Post in evidenza

La nostra amica Thevetia di Genneruxi

 E' una nostra amica, la Thevetia peruviana di via Cettigne, a Genneruxi, perché l'abbiamo adottata come esemplare pubblico di rifer...

venerdì 29 giugno 2012

La scommessa per uno spiazzo rinnovato

E' sicuramente una scommessa quella che il Comune di Cagliari ha fatto per rinnovare lo sterrato fra via Fleming (parallela all'asse mediano, già via Sa Perda Bianca) e via Darwin, davanti all'Hotel Caesar's: infatti per prima volta in città viene sperimentata, su una superficie adibita a parcheggio auto, la tecnica dei prati armati (il cosiddetto, con brutto termine tecnico, parcheggio inerbito).

Questa tecnica vuole unire la bellezza del prato alla utilità del parcheggio, ed essendo costosa si giustifica solo  in situazioni nelle quali il parcheggio non è sempre pieno, come risulta per lo spiazzo oggetto della nostra attenzione.

Ecco lo spiazzo fotografato domenica scorsa: come si vede il colore dominante del prato armato è il giallo, ma speriamo che sia solo un problema di acclimatazione. Occorre che i tecnici del verde urbano seguano
con molta attenzione questa fase di avvio, sia per verificare se a Cagliari
l'esperimento potrà essere ripetuto, sia per evitare il grosso spreco di denaro correlato ad un eventuale fallimento.

Se si riuscirà a vincere questa scommessa, lo spiazzo diventerà una realtà veramente gradevole: sono stati piantumati alberi e cespugli (Lecci, Pitosfori, Piracanta, Oleandri ) ma, soprattutto,  sono stati


reimpiantati i preesistenti esemplari di Chorisia insignis/speciosa, cioè di alberi prediletti e più volte oggetto di attenzione nel blog (a partire dal 31/10/10).

Questi alberi si trovano lungo la direttrice dell'asse mediano; nella foto a sinistra, oltre ad uno degli esemplari di Chorisia citati, si nota il prato che, in questa parte non parcheggiabile, ha un aspetto ed una consistenza dignitosi.


 Ecco ancora a destra la staccionata stile western e le Chorisie, che nel giro di poco tempo ci rallegreranno con i loro splendidi fiori, come già faceva una di loro quando questo spiazzo era un brutto sterrato. Comunque, per chi non si accontentasse di queste Chorisie, suggerisco quattro passi lungo via Darwin fino alla retrostante piazza Garau, dove troneggia un esemplare strepitoso.

Uno dei lati dello spiazzo si affaccia sul circolo bocciofilo, con una bella cornice di verde misto di cespugli ed alberi, ed un altro sul citato hotel, il cui muro di cinta è abbellito da una spalliera di Bougainvillea glabra (post 3/8/11).

In conclusione, ribadisco l'invito ai nostri amministratori del verde pubblico (che purtroppo potrebbe essere esteso a tutti gli amministratori di cosa pubblica italiani): ricordatevi che non basta fare, poi bisogna gestire!

lunedì 25 giugno 2012

Il Libanese ha fratelli?

Mi scrive Pierpaolo, con riferimento al post di probabile individuazione del Cedro del Libano a Cagliari (post del 23/5/12), per segnalarmi la probabile presenza di altri esemplari in un giardinetto pubblico di via S.Maria Chiara, angolo via dei Tigli.
 Come ho già affermato, la distinzione fra una specie e l'altra dei Cedri (e per fortuna che le specie sono solo 3!) non è per niente semplice; non a caso nella frase precedente ho usato per due volte l'aggettivo "probabile".

Fatta questa doverosa premessa, non mi sottraggo dal tentare il riconoscimento. Innanzitutto, ecco gli esemplari segnalati da Pierpaolo.

Sono 3 belle piante (quella di sinistra un po' soffocata da un invadente Pino ), ma non mi sembrano Cedri del Libano, quanto piuttosto Cedri dell'Himalaya, Cedrus Deodara (post del 20/12/10).



Questi ultimi hanno infatti gli aghi più lunghi e cedevoli di quelli delle altre specie, come si vede dalla foto sotto:

gli aghi sembrano quasi "pettinabili", mentre nei Cedri del Libano e dell'Atlante sono dritti e rigidi.
Inoltre gli alberi del giardinetto di via S.M. Chiara sono slanciati ed a punta, mentre il Cedro del Libano tende ad assumere una forma larga e piatta.

Infine, mi sembra difficile che i giardinieri del Comune abbiano potuto mettere a dimora Cedri del Libano in uno spazio così relativamente ristretto, data la nota attitudine di questa specie ad occupare con gli anni spazi enormi.

Ringrazio Pierpaolo per la segnalazione e per averci fatto conoscere queste belle piante ma temo che per ora, almeno per le mie capacità di discernimento, il Libanese del post di maggio resti figlio unico.  
 


martedì 19 giugno 2012

I fiori di montagna, a giugno

Come ogni tanto ci capita, facciamo una scappata fuori città, e parliamo di fiori di montagna. Io so pochissimo di cespugli e piante da fiore, come ho già avuto modo di dire, ma quando mi imbatto in bei fiori mi sembra giusto presentarveli.

Eccoci allora nel Gennargentu, Barbagia di Belvì, comune di Aritzo, complesso demaniale di Alase: bellissimi luoghi di montagna, dove fra l'altro scorre il Flumendosa. Il mese ideale per i fiori di montagna da queste parti è maggio, ma quest'anno siamo un po' in ritardo: ecco alcune cose che ho trovato.



    Non credevo ai miei occhi quando le ho viste, dato che non mi risulta che il Lilium candidum cresca spontaneamente, ma evidentemente mi devo ricredere: infatti queste piantine si trovavano (e si troveranno ancora, spero!) su un piccolo costone roccioso, in una zona assolutamente isolata rispetto a qualsiasi presenza umana stanziale.


 Ed ecco un fiore più comune, ma nemmeno poi tanto, dato che si trova a più di mille metri di quota: il fiore di un Cisto, per il quale non mi azzardo a proporre il nome scientifico. Faccio solo notare la bellezza dei petali stropicciati, caratteristici dei fiori di queste piante.






Infine, un primo piano di una Digitalis purpurea, pianta poco comune, ma  numerosa in alcune zone vocate, come il Gennargentu.
Purtroppo la foto non è tutta bene a fuoco, ma basta per ammirare il fiore a campanule con la splendida maculatura interna:  quale insetto potrebbe mai resistere ad una simile attrattiva?

domenica 17 giugno 2012

L'Albero di Fuoco a Cagliari


 Mi scrive Michele, formulando la proposta di portare nel verde urbano cagliaritano la Delonix regia, comunemente nota in Italia come Albero di fuoco o, in altri paesi, come Flamboyant tree.

Michele, che ringrazio anche per i complimenti al blog, fa un parallelo con la Jacaranda  mimosaefolia (post  30/10/10), ricordando giustamente che questo splendido albero era sconosciuto a Cagliari fino alla fine del 1800, e si è così bene acclimatato da avere oggi pacificamente (e profumatamente!) invaso la città.

Devo dire in tutta sincerità che non conoscevo, fino al ricevimento della mail di Michele, la Delonix regia, o meglio lo confondevo con un altro albero, il Brachychiton acerifolius, noto come Albero fiamma, presente all’Orto Botanico e del quale ho parlato nel blog (post del 7/6/11).

Allora,  sono andato a vedere su Internet la Delonix regia e sembra adatta alla nostra città; oltre alla splendida fioritura ha anche una bella foglia e, contrariamente al citato albero fiamma dell’Orto Botanico che si fa pregare per fiorire, pare fiorisca regolarmente ed a lungo, durante la stagione estiva.
La Delonix appartiene alla stessa famiglia del Siliquastro e della Cesalpinia, presenti e ben apprezzate in città per la loro fioritura.

Detto questo, veniamo ai punti dolenti: una nuova specie arborea, per poter essere considerata acclimatata e quindi immessa nel verde pubblico o predisposta per la cessione ai privati, ha bisogno di lunghi periodi di attenzioni e cure da parte degli specialisti, nei luoghi deputati come i vivai forestali o l’Orto Botanico.
Ecco, queste cose  si sostengono solo se ci sono soldi, dedizione e un forte stimolo  dei cittadini, tutte cose che in questi anni mi pare che scarseggino.
Ecco perché, come nota giustamente Michele, le piantine di Delonix allevate nella “nursery” dell’Orto Botanico giacciono assieme a tante altre in stato di abbandono.

In conclusione, e ragionando su quello che manca, io lavoro nel mio piccolo sullo stimolo dei cittadini, sul resto ………….

venerdì 15 giugno 2012

Un altro fuggitivo

A più riprese abbiamo parlato delle piante scappate di casa, altrimenti dette fuggitive, fino dal post che inquadrava il popolo dei Ficus (post del 3/11/10, caposaldo del blog), con riferimento al Ficus benjamina, per poi proseguire con il Ficus elastica, le Schefflere e la Monstera deliciosa

Queste piante, ed altre che dimentico, hanno a volte una doppia vita, in quanto nascono come piante d'appartamento ma vengono trasferite dai proprietari sulla piena terra, dove spesso danno luogo ad exploit strepitosi.

Ed oggi ne ho beccato un altro, di fuggitivo: si tratta di un Ficus benjamina variegata, che vegeta in un condominio di via Stoccolma, vicino all'edicola.


Guardate che bel portamento, e che dimensione ha raggiunto, tanto da poter essere definito un albero: altro che piantina d'appartamento!
E' bene che nessuno dica a questo Ficus che normalmente le specie variegate, ed in genere tutte le piante derivanti da ibridazioni, sono più delicate e deperiscono facilmente!

martedì 12 giugno 2012

L'Ontàno

L'Ontano, Alnus glutinosa, è un albero non raro in Sardegna, ma non è certo un albero di città. E' un albero di campagna, limitatamente a luoghi con caratteristiche molto precise, e cioè lungo fiumi, ruscelli, gole percorse dall'acqua.

L'Ontano viene infatti definito un albero tipico della vegetazione riparia, e lungo le rive può crescere in centinaia di esemplari segnando, se osservato dall'alto, il corso di un ruscello o l'incavo di una valle umida.

Per quanto detto non troviamo questo albero a Cagliari, ma in zone dell'interno ricche d'acqua, per esempio sui monti del Gennargentu, dato che si trova bene fino ad alta quota, almeno per i nostri parametri.

L'esemplare che vi presento è un anziano e maestoso Ontano che ho incontrato nelle campagne di Aritzo, notoriamennte ricche di una grande quantità di fontane; il nostro fa infatti da cornice ad una fontana.


L'Ontano è riconoscibile, oltre che per la sua predilezione per determinati luoghi, facilmente individuabili, pure per la presenza delle infruttescenze a forma di piccole pigne di 2-3 centimetri, che rimangono sulla pianta anche da secche, nonchè per le foglie leggermente appiccicose al tatto (da cui il nome glutinosa).

Infine una curiosità: l'Ontano appartiene alla stessa famiglia della Betulla, che però non è presente in Sardegna.

giovedì 7 giugno 2012

Oggi ci siamo, domani chissà.....

Sì, il titolo non è propriamente ottimistico, ma è quello che mi è venuto in mente per rappresentare la storiella che vi voglio raccontare oggi; la quale storiella non riguarda gli esseri umani ma ovviamente gli alberi ( comunque, siete autorizzati a fare i debiti scongiuri).

C'era una volta un albero, e precisamente un esemplare di Araucaria Excelsa, tanto gradevole alla vista che era stato da me utilizzato come rappresentante della categoria per un post dedicato appunto alla signora Araucaria (post del 17/12/10). Ecco qui sotto la foto del post citato.

Vantavo la sua eleganza, e la capacità di adattarsi allo spazio angusto del condominio semplicemente curvandosi leggermente rispetto alla verticale.

Allora, vuoi che la curvatura rispetto alla verticale sia pericolosamente aumentata, vuoi che i condomini si siano stufati di ammirare e fare ammirare questa bella pianta, un bel giorno.... puff!, e la bella pianta è sparita, come si vede dalla foto sotto, scattata alcuni giorni fa.


Il titolare dell'edicola in basso a destra nelle foto mi ha detto che proprio l'assetto non verticale è stato il problema che ha fatto assumere la decisione drastica al condominio.
Ora, io non sono in grado di intervenire nelle scelte altrui, tanto meno in quelle di un condominio, ma è possibile che non ci fosse un'altra soluzione al problema? Detto che tutti conosciamo piante che vivono splendidamente, senza costituire alcun pericolo, piegate anche molto di più della nostra Araucaria, non si poteva intervenire sostenendo il tronco alla parete di prospetto del palazzo? 

Un appello agli amministratori di condominio: prima di fare intervenire la motosega, provate a ragionare con i condomini e valutare soluzioni meno traumatiche, e soprattutto meno definitive!

sabato 2 giugno 2012

Eritrine in mostra

In una delle occasioni nelle quali ho parlato di questi alberi dalla splendida fioritura (post del 31/3/11), ho accennato alla sistemazione di alcuni esemplari in aiuole pubbliche e separatori di traffico, senza peraltro mostrare molto ottimismo sulla loro buona riuscita.

E invece devo dire che alcune Erythrine crista-galli pubbliche stanno riuscendo a fiorire, come vediamo per esempio

in questa foto, che riprende l'Eritrina dei giardinetti fra via Amat e via Pessina.

Anche meglio sta riuscendo a fare uno degli esemplari che vivono nello spartitraffico in fondo al viale Cimitero, come vediamo dalla foto sotto.




Questo alberello può a buon diritto entrare a fare parte della cerchia delle piante godibili anche senza scendere dall'auto, il cosiddetto "verde del semaforo" (post del 4/1/11 ed altri), anche se naturalmente, per osservare dettagli come quello della foto sotto, dall'auto bisogna pur scendere.

  
I fiori sono un po' pallidi, le foglie non sono particolarmente brillanti, il freddo di questo inverno avrà forse lasciato il segno, ma insomma non ci possiamo lamentare!




Certo, se vogliamo godere del meglio disponibile in città, dobbiamo fare un salto in via Boccaccio (post del 17/6/11 ed altri) dove abbiamo l'Erytrina cristagalli in piena esplosione dei fiori cremisi, incastonata fra i grandi Oleandri, enche essi in fiore. Ecco la testimonianza, che non necessita di ulteriori commenti:




lunedì 28 maggio 2012

I Platani di via Mameli

I Platani, come abbiamo detto più volte (post del 1/11/10 ed altri successivi), sono rari nella nostra città, nonostante siano fra gli alberi più comuni in tutte le città europee; proprio perchè sono rari, mi piace segnalare quelli che riesco via via ad individuare.

Finora avevo segnalato l'esemplare dei giardinetti di Genneruxi e quelli, molto più grandi ma in prorpietà privata, lungo via Tempio: oggi vi presento alcuni giovani esemplari in ottima forma che si trovano in via Mameli, all'angolo con via Carloforte.

Sono anch'essi in una proprietà privata ma aggettanti sul marciapiede, quindi perfettamente godibili anche da vicino.
Dovrebbero essere esemplari di Platano comune, nomi scientifici Platanus acerifolia o hybrida.


 Il nome italiano, comune, rimanda alla facilità di incontrarne sulla propria strada (escludendo Cagliari!), mentre i secondi nomi scientifici richiamano la somiglianza della foglia con quella di un Acero (che guarda caso si chiama Acer platanoides , che furbizia!), o il fatto che questo albero è proprio un ibrido di altre due specie di Platani.

Ecco a destra un'altra immagine che mostra la bella foglia palmata.

venerdì 25 maggio 2012

Le Magnolie in fiore

La Magnolia grandiflora è stata oggetto della nostra attenzione all'inizio della vita di questo blog (post del 8/11/10) con riferimento specifico a via Copernico, forse la strada della città con la più alta concentrazione di questo bell'albero.

Infatti la Magnolia è abbastanza rara in città, probabilmente a causa del fatto che soffre i nostri terreni calcarei, che danno luogo alla clorosi ferrica; questo problema determina infatti l'ingiallimento delle foglie, il deperimento della pianta e perfino la morte.

Sono tornato in via Copernico, per fotografare la splendida fioritura delle Magnolie, e devo dire che ho notato segni di sofferenza e di ingiallimento delle foglie in molti alberi; spero che chi ne ha la competenza effettui gli interventi di recupero per conservare la gradevole peculiarità di questa strada e dei suoi abitanti verdi.

Ecco a sinistra un fiore in boccio, con i grandi petali bianchi ancora chiusi a palla; come dicevo, si nota una parte delle foglie colpite dalla clorosi.

Nella foto sotto ho ripreso un gruppo di fiori, fra cui uno sbocciato; purtroppo non sono riuscito a trovare in tutta la strada un fiore ben aperto dal quale ottenere una fotografia degna di essere pubblicata.

Temo che anche i fiori soffrano per la clorosi, o forse i petali sono così grandi e delicati che il nostro vento li scompiglia e li strappa; quale che sia la ragione, non sono in grado di mostrarvi un fiore nella sua bellezza, e devo rimandarvi alle immagini di Internet.

Le macchie bianche dei fiori, sia in boccio che aperti, sono comunque molto belle e meritano una passeggiata in loco, da ripetere più avanti quando matureranno le infruttescenze/pigne cariche di semi rossi.

mercoledì 23 maggio 2012

E' lui il Libanese?

Potrebbe essere un brano di un affascinante spy story, il titolo del post di oggi: in realtà è la domanda che mi sono posto guardando non un uomo ma un albero, che vi presento qui sotto.

Sicuramente è un Cedro, questa bella pianta che si trova in una proprietà privata all'inizio di via Mercalli, poco dopo l'incrocio con via Galvani; è poco oltre i binari della linea metro-tram.

Il quesito è se questo Cedro sia un Cedrus Libani, e sarebbe il primo da me individuato a Cagliari. Infatti quando abbiamo parlato di Cedri (post del 20/12/10 e del 12/12/11), abbiamo considerato che sono piante non comuni in città, dato che il nostro clima non è particolarmente adatto alle loro esigenze, e che in particolare il Cedro del Libano ha anche la caratteristica (negativa per gli spazi cittadini) di occupare superfici molto vaste.

E' una pianta maestosa, ed i rami dei palchi inferiori che si dipartono, a volte per metri e metri, in orizzontale dal tronco  prima di salire (assetto a candelabro), ne determinano la grande occupazione di spazio, al di là delle ragguardevoli altezze che raggiunge.

 A questo proposito, guardate la curiosa foto a destra: certifica appunto l'andamento orizzontale di un grosso ramo che apparteneva al più grande e famoso Cedro del Libano della Sardegna, quello del Parco di Laconi (post del 5/1/12 e altri), alto più di 25 metri.

Tornando dunque al nostro esemplare di via Mercalli, anche senza essermi potuto avvicinare è proprio l'assetto di insieme, la lunghezza dei rami e l'apice piatto, che mi fanno pensare che si tratti di questa specie di  Cedro.

Allora, se non mi sbaglio nell'individuazione, porgo il benvenuto in città al Cedro del Libano.   

mercoledì 16 maggio 2012

Una seconda opportunità per il Tiglio

Il titolo di questo post nasce dal fatto che ho citato questo albero come inadatto alla nostra città (post del 1/11/10), e lo ho poi completamente trascurato. Recentemente ho notato in città degli altri Tigli rispetto a quelli indicati nel post del novembre 2010, ed ho deciso di dare a questi alberi cagliaritani una seconda opportunità, più che altro in termini di auspicio.

Non riesco infatti a rassegnarmi al fatto che queste piante meravigliose, che vegetano splendidamente in tutte le città d'Europa (a Berlino hanno addirittura un viale dedicato, Unter den Linden, nato nel secolo diciassettesimo), abbiano un esito così poco attraente nella nostra città.

Allora, la nuova opportunità riguarda un filare di Tigli, Tilia vulgaris  o Tilia europaea (l'individuazione puntuale è difficile, essendo questi alberi molto ibridati), giovani e sani, che si trovano lungo il viale che conduce al parco di Terramaini, più volte citato nel nostro blog.

Ecco un esemplare:

Si intravvede, anche in questa foto di insieme, il verde più chiaro delle brattee, foglie modificate di cui vi ho parlato in altra occasione (post del 3/8/11), che costituiscono la vera peculiarità di tutti i Tigli.

Le brattee di questi alberi sono infatti molto evidenti, chiare, lisce ed allungate, molto diverse dalle foglie che sono larghe e seghettate. Dalla brattea si dirama l'infiorescenza che le rimane attaccata; quando è il momento, la brattea si stacca dall'albero ed i semi sfruttano il sostegno della membrana alata che li sostiene per essere dispersi in un raggio maggiore di territorio, aumentando così la possibilità di riproduzione.


Nel particolare della foto a destra notiamo meglio le brattee e gli ombrellini penduli dei fiori,  nonchè le belle foglie seghettate.

Riusciranno questi giovani esemplari a darci maggiori soddisfazioni dei più anziani fratelli già citati, resistendo alla nostra calura dei mesi estivi?

Io spero tanto di sì, Cagliari merita la bellezza di questi alberi anche durante tutta la stagione estiva.

domenica 13 maggio 2012

Sicomoro, chi era costui?


Sicomoro, un nome bello e musicale, per un albero. Si, ma quale albero? Io avevo, fino a qualche giorno fa, alcune convinzioni in merito, e qualche vaga reminiscenza scolastica.

Le convinzioni, che il nome indicasse un Acero, e lo indicasse per gli inglesi ed i paesi anglofoni, che lo chiamano “Sycamore”; le reminiscenze, che il nome indicasse un albero citato nella Bibbia.

L’altro giorno ho sentito nominare il Sicomoro in una trasmissione radiofonica, mi sono tornate in mente le mie poche e confuse conoscenze, ho deciso di vederci chiaro, ed eccomi qua a raccontarvi che cosa ho scoperto.

La confusione è assolutamente giustificata, perché ci troviamo di fronte ad uno di quei casi, purtroppo non rarissimi, nei quali lo stesso nome viene attribuito ad alberi assolutamente diversi. E’ il nostro caso, che riguarda il Ficus sycomorus (famiglia Moracee) e l’Acer pseudoplatanus (famiglia Aceracee),  noti ambedue come Sicomori, ma che non hanno fra loro alcuna parentela botanica.

Il Ficus sycomorus è un albero molto simile al nostro comune Fico (post del 28/4/12), ed è diffuso soprattutto nell’Africa tropicale e nella Penisola Arabica. E’ citato nelle Scritture Ebraiche, ed in quelle Egizie; esiste tuttora un famoso Sicomoro a Gerico, di cui trovate molte foto in Internet. Non so però se questo albero si trovi in Sardegna.

L’Acer pseudoplatanus, da non confondere con il platanoides e cioè con l’Acero riccio (post del 17/2/12), ha il nome italiano di Acero di monte, ed è il comunissimo Sicomoro per gli inglesi e gli americani.
E’ un albero che può raggiungere dimensioni enormi, fino a 40 metri di altezza; è molto citato  in letteratura ed anche nelle canzoni (ricordo per esempio una bella canzone dei Mamas & Papas, molto sentita negli anni ’60 del secolo scorso) essendo un albero molto presente sia per la quantità che per l’ingombro.

Anche questo Acero non so se sia presente da noi; volendolo identificare attraverso le disamare (post     26/4/11), le sue formano un angolo di circa 90°.

In definitiva spero di aver fatto un po’ di chiarezza, e non ingenerato ulteriore confusione!

sabato 12 maggio 2012

I fiori dell'Olivo

Sono piccoli, e assolutamente insignificanti se presi singolarmente, con il loro minuscolo calice ed i quattro petali biancastri; però forniscono una bella immagine di insieme, con la loro enorme quantità ed il loro colore che sovrasta quasi il verde delle foglie, conferendo una sorta di aspetto "brizzolato" alla pianta.
Poi, scusate se è poco, appartengono all'Olivo, uno dei capisaldi del verde mediterraneo (post del 22/12/11)!

Ed allora eccoli, i fiorellini dell'Olivo che esplodono in questo periodo.

Come si vede, i fiorellini sono riuniti in infiorescenze a pannocchia (racemi) che spuntano

 dall'ascella delle foglie;    quando sono chiusi hanno un simpatico aspetto di pallina.

Queste foto sono di giovani piante del parco di Terramaini, anche se è poco importante il luogo di origine per l'obiettivo che questo post si propone; sono tanti gli Olivi da visionare in città, e vi ricordo fra i tanti gli esemplari del giardino davanti alla chiesa di via Scano (post citato), o l'esemplare ai piedi della scalinata di Bonaria (post del 11/3/12).  Se poi volete esagerare c'è sempre lo splendido bosco S'Ortu Mannu (post del 16/1/12). 


martedì 8 maggio 2012

La Melaleuca fiorita

Ricordate la Melaleuca, Melaleuca armillaris? Ne abbiamo parlato all'inizio di quest'anno (post del 23/1/12), vi ho presentato due esemplari e ne ho fotografato uno, vantando la sua bella chioma densa.

Recentemente, vedendo la bellissima fioritura della "cuginetta" Callistemon, con la quale la Melaleuca condivide l'appartenenza alla famiglia delle Myrtacee (post del 19/11/10 ed evidenza nella home page in questi giorni),  ho pensato di fotografarne la fioritura, ed eccomi qua.

Il fiore a sinistra (in realtà una spiga di tanti fiori) appartiene all'esemplare di via Sanna Randaccio; come si vede, la forma a scovolino è molto simile alla spiga del Callistemon, che però è più grossa e di colore rosso.

In realtà quelli che vediamo ed apprezziamo sono gli stami del gruppo di fiorellini che compongono la spiga; gli stami, saldati in gruppetti, superano di molto in lunghezza i petali, facendoli praticamente scomparire alla vista.

Ecco a destra un'altra bella immagine di "gruppo" dello stesso alberello condominiale.

Per avere una più ampia immagine di insieme sono andato a vedere la Melaleuca di via Firenze, che troneggia nella piccola e simpatica aiuola di fronte al distributore di benzina, al quale l'aiuola appartiene.  Eccola qui sotto.
 
Il Gestore mi ha riferito con orgoglio che la piantina era stata regalata al distributore dai benemeriti forestali di Decimomannu (presumo alla fine degli anni '70 del secolo scorso), e che molti automobilisti ne chiedono il nome, che lui però non ricorda mai; spero che dopo la mia visita qualcosa cambi!