Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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sabato 10 settembre 2011

Gli Aranci di via Pergolesi

Sono stato a lungo indeciso sulla scrittura di questo post, sia per la poca attrattività dell'Arancio rispetto agli obiettivi del blog, in quanto pianta nota a tutti,  sia perchè devo parlare di alberi malati e brutti, che non è una cosa gradevole.
Poi il dovere di cronaca, e la convinzione che quelle piante possano essere ancora salvate e riportate all'antico splendore, hanno avuto il sopravvento sulle remore, ed eccomi qua.

Parliamo allora dei due filari di Aranci, Citrus Aurantium, che sono stati piantati una decina di anni fa lungo tutta via Pergolesi, in sostituzione del nulla o di vecchi e malandati Prunum Pissardii preesistenti. La piantumazione di questi alberelli, unita al rifacimento della pavimentazione dei marciapiedi e dell'impianto di illuminazione, hanno ribaltato l'aspetto di questa strada, una delle principali del quartiere di S.Benedetto.
Da una strada oggettivamente brutta, troppo trafficata di auto, popolosa ed assolata, via Pergolesi è stata trasformata in una strada gradevole, bella per il transito pedonale ed addirittura per il passeggio. Questo a dire, una volta di più, quanto le piante possano influenzare l'aspetto delle città (vedi, fra gli altri, il post del 28/4/11).
Gli Aranci, nel giro di un paio di anni, sono cresciuti bene e si sono riempiti di frutti: che spettacolo, per non dire del profumo di zagare in primavera; sembrava quasi di essere a Siviglia!

Ebbene, oggi tutto questo non c'è più: le piante, non tutte per fortuna ma molte, sono malate, seriamente malate: oramai da molto, forse un anno, forse più, sono assalite dalla Cocciniglia, dalla Fumaggine, non so da che cosa altro anche perchè non ne capisco molto. Insomma, sono in stato precomatoso, e, per dirla in breve ed in modo rozzo, fanno schifo.


Ecco a sinistra uno scorcio di via Pergolesi: viste così le piante sembrano normali, ma proviamo ad avvicinare l'obiettivo, ed ecco che cosa vediamo.

Uno sfacelo. Fra l'altro, per effetto di questa situazione, anche il marciapiede sottostante viene sporcato in maniera quasi indelebile.

La domanda sorge spontanea: perchè queste piante non vengono curate?  A me risulta che il recupero sia assolutamente possibile, e nemmeno molto costoso; ci vuole tempo, pazienza e reiterati interventi, ma è possibile. Occorre solo volerlo.


E allora? Purtroppo qui ricadiamo su un difetto di tutte le amministrazioni pubbliche, soprattutto in Italia: la progettazione e realizzazione di nuove opere pubbliche, di qualsiasi dimensione esse siano, viene curata con perizia ed efficienza (quando non c'è di mezzo il malaffare); quando poi si tratta di passare alla gestione ordinaria (che non dà ritorni di immagine e di voti.......), alla manutenzione quotidiana, comincia il dramma.
 
Abbiamo tutti in mente decine di esempi di questo modo perverso di agire, che spreca i soldi dei contribuenti e rischia continuamente di perdere la battaglia contro il degrado. In questo caso, non ci sono nemmeno eventi esterni da incolpare, non ci sono vandali nè eventi naturali nefasti: cari amministratori del verde cagliaritano, è a voi che sto parlando!

Aggiornamento del 13 /9
Mi scrive Pierpaolo, che lavora nel verde pubblico, per comunicarmi che gli risulta l'effettuazione di  un intervento di manutenzione recente da  parte di suoi colleghi: ne prendo volentieri atto, e ringrazio Pierpaolo. Naturalmente la piena soddisfazione l'avremo quando le piante saranno risanate, e temo che ci vorranno diversi interventi. Vedremo.