Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Nascosti angoli verdi di città

post del 12 novembre 2012, via Caboni
post del 2 luglio 2012, via Boccaccio
post del 7 febbraio 2012, piazza Abbo
post del 31 gennaio 2012, campi sportivi ENEL
post del 7 giugno 2011, piazza Generale Basso

lunedì 9 dicembre 2019

Il Fico sicomoro

Abbiamo già parlato del Ficus sycomorus, stretto parente del nostro Fico, Ficus carica, ma non presente alla nostra latitudine.

E infatti ne abbiamo parlato solo a titolo di chiarimento, per cercare di superare la confusione ingenerata dal nome Sicomoro, attribuito contemporaneamente a due specie arboree senza alcuna parentela fra loro, appunto questo Fico da una parte e l'Acero di monte (soprattutto negli Stati Uniti) dall'altra (post del 13/5/12).

Oggi invece, grazie alla gentilezza di Wilma che ringrazio, vi presento in fotografia il Fico sicomoro, ad una latitudine che per lui comincia ad essere consona (anche se ancora troppo a nord), cioè quella dell'isola di Madeira, ad ovest del Marocco.

Guardate la peculiarità di questo albero, carico di  siconi, le infiorescenze carnose di cui ben conosciamo le cugine nostrane, commestibili e gustose dopo l'impollinazione e la maturazione.

I siconi dell'albero ripreso a sinistra, mi dice Wilma, sono durissimi; i motivi possono derivare dalla stagione, dalla latitudine ancora troppo alta, dalla mancata impollinazione.



Ecco a destra un particolare del tronco di questo Sicomoro, che ci mostra i fichi aggrappati al tronco.

A proposito dell'impollinazione dei siconi, rimando a quanto detto in un post dedicato al Ficus carica e ad alcuni esemplari cagliaritani (post del 13/8/17); un processo, quello che consente la maturazione dei frutti, di grande fascino, che richiede agli imenotteri preposti dalla Natura di incidere il siconio e trasportare il polline da un fiore all'altro.

Nel caso del Sicomoro, pare che nell'antico Egitto venisse praticata manualmente l'incisione del singolo frutto, per facilitare il processo; se mi posso permettere una battuta, va bene che la manodopera costava poco, ma che fatica! 



 

domenica 1 dicembre 2019

Richiamo per il Corbezzolo

I lettori più affezionati lo sanno, che ogni tanto mi capita di fare un richiamo, specie per le piante che si mettono in particolare evidenza in un determinato periodo dell'anno: l'ho fatto per la Chorisia, e la sua strepitosa fioritura di ottobre, l'ho fatto per la Dipladenia, e la sua generosa  fioritura di novembre, non posso non farlo per il Corbezzolo, Arbutus unedo, e la sua elegante fioritura di dicembre.

E il corbezzolo, come già precisato in precedenti post (p.es. post dal titolo bizzarro del 10/12/12) ha la peculiarità di proporre in esposizione il nostro tricolore nelle foglie, nei fiori e nei frutti.


Ecco qui allora il nostro modello di quest'anno, ripreso nelle campagne di Pula. Le copiose recenti piogge non sono riuscite a strappare  tutti i delicati fiorellini, piccoli orci bianchi con la pancia gonfia raccolti in grappoli penduli, che fanno da cornice alla bacca rossa e verrucosa.

Una curiosità: il nome "unedo" fu attribuito al Corbezzolo da Plinio il Vecchio, con la valutazione ingenerosa che dopo un assaggio del frutto passasse la voglia di mangiarne altri; valutazione che non mi risulta abbia riscontro pratico, anzi vale semmai il contrario, cioè il suggerimento di non esagerare!

Quindi gustiamo pure i corbezzoli, nelle campagne intorno alla città ma forse anche in qualche esemplare dei nostri parchi cittadini!