Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

giovedì 29 settembre 2022

Le Sophore imperlate

E' veramente un piacere per gli occhi vedere una Sophora japonica vestita a festa, carica delle sue perle verde chiaro che brillano alla luce del sole autunnale! Una festa che comincia appunto intorno ad inizio autunno, e dura per alcune settimane, dandoci il tempo di godere appieno questo spettacolo.

E non dobbiamo fare neppure molta fatica per trovare questi alberi, dato che la Sophora è ben presente nella nostra città, a cominciare dai luoghi più frequentati: basta pensare a piazza Repubblica ed ai filari di via Cugia e via Carboni Boy; ma è presente anche in via Fleming, in via Venezia, nei Giardini Pubblici ed in tanti altri luoghi, da scoprire facilmente perché tanto è lei in questo periodo che attira il nostro sguardo.

Io sono molto affezionato al grande esemplare che si trova all'angolo fra via Fracastoro e via Fermi, che ho già presentato (post 20/9/13)  e che qui a fianco vedete ripreso nel pomeriggio di ieri.

Offre fra l'altro il vantaggio di poter essere ammirata da tutti i lati, e spero che la apprezzino soprattutto i bambini che frequentano la scuola d'infanzia proprio lì.

Ricordo che le perle di cui parliamo sono i semi contenuti nei lucidi ed opalescenti baccelli, strozzati fra un seme e l'altro.


Ecco una delle cascate di perle del nostro esemplare; purtroppo la fotografia non rende pienamente merito allo spettacolo, occorre apprezzarlo dal vivo!

E non posso chiudere senza ricordare che è una Sophora japonica la Matriarca di Stampace (post 16/2/13 ed altri), il più vecchio e glorioso esemplare cagliaritano, incastonato vicino alla alla chiesetta di Sant'Efisio; tuttora vivo e vegeto, credo che possa essere orgoglioso della abbondante prole che idealmente ha sparso per la città!  
  

  

mercoledì 21 settembre 2022

Le Chorisie in pubblicità

 Comincia il periodo di fioritura della Chorisia insignis/Ceiba speciosa, l'albero con le spine a noi tanto caro e del quale abbiamo parlato tantissime volte, presentando o ripresentando i vari esemplari sparsi per la città.

Un viaggio nella bellezza e nei colori, che può passare dalla Cittadella a via Sabotino, da via Curie a piazza Garau, per poi sfociare nel giardinetto retrostante la via Fleming, che corre parallela all'asse mediano.

E proprio qui vi porto oggi, per segnalare quella che per me è una offesa alla bellezza ed al buon gusto, ed un premio all'invadenza della pubblicità.


Eccole qui le Chorisie fiorite, parzialmente nascoste e sporcate alla vista ed al godimento  dai cartelloni 6x3!

Queste piante, che abbiamo già fotografate piccoline, molti anni fa (post del 29/6/12) sono cresciute molto ed alcune di loro sono già veri e propri alberi. 

Ricordo che questo spiazzo, davanti all'hotel Ceasar's e di fianco al circolo bocciofilo distrutto da un incendio, era salito all'onore delle cronache (anche del presente blog) per un tentativo, poi  fallito, di destinarne una parte ad un parcheggio cosiddetto "inerbito", tentativo dimostratosi velleitario.

Però una parte è rimasta gradevole e godibile, se non fosse per la bruttura dei cartelloni pubblicitari.



L'altra fotografia qui a destra dimostra, se ce ne fosse bisogno, quanto è brutta la convivenza fra la bellezza degli alberi e la bruttezza dei cartelloni.

Ricordo che una delle utilità che la Natura ha per l'uomo, come disse lo scrittore e saggista americano Emerson, è l'utilità estetica, cioè la bellezza; che cosa sarebbe l'arte umana se non esistessero gli alberi e le altre bellezze che la Natura ci mette a disposizione? Anche se "Business is business", forse i nostri amministratori del verde dovrebbero fare qualche riflessione, o no? 





Insomma, per consolarci e rifarci gli occhi non resta che una immagine dei bellissimi fiori rosa, un primo piano che scaccia via l'invadenza dei cartelloni, con le loro banane e la loro salsiccia in offerta speciale! 
  

venerdì 16 settembre 2022

Un Blob vitale e simpatico


Se vi state chiedendo quale sia mai il legame fra il film cult degli anni 50  del secolo scorso e questo post, avrete immediatamente una risposta con la fotografia qui a fianco.

L'enorme massa verde scuro che sembra sul punto di precipitare e sommergere il corridoio bianco che le sta sotto mi ha fatto venire in mente l'immagine del Blob.

Con la differenza fondamentale che mentre quello del film era un fluido mortale e terrorizzante, questo sarebbe un fluido vitale e simpatico.

Avete capito dove siamo? Siamo al Lido e stiamo guardando dall'interno del primo piano uno dei due bellissimi Ficus rubiginosa  che vi avevo presentato per la prima volta addirittura nel 2010 (post del 3/11/10), e poi a distanza di dieci anni con qualche maggiore dettaglio (post del 20/9/20).

   

Ed ecco il vitale e simpatico Ficus, responsabile del blob sul corridoio del primo piano, ripreso dall'esterno per intero, con la bellissima e densa chioma e la peculiare forma cilindrica della base.

E non dimentichiamo che questo campione ha un gemello sul fronte opposto rispetto all'ingresso dello stabilimento balneare, altrettanto bello. 

sabato 10 settembre 2022

Il Calocedro meranese ed i pochi fratelli sardi

 Il Calocedrus (=Libocedrus) decurrens, Cedro della California o anche Albero dell'incenso, è una cupressacea di grande impatto estetico, con le sue dimensioni maestose (fino a 40 metri!) le foglie a squame, i rami che si dipartono orizzontalmente dal tronco, dal bel colore rossiccio e caratterizzato da grandi squame.

Purtroppo non è un albero adatto al nostro clima, ed infatti in Sardegna è praticamente assente, fatti salvi gli esemplari fatti piantare dall'ing. Piercy a Badde Salighes, sopra Macomer. Questi esemplari vivono tuttora e sono abbastanza in forma, e meritano comunque una visita perché il luogo è affascinante, e perché in zona si trovano anche Tassi enormi, Agrifogli ed Aceri.

Quindi per godere la vista di questi alberi bisogna andare a Badde Salighes o in Continente, come usiamo dire noi sardi; infatti oggi vi presento un esemplare meranese, che si aggiunge a quello che avevo fotografato e postato nel 2015 (post del 27/7/15) proprio a Merano.

Ribadisco per inciso la ricchezza verde di Merano e la cura per i loro alberi, ai quali è dedicato anche un ottimo sito Internet; ce lo avessimo noi! 

L'esemplare odierno, che si erge nella sua maestosità nella fotografia a fianco, mi è stato presentato da Giancarlo, che ringrazio, e si trova nella zona delle terme di Merano.

E' un campione che dovrebbe essere alto una trentina di metri, ed infatti la fotografia non riesce ad inquadrarlo tutto; mostra fra l'altro i rami orizzontali e la corteccia rossa.

Insomma una bellissima aghifoglia, che giustifica il suo utilizzo come essenza ornamentale di interesse paesaggistico; certo non è un albero da fare crescere in un piccolo giardino!
  

lunedì 5 settembre 2022

Uno sforzo maggiore per l'Olmo di Monte Urpinu

Se dovessi fare una graduatoria dei 20 più significativi alberi cittadini, che rappresentano con orgoglio il verde di Cagliari, l'Ulmus minor che vive nella parte bassa di Monte Urpinu ne farebbe sicuramente parte.

Questo glorioso esemplare, da me definito "reuccio" del Parco (post del 21/3/13) è veramente un bel campione, come si può notare qui sotto, oltre che dalle altre foto che negli anni scorsi gli ho dedicato.


Purtroppo questa foto non rende pieno merito all'albero, sia perché io non sono abbastanza bravo, sia per il dato oggettivo che le foglie sono malate, bucate e gialle, dato che l'Olmo è affetto da tanti anni dalla "grafiosi", malattia causata da un fungo che ne determina l'asfissia, compromettendo la sintesi clorofilliana (post 22/4/12).

Non consola sapere che questo problema è generalizzato, addirittura a livello europeo se non mondiale, ed ha determinato l'abbattimento di centinaia di migliaia di Olmi, compreso, si parva licet, il filare del nostro viale Marconi (con anche altre motivazioni, che non è qui il caso di approfondire).



Pare che gli effetti della grafiosi siano accresciuti dal caldo; e siccome quest'anno il caldo è stato ed è veramente feroce, ecco gli effetti devastanti che vediamo nella foto di destra.

Però il nostro esemplare resiste, non molla, come dimostrano anche i post precedenti nei quali lo abbiamo incontrato; forse nella sua resistenza è aiutato dal fatto di essere un albero spogliante, per cui in autunno si libera di tutte le foglie per ricominciare un nuovo ciclo vitale in primavera.






E guardate che cosa è capace di fare il nostro in primavera (foto del post 8/4/14), con i suoi fiori ed i suoi frutti!

In definitiva, se il nostro Olmo dimostra tanta voglia di continuare a vivere, ed ogni anno ci gratifica con la sua splendida ripresa primaverile, possibile che non esista modo per prolungare la sua stagione vegetativa, evitando o almeno riducendo il degrado che lo assale ogni anno e gli guasta l'estate? Io sono convinto che qualcosa si possa fare, e mi piacerebbe che venisse fatto, per il benessere di questo albero e di tutte le persone che vanno a godersi questa parte del parco e le sue bellezze arboree (non dimentichiamo infatti, tanto per dire, l'Acero saccarino ed il Cipresso di palude che vivono lì a fianco!)    


venerdì 2 settembre 2022

Qualche maggiore attenzione al verde, e non solo, della Cittadella

 Una perla della nostra città, incastonata all'ingresso del quartiere Castello; una perla rara, sia per il contenuto delle sue esposizioni museali, sia per il contenitore, un affascinante percorso in salita ricco di verde che si apre su splendidi panorami. Questa è, in poche parole, la Cittadella dei Musei, punto di riferimento per i turisti e per i cagliaritani.

Data questa premessa, è chiaro che questo posto deve essere tenuto nelle migliori condizioni possibili, sia per le manutenzioni quotidiane che per gli interventi più impegnativi di restauro conservativo. A cominciare dal verde, che ha un ruolo fondamentale nell'apprezzamento dell'insieme.

Ma purtroppo non è così, perlomeno non in tutto il percorso pedonale che si snoda fra i musei: ecco un punto di degrado che mette in evidenza il contrasto fra una Cycas revoluta moribonda, e che dovrebbe essere spostata dalla vista, ed uno sfondo di ciuffi (per adesso!) di Ailanthus altissima, questi invece vivissimi, che dovrebbero essere eliminati.

Abbiamo detto tante volte (vedi per esempio post del 17/6/15)  che l'Ailanto con le sue capacità invasive e soffocanti non può avere diritto di residenza in un posto come la Cittadella Dei Musei, e lo ribadiamo ancora.

Naturalmente il verde non è tutto così, ci mancherebbe, e tante altre piante a cominciare dal grande Pino d'Aleppo, agli eleganti Ginepri tappezzanti, alle stesse Cycas dell'ingresso, per non dire della splendida Chorisia insignis, vivono bene e continuano a fare la loro grande figura; ma proprio per questo, ed a maggiore ragione, le piccole magagne dovrebbero essere sanate, senza consentire che crescano!

C'è poi quel "non solo" del titolo che merita alcune altre considerazioni, anche se non riguardano il verde.

Allora, per quanto tempo ancora devono rimanere quelle transenne fotografate a destra che impediscono l'accesso ad uno dei meravigliosi punti panoramici, o il lampione abbattuto, o la balaustra arrugginita e semi-staccata dal muro?

E ancora, perché il personale all'ingresso è spesso così poco accogliente e tende magari ad anticipare l'orario di chiusura delle 20, che già di suo in piena estate appare anacronistico?

Concludendo, vale quanto detto all'inizio: questa perla cagliaritana deve essere tenuta lucida e splendente, per quanto possibile. 
 
 

martedì 23 agosto 2022

La banana è matura: sarà anche buona?

 Il Banano, Musa acuminata, è una pianta tipica dei paesi a clima tropicale, dove viene coltivata per produrre il conosciutissimo frutto; è presente anche da noi, anche se piuttosto rara, perché i frutti non arrivano a maturazione (a prescindere da coltivazioni in serra, che non  ci interessano in questa sede) e le grandi foglie sono molto sensibili al vento, che può strapparle.


Però, complici i cambiamenti climatici, anche da noi talvolta le banane giungono a maturazione, come le 3 che si notano in questo piccolo casco, che appartiene ad una bella pianta in buone condizioni che vive in un piccolo giardino di via Rossini. Naturalmente non so rispondere alla domanda del titolo, ma quello che è certo è che il frutto è arrivato a maturazione.

Segnalo che il Banano non è propriamente un albero, ma una pianta erbacea perenne, che si regge nella sua altezza non indifferente di albero per mezzo di un pseudo-fusto costituito dal compattamento  delle grandi guaine che sorreggono le foglie.

Ricordo che in città è molto più presente una pianta molto simile al Banano, anche se non è sua parente, e cioè una particolare specie di Strelitzia, la Strelitzia nicolai, che vi ho presentato qualche anno fa (post del 2/4/16). 

Anche la Strelitzia ha gli stessi problemi del Banano per quanto riguarda le foglie, però può vantare un fiore molto bello; per converso, e per pareggiare il confronto, il fiore del Banano pare che sia edule ed anche piuttosto buono.

mercoledì 17 agosto 2022

A proposito di Pancrazio....

E' assolutamente una coincidenza, una bella coincidenza, che nell'ultimo post abbiamo parlato di  Pancrazio, con riferimento alla torre cagliaritana dedicata all'omonimo santo, ed oggi riparliamo di Pancrazio, con riferimento al Giglietto di mare, il Pancratium maritimum. 

Che cosa lega i due Pancrazio, una poderosa ed alta struttura difensiva del 1300, ed un tenero fiorellino rasoterra come il  Giglietto? Nulla, se non proprio il nome proveniente dal greco, la cui etimologia parla di vittoria  sulle avversità, resistenza di fronte ad ogni ostacolo.

Quindi la torre è capace di resistere, attraverso il santo che le ha donato il nome, a qualsiasi attacco da parte di forze straniere, il fiorellino è capace di resistere alle condizioni estreme del suo habitat, salmastro, arido e sabbioso.

Trovato il legame, ed avendo già fotografato la torre, ecco allora una immagine del fiorellino.



E non un singolo fiorellino, ma un mazzo, un bouquet di Pancrazi, ripreso, anche quest'anno, sulla spiaggia di Cala Pira (post 18/8/176/11/17, 20/8/21).

E' ormai quasi una consuetudine che l'amico Mario mi ricordi annualmente, attorno a Ferragosto, questa meravigliosa fioritura spontanea, che io volentieri vi propongo, rimandandovi ai citati precedenti per qualche dettaglio tecnico sulla riproduzione di queste bulbose annuali.

Ricordo ancora che il Pancratium maritimum  ha un cugino montano, il Pancratium illyricum , altrettanto bello e ben posizionato (post del 11/5/16 e del 19/4/22).

Insomma, non ci possiamo proprio lamentare della bellezza di chi si chiama Pancrazio, sia esso una torre di difesa, sia un tenero e raro fiorellino marino!   




mercoledì 10 agosto 2022

Di chi è la competenza?

Penso di non sbagliarmi se dico che il titolo odierno rappresenta uno dei quesiti principali che riguardano la soluzione di tanti problemi della pubblica amministrazione; un quesito che normalmente ricade addosso al cittadino, che non vede soddisfatte le proprie istanze mentre viene sballottato da un ufficio ad un altro.

E veniamo al quesito odierno.


Ecco a sinistra la Torre di San Pancrazio, uno dei principali monumenti di interesse turistico che possa vantare la nostra città, e meta quotidiana in questo periodo di centinaia di persone in visita al quartiere di Castello ed alle sue torri Pisane.

E quindi? direte voi. Quindi, se guardate la torre con l'occhio del lettore di questo blog, individuerete un intruso, che non è fatto né di calcare né di legno stagionato, ma di legno fresco, dotato di grande potere di penetrazione e spaccamento.  

Individuato, sulla destra sopra l'arco? Vediamolo più da vicino.


Eccolo qua, l'intruso: si tratta di Ailanto, Ailanthus altissima, uno dei più potenti e temuti abusivi vegetali, che qui dà una ennesima dimostrazione della sua invadenza.

Ne abbiamo parlato tantissime volte di questo albero, normalmente in termini negativi ma anche per apprezzarne il gradevole aspetto estivo quando è carico di semi dalle varie tonalità di colore (post del 6/7/12, fra i tanti).

Abbiamo detto che dovrebbe essere tenuto a bada, per evitare che si insinui e si installi in mezzo ad altre piante o in luoghi dove non deve (post del 21/7/13, fra gli altri).

Tornando al nostro esemplare, io non posso esserne certo, ma nutro seri dubbi su chi abbia la responsabilità di aver staccato pezzi del rivestimento sopra l'arco, fra i quali vedo anche piastrelle con rilievi, ritengo di valore.

Qualsiasi intruso verde che si installi su un monumento deve essere eliminato, a prescindere dalla specie di appartenenza (vedi post dell'8/4/15, che riguardava guarda caso la Torre dell'Elefante ed un Fico come intruso), a maggior ragione se si tratta di un Ailanto, conoscendone le caratteristiche!

E qui torniamo al principio: di chi è la competenza dell'eliminazione dell'intruso, e del controllo puntuale affinché non si ripresenti? Io non lo so, ma chiedo agli amministratori del verde pubblico (o a quelli che si occupano di cultura e beni monumentali, o a quelli che si occupano di decoro urbano, boh) di farsi carico del problema, subito!    

lunedì 8 agosto 2022

Il gruppetto di giovani Acacie

Parliamo di un intervento recente nel verde pubblico cagliaritano, eseguito per sostituire alcune delle sfortunate Palme distrutte dal punteruolo rosso, nonostante i tentativi di recupero.

Gli attacchi di questo terribile insetto sterminatore, soprattutto nella prima parte del decennio precedente a questo, si sono estesi a tappeto, e ne abbiamo dato conto più volte nel blog; in particolare per quanto riguarda la passeggiata a mare della Darsena, oggi piazza Vittime del Moby Prince, abbiamo seguito l'attacco ed i tentativi di salvataggio, purtroppo non andati a buon fine (post del 25/6/14  e del 28/9/19).

Preso atto della battaglia persa, gli amministratori del verde hanno cambiato rotta, puntando su nuove piante per sostituire, almeno in parte, le Palme morte.

Ed ecco il risultato: un gruppetto compatto di giovani esemplari di Acacia dealbata, una delle specie più affascinanti della grande famiglia delle Acacie, con belle foglie composte bipennate, ed una splendida fioritura invernale (post del 9/1/11 e del 20/1/11 , fra gli altri).


 Mentre vi rimando ai post citati per godere dei capolini  gialli nella loro esplosione invernale, voglio qui  rimarcare la bellezza della foglia, che nella foto a destra riprende da vicino uno degli esemplari della Darsena.

Ogni foglia, lunga una decina di centimetri, è costituita da centinaia di foglioline piccole, sottilissime e piumose, attaccate direttamente ai rametti fogliari, morbide al tatto: veramente eleganti.

La Acacia dealbata è un albero che cresce in fretta, anche se con il nostro clima non diventa molto grande; però ha la caratteristica di avere un tronco piuttosto sottile rispetto alla chioma che, con la sua densità, può costituire un problema in caso di vento forte.

Ne consegue la ovvia raccomandazione ai nostri giardinieri, nell'apprezzare la scelta effettuata, di curare e manutenere con attenzione il sistema di tutoraggio di questi alberelli, perché il nostro maestrale, tanto più nella spianata della Darsena, non perdona!
  

martedì 2 agosto 2022

A proposito di alberi larghi.......

Nell'estate del 2012, ben 10 anni fa, avevo provato ad indicare, in una classifica fra il serio ed il faceto, alcuni alberi che spiccassero per altezza, o per larghezza, o per l'insieme delle due caratteristiche (post del 21/8/12, 26/8/12, 5/9/12, ed altri successivi).

Questa classifica mi è venuta in mente l'altro giorno, transitando in piazza Deffenu dal lato del mare, ed ecco il motivo.

Guardate la dimensione, la larghezza della chioma di questo Ficus retusa, che vegeta a ridosso della grande aiuola dietro il distributore di benzina.

Un vero campione di larghezza, a cui la mancanza di concorrenza intorno ha risparmiato le potature periodiche alle quali deve essere sottoposta la grande parte dei suoi fratelli stradali.

Il risultato è un grande bell'albero, la cui presenza attutisce l'effetto straniante di una piazza dedicata essenzialmente al parcheggio ed al transito continuo di auto in un punto nevralgico per il traffico cittadino. 

Insomma, benvenuto al Ficus retusa che entra nella graduatoria degli alberi più larghi, a fare compagnia al suo fratello di Genneruxi (post del 12/9/13)! 



martedì 26 luglio 2022

La storica famiglia si rifà il look

 E' una bella notizia quella che vi voglio dare oggi, come capita quando si mostra attenzione verso il verde cittadino, soprattutto quello più significativo per la nostra città.

E la notizia è che l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna sta facendo eseguire lavori di ammodernamento ed abbellimento della aiuola circolare sita alla radice del molo Ichnusa, che ha la grande peculiarità di contenere una famiglia di alberi di una sola specie, cioè Washingtonia filifera.


Eccolo qua il gruppo familiare di Palme in mostra, mentre gli operai lavorano alla base dell'aiuola; difficile rimanere indifferenti di fronte alla stranezza di questa aiuola, che ha fatto e fa compagnia a molte generazioni di cagliaritani in passeggiata  al Porto.

Vi avevo già presentato la storica famiglia (post del 14/5/15  e del  4/2/21), ipotizzando che la particolare situazione di esemplari ammassati sia scaturita dalla attività riproduttiva di un capostipite, che nel corso di decenni ha dato luogo alla affascinante composizione attuale.

Quale che sia l'origine del gruppo, che sarebbe interessante studiare attraverso vecchie immagini, resta che questo è a buon diritto uno dei molti luoghi della memoria del verde cittadino, che meritano di essere preservati e curati, come appunto si sta facendo in questo caso.

giovedì 21 luglio 2022

Un Cipresso fiorito o una sfacciata opportunista?

 La risposta al quesito del titolo, anche prima di avere visto la fotografia a cui il titolo si riferisce, è scontata, dato che il Cipresso non fiorisce, appartenendo al gruppo delle Gimnosperme.


E' quindi una sfacciata opportunista, quella che si è arrampicata fino alla cima del povero Cipresso, anche piuttosto in alto, per produrre il meglio della sua fioritura.

Si tratta di una Bougainvillea, e lo stretto abbraccio avviene alla fine di via Rossello, traversa cieca di via Dei Conversi. 

Ringrazio Paolo per avermi segnalato questo connubio, e ricordo che la Bougainvillea non è l'unica pianta capace di arrampicarsi su suoi simili, ma anzi sono molte le piante rampicanti che sfruttano questa opportunità: possiamo citare il Glicine (post 4/10/16), la Bignonia radicans (post 20/6/11), la potente e bellissima Bignonia tweediana ( post 11/5/15).

Una convivenza forzata, che spesso nasce da una vera e propria aggressione verso chi non può difendersi efficacemente, è costretto a subire e a volte soccombe.

Ma, lo sappiamo, le leggi della Natura sono spesso brutali e, quando si cerca l'aria e la luce......   

giovedì 14 luglio 2022

Un salto nel verde del Parco d'Abruzzo

 Vi porto a prendere una boccata di aria fresca nel Parco Nazionale d'Abruzzo, anzi più precisamente di Abruzzo, Lazio  e Molise, il più antico parco nazionale italiano.

E vi ci porto perché è un parco ricchissimo di alberi meravigliosi, ma soprattutto perché questi alberi appartengono a specie a noi sardi pressoché sconosciute, o comunque molto rare da trovare.


E cominciamo con uno splendido Faggio, Fagus sylvatica, che si erge maestoso con i suoi 750 anni circa di vita su questa Terra.

Dico subito per correttezza che questa fotografia non è mia, ma della signora Anna Maria; io non sono stato capace di trovare questa meraviglia, pur essendo andato al passo Godi, dove il Faggio del Pontone, questo il nome attribuito, vive.

D'altra parte, non potevo cominciare con una specie diversa, dato che i Faggi sono la specie arborea con il maggior numero di esemplari in Abruzzo; e pensare che in Sardegna sono assenti!

Fatto questo doveroso omaggio ai Faggi e a chi li sa fotografare, passiamo ad alcune fotografie scattate da me, sempre riguardanti alberi poco presenti da noi.


Ecco un grande Abete rosso, Picea abies, che si erge elegante e maestoso, e molto alto; qui ci troviamo a Pescasseroli, a 1200 metri di altitudine.

Anche questa specie arborea è praticamente assente da noi, soprattutto a Cagliari, con qualche ammirevole eccezione (post 7/3/14), spesso riveniente da alberi di Natale dismessi ma amorevolmente accuditi.

Per il resto, le altre volte che ho parlato di questa specie arborea, pure così importante, vi ho portato in altre regioni italiane, se non all'estero.






E quest'altra enorme bellezza? E' un Acero platanoide, del quale vi mostro a conforto anche un particolare, con la bella  grande foglia a lobi dentati, e le affascinanti disamare appese in gruppetti.

Anche questo Acero è molto raro da noi; io ne avevo riconosciuto uno, almeno dalla foglie morte, al parco di Laconi (post 17/2/12).  

Queste a sinistra sono invece una coppia di graziose nocciole, fotografate lungo il percorso pedonale della Camosciara, bellissima passeggiata sempre nei dintorni di Pescasseroli.

Ricordo che il Nocciolo, Corylus avellana, in Sardegna è abbastanza presente in quota, per esempio nella zona di Aritzo, dove viene coltivato per produrre meravigliosi dolci.




E questo a destra sembra essere un Carpino nero, Ostrya carpinifolia, anch'esso colto sul percorso della Camosciara. Anche questa specie è rara in Sardegna, e cresce solo in alcune zone di Barbagia ed Ogliastra, e rarissima in città, dove ho scoperto un solo esemplare (post del 1/8/21).







E chiudiamo con una immagine bella e rasserenante, anche se non contiene alberi di immediato riconoscimento: è il lago di Barrea, ripreso dal bellissimo omonimo paesino che lo sovrasta. 



    





 

sabato 9 luglio 2022

Un'alternativa verde al Poetto

Come ho fatto diverse volte gli anni scorsi, anche quest'anno voglio offrirvi qualche fotografia interessante scattata all'Orto Botanico, dove spesso torno per godere del paesaggio sempre uguale e sempre diverso offerto dagli alberi e dagli arbusti, nonché della atmosfera meditativa e decadente che il nostro Orto sa offrire. 

Può essere un suggerimento per interrompere ogni tanto la frequenza del pur meraviglioso nostro Poetto, con il suo enorme carico antropico estivo ed i problemi correlati. 



Tuffiamoci allora, invece che fra le onde, in mezzo al verde.

Un Fiore di Loto, Nelumbo nucifera, perde i grandi e pesanti petali ma non perde il fascino, tanto più se lo si ammira nel contesto delle enormi foglie circolari che riempiono la vasca dedicata a questi splendidi fiori.

Da notare anche il frutto, che contiene i semi, con la sua spiccata somiglianza con il soffione di una doccia.



E non poteva mancare una Ninfea, Nimphaea alba, cugina del Fior di Loto ma con il fiore molto più piccolo e che rimane a galleggiare sull'acqua. Le Ninfee crescono abbondanti nel vascone centrale, dove condividono lo specchio d'acqua con gli enormi pesci rossi, delizia dei bambini.

Dicevo che il fiore della Ninfea è  molto più piccolo del Fiore di Loto, ma la Ninfea si prende la sua rivincita con la foglia della specie Ninfea gigante, Victoria amazonica, che può raggiungere i 3 metri di diametro (post del 23/7/11)!  





E ancora, lo splendido fiore di una pianta succulenta, fra le tante presenti all'Orto, e precisamente un Cereus hildmannianus, una specie di Cactus proveniente dal Sudamerica, che offre in questo periodo una copiosa fioritura.



Ma non ci sono solo fiori da ammirare, ma tante, tante altre cose: per esempio  una mostruosa base di tronco di Fitolacca dioica, che ricorda il piede di un animale preistorico (vedi fra gli altri il post del 29/7/21).

Insomma, non manca certo la varietà e le piante da osservare anche a lungo, in questa oasi di pace e bellezza; certo, se il visitatore disponesse di qualche seduta più comoda delle attuali panchine..........