Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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giovedì 27 aprile 2017

La Paulonia malconcia ci rallegra ancora

Avrebbe tutto il diritto di rifiutarsi di fiorire ulteriormente, data la completa mancanza di attenzione e cure da parte di noi umani; e dire che meriterebbe un trattamento speciale l'esemplare di via Santa Gilla, essendo probabilmente l'unica Paulownia tomentosa presente a Cagliari (post del 20/10/11, 23/4/12, 24/11/13).

Ed invece ci rallegra ancora con i suoi bellissimi fiori blu, lilla e violetto, riuniti in pannocchie, come vediamo nella foto.

Si vede che è sofferente: la chioma non è omogenea, diversi rami sono secchi, i tronchi sono soffocati dall'edera, gli spazi di aiuola sono decisamente angusti.

Non ripeterò qui le ipotesi di intervento che ho formulato nei post citati; riaffermo solo che, non volendo aspettare la improbabile mano pubblica, solo chi frequenta la zona potrebbe "prendere in carico" questo albero, facendolo diventare una attrazione per il quartiere e non solo.

Un intervento simile a quello proposto per la Sophora di Stampace (post del 16/2/13) e che mi sembra sia stato adottato, con successo e soddisfazione, in altre città d'Italia.



La storia che può raccontare questo albero, piantato, vissuto e sopravvissuto all'epoca della Cementeria, merita di essere raccontata ai più giovani; chissà, se gli dedicheremo qualche cura, che decida di rallegrarci ancora per molte primavere con le sue meravigliose trombette color lilla, e voglia provare anche a migliorare il suo aspetto nelle altre stagioni dell'anno.

lunedì 24 aprile 2017

Qualcosa sta cambiando, e in meglio!

Il post di oggi vuole rilevare un cambiamento nelle attitudini dei cagliaritani, che a me sembra di cogliere girando per le strade: la voglia di abbellire i propri balconi con il verde, ed in particolare con i colori delle fioriture di primavera.

Cagliari è sempre stata una città "pigra", da questo punto di vista: quante volte abbiamo fatto confronti sconsolati con altre città italiane e straniere, per non dire dei paesini delle nostre Alpi!

Ebbene, credo di poter dire che qualcosa sta cambiando, negli ultimi anni: sarà che cominciamo a sentirci città turistica, sarà per edonismo, sarà per gli stimoli trasmessi da qualche amministratore pubblico propugnatore del verde, di fatto stiamo superando la nostra atavica pigrizia.

Riporto solo un esempio, dei tanti che si potrebbero proporre, con la foto dell'esplosione fiorita di questi balconcini, in una bella facciata di via Lanusei: che bello spettacolo!

E forse non è un caso che ci troviamo nel quartiere Villanova, quello che, mi pare, interpreta meglio questa bella tendenza; i precedenti post riguardanti via Sulis, via Piccioni, piazza San Domenico lo dimostrano.

E' una cosa bella, ed è anche una sorta di atto di altruismo, se pensiamo che i nostri fiori vengono goduti soprattutto dagli altri.

C'è solo da sperare, ed io sono convinto che sarà così, che questa tendenza prosegua, perché avrà solo effetti positivi sulla qualità della nostra vita.

giovedì 20 aprile 2017

Il verde privato-pubblico di via Sulis

Abbiamo già parlato di quelle strade cagliaritane dei quartieri storici che, non potendo offrire verde pubblico ma avendo abitazioni che si affacciano sul piano stradale, vengono abbellite dai privati con vasi e vaschette vicino all'ingresso di casa, che si aggiungono al verde delle finestre e dei balconi.

Una bella iniziativa, che riguarda per esempio via Piccioni a Villanova e via Stretta in Castello (post del 23/10/15  e del 27/2/16) e spero anche tante altre strade.

Un caso simile riguarda via Sulis, sempre nel quartiere di Villanova, anche se qui l'abbellimento è stato pianificato nell'ambito della ristrutturazione della via, e fa capo soprattutto a esercizi commerciali, da via Garibaldi fino a piazza San Giacomo.

Ho scoperto qui un arbusto nuovo, di cui non conoscevo l'esistenza: la Raphiolepis indica, che possiamo ammirare qui sotto, in un vaso di fianco all'ingresso della chiesa di San Giacomo.

Devo dire che l'identificazione di questa pianta mi ha fatto penare molto, ed è il motivo per il quale ho tardato a proporre questa bella realtà: non riuscivo ad ipotizzare una identificazione certa, i commercianti della strada non la conoscevano, i testi non aiutavano, ed alla fine sono stato salvato dai tecnici di Sgaravatti.

Credo che sia un arbusto sinora piuttosto raro a Cagliari, fiorisce a marzo (la foto si riferisce appunto a fine marzo) riempiendosi di fiorellini bianco-rosa a 5 petali, molto decorativi.

E, risolto l'enigma della Raphiolepis, abbiamo identificato una parte significativa delle piante presenti in via Sulis, che però offre anche molte altre specie.





Ecco per esempio una bella infilata di Trachelospermum jasminoides, nome difficile per indicare il Falso Gelsomino, che contorna le vetrine di un esercizio commerciale.

Bello, di grande valenza estetica, profumato e sempreverde, una ottima scelta.





Ed ancora una siepe di Viburno lucido; questi arbusti sono alti ed eleganti, forse i più belli: oltre alla gradevole fioritura hanno fra l'altro una bellissima foglia,  come si vede nella foto sotto, appunto lucida e cuoiosa.




E poi ci sono Stephanotis arrampicati sulle pareti, Metrosideros, Strelitzie giganti ed altro ancora.

Insomma una bella realtà verde, innovativa per Cagliari, che invita a passeggiare in questa rinata via e magari a spingersi fino a via Piccioni ed ammirare anche il suo verde, simpaticamente confuso, molto diverso da questo ma altrettanto affascinante.







sabato 15 aprile 2017

Il balcone fiorito in Castello


Nelle strette strade di Castello, a causa della poca luce che penetra, non è frequente imbattersi in balconi fioriti; quando capita, è un piacere per gli occhi e per lo spirito, piacere che vale la pena di condividere.

Ma, un momento: che balcone è questo? Forse è stato un balcone, tanto tanto tempo fa. Ora restano solo le putrelle del solaio, e  l'immagine del balcone svanisce dopo pochi secondi di osservazione della fotografia.

Una sorta di trompe l'oeil, insomma. Si tratta in realtà della foto di un rudere in via Canelles, postata su Facebook da Mercedes, che ringrazio.
Una immagine di degrado che viene dal passato, dunque, che però viene nobilitata dai fiori, quelli sì vivi e presenti.

Sono due piantine spontanee di Bocca di Leone, Antirrhinum majus, che vi avevo già presentato qualche anno fa (post del 22/3/12); questi piccoli arbusti, appartenenti alla grande famiglia delle Scrophulariaceae, si trovano bene in Castello, data la loro predilezione per i vecchi muri, ed offrono la loro allegra e colorata fioritura per diversi mesi.

Allora, se riusciamo a separare il legame che unisce il fiore al degrado, possiamo goderci la bellezza di questi umili fiorellini e del balcone che hanno ricreato per la nostra immaginazione.

venerdì 14 aprile 2017

Il Gatto sull'Olivo

Forse ci ho preso gusto, dopo l'exploit fra i polloni della Fitolacca (post del 5/3/17), o forse semplicemente i gatti mi attraggono quando condividono la mia materia preferita, gli alberi.

Di fatto, ne ho beccato un altro, adagiato con eleganza sul tronco di un vecchio Olivo, e ve lo propongo.

Siamo in via Garavetti, nel grande giardino del complesso scolastico, ricco di molti Olivi, Carrubi, Cipressi ed altre belle piante; un bellissimo spazio per i bambini (quante altre scuole lo vorrebbero avere!) che meriterebbe però un poco di manutenzione in più.

Comunque il gatto apprezza questo spazio così come è, e, contrariamente al suo simile in mezzo ai polloni della Fitolacca, non si è sognato di spostarsi o degnarmi della minima attenzione.

lunedì 10 aprile 2017

I grappoli bianchi della Robinia

E' il suo momento. La Robinia pseudoacacia, albero normalmente poco appariscente e persino insignificante, ha la sua rivincita in primavera, quando propone le deliziose infiorescenze a grappolo.

Se poi ci si imbatte in un esemplare di buone proporzioni e simmetria, cosa non usuale per questo albero, il risultato estetico è assicurato.

Ecco allora l'esemplare giusto, all'incrocio fra via Galvani e via Tel Aviv, a Genneruxi; è quella che vi ho già presentato due anni fa (post del 26/4/15), bella per la fioritura e gradevole nell'insieme.

Aggiungiamo poi che in quei paraggi ci sono alcuni altri alberi interessanti, che meritano un giretto per i guardoni del verde: Tamerici, anch'esse fiorite in questo periodo, un enorme Pioppo bianco già censito dal blog (post del maggio 2011 e poi del 4/3/14), grandi Siliquastri, una Albizzia, Casuarine ed altro ancora.

Tornando alla nostra Robinia ed ai suoi fiori, ecco a destra un particolare delle infiorescenze e della tipica foglia composta.

E voglio ricordare un altro pregio di quest'albero, quello di  essere pianta mellifera per eccellenza, in quanto apprezzata dalle api, che da questi fiori producono un ottimo miele, detto, con nome improprio, di Acacia.

venerdì 7 aprile 2017

Oggi ci siamo, domani chissà.....ma perché?

Il post di oggi riguarda una notizia di quelle che gli esperti di TV e notiziari on line chiamano breaking news, dato che registra un evento avvenuto non più di un'ora da quando sto scrivendo: l'eliminazione di un meraviglioso esemplare di Pino delle Canarie (post del 13/12/10 ed altri)da un condominio di via Palestrina.

Ecco di che cosa stiamo parlando, in questa immagine tratta da Google Maps, scattata nel 2016.

Un bellissimo albero, aggettante sul marciapiede dalla recinzione del giardino condominiale, ben distante dalla palazzina abitata dai proprietari della pianta.









E questo è quello che è successo stamattina, ripreso da monte e da valle. Quattro colpi di motosega, e l'albero, vitale ed in piena "fioritura", non esiste più.



Ma perché? Possibile che ci fossero ragioni così forti (non poteva certo esserci pericolo per le radici, data la distanza dallo stabile) da pretendere l'abbattimento? Io non posso fare altro che ribadire quello che ho detto più volte, in particolare in un post del 2013 (post 7/12/13): un albero, pure privato, che abbia valenza estetica pubblica, non dovrebbe essere eliminato come un vecchio muro, ma solo dopo aver valutato con estrema attenzione le ragioni che suggeriscono l'eliminazione. Sarà avvenuto così, nel caso qui descritto?





giovedì 6 aprile 2017

Un altro Drago!

Ed è anche bello grande, il nuovo esemplare di Dracaena draco, Drago appunto, che vi presento oggi. Dopo gli esemplari storici dell'Orto Botanico (post 10/6/11) e di Buoncammino (post 11/11/14), forse quello odierno è il terzo per dimensione.

Eccolo qui: si trova all'ingresso di un bel palazzetto d'epoca, in via Mameli poco oltre l'incrocio con via Pola.

Ha ormai le dimensioni di un albero questa Dracena; considerando il numero di suddivisioni dei rami, numero dal quale si può dedurre approssimativamente l'età, dovrebbe avere una cinquantina d'anni.

Gli esemplari richiamati al primo capoverso con l'aggiunta di questo sono, a mia conoscenza, i più anziani della città; poi ce ne sono tanti altri più giovani, per esempio nel viale Regina Elena, ed anche in alcune aiuole spartitraffico (post del 12/6/15).

Gli esemplari non ancora ramificati, come per esempio quello fotografato nell'ultimo post citato, in viale Cimitero, non dovrebbero superare i 15 anni di età; infatti solo dopo questo numero di anni, approssimativamente, comincia la ramificazione.  Una pianta decisamente interessante, la dracena sangue di drago!

martedì 4 aprile 2017

Onore allo Schinus ed alla sua crescita

Lo Schinus molle, a noi noto fin dalle origini del blog (primo post a lui dedicato il 29/11/10), è tornato ad essere una bella realtà pubblica cagliaritana, dopo qualche decennio di appannamento.

Questo albero sempreverde della famiglia delle Anacardiacee, stretto parente del Lentisco e dello Schinus terebinthifolius, ai quali è accomunato fra l'altro dalle piccole bacche aromatiche rosa, affianca a presenze storiche, come quelle del viale Regina Elena, nuove presenze, come quelle delle recenti piazze del quartiere Fonsarda, in via dei Donoratico ed in via dei Giudicati.

Queste piazze, alle quali avevo dedicato un post poco dopo la loro inaugurazione (post 11/8/14), avevano ed hanno tuttora il difetto di sembrare delle spianate di cemento, poco verde e poco folto, ed assenza totale di una terza dimensione in rilevato per dare un po' di movimento.

E qui entrano in gioco gli Schinus, che salvano un po' la situazione: guardiamo le foto, che mi sembrano piuttosto esplicative.




Ecco la piazza su via dei Donoratico: un piccolo Leccio, arbusti macilenti e, sulla destra, due Schinus, invece già grandi ed ombreggianti.







E questa è la piazza su via dei Giudicati: stessa situazione, con lo Schinus in fondo che si distingue nettamente dagli altri alberi per la dimensione già acquisita.


Insomma il Pibiri burdu, nome sardo invero un po' offensivo per lo Schinus, è un albero che dobbiamo imparare ad amare di più, perché è pieno di doti: oltre alla bellezza intrinseca  ha anche una crescita veloce, che gli consente per esempio di mettere a disposizione una bella ombra già da adesso; ombra che si rivelerà preziosa nella calura estiva delle piazze citate, stemperando l'effetto fornace della spianata di cemento.