Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

mercoledì 15 maggio 2019

Che belli i balconi fioriti!

Domenica scorsa c'è stata la premiazione di una bella iniziativa, "Balconi fioriti a Villanova", che intende da qualche anno promuovere il piacere, per chi vive o lavora nel quartiere, di coltivare fioriture e verde in generale, condividendo questo piacere con tutti.

Io conoscevo questa iniziativa, guidata da una struttura organizzativa competente e simpaticissima, e conoscevo altresì la vocazione già ampiamente dimostrata dal quartiere di dotarsi di verde esposto (post del 23/10/15 e del  20/4/17); quest'anno però è stato speciale, perché ho avuto l'onore ed il piacere di essere chiamato a fare parte della giuria che ha espresso i giudizi di merito sui vari balconi.

Vi rimando a Facebook ed alla pagina dedicata all'iniziativa, se siete interessati ad ulteriori dettagli, ma voglio presentarvi due balconi, molto diversi ma ugualmente belli, che sono stati classificati fra i primi 20, su un totale di più di 80 partecipanti.





L'abbondanza e l'allegria dei fiori è qui l'elemento dominante, ma si fa apprezzare anche la varietà, l'inserimento dei rampicanti, l'inquadramento nel contesto delle finestre e degli infissi. Siamo in via Eleonora D'Arborea.















E questo, più intimo ma altrettanto bello, in via Oristano. Balcone piccolo ma allestito con maestria, accostamento di colori molto gradevole, eleganti e vezzose tendine interne a fare da cornice.










Se vi ho suscitato il desiderio di fare una passeggiata nel quartiere per ammirare i lavori sono soddisfatto, era il risultato che volevo ottenere.  Spero naturalmente nel contagio di questa bella malattia, che porta ad abbellire i balconi, i davanzali, le finestre, i giardinetti, i fili per stendere, tutto quello che può rendere migliore la nostra città ed il nostro spirito. 

venerdì 10 maggio 2019

Il rosso a Monte Claro

Torniamo a Monte Claro, e torniamo ai Callistemon, che abbiamo citato, ma solo di sfuggita, recentemente (post del 28/4/19). Ci torniamo per un doveroso omaggio a questi splendidi arbusti fioriti, i Callistemon citrinus,  ed al parco che ospita gli esemplari odierni, esemplari che non avevo ancora presentato.







Guardate questo sentierino, e l'infilata di spighe rosse che lo abbellisce: serve qualche commento?





E, se non vi basta, ecco un altro scorcio, con il ruscello - abbastanza pulito - percorso da tartarughe d'acqua ed anatre: vogliamo essere orgogliosi, una volta tanto, di essere nella nostra città, e non in un giardino inglese o svizzero?

La grandezza del parco di Monte Claro, la varietà di specie arboree che lo abitano, e la buona cura con cui viene tenuto, fanno sì che le occasioni di incontri piacevoli  si moltiplichino, anche in diversi periodi dell'anno.










Infine, dato che oggi andiamo sul rosso, godiamoci questa Erythrina caffra (post del 13/5/13) che comincia a fiorire.

Certo, non sarà bella come i campioni di via De Gioannis o del Corso Vittorio Emanuele, ma questa ha il vantaggio di essere inserita nel mezzo di un prato verde, vuoi mettere?

sabato 4 maggio 2019

E, in cima alle scalette, la Aloe fiorita

Mettiamo che tu stiamo tornando a piedi dal fare spese nei dintorni di piazza Yenne, con buste pesanti, e che siamo diretti all'agognato recupero dell'auto nella zona delle Monache Cappuccine.  Abbiamo imboccato via Manno, e giriamo a sinistra per salire nelle scalette di via Spano.


Il fiatone comincia a farsi sentire da subito, già a guardarle dal basso. Allora il suggerimento è quello di fare tappa alla prima curva delle scale, ed ammirare i fiori affascinanti delle Aloe arborescens, in gruppo sui racemi in cima ai lunghi fusti.

I fiori della Aloe hanno colori variabili fra l'arancio ed il rosso, anche a seconda delle varietà, alcune delle quali fioriscono anche in inverno (post del 18/2/14,   25/12/18); queste di via Spano sono della varietà più comune, che fiorisce in primavera.





Allora, dopo aver ripreso fiato ammirando la Aloe dal basso, ci giriamo per affrontare gli altri gradini, e diamo un altro sguardo ai fiori, adesso con lo sfondo dei bastioni del Rettorato.

Ecco, siamo quasi arrivati all'auto, il battito cardiaco è sceso e l'umore è risalito, anche per opera del sorriso primaverile dell'Aloe che ci saluta dalle scale di via Spano.

domenica 28 aprile 2019

Piazza del Carmine fra il vecchio, il nuovo e.....il bello

La piazza del Carmine, lo sappiamo, è un luogo fondamentale per Cagliari, soprattutto per il suo essere piazza: una rarità per la nostra città, con i suoi 5000 metri quadri in pieno centro, circondata da bei palazzi e ornata da molto verde.  Non per niente l'avevamo classificata nel blog già dai primordi (post del 10/2/11).

Grande capacità di accoglienza ed aggregazione, ed alto valore simbolico, per le riunioni di folla dedicate fra l'altro alle celebrazioni del 25 aprile e del primo maggio (post del 27/4/13  e del 2/5/15).

Ci sono tornato di recente, ho scattato alcune foto che giustificano il titolo del post, e ve le presento.




Ecco il vecchio, rappresentato da una prospettiva dei maestosi Ficus retusa, con molti decenni alle spalle, che segnano il perimetro del luogo; in particolare l'esemplare in primo piano è dotato di lunga barba, costituita in realtà dalle radici aeree.





Ed ecco il nuovo, rappresentato da un piccolo Acero palmato, Acer palmatum var. atropurpureum, che si affaccia timido, circondato dai grandi vecchi.

I giardinieri comunali hanno sistemato un gruppo di questi Aceri in alcune delle aiuole, soprattutto quelle d'angolo; stentano un po', ma sembra comunque che ce la stiano facendo.
Speriamo bene, possono venire su degli arbusti bellissimi dal colore rossastro, simili a quelli che avevo già classificato nel 2011 (post del 26/4/11); auguriamoci che noi umani frequentatori della piazza, e gli animali che ci fanno compagnia,  trattiamo con il dovuto rispetto queste piantine!




 



Ed ecco infine il bello: è il periodo della fioritura dei Callistemon citrinus, e gli esemplari di piazza del Carmine sono meravigliosi, stracarichi in questi giorni dei loro scovolini rossi; ve ne ho parlato diverse volte, ma non potevo lasciare il post senza ribadire la loro bellezza!


martedì 23 aprile 2019

Tamerice e Ginestra, umili ma.....

I puntini di sospensione del titolo sono parlanti: dichiarano che due arbusti spontanei nella nostra isola, che crescono dappertutto senza aver bisogno di niente, normalmente umili e dimessi, sanno al momento giusto offrire un meraviglioso spettacolo, la loro fioritura.

Vi voglio proporre oggi una fioritura bianca, non comune né per la Tamerice né per la Ginestra, la cui fioritura fa pensare rispettivamente al rosa ed al giallo.

Gli scatti sono stati fatti al parco di Terramaini, grande contenitore di bellezze, del quale abbiamo parlato tante volte.
 
 
                                                                                 Ecco una Tamarix gallica , carica di racemi che riuniscono i fiorellini bianchi, disposti in maniera casuale sui rametti ricadenti.

Si intravedono le foglioline a squame che caratterizzano questa pianta.


                                                                   




Questa a destra è invece la Ginestra, e per la precisione si tratta di una Genista monosperma (post 21/3/16), praticamente priva di foglie ma carica di fiorellini sui rametti anch'essi ricadenti, quasi prostrati.

Una fioritura notevole, durevole, profumata, proprio un bel vedere.






Insomma due belle fioriture e due arbusti degni di nota, cantati anche dai nostri poeti con componimenti studiati al liceo, D'annunzio per le Tamerici e Leopardi per le Ginestre; un ulteriore elemento di interesse per il nostro accostamento odierno.

mercoledì 17 aprile 2019

L'adattamento del Carrubo

Abbiamo parlato diverse volte delle capacità che hanno gli alberi, ed in particolare alcune specie di alberi, di adattarsi anche a situazioni per loro piuttosto sfavorevoli.

Il Carrubo per esempio, pianta nostrana e quindi "testa dura", è una di queste specie, ed ecco un esemplare cittadino che lo dimostra.





Siamo in via Costantinopoli, vicino all'angolo con via Zagabria, ed il tronco del Carrubo appare piegato, anche se la chioma ha un assetto abbastanza regolare, e l'albero mostra buona salute.





Direte: e che c'è di strano, se ne vedono di Carrubi storti!

E insomma, non è proprio così, se superiamo la siepe e guardiamo da vicino: questo albero si è trovato, come e quando non so, a scegliere se morire soffocato dal palazzo o adattarsi alla situazione, ed ha scelto di adattarsi.

Le sue qualità vegetative gli hanno finora consentito di evitare la motosega; speriamo che non diventi troppo prepotente con le radici, e che possa conseguentemente durare ancora a lungo!

lunedì 8 aprile 2019

Il risveglio del Circo

Non parliamo di pagliacci o di cavalli, naturalmente, ma del "Circu de Soli", il giardino di Mulinu Becciu inaugurato nel 2016, i cui alberi si risvegliano dal letargo invernale. Gli abbiamo dato il benvenuto (post del 8/3/16), abbiamo scrutato le prime foglie di alberi rari (post del 20/5/17), abbiamo espresso  critiche per le mancate manutenzioni (post del 12/2/19); adesso è giunto il momento di fare sul serio.




Ecco allora che si presenta la Paulownia tomentosa con la sua splendida fioritura.

Questo albero, rarissimo in città, prende idealmente il testimone dal vecchio esemplare di via Santa Gilla (post 27/4/17 e precedenti), al quale naturalmente auguriamo ancora lunga vita; questo giovanetto del Circu de Soli si presenta carico di fiori prima di cominciare a mettere le foglie, che stanno cominciando a spuntare.





Ecco un primo piano delle pannocchie fiorite, ma si intravedono anche i vecchi frutti dell'anno scorso e le prime foglioline nuove.

Insomma incomincia il ciclo annuale di questa giovane creatura vegetale.



Ma c'è anche un'altra bellissima fioritura, che vediamo qui a sinistra: si tratta di una Lagerstroemia indica, alberello del quale abbiamo parlato più volte.

Un tempo piuttosto presente in città, viale Bonaria e via Dante per esempio, ha "rinunciato" progressivamente a queste presenze per la mancanza di cure, ed oggi viene correttamente riproposto nei parchi (per esempio parco Vannelli e Terramaini) dove le cure possono essere meglio assicurate. 

Sia come sia, diamo il benvenuto a questo esemplare di Mirto crespo, che fra l'altro mostra la sua giovanile impazienza fiorendo con congruo anticipo rispetto alla norma.



Insomma, il Circo si sveglia e ci regalerà nuove fioriture, anche rare, per i prossimi mesi; ribadisco però, a maggior ragione, la necessità di manutenere i cartelli indicatori, per facilitare la vicinanza ai nuovi alberi della cittadinanza, a cominciare da quella giovanile

giovedì 4 aprile 2019

Un nuovo, rarissimo, arbusto

Parliamo oggi di un arbusto, la Dombeya wallichii, del quale ignoravo l'esistenza fino ad alcuni giorni fa, quando Alessandro, che ringrazio, me lo ha segnalato, chiedendomi di individuare il nome.

Ho fatto le mie ricerche e, complice la particolarità del fiore a palla, credo di essere riuscito ad individuarlo, appunto come Dombeya. Eccolo qua sotto.


E' caratterizzato da grandi foglie, ma soprattutto da bei fiori a palla, somiglianti a quelli dell'Ortensia, che sono prodotti in inverno.

Infatti, essendo le foto di oggi scattate a fine inverno, i fiori si stanno già spegnendo, anche se rimarranno a lungo sulla pianta.

L'arbusto si trova in via Capula, angolo via Biasi, all'interno di un giardino condominiale.




Ecco a destra un altro fiore, sovrastato dall'ombrello delle grandi foglie.

Come si vede, anche le foglie non sono in condizioni splendide, non so dire se per la stagione o perché l'esemplare non è curato al meglio delle sue esigenze.

Insomma il giudizio su questo arbusto, detto pinkball tree nei paesi di lingua inglese, è sospeso; oggi come oggi ha un aspetto bruttino, ma deve essere rivisto in inverno, quando fiorisce.


giovedì 28 marzo 2019

La nostra Macchia in fiore

La nostra macchia mediterranea, il verde spontaneo che caratterizza soprattutto le zone costiere, ma anche le colline e pianure dell'interno, è sempre bella ed emana un profumo inconfondibile. Ma in primavera di più.

Purtroppo quest'anno le tante settimane di tempo asciutto, seguite alle copiose precipitazioni autunnali, hanno un po' guastato lo spettacolo, che però è sempre pieno di fascino.



Qui, per esempio, comincia la fioritura di un Lentisco, Pistacia lentiscus.

I fiorellini rossi, piccolissimi ed addossati l'uno all'altro, esprimono la bellezza dell'insieme; se strofinati emanano il forte ed aspro odore tipico della pianta, che si ritrova anche nell'olio di Lentisco, per chi ha assaggiato questa specialità.

Siamo su una collina che guarda il mare, dietro Santa Margherita.



E questa palla fiorita? Ma sì che la conosciamo, anche se forse con uno dei suoi nomi sardi più comuni, Lua (ma ne ha anche altri, fra cui Cacalettu, molto esplicativo riguardo all'utilizzo previsto dalla medicina popolare).

Il suo nome scientifico è Euphorbia dendroides, Euforbia arborea in italiano, ed è un arbusto contenente un lattice velenoso, che veniva utilizzato fino a qualche decennio fa per la pesca di frodo o per eliminare le sanguisughe dagli abbeveratoi degli animali allevati.

La sua fioritura, come si vede, è spettacolare se ammiriamo un declivio punteggiato di arbusti fioriti o un singolo arbusto come quello in foto, ma forse lo è ancora di più se osserviamo i fiori da vicino.




Qui vediamo, in un gruppo unico pieno di fascino, le foglie lanceolate, le brattee gialle più grandi (che diventeranno nei mesi a seguire prima ocra poi rosse), i fiorellini di giallo più carico dai quali spuntano i frutti, capsule a tre lobi ciascuno dei quali contiene un seme.

Insomma un arbusto umile, spesso presente in ambienti degradati o destinato a usi non proprio esaltanti, che qui si prende la sua rivincita. 



mercoledì 20 marzo 2019

Si prepara la fioritura del Glicine

E' una cosa veloce, la fioritura del Glicine, Wisteria sinensis: ieri la pianta spoglia, oggi l'esplosione dei racemi carichi di fiori e delle foglioline, domani la splendida copiosa fioritura, poco durevole. Insomma per il Glicine bisogna cogliere l'attimo, sennò si rischia di lasciarsi sfuggire questa meraviglia della natura, e dover aspettare la produzione autunnale!


Allora, ecco come si sta preparando un Glicine che vive avvinghiato ad una recinzione condominiale, in piazza Belgio: i racemi turgidi, carichi di fiori, sono quasi pronti ad esplodere, lasciando liberi i  numerosi fiorellini viola papilionacei dal dolce profumo. Contemporaneamente, comincia la produzione delle prime foglioline.

Nella foto si intravede, in basso a destra, un viluppo di due rami, dato che il Glicine è una delle piante meglio attrezzate per l'arrampicata sui supporti che si scelgono le piante stesse o che vengono messi a loro disposizione.

Ricordo che questa pianta, essendo una Fabacea, produrrà legumi estivi, contenenti semi piatti neri e lucidi, anch'essi affascinanti (post del 18/7/16), ancorché velenosi.

Vi ricordo infine che, se volete godere di un esemplare notevole per dimensione, potete recarvi in via Canepa (post del 5/4/11)

domenica 17 marzo 2019

Una Yucca nana, e pure seduta!

Quando ho parlato della Yucca gloriosa, Agavacea molto comune in città,  ho spesso fatto riferimento ad esemplari grandi, a volte enormi, per dimostrare l'adattabilità di questa pianta al nostro clima; lo ho fatto per esempio per l'esemplare del parco Vannelli (post del 16/1/19), o per quello privato di via Forlanini (post 11/12/14).

Oggi faccio l'opposto, cioè vi presento un esemplare veramente piccolo: in realtà non piccolo di età, ma piccolo di altezza, in quanto recentemente capitozzato.


Sembra quasi una bella e grande pianta d'appartamento, inserita in un porta vaso un po' strano, ed invece è una Yucca di strada, che si trova precisamente nel giardino sterrato di Genneruxi, in via Berna (post del 5/2/13).

Era una pianta macilenta, fusti sottili e poche foglie spettinate e sottili in cima; oggi direi che ha un aspetto decisamente migliore, e questo è uno dei casi in cui è apprezzabile la potatura radicale.

Fra l'altro, come si vede, la Yucca dimostra ancora una volta una grande rusticità, rigettando un bellissimo ciuffo su nuovi rami; e pensare che lo sta facendo addirittura da seduta! 


lunedì 11 marzo 2019

La bellezza dei Ficus rubiginosa di Terramaini

Il parco di Terramaini è bello, lo sappiamo. Ben tenuto, abbastanza pulito, con frequentatori quasi sempre civili e rispettosi. Insomma, è un piacere andarci.

E, nell'ambito del parco, è un piacere ammirare il viale dei Ficus rubiginosa  ed i suoi abitanti verdi.

Eccone qua un paio, tronco sottile rispetto alla splendida chioma, compatta e di forma regolare.

Pensare a come erano piccoli e teneri nel 2011, poco più che arbusti (foto del post 11/1/11).

Li abbiamo seguiti da vicino questi alberi, e visti crescere: nel 2013 erano già begli alberelli (post del 31/8/13), ed alberi nel 2014 (post del 13/2/14).


Insomma, questi ex-bambini verdi oramai sono giovani adulti, ma hanno ancora tanta bellezza ed ombra da offrirci: godiamocela!

domenica 3 marzo 2019

La rotatoria di piazza San Benedetto mascherata per Carnevale?

Siamo nel pieno del Carnevale e dei suoi riti pagani, fra i quali il mascheramento riveste un ruolo fondamentale, degli esseri viventi e delle cose.

Ecco allora come è stata risistemata per questi giorni la rotatoria di piazza San Benedetto.

Lanterne cinesi qua e là, arbusti sagomati come fossero fiori.......

Ma, a parte tanti altri particolari, dove sono sparite le Jacarande? e le Lantane? Va bene, lo scherzetto dura solo un attimo, non siamo nel centro della nostra città, ma nel centro di una città "un poco" più grande, solo 24 milioni di abitanti. Siamo in Cina, e precisamente in una zona centrale di Shanghai.

Ringrazio Ilaria che mi ha inviato la foto: incuriosito, ho cercato su Internet fotografie di rotatorie di Shanghai, ed ho notato che è caratteristica comune la fantasia nell'allestimento, la scelta di geometrie elaborate, i colori: indubbiamente un altro mondo rispetto al nostro, anche dal punto di vista della disciplina del traffico automobilistico.

Comunque anche la nostra rotatoria di San Benedetto è bella, con le Jacarande, le Lantane, le Palme nane, le Strelitzie.....; magari un po' di invidia per il poco traffico la possiamo provare, ma per il resto va bene così.

domenica 24 febbraio 2019

La sorpresa delle grandi Melie a Mulinu Becciu

Mulinu Becciu, il quartiere più a nord di Cagliari, e forse il più grande, è praticamente sconosciuto ai cagliaritani che non ci abitano, che frequentano al più le sue principali arterie di snodo per il traffico automobilistico.

E invece questo quartiere meriterebbe attenzione e conoscenza "pedonale" delle sue strade, almeno per quanto riguarda il verde: infatti, forse per la sua destinazione agricola fino agli anni '70 del secolo scorso e gli ampi spazi che lo contraddistinguono, è in grado di offrire una ampia varietà di alberi, anche notevoli per dimensioni ed età, oltre naturalmente a parchi e giardini di più recente realizzazione.

Abbiamo presentato nel blog alcuni scorci di questo quartiere, da piazza delle Muse (p.es. post del 18/8/13) al giardino Circu del Soli (post 8/3/16   ed altri) fino al piccolo parco lungo la via Brotzu (post del 16/5/17), ma è semplicemente passeggiando nelle sue strade che si incontrano notevoli esemplari arborei, dai tanti Pini di varie specie a Sterculie, Carrubi e Cedri dell'Atlante che svettano nei giardini condominiali.

Ed è appunto passeggiando che ho incrociato, in uno slargo di via Tiepolo, un gruppo di grandi Melie azedarach, di cui vediamo un esemplare qui a sinistra.

La Melia, albero molto conosciuto e pluritrattato nel blog, è nel periodo del riposo invernale, ha perso tutte le foglie ma non i frutti dell'anno scorso, e questo le consente di mostrarsi carica delle sole palline giallo ocra, i grani di rosario che rimarranno sulla pianta fino alla nascita delle nuove foglie.

E questo slargo, di fatto una piazza contenuta fra via Tiepolo  e via Sini, a due passi dall'incrocio con la vecchia 131, ospita diverse Melie, tutte molto grandi e ramificate fin dalla base, forse in conseguenza di vecchie potature drastiche.

 
Quindi una piazza caratterizzata dalle Melie, ma che contiene anche altri alberi; per esempio, come dimostrato da quest'altra buffa foto, i frutti di Melia fanno da sfondo a quelli di una Chorisia. 

Stessa situazione, rappresentata dai vecchi frutti pendenti in attesa di cadere, o di aprirsi e rilasciare i semi; la scena è però molto diversa,  fra le centinaia di piccole drupe che si fanno compagnia,  e le grandi pere che sembrano godere della loro solitudine: diversità della Natura a confronto!

lunedì 18 febbraio 2019

Era proprio necessario quel trattamento?

Eccolo qua, il trattamento di cui parlo nel titolo del post odierno: la capitozzatura dello splendido Olivo (o dovrei dire ex-splendido?) del bel condominio di via San Benedetto, che si affacciava su una strada certamente non prodiga di verde, e che quindi apprezzava molto questo albero ben godibile da tutti.

Un giardino bello e ben tenuto, quello di cui parliamo, che si estende fra via San Benedetto e via Genneruxi, sul cui fronte si trovano fra l'altro due grandi ed eleganti Schefflere (post del 31/10/17).

Ma il fiore all'occhiello era lui, il vecchio Olivo qui trapiantato e che si era adattato benissimo, diventando grande e frondoso: non ho fotografie da mostrarvi, ma un giro su Google maps darà ragione a quanto dico.

Allora, che bisogno c'era di effettuare un trattamento siffatto, quando tutti gli esperti ritengono che la capitozzatura sia una cattiva pratica (per es. post del 15/3/18) ? 

Fra l'altro l'Olivo non è una specie a crescita veloce, non è certamente un Ficus retusa, per cui il recupero della sua dignità di albero avverrà, se avverrà, fra molto, troppo tempo.
Non mi risulta che fosse malato, non aveva radici pericolose per le palazzine circostanti, non portava via la luce alle abitazioni, e allora?