prati, e mi permetto di aggiungerne altre due, molto meno frequentate dal blog, anche se presenti.



Ecco una Dasylirion serratifolium con la sua lunga infiorescenza (post del 25/11/19), che sembra voler penetrare nella chioma di una Jacaranda.

Originaria del Messico, ora ben acclimatata anche da noi, ha foglie molto eleganti ed una bella fioritura, come si può vedere qui e meglio ancora nel post richiamato.  

E questo a destra, così arruffato e disordinato, è un Ginepro coccolone, Juniperus oxycedrus macrocarpa, che espone le sue "coccole aulenti", come avrebbe detto D'Annunzio nella sua famosa poesia.

E questa specie arbustiva non abbiamo bisogno di importarla dal Messico, dato che è un endemismo della nostra Isola, insieme con i fratelli Ginepro rosso e Ginepro fenicio (post del 29/11/13  e 21/1/14, fra gli altri). 

Legno molto ricercato per la sua bellezza e le sue caratteristiche, oggi il Ginepro è pianta protetta ed il suo utilizzo strettamente regolamentato a livello regionale. 


E, in conclusione,  rinnovo per l'ennesima volta la preghiera ai nostri amministratori del verde pubblico di predisporre le targhette di riconoscimento sulle piante, a cominciare dai parchi, come servizio per la cittadinanza.  

 

 


lunedì 8 dicembre 2025

Aveva voglia di crescere ........

 ...... E la ha pienamente soddisfatta, la sua voglia di crescere. Guardate qui sotto.


Si tratta di un esemplare straordinario di Dracena sangue di drago, Dracaena draco, che prima di decidersi a sviluppare una chioma di foglie e fiori ha sviluppato un fusto di molti metri, forse una decina.

Appare molto strano che il fusto solitario non si sia ramificato, anche se questo avviene dopo molti anni di vita; a meno che non si tratti  di un esemplare giovane, e questo sarebbe ancora più strano, data l'altezza!

Come che sia, è così peculiare questa pianta che non potevo non presentarvela, dopo aver ringraziato Stefano che mi ha mandato la fotografia: naturalmente non siamo in Sardegna né tantomeno a Cagliari, ma a latitudini molto inferiori, e precisamente nell'isola di Madera, in piano oceano atlantico.


E questa isola, di fronte al Marocco, non è troppo distante da Tenerife, dove vivono gli esemplari più grandi e più anziani del mondo.
La Dracena draco è presente anche a Cagliari, e ne abbiamo parlato tante volte, a partire dal 2011 (post del 10/6/11); anche da noi ci sono bellissimi esemplari, a partire da quelli dell'Orto Botanico, ma certamente non a fusto singolo e così alto; direi che quello in foto merita di essere apprezzato!


giovedì 27 novembre 2025

La fioritura invernale dell'Eriocefalo

 Che cosa c'è di meglio, in queste giornate parainvernali, o addirittura nettamente invernali anche se siamo ancora a novembre, che godere di una fioritura rara ed affasciante? 

A Cagliari è possibile, per esempio facendo due passi fino a piazza Pizzorno, a Montemixi, e salendo sul tetto del fortino, dove vivono una bella quantità di arbusti di Eriocephalus africanus, detto anche Rosmarino selvatico.


Ecco un arbusto che ha cominciato a produrre i corimbi di fiorellini, eleganti mazzetti per una fioritura che andrà avanti per almeno altri due mesi, in pieno periodo invernale, come si desume dai precedenti post dedicati a questo arbusto (post del 4/1/18  e del 25/1/21) 

Gli arbusti contornano praticamente tutta la piazzetta di forma quadrata, che, anche per il posizionamento sul tetto del fortino, ha un aspetto assolutamente peculiare.

Bisogna volerci andare dato che, se non si abita in zona, difficilmente si arriva qui se non per volontà esplicita; però vi assicuro che vale la pena, soprattutto in questo periodo.



 Ecco un altro arbusto di Eriocefalo, in un altro angolo della piazza, con sullo sfondo una Washingtonia filifera. 

L'Eriocefalo, come vi avevo detto presentandolo nei precedenti post citati, proviene dal Sud Africa, dove è comunissimo; appartiene alla famiglia delle Asteracee ed ha le foglie molto simili a quelle del Rosmarino, anche se più grassottelle. 

Il nettare dei fiori è utilizzato in erboristeria, e le farfalle ne sono attirate; insomma ha tante doti, e c'è da chiedersi come mai sia così raro in città. Comunque, proprio perché raro, vale la pena di andare a fargli visita, sul fortino di Montemixi.


giovedì 20 novembre 2025

La Festa dell'Autunno ed il Parco ben tenuto

Sabato e domenica scorsi si è tenuta nel parco della ex vetreria di Pirri, vecchia e stimata conoscenza del blog (post del 19/12/1126/10/22,   3/12/22,  ed altri), una due giorni denominata Festa dell'Autunno, dedicata alla sensibilizzazione di adulti e bambini sull'importanza del verde urbano.

Devo dire che la scelta della localizzazione è stata molto azzeccata, sia perché questo piccolo parco è molto ben tenuto, come notato nelle nostre visite passate, sia per la presenza di alcuni grandi esemplari di alberi veramente notevoli, oltre ai due "piccoli" ma molto affascinati Gelsi penduli, Morus alba pendula.

Un paio di esempi, per confermare il giudizio positivo:



Un maestoso Ficus retusa, chioma fittissima e sana






Un frondoso Leccio, Quercus ilex





Uno dei magnifici Carrubi, Ceratonia siliqua, la cui ottima salute, come quella degli altri fratelli nel parco, ci rasserena rispetto a quanto detto nel post precedente sulla sofferenza di tanti altri esemplari cittadini.



Infine, uno scorcio di una delle relazioni tenute domenica mattina, dagli esperti del Corpo Forestale, sulla tutela degli alberi monumentali della Sardegna, argomento di grande interesse e motivo di orgoglio per noi isolani.


In conclusione, una bella iniziativa organizzata dalla Municipalità di Pirri e dall'Assessorato al verde pubblico cittadino, e nella giusta location, per dirla all'inglese; speriamo che la vista di questi alberi così sani, in particolare dei Carrubi, abbia fatto nascere in chi di  dovere il desiderio di curare i tanti esemplari cittadini gravemente malati! 

giovedì 13 novembre 2025

Il Carrubo senior ed il Carrubo junior, in piazza Garibaldi

 E' difficile immaginare un albero naturalizzato negli spazi aperti delle nostre campagne, come il Carrubo, Ceratonia siliqua, vegetare magnificamente in mezzo all'asfalto ed al traffico, in pieno centro cittadino: eppure è quello che avviene in piazza Garibaldi.

Ecco qua il Carrubo senior, che troneggia orgoglioso in mezzo alla piazza e che, come si vede, gode di ottima salute.

Abbiamo parlato tante volte del Carrubo, ed anche in particolare di questo esemplare, già ai primordi di questa nostra avventura (post del 2/12/10); ne abbiamo vantato i pregi, la resistenza e la bellezza, sia della lucida foglia sempreverde, sia del tronco.




Eccolo il tronco del nostro, che, come spesso accade negli esemplari più anziani, si avvita su se stesso, per sorreggere meglio la folta chioma. E questo esemplare, che non per niente ho definito senior, di anni ne ha certamente tanti, sicuramente molti decenni.


Ed ecco junior, che vegeta nell'aiuola spartitraffico, e che una decina di anni fa ha preso il posto di un Pino delle Canarie, estirpato per questioni di rifacimento dei sottoservizi.

La giovane età si nota dal tronco, liscio e relativamente sottile, mentre la chioma ha già raggiunto una notevole espansione.

La motivazione principale che mi ha portato oggi a riparlare di questi Carrubi è che sono perfettamente sani. 
Mi direte: ma che motivazione è che siano sani, se i Carrubi sono notoriamente resistenti alle malattie ed ai parassiti, oltre che alle alte temperature (post del 22/8/11)? La motivazione è che, perlomeno a Cagliari, questa resistenza è venuta meno, di fronte ad un nemico da cui la Natura, che li ha forgiati così robusti in migliaia e migliaia di anni,  non sa proteggerli: i topi, che masticano la corteccia dei rami ed inibiscono il trasporto della linfa (post del 9/4/16 e  del 14/6/24 , fra gli altri).

Guardate la situazione penosa in cui si trovano molti esemplari di piazza Islanda, ma anche di piazza Giovanni XXIII o di largo Gennari, sono per fare due esempi: una ferita per il nostro sguardo!

Ecco perché ho voluto segnalare la salute di queste due piante di centro città: per ricordare a chi di dovere la necessità e l'urgenza di intervenire in maniera sistematica, come già successo nel passato, sui tantissimi esemplari di Carrubo che stanno seccandosi e rischiano di morire. Glielo dobbiamo, a questi meravigliosi compagni della nostra esistenza!
   


lunedì 3 novembre 2025

Le irresistibili "trombette"

 Come forse i lettori più attenti ricorderanno, le "trombette vergognose" sono il nomignolo con il quale sono stati acquisiti al blog, fin dal lontano 2011 (post del 22/11/11), i fiori della Datura/Brugmansia arborea, arbusto poco presente e conosciuto a Cagliari, almeno nella "versione" da giardino (più note le ibridazioni da balcone, con fiori di vari colori), ma di impatto visivo irresistibile, quando è fiorito.


E l'impatto è tanto maggiore se si guarda questa fioritura di notte, quando è al suo meglio, ed i fiori brillano alla fioca luce stradale.

Ed è appunto una immagine notturna quella che vi propongo oggi, che riprende il grande arbusto, già presentato di giorno, di via Leoncavallo (post del 26/10/24). 

Chi dovesse essere interessato ad ammirare questa fioritura notturna autunnale, ma trovasse scomodo arrivare fino a via Leoncavallo, suggerisco l'arbusto all'inizio di via Palestrina, anch'esso molto bello.  


  

giovedì 23 ottobre 2025

Un nuovo arbusto, dalla fioritura molto gradevole

 Ogni tanto, per fortuna, mi capita di imbattermi in arbusti sconosciuti, e di avere la curiosità di conoscerli. E' quello che mi è successo l'altra sera, di essere attratto da una fioritura particolarmente gradevole di una siepe di giardino, che non avrei notato se non fosse stata fiorita.

Guardate quanto sono piacevoli questi racemi di fiorellini che vanno dal  rosa al bianco, con tutta una gamma di sfumature intermedie.

Ho fatto le mie ricerche, ed ho scoperto che si tratta di Antigonon leptopus, nome particolarmente ostico e poco noto, a cui corrisponde l'altrettanto poco noto nome comune di Vite di corallo. 

Si tratta di un rampicante sempreverde dotato di viticci, che cresce soprattutto nelle zone a clima tropicale e quindi, oramai, anche da noi. Pare che il nome scientifico possa farsi risalire all'andamento zigzagante dei fusti ed alla sottigliezza dei viticci, con i quali si arrampica e si sostiene al supporto.

Questa siepe si trova in via Paganini, traversa di via Palestrina; credo che sia veramente rara in città, ma meriterebbe di essere maggiormente conosciuta ed utilizzata.



martedì 21 ottobre 2025

Campuomu e le ghiande di Sughera

 Sappiamo quanto siano importanti le Querce nella flora della nostra isola e soprattutto in campagna, dato che in città soffrono per l'inquinamento e per il poco spazio nel quale spesso vengono confinate; quindi, come abbiamo detto altre volte, per godere pienamente di questi alberi conviene andare fuori città.

La zona maggiormente boscata vicino a Cagliari, ricchissima di Lecci (Quercus ilex) e Sughere (Quercus suber), è certamente il complesso dei Sette Fratelli; se non si ha il tempo o la voglia di addentrarsi basta arrivare a Campuomu, e già ci si può immergere in mezzo alle Querce.

In questo periodo le Querce si riempiono di frutti, le ghiande (tecnicamente acheni), e sono ancora più belle.


Ecco allora un gruppetto di ghiande di una grande Sughera, che ho fotografato alcuni giorni fa nella zona dirimpetto alla vecchia Tavernetta di Campuomu, dove controllavo il terreno e la prima produzione fungina.

Faccio notare l'aspetto della cupola che ricopre e trattiene il seme, rugosa e con le singole squame separate e quasi appuntite, cosa che distingue queste ghiande da quelle del Leccio, che sono lisce e compatte.



   



Naturalmente, qualora si incontrassero difficoltà nel distinguere i "cappellini" delle ghiande e gli alberi che le producono, basta guardare il tronco, fotografato qui accanto: allora non c'è proprio da sbagliare, per affermare che si tratta di una Quercia da sughero!