Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

domenica 28 ottobre 2018

Neonato, ma con il cappello

In realtà dovrei dire neonato uscito "dal" cappello, e che del cappello non si è ancora liberato. E' un indovinello in piena regola: non può essere un bambino, a meno di non voler considerare la placenta materna come cappello, ma potrebbe essere un animale, per esempio un pulcino che esce dall'uovo.

Ma, poiché qui si parla di regno vegetale, è sicuramente una pianta, ed eccola qui sotto la piantina che risolve l'enigma.

Si tratta di un neonato di Pino, e precisamente di Pino comune o domestico (Pinus pinea), catturato come immagine nella pineta di Santa Margherita.

Il neonato è appena uscito dal suo "uovo", un seme e più precisamente un pinolo e, complice il tempo umido di quest'anno, si sbriga per tentare di sopravvivere, ed ha tanta fretta che ancora non si è liberato del pesante fardello che ha in testa, ciò che resta del pinolo.

L'apparato riproduttivo dei Pini, lo sappiamo, non è sofisticato come quello delle piante che fanno i fiori (le Angiosperme, molto più specializzate); nel nostro caso la pigna, arrivata a maturazione, si apre e lascia cadere i pinoli, che non avendo ali si fermano praticamente sotto l'albero "mamma", in spazi molto ristetti. I più fortunati fra i pinoli  riescono a germogliare, ed i più fortunati fra questi, una volta perso il cappello, riescono a crescere, ed a riprodurre la specie.
Non resta che augurare buona fortuna a questo neonato, dato che la sua lotta per la sopravvivenza è ancora molto lunga!

lunedì 22 ottobre 2018

Il Platano solitario

Rubo il titolo, almeno come assonanza, al passero leopardiano, per riproporvi un albero praticamente assente in città, e poco presente in generale nella nostra isola, se non come albero di filare stradale in alcuni paesi in quota: il Platano comune.

Come dichiara il suo nome, è un albero molto presente in diverse regioni italiane, soprattutto al nord, di grande bellezza e longevità, in grado di formare meravigliosi boulevard e di offrire in questo periodo grandi spettacoli di foliage.

Avevamo classificato il Platano comune per l'esemplare di piazza Islanda a Genneruxi, agli albori di vita del blog (post del 1/11/10), a cui erano seguite poche altre segnalazioni. Insomma il Platanus acerifolia , che è il suo nome scientifico, è proprio merce rara a Cagliari.


Ed è per questo che vi ripropongo l'esemplare di piazza Islanda: solitario appunto, un po' soffocato in mezzo ai "locali" Carrubi, non bellissimo, ma non più esile come lo avevo definito nel post citato.

Anzi, come si vede dalla foto, è stato capace, seguendo la sua indole, di crescere al di sopra di tutti gli altri alberi che lo circondano.

Insomma, possiamo considerarlo una sorta di mascotte, da tenere nella dovuta considerazione e rispetto data la rarità.

lunedì 15 ottobre 2018

Un altro Ficus, ancora!

Credo che con quello che vi presento oggi abbiamo superato la decina di specie diverse di Ficus trattati dal blog che vivono, e bene, a Cagliari. D'altra parte non c'è da meravigliarsi, se pensiamo che la grande famiglia delle Moracee,  alla quale appartengono i Ficus, comprende circa 1000 specie, diffuse nelle zone tropicali e subtropicali e, per estensione progressiva, nelle zone temperate (ex) come la nostra.

Parliamo di un Ficus a foglia lunga, abbastanza somigliante a quella dell'Oleandro.

Ecco un giovane esemplare che si trova in via Berna, nel giardino-sterrato di Genneruxi (post del 5/2/2013),  zona ricca di arbusti ed alberi notevoli ed in buone condizioni, ma mancante purtroppo dei requisiti minimi per essere chiamata giardino.

L'identificazione di questa specie risulta abbastanza problematica, dato che le vengono attribuiti almeno due nomi scientifici, Ficus binnendijkii o Ficus maclellandii, o ancora Ficus longifolia; credo che il secondo sia quello più corretto.
Purtroppo non sono riuscito a trovare un nome comune per questa bella pianta, che come il cugino Ficus benjamina vive bene all'interno dei nostri appartamenti, ma ancora meglio all'aperto; così come il benjamina si presenta in forma arbustiva, ma non disdegna all'occasione di diventare un vero e proprio albero.




Guardate per esempio l'esemplare a destra, ed il suo tronco; è un alberello, che vive in simbiosi con un grande Ficus benjamina nel cortile parcheggio della palestra Athlon, in via De Gioannis.

Qui, a prescindere dalla  frequentazione per svolgere attività atletiche, si può entrare ad ammirare il nostro Ficus maclellandii oltre, come dicevo, a due enormi esemplari, per la specie, di benjamina.






Tornando all'esemplare pubblico di via Berna, ecco a sinistra un particolare delle eleganti foglie e di una coppia di piccoli siconi, le infiorescenze tipiche di tutte le specie di Ficus.


lunedì 8 ottobre 2018

Il richiamo annuale per la Chorisia

No, non parliamo di un richiamo vaccinale, che è pure argomento ampiamente dibattuto, ma di una mia pulsione a ricordare, praticamente ogni anno, la fioritura delle Chorisie (anzi, siamo già in ritardo!), in particolare dei campioni fra via Sabotino e via Trincea dei razzi.






Eccone due, a fiori rosa ed a fiori bianchi, che si godono il sole di fine serata. Vale veramente la pena di andare ad ammirarle.




E queste sono le altre, ambedue a fiori rosa. Faccio notare che queste, ancorché si trovino a pochi metri dalle sorelle della precedente foto, hanno fogliame molto più rado, e sono tutte dedicate alla produzione dei fiori.

Vedrete comunque che più avanti, quando si sarà diradata la copertura floreale, riprenderà anche la produzione di foglie:  stranezze legate alla origine di questi alberi, ed agli effetti dei cambiamenti climatici.

mercoledì 3 ottobre 2018

La situazione al Cimitero di Bonaria

Ordine e disordine, rinascita e degrado, contrasti verdi, questi ed altri termini ho utilizzato negli anni per descrivere la situazione del Cimitero di Bonaria, un posto comunque da me molto amato per il grande fascino che emana (post del 2/5/125/11/1321/8/142/8/15 ed altri ancora).

E siamo ancora lì, nella mia vista odierna il termine che viene in mente è contrasto.



Nella parte pianeggiante, qui a sinistra l'ingresso verso l'Orto delle Palme, la situazione è ordinata, pulita, i lavori in corso sono ben circoscritti.

Queste Palme, molto belle, sono da datteri, Phoenix dactilifera, e sono sane e seguite dai tecnici comunali, per evitare che il malefico punteruolo rosso decida di attaccarle, dopo aver decimato le Palme delle Canarie. Sono in bella compagnia con altre specie di Palme e soprattutto con le Palme nane, in un gradevole miscuglio.

La situazione cambia completamente se si affrontano i terrazzamenti: portatori di grande bellezza per la struttura architettonica e per gli orizzonti panoramici che aprono via via dietro di sé, ma sempre più in preda al verde selvaggio, come si vede dalle foto.

C'è di tutto: Ailanti, Fichi, Capperi, ma anche Bignonie, Belle di notte, Robinie; un miscuglio incredibile, fra alberi ed arbusti, nati da semi volanti o piantati appositamente decenni fa.

Certo, i terrazzamenti risultano tuttora transennati, ma ospitano ancora molte tombe, e le persone, almeno le più aitanti, ancora cercano di andarci a loro rischio e pericolo; in certi casi però, come dalla prima foto sottostante, il percorso è proprio impedito da un muro di Robinie, assolutamente impenetrabile.

Insomma, come ho già detto, una situazione per certi versi interessante e ricca di fascino, ma che esclude definitivamente la visita ai defunti ancora presenti in loco ed assolutamente improponibile nel lungo periodo, senza almeno un progetto di intervento da esporre chiaramente ai cittadini.