Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

domenica 18 aprile 2021

La cascata di scovolini

A proposito di esplosione di fioriture primaverili, come quella che vi ho presentato nel post precedente, ve ne offro un'altra, anch'essa veramente bella: è  la cascata di scovolini bianchi che riempie la grande e vetusta Melaleuca armillaris che vegeta nella parte bassa del parco di Monte Urpinu.


Il termine di alberello, che ho attribuito a questa pianta quando la ho presentata (post del 23/1/12), appare per questo esemplare inappropriato, dato che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio albero.

Sono migliaia e migliaia di stami quelli che, raccolti nelle spighe che raggruppano i  fiorellini, emergono ad abbellire un albero già di per sé gradevole, con le sue foglioline fitte fitte ed una chioma che sembra quasi una capigliatura, come si apprezza nelle foto del post citato. 



Qui a destra, invece, un primo piano degli scovolini, che ricordano molto quelli del Callistemon, che però sono rossi e più grandi.

Ricordo ancora, per chi volesse farsi un giretto ad ammirare questa pianta, che questa parte del parco racchiude anche altre bellezze e rarità, quali il Sakura, ciliegio giapponese, e poco più in là il grande Olmo ed il Cipresso calvo, per non dire dell'Acero saccarino, tutti già trattati più volte nel blog, a che potete scoprire effettuando una veloce ricerca.  

Insomma questa parte del parco, non mi stanco di ripeterlo, è veramente meritevole di visite ripetute ed attente.

giovedì 15 aprile 2021

Che meraviglia quel Ligustro fiorito!

Quindi non un Ligustro qualsiasi, ma quel Ligustro: uno specifico arbusto che si trova in via Pacioli, traversa di viale Marconi. Ve lo presento qui sotto. 

Guardate l'esplosione di pannocchie fiorite che ricoprono questo arbustone: migliaia e migliaia di fiorellini bianchi e leggermente profumati, un piacere per la vista e non solo.

Questa fioritura meravigliosa è in netto anticipo rispetto al periodo canonico del Ligustrum lucidum (post del 13/7/13); o questa è una pianta ibrida, o il Ligustro si è organizzato per una doppia fioritura, o il cambio delle stagioni.... come che sia, è uno spettacolo da non perdere.
Noto fra l'altro che il nostro soggetto è appoggiato, quasi compenetrato, con un altrettanto grande e bello esemplare di Schefflera arboricola, che vi avevo presentato qualche anno fa (post del 25/8/19): ma che concime usano i giardinieri di questo condominio?   


mercoledì 7 aprile 2021

La giovanissima Chorisia, figlia di ...

 No, non le conto più le volte che ho parlato della Chorisia insignis, alias Ceiba speciosa, da quando nel lontano 2010 ho cominciato a pubblicare questo blog: un numero veramente significativo di volte, dal 2010 (post 31/10/10)  al 2020 (post del 28/7/20), per un albero che merita sicuramente tanta attenzione.

E proprio dal post del 2020 voglio partire, per dedicare alla Chorisia un altro capitolo della sua storia infinita, dato che la piantina che vi presento oggi ha un rapporto speciale con quella presentata nel 2020.


 Ecco il tenero virgulto di oggi, in vaso nel terrazzo di casa mia: sarà alta forse 40 cm questa piantina, ma le foglie composte sono inconfondibili, ed il piccolo tronco di meno di un centimetro di diametro presenta già le sue spinette alla base.

Ed il rapporto di questa pianta con quella del 2020, che vive al Parco della Musica, è davvero molto speciale, dato che questa è sua figlia, nata da un seme avvolto nella lanugine che avevo raccolto in quella occasione.

Avevo scritto che i semini della Chorisia posseggono grande facilità di attecchimento, ed oggi lo posso confermare, con la testimonianza di questa piantina che si erge piena di vita, e per il momento resiste all'attacco primaverile della malefica cocciniglia, per l'orgoglio del suo padre adottivo. 

sabato 3 aprile 2021

La farfalla di Pasqua

Né uovo né colomba, ché sarebbero troppo banali, ma una farfalla è quella con cui vi faccio gli auguri di Pasqua; e precisamente una Orchide farfalla (dal nome scientifico originariamente attribuito da Linneo), che ho fotografato nelle campagne di Pula, a Santa Margherita.


Il nome scientifico attuale di questo fiorellino, nome impegnativo ma più bello del nome italiano, è Anacamptis papilionacea grandiflora, varietà che pare cresca solo in Sicilia e Sardegna.

Vi avevo già presentato questo bellissimo fiorellino nel 2012 (post del 10/4/12), insieme ad altri due rappresentanti dell'affascinante mondo selvatico dei campi in primavera.

Bellissimo l'accostamento di colori in questo esemplare (i colori sono piuttosto variabili) fra il rosa carico dei petali ed il celestino del labello, il petalo modificato che funge da richiamo per gli insetti impollinatori.


Insomma un minuscolo ma meraviglioso spettacolo, questi fiorellini spontanei!