Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

mercoledì 15 settembre 2021

Il verde fra i colori pastello di un tramonto cagliaritano

Oggi facciamo un post-cartolina, approfittando di un tramonto magico di quelli che Cagliari sa offrire a fine estate ed in autunno, con la partecipazione di un cielo parzialmente nuvoloso che mette in risalto la luce radente.

Ecco piazza Yenne e lo sfondo di Castello, con i colori naturali che io non ho ritoccato in alcun modo.

Apprezzata la bellezza dei colori pastello dei fabbricati, per rispettare la missione del blog ne approfittiamo per fare un "ripassino" del verde che appare nell'immagine.


Da sinistra, vediamo i grandi Ficus retusa di piazza Yenne; poi saliamo di quota, e troviamo a ridosso della Torre dell'Elefante alcune residue Robinie di via Cammino Nuovo, seguite poi dal gruppo compatto di chiome dei Pini da pinoli nel cortile del Rettorato. Nello stesso cortile spicca uno dei simboli cagliaritani, la Washingtonia filifera eternata in migliaia di fotografie (post del 28/11/10).  
Ritornando al livello della piazza, notiamo a destra alcune Cycas ed un altro paio di Washingtonie che contornano la statua di Carlo Felice.


venerdì 10 settembre 2021

Il verde dell'aspra e selvaggia Ogliastra

Aspra, selvaggia e meravigliosa Ogliastra. Una regione che custodisce, soprattutto nelle sue zone interne, bellezze indescrivibili, spesso nascoste e per questo tanto più apprezzabili quando si incontrano.

Bellezze che sono strettamente connesse con il verde e gli alberi, perlomeno con quelli che sono rimasti dopo i terribili disboscamenti  dell'800. Parliamo di Tassi, Agrifogli, Ontani, Carpini, Ginepri e, naturalmente, Lecci e Roverelle, le due specie di Querce di gran lunga più presenti in queste zone. Anche loro fanno parte a pieno titolo delle bellezze nascoste, dato che spesso sono sopravissute al taglio indiscriminato proprio per la posizione difficile da raggiungere.

Abbiamo parlato tante volte delle bellezze verdi ogliastrine, aggancio qui solo alcuni titoli (post 31/1/1511/3/20 , 7/1/14   23/4/15  ) fra i tanti.

E passiamo alle fotografie attuali.


Ecco una splendida ed antica Roverella, Quercus pubescens, che guarda il lago dell'Alto Flumendosa. Se mi posso permettere una notazione personale, questo è un albero che amo molto, perché è stato il centro di molte ore di gioco della mia infanzia, nei lontanissimi anni 50 del secolo scorso.

Questo albero, a noi bambini di allora noto come Quercia Madre, è stato colpito dal fulmine nella parte posteriore, ma pare che resista piuttosto bene, anche ad annate di grande siccità estiva come quest'anno.



Ed ecco una coppia di Ginepri rossi, Juniperus oxycedrus, in meraviglioso accostamento con le retrostanti rocce, nella zona a nord di Perda Liana ed a sud  delle maggiori alture del Gennargentu, fino a Punta La Marmora.



Due Lecci, Quercus ilex, che competono e convivono con le rocce dei laghetti di Bau Mela, Alto Flumendosa, dei quali si intravede una conca dall'acqua verdissima in basso. 

Vi posso dire, come nota di costume, che quando ci sono stato io c'erano alcune persone che si godevano un bagno, sicuramente rinfrescante, in questa conca.




Infine, una foto simbolica di questa Sardegna primordiale, dove gli eventi si misurano in millenni; vediamo i grandi massi di granito, spaccati in forme bizzarre, ed un Leccio che resiste abbarbicato, immergendo le sue radici fra queste rocce sicuramente poco prodighe di nutrimenti.

sabato 4 settembre 2021

Visita periodica alla splendida Araucaria ogliastrina

 L'Araucaria ogliastrina di cui parliamo è lo splendido e rarissimo esemplare di Araucaria araucana che vegeta a Villanova Strisaili, e che avevo presentato nel lontano 2011 (post del 30/12/11), dopo avere parlato di questa specie già nel 2010, presentando la famiglia di queste meravigliose conifere (post del 17/12/10).

Eccola qui, bellissima nel colore verde carico delle sue foglie spinose, simmetrica e cresciuta molto rispetto a 10 anni fa, anche se è sempre un "nanetto" rispetto alle altezze che raggiunge nei suoi paesi di origine, il Cile e l'Argentina. 

Dicevamo che è un albero rarissimo in Sardegna, tanto più in una zona dove sono di casa le splendide Querce, e le uniche conifere sono quelle oggetto dei vari interventi di rimboschimento effettuati nella zona ogliastrina.

Insomma, parlando fra il serio ed il faceto, ritengo che questo albero potrebbe essere inserito fra le bellezze della zona, e suggerito come attrazione turistica!




Ecco a destra il primo piano di un cono tondo,  anch'esso dotato di spine per non essere da meno rispetto ai rami che lo circondano, con le loro squame appuntite.
Uno spettacolo straordinario, anche per la sua rarità. 

  


martedì 24 agosto 2021

La Plumeria finalmente fiorita

 E' pigra la Plumeria rubra, non c'è dubbio; o forse consapevole della bellezza del suo fiore di porcellana (post 8/9/16  e 14/8/20), ce lo fa desiderare prima di decidersi a produrlo.  Di fatto la pianta resta nuda fino a giugno, completamente priva di foglie; poi però quando si decide fa le cose in fretta e bene, e ad agosto dopo aver messo su le belle foglie lanceolate comincia a produrre i fiori profumati.



Ecco la prima produzione di quest'anno dell'esemplare di via Mascagni, arbusto piccolino con i fiori rosa. Ricordo la caratteristica di questi fiori, quella di mantenere la loro bellezza a lungo anche dopo recisi, tanto da consentire il loro uso per comporre affascinanti intrecci.


A destra invece i fiori bianchi dell'esemplare, un vero e proprio alberello, di via Lombardia.

E' probabile in realtà che ambedue gli esemplari fotografati appartengano alla varietà Plumeria alba, per evidenti motivi.

Non posso che ribadire che sarebbe bello trovare esemplari di Plumeria, detta anche Frangipane,  anche nel verde pubblico.


  

venerdì 20 agosto 2021

E torna la fioritura del Giglietto di mare

Molte nostre meravigliose e bianche spiagge presentano, alla fine della loro estensione verso la campagna retrostante, una zona intermedia, che non è più spiaggia e non è ancora campagna: questo è l'habitat naturale del Giglietto di mare, Pancratium maritimum, affascinante fiorellino bianco con una storia riproduttiva ricca di fascino, della quale vi ho parlato (post del 18/8/17   e del 6/11/17).


Anche quest'anno, puntualmente, è tornato a farci compagnia e ad offrirci un ulteriore godimento oltre a quello della spiaggia e del mare.

Ecco qui un esemplare, che si offre alla vista in tutto il suo delicato candore, elevandosi dalle sue stesse foglie e da alghe essiccate dal sole.

Questa immagine in campo lungo ci consente di apprezzare l'habitat di cui vi dicevo, mentre all'estrema sinistra della foto si intravede la spiaggia, alcuni ombrelloni ed il mare.

Le foto provengono dalla spiaggia di Cala Pira, nella nostra splendida costa sudorientale, e ringrazio Mario per avermele inviate anche quest'anno.

Se è vero che la presenza di questi giglietti, sempre più rara nelle coste della penisola, denota un buono stato di conservazione dell'ambiente naturale rispetto ai disastri perpetrati dagli umani, possiamo stare abbastanza tranquilli sul futuro delle nostre spiagge sarde; e ci riferiamo non solo alle spiagge isolate e difficilmente raggiungibili ma anche a quelle, come Cala Pira, molto frequentate nel periodo estivo.   


  


    

lunedì 16 agosto 2021

Gli alberi che soffrono il caldo nella nostra città

 E' un argomento che ha interessato il blog fin dalla sua nascita, quello degli alberi non adatti alla nostra città (post del 1/11/10 e del 23/12/10). Avevamo anche individuato le principali motivazioni, e cioè l'altitudine sul livello del mare, la latitudine, l'ambiente non adatto; tutte queste motivazioni si concentrano, un po' semplificando, nel fatto che questi alberi sono inadatti perché non sopportano il nostro caldo estivo.

E siccome nel nostro caldo estivo in questi giorni siamo dentro fino al collo, ho ripreso l'argomento andando a visitare alcuni alberi già indicati come inadatti.


Ecco una foto di dettaglio del Platano di piazza Islanda a Genneruxi, che mostra le foglie macchiate o ingiallite.

Questo Platano non è di per sé un bell'esemplare, e certo non fa bella figura se confrontato per esempio con i Carrubi che lo circondano, a prescindere dal periodo dell'anno; però in questo periodo la situazione diventa ancora più critica.


E, visto che mi trovavo in zona, ho fotografato la situazione di un Tiglio in via Dell'Abbazia, che si trova in corrispondenza del numero civico 31, di cui vediamo un particolare del fogliame qui sotto.




Vediamo molte foglie orlate di marrone, e l'aspetto d'insieme sofferente. Le foglie vengono bruciate dall'irraggiamento, e l'albero non ha strumenti per opporsi e mettere in atto strategie difensive, come invece fanno altre specie, per esempio i Pini, che perdono aghi più del dovuto salvando quelli più robusti.

Ed anzi questo Tiglio non sta tanto male, se lo confrontiamo per esempio con il filare sulla strada che porta dal viale Marconi a Selargius (post del 2/9/17).  



E questi sono Ippocastani sofferenti in via Castiglione, anch'essi con le foglie orlate di marrone e l'aspetto d'insieme della pianta abbrutito.

Ci fermiamo qui, per non intristirci anche noi; anzi direi che possiamo terminare con una nota positiva, affermando che non tutti gli alberi delle specie citate si comportano allo stesso modo, e molti esemplari, vuoi per le condizioni di esposizione o innaffiamento, vuoi per caratteristiche intrinseche della singola pianta, riescono a fare fronte senza grandi sofferenze.

Penso per esempio ai Tigli del viale di ingresso verso il parco di Terramaini, o agli stessi Ippocastani di via Castiglione.


Per esempio l'esemplare qui a destra, di cui vediamo un particolare, non ha le foglie molto sofferenti, ed ha addirittura preparato i suoi affascinanti frutti.

Insomma direi che il mio giudizio di più di 10 anni fa sugli alberi non adatti a Cagliari possa essere un po' rivisto, se siamo disposti  a qualche svantaggio estetico e di crescita, a vantaggio però della varietà delle specie presenti che abbelliscono le nostre strade e piazze.



martedì 10 agosto 2021

I frutti del Ginkgo biloba

 Il Ginkgo biloba, pianta bellissima e tante volte trattata nel blog a partire dal 2010 (post del 30/10/10), è una pianta dioica, cioè ha sessi separati in piante diverse.

La stragrande maggioranza degli esemplari che vengono utilizzati in ambito cittadino, e Cagliari non fa eccezione, sono di sesso maschile, e quindi non producono i frutti che sono all'origine di questa scelta. Infatti i frutti del Gingo, giungendo a maturazione, producono un odore sgradevole, addirittura fetido per taluni autori. Io non lo ho mai sentito, ma mi riprometto di farlo.


Comunque questo aspetto negativo degli esemplari femmina è sfuggito ai nostri amministratori del verde quando hanno impiantato il filare di viale Trento, e ad un esemplare di viale Trento si riferisce la fotografia; o forse hanno ritenuto che la distanza dalle abitazioni ed i pochi passanti fossero ragioni sufficienti per piantare anche esemplari femmina.

Quale che sia la ragione, in viale Trento ci sono esemplari femminili, ed io ne sono contento, dato che le drupe tonde riunite in mazzetti hanno un aspetto molto gradevole, almeno in questa fase della loro maturazione, e ci consentono di completare la conoscenza di questa pianta.

Insomma possiamo testimoniare un altro dei tanti aspetti di interesse di questo straordinario albero, che già vanta la caratteristica di essere pianta fossile, di avere una foglia di forma rarissima, di possedere il segreto dell'immortalità e ancora, ultimo ma non ultimo, di produrre uno splendido foliage autunnale. Tutti questi aspetti sono stati trattati dal blog, ed una semplice ricerca vi consentirà di ritrovarli, e di apprezzare al meglio i nostri amati Gingo.

giovedì 5 agosto 2021

Una interessante mostra sui viali alberati cagliaritani

E' stata di recente aperta, al Ghetto di via Santa Croce, una mostra che ricostruisce la storia dei viali alberati cagliaritani, dall'inizio dell'ottocento in poi.

E' una mostra affascinante, soprattutto per chi ama la nostra città, perché ripercorre più di due secoli di storia e progresso (e talvolta regresso) cagliaritani ed estrapola una possibile condizione futura, supportata da valutazioni e suggerimenti.

Un aspetto certamente interessante è quello che la mostra non è "governativa" e non mancano le critiche, per esempio per quanto riguarda la perdita di alcuni tratti caratteristici di importanti viali cittadini, quale il viale Diaz o ancor più il Largo Carlo Felice; insomma si possono fare stimolanti riflessioni attraverso la lettura dei pannelli esposti.

I pannelli sono accompagnati da splendide fotografie, spesso riprese da posizioni nuove o mediante droni, o riprese da "Sardegna Foto Aeree"; per esempio nel pannello fotografato a sinistra vediamo le Jacarande fiorite in via Dante, che accompagnano il titolo della mostra.

Viene esposto chiaramente il quadro della situazione dei viali alberati, con tavole sinottiche ed indicazione delle principali specie arboree utilizzate; insomma pane per i denti dei più affezionati lettori del blog, che spero ritroveranno tante informazioni e valutazioni che vi ho fornito nel corso degli anni.
Le tavole sinottiche sono organizzate per periodo di prima installazione dei viali alberati, altro elemento di interesse per valutare la capacità/volontà degli amministratori del verde di conservare o modificare le scelte originarie.


Dicevamo di foto aeree: guardate questa a destra, che ci fa vedere il "tubo" verde di Ficus retusa che va da piazza del Carmine a piazza Trento: veramente notevole!
 



E qui a sinistra due immagini dall'alto del viale Buoncammino e del viale Trieste.

Dicevamo di una possibile situazione futura dei viali cagliaritani; c'è infatti un pannello dedicato a questo, dove si dà la giusta, enorme importanza che hanno i viali alberati nel loro valore culturale e monumentale, e in definitiva nel migliorare la vita e la salute dei cittadini.

Mi fermo qui, anche se ci sarebbe tanto da dire e da raccontare. Spero di avervi stimolato ad andare a vederla; non è una mostra "eclatante" con piante vive o grandi invenzioni sceniche, ma i tanti pannelli sono fatti bene e contengono veramente tanto lavoro.

Non manca la bibliografia, ed il riferimento a nomi importanti nella storia del verde cagliaritana, da Gennari a Visca a Piccaluga fino a Siro Vannelli.

Termino precisando, anche se credo che sia molto chiaro,  che le fotografie che vi ho presentato sono immagini da me riprese, ed in qualche caso ritagliate, di pannelli della mostra. Spero che non me ne vorranno gli organizzatori ed i fotografi. 




domenica 1 agosto 2021

Una novità assoluta, il Carpino nero

Una novità assoluta per il blog, naturalmente, dato che è la prima volta che presento questo interessante albero. E c'è un perché: il Carpino nero, Ostrya carpinifolia, è un albero raro in Sardegna, e cresce esclusivamente in alcune zone montane della Barbagia e dell'Ogliastra, associato a Leccio e Roverella.

A Cagliari poi, non sapevo proprio che esistessero esemplari, finché l'altro giorno me ne sono trovato uno davanti, camminando in via Cagna. Si trova in un giardino condominiale, a destra venendo dall'Amsicora, quasi alla fine della strada. Eccolo qui.


Ed è anche un esemplare piuttosto grande, come si vede, anche se cresciuto in forma arbustiva e piuttosto disordinata.

Gli elementi che caratterizzano il Carpino nero sono le foglie, con il margine doppiamente seghettato, ed i fiori costituiti da lunghi e penduli amenti che compaiono in primavera.

Ma la cosa più caratterizzante sono i frutti, o meglio le infruttescenze, che guarda caso sono attualmente presenti nel nostro esemplare, e meritano assolutamente di essere viste ed apprezzate. 

Osserviamo meglio queste peculiari infruttescenze.


  
In questa foto, che ci consente anche di vedere meglio le foglie, notiamo questa sorta di pigne di colore caffelatte, di cui l'albero è attualmente carico.

Quelle che sembrano squame sono in realtà brattee, saldate in coppia in forma di scudo, che trattengono i piccoli semi attaccati alla base. 

L'involucro costituito dalle brattee così accoppiate, leggerissimo e pieno d'aria, costituisce il cosiddetto organo di volo, cioè quello che aiuta il singolo seme ad approfittare del vento per farsi trasportare il più lontano possibile dalla pianta madre, e massimizzare la diffusione della specie.

Una delle tante meraviglie dei nostri fratelli vegetali, perfezionate nell'arco di decine o centinaia di migliaia di anni, per assicurarsi la discendenza.

giovedì 29 luglio 2021

La Fitolacca - Ippopotamo

 "Si chiede a tutti coloro che passano qui a fianco di prestare la massima attenzione, perché l'Ippopotamo Dormiente potrebbe svegliarsi all'improvviso dal suo lungo sonno e costituire un pericolo"

Ecco il contenuto di un cartello, stile Zombie, che potrebbe fare bella mostra di sé davanti all'ascensore che collega il viale Regina Elena con il Bastione S.Remy.

Al di là della sciocchezzuola, questo enorme piedone della Phytolacca dioica che vive qui ha effettivamente un fascino inquietante.  La Fitolacca è un albero che si fa notare, su questo non c'è dubbio; ne abbiamo parlato tante volte, e ricordo gli esemplari del viale Regina Elena, di Porta Cristina e di piazza Indipendenza, ma anche del Poetto e di via Sauro, ed altri ancora.

Questo albero però ha una particolarità in più, anzi due: una è il piede e le sue mostruosità, l'altra è il fatto che ci è consentito ammirare anche le chiome mentre saliamo o scendiamo con l'ascensore che gli corre a fianco. Se i giardinieri comunali lasciassero fare a questo grande albero, sono certo che nel giro di un paio di anni si "mangerebbe" l'ascensore e quello che gli sta attorno. Quindi, attenzione all'ippopotamo!  


venerdì 23 luglio 2021

Le Carisse alle porte di Castello

 Ricordate la Carissa macrocarpa? E' un bellissimo arbusto, di origine tropicale,  che vi ho presentato nel 2014 (post 1/10/14), riferendomi agli esemplari presenti a Sant'Elia, di fronte al Lazzaretto. E sempre a quegli esemplari mi sono riferito successivamente, per vantare le tante bellezze di questa pianta, comprese le bellissime spine. 

Successivamente (post del 2/7/17)   vi ho portato ad Arzachena, per presentarvi un grande arbusto di Carissa inserito splendidamente in un resort turistico.

Però mancavano, per chi avesse trovato scomodo arrivare a Sant'Elia per non dire ad Arzachena per ammirarli, esemplari più centrali, considerato che la presenza di questo arbusto è piuttosto rara a Cagliari. Ecco perché vi presento con piacere alcuni esemplari in pieno centro città.

Siamo alla fine del Viale Regina Elena, di fronte ai Giardini Pubblici, e l'arbusto è ornato qua e là dai fiorellini bianchi. 

Una fioritura non esagerata, ma che ha la particolarità di riproporsi più volte nel corso dell'anno, come è tipico di diversi arbusti di origine tropicale, che fioriscono e fruttificano in modo sporadico.



Ed ecco le bellissime spine biforcute che probabilmente, ed ingiustamente, ne hanno determinato la modesta presenza in città (post del 10/9/15 e del 6/2/17).

Comunque anche in questo caso, come a Sant'Elia, gli arbusti si trovano in posizione che non facilita "incontri ravvicinati" con le loro acuminate armi di difesa. 

Insisto nel ritenere che le spine non devono essere un deterrente per la diffusione di belle piante, con la sola attenzione per i bambini più piccoli; per noi adulti vale il rispetto dovuto a tutto quello che è diverso da noi, anche se ci potrebbe fare male con le sue armi di difesa.



 

domenica 18 luglio 2021

Il maschio del fossile vivente ed i suoi gioielli

Fossile vivente è un attributo appropriato per la Cycas revoluta, dato che questa pianta di grande fascino appartiene alla divisione delle Gimnosperme, le piante più antiche comparse sulla Terra (post 9/7/13). 

Ed è tanto più interessante in quanto, eccezione nell'eccezione, è una pianta dioica, e lo dimostra in maniera piuttosto evidente, con il grosso strobilo per gli esemplari "maschi", compresso e poi allungato (post citato ed altro del 9/8/13), ed il bouquet di frutti rossi per gli esemplari femmina (post del 24/11/17).


Date le premesse, non potevo lasciarmi scappare un paio di  esemplari maschi di Cycas, in piazza Indipendenza, che mostrano con orgoglio i loro gioielli, con le squame aperte nella fase di rilascio del polline; compiuto il loro dovere, si seccheranno in fretta, lasciando il testimone alle femmine, a cui competerà produrre i semi delle nuove vite. 

A conclusione della bella storia delle Cycas segnalo che Cagliari custodisce molti esemplari, ed in particolare nella zona della foto odierna e nelle zone limitrofe, che comprendono la Cittadella dei musei e piazzetta Mafalda di Savoia. Quindi quando passate in zona ricordatevi di aggiungere, agli sguardi di ammirazione per questi luoghi, gli sguardi dovuti alle Cycas revoluta. Sarà una pianta fossile, ma è certamente viva ed attiva, e ci tiene a mostrarlo!
 

lunedì 12 luglio 2021

La Tipuana, dopo il tappeto giallo, passa alla produzione di farfalline

Un paio di settimane fa, parlando di fake news, ho usato una grande Tipuana speciosa/tipu dell'Orto Botanico come causa incolpevole del falso, in quanto generatrice del meraviglioso tappeto di fiorellini gialli sotto di sé, che cadendo sono andati ad adornare nel caso specifico anche l'arbusto di Pungitopo.

Per farmi perdonare da tutte le Tipuane cagliaritane di questo utilizzo improprio della loro bellezza,  vi presento oggi l'inizio della loro nuova fatica, cioè la produzione dei frutti.

Ed ecco un paio di giovanissimi frutti, che si distinguono in questa foto per il colore verde chiaro e la trasparenza dell'ala che contiene il seme, e che fa intravedere la fogliolina sottostante.

E sì, l'achenio alato che costituisce il frutto ha proprio l'aspetto dell'ala di una farfallina, come lo avevo definito in passato (post del 2/10/13), o forse ancor più di una libellula.



Questa in foto piccola è la grande Tipuana che sta producendo i frutti di cui sopra, nel giardino del complesso fra via Dante e via De Gioannis, dove vivono alberi piuttosto interessanti (post del 22/5/18).




Parlando di Tipuane, non poteva mancare, qui a sinistra, un esemplare dell'omonimo viale, come era stato da me nominato il percorso del Parco della Musica a loro dedicato (post del 22/6/15); queste Tipuane le abbiamo conosciute ed osservate durante la loro crescita, invero molto veloce, avvenuta nell'arco di una decina di anni.

Ricordo infine gli esemplari storici  di via San Vetrano e del viale Trento, anch'essi presentati a suo tempo nel blog, che completano questa veloce carrellata odierna sulle Tipuane e sulla bellezza dei loro fiori e frutti.

   

  

   

sabato 3 luglio 2021

La Parkinsonia del Banco

Chiunque abbia letto, anche distrattamente, i post del blog, sa di che cosa parlo, accostando i nomi del titolo: parlo del caposaldo di Parkinsonia aculeata che vive nel bel giardinetto pubblico antistante il Banco di Sardegna, in viale Bonaria.

Parlo di un albero molto trattato nel blog, dalle origini del medesimo (post del 12/11/10); in quel post vantavo la tenerezza delle foglie composte ricadenti, e dei loro piccolissimi segmenti fogliari. E poi ne ho parlato ancora nel nel 2011, nel 2015, nel 2018, nel 2020, presentando anche altri esemplari, come quelli del giardinetto roccioso di via Della Pineta.

E non mi vergogno di ripetermi, quando la Parkinsonia si presenta fiorita, come fa qui a fianco quella del Banco, riempendosi dei suoi affascinanti fiorellini che dureranno per tutto il mese di luglio.

Uno spettacolo per gli occhi, che giustifica l'utilizzo di quest'alberello per l'abbellimento di giardini, soprattutto in forma di arbusto; si vedano per esempio gli esemplari del citato giardino roccioso di via Della Pineta.

La Parkinsonia fa parte della famiglia delle Cesalpiniacee, che si distingue per l'abbondanza delle specie produttrici di bellissimi fiori, a cominciare dalla Caesalpinia gilliesii, di cui vi ho parlato recentemente (post del 9/5/21), per non dire della Bauhinia variegata.




Ed ecco qui a destra un gruppo di fiorellini, piccoli  calici con i petali di colore giallo pallido, fuorché il vessillo di colore rosso, che contribuisce non poco alla gradevolezza dell'insieme.
 

Termino con una curiosità: il nome di quest'albero onora il botanico inglese John Parkinson vissuto nel diciassettesimo secolo, che nulla ha a che fare con il medico che ha dato il nome al famigerato morbo.

martedì 29 giugno 2021

Il Pungitopo fiorito

Oggi parliamo di fake news, che purtroppo vanno molto di moda in questo periodo. Siamo infatti circondati da fake news, altrimenti dette fandonie, patacche, bufale, balle. Comunque notizie false, pericolose quanto diffuse.

Allora voglio esercitarmi anch'io con il post odierno, presentandovi il Pungitopo, Ruscus aculeatus, fiorito.

Guardate che simpatico, questo arbusto di Pungitopo ripreso l'altro giorno, carico di fiorellini gialli!

Ci avete creduto? Spero di no, perché si tratta di una balla, ed anche grossa. Innanzitutto il nostro simpatico Pungitopo (post del 3/3/20) fiorisce in primavera, poi i fiorellini non sono gialli ma verdolini, infine nella foto appaiono poggiati ai rami, piuttosto che attaccati alle foglie, come li produce la pianta.

D'altronde, se guardate i bordi della foto, si nota un tappeto di questi fiorellini che circonda il nostro arbusto.
E allora? E allora il nostro arbusto di trova, e siamo precisamente all'Orto Botanico, sotto l'ombrello di una enorme Tipuana speciosa o tipu, che in questo periodo si libera delle migliaia di fiorellini gialli (post del 12/6/11, fra gli altri), generando appunto un affascinante tappeto sottostante e, all'apparenza, la nostra fake news odierna. 

Chiedo scusa se qualcuno, leggendo solo il titolo e guardando la foto, ha creduto alla patacca odierna, e chiedo scusa anche al Pungitopo, che non ha certo bisogno di vestirsi con i panni altrui per mostrare le sue doti, almeno se ci riferiamo alle splendide bacche invernali!   

  


giovedì 24 giugno 2021

Fiori, all'Orto Botanico

 Mi è mancata la fantasia per dare un titolo meno banale al post odierno, ma già unire i fiori con questo luogo magico mi pare più che sufficiente per stimolare, spero, la vostra curiosità.

Il nostro Orto Botanico, come ogni Orto Botanico fra i tanti che l'Italia può vantare, ha la particolarità di mescolare ogni volta il già visto con il nuovo, una storia plurisecolare con un fiore appena nato, alberi che sono lì da sempre si sposano con scorci e colori che durano il tempo del nostro passaggio, e che alla prossima visita saranno diversi. Per provare ad esprimere le sensazioni di una passeggiata odierna all'Orto, facciamo parlare le immagini.



Brachychiton acerifolius, noto come Albero fiamma ed appartenente alla famiglia delle Sterculiacee, e quindi stretto parente delle nostre Sterculie, ben presenti nel blog. Infatti lo ho presentato parlando di Sterculie nel lontano 2011 (post del 7/6/11).

Questo albero ha la peculiarità di fiorire ogni 4 anni, un motivo in più per andare ad ammirarlo.



La vasca dei Fior di Loto, Nelumbo nucifera; per me una delle attrazioni più affascinanti dell' Orto, con le enormi foglie ed i fiori rosa che proseguiranno fino ad agosto, lasciando poi posto al bellissimo frutto legnoso.





Primo piano del fiore di una pianta succulenta, che si chiama Opuntia leucotricha; la pianta sembra un "banale" Fico d'India, ma il fiore, come spesso nelle piante succulente, è un vero gioiellino.




E questo lo riconoscete? Certo che sì, è un fiore di Cappero, Capparis spinosa. Piantina umile e di poche pretese, ma la bellezza........




La Trombetta vergognosa! E' il nomignolo che avevo dato nel 2011 (post del 22/11/11)  ai fiori della Datura arborea, oggi più correttamente Brugmansia, e precisamente Brugmansia versicolor  varietà apricotqueen. 


Insomma ce ne è veramente per tutti i gusti! Termino con una doverosa, anche se credo scontata, precisazione: per il fiore dell'Opuntia, e per la varietà della Brugmansia, i cui nomi non conoscevo assolutamente, mi sono servito dei cartellini posti davanti ad ogni pianta.

Ma, ribadisco per l'ennesima volta, per ogni pianta sita in un qualsiasi giardino pubblico (e non solo all'Orto Botanico ed al Parco Vannelli!), e magari anche nelle piazze e nei viali cittadini principali, dovrebbe essere scontata la presenza di un cartellino di presentazione; arriveremo mai a questo atto di rispetto da parte dell'amministrazione del verde pubblico nei confronti della popolazione residente e non, oltre che delle piante stesse? Chissà, io non smetto di sperarlo.   

domenica 20 giugno 2021

La Monstera da giardino ed i suoi fiori

 Abbiamo parlato più volte della Monstera deliciosa, bellissima pianta d'appartamento della famiglia dei Filodendri, importata dalle foreste dell'America tropicale; abbiamo detto altresì che una pianta di foresta difficilmente si adatta alla vita d'appartamento, ed infatti è molto difficile trovare esemplari da interno a loro agio, e che magari riescano anche a fiorire. 

Invece all'aperto, che sia il giardino di casa o un parco pubblico, per non dire dell'Orto Botanico, la Monstera spesso ritrova la voglia di vivere e prosperare, anche dopo una vita stentata dentro un salotto: l'abbiamo infatti inserita a buon diritto fra le piante che "scappano di casa".

C'è per esempio un grande esemplare in via Sanna Randaccio 69,  al quale ho accennato altre volte: eccolo qua.



Si affaccia sulla strada per farsi ammirare, reggendosi sulla balaustra del giardino e su quella sorta di tronco che sviluppa per assumere l'andamento prostrato che adotta quando non può mettere in atto la sua naturale propensione a sfruttare i tronchi altrui per arrampicarsi a cercare la luce (vedi post 29/3/14, p.es).

Come si vede, pianta in ottima salute, e che fiorisce con multiple infiorescenze a spadice, molto tipiche della specie e molto appariscenti.


Eccolo qua, uno scrigno che si sta aprendo per mostrare la grossa infiorescenza bianco-crema dal gradevole profumo, mentre altri attorno si preparano ad aprirsi.

Non sono riuscito a scoprire se a Cagliari l'infiorescenza riesca a trasformarsi in frutto e quest'ultimo a maturare, fino a poter essere consumato; il frutto viene dichiarato piuttosto buono, da cui il nome, e nei paesi di origine viene ampiamente consumato. Naturalmente su Internet potete trovare ulteriori informazioni sugli aspetti mangerecci; a me piacerebbe sapere se qualcuno ha assaggiato i frutti della sua Monstera cresciuta in città, e gli sarò grato se vorrà comunicarmelo. 

domenica 13 giugno 2021

Il ricamo delle foglie ed i piumini dei fiori, l'Albizzia di inizio estate

Il titolo è alquanto lungo, lo so, ma ci tenevo a mettere in evidenza anche la bellezza delle foglie di questo piccolo albero. Infatti la bellezza delle foglie viene spesso trascurata quando ammiriamo un albero ed invece merita assolutamente la nostra massima attenzione, come ho affermato più volte.

Fra l'altro, sappiamo bene che la foglia è il principale elemento di riconoscimento di un albero, sia perché anche nelle caducifoglie persiste a lungo sulla pianta, sia perché non tutte le piante fioriscono, e quando lo fanno è di solito per un breve periodo. La foglia è il biglietto da visita insomma, spesso anche quando la raccogliamo da terra. accartocciata o intrisa di umidità.


Guardate l'eleganza di questa foglia composta, bi-pennata con decine di paia di foglioline portate su ogni penna, ognuna più piccola di un centimetro: un vero ricamo della natura!

Detto questo, naturalmente i piumini giallo-rosa degli stami fiorali sono splendidi, e non ci stanchiamo di ammirarli.

L'esemplare qui fotografato si trova alla fine di via Machiavelli (post del 28/6/15), ma non è quello che avevo fotografato allora, che non esiste più, ma uno più interno nella stessa traversa. 

Infatti le Albizzie sono molto sensibili al vento, data anche la superficie compatta della chioma, e spesso dal vento vengono abbattute; vale per quella del post citato, ma anche per quella di Genneruxi (post 14/6/11), che non esiste più.


Diciamo che c'è un certo ricambio di questi alberi; uno scotto da pagare, e direi che lo paghiamo volentieri, alla loro bellezza.    

domenica 6 giugno 2021

La Salicornia, una succulenta commestibile

 Parliamo oggi di uno strano e piccolo arbusto succulento, comune presso tutte le coste marine della Sardegna ma sconosciuto ai più: la Salicornia, il cui principale rappresentante ha il difficile nome scientifico di Halocnemum strobilaceum. 

La Salicornia, come dice sia il nome italiano che quello scientifico tratto dal greco, è pianta affine ai terreni salati, che costituiscono il suo habitat naturale ed unico. Possiede ramificazioni multiple, con rami eretti costituiti, nel periodo della fruttificazione, dalla sovrapposizione di una sorta di squame grasse e ripiene di succo, accompagnate da piccole foglioline verdi e gialle.

Ecco qua un arbusto, fotografato allo stagno di Molentargius, luogo di elezione di questa pianta come tutti gli stagni salmastri.
Ricordo infatti di avere visto Salicornie in abbondanza nello stagno di Feraxi , da me citato per presentare altre piantine tipiche delle coste sarde (post del 6/11/17  e del 16/11/17).

E veniamo all'aspetto forse più interessante di questo arbusto, cioè quello della commestibilità, dichiarata anche da uno dei suoi nomi comuni, e cioè quello di asparago marino. Pare che la Salicornia abbia ottime proprietà nutrizionali, sia ricca di fibre e priva di colesterolo, e possegga minerali di valore per l'alimentazione umana. Su Internet si possono trovare ricette in abbondanza per la sua preparazione: io la ho mangiata solo una volta semplicemente bollita, e mi è sembrata poco saporita, ma mi riservo di riassaggiarla alla prima occasione. Potrebbe essere una ottima pietanza da proporre in stagione, se è vero come è vero che è così comune lungo le nostre coste, e fa bene!



 

mercoledì 2 giugno 2021

Che eleganza, l'enorme Beaucarnea del Banco!

E' veramente elegante, oltre che rarissima per la sua enorme dimensione, la Beaucarnea (già Nolina) recurvata che vive nel giardinetto del Banco di Sardegna.

Non ama mostrarsi, nonostante i molti metri di altezza che può vantare, dato che risulta un po' soffocata fra le Palme che affollano il giardinetto, come avevo già notato quando la ho presentata, ormai tanti anni fa (post del 17/1/11).


Eccola ripresa, di prima mattina, che mostra i bei ciuffi di lunghe foglie ricadenti ed il grosso piede bulboso utilizzato come deposito d'acqua.

Non mi risulta che esistano in città altri esemplari così grandi, mentre diversi esemplari più piccoli vivono nel reparto succulente dell'Orto Botanico (post del 18/3/14) ed in qualche spazio privato; d'altra parte ricordo che questo peculiare giardino dove vive il nostro esemplare odierno risale a tanti e tanti decenni fa, quando costituiva il parterre della stazione delle Ferrovie Complementari, e la "nave" del  Banco era ancora di là da venire. 

Quindi quando passate nel viale Bonaria, e non avete troppa fretta, non state sul marciapiede ma entrate a gustarvi questo spazio verde, ben tenuto e ricco di Palme, ma non solo; ricordatevi anche la Casuarina, la Parkinsonia e, di recente inserimento, alcuni grossi e rigogliosi arbusti di Viburnum lucidum, già citati per la loro presenza in via Sulis (post del 20/4/17).

 

mercoledì 26 maggio 2021

La signora in rosso, sempre in splendida forma

Parliamo della Erythrina cristagalli, da me definita signora in rosso con riferimento al bellissimo esemplare di via Boccaccio, nel 2014 (post del 5/6/14). E ne parliamo perché sta fiorendo, con qualche giorno di anticipo, ed è in splendida forma.

Guardate che abbondanza di fiori espone quest'anno questa papilionacea, fiore nazionale dell'Argentina e dell'Uruguay, detta comunemente nei paesi di origine Albero di corallo, nomignolo che ha in comune con la cugina Erythrina caffra, altra specie piuttosto comune a Cagliari e molto trattata nel blog.

Ricordo per completezza che la "caffra" fiorisce prima, a maggio, quando la pianta non ha ancora messo le foglie, mentre la nostra odierna fiorisce a giugno, quando la pianta è fogliata completamente.


Ecco un'altra immagine, che rappresenta bene l'esplosione in corso.

Ricordo che questa piccola via del quartiere San Benedetto è dotata, oltre che dell'Erythrina, in giardino privato ma perfettamente godibile, di alcuni Oleandri di dimensioni maestose (post del 15/6/16) che stanno fiorendo, per cui merita senz'altro una visita in questo periodo.  
 


  

mercoledì 19 maggio 2021

Il risveglio della Jacaranda

 La Jacaranda mimosaefolia, nostra vecchia amica (primo post 30/10/10), sappiamo che è sfalsata in avanti nella sua ripresa primaverile rispetto a tante altre specie arboree cagliaritane: infatti la gran parte degli esemplari cittadini é ancora in apparente riposo.

Però ci sono naturalmente le eccezioni, alle quali questa bella specie arborea, comunissima in città, ci ha abituato (post 27/8/15), oltre a concederci due fioriture annuali "standard": prima della foliazione, fra poco, ed in pieno autunno, ottobre-novembre.

Infatti se giriamo per la città con il naso in aria riusciamo a trovare esemplari di Jacaranda fioriti in quasi tutti i mesi dell'anno, escludendo forse i soli mesi di febbraio e marzo.

Ecco allora, parlando di eccezioni, che cosa propone un esemplare del Largo Carlo Felice - Piazza Jenne, primo luogo di elezione della Jacaranda cagliaritana.

Una splendida pannocchia di fiori azzurrini a campanella, sostenuta da un albero spoglio e che ancora porta appesi i frutti (le capsule, familiarmente nacchere) dell'anno scorso.

Bellissima fotografia, per la quale ringrazio Roberta che me la ha inviata.

Ricordo che il Largo Carlo Felice è stata la prima strada cagliaritana ad essere ornata con le Jacarande, fra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo, più o meno in concomitanza con la realizzazione del nuovo mercato civico e la sistemazione del Largo.

Furono da subito piantumati 4 filari, come si rileva dalle fotografie dell'epoca. Oggi diverse Jacarande, troppo anziane e mal ridotte, sono state sostituite da giovani esemplari, e mi sembra una buona scelta, che consente di perpetuare la bellezza di questa strada (a parte il traffico!) e dei suoi alberi. 


domenica 16 maggio 2021

Un nuovo arbusto "odoroso"

 Oggi vi presento un arbusto spontaneo che ha attirato la mia attenzione nel parco di Monte Claro, non perché sia particolarmente bello né perché sia particolarmente odoroso, ma per la foglia molto particolare e rara, tripartita, che assomiglia a quella del Sommaco (post del 7/11/20). 


La singola foglia composta, come si vede dalla foto, è costituita da 3 foglioline, con quella al centro più grande delle laterali, proprio come il Sommaco.

Le foglioline dovrebbero essere, assieme al tronco, responsabili del nome di questa pianta, dato che pare che emanino un odore sgradevole, anche se io non lo ho sentito: la pianta si chiama infatti Anagyris foetida, conosciuta col nome comune, tanto per ribadire il concetto, di Legno puzzo. 

Insomma un arbusto con fama decisamente negativa, anche se io ribadisco di non avere sentito il brutto odore.

L'Anagiride appartiene alla famiglia delle fabacee (già leguminose), come si può ben apprezzare dalla foto a destra, che mostra i grandi legumi penduli.

Un'altra particolarità di questo arbusto è che d'estate perde le foglie, imbruttendo, e diventa invece gradevole nella stagione invernale, quando entra in vegetazione.

Per chi volesse andare a visionare uno di questi arbusti, o a verificarne l'odore, ribadisco che ce ne sono un buon numero nel parco di Monte Claro, credo cresciuti spontaneamente, e preciso che si trovano a sinistra dell'ingresso principale, dalla parte dei campi sportivi e vicino alla cosiddetta Cappella di Santa Maria Chiara.



domenica 9 maggio 2021

Un tocco di bellezza all'ingresso dell'hub vaccinale

Non è bellezza la parola che viene in mente per descrivere in questo periodo l'ingresso dell'hub vaccinale cagliaritano della Fiera, situato in piazza Efisio Puddu: forse ansia, o fastidio, o anche paura, per le decine di persone che fanno la fila per entrare a farsi vaccinare, ma non bellezza.

E invece ci può stare anche la bellezza se, magari dopo essere stati vaccinati, passiamo davanti ad un arbusto fiorito di Caesalpinia gilliesii , con i lunghi stami rossi che si protendono dai petali gialli dei fiori riuniti in racemi, attirando il nostro sguardo e la nostra ammirazione.

Quando ero stato per la prima volta in questa piazza (post 21/5/11) per apprezzare gli arbusti di Cesalpinia (anche se inizialmente li avevo malauguratamente confusi con Albizzie) avevo definito questo spazio come praticamente sconosciuto; chi poteva immaginare che sarebbe diventato tanto noto a causa di questo triste periodo di pandemia!

Resta il fatto comunque che questa piazza, anche se oggi ridotta a poco più che parcheggio, resta un luogo piacevole, per la presenza fra l'altro di tanti Carrubi e, appunto, di molti arbusti di Cesalpinia (nota anche come Poinciana o uccello del paradiso) che cominciano a fiorire.

Purtroppo, se confrontiamo la foto odierna con quella di simile inquadratura del post citato, ci accorgiamo del degrado patito dalle aiuole negli anni trascorsi: peccato, forse sarebbe bastato tenere in efficienza l'innaffiamento per offrire ai cagliaritani, anche in questa non gradevole occasione, un più sereno approccio allo spazio vaccinale. 
 

martedì 4 maggio 2021

Il Liriodendro è fiorito, al Circu de Soli!

 Vi ricordate il Circu de Soli, piccolo e defilato scrigno di essenze rare a Mulinu Becciu? Spero di sì, perché le piante che vi dimorano riservano spesso sorprese, tanto più gradevoli in quanto eccezionali per la nostra città. Quest'anno, per esempio, sono fioriti alcuni esemplari di Liriodendron tulipifera, albero del quale vi avevo parlato, con riferimento a questa piazza giardino, nel 2017 (post del 20/5/17), precisando in quella sede la loro lentezza nel cominciare a fiorire.



E invece quest'anno ci sono riusciti, come possiamo apprezzare dalla foto a sinistra, che mette in evidenza anche le affascinanti grandi foglie a quattro lobi.

E a questa fioritura se ne aggiungono in loco diverse altre, fra quelle già avvenute, come la Paulownia, e quelle che avverranno, come l'Eritrina cristagalli; eventi che giustificano una volta di più l'assunto che gli alberi non sono mai uguali a se stessi, e per loro non può valere la considerazione "l'ho già visto".




Certo, i nostri fiori non sono ancora belli come quello di destra, fotografato qualche anno fa ai giardini Kensington di Londra (post 24/6/17), ma sono sicuro che ci arriveremo, e sapremo farne anche di più belli. 

Naturalmente, parlando di Circu de Soli e della sua situazione attuale, non possiamo limitarci a citare le cose belle, ma dobbiamo segnalare anche le criticità. Quella che a me fa più rabbia è l'avere completamente disperso l'ottimo lavoro di descrizione delle specie piantumate, che era stato realizzato per l'inaugurazione (post del 8/3/16). Sembrava l'inizio di un cambiamento, e di un percorso anche educativo nei confronti della cittadinanza, ed invece è stato lasciato decadere (post del 12/2/19 e del 4/1/20 ), ed oggi è tutto praticamente scomparso.

E' inutile che stia a ripetere le motivazioni del degrado di certe buone idee, anche di poco impatto economico, perché credo che siano abbastanza chiare a tutti, ma continuo a sottolineare la delusione per questo comportamento dei nostri politici (inaugurare sempre, manutenere mai!). Per fortuna che gli alberi ci consolano! 
 
   


 

giovedì 29 aprile 2021

Le Bauhinie giovinette fioriscono

 Possiamo forse ipotizzare un cambio della guardia, fra gli anziani esemplari di Bauhinia variegata della fine di viale Colombo e le sorelle giovinette di via De Gioannis (post del 20/5/19). Infatti, come avevamo già notato qualche anno fa (post del 1/8/16) i due esemplari di viale Colombo sono andati progressivamente degradando, per vecchiaia o per incuria, e forse ci abbandoneranno. 


  Invece le due giovinette di via De Gioannis, qui a sinistra l'esemplare con i fiori bianchi, appaiono decisamente in buona forma; sono ancora piccole, ma cresceranno.

Purtroppo, come abbiamo già notato, lo sfasamento temporale fra fioritura ed emissione delle nuove foglie non consente di godere appieno della bellezza di questi alberi, che si apprezza con l'apparato fogliare sviluppato solo in estate e fino ad autunno inoltrato (post del 17/10/19 e del 3/12/10). Non si può avere tutto, godiamoceli come due momenti di diversa bellezza!


 Ed ecco l'esemplare dal fiore rosa, la cui bellezza è come detto offuscata dalle vecchie foglie ancora presenti.

Ricordo che le foglie hanno un aspetto peculiare, essendo costituite da due lobi con apice inciso, ed i due lobi si muovono, aprendosi e chiudendosi a libro a seconda della luce che li colpisce.

Insomma un albero molto interessante, questa Fabacea nota anche come Albero delle Orchidee, che troviamo anche al Circu de Soli di Mulinu Becciu e sicuramente in altre recenti piantumazioni pubbliche, dato il rinnovato interesse che i nostri amministratori del verde pubblico gli hanno dimostrato.

E comunque ricordiamo, se andiamo a trovare le giovinette, che in  questo periodo a pochi metri abbiamo un'altra splendida fioritura, della grande e gloriosa Erythrina caffra (post del 31/3/11), che da sola "merita il viaggio". Se poi vogliamo completare l'uscita, possiamo spingerci fino a piazza Maxia, ed ammirare i Mirabolani a foglia rossa, prima che il troppo caldo li faccia soffrire.