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La nostra amica Thevetia di Genneruxi

 E' una nostra amica, la Thevetia peruviana di via Cettigne, a Genneruxi, perché l'abbiamo adottata come esemplare pubblico di rifer...

domenica 29 dicembre 2019

Il fiore di muro in Castello, umile e allegro

Dedichiamo il post di oggi ad un piccolo fiorellino spontaneo che vi ho già presentato (post del 22/3/12 e del 15/4/17), presente soprattutto nel quartiere di Castello; si tratta dell'Antirrhinum majus, astruso nome scientifico per la conosciutissima Bocca di Leone.

Il quartiere di Castello è il suo quartiere di "elezione", data la forte presenza di vecchi muri e pareti rocciose, che costituiscono il suo habitat preferito; la sua allegra fioritura aiuta a dimenticare il legame di questo piccolo arbusto con il degrado urbano che spesso accompagna la sua presenza.

Ecco il primo piano di un fiorellino colto nella scarpata che collega il viale Buoncammino con il Palazzo delle Scienze; la strana forma del calice, con lobi diversi e "disordinati", gli conferisce un
aspetto mutevole a seconda di come lo si guarda.

Questa immagine, per esempio, a me sembra raffigurare un reverente animaletto a testa bassa, con le orecchie scese ed un buffo cappelletto in testa.

Possiamo dire che guardare con attenzione questi fiori sollecita la fantasia, e questo è un ulteriore elemento di valore per l'umile Bocca di Leone selvatica, e in definitiva anche per il bellissimo e trascurato quartiere che la ospita.


martedì 24 dicembre 2019

Natale sui prati di Monte Claro

Ecco un bel modo per distaccarsi piacevolmente dai riti mangerecci di questi giorni: andare per prati in campagna o, più semplicemente nei parchi cittadini, a "scarpinare".

E il parco di Monte Claro si presta particolarmente bene allo scopo, data la sua grande dimensione a l'abbondanza di prati che lo abbelliscono.




Qui a sinistra siamo all'Orto delle Palme del parco, zona già celebrata nel blog (post del 22/12/12), e si può apprezzare la bellezza del prato quest'anno, dopo la quantità di pioggia che ha fatto per tutto il mese di dicembre.

I prati così verdi sono un piacere al quale noi cagliaritani siamo poco abituati, per cui quando capita che l'acqua piovana aiuti a completare l'innaffiamento artificiale bisogna assolutamente approfittarne.


 



Ecco un altro scorcio di prato, qui accompagnato da un gruppetto di esemplari di Brahea armata, la affascinante Palma blu del Messico, che ostenta il suo bel colore grigio-azzurrino.



Ricordo che questa Palma, quando cresce in esemplari isolati, può superare i 10 metri di altezza, e presentare una fioritura strepitosa (post del 12/8/13); la sua presenza in mezzo al prato è particolarmente gradevole.


Infine, un altro bello spazio di prato alle spalle di un punto di relax, spazio contornato da alcune Washingtonie e da una Dracena draco, nostra vecchia conoscenza soprattutto per gli esemplari "monstre" dell'Orto Botanico e di viale Buoncammino (post del 10/6/11   e 11/11/14,   fra gli altri).

Insomma quest'anno possiamo fare finta di passeggiare in un parco londinese senza provare troppa invidia per i loro spazi verdi e senza muoverci dalla nostra città. E questo naturalmente non solo a Monte Claro, anche se le dimensioni di questo parco aiutano meglio a smaltire gli eccessi di cenoni quantitativamente e qualitativamente  sovradimensionati, e comunque a farci sentire meno in colpa, godendo nel contempo delle nostre bellezze verdi.

E allora..... vai con il cenone, e Buon Natale a tutti!

venerdì 20 dicembre 2019

Gli alberi della California in fiamme

E' la seconda volta che segnalo, purtroppo,  le migliaia di ettari di territorio bruciato dagli incendi in California, fra la fine dell'estate e l'autunno. L'avevo fatto nel 2016, con riferimento specifico alla Yucca californiana, lo Joshua tree (post del 28/7/16), e lo rifaccio oggi, complice una foto meravigliosa e terribile.

Ecco la foto, ripresa dall'inserto di scienze del quotidiano Repubblica.

Un tronco che brucia, il forte vento che strappa le braci, la bravura del fotografo, provocano l'effetto fuoco d'artificio tipo "bengala".

Una foto meravigliosa e terribile, dicevo, con un forte impatto emotivo legato alle sensazioni opposte che genera.


In effetti pare che la ricorrenza di incendi che mandano in fumo migliaia di ettari, anno dopo anno, nel grande stato americano, abbia fatto nascere gruppi di fotografi specializzati nello scattare le immagini più impressionanti di questi incendi, come quella che ho proposto.

La nascita addirittura di un nuovo lavoro, diventare specialisti nel riprendere la Natura che brucia, mette gli eventi californiani in primo piano nell'attenzione dei media, rispetto ad altri forse anche peggiori, come gli incendi australiani tuttora in corso. Per non parlare poi degli incendi della foresta amazzonica, causati dall'uomo in via diretta, e non come conseguenza estrema di comportamenti sbagliati proseguiti nei decenni; comunque situazioni che fanno nascere, speriamo in modo costante ed efficace, la grande voglia di cambiare il modo di comportarci nei confronti della Natura. 

sabato 14 dicembre 2019

La Sterculia che guarda tutti dall'alto in basso

Quella di oggi è un'altra puntata sulla Sterculia fuggitiva, cioè sull'unico esemplare di Sterculia diversifolia  che vive in via Cavalcanti, circondata da grandi ed ingombranti Ficus retusa.

Per le puntate precedenti vi rimando ai relativi post (15/11/1419/6/16 , 25/9/17 ), nei quali spero di aver fornito un piccolo esempio, a portata di mano ed occhi, della meravigliosa capacità di vivere, e di sopravvivere alle avversità, dei nostri verdi compagni di viaggio sulla Terra.

I Ficus, la cui invadenza viene contenuta con metodi a volte brutali, e che sono capaci di riprendersi sempre; la Sterculia, che ha reagito all'invadenza dei vicini schizzando verso l'alto a riguadagnare la luce.


Ed eccoci alla situazione attuale: i Ficus sono stati potati per l'ennesima volta, in maniera molto netta ma non brutale come in altri casi, e non tarderanno a riprendersi; la Sterculia che non si fida e continua a salire, rimpolpando le sue chiome e guardando i Ficus dall'alto in basso quasi con aria di sfida.

 


lunedì 9 dicembre 2019

Il Fico sicomoro

Abbiamo già parlato del Ficus sycomorus, stretto parente del nostro Fico, Ficus carica, ma non presente alla nostra latitudine.

E infatti ne abbiamo parlato solo a titolo di chiarimento, per cercare di superare la confusione ingenerata dal nome Sicomoro, attribuito contemporaneamente a due specie arboree senza alcuna parentela fra loro, appunto questo Fico da una parte e l'Acero di monte (soprattutto negli Stati Uniti) dall'altra (post del 13/5/12).

Oggi invece, grazie alla gentilezza di Wilma che ringrazio, vi presento in fotografia il Fico sicomoro, ad una latitudine che per lui comincia ad essere consona (anche se ancora troppo a nord), cioè quella dell'isola di Madeira, ad ovest del Marocco.

Guardate la peculiarità di questo albero, carico di  siconi, le infiorescenze carnose di cui ben conosciamo le cugine nostrane, commestibili e gustose dopo l'impollinazione e la maturazione.

I siconi dell'albero ripreso a sinistra, mi dice Wilma, sono durissimi; i motivi possono derivare dalla stagione, dalla latitudine ancora troppo alta, dalla mancata impollinazione.



Ecco a destra un particolare del tronco di questo Sicomoro, che ci mostra i fichi aggrappati al tronco.

A proposito dell'impollinazione dei siconi, rimando a quanto detto in un post dedicato al Ficus carica e ad alcuni esemplari cagliaritani (post del 13/8/17); un processo, quello che consente la maturazione dei frutti, di grande fascino, che richiede agli imenotteri preposti dalla Natura di incidere il siconio e trasportare il polline da un fiore all'altro.

Nel caso del Sicomoro, pare che nell'antico Egitto venisse praticata manualmente l'incisione del singolo frutto, per facilitare il processo; se mi posso permettere una battuta, va bene che la manodopera costava poco, ma che fatica! 



 

domenica 1 dicembre 2019

Richiamo per il Corbezzolo

I lettori più affezionati lo sanno, che ogni tanto mi capita di fare un richiamo, specie per le piante che si mettono in particolare evidenza in un determinato periodo dell'anno: l'ho fatto per la Chorisia, e la sua strepitosa fioritura di ottobre, l'ho fatto per la Dipladenia, e la sua generosa  fioritura di novembre, non posso non farlo per il Corbezzolo, Arbutus unedo, e la sua elegante fioritura di dicembre.

E il corbezzolo, come già precisato in precedenti post (p.es. post dal titolo bizzarro del 10/12/12) ha la peculiarità di proporre in esposizione il nostro tricolore nelle foglie, nei fiori e nei frutti.


Ecco qui allora il nostro modello di quest'anno, ripreso nelle campagne di Pula. Le copiose recenti piogge non sono riuscite a strappare  tutti i delicati fiorellini, piccoli orci bianchi con la pancia gonfia raccolti in grappoli penduli, che fanno da cornice alla bacca rossa e verrucosa.

Una curiosità: il nome "unedo" fu attribuito al Corbezzolo da Plinio il Vecchio, con la valutazione ingenerosa che dopo un assaggio del frutto passasse la voglia di mangiarne altri; valutazione che non mi risulta abbia riscontro pratico, anzi vale semmai il contrario, cioè il suggerimento di non esagerare!

Quindi gustiamo pure i corbezzoli, nelle campagne intorno alla città ma forse anche in qualche esemplare dei nostri parchi cittadini!

giovedì 28 novembre 2019

Manutenzioni al giardino dell'Ospedale Binaghi

Abbiamo parlato in più occasioni del verde degli ospedali, un tempo fiore all'occhiello della città ed ora sempre più degradato, in un processo probabilmente inarrestabile.

E' con piacere pertanto che segnalo una recente attività manutentiva nel giardino dell'ospedale Binaghi, come si vede dalla foto sottostante.




In un post dell'anno scorso (post del 20/12/18) i toni erano stati decisamente pessimistici, mentre oggi dovrei essere più ottimista, in relazione all'attività manutentiva, e volendo vedere il bicchiere mezzo pieno.

Volendo invece vedere il bicchiere mezzo vuoto, potrei notare che gli interventi riguardano solo un progressivo svuotamento del verde, con eliminazione di alberi ed arbusti malati o troppo invadenti,  che molto probabilmente non verranno sostituiti, e che porteranno progressivamente all'annullamento del giardino.




lunedì 25 novembre 2019

Una nuova, elegante, pianta grassa

In realtà non è proprio nuova, la pianta di cui parliamo oggi: ne abbiamo accennato in un vecchio post dedicato al Parco dell'Autonomia (post del 23/6/11), ma merita assolutamente una ripresa di attenzione, la Dasylirion serratifolium.


E merita di essere conosciuta per la sua eleganza, con le foglie lunghe e strette, parzialmente curvate verso il basso, dotate di margini spinosi; e soprattutto è apprezzabile quando è fiorita, come i due esemplari della foto che vivono a Sant'Elia, di fronte al Lazzaretto.

Le Dasylirion, questa specie e le specie sorelle, sono originarie del Messico, ma si trovano piuttosto bene in tutto il bacino del Mediterraneo; a Cagliari si stanno diffondendo negli ultimi anni, con risultati abbastanza buoni.

La crescita è lenta e la pianta rimane a lungo a livello del terreno, ma negli anni può sviluppare anche un tozzo fusto, che ne migliora l'estetica.





Ecco un particolare dell'infiorescenza, con fitte spighe di fiorellini che hanno l'aspetto di lombrichi intrecciati.

Per quanto riguarda la famiglia di appartenenza di questa pianta, la questione è complessa, e ci sono state nel tempo diverse attribuzioni; noi ci limitiamo a dire che la Dasylirion è parente della Yucca, dell'Agave e dell'Albero del Drago.

mercoledì 20 novembre 2019

Lo splendore del foliage nella Cumbria

Ecco la seconda puntata del mio piccolo reportage fotografico, iniziato una decina di giorni fa (post del 8/11/19), relativo al foliage nel nord inglese.

Oggi ci spostiamo ad ovest, dallo Yorkshire alla Cumbria, regione di laghi e splendidi paesaggi, amata dagli inglesi ma stranamente non abbastanza conosciuta dai turisti non inglesi.



Ecco un isolotto nel lago Windermere, il lago più esteso della regione: densissimo di vegetazione, con alberi di alto fusto ancora indietro nel foliage, ma immerso in una magica atmosfera. La foto è stata ripresa dal battello che collega Bowness, al centro del lago, con Ambleside, all'estremo nord.


E questa è una immagine della sponda del lago: qui è iniziata la decolorazione delle foglie, sia per le Querce, sia soprattutto per un Acero, che spicca con il suo colore rosso.





Qui siamo ad Ambleside dove vediamo riuniti il tronco di un vecchio ed enorme Faggio, Fagus sylvatica, un piccolo Acero giapponese vestito di rosso, un muretto a secco caratteristico di questi luoghi (ci ricorda qualcosa?)

Questi luoghi sono veramente magici, soprattutto quando sono illuminati dal sole, cosa che purtroppo non succede spesso; non stupisce certo che i poeti romantici inglesi ne fossero innamorati!


Ma non sono solo gli alberi ad affascinare il viandante: guardate questo paesaggio di brughiera, immerso in una nebbiolina piovosa,  caratterizzato da bassi arbusti color marrone. Si tratta soprattutto di Felci, che si alternano a chiazze fitte con l'erba verde.
Faccio notare la dimensione del manto stradale, altra caratteristica delle strade di questa regione: strette, senza cunette e spesso senza segnaletica orizzontale, esigono la massima attenzione!




Qui siamo a sud del lago Windermere, nella zona di Newby Bridge; un Acero giapponese si prepara a spogliarsi assumendo un meraviglioso colore ocra, e naturalmente non manca il muretto a secco carico di muschio. Sullo sfondo, due maestosi Cedri.

Mi fermo qui, spero di avervi trasferito almeno un poco della meraviglia di questi luoghi, per chi ama le piante ma non solo. 

venerdì 15 novembre 2019

Passeggiata verde lungo i binari

Oggi facciamo una breve passeggiata in via Praga, lungo il sentiero pedonale che da via dell'Abbazia arriva in via Oslo.

E' un percorso piacevole, che consente di interrompere il frastuono del traffico automobilistico di via dell'Abbazia ed immergersi nel verde, sia quello che costeggia i binari che quello dei giardini condominiali che fronteggiano questo sentiero.





Ecco una giovane Chorisia insignis, con il tronco grassottello come si conviene alla sua specie, che ci accoglie insieme ad alcune sorelle. Finita la fioritura, permangono ancora le foglie, che cadranno non prima di un mese.






Questo è un Ficus benjamina  carico di frutti, i piccoli siconi che non è facile vedere così copiosi in questa specie di Ficus.







Ed ecco una Piracanta (post del 25/11/11 ed altri) che mette in mostra le allegre bacche di fine autunno.




Possiamo ammirare poi un Cedro, probabilmente dell'Atlante, che spicca in un condominio al di là dei binari, e che attualmente ospita una nutrita e chiassosa colonia di Parrocchetti, che temo non trattino molto bene i suoi germogli.





Infine, una bella Magnolia grandiflora in un condominio di via Leoncavallo, sempre al di là dei binari ma alla giusta distanza dal nostro sentiero per poterla apprezzare al meglio.












Insomma, un po' di bel verde in un percorso poco conosciuto a chi non sia del quartiere di Genneruxi, ma che merita di essere scoperto ed apprezzato.

venerdì 8 novembre 2019

Lo splendore del foliage nello Yorkshire

Oggi andiamo decisamente fuori città, perché arriviamo nell'Inghilterra del nord est, precisamente nello Yorkshire.

La digressione rispetto alla nostra missione ed allo stesso titolo del blog è d'altra parte giustificata dal fatto che a Cagliari, purtroppo, non è possibile godere del foliage, se non a stagione autunnale avanzata, per poche specie e spesso in maniera stentata (vedi p.es post del 2/12/17, ed altri).

Eccoci dunque in una regione dove, già nella seconda parte di ottobre che mi ha visto presente in quei luoghi, le temperature sfiorano di notte lo zero, e le piogge sono naturalmente piuttosto abbondanti.


E partiamo proprio da York, la città che dà il nome alla regione; ai bordi del fiume il foliage è iniziato, e si intravedono in fondo splendide Querce dal colore giallo.


Qui siamo a Castle Howard, nordest di York, dove si trova una grande villa nobiliare del 700 circondata da un grande parco.  E qui troneggia questo meraviglioso ed enorme Faggio, Fagus sylvatica, i cui colori autunnali tendono più al marroncino.

Ricordo che il Faggio è assente in Sardegna (post del 31/10/11), ed è un vero peccato, data la bellezza e l'interesse anche commerciale di questa essenza.




E, in mezzo a laghetti ed anatre del medesimo parco, uno splendido Acero solitario, forse un pseudoplatano, il cui colore tende decisamente al rosso; il rosso è infatti il colore del foliage di quasi tutti gli Aceri, e raggiunge la tonalità più forte con le specie degli Aceri giapponesi.






E infine, una digressione nella digressione, non posso esimermi dal presentarvi questa meraviglia del sottobosco, una Amanita muscaria beatamente adagiata sotto un Acero che si sta spogliando. Fungo velenosissimo, come è noto, ma quanto a bellezza.....

Basta così per oggi, ma vi presenterò dell'altro dal nord inglese.

sabato 2 novembre 2019

Richiamo per la Dipladenia

Sì, un richiamo come quelli per le vaccinazioni dei bambini,  che li proteggono da brutte malattie. Nel nostro caso non è un richiamo di protezione, ma un richiamo di bellezza, quello della Dipladenia o Mandevilla sanderi, generoso rampicante dei nostri terrazzi e giardini.

E il termine richiamo mi è venuto in mente perché proprio un anno fa (post 17/11/18), superando la mia ignoranza in termini di fioriture, vi avevo presentato questo rampicante, coltivato in terrazzo, dedicandogli un encomio solenne.



Ed eccolo qua, fotografato stamattina: sembra che l'autunno esalti questo arbusto, moltiplicando il numero di fiori e la loro bellezza.

Grazie dunque Dipladenia, perché ci aiuti a vivere meglio anche le giornate autunnali!

giovedì 31 ottobre 2019

Halloween!

Ho ceduto alla moda di Halloween, anche perché sono reduce da un viaggio nell'Inghilterra del nord, dove da almeno dieci giorni le zucche sono dappertutto, singolarmente o in gruppo, intere con il loro bel colore giallo arancio/ocra, o intagliate nei modi più fantasiosi.


Allora, per non essere banale, ecco un esemplare di zucca che mi ha colpito per la fantasia e la bravura esecutiva, anche se può fare un po' di ribrezzo (d'altronde, questo è anche lo spirito di Halloween, o no?).

Molto ben rappresentata, direi, la sofferenza del momento di vomito, efficacemente rappresentato dal flusso di semi e sfilacciature della medesima zucca.

Se poi aggiungiamo che la zucca (Cucurbita maxima, per rispettare la missione del blog) si trovava all'ingresso di un ristorante pub, nel paesino di Bowness on Windermere in Cumbria, uno degli effetti cercati per questa festa mi sembra perfettamente raggiunto.

Non so se qualcuno, sentendosi un po' schifato, abbia rinunciato alla cena in quel pub; io no, e devo dire che non me ne sono pentito. 

giovedì 17 ottobre 2019

Il pergolato di Bauhinie

La Bauhinia variegata è un albero caratterizzato da una foglia molto particolare, costituita da due lobi che si aprono e si chiudono, e da un bellissimo fiore, tanto da essere definita Albero delle Orchidee.

E' un albero raro in città, anche se l'amministrazione del verde sta provvedendo ad inserire un buon numero di nuovi esemplari, di cui abbiamo parlato abbastanza di recente (post del 20/5/19); mentre gli esemplari storici, grandi ma in posizione infelice, si trovano alla fine del viale Colombo (post del 3/12/10 ed altri successivi).

Insomma l'alternativa cagliaritana per ammirare questa bella pianta riguarda esemplari giovani, oltre a quelli citati per esempio quelli del Circu de Soli, oppure esemplari in posizione infelice, che non rende merito alle loro qualità.

Ma se ci spostiamo dalla città, e nemmeno poi tanto, possiamo ammirare delle Bauhinie veramente belle, sia prese singolarmente che per il contesto nel quale sono inserite.


Siamo a Pula, in pieno centro, nella piazzetta di fronte alla chiesa di San Govanni Battista.

Qui, nella zona pedonale fra le due strade, due o tre esemplari anziani formano un bellissimo pergolato che funge da tetto ai tavolini di un bar, costituendo un insieme piacevole ed armonioso.

Vale assolutamente la pena di fare un salto ad ammirare questi alberi, ricordandoci naturalmente che sono piante decidue; quindi non aspettate molto!

sabato 12 ottobre 2019

Oggi ci siamo, domani chissà....ennesima puntata

Ho perso il conto degli alberi cittadini abbattuti a cuor leggero, senza evidenti ragioni; o meglio lo ho voluto perdere quel conto, per non deprimermi troppo.

Comunque, il dovere di cronaca mi chiama, ed eccomi a segnalare l'ennesimo caso.



Siamo in via Monteverdi, un po' prima dell'incrocio con via Leoncavallo: uno splendido esemplare di Pino delle Canarie svetta verso il cielo dal confine di una palazzina, vicino al suo ingresso pedonale. Bello e sano, con una quarantina di anni alle spalle, ma ancora nel pieno del suo ciclo vitale.

La fotografia è del 9 ottobre, e non è casuale: passando da lì sono stato attratto da un cartello premonitore, che segnalava il divieto di sosta per il giorno successivo.



Ed infatti, ecco l'ingresso pedonale di cui sopra, il 10 ottobre, mancante del suo corazziere: autogrù con il cestello, un paio di ore di motosega et voilà, l'albero è sparito!

Ricordo un caso simile, proprio in zona (post 7/4/17), fra i tanti che ho segnalato, e la domanda è sempre la stessa: ma perché?

Anche qui, non c'erano problemi evidenti di radici affioranti, né pericoli per le fondazioni delle palazzine circostanti, ben lontane; non c'era certo pericolo di caduta dell'albero, il tronco era dritto come un fuso.

L'unico rischio che individuo era quello che un pedone potesse venire colpito da una pigna in caduta(le pigne di questa specie di Pino sono oggettivamente grandi!), ma mi sembra di poter dire che le probabilità di un tale evento siano inferiori a quelle di essere investito da un'auto sulle strisce pedonali. E allora, significa che devo rimanere chiuso in casa, o abbattere a colpi di motosega tutte le auto in circolazione?