Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

giovedì 2 dicembre 2021

Ulivi e Melograni, all'Orto dei Cappuccini

 Sfruttando una mattinata di sole, cosa rara in questo autunno cagliaritano super piovoso, ho voluto fare un giro all'Orto dei Cappuccini (post del 4/6/16), per vivere il fascino di questo luogo. Purtroppo mancava il silenzio, dato che si sta procedendo al consolidamento della parete calcarea accompagnato dal "canto" dei martelli pneumatici, ma per il resto il fascino di cui vi avevo parlato nel 2016 c'è ancora tutto.



E partiamo allora da uno scrigno che si è aperto, una piccola melagrana  che mostra i suoi succosi arilli rossi che proteggono il semino bianco.

Ci sono tanti alberelli di Melograno, Punica granatum,  in questo giardino: nel post citato sostenevo che la sola presenza di queste piante meritava una passeggiata, in periodo di piena fioritura; confermo quel giudizio, e lo estendo al periodo di fruttificazione, che dall'inizio dell'autunno perdura fino ad ora.



E che dire allora del grande vecchio Ulivo che si staglia sullo sfondo dell'ampio prato? Una meraviglia della Natura, che fra l'altro aiuta a proteggere i visitatori dalla vista delle palazzine retrostanti. 

Sono tanti gli Ulivi che valorizzano questo luogo, molti certamente molto anziani, immagino pluricentenari; la loro bellezza spesso non è data dalla chioma, ma dal bellissimo tronco segnato dai decenni, e che resiste a vivere, magari con pochi rami  ma con tanta gloria per la lunga vita trascorsa ad offrire compagnia a molte generazioni di umani.



Questo esemplare, che si trova vicino all'ingresso dell'Orto, è costituito da un vecchio tronco che ha saputo ridiventare albero, probabilmente aiutato da mani sapienti di giardiniere, fino a riproporre una chioma costituita dai rami che si dipartono dal residuo di una precedente vita.

Sembra che offra la sua protezione, se non l'ombra peraltro non richiesta in questi giorni, ai due umani che meditano e leggono seduti in panchina, sfruttando il tepore del sole.

E, al di là degli aspetti poetici delle piante che vi ho presentato e delle tante altre presenti in questo luogo, l'Orto mantiene la sua funzione originaria, con gli spazi dedicati alla coltivazione di erbe aromatiche e piante orticole. 

Ribadisco dunque il fascino di questo luogo, nel quale alle piante si aggiungono molte vestigia del passato, che per ora si intravedono soltanto, ma che sono in fase di sistemazione per una prossima disponibilità pubblica.