Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

venerdì 31 dicembre 2010

La strana Casuarina

Strano lo è sicuramente questo albero di origine australiana, a cominciare dal nome, Casuarina Cunninghamiana, insieme impegnativo e buffo.



Ma la vera stranezza è che questa pianta, di cui vediamo a sinistra l'esemplare del giardinetto di Piazza Amendola, ha tutto l'aspetto di un Pino, ma con i pini non ha niente a che fare, essendo piuttosto parente dei Faggi e delle Querce.

 Infatti quelli che sembrano aghi, si veda il particolare della foto sotto, sono in realtà rametti, che crescono interrotti da nodi simili a quelli delle canne. Le foglie sono ridotte a piccole squame alla base di ogni rametto.

Se poi aggiungiamo che i frutti sembrano delle piccole pigne, delle dimensioni di 1 centimetro o poco più,  addensate sui rami, la stranezza è completa.
Nonostante quanto detto però, questo albero non è molto raro a Cagliari; oltre all'esemplare fotografato, ne conosco un altro nel giardinetto del Banco di Sardegna, ed altri sono presenti nel parco dell'ospedale SS.Trinità

mercoledì 29 dicembre 2010

La rara Tipuana

Non è la prima volta che attribuisco l'aggettivo rara ad una pianta di Cagliari, ma questa, la Tipuana Speciosa, lo è in modo particolare, perchè è pochissimo citata nei testi.
Eppure è una pianta comune nei paesi d'origine, credo in particolare in Argentina, e si trova piuttosto bene anche da noi. Tanto più è strana la sua rarità a Cagliari perchè è bella, e produce una strepitosa fioritura gialla estiva, che mi riprometto di testimoniare a suo tempo.
 
Ci sono alcuni esemplari in via S.Vetrano, come quello fotografato a destra, nei giardini delle case regionali poste fra via Bacaredda e via Cao di S.Marco; forse il rapporto privilegiato con i vivai dei forestali ha determinato questa messa a dimora.
E' una bella pianta, dicevamo, con foglia pennata, che la fa assomigliare o confondere, se guardata da lontano, con la Robinia (post del 14 dicembre), con la quale condivide anche la famiglia, la grande famiglia delle Leguminose.

Però c'è una differenza enorme, che rende la Tipuana assolutamente unica: il frutto. Infatti da una leguminosa ci si aspetterebbe un legume (pensiamo appunto alla Robinia, al Carrubo, alla Sofora, alla Albizzia......), ed invece la Tipuana, foto a sinistra, ci sorprende con una sorta di seme alato simile alla samara degli Aceri, che tecnicamente si chiama Achenio. E' bello e caratteristico, sembra una farfalla con le ali chiuse, mentre in realtà la parte espansa è l'organo di volo che la natura ha inventato per diffondere al meglio il seme, ai fini riproduttivi.

lunedì 27 dicembre 2010

Scorci alle falde del Castello

Per la serie "angoli di città", che mi sono ripromesso di alimentare ogni tanto, ho scattato due foto che dimostrano una volta di più che miniera di bellezze botaniche e panorami sia la salita di Viale Regina Elena e lo strapiombo di Castello.

Oggi mi riferisco in particolare all'inizio della salita del Viale, dalla parte dello strapiombo, e precisamente allo sterrato che conduce all'ascensore per il Bastione ed all'ingresso posteriore della Terrazza Coperta. Purtroppo lo sterrato non è propriamente uno sterrato, ma è peggio, perchè è una terra di nessuno con residui di basolati in cemento armato, pericolosi e decisamente brutti: insomma uno spazio che da troppo tempo attende una sistemazione degna della bellezza del luogo.

E allora, dato che siamo qui a parlare di bellezze e non di brutture,
guardate a destra questo vecchio Carrubo (post del 2 dicembre): è splendido non tanto per le fronde e non solo per lo scenario di sfondo, ma per il tronco nodoso e pieno di curve e di anfratti. Ingrandite la fotografia per ammirarlo, è la testimonianza di una vita lunga e combattuta.


La foto di sinistra, ripresa più in basso nello sterrato, è curiosa: al centro troneggia il fusto dritto, alto e buffo, di una palma morta, o che comunque "non sta bene"; alla sua sinistra però la vita rinasce, perchè spuntano alcuni giovani polloni di Fitolacca Dioica (post del 31 ottobre), che è piuttosto comune in questa zona.
Sullo sfondo, abbarbicate alla loro maniera sulle pietre del muraglione, le piantine di cappero, Capparis Spinosa, eleganti anche se prive attualmente dei fascinosi fiori.

domenica 26 dicembre 2010

Il raro Platano

Anche questo post, come quello immediatamente precedente, prende le mosse dal post del 1 novembre nel quale, fra gli alberi non adatti alla nostra città, citavo il Platanus Acerifolia, o Platano comune. Non intendo smentire quello che ho scritto, ma segnalare che ho scoperto alcuni altri Platani in città, molto più grandi di quello di Genneruxi.

L'argomento mi interessa, proprio perchè da noi il Platano può considerarsi tanto raro quanto è comune in altre regioni italiane ed in tutta Europa, come dichiara il suo stesso nome. Fino a prova contraria, confermo che la rarità è da attribuirsi alla latitudine, ed alle correlate alte temperature estive; pertanto, questa pianta dovrebbe essere praticamente assente in tutta l'Italia meridionale. Terremo sotto osservazione i nostri esemplari d'estate per verificarne la sofferenza e confermare (o smentire) quanto detto.

Tornando agli esemplari citati, eccoli qui fotografati, ormai completamente spogli, in un terreno privato all'angolo fra via Tempio e via Bosa.

L'immagine invernale non è esaltante, però dà conto di una dimensione ragguardevole di queste piante; per terra c'è un gran numero delle belle foglie palmate a 3 lobi, mentre se ingrandite l'immagine riuscite a vedere i frutti, o meglio le infruttescenze sferiche (acheni) che assomigliano lontanamente a ricci di castagna.

In conclusione, ricacciando indietro l'invidia per i boulevard parigini ed i relativi tappeti autunnali di foglie morte (post del 10 novembre), apprezziamo quei pochi Platani che abbiamo, come una nostra preziosa rarità.

giovedì 23 dicembre 2010

Gli alberi non adatti alla nostra città – Seconda puntata

Ho riletto il post del 1 novembre, nel quale trattavo degli alberi che vivono  male a Cagliari; l’argomento mi sembra molto interessante, ed ho deciso di riprenderlo con qualche ulteriore riflessione, con la quale spero anche di contagiare i  lettori.

La prima riflessione mi porta ad allargare il campo, che nel post citato si limitava ad  alberi presenti ma che stentano a vivere bene,  per  parlare di alberi che non ci sono proprio, o che sono in numero così limitato  da poterli considerare rarità.
Mi pongo questa domanda:  le categorie già utilizzate (latitudine, altitudine, ambiente)  per gli alberi non adatti a Cagliari  ma presenti (Tiglio, Ippocastano, Platano),  si prestano anche a giustificare gli alberi assenti,  o dobbiamo mettere in campo altre motivazioni, quali il caso o la poca fantasia di vivaisti locali e professionisti del verde?

Cito alcuni alberi di cui non conosco presenze in città,  anche se penso che potrebbero esserci: l’Olmo, il Frassino, l’Acero, il Tasso.
Spero che qualcuno dei lettori mi segnali la presenza di qualche  albero “anomalo” per Cagliari, purché in buono stato di salute (sennò ricadiamo nella schiera dei “fuori posto”),  affinché io possa farmene carico ed inserirlo nel blog a pieno titolo.

Pensate, per fare un esempio, se scoprissimo di avere un Acero Giapponese, Acer Palmatum, fra di noi: chi è stato in Giappone, o più semplicemente lo ha visto raffigurato su riviste o in Internet, converrà con  me  che sarebbe un bel valore aggiunto per il catalogo del verde di Cagliari!

mercoledì 22 dicembre 2010

La vezzosa Albizzia

L'Albizzia Julibrissin è un alberello con foglie composte da tante piccole foglioline, di bell'aspetto ma soprattutto con una splendida fioritura di piumini rosa, da cui l'aggettivo vezzosa. L'aspetto a piumino dei fiori è dato dai lunghi stami, che assomigliano al più conosciuto fiore del cappero (che però, se mi permettete, è più bello).

L'esemplare fotografato in questi giorni, in via Tel Aviv, non rende giustizia a quest'albero, che diventa splendido con la trama delle nuove foglioline primaverili e nel periodo di fioritura estiva.
L'altro nome italiano di quest'albero, oltre che Albizzia, è Gaggia; lo riporto perchè a noi cagliaritani fa sorridere, anche se l'accento sulla "i" gli restituisce la dignità.
E' poco comune a Cagliari, probabilmente perchè è poco longevo e non particolarmente resistente; comunque vi prometto che lo riproporrò, questo o altro esemplare, nel suo periodo migliore.

lunedì 20 dicembre 2010

I Cedri

 Ho deciso di trattare i Cedri (naturalmente non parlo dell’albero da frutto Citrus Medica , dal cui frutto si ottiene lo squisito cedro candito)  in un unico post sia perché per la nostra città sono  alberi residuali in termini numerici, sia perché, in tutta sincerità, non  so distinguere  bene una specie dall’altra, avendo anche poco materiale da analizzare. Forse avrei dovuto catalogare queste piante nel post di quelle non adatte a Cagliari (post 1 novembre) , ma non  me  la sono sentita, anche perché alcuni esemplari  vegetano benissimo e sono veramente  belli anche da noi durante tutto l’anno.
Resta il fatto che per vedere Cedri nella piena bellezza e maestosità bisogna oltrepassare il mare. 

La causa della loro presenza residuale a Cagliari credo che sia l’altitudine e la calura estiva, che determinano un’alta percentuale di fallimenti delle piante messe a dimora nella nostra città.

Fatta questa premessa, nello specifico la specie più nota fra i Cedri è il  Cedrus Libani,  Cedro del Libano, che non so se sia presente a Cagliari.
Sicuramente presente è il Cedrus Deodara, Cedro dell’Himalaya, che fa bella mostra di sé all’ingresso dei Giardini Pubblici, e che ho già citato e fotografato parlando del Falso Pepe (post del 29 novembre). Eccolo qui sotto.



Esiste poi il Cedrus Atlantica , presente in giardini privati anche nella varietà Glauca, con aghi grigio-azzurrini di grande effetto estetico.

Tutte le specie di Cedro hanno gli aghi corti riuniti in mazzetti di 40 e più (vedi pagina di grammatica degli alberi) simili ai Larici (assenti da noi in quanto alberi montani), che però sono spoglianti e nei quali gli aghi non sono appuntiti. Possiamo quindi dire che il genere Cedro è facilmente riconoscibile, se non si pretende di specificare anche la Specie.

venerdì 17 dicembre 2010

La signora Araucaria

Non potevo non dare l'appellativo di signora a questo albero, Araucaria Excelsa, sia per il ruolo che ha avuto ed ha nella nostra città, sia per il rispetto dovuto ad una famiglia di piante fra le più antiche della Terra, diffusissime già 150 milioni di anni fa, prima su tutto il Globo emerso, poi solo nell'emisfero meridionale, in seguito al raffreddamento del clima.

La famiglia delle Araucarie appartiene alle conifere, a cui appartengono anche i pini e gli abeti, ed ha la particolarità che le foglie hanno forma di aghi nella specie Excelsa, che è la nostra, e forma di squame triangolari nella specie Araucaria Araucana, che tuttora nei paesi d'origine raggiunge dimensioni mostruose (fino a 50 metri di altezza!). Io personalmente ne ho visto una impressionante, anche per le dimensioni delle squame, nel parco di un castello delle Highlands scozzesi. Gli inglesi la chiamano Monkey Puzzle, rompicapo della scimmia, e si può capire pensando che le squame sono spinose ed hanno i bordi affilati!

Nel nostro piccolo, anche a Cagliari le Araucarie raggiungono altezze ragguardevoli, e l'esemplare storico di via Giardini era l'albero più alto della città. Gli esemplari pubblici oggi  non sono molti, mentre pare che lo fossero in passato, risiedendo  nei posti più caratteristici della città, come il bastione di S.Remy e piazza Matteotti. Oggi assistiamo ad una ripresa della messa a dimora, e cito il recentissimo inserimento di un giovane esemplare nella rotatoria fra via dell'Abbazia e via dei Conversi.

Invece nel verde privato la Araucaria è sempre molto presente, anche perchè ha dimostrato grandi capacità di adattamento agli spazi anche modesti dei giardini condominiali. Gli esemplari storici, e forse i più grandi, sono al Poetto, e si possono ammirare soprattutto dal mare, nello skyline che si osserva guardando verso terra mentre si fa il bagno.
Ma anche in piena città ci sono tante belle Araucarie; per dar conto della capacità di crescita in spazi angusti, riporto l'esemplare fotografato in via Agostino di Castelvì; per poter crescere si è solo leggermente curvato rispetto alla verticale, ed ha mantenuto le braccia strette, rimanendo tuttora uno splendido ed elegante esemplare.

giovedì 16 dicembre 2010

La Lagunaria

La Lagunaria Patersonii, originaria dell'Australia, è un  albero grande (per i nostri standard) a portamento piramidale (ma se ha spazio si espande, e l'aspetto ne guadagna), che ha trovato un ottimo habitat al Poetto; per esempio molti esemplari si trovano nel parcheggio davanti al Lido, ma anche vicino al vecchio Ospedale Marino o in molte ville sul litorale: infatti risulta molto resistente al terreno sabbioso ed alla salsedine.

E' una pianta sempreverde, con fiori estivi a calice rosa o lilla e come  frutto una capsula tondeggiante che, oltre ai semi, contiene peli sottilissimi simili a quelli del fico d'india, che si conficcano nella pelle: quindi attenzione se vi "punge vaghezza" di ispezionarne un frutto!

I resti dei frutti permangono sulla pianta e diventano neri, rendendo l'aspetto estetico dell'albero non molto gradevole, almeno in certi periodi dell'anno.
In questo periodo  però la Lagunaria ha una sua dignità, che si può apprezzare nei tre esemplari che ho fotografato nello slargo stradale che da Su Siccu conduce alla Fiera.

martedì 14 dicembre 2010

La Robinia

La Robinia Pseudoacacia è un albero piuttosto comune a Cagliari, ma non quanto la sua elevata competitività farebbe credere; forse i nostri terreni non sono molto adatti alla sua riproduzione, sennò il suo comportamento da infestante le farebbe fare concorrenza all'Ailanto (vedi post del 23 novembre).

Fa parte della grande famiglia (Carrubo, Gleditsia, Sofora, per citarne solo alcune) delle leguminose, ha foglie composte, spine e bei fiori bianchi riuniti in infiorescenze a grappolo. La fioritura è molto gradevole e profumata, e da qui suggono le api per produrre il miele di acacia. E' un albero spogliante, ed a parte la primavera non è molto valido esteticamente.

La Robinia viene spesso utilizzata, in campagna, per costituire siepi o per rinsaldare scarpate, dato anche il suo rapido accrescimento; per questo gruppi di Robinie si incontrano anche lungo le strade statali ed allora, se si ha la fortuna di transitare durante la fioritura, costituiscono veramente un bello spettacolo.


  L'esemplare qui a fianco, abbastanza anziano, lo ho fotografato all'inizio di via Marini; è un po' triste perchè si sta spogliando, ma in questo periodo bisogna accontentarsi.

lunedì 13 dicembre 2010

Il Pino delle Canarie

Il Pinus Canariensis, appunto Pino delle Canarie, è la terza specie di pini che affrontiamo, dopo il Pino d'Aleppo ed il Pino Domestico; credo che queste tre specie rappresentino abbastanza compiutamente la presenza della famiglia Pinacee a Cagliari.

E' alto, elegante, con andamento regolare a forma di piramide; gli aghi sono riuniti a fascetti di 3, e sono molto lunghi, fino a superare i 30 cm. La lunghezza degli aghi conferisce a questa pianta un aspetto più morbido rispetto agli altri pini; le pigne sono allungate da giovani, poi più tondeggianti.

Data la sua eleganza, lo troviamo sia nel verde pubblico che in quello privato: nel verde pubblico posso citare un gruppo di esemplari a Genneruxi, in via Oslo e poi nella piazzetta verso via Stoccolma, ma gli esemplari che rendono meglio sono quelli singoli, per esempio in Piazza Garibaldi e Via Scano.
In via Scano due grandi esemplari fanno da sentinella alle estremità del piacevole giardino che costituisce la scarpata della Chiesa dei Santi Giorgio e Caterina; ecco qui sotto ritratto uno dei due.

     

sabato 11 dicembre 2010

Una piacevole piazzetta

Tutti sappiamo che Cagliari non ha, purtroppo, molte piazze degne di questo nome, ma più spesso slarghi o incroci stradali, o addirittura parcheggi incautamente definiti piazza. Orbene, c'è invece una piazza, o meglio piazzetta, più che meritevole, che invece il nome non lo ha, e che viene ridotta al rango di slargo della via S.Domenico, quando incrocia via XXIV Maggio, a due passi da via Garibaldi.
In realtà mi è stato detto da un abitante del luogo che si chiamerebbe piazza Orrù, ma non c'è nessun riscontro.

Comunque, a prescindere dalla toponomastica, piazza proprio bellina, anche in ragione degli alberi che la ornano.

Ho deciso pertanto di presentarla, memore anche del suggerimento di Renato (post del 21 novembre), attraverso alcuni scorci che comprendono le piante. Qui a sinistra vediamo prima un Ficus Retusa (post del 3 novembre) poi uno splendido esemplare di Sterculia Diversifolia (o Balangas), vedi post del 1 novembre, di cui qui sotto  a destra apprezziamo un particolare con foglie e frutti.
 
E ancora, a sinistra, due Washingtonie Filifere (post 28 novembre)




Infine, per chiudere in bellezza, una vista di infilata rallegrata dalla merce del fruttivendolo.

venerdì 10 dicembre 2010

Il Pino Domestico

Ecco un altro albero noto a tutti, il Pino Domestico o da pinoli, Pinus Pinea. Ha la chioma globosa, a ombrello, gli aghi riuniti in gruppi di due e le pigne larghe, ad apice arrotondato. Non mi dilungo, proprio perchè è noto a tutti, anche se a Cagliari non è frequentissimo, e molti di noi lo associano piuttosto alla pineta di S.Margherita di Pula.

A Cagliari avevamo un grosso insediamento in viale Colombo, ormai smantellato da molti anni dopo un lungo periodo di sopravvivenza stentata e malaticcia; merita invece di essere segnalato l'impianto pubblico di via Verdi, in San Benedetto, l'unico che io conosca come sistemazione a filare stradale cittadino. Gli alberi di via Verdi hanno più di trent'anni, e molti di loro stanno tuttora benissimo, anche se creano qualche problema con le radici.

giovedì 9 dicembre 2010

La difficile arte di spogliarsi

Ce ne sono poche che praticano bene quest'arte, soprattutto in una città come Cagliari, dove mancano i posti per esibirsi e la stagione è quella che è. Non sto parlando di spogliarelli umani, ovviamente, ma del modo di perdere le foglie che hanno le piante spoglianti.
Infatti Cagliari, lo abbiamo già detto, non ha i viali di Platani, o di Aceri, o di Tigli che diano luogo all'annuale splendido spettacolo che si riscontra, per esempio, nelle città del Canada, a Parigi o a Milano; le nostre piante spoglianti sono "poche e disunite", e le temperature che non ne vogliono sapere di abbassarsi non aiutano.
Però, però, abbiamo le eccezioni che, proprio perchè tali, vanno godute: mi riferisco per esempio al Ginkgo Biloba, già citato nel primo post del 30 ottobre. Guardate lo spettacolo che offre questo giovane esemplare sulla sinistra, residente in Piazza Giovanni XXIII; sta cominiciando a spogliarsi, si intravvedono le foglie per terra, che si staccano con tutto il picciolo senza perdere la loro forma ed il loro splendido colore giallo.
Oppure ammirate gli esemplari di Piazza Repubblica, molto più grandi e maestosi.
Se confrontiamo questo spettacolo con quello di altri alberi, le cui foglie si macchiano e si arricciano sulla pianta, e lasciano la pianta mezzo vestita malamente e mezzo nuda, possiamo dare pieno significato al titolo di questo post.
Lo spettacolo dei Ginkgo replicherà solo per pochi giorni, soprattutto se arriva il maestrale; per goderlo, e per raccogliere le foglie senza farle macerare,  occorre sbrigarsi.

E, visto che siamo in argomento, vi propongo una foto del micro-boulevard di Bagolari, di cui al post del 10 novembre .


mercoledì 8 dicembre 2010

Risposta a un quesito

Mercedes mi manda la fotografia di un bell'albero ripreso nel viale di Marina Piccola, e mi chiede se si tratti di Pepe Rosa o Pibiri Burdu. La pianta, che vediamo sulla destra, è uno Schinus Molle,
o Falso Pepe o Pibiri Burdu (vedi post del 29 novembre). In realtà anche il nome Pepe Rosa è usato spesso come sinonimo, dato anche il colore dei frutti, come documentato dal particolare della foto sotto.
Questo nome può però indurre in errore, poichè lo Schinus, o appunto Pepe Rosa, non ha niente a che vedere con la pianta del Pepe; quest'ultima è un arbusto che appartiene ad un'altra famiglia, dal quale si ricavano il pepe bianco, verde, nero a seconda del trattamento al quale viene sottoposta la bacca.

Il fatto che il frutto dello Schinus assomigli molto al pepe, che sia edule e che spesso venisse usato (o venga ancora usato, come si legge su certe ricette in Internet) come succedaneo del pepe, può aumentare la possibilità di confusione; perciò è meglio non chiamare lo Schinus con il nome Pepe Rosa ma semmai, più nettamente, Pibiri Burdu, che rende bene l'idea.

Invece lo Schinus Molle appartiene alla stessa famiglia, pensate un po', del nostro comune Lentisco, Pistacia Lentiscus, cioè alla famiglia delle Anacardiaceae.
E se pensiamo al frutto del Lentisco, per aspetto e per colore, forse riconosciamo anche la somiglianza. Fra l'altro mi sembra di aver letto che in tempi bui, nei paesi dell'interno Sardegna, questi frutti venivano mangiati, o comunque lavorati per renderli edibili. Se qualche lettore sa qualcosa al riguardo, sarò felice di pubblicarla.
Ringrazio Mercedes  per le foto e perchè mi ha consentito di riprendere a parlare di questa bella pianta; le raccomando, visto che lei frequenta la zona di Marina Piccola, di ammirare la Fitolacca Dioica (vedi post del 31 ottobre) che si erge solitaria e rallegra la triste spianata/parcheggio estivo dedicato ai frequentatori delle spiagge del Poetto.

martedì 7 dicembre 2010

Il cespuglio di Bignonia

Ho deciso di venir meno, ancora una volta, alla mia promessa di non parlare di cespugli, a causa di uno specifico esemplare, che è veramenete meritevole.
La  Campsis (Bignonia) Radicans è un cespuglio molto noto e presente in moltissimi terrazzi e giardini, in grado di rallegrare lo sguardo con le sue fioriture di colore rosso arancio. I suoi fiori a "trombetta" compaiono in estate, ma a volte anche in ottobre e, nel caso dell'esemplare che vi presento, anche in dicembre!
A parte questa particolarità, l'esemplare di via Santa Alenixedda (nella ex Scuola Agraria) ne presenta altre due: ha i fiori gialli, appartenendo alla varietà Flava, e non si appoggia, contrariamente alla norma, ad alcun supporto.

Infatti, come si vede dalla foto a sinistra,
ha un portamento assolutamente autonomo,
da alberello.
E ancora, come notiamo nel particolare della foto a destra, ha i frutti (capsule allungate e strette) sia freschi (in basso a sinistra nella foto), sia secchi, aperti (deiscenti).

Insomma, veramente un bell'esemplare, che credo meriti la citazione!

lunedì 6 dicembre 2010

Il Pino d'Aleppo

Visto che nel post del 4 dicembre, con i cipressi, ho interrotto la serie delle latifoglie, e che ho aggiornato la pagina della grammatica parlando del riconoscimento delle aghifoglie, affrontiamo appunto una di queste, e precisamente il Pinus Halepensis, Pino d'Aleppo.


Il diritto di essere trattato per primo, fra le aghifoglie, gli viene dal numero enorme di esemplari, anche se molto inferiore rispetto al passato: pensate che il botanico Vannelli ne aveva repertato, nel 1985, circa 9.500 esemplari, comprendendo naturalmente anche il parco di Monte Urpinu.

Oggi il parco di Monte Urpinu è stato fortemente riconvertito ad altre specie, ma il "nostro" ha sempre una presenza molto significativa, che credo lo mantenga nell'insieme come n.1, mentre se ci limitiamo alle strade di città probabilmente è stato superato dal Ficus Retusa (post del 3 novembre).

Lasciando perdere le graduatorie, questo albero ad aghi appaiati si trova molto bene nel nostro clima, essendo originario appunto dell'Europa meridionale; nella zona di Porto Pino cresce spontaneamente.

 Ha una chioma irregolare, ed anche il tronco tende a storcersi, come si vede dalla foto a sinistra, ripresa nella salita verso la chiesa di Bonaria.
Ma l'aspetto "fuori asse" credo che sia nella memoria di tutti i cagliaritani, basta essere passati in viale Diaz o aver passeggiato a Buoncammino.
A proposito del riconoscimento rispetto ad altre specie di pini, possiamo dire che piuttosto che gli aghi, o le pigne (che sono allungate e permangono sui rami per anni), è proprio il portamento a farceli riconoscere ed a conservarli nella nostra memoria di cagliaritani fin da bambini.

sabato 4 dicembre 2010

I Cipressi

Scommetto che molti di voi, leggendo il titolo, hanno mentalmente proseguito "che a Bolgheri alti e schietti.....", o "All'ombra dei cipressi e dentro l'urne....." risvegliando carducciane/foscoliane memorie scolastiche. Eh si, è giusto, i cipressi sono forse la  famiglia di alberi con il legame di destinazione più stretto, cioè il cimitero; questo li fa considerare negativamente, quasi con fastidio o come portatori di sfortuna.

Vorrei provare a modificare questo luogo comune: i cimiteri, al di là della loro principale funzione, possono essere dei luoghi bellissimi e di grande interesse culturale, anche in ragione del pathos generato dalla presenza dei cipressi. Inoltre, molte specie della famiglia non hanno niente a che vedere con i cimiteri: cito come esempio il Cupressus Leylandii o Cipresso di Leyland, conosciuto come ottima pianta da siepe.

Detto questo, segnalo che il cipresso è la prima pianta di cui parliamo diffusamente che non ha la foglia a lamina (vedi la relativa pagina di grammatica degli alberi), ma la foglia a squame, ed appartiene alla Divisione delle Gymnosperme (le piante con foglia a lamina appartengono alle Angiosperme) assieme ai Pini ed agli Abeti, con i quali forma il grande gruppo delle conifere (portatrici di coni,  che sono i frutti delle Gymnosperme).

Dopo questa breve digressione tecnica, torniamo ai cipressi di Cagliari, e proprio a quelli tipici da cimitero: il Cipresso Comune, Cupressus Sempervirens, è ai primi posti, in termini quantitativi, fra le piante presenti a Cagliari, nonostante gli agenti di malattia (il cancro del cipresso).

Il cimitero di S.Michele ha degli esemplari veramente notevoli, come quello fotografato a fianco, anche se non raggiungono le dimensioni colossali della specie (altezza fino a 40 metri!); belle piante quelle del cimitero, non stentate come spesso sono invece gli esemplari costretti negli spazi della città (e non curati o eliminati, quando occorre). E' un altra causa della disistima per quest'albero da parte dei cittadini.


Un'altra specie di cipresso che voglio citare è il Cupressus Cashmeriana, di cui vedete a destra uno dei due esemplari che abbelliscono lo slargo di ingresso del cimitero di Bonaria (par condicio anche qui!); si staglia con sullo sfondo i cipressi comuni al di là del muro, in una prospettiva che consente il confronto. Altri esemplari di questa specie si trovano all'interno del cortile del liceo Dettori, dalla parte di via Cugia.

venerdì 3 dicembre 2010

La rara Bauhinia

L'albero di cui parliamo, la Bauhinia Variegata, non è raro in assoluto, ma è sicuramente raro per Cagliari. Infatti la sua presenza si limita, per la mia conoscenza, all'Orto Botanico ed alla Piazzetta Zedda (alla fine di viale Colombo, di fronte alla Capitaneria); sarò ben lieto naturalmente di essere smentito da chi vorrà segnalarmi altre presenze.

Questo albero è noto per la bellissima fioritura (il nome comune è Albero delle Orchidee), che però io non ho visto ancora negli esemplari di cui parliamo; in realtà sono stato attirato dalla foglia reniforme con apice profondamente inciso, che ha la particolarità di essere costituita da due lobi, che si aprono e si chiudono come le pagine di un libro, o le ali di una farfalla, lungo l'asse del picciolo. La posizione di apertura o chiusura dipende dall'età della foglia e dalla luce.

La Bauhinia ha una qualche parentela con il Siliquastro, ma senza il difetto della permanenza dei vecchi frutti sulla pianta (vedi post dell' 8 novembre); basta recarsi nella suddetta piazzetta, dove ci sono anche alcuni esemplari di siliquastro, per notare la differenza.


A sinistra, uno dei due esemplari di Piazzetta Zedda, a destra un particolare delle foglie.
Spero di pubblicare presto una foto di uno di questi alberi in fiore, magari su vostra segnalazione.

giovedì 2 dicembre 2010

Lo splendido Carrubo

Mi sono esposto sin dal titolo per questo albero, perchè è uno dei miei preferiti. In effetti la Ceratonia Siliqua, nome scientifico del carrubo, è un albero pieno di pregi, e quasi senza difetti. I suoi pregi sono: sempreverde, bel portamento, foglia lucida e coriacea, resistentissimo alla siccità, grande capacità di adattamento, resistenza all'inquinamento, frutto edule (almeno per gli animali, oggi), farina (ricavata dal frutto) molto utilizzata in ambito dolciario e cosmetico, dimensioni non troppo elevate in altezza (ma a volte dimensioni della chioma enormi) e quindi pianta godibile negli anni "ad altezza d'uomo". Inoltre è un albero ricco di storia e cultura.

Il Carrubo è conosciutissimo, tanto che ritengo non necessario accompagnarne la descrizione con fotografie; vi invito soltanto ad ammirare, per esempio, l'esemplare di Piazza Garibaldi, o quello dei giardinetti di Genneruxi che guarda su  via Stoccolma: sono uno spettacolo della natura, è proprio il caso di dirlo! Comunque sono tutti belli, è veramente difficile vedere esemplari stentati o semisecchi.

A Cagliari il carrubo è stato a lungo trascurato, poi a partire dagli anni sessanta del secolo scorso si è preso a piantarlo ed oggi, al di là degli esemplari citati, lo troviamo a buon diritto in molte piazze e parchi cittadini.
Naturalmente è molto presente in campagna, fieramente selvatico ed in ottima salute anche con il caldo asfissiante di agosto.

Ho detto all'inizio "quasi" senza difetti, perchè in realtà uno ne ha, per me però di modesta portata: l'odore sgradevole dei fiori, che si manifesta, con il nostro clima, nella seconda metà di ottobre, e dura non più di una quindicina di giorni. E' poi dotato di un potente apparato radicale, ma questa è una caratteristica e non un difetto, se se ne tiene conto nel metterlo a dimora.

mercoledì 1 dicembre 2010

La Grevillea Robusta

Voglio parlare di quest'albero, appunto la Grevilléa Robusta, perchè è molto elegante e cresce bene da noi, anche se è di origine australiana. A Cagliari è stranamente poco presente, ed è anche poco citato nei testi; peccato, ritengo che meriti maggiore attenzione. E' sempreverde, ha belle fronde con foglie composte e soprattutto una affascinante fioritura color arancio. I fiori, fra l'altro, sono raggruppati su una sorta di scovolini, molto particolari. Ho trovato un bel gruppo di Grevillee in filare di fronte al cimitero di Selargius (mi perdonerete se esco da Cagliari, ma è comunque vicino alla città...), ma anche a Cagliari c'è qualche presenza. Un esemplare pubblico facilmente visibile, anche dall'auto, è nell'aiuola spartitraffico in via Scano vicino al semaforo, di fronte alla chiesa di Cristo Re, mentre uno più bello lo ho fotografato nel verde privato, in via Monteverdi, e lo riporto qui sotto. 

lunedì 29 novembre 2010

Il Falso Pepe

Lo Schinus Molle, in italiano Falso Pepe e in sardo, in maniera più spiccia, Pibiri Burdu, è un bell'albero sempreverde, che deve il suo nome italiano ai frutti, piccole drupe che assomigliano a grani di pepe rosa (e come tali pare che siano stati anche utilizzati).
Ha un portamento pendente, che lo fa assomigliare al Salice Piangente (Salix Babylonica), ma con un aspetto più sano ed elegante, almeno per gli esemplari di città. Lo Schinus ha conosciuto periodi di grande diffusione a Cagliari, poi è caduto in disgrazia, ed oggi non è molto comune; troviamo comunque begli esemplari, per esempio, lungo il Viale Regina Elena. L'esemplare fotografato è posto sullo spiazzo davanti all'ingresso dei Giardini Pubblici, affiancato ad un cedro (che è quello di destra, of course!), del quale parleremo in altra occasione.

domenica 28 novembre 2010

Le Palme

Ho preferito dedicare un post alle palme in generale, piuttosto che singole schede, perché le palme costituiscono una categoria di alberi abbastanza a sè stante, sia nella considerazione comune, sia per la classificazione sistematica (per la quale appartengono tutte, semplificando un poco, alla classe delle Angiosperme Monocotiledoni, mentre le altre piante a lamina, sempre semplificando, appartengono alle Angiosperme Dicotiledoni).

Dunque la palma è una categoria autonoma, ed è molto importante per Cagliari, che ne possiede una grande quantità; il cagliaritano però normalmente non va al di là dell’immediato riconoscimento della pianta come palma, e basta. Qui cerchiamo di fare alcuni (non molti, tranquilli) passi in più.

Cominciamo con una pianta che non è una palma, anche se lo è agli occhi del non esperto e non appassionato: la Cycas Revoluta , pianta di antichissima origine e di struttura riproduttiva peculiare, che è più vicina a quella di un pino che a quella di una palma. 

La città ne accoglie molte, sia nel verde pubblico che privato; ci sono due begli esemplari, per esempio, sotto la statua di Carlo Felice in piazza Yenne. Ecco rappresentata qui a fianco una simpatica famiglia di  Cycas, alla fine dei Giardini Pubblici, sulla salita che li collega a viale Buoncammino.
 
Parlando invece di palme vere, presento solo tre generi, per non appesantire la trattazione. 

 La palma nana, Chamaerops Humilis, che è l’unica che cresce spontanea in Sardegna. Ecco qui a fianco un esemplare dei Giardini Pubblici. Ha una grande foglia a ventaglio simile a quella della Washingtonia (vedi oltre),  ma altezza decisamente più contenuta; gli esemplari spontanei hanno forma di cespugli, e quasi sempre il tronco è praticamente invisibile.

Le Fenix, nelle due specie Palma delle Canarie (Phoenix Canariensis) e  Palma da Datteri (Phoenix Dactilifera) sono comunissime in città, soprattutto la prima. La Palma delle Canarie ha un portamento migliore, è meno alta, ha foglie più grandi e di aspetto più sano; forse per questo è stata negli anni preferita dai vivaisti e dai curatori del verde alla cugina Palma da  Datteri. Le foglie sono di tipo pennato, con singoli segmenti lunghi e rigidi. Presento due esemplari a confronto, fotografati ambedue nel Cimitero di Bonaria, nell’Orto delle Palme (e dove sennò?); ma la città è piena di queste palme, pensiamo anche soltanto a via Roma ed alla sua (ex) bellissima passeggiata.


Le Washingtonie, nelle due specie Washingtonia Filifera e Washingtonia Robusta, sono anch’esse comunissime in città, con la loro foglia a ventaglio simile a quella della palma nana. Sono spesso indistinguibili, o per lo meno io non le so distinguere con certezza; so solo che la Robusta diventa più alta e slanciata, come si vede negli eleganti esemplari della foto a destra, del cimitero di S.Michele.

La Filifera, in compenso, ha un rappresentante storico presente in migliaia di fotografie turistiche della città, quello che si erge sui bastioni del Balice e che anch’io ho fotografato da piazza Yenne, nella foto a sinistra.


 Mi fermo qui: in estrema, e un po' scema, sintesi del post, le quattro cose da ricordare sono che la Cycas non è una palma, la palma nana è nana (!), la Phoenix ha le foglie pennate, la Washingtonia ha le foglie a ventaglio.

sabato 27 novembre 2010

L'albero dei sigari

Parliamo della Catalpa Bignonioides, detto albero dei sigari per il frutto, che è costituito da una lunga e affusolata capsula, che rimane a lungo sul ramo e lo caratterizza soprattutto in inverno. Per il resto non è una pianta molto significativa, anche se ha una bella fioritura in tarda primavera. A Cagliari è un albero abbastanza raro; segnalo gli esemplari di viale Poetto, nello slargo militare successivo a quello della Monfenera, e quelli nei giardini fra via Flavio Gioia e via Archimede, ai quali si riferisce la foto. 

Come si vede, l'aspetto autunnale non è molto gradevole, e quello invernale è proprio triste, nè i "sigari" lo rallegrano; forse anche per questo non ha avuto grande sviluppo in città.

venerdì 26 novembre 2010

Ancora sulla Chorisia

Mi scuserete se ritorno su un albero del quale abbiamo già parlato, la Chorisia Insignis (post del 31 ottobre), ma non posso fare a meno di ribadire il suggerimento di andare a vedere gli esemplari compresi nello slargo fra via Trincea dei Razzi e via Monte Sabotino: secondo me sono i migliori della città. Ecco alcune recentissime foto dei frutti, una vista di insieme, un fiore.


Io sono sicuramente un po' fissato con le piante, ma ogni volta che passo sotto questi alberi mi chiedo come mai la gente non sia lì ferma con il naso all'insù ad ammirarle.

Invece nessuno si ferma, ed anzi temo che uno di questi giorni prenderanno me per ricoverarmi nell'apposito reparto del vicino ospedale SS.Trinità

mercoledì 24 novembre 2010

L'albero del destino

E' un nome assolutamente adatto, per il Clerodendro di cui parlo, quello di albero del destino, come si traduce dal greco. Infatti questa pianta, nome scientifico Clerodendrum Trichotomum, vive all'interno del Cimitero di Bonaria, a sinistra dell'ingresso inferiore. In realtà si tratta di un grosso cespuglio, del quale io non conoscevo l'esistenza fino a quando Mercedes mi ha mandato la foto (vedi post del 19 novembre); non volevo approfondire, trattandosi di un cespuglio e quindi "fuori competenza", ma poi la curiosità, e l'attrazione esercitata dalla localizzazione, hanno avuto il sopravvento.
Come ho effettuato il riconoscimento? Non voglio vantarmi, ho semplicemente chiesto al guardiano del cimitero, al quale va il mio plauso! Ecco allora due immagini, la prima mandatami da Mercedes, di settembre, e la seconda di oggi, 24 novembre.

Quelli che abbelliscono la pianta non sono fiori, ma frutti, e precisamente una bacca centrale blu scuro circondata da sepali (una sorta di foglia esterna che persiste dopo la caduta del fiore) rossi. Veramente un notevole effetto estetico! 

martedì 23 novembre 2010

L'abusivo vegetale

Abusivo lo è sicuramente, l'Ailanthus Altissima, data la sua grande competitività e capacità colonizzatrice. E' invadente e robustissimo, basta un angolo di strada con qualche detrito organico e lì si piazza e cresce, partendo dai semi alati (samare) che sono prodotti in grandissima quantità ed approfittano di una città ventosa come Cagliari; in aggiunta, produce polloni (rami che si dipartono dai piedi o addirittura dalle radici) in quantità, dando luogo a campi di Ailanto sempre più consistenti, che quasi impediscono qualsiasi altra forma di verde.
Fatta questa tirata, che dimostra il mio poco trasporto per questo albero, devo anche dire che in molti casi risolve situazioni, proprio quando si vogliono sfruttare le sue caratteristiche; diciamo che è un albero che dovrebbe essere tenuto sotto controllo.
Vi segnalo, per vedere dei grandi esemplari, la salita dalla rotonda dei Giardini Pubblici verso l'Arsenale; per farmi perdonare poi del titolo,  riporto questa foto delle Scalette di S.Chiara dove due esemplari, pur nella tristezza del vestito autunnale, dimostrano di non essere abusivi ma di avere un ruolo di abbellimento.
Nell'etichetta lo segnalo per il frutto, sia per la bellezza nella breve stagione di maturazione estiva, sia per la bruttezza quando, secchi, permangono sulla pianta.

domenica 21 novembre 2010

Risposta a una proposta

Renato mi scrive che apprezza il blog, e di questo lo ringrazio, e mi propone di inserire foto che inquadrino le piante nel contesto ambientale cittadino, al fine di fornire ulteriori stimoli ai lettori per andare a godere personalmente delle piante e degli angoli proposti.
E' una proposta molto interessante, che faccio mia, pur con tutte le comprensibili difficoltà: diciamo che cercherò di fare un lavoro di affiancamento, a volte più specifico sull'albero altre sullo scorcio ambientale.
E per fare seguire alle parole i fatti, offro a Renato ed a tutti i lettori le foto di un patriarca di Cagliari, una vecchissima Sophora Japonica  (si veda anche il post del 17 novembre 2010) che vegeta, credo da più di un secolo, a fianco alla chiesa di S.Restituta, nella omonima via di Stampace.


E' emozionante ammirare questo grande vecchio albero in spazi così ristretti e suggestivi.





E, visto che siamo in zona, propongo un'altra foto, diciamo così spiritosa, ripresa nella attigua bella piazzetta di S.Efisio: fa riferimento a quanto affermato nel post sui Ficus del 3 novembre, e chiede di immaginare che cosa potebbero diventare i due "esserini" ritratti, se trapiantati in piena terra .

venerdì 19 novembre 2010

Risposta a un quesito

Ricevo una mail da Mercedes, che mi manda due fotografie e mi chiede di procedere all’identificazione. L’invio di fotografie può essere d’aiuto, ma non è detto che sia sufficiente: infatti le foto inviate per posta hanno una bassa risoluzione, se le ingrandisco a video “sgranano”, e senza dettagli e senza una foglia in mano il mio lavoro si fa duro.
Ribadisco che la cosa migliore è quella di segnalarmi la posizione precisa dell’albero di interesse, magari aggiungendo una foto; in questo modo io posso andare a vederlo, “toccare con mano”, e le speranze di identificazione corretta aumentano di molto.
Sulle richieste specifiche, la prima foto, che riporto qui sotto, riguarda un cespuglio fiorito di Callistemon Citrinus, detto anche scovolino dal nome  comune inglese di bottle brush. E' molto apprezzato, come dice il nome, per la bellezza dei fiori.


A Cagliari è presente in molti giardini ma anche, per esempio, in una bordura pubblica dove via Dante sfocia in piazza Repubblica, presso la UPIM. E’ un cespuglio, e come tale non rientra nelle mie competenze, ma dato che lo conosco non ho difficoltà a rispondere.


L’altra pianta, invece, non riesco a identificarla per quanto detto sopra, e chiedo a Mercedes di segnalarmi la posizione.

mercoledì 17 novembre 2010

Il baccello strozzato

La leguminosa Sophora Japonica, a cui fa riferimento questo post, si caratterizza per un frutto peculiare, un baccello compresso fra un seme e l'altro, che gli fa assumere un aspetto bizzarro, come di  un tratto di  collana, e rende la pianta facilmente riconoscibile. E' una pianta molto piacevole che orna, per esempio, tutta via Cugia.
D'estate offre altresì una bella fioritura di fiorellini bianchi, con conseguente suggestivo tappeto a terra.

martedì 16 novembre 2010

Bella succulenta

No, non mi sono riconvertito alla gastronomia: il titolo non si riferisce ad una bistecca al sangue, ma ad una pianta grassa (appunto, succulenta). Detto che di piante grasse so pochissimo, questa che vi presento mi ha colpito per la sua peculiarità, dato che non la avevo mai vista nè sentita nominare prima di ora: è bella ed è visibile a tutti, basta andare in via S.Mauro, nel quartiere Villanova. In realtà sono due esemplari, sistemati in vaso in due balconcini al primo piano di una casa. Guardate la foto sotto, non è una pianta particolare?


La ho identificata come Pachipodium Lamerei, o Palma del Madagascar; oltre alla stranezza del tronco, ricoperto di spine e con forma a bottiglia, posso dire che fa dei bellissimi fiori bianchi, e pare che questo sia una rarità per un esemplare in vaso. Questo conferma le peculiarità del nostro clima, di cui ho già parlato in precedenti post.

domenica 14 novembre 2010

L'eleganza del pioppo

N.d.A: i contenuti di questo post sono stati aggiornati con post del 25/1/2011

Sono stato molto indeciso se scrivere questo post dedicato al pioppo, per due motivi: non è una pianta particolarmente significativa per la nostra città e poi perchè, motivazione egoistica, è una pianta che può esporre a pessime figure i non specialisti. Infatti il pioppo appartiene ad una famiglia con molte specie, sottospecie, varietà, ibridi e mutazioni; inoltre, o forse proprio per questo, presenta foglie diverse nella stessa pianta (eterofillìa). Cioè a dire un ginepraio, per chi come me non ha tutti gli strumenti di analisi.
Direte: e allora? Allora, non ho resistito a tessere le lodi di un pioppo bellissimo (credo di poter affermare almeno con una certa sicurezza che si tratta di un pioppo!) che si trova in via S.Lucifero, nel bel giardino di fronte alla chiesa.
E' una pianta molto grande, almeno per gli standard cagliaritani, con una elegantissima foglia lucida triangolare ad apice acuminato, con nervatura in evidenza e lungo picciolo. Il margine è liscio con leggere ondulazioni, ma non seghettato come la normale foglia del pioppo. Lo avevo classificato, tempo fa, come Populus Canadensis, ma temo di sbagliarmi.
Come vedete, è molto diverso come portamento dai pioppi che siamo abituati a vedere ai bordi delle strade o in campagna, spesso usati come frangivento o protezione dal rumore (mi riferisco p.es. alla bella e recente piantumazione ai bordi dell'asse mediano), che hanno una crescita ordinata ed una forma piramidale; il nostro esemplare ha invece un cappello molto espanso, quasi tondeggiante.

Sarò ben lieto di accogliere le indicazioni di qualcuno più esperto di me,  e mi scuso se non ho saputo resistere, anche nel dubbio, a presentare questa meravigliosa pianta.