Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

domenica 17 ottobre 2021

Ottobre a Terramaini

Parliamo di un parco pluripremiato dal blog, per il quale ho contato una decina di presenze, sin dal 2011, con il nome nel titolo del post, più tante citazioni all'interno di altri post. 

E' indubbiamente uno dei posti pubblici che preferisco, con enormi prati (per Cagliari) ben tenuti, tante specie arboree ben posizionate, e frequentato da tanti visitatori che appaiono soddisfatti di essere lì. 

Ecco perché ogni tanto mi ritrovo a presentare  e commentare qualche immagine di questo luogo.

Cominciamo con il prato, grande e verde tanto da farci dubitare di trovarci a Cagliari, e non magari in Trentino. Il grande Olivo sullo sfondo, fra l'altro carico di olive, ci rassicura sulla latitudine.

Per completezza, quella macchiolina bianca sulla sinistra, che sembra un pallone da calcio, è invece un gatto, componente della grande colonia che vive nel parco.





Dal generale al particolare, ecco un bel casco di datteri di una Phoenix canariensis, a dimostrazione del fatto che la battaglia contro il malefico punteruolo può anche essere vinta, con la costanza delle cure su tutte le Palme del parco a rischio.

Ed ecco una bellissima novità, che non avevo ancora notato: la spalliera lungo la recinzione esterna, formata da tantissimi arbusti di Plumbago a fiori bianchi, oltre che da Glicine e Bougainvillea.



Il Plumbago bianco è una varietà molto più rara di quella tradizionale, che è azzurro celeste, tanto è vero che il nome comune di questo rampicante è Gelsomino azzurro

Per precisone ulteriore, il nome scientifico della pianta tradizionale è Plumbago capensis, e della pianta a fiore bianco è Plumbago capensis alba. Sarà perché se ne vede poco in giro, ma trovo questa variante bianca molto elegante, tanto che le ho dedicato qui a destra un primo piano della fioritura. 

Ammirare questa grande spalliera può costituire una ottima compagnia quando si va a recuperare la macchina, dato che il grande  apprezzamento di cui gode questo parco determina spesso carenza di parcheggi soprattutto nella parte bassa.

Il parcheggio distante è un prezzo che si paga volentieri, se l'andare è accompagnato da questa spalliera, senza dimenticare, dirimpetto, il filare di Tigli.

sabato 9 ottobre 2021

Le potature in azione

Il post di oggi si aggancia idealmente al precedente, nel quale parlavamo del fatto accaduto verso la fine di settembre, quando la caduta di un ramo della Fitolacca dioica  di piazza Indipendenza ha provocato gravi danni ad un'auto parcheggiata.

Non so se ci sia un collegamento diretto, ma di fatto da una decina di giorni sono in corso, in varie zone della città, operazioni di potatura in zone pubbliche alberate, riguardanti in prevalenza le piazze.

E, naturalmente, è ripresa immediatamente la polemica, sulla stampa ma soprattutto sui social media, riguardo all'opportunità di agire adesso, e su quali alberi, e in quale modo, e con quali priorità, etc, etc.

Oggi focalizziamo l'attenzione sull'enorme Ficus elastica di Largo Gennari, proprio al centro della piazza; ne abbiamo parlato, per esempio nel 2014 (post 23/7/14).

Ecco come si presenta il grande Ficus dopo la recentissima potatura radicale che ha subìto e che  sta interessando tutta la piazza (è ancora in corso sui Lecci e sui Carrubi).

Che scempio! hanno tuonato in tanti. Certo, visto così è terribile, però si possono fare anche alcune considerazioni a difesa dell'intervento.

Innanzitutto non si tratta propriamente di una capitozzatura, come ho letto, dato che sono stati lasciati molti rami e diversi ciuffi di foglie, che aiuteranno l'albero a non perdere le sue forme nella fase di ripresa.

In secondo luogo è stato scelto il periodo autunnale, quando l'ombra è meno importante per chi utilizza la piazza, ed è il periodo che meglio si presta a queste operazioni, con la riduzione di vitalità degli alberi.

In terzo luogo, il Ficus elastica è una pianta robustissima, come abbiamo detto più volte, ed in più non sono state toccate, per fortuna, le sue radici aeree, che lo aiuteranno nella fase di ripresa.

Infine, non possiamo non considerare l'aspetto economico, per cui è ovviamente molto più dispendioso effettuare frequenti interventi parziali di "aggiustamento"  invece che più rari interventi importanti.

Insomma, il comportamento dei nostri amministratori del verde è stato secondo me più accorto in questa occasione rispetto ad occasioni precedenti (vi ricordate, per citare un caso, le Jacarande di via Dante nella primavera del 2016?), e sono fiducioso che già nella prossima estate il nostro campione avrà rimesso in sesto la sua chioma con un minimo di valenza estetica e sarà in grado di fornire di nuovo la sua ombra ristoratrice.   

  


 

lunedì 4 ottobre 2021

La Fitolacca bastonatrice

 Il post odierno trae lo spunto da un fatto di cronaca accaduto circa una settimana fa: un grosso ramo si è abbattuto nottetempo sopra un'auto parcheggiata in piazza Indipendenza, provocandole seri danni.

Il fatto non avrebbe interessato il blog, anche perché purtroppo questi episodi sono ricorrenti, se non fosse che l'albero da cui si è staccato il grosso ramo che ha bastonato l'auto è una Phytolacca dioica, albero che io apprezzo molto e di cui ho spesso parlato, anche perché diversi esemplari occupano posizioni strategiche per esaltare la bellezza dei luoghi nei quali si trovano.

Pensiamo per esempio alla Sentinella di Castello (post del 31/10/10) di piazza Aquilino Cannas, o alla Fitolacca ippopotamo (post del 28/7/21)  del Bastione, o ancora alla Fitolacca che si sposa con la bella facciata del vecchio Museo Archeologico (post del 27/12/15), che è proprio quella di cui ci occupiamo oggi.


Eccola qua, in una vista d'insieme: effettivamente appare un po' troppo invadente, e forse andrebbe ristretta, anche per non coprire troppo le belle simmetrie della facciata retrostante; proprio la foto che accompagna il post del 2015 citato costituisce un esempio di riduzione, che forse avrebbe evitato l'incidente al quale ci riferiamo che, non dimentichiamolo, avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.


Ed ecco l'auto oggetto delle bastonate, che ancora porta i segni inequivocabili di chi è stato a bastonarla: diverse pannocchie di bacche giacciono sulla carrozzeria, dopo lo schianto che ha, fra l'altro, provocato l'esplosione dei finestrini laterali e la rottura di lunotto e parabrezza.



Infine, una foto che dimostra lo strettissimo rapporto anche fisico esistente fra l'albero in questione e l'edificio: la Fitolacca è proprio attaccata, in maniera indissolubile.

E allora, che cosa si dovrebbe fare? Io spero che a nessuno venga in mente di eliminare questo bellissimo albero, mentre si dovrebbe procedere con una riduzione a "più miti consigli" della sua esuberanza con dei tagli appropriati, e con un controllo assiduo per intervenire, per quanto possibile, in termini preventivi. E' un costo aggiuntivo, ma certi alberi, in certe posizioni strategiche, lo meritano assolutamente!



martedì 28 settembre 2021

Fioritura autunnale della Thevetia

Ogni tanto è opportuno tornarci, ad ammirare i nostri alberelli di Thevetia peruviana, molto gradevoli nell'insieme e generosi nella fioritura, anche nel nostro tiepido autunno.

La Thevetia, detta anche Oleandro giallo o del Perù, ha origine infatti nell'America tropicale, dove le fioriture si susseguono quasi senza soluzione di continuità.



Ecco allora il pluridecorato esemplare di via Cettigne a Genneruxi (ultimo post 19/8/20, con rimandi ai precedenti), ripreso pochi giorni fa con un certo numero di fiori tubulosi gialli con i petali leggermente attorcigliati.

E' rimasto il solo trattato dal blog per diversi anni, prima che scoprissimo l'esistenza di altri esemplari, più recentemente (post del 13/9/20) .


 Ed ecco l'esemplare di via Pasteur scoperto nel 2020, che ha la peculiarità di avere i fiori rosa, anzi per la precisione color pesca; come vedete, questo è proprio un alberello, cresciuto in altezza per farsi strada rispetto ai vicini cugini Oleandri.

Ricordo che la Thevetia produce (post 14/10/14)  dei frutti in forma di strane drupe globose, con all'interno semi protetti da una mandorla legnosa.

Queste mandorle venivano utilizzate, e forse vengono ancora utilizzate per ricavare, nei paesi sudamericani di origine, collane e sonagli. E' bene comunque ribadire che i semi della Thevetia, così come quelli dell'Oleandro, contengono glicosidi velenosi, per cui sono da trattare con le dovute attenzioni.


giovedì 23 settembre 2021

E, un giorno, l'infanzia del Draghetto è finita

 Il piccolo Draghetto, dal nome altisonante di Dracaena draco, viveva tranquillo in un tratto della scarpata di Terrapieno, con il suo tronco singolo sormontato da un ciuffo di lunghi capelli scarmigliati. Era sereno, si godeva il panorama verso il basso ed il passeggiare degli umani e dei cani verso l'alto.

Oltre all'aspetto gradevole e simpatico forniva anche un utile servizio frenando con le sue radici lo scivolamento del terreno verso via San Saturnino, in un lavoro di squadra che impegnava tutti i suoi compagni verdi del Terrapieno.

Poi, un giorno, l'infanzia è finita.

Dopo quasi 15 anni di vita, in maniera inaspettata e repentina (parliamo comunque di anni, trattandosi di alberi!) l'infanzia è finita, ed il tronco è esploso in una decina di salsicciotti, ognuno dei quali si è fatto carico di riprodurre il bel ciuffo di capelli della prima gioventù.

L'aspetto scarmigliato è stato sostituito da una bella compattezza d'insieme e da una chioma simmetrica ed ampia.

Può darsi che sia quasi giunto il momento di una successiva ramificazione, e che l'ormai ex Draghetto assuma un aspetto sempre più simile a quello dei suoi fratelli maggiori che già conosciamo, dai capostipiti dell'Orto Botanico all'esemplare del viale Buoncammino, da quello di via Mameli a quello del parco Vannelli, e così via (post del 10/6/11,   25/1/186/4/17, 16/1/19, fra gli altri).

Insomma, ospitiamo in città una bella famiglia di Draghi, ai quali non possiamo che augurare lunga vita, che per loro si misura in centinaia di anni, come ci insegnano gli esemplari di Tenerife, lì presenti allo stato endemico.
Date uno sguardo su Internet alla mostruosa grandezza degli esemplari di queste Dracene presenti sulle isole Canarie, e ditemi se il nostro Draghetto odierno non ci ispira tenerezza, anche se ha lasciato l'infanzia! 


mercoledì 15 settembre 2021

Il verde fra i colori pastello di un tramonto cagliaritano

Oggi facciamo un post-cartolina, approfittando di un tramonto magico di quelli che Cagliari sa offrire a fine estate ed in autunno, con la partecipazione di un cielo parzialmente nuvoloso che mette in risalto la luce radente.

Ecco piazza Yenne e lo sfondo di Castello, con i colori naturali che io non ho ritoccato in alcun modo.

Apprezzata la bellezza dei colori pastello dei fabbricati, per rispettare la missione del blog ne approfittiamo per fare un "ripassino" del verde che appare nell'immagine.


Da sinistra, vediamo i grandi Ficus retusa di piazza Yenne; poi saliamo di quota, e troviamo a ridosso della Torre dell'Elefante alcune residue Robinie di via Cammino Nuovo, seguite poi dal gruppo compatto di chiome dei Pini da pinoli nel cortile del Rettorato. Nello stesso cortile spicca uno dei simboli cagliaritani, la Washingtonia filifera eternata in migliaia di fotografie (post del 28/11/10).  
Ritornando al livello della piazza, notiamo a destra alcune Cycas ed un altro paio di Washingtonie che contornano la statua di Carlo Felice.


venerdì 10 settembre 2021

Il verde dell'aspra e selvaggia Ogliastra

Aspra, selvaggia e meravigliosa Ogliastra. Una regione che custodisce, soprattutto nelle sue zone interne, bellezze indescrivibili, spesso nascoste e per questo tanto più apprezzabili quando si incontrano.

Bellezze che sono strettamente connesse con il verde e gli alberi, perlomeno con quelli che sono rimasti dopo i terribili disboscamenti  dell'800. Parliamo di Tassi, Agrifogli, Ontani, Carpini, Ginepri e, naturalmente, Lecci e Roverelle, le due specie di Querce di gran lunga più presenti in queste zone. Anche loro fanno parte a pieno titolo delle bellezze nascoste, dato che spesso sono sopravissute al taglio indiscriminato proprio per la posizione difficile da raggiungere.

Abbiamo parlato tante volte delle bellezze verdi ogliastrine, aggancio qui solo alcuni titoli (post 31/1/1511/3/20 , 7/1/14   23/4/15  ) fra i tanti.

E passiamo alle fotografie attuali.


Ecco una splendida ed antica Roverella, Quercus pubescens, che guarda il lago dell'Alto Flumendosa. Se mi posso permettere una notazione personale, questo è un albero che amo molto, perché è stato il centro di molte ore di gioco della mia infanzia, nei lontanissimi anni 50 del secolo scorso.

Questo albero, a noi bambini di allora noto come Quercia Madre, è stato colpito dal fulmine nella parte posteriore, ma pare che resista piuttosto bene, anche ad annate di grande siccità estiva come quest'anno.



Ed ecco una coppia di Ginepri rossi, Juniperus oxycedrus, in meraviglioso accostamento con le retrostanti rocce, nella zona a nord di Perda Liana ed a sud  delle maggiori alture del Gennargentu, fino a Punta La Marmora.



Due Lecci, Quercus ilex, che competono e convivono con le rocce dei laghetti di Bau Mela, Alto Flumendosa, dei quali si intravede una conca dall'acqua verdissima in basso. 

Vi posso dire, come nota di costume, che quando ci sono stato io c'erano alcune persone che si godevano un bagno, sicuramente rinfrescante, in questa conca.




Infine, una foto simbolica di questa Sardegna primordiale, dove gli eventi si misurano in millenni; vediamo i grandi massi di granito, spaccati in forme bizzarre, ed un Leccio che resiste abbarbicato, immergendo le sue radici fra queste rocce sicuramente poco prodighe di nutrimenti.

sabato 4 settembre 2021

Visita periodica alla splendida Araucaria ogliastrina

 L'Araucaria ogliastrina di cui parliamo è lo splendido e rarissimo esemplare di Araucaria araucana che vegeta a Villanova Strisaili, e che avevo presentato nel lontano 2011 (post del 30/12/11), dopo avere parlato di questa specie già nel 2010, presentando la famiglia di queste meravigliose conifere (post del 17/12/10).

Eccola qui, bellissima nel colore verde carico delle sue foglie spinose, simmetrica e cresciuta molto rispetto a 10 anni fa, anche se è sempre un "nanetto" rispetto alle altezze che raggiunge nei suoi paesi di origine, il Cile e l'Argentina. 

Dicevamo che è un albero rarissimo in Sardegna, tanto più in una zona dove sono di casa le splendide Querce, e le uniche conifere sono quelle oggetto dei vari interventi di rimboschimento effettuati nella zona ogliastrina.

Insomma, parlando fra il serio ed il faceto, ritengo che questo albero potrebbe essere inserito fra le bellezze della zona, e suggerito come attrazione turistica!




Ecco a destra il primo piano di un cono tondo,  anch'esso dotato di spine per non essere da meno rispetto ai rami che lo circondano, con le loro squame appuntite.
Uno spettacolo straordinario, anche per la sua rarità. 

  


martedì 24 agosto 2021

La Plumeria finalmente fiorita

 E' pigra la Plumeria rubra, non c'è dubbio; o forse consapevole della bellezza del suo fiore di porcellana (post 8/9/16  e 14/8/20), ce lo fa desiderare prima di decidersi a produrlo.  Di fatto la pianta resta nuda fino a giugno, completamente priva di foglie; poi però quando si decide fa le cose in fretta e bene, e ad agosto dopo aver messo su le belle foglie lanceolate comincia a produrre i fiori profumati.



Ecco la prima produzione di quest'anno dell'esemplare di via Mascagni, arbusto piccolino con i fiori rosa. Ricordo la caratteristica di questi fiori, quella di mantenere la loro bellezza a lungo anche dopo recisi, tanto da consentire il loro uso per comporre affascinanti intrecci.


A destra invece i fiori bianchi dell'esemplare, un vero e proprio alberello, di via Lombardia.

E' probabile in realtà che ambedue gli esemplari fotografati appartengano alla varietà Plumeria alba, per evidenti motivi.

Non posso che ribadire che sarebbe bello trovare esemplari di Plumeria, detta anche Frangipane,  anche nel verde pubblico.


  

venerdì 20 agosto 2021

E torna la fioritura del Giglietto di mare

Molte nostre meravigliose e bianche spiagge presentano, alla fine della loro estensione verso la campagna retrostante, una zona intermedia, che non è più spiaggia e non è ancora campagna: questo è l'habitat naturale del Giglietto di mare, Pancratium maritimum, affascinante fiorellino bianco con una storia riproduttiva ricca di fascino, della quale vi ho parlato (post del 18/8/17   e del 6/11/17).


Anche quest'anno, puntualmente, è tornato a farci compagnia e ad offrirci un ulteriore godimento oltre a quello della spiaggia e del mare.

Ecco qui un esemplare, che si offre alla vista in tutto il suo delicato candore, elevandosi dalle sue stesse foglie e da alghe essiccate dal sole.

Questa immagine in campo lungo ci consente di apprezzare l'habitat di cui vi dicevo, mentre all'estrema sinistra della foto si intravede la spiaggia, alcuni ombrelloni ed il mare.

Le foto provengono dalla spiaggia di Cala Pira, nella nostra splendida costa sudorientale, e ringrazio Mario per avermele inviate anche quest'anno.

Se è vero che la presenza di questi giglietti, sempre più rara nelle coste della penisola, denota un buono stato di conservazione dell'ambiente naturale rispetto ai disastri perpetrati dagli umani, possiamo stare abbastanza tranquilli sul futuro delle nostre spiagge sarde; e ci riferiamo non solo alle spiagge isolate e difficilmente raggiungibili ma anche a quelle, come Cala Pira, molto frequentate nel periodo estivo.   


  


    

lunedì 16 agosto 2021

Gli alberi che soffrono il caldo nella nostra città

 E' un argomento che ha interessato il blog fin dalla sua nascita, quello degli alberi non adatti alla nostra città (post del 1/11/10 e del 23/12/10). Avevamo anche individuato le principali motivazioni, e cioè l'altitudine sul livello del mare, la latitudine, l'ambiente non adatto; tutte queste motivazioni si concentrano, un po' semplificando, nel fatto che questi alberi sono inadatti perché non sopportano il nostro caldo estivo.

E siccome nel nostro caldo estivo in questi giorni siamo dentro fino al collo, ho ripreso l'argomento andando a visitare alcuni alberi già indicati come inadatti.


Ecco una foto di dettaglio del Platano di piazza Islanda a Genneruxi, che mostra le foglie macchiate o ingiallite.

Questo Platano non è di per sé un bell'esemplare, e certo non fa bella figura se confrontato per esempio con i Carrubi che lo circondano, a prescindere dal periodo dell'anno; però in questo periodo la situazione diventa ancora più critica.


E, visto che mi trovavo in zona, ho fotografato la situazione di un Tiglio in via Dell'Abbazia, che si trova in corrispondenza del numero civico 31, di cui vediamo un particolare del fogliame qui sotto.




Vediamo molte foglie orlate di marrone, e l'aspetto d'insieme sofferente. Le foglie vengono bruciate dall'irraggiamento, e l'albero non ha strumenti per opporsi e mettere in atto strategie difensive, come invece fanno altre specie, per esempio i Pini, che perdono aghi più del dovuto salvando quelli più robusti.

Ed anzi questo Tiglio non sta tanto male, se lo confrontiamo per esempio con il filare sulla strada che porta dal viale Marconi a Selargius (post del 2/9/17).  



E questi sono Ippocastani sofferenti in via Castiglione, anch'essi con le foglie orlate di marrone e l'aspetto d'insieme della pianta abbrutito.

Ci fermiamo qui, per non intristirci anche noi; anzi direi che possiamo terminare con una nota positiva, affermando che non tutti gli alberi delle specie citate si comportano allo stesso modo, e molti esemplari, vuoi per le condizioni di esposizione o innaffiamento, vuoi per caratteristiche intrinseche della singola pianta, riescono a fare fronte senza grandi sofferenze.

Penso per esempio ai Tigli del viale di ingresso verso il parco di Terramaini, o agli stessi Ippocastani di via Castiglione.


Per esempio l'esemplare qui a destra, di cui vediamo un particolare, non ha le foglie molto sofferenti, ed ha addirittura preparato i suoi affascinanti frutti.

Insomma direi che il mio giudizio di più di 10 anni fa sugli alberi non adatti a Cagliari possa essere un po' rivisto, se siamo disposti  a qualche svantaggio estetico e di crescita, a vantaggio però della varietà delle specie presenti che abbelliscono le nostre strade e piazze.



martedì 10 agosto 2021

I frutti del Ginkgo biloba

 Il Ginkgo biloba, pianta bellissima e tante volte trattata nel blog a partire dal 2010 (post del 30/10/10), è una pianta dioica, cioè ha sessi separati in piante diverse.

La stragrande maggioranza degli esemplari che vengono utilizzati in ambito cittadino, e Cagliari non fa eccezione, sono di sesso maschile, e quindi non producono i frutti che sono all'origine di questa scelta. Infatti i frutti del Gingo, giungendo a maturazione, producono un odore sgradevole, addirittura fetido per taluni autori. Io non lo ho mai sentito, ma mi riprometto di farlo.


Comunque questo aspetto negativo degli esemplari femmina è sfuggito ai nostri amministratori del verde quando hanno impiantato il filare di viale Trento, e ad un esemplare di viale Trento si riferisce la fotografia; o forse hanno ritenuto che la distanza dalle abitazioni ed i pochi passanti fossero ragioni sufficienti per piantare anche esemplari femmina.

Quale che sia la ragione, in viale Trento ci sono esemplari femminili, ed io ne sono contento, dato che le drupe tonde riunite in mazzetti hanno un aspetto molto gradevole, almeno in questa fase della loro maturazione, e ci consentono di completare la conoscenza di questa pianta.

Insomma possiamo testimoniare un altro dei tanti aspetti di interesse di questo straordinario albero, che già vanta la caratteristica di essere pianta fossile, di avere una foglia di forma rarissima, di possedere il segreto dell'immortalità e ancora, ultimo ma non ultimo, di produrre uno splendido foliage autunnale. Tutti questi aspetti sono stati trattati dal blog, ed una semplice ricerca vi consentirà di ritrovarli, e di apprezzare al meglio i nostri amati Gingo.

giovedì 5 agosto 2021

Una interessante mostra sui viali alberati cagliaritani

E' stata di recente aperta, al Ghetto di via Santa Croce, una mostra che ricostruisce la storia dei viali alberati cagliaritani, dall'inizio dell'ottocento in poi.

E' una mostra affascinante, soprattutto per chi ama la nostra città, perché ripercorre più di due secoli di storia e progresso (e talvolta regresso) cagliaritani ed estrapola una possibile condizione futura, supportata da valutazioni e suggerimenti.

Un aspetto certamente interessante è quello che la mostra non è "governativa" e non mancano le critiche, per esempio per quanto riguarda la perdita di alcuni tratti caratteristici di importanti viali cittadini, quale il viale Diaz o ancor più il Largo Carlo Felice; insomma si possono fare stimolanti riflessioni attraverso la lettura dei pannelli esposti.

I pannelli sono accompagnati da splendide fotografie, spesso riprese da posizioni nuove o mediante droni, o riprese da "Sardegna Foto Aeree"; per esempio nel pannello fotografato a sinistra vediamo le Jacarande fiorite in via Dante, che accompagnano il titolo della mostra.

Viene esposto chiaramente il quadro della situazione dei viali alberati, con tavole sinottiche ed indicazione delle principali specie arboree utilizzate; insomma pane per i denti dei più affezionati lettori del blog, che spero ritroveranno tante informazioni e valutazioni che vi ho fornito nel corso degli anni.
Le tavole sinottiche sono organizzate per periodo di prima installazione dei viali alberati, altro elemento di interesse per valutare la capacità/volontà degli amministratori del verde di conservare o modificare le scelte originarie.


Dicevamo di foto aeree: guardate questa a destra, che ci fa vedere il "tubo" verde di Ficus retusa che va da piazza del Carmine a piazza Trento: veramente notevole!
 



E qui a sinistra due immagini dall'alto del viale Buoncammino e del viale Trieste.

Dicevamo di una possibile situazione futura dei viali cagliaritani; c'è infatti un pannello dedicato a questo, dove si dà la giusta, enorme importanza che hanno i viali alberati nel loro valore culturale e monumentale, e in definitiva nel migliorare la vita e la salute dei cittadini.

Mi fermo qui, anche se ci sarebbe tanto da dire e da raccontare. Spero di avervi stimolato ad andare a vederla; non è una mostra "eclatante" con piante vive o grandi invenzioni sceniche, ma i tanti pannelli sono fatti bene e contengono veramente tanto lavoro.

Non manca la bibliografia, ed il riferimento a nomi importanti nella storia del verde cagliaritana, da Gennari a Visca a Piccaluga fino a Siro Vannelli.

Termino precisando, anche se credo che sia molto chiaro,  che le fotografie che vi ho presentato sono immagini da me riprese, ed in qualche caso ritagliate, di pannelli della mostra. Spero che non me ne vorranno gli organizzatori ed i fotografi. 




domenica 1 agosto 2021

Una novità assoluta, il Carpino nero

Una novità assoluta per il blog, naturalmente, dato che è la prima volta che presento questo interessante albero. E c'è un perché: il Carpino nero, Ostrya carpinifolia, è un albero raro in Sardegna, e cresce esclusivamente in alcune zone montane della Barbagia e dell'Ogliastra, associato a Leccio e Roverella.

A Cagliari poi, non sapevo proprio che esistessero esemplari, finché l'altro giorno me ne sono trovato uno davanti, camminando in via Cagna. Si trova in un giardino condominiale, a destra venendo dall'Amsicora, quasi alla fine della strada. Eccolo qui.


Ed è anche un esemplare piuttosto grande, come si vede, anche se cresciuto in forma arbustiva e piuttosto disordinata.

Gli elementi che caratterizzano il Carpino nero sono le foglie, con il margine doppiamente seghettato, ed i fiori costituiti da lunghi e penduli amenti che compaiono in primavera.

Ma la cosa più caratterizzante sono i frutti, o meglio le infruttescenze, che guarda caso sono attualmente presenti nel nostro esemplare, e meritano assolutamente di essere viste ed apprezzate. 

Osserviamo meglio queste peculiari infruttescenze.


  
In questa foto, che ci consente anche di vedere meglio le foglie, notiamo questa sorta di pigne di colore caffelatte, di cui l'albero è attualmente carico.

Quelle che sembrano squame sono in realtà brattee, saldate in coppia in forma di scudo, che trattengono i piccoli semi attaccati alla base. 

L'involucro costituito dalle brattee così accoppiate, leggerissimo e pieno d'aria, costituisce il cosiddetto organo di volo, cioè quello che aiuta il singolo seme ad approfittare del vento per farsi trasportare il più lontano possibile dalla pianta madre, e massimizzare la diffusione della specie.

Una delle tante meraviglie dei nostri fratelli vegetali, perfezionate nell'arco di decine o centinaia di migliaia di anni, per assicurarsi la discendenza.

giovedì 29 luglio 2021

La Fitolacca - Ippopotamo

 "Si chiede a tutti coloro che passano qui a fianco di prestare la massima attenzione, perché l'Ippopotamo Dormiente potrebbe svegliarsi all'improvviso dal suo lungo sonno e costituire un pericolo"

Ecco il contenuto di un cartello, stile Zombie, che potrebbe fare bella mostra di sé davanti all'ascensore che collega il viale Regina Elena con il Bastione S.Remy.

Al di là della sciocchezzuola, questo enorme piedone della Phytolacca dioica che vive qui ha effettivamente un fascino inquietante.  La Fitolacca è un albero che si fa notare, su questo non c'è dubbio; ne abbiamo parlato tante volte, e ricordo gli esemplari del viale Regina Elena, di Porta Cristina e di piazza Indipendenza, ma anche del Poetto e di via Sauro, ed altri ancora.

Questo albero però ha una particolarità in più, anzi due: una è il piede e le sue mostruosità, l'altra è il fatto che ci è consentito ammirare anche le chiome mentre saliamo o scendiamo con l'ascensore che gli corre a fianco. Se i giardinieri comunali lasciassero fare a questo grande albero, sono certo che nel giro di un paio di anni si "mangerebbe" l'ascensore e quello che gli sta attorno. Quindi, attenzione all'ippopotamo!