Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

martedì 29 giugno 2021

Il Pungitopo fiorito

Oggi parliamo di fake news, che purtroppo vanno molto di moda in questo periodo. Siamo infatti circondati da fake news, altrimenti dette fandonie, patacche, bufale, balle. Comunque notizie false, pericolose quanto diffuse.

Allora voglio esercitarmi anch'io con il post odierno, presentandovi il Pungitopo, Ruscus aculeatus, fiorito.

Guardate che simpatico, questo arbusto di Pungitopo ripreso l'altro giorno, carico di fiorellini gialli!

Ci avete creduto? Spero di no, perché si tratta di una balla, ed anche grossa. Innanzitutto il nostro simpatico Pungitopo (post del 3/3/20) fiorisce in primavera, poi i fiorellini non sono gialli ma verdolini, infine nella foto appaiono poggiati ai rami, piuttosto che attaccati alle foglie, come li produce la pianta.

D'altronde, se guardate i bordi della foto, si nota un tappeto di questi fiorellini che circonda il nostro arbusto.
E allora? E allora il nostro arbusto di trova, e siamo precisamente all'Orto Botanico, sotto l'ombrello di una enorme Tipuana speciosa o tipu, che in questo periodo si libera delle migliaia di fiorellini gialli (post del 12/6/11, fra gli altri), generando appunto un affascinante tappeto sottostante e, all'apparenza, la nostra fake news odierna. 

Chiedo scusa se qualcuno, leggendo solo il titolo e guardando la foto, ha creduto alla patacca odierna, e chiedo scusa anche al Pungitopo, che non ha certo bisogno di vestirsi con i panni altrui per mostrare le sue doti, almeno se ci riferiamo alle splendide bacche invernali!   

  


giovedì 24 giugno 2021

Fiori, all'Orto Botanico

 Mi è mancata la fantasia per dare un titolo meno banale al post odierno, ma già unire i fiori con questo luogo magico mi pare più che sufficiente per stimolare, spero, la vostra curiosità.

Il nostro Orto Botanico, come ogni Orto Botanico fra i tanti che l'Italia può vantare, ha la particolarità di mescolare ogni volta il già visto con il nuovo, una storia plurisecolare con un fiore appena nato, alberi che sono lì da sempre si sposano con scorci e colori che durano il tempo del nostro passaggio, e che alla prossima visita saranno diversi. Per provare ad esprimere le sensazioni di una passeggiata odierna all'Orto, facciamo parlare le immagini.



Brachychiton acerifolius, noto come Albero fiamma ed appartenente alla famiglia delle Sterculiacee, e quindi stretto parente delle nostre Sterculie, ben presenti nel blog. Infatti lo ho presentato parlando di Sterculie nel lontano 2011 (post del 7/6/11).

Questo albero ha la peculiarità di fiorire ogni 4 anni, un motivo in più per andare ad ammirarlo.



La vasca dei Fior di Loto, Nelumbo nucifera; per me una delle attrazioni più affascinanti dell' Orto, con le enormi foglie ed i fiori rosa che proseguiranno fino ad agosto, lasciando poi posto al bellissimo frutto legnoso.





Primo piano del fiore di una pianta succulenta, che si chiama Opuntia leucotricha; la pianta sembra un "banale" Fico d'India, ma il fiore, come spesso nelle piante succulente, è un vero gioiellino.




E questo lo riconoscete? Certo che sì, è un fiore di Cappero, Capparis spinosa. Piantina umile e di poche pretese, ma la bellezza........




La Trombetta vergognosa! E' il nomignolo che avevo dato nel 2011 (post del 22/11/11)  ai fiori della Datura arborea, oggi più correttamente Brugmansia, e precisamente Brugmansia versicolor  varietà apricotqueen. 


Insomma ce ne è veramente per tutti i gusti! Termino con una doverosa, anche se credo scontata, precisazione: per il fiore dell'Opuntia, e per la varietà della Brugmansia, i cui nomi non conoscevo assolutamente, mi sono servito dei cartellini posti davanti ad ogni pianta.

Ma, ribadisco per l'ennesima volta, per ogni pianta sita in un qualsiasi giardino pubblico (e non solo all'Orto Botanico ed al Parco Vannelli!), e magari anche nelle piazze e nei viali cittadini principali, dovrebbe essere scontata la presenza di un cartellino di presentazione; arriveremo mai a questo atto di rispetto da parte dell'amministrazione del verde pubblico nei confronti della popolazione residente e non, oltre che delle piante stesse? Chissà, io non smetto di sperarlo.   

domenica 20 giugno 2021

La Monstera da giardino ed i suoi fiori

 Abbiamo parlato più volte della Monstera deliciosa, bellissima pianta d'appartamento della famiglia dei Filodendri, importata dalle foreste dell'America tropicale; abbiamo detto altresì che una pianta di foresta difficilmente si adatta alla vita d'appartamento, ed infatti è molto difficile trovare esemplari da interno a loro agio, e che magari riescano anche a fiorire. 

Invece all'aperto, che sia il giardino di casa o un parco pubblico, per non dire dell'Orto Botanico, la Monstera spesso ritrova la voglia di vivere e prosperare, anche dopo una vita stentata dentro un salotto: l'abbiamo infatti inserita a buon diritto fra le piante che "scappano di casa".

C'è per esempio un grande esemplare in via Sanna Randaccio 69,  al quale ho accennato altre volte: eccolo qua.



Si affaccia sulla strada per farsi ammirare, reggendosi sulla balaustra del giardino e su quella sorta di tronco che sviluppa per assumere l'andamento prostrato che adotta quando non può mettere in atto la sua naturale propensione a sfruttare i tronchi altrui per arrampicarsi a cercare la luce (vedi post 29/3/14, p.es).

Come si vede, pianta in ottima salute, e che fiorisce con multiple infiorescenze a spadice, molto tipiche della specie e molto appariscenti.


Eccolo qua, uno scrigno che si sta aprendo per mostrare la grossa infiorescenza bianco-crema dal gradevole profumo, mentre altri attorno si preparano ad aprirsi.

Non sono riuscito a scoprire se a Cagliari l'infiorescenza riesca a trasformarsi in frutto e quest'ultimo a maturare, fino a poter essere consumato; il frutto viene dichiarato piuttosto buono, da cui il nome, e nei paesi di origine viene ampiamente consumato. Naturalmente su Internet potete trovare ulteriori informazioni sugli aspetti mangerecci; a me piacerebbe sapere se qualcuno ha assaggiato i frutti della sua Monstera cresciuta in città, e gli sarò grato se vorrà comunicarmelo. 

domenica 13 giugno 2021

Il ricamo delle foglie ed i piumini dei fiori, l'Albizzia di inizio estate

Il titolo è alquanto lungo, lo so, ma ci tenevo a mettere in evidenza anche la bellezza delle foglie di questo piccolo albero. Infatti la bellezza delle foglie viene spesso trascurata quando ammiriamo un albero ed invece merita assolutamente la nostra massima attenzione, come ho affermato più volte.

Fra l'altro, sappiamo bene che la foglia è il principale elemento di riconoscimento di un albero, sia perché anche nelle caducifoglie persiste a lungo sulla pianta, sia perché non tutte le piante fioriscono, e quando lo fanno è di solito per un breve periodo. La foglia è il biglietto da visita insomma, spesso anche quando la raccogliamo da terra. accartocciata o intrisa di umidità.


Guardate l'eleganza di questa foglia composta, bi-pennata con decine di paia di foglioline portate su ogni penna, ognuna più piccola di un centimetro: un vero ricamo della natura!

Detto questo, naturalmente i piumini giallo-rosa degli stami fiorali sono splendidi, e non ci stanchiamo di ammirarli.

L'esemplare qui fotografato si trova alla fine di via Machiavelli (post del 28/6/15), ma non è quello che avevo fotografato allora, che non esiste più, ma uno più interno nella stessa traversa. 

Infatti le Albizzie sono molto sensibili al vento, data anche la superficie compatta della chioma, e spesso dal vento vengono abbattute; vale per quella del post citato, ma anche per quella di Genneruxi (post 14/6/11), che non esiste più.


Diciamo che c'è un certo ricambio di questi alberi; uno scotto da pagare, e direi che lo paghiamo volentieri, alla loro bellezza.    

domenica 6 giugno 2021

La Salicornia, una succulenta commestibile

 Parliamo oggi di uno strano e piccolo arbusto succulento, comune presso tutte le coste marine della Sardegna ma sconosciuto ai più: la Salicornia, il cui principale rappresentante ha il difficile nome scientifico di Halocnemum strobilaceum. 

La Salicornia, come dice sia il nome italiano che quello scientifico tratto dal greco, è pianta affine ai terreni salati, che costituiscono il suo habitat naturale ed unico. Possiede ramificazioni multiple, con rami eretti costituiti, nel periodo della fruttificazione, dalla sovrapposizione di una sorta di squame grasse e ripiene di succo, accompagnate da piccole foglioline verdi e gialle.

Ecco qua un arbusto, fotografato allo stagno di Molentargius, luogo di elezione di questa pianta come tutti gli stagni salmastri.
Ricordo infatti di avere visto Salicornie in abbondanza nello stagno di Feraxi , da me citato per presentare altre piantine tipiche delle coste sarde (post del 6/11/17  e del 16/11/17).

E veniamo all'aspetto forse più interessante di questo arbusto, cioè quello della commestibilità, dichiarata anche da uno dei suoi nomi comuni, e cioè quello di asparago marino. Pare che la Salicornia abbia ottime proprietà nutrizionali, sia ricca di fibre e priva di colesterolo, e possegga minerali di valore per l'alimentazione umana. Su Internet si possono trovare ricette in abbondanza per la sua preparazione: io la ho mangiata solo una volta semplicemente bollita, e mi è sembrata poco saporita, ma mi riservo di riassaggiarla alla prima occasione. Potrebbe essere una ottima pietanza da proporre in stagione, se è vero come è vero che è così comune lungo le nostre coste, e fa bene!



 

mercoledì 2 giugno 2021

Che eleganza, l'enorme Beaucarnea del Banco!

E' veramente elegante, oltre che rarissima per la sua enorme dimensione, la Beaucarnea (già Nolina) recurvata che vive nel giardinetto del Banco di Sardegna.

Non ama mostrarsi, nonostante i molti metri di altezza che può vantare, dato che risulta un po' soffocata fra le Palme che affollano il giardinetto, come avevo già notato quando la ho presentata, ormai tanti anni fa (post del 17/1/11).


Eccola ripresa, di prima mattina, che mostra i bei ciuffi di lunghe foglie ricadenti ed il grosso piede bulboso utilizzato come deposito d'acqua.

Non mi risulta che esistano in città altri esemplari così grandi, mentre diversi esemplari più piccoli vivono nel reparto succulente dell'Orto Botanico (post del 18/3/14) ed in qualche spazio privato; d'altra parte ricordo che questo peculiare giardino dove vive il nostro esemplare odierno risale a tanti e tanti decenni fa, quando costituiva il parterre della stazione delle Ferrovie Complementari, e la "nave" del  Banco era ancora di là da venire. 

Quindi quando passate nel viale Bonaria, e non avete troppa fretta, non state sul marciapiede ma entrate a gustarvi questo spazio verde, ben tenuto e ricco di Palme, ma non solo; ricordatevi anche la Casuarina, la Parkinsonia e, di recente inserimento, alcuni grossi e rigogliosi arbusti di Viburnum lucidum, già citati per la loro presenza in via Sulis (post del 20/4/17).