Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

venerdì 29 settembre 2017

Il re dei Tassi sardi

Credo di non offendere nessun Tasso, Taxus baccata,  fra i tanti esemplari ultracentenari che vivono nelle zone interne della nostra isola, se attribuisco il titolo di re al Tasso di Badde Salighes, in comune di Bolotana.


E' un esemplare probabilmente millenario, con il tronco cavo e barbuto della circonferenza di 7,50 metri, come si deduce dalla fotografia e dall'abbraccio delle due ragazze.


Ringrazio Ilaria che mi ha inviato la foto, e noto con piacere che il vecchio re è ancora in gamba, rispetto a quando l'avevo fotografato io (post del 26/8/11); d'altra parte, che cosa sono sei anni rispetto alle centinaia vissuti dal sovrano?



Non dovranno quindi offendersi gli esemplari del bosco di  Sos Nibberos (post del 22/10/12), né l'enorme solitario esemplare del Supramonte di Urzulei  (post 11/5/16), solo per citare alcune di queste meravigliose creature ataviche che accompagnano la nostra breve esistenza; il loro fratello di Badde Salighes ha dimensioni del tronco che rendono l'attributo di re dei Tassi sardi difficilmente contestabile!     







lunedì 25 settembre 2017

Piccola storia della Sterculia in fuga



Riassunto delle puntate precedenti:  3 giovani esemplari di Sterculia diversifolia, forse polloni di ricrescita da una vecchia ceppaia, se la dovevano vedere, in via Cavalcanti, con l'invadenza  di un gruppo di Ficus retusa.  Non potendo fuggire via, hanno intrapreso l'unica strada possibile, scappare verso l'alto. Successivamente, la potatura dei Ficus le ha rese  uniche protagoniste della piazzetta, come si vede dalla foto tratta dal post di allora (post del 15/11/14).  









Passano quasi 2 anni (post e foto del 19/6/16), e  le sorelle sono state ridotte ad un solo esemplare; quest'ultimo è diventato ancora più slanciato, per mettere la massima distanza fra sé e le chiome dei Ficus, che nel mentre si stavano riprendendo alla loro maniera.
 


Ed oggi?  Oggi la Sterculia, per quanto costretta ad una crescita anomala, con tronco sottile e nudo in basso, appare ben piazzata nella sua posizione vittoriosa, con la chioma che è andata a prendersi il sole molto al di sopra dei Ficus.

Questi ultimi intanto non hanno perso tempo ed hanno rimesso chiome possenti, che sono tornate ad essere, in questi giorni, rifugio di centinaia di storni.






I fastidiosi uccelli, prima scacciati con l'utilizzo delle reti (post del 1/8/14), poi con l'eliminazione delle chiome, oggi tornano ad essere il terrore di chi passa o staziona lì sotto.

E il domani che cosa ci riserva? Lo scopriremo alla prossima puntata!  

giovedì 21 settembre 2017

La Bella di notte, umile ma mirabile

La Bella di notte è un arbusto conosciutissimo, forse anche per il suo nome comune fortemente evocativo. Certamente meno noto, o praticamente sconosciuto,  è il nome scientifico, Mirabilis jalapa. 


Sono piante molto comuni e semi spontanee, molto facili da coltivare ed a volte con tendenza a divenire infestanti; qui a sinistra vediamo un arbusto in un giardino condominiale di via Palestrina.

La Mirabilis ha un fiore imbutiforme profumato, che si apre di notte per la gioia delle falene, e la caratteristica del tutto peculiare di poter avere fiori di diverso colore sulla stessa pianta.

Questa caratteristica, che probabilmente le ha guadagnato il nome di Mirabilis, ha fatto sì che all'inizio del secolo scorso la Bella di notte venisse utilizzata per gli studi di genetica ed ibridazione delle piante.


Nel caso del nostro arbusto, i fiori sono rosa e bianchi, come si vede anche nel primo piano a destra, dove i fiori bianchi si devono ancora schiudere (la foto è stata ripresa all'imbrunire).

Insomma, una volta di più si dimostra che non dobbiamo sottovalutare le piante cosiddette "povere", che magari non vengono vendute nei vivai, perché spesso sono quelle che ci sanno stupire.


giovedì 14 settembre 2017

La piccola Chorisia del Poetto

Anche il Poetto, patria di Lagunarie, Araucarie, Tamerici, Eucaliptus, ha la sua Chorisia insignis.

E' piccolina e seminascosta, ma molto graziosa, ben panciuta e, soprattutto, splendidamente fiorita.


Si trova in via Vulcano, dirimpetto al Lido, in piena zona di intasamento di auto parcheggiate, come si può notare dalla foto; è una zona poco visibile, e devo ringraziare Filippo per avermi segnalato questo gioiellino.



La fioritura è in corso, e vale la pena di andarla a godere anche perché i fiori sono ad altezza d'uomo ed hanno colori diversi, con l'interno dei petali che varia dal bianco al giallo; le due foto sottostanti danno conto di questa diversità di colori, originata probabilmente da ibridazione.










Un godimento per gli occhi, anche in mezzo alle lamiere!










domenica 10 settembre 2017

Eucalyptus dal fiore rosso, ma davvero?

Alzi la mano chi di voi conosce l'Eucalyptus con i fiori rossi: pochi davvero, io credo, di fronte ad una maggioranza schiacciante  di inconsapevoli, dubbiosi o addirittura negazionisti (ma quando mai, l'avrai confuso con un Callistemon!)

Io facevo parte, fino a ieri, della schiera degli inconsapevoli, ma da oggi non più: esistono eccome, e li abbiamo anche a Cagliari!

E non sono neppure difficili da trovare, se è vero che due esemplari si trovano nello slargo abbandonato subito dopo la rotatoria dove si prosegue il viale Campioni d'Italia (già viale Poetto) o ci si immette nel viale San Bartolomeo; nella foto l'Eucalyptus rosso è proprio al centro della biforcazione fra i due viali.

Siamo dunque in un luogo abbandonato, anche se in posizione perfettamente visibile: si tratta del terreno della ex sede dell'ETFAS, oggi di proprietà della Regione ed in rovina da moltissimi anni.
Evidentemente l'abbandono e la mancanza di acqua non hanno scoraggiato il gruppetto di 4 Eucalyptus camaldulensis  (due con i fiori bianchi e due rossi) che occupano la prima parte di questo slargo.

Come notiamo dalla foto di gruppo a destra, i 4 appaiono piuttosto in buona salute, anche se sono piccoletti (e questo non è un certo per noi un difetto, con riferimento all'estetica degli Eucalyptus).

Il Camaldulensis è, contrariamente a quanto si potrebbe pensare vedendo questi esemplari, la specie più comune qui da noi (post del 14/1/11), anche se di norma ha i fiori giallastri ed un'altezza molto maggiore.


Guardate invece quanto sono gradevoli questi fiorellini rossi, che esplodono con decine e decine di stami dal ricettacolo legnoso dotato di un coperchio a forma di rostro, che dà il nome comune alla specie, Eucalipto rostrato. 

Insomma questi esemplari peculiari,  forse frutto di ibrido date le differenze rispetto agli esemplari standard, ci fanno un po' riappacificare con un albero oggetto di molto fastidio e contumelie,  un po' per la sua invadenza, un po' per le piantumazioni scriteriate  effettuate nel secolo scorso a scapito di specie autoctone.

mercoledì 6 settembre 2017

Un altro splendido giardino verticale; ed il nostro?

Il post odierno prende spunto dalla lettura di un recente articolo di stampa, che, parlando del CaixaForum di Madrid,  metteva in risalto la bellezza del giardino verticale realizzato dal botanico francese Patrick Blanc.

Ecco una fotografia, scaricata da Internet,  che presenta il centro culturale ricavato da una vecchia centrale elettrica ed a fianco la splendida parete giardino di 460 metri quadri, con una altezza di 24 metri.

Io vi ho già presentato il sig. Blanc, inventore del giardino verticale ed artefice di tante realizzazioni (post del 15/8/11), quando ho parlato per la prima volta del nostro piccolo giardino verticale, in piazza Maxia.

Mi piace tornare ogni tanto su questo argomento, e sul nostro giardinetto verticale (post del 28/5/15  e del 7/7/16), per cercare di capire perché la nostra realizzazione cagliaritana non riesce a decollare, e necessita di interventi con frequenza troppo elevata.

Va detto infatti che queste realizzazioni sono molto costose, ma proprio per questo assicurano poi costi di mantenimento modesti, ed autonomia vegetativa per tanti anni: perché a Cagliari non è così?
Una possibile ragione è il clima, e le temperature troppo elevate; ma non mi risulta che a Madrid ci sia fresco d'estate, e la nostra maggiore umidità dovrebbe andare semmai a vantaggio del benessere di un giardino verticale. E allora?

Di fatto il nostro è in condizioni che definirei discrete, non di più: abbastanza ricco di specie e di fioriture, ma ogni tanto con zone nude, come affette da "alopecia"; qualche zona sofferente e lavori in corso inspiegabili, come si vede dalla foto.

Insomma, un lavoro riuscito a metà, che richiede un susseguirsi di interventi per evitare il degrado; non esattamente quanto previsto per la gestione di questi giardini, se ben realizzati.

Allora, ipotizzo, la poca altezza del nostro giardino ha consentito una realizzazione in economia, scaricando sui costi di gestione i minori costi di impianto, o non è vero quello che sostiene il sig. Blanc, che in un giardino ben realizzato i costi di gestione sono modestissimi? O veramente Cagliari ha un clima infernale, e questo è il massimo che si poteva ottenere?

Sarebbe bello che i nostri amministratori del verde pubblico fornissero un onesto resoconto di questa installazione, a vantaggio di quei progettisti e committenti privati che volessero realizzare pareti verdi verticali in nuovi fabbricati, creando valore aggiunto per tutta la città.

sabato 2 settembre 2017

L'estate dei Tigli cagliaritani

Il Tiglio, Tilia vulgaris,  è uno splendido albero purtroppo poco adatto alla nostra città, come abbiamo affermato fin dagli albori del blog (post del 1/11/10).  Troppo calda la nostra estate, l'irraggiamento estivo brucia le foglie e rende l'albero color ruggine.




Ecco come si presenta oggi il filare di Tigli sulla strada che porta dal viale Marconi a Selargius: gli alberi sembrano malati, sono soltanto cotti dal sole.



  A destra un singolo esemplare; il colore sembrerebbe quasi un vezzo, se non fosse che l'albero sta soffrendo, ed attende con impazienza l'autunno per poter finalmente perdere queste foglie già morte anticipatamente.

Ma, avevamo anche detto, non sono tutti in queste condizioni i nostri Tigli; stanno un po' meglio quelli di via Del Sole (post 29/7/14)  e stanno molto meglio quelli del viale di accesso al parco di Terramaini (post del 16/5/12).

 

Eccone uno, che ho fotografato alcuni giorni fa: direi che le condizioni sono nettamente diverse, o no?

Naturalmente, le dimensioni restano quelle di alberelli, il tronco gracile e l'altezza modesta, niente a che vedere con gli esemplari del nord Italia o delle grandi città europee, Parigi, Londra o Berlino, che ha dedicato ai Tigli un viale secolare (vedi ultimo post citato).

Ma non è nemmeno sempre vero che stentino a crescere a Cagliari; ho scovato un esemplare privato che smentisce questa mia affermazione. Si trova in un giardino di via Giusti , eccolo qui sotto.


Un esemplare di tutto rispetto, bello e con una altezza che supera abbondantemente i tre piani della palazzina che lo ospita nel suo giardino; credo di poter dire che questo è il Tiglio più grande che ci sia a Cagliari.

Insomma, pur confermando che il Tiglio non è un albero molto adatto al nostro clima, possiamo però affermare che con la giusta esposizione, il terreno adatto e l'aiuto di un innaffiamento regolare, è in grado di offrire le sue bellezze anche da noi.

In definitiva: no alle alberature stradali, sì a esemplari curati in parchi e zone limitrofe.