Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

venerdì 30 dicembre 2016

Ed anche il piccolo di Monte Urpinu ....



Eh sì, anche il Cipresso calvo di Monte Urpinu"nipotino" del maestoso esemplare di cui abbiamo parlato alcuni giorni fa (post del 22/12/16),  si predispone a perdere le foglie, passando per l'affascinante trascolorazione rugginosa come il nonno.

Questo giovane esemplare di Taxodium distichum è stato oggetto della nostra attenzione fin da quando era proprio piccolo (post 27/9/12), e poi da giovincello in pieno rigoglio di fine estate (post del 30/9/15).

Adesso ce lo godiamo, ancora cresciuto e sano, mentre si predispone a passare l'inverno, circondato da alberi sempreverdi che acuiscono il piacevole contrasto.


mercoledì 28 dicembre 2016

Manutenzione verde straordinaria a Genneruxi

Siamo in piazza Islanda, a Genneruxi, in uno dei luoghi più noti e caratteristici del quartiere, molto frequentato ed apprezzato dai ragazzi delle vicine scuole e dai loro nonni.

Questa piazza è dotata di diversi alberi interessanti (post del 17/1/14) e, fra gli altri, di splendidi esemplari di Carrubo, Ceratonia siliqua. E forse proprio dalla loro situazione precaria, causata dai topi (post del 9/4/16), è nata l'esigenza di un intervento importante, che è stato recentemente realizzato.


I Carrubi sono stati alleggeriti in maniera significativa, senza però stravolgere il loro assetto, come si vede nella foto a sinistra.




Solo in qualche caso l'intervento è stato più radicale, per le piante più compromesse di via Costantinopoli, come si vede nella foto in controluce a destra.

Insomma un intervento impegnativo, ed a forte rischio di polemiche, anche se a me sembra che sia stato impostato con razionalità e senza stravolgimenti.




E poi, per chi avesse difficoltà ad approvare l'intervento, suggerisco di provare a guardare il bicchiere mezzo pieno, e non solo perché è stata resa più difficile la vita ai malefici topi.

Possiamo infatti ammirare lo splendore del tronco e delle branche principali, per il modo in cui vengono evidenziati dall'eliminazione dei rami più bassi; andamento a tortiglione, piccoli anfratti, contorsioni e rughe, che meraviglia!

giovedì 22 dicembre 2016

Il Cipresso diventa calvo

Per dare conto del suo nome comune, Cipresso calvo delle paludi, lo splendido esemplare di Taxodium distichum dell'Orto Botanico (post del 26/1/12, 5/9/12, 30/9/15 ) sta perdendo le sue chiome, e lo sta facendo con bellezza ed eleganza.

Come si vede nella foto a sinistra, le foglioline composte, sottili e tenere, cambiano colore assumendo un bell'aspetto rugginoso, e si apprestano a cadere; il contrasto con il verde mantenuto ancora da una parte delle foglie costituisce un ulteriore elemento di fascino.

L'attributo di calvo attribuito a quest'albero serviva proprio a differenziarlo dagli altri Cipressi, normalmente a foglia persistente; in realtà il Taxodium appartiene ad un'altra famiglia rispetto ai Cipressi, appunto quella delle Taxodiaceae, alla quale appartiene anche la Sequoia.


Ecco un altro scatto della capigliatura piegata, anche per effetto delle recenti piogge, che si prepara a cadere.

Naturalmente non è con un paio di fotografie che è possibile rendere l'idea della bellezza di questo spettacolo e di questo albero, anche perché gli spazi sono angusti rispetto alle dimensioni. Uno sguardo ai precedenti post citati può aiutare, ma naturalmente il suggerimento è quello di andarlo a vedere, questo Cipresso sulla via della calvizie; ritengo che il processo durerà ancora diversi giorni, forse qualche settimana.

sabato 17 dicembre 2016

La Kalanchoe, orecchia di elefante

Vi presento oggi una nuova pianta succulenta, cosa rara per il blog data la mia ignoranza in materia; ma questa è piuttosto particolare, si trova in diversi giardini cittadini ed ha attirato la mia attenzione, così mi sono attrezzato per il riconoscimento.


Eccola qui, in un condominio di piazza Svizzera a Genneruxi: si tratta di una Kalanchoe beharensis, nota come Orecchia di elefante, per la dimensione e l'aspetto delle sue foglie.

Le foglie sono in effetti molto grandi, ricoperte di peluria e dall'aspetto vellutato.

Ma tutto questo esemplare è piuttosto grande, superando abbondantemente l'altezza di 1 metro che viene indicata come media per queste piante al di fuori del loro ambiente naturale.




Il giovane ramo ritratto a destra mette in evidenza le caratteristiche delle foglie, fra cui quella di essere "grassocce", come richiamato dal nome della famiglia di appartenenza, cioè le crassulaceae.



La Kalanchoe beharensis proviene dal Madagascar, e precisamente da una regione subdesertica di questa grande isola, che ha dato il nome alla specie.

Come si intravede nella prima fotografia, la pianta si prepara alla fioritura, indicando una volta di più l'avvicinarsi del nostro clima a quello tropicale tipico della grande isola di provenienza.



mercoledì 14 dicembre 2016

L'albero dei desideri, bello e giusto

Indicarlo come albero di Natale non è appropriato; questo grande e glorioso Ficus retusa, situato in posizione di grande visibilità nella piazza Costituzione, ed ora addobbato di bellissime palle sui colori dell'azzurro, è qualcosa di meno di un albero di Natale, ma è anche qualcosa di più, per quello che rappresenta: il desiderio e la voglia, di bambini molto malati, di vivere.




Eccolo qui, con i lunghi addobbi sospesi a varie altezze, che mettono nella migliore evidenza le palle lucide realizzate con la partecipazione dei bambini.




Ed ecco una visione ravvicinata, con in evidenza, davanti allo sfondo del tronco del generoso Ficus, le screziature ed i vari colori dei simpatici addobbi.

Bravi, una bella iniziativa che scalda il cuore.

sabato 10 dicembre 2016

La piccola Araucaria ed i suoi frutti

Parlare di piccola Araucaria sembra quasi un controsenso, per come siamo abituati a vedere questi alberi, alti e slanciati, che per esempio caratterizzano il litorale del Poetto.

L'Araucaria excelsa detiene infatti il titolo di albero più alto della città (post del 4/2/11), anche se l'esemplare in questione è piuttosto malandato (post del 15/7/15).

Ecco perché è peculiare l'Araucaria di cui parliamo oggi, una piccoletta che vive all'ingresso di Marina Piccola. Me la ha segnalata Marco, che ringrazio, invogliandomi ad andare a vederla.




E' piccola, anche se non deve essere molto giovane, dato che è carica di frutti, e questi alberi fruttificano dopo molti anni.

La sua fruttificazione abbondante è un ulteriore elemento di attenzione ed interesse, sia perché normalmente gli esemplari cittadini sono maschi, sia perché i frutti crescono sui rami più alti, e quindi, per quanto dicevamo prima, non sono direttamente osservabili.

 


In questa pianta le pigne si vedono invece perfettamente, e si possono fotografare anche senza disporre di teleobiettivo.

Guardate quanti sono questi simpatici globi attaccati ai palchi, singolarmente o in coppia.

Ed in questo periodo, similmente a come fanno i Pini, i frutti rilasciano i semi.





Ed eccoli i semi, dalla strana forma di animaletti preistorici, una sorta di trilobiti con una caratteristica punta.

Insomma questo particolare albero costituisce un incontro interessante, posizionato come è all'ingresso di Marina Piccola ed all'ingresso del Poetto.

mercoledì 7 dicembre 2016

Il Ginkgo biloba, e la sua arte di spogliarsi

La nostra isola, lo abbiamo detto più volte, non consente di assistere ai grandi eventi autunnali di perdita  delle foglie, il cosiddetto foliage, fenomeno che raggiunge picchi di splendore nei boschi del Canada ma anche in Germania o in Italia, per esempio nelle Langhe piemontesi o nella foresta del Cansiglio in Veneto.

Anche l'impatto dello spogliarsi nei viali cittadini, per esempio per i Platani a Milano, a noi è negato; abbiamo poche varietà arboree che si spogliano in maniera godibile, ma soprattutto il nostro clima non ha quei passaggi repentini di temperatura che facilitano e concentrano i giorni del fenomeno.

Dobbiamo dunque "accontentarci" dello spogliarsi di singoli alberi o al più di gruppetti, come si nota dallo "slide show" che scorre attualmente in testata, o possiamo goderci i Bagolari di Genneruxi (post del 9/12/10 ed altri successivi).

Gli unici alberi che sanno interpretare il ruolo veramente bene sono i Ginkgo biloba, ai quali le foglie rimangono attaccate per un po' anche dopo aver assunto lo splendido colore giallo oro. Vediamo allora una sintesi della situazione cagliaritana dei Ginkgo:





Un piccolo esemplare in viale Trento, che ha già compiuto la affascinante trasfigurazione.




Lavori in corso, sempre in viale Trento; quello di destra è quasi pronto, quello di sinistra è ancora verde.






Ed ecco uno dei due giganti di piazza Repubblica, che ancora deve cominciare.

Il tour per i Ginkgo che si spogliano può poi completarsi in piazza Trento, con altri grandi esemplari, o con il piccolo ed isolato di piazza Giovanni, che fa tenerezza circondato da Jacarande e Ficus molto più grandi di lui.





Queste foto, al di là della bellezza dello spettacolo offerto dai Ginkgo, dimostrano quanto dicevamo, e cioè che il nostro clima sempre più caldo induce gli alberi spoglianti a comportarsi un po' come gli pare, da quelli che si spogliano comunque presto, come gli Aceri, a quelli che ancora non ne vogliono sapere, come le Jacarande; in più, nell'ambito della stessa specie, con differenze significative nell'eseguire il compito, in funzione dell'esposizione, della dimensione della pianta, dell'età, dell'accesso all'acqua ed altri fattori. Insomma, una attività che si estende da ottobre a gennaio!