Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone...

Albizzia julibrissin, via Machiavelli
Catalpa bignonioides in fiore
Fiorellini di Parkinsonia aculeata
Sophora japonica, via Cugia
Sterculia diversifolia

domenica 15 luglio 2018

I frutti della Schefflera fuggitiva

La Schefflera arboricola, nostra compagna di salotto da decenni, da quando fu introdotta dai vivaisti come pianta d'appartamento, è stata a buon diritto inserita nel blog fra le piante che scappano di casa, insieme ai più comuni Ficus.

Ne abbiamo parlato spesso di queste specie arboree che, complice il nostro clima sempre più tropicale, si adattano alla vita da esterno, in maniera a volte brillantissima. Esempi clamorosi nei Ficus elastica e nei Ficus benjamina, nella Monstera deliciosa ma anche nelle Schefflere, sia della specie più grande Schefflera actinophilla  (post del 3/4/11  e del 31/10/17), sia nella specie odierna, la arboricola (post del 17/12/15  e del 4/7/18) di gran lunga la più comune come pianta d'appartamento.

L'esemplare che vi presento oggi, molto elegante, si trova in via Monteverdi, al confine di un giardino privato; forse è la somma di più esemplari, e comunque le foglie sono parzialmente variegate, ma soprattutto espone orgogliosamente la sua fruttificazione.

Un evento molto raro, la fruttificazione di questa specie (che infatti ho eternato nei due post citati), ed assolutamente non prevedibile negli esemplari d'appartamento.


E invece, dato che il progetto di fuga è andato a buon fine, le piante di Schefflera all'esterno si permettono anche di fiorire e fruttificare, con belle pannocchie di bacche che virano dal verde al giallo all'arancio carico, come si nota anche nella foto a destra.

Una apparente stranezza di queste piante è la loro capacità di fruttificare in periodi diversi (in dicembre quella di uno dei post citati), ma che si spiega con la loro origine tropicale.

Un arbusto di qualità insomma, affascinante all'interno con la sua bella foglia digitata composta da sette o più foglioline ovali, con la sua longevità, con la sua modesta soggezione a malattie, ma ancora più affascinante all'esterno, dove sa diventare molto più grande ed è capace di offrirci anche lo spettacolo della fruttificazione.




domenica 8 luglio 2018

La meraviglia delle radici aeree, siciliane e nostrane!

Questo post, dedicato alla meraviglia delle radici aeree del re dei Ficus, il Ficus magnolioides o macrophilla, è sconsigliato a chiunque abbia uno di questi Ficus (ma anche uno dei suoi cugini, Ficus retusa o elastica) negli immediati paraggi della propria abitazione; queste persone, infatti, vivranno probabilmente le radici aeree, e le radici in generale dei Ficus, come una iattura, un incubo, una maledizione.

Sì, perché dobbiamo sgombrare il campo da ogni equivoco: i Ficus sono prepotenti, e il terreno che gli serve per prosperare se lo prendono, senza chiedere permesso, e le loro vittime sono muretti, cancellate, recinzioni in genere; soccombono solo davanti alla motosega.

Se però riusciamo ad estraniarci da questo problema siamo in grado di apprezzare e meravigliarci per il loro modo di procedere, ingrandirsi, sostenersi.

E dove andare per apprezzare al meglio questo modo di procedere? Ma a Palermo naturalmente, ed in particolare nel suo Orto Botanico, a cui appartengono tutte le fotografie di questo post, che ho scattato nel mese di maggio.

Il Ficus patriarca, con le sue radici colonnari delle quali vediamo un piccolo scorcio, costituisce un bosco che insiste su circa 1.200 metri quadri e si sostiene su un'ottantina di colonne, come ci racconta Tiziano Fratus nel suo libro dedicato agli alberi monumento delle città italiane.

 
Guardate quest'altro "particolare", che ci mostra come uno dei rami principali si sostiene via via che procede nella crescita.

Le radici aeree cominciano a svilupparsi filiformi, sono sottili e puntano al terreno; quando lo raggiungono si ingrossano, si raggruppano ed assumono l'assetto colonnare.



Ed ecco una immagine in campo lungo, che non è affatto una vista d'insieme, credo impossibile da ottenere; rappresenta comunque molte delle radici aeree ed anche alcune delle alte radici tabulari, la cui conformazione risponde sempre allo scopo di assicurare l'adeguato sostegno agli enormi rami.

Questo Ficus magnolioides palermitano, che risale agli anni attorno al 1850, è un esemplare unico ed irripetibile, anche perché ha avuto campo libero per espandersi a piacere; ma, come sappiamo, anche Cagliari vanta esemplari meravigliosi ed enormi, dei quali abbiamo spesso parlato, da quelli del nostro Orto Botanico (p.es post del 26/8/12)  a quelli di piazza Matteotti (post del 12/4/18), ed a quelli della Darsena  (post del 26/8/12), e tanti altri.

E concludiamo, ancora con una immagine dei "viadotti"  di sostegno; notiamo che le colonne non si limitano a penetrare nel terreno, ma si dotano di loro radici tabulari per migliorare il sostegno e contrastare l'instabilità trasversale.

Insomma, un miracolo di ingegneria ed architettura; chissà se Gaudì si sarà ispirato a queste meraviglie per progettare le sue, di meraviglie!

mercoledì 4 luglio 2018

Un bel giardino in zona Vesalio

Vi presento oggi un giardino pubblico, piuttosto grande e ben tenuto, situato fra via Cairoli e via Mentana, a Pirri.

Parliamo di strade perfettamente sconosciute a chi non abiti in zona, ed ecco perché lo individuo nel titolo come zona Vesalio, strada nota perché conduce, purtroppo, all'Agenzia delle entrate ma anche, per fortuna, al parco di Terramaini.

E appunto via Mentana e via Cairoli sono traverse di via Vesalio, che conducono al cimitero di Pirri ed al bel giardino che lo circonda.



Ecco all'interno del giardino la piazzetta Loi, contornata da Pini d'Aleppo, Oleandri e diverse Albizzie attualmente in fiore.

Ricordo che l'Albizzia julibrissin rappresenta una delle fioriture arboree più significative di luglio, come notavamo già qualche anno fa (post del 28/6/15)  e che accompagna il blog sin dalle origini, nel 2010, e tuttora si presenta nello slide show. Ricordo ancora che è un albero poco longevo, tanto è vero che l'esemplare di via Tel Aviv a Genneruxi, eternato nel post citato, è morto recentemente di vecchiaia.








La bellezza della Albizzia peraltro non è dovuta solo al fiore, ma anche all'elegante foglia composta che vediamo a destra, formata da tantissime foglioline compatte.

Gli esemplari del giardino di via Mentana e della sua piazzetta Loi, tre o quattro, rappresentano comunque una bella macchia di colore.








Notiamo poi un isolato cespuglione di Schefflera arboricola che, cosa abbastanza rara,  sta fruttificando, come si nota nella foto a sinistra.









Notiamo infine, lungo lo stradello che percorre il giardino, un bel Glicine, Wisteria sinensis, che si è aggrappato su sostegni appositamente predisposti dai giardinieri in modo da formare un tunnel; una cosa peculiare, che denota una cura progettuale non comune.

Insomma, un bel giardino, e mi fa piacere notare che anche la "periferia" può essere dotata di gradevoli e ben tenuti spazi di verde.

giovedì 28 giugno 2018

Le fioriture gialle di luglio

Giugno sta scappando, e con lui finisce la grande parte delle fioriture arboree primaverili.

Ha finito la Sofora, fioritura bianca, la Lagunaria, fioritura rosa, l'Albizzia, la Tipuana, la Grevillea ed i suoi spazzolini rossi, la Catalpa, la Sterculia, ed altre ne dimentico; anche la Jacaranda, che ha una delle fioriture più lunghe, sta decidendosi a riposare, per prepararsi alla seconda fioritura di novembre. Naturalmente, se volete "ripassare" queste fioriture, potete cercare nel blog e le trovate tutte.

Che cosa ci resta? Non molto in termini quantitativi, ma moltissimo come bellezza dei fiori gialli di luglio.


Ecco l'Acacia horrida, e precisamente  il cespuglione di via Milano, tra i pochissimi che ormai rimangono in città (post del 30/6/15).

Ogni volta che la fotografo penso che sia l'ultima volta, e che venga bonificato questo terreno, che invece rimane inalterato da decenni; meglio per l'Acacia, dato che oramai è da considerare esemplare rarissimo in centro città!

E pensare che basta uscire da Cagliari, e prendere per esempio la SS195 per Pula, per vederne tantissimi esemplari, tutti impegnati a produrre gli splendidi capolini compatti. Infatti questa Acacia, detta anche Karoo e proveniente dal Sudafrica, è naturalizzata in Sardegna, soprattutto lungo le coste.



Ed il secondo fiore giallo, o quasi, che vi presento, è quello della Parkinsonia aculeata; bellissima ed abbondante fioritura, che trovate anche nello slide show. 


Questo è l'esemplare di viale Bonaria, un caposaldo cagliaritano di questa specie arborea (post 3/7/11). Nel post richiamato non era ancora presente la recinzione, che è stata recentemente realizzata. La vista dall'esterno ne soffre, ma ancora di più ne risente positivamente la pulizia e l'ordine di questo bel giardinetto, ora veramente gradevole.

Non si dovrebbe arrivare a recintare un giardino aperto a tutti, ma quando il degrado diventa purtroppo non altrimenti arrestabile, allora ....

E non dimentichiamo che questo giardino ha altri esemplari arborei di pregio, fra i quali la splendida enorme Beaucarnea recurvata (post del 17/1/11).



Tornando alla Parkinsonia, non possiamo chiudere senza riguardare i fiorellini, e la lunga foglia composta da tante piccolissime foglioline.

I fiorellini danno conto di quel "quasi giallo" che ho usato all'inizio della presentazione di questo fiore, dato che uno dei petali di ogni fiore ha la simpatica abitudine di virare al rosso: avrà sicuramente esigenze botaniche per farlo, ma noi ci godiamo l'accostamento dei colori e l'effetto di questa picchiettatura di rosso immersa nel giallo.

giovedì 21 giugno 2018

Una pianta grondante storia, l'Acanto

E' una pianta erbacea piuttosto comune, l'Acanto, ben distribuita nelle campagne di tutta la Sardegna. La specie spontanea è l'Acanthus molle, mentre è più raro o coltivato l'Acanthus spinosus.

Si notano soprattutto per l'infiorescenza alta e robusta, di gradevole aspetto, con molti fiorellini bianchi o rosa, dotati di brattee che quasi inglobano la corolla del fiore e la spingono verso il basso.

Ma la fama millenaria di questa pianta non deriva dal fiore, ma dalla foglia, utilizzata nell'architettura della Grecia antica e poi romana per ornare elementi architettonici e soprattutto il capitello corinzio (nota a latere: incubo degli studenti di ingegneria degli anni '60 e del corso di Disegno I con il prof. Rattu).

Allora, vi voglio fornire due esempi di utilizzo dell'Acanto (mi raccomando, con l'accento sulla seconda "a", sennò il citato professore si rivolta nell'avello!), uno storico ed uno attuale; e per questo andiamo in Sicilia, dove l'Acanto spinoso è piuttosto comune, ed ha lasciato importanti segni storici.




Ecco allora uno degli splendidi mosaici della Villa del Casale di Piazza Armerina in provincia di Enna, nel quale, ai lati dei medaglioni con figure di animali, sono rappresentate appunto foglie di Acanto spinoso.
Altre foglie sono presenti in diversi fregi della stessa villa.




Ed ecco l'esempio attuale: davanti al piacevole ingresso di un ristorante nel paese di Castelbuono, nel parco delle Madonie, spiccano alcune rose ed un mazzetto di foglie e fiori di Acanto, appunto.

giovedì 14 giugno 2018

Buoncammino: la vita stentata dei nuovi Ginkgo

La risistemazione di una parte del viale Buoncammino, portata a compimento nella seconda metà del 2015 (post del 8/7/15)  ha dato buoni esiti, e duraturi, per buona parte degli alberi presenti, dai tanti Bagolari lungo il viale al Ficus magnolioides ed alla Fitolacca di piazza Cannas, inizio del viale dopo porta Cristina e splendido palcoscenico amato dai cagliaritani e dai turisti.

Proprio la piazza Cannas rappresenta un punto strategico di incontro, di arrivo e di ripartenza, per chi entra o esce dal quartiere Castello; un posto magico, dove al fascino delle piante si unisce quello delle vestigia della storia cagliaritana, per non dire del panorama del mare e delle montagne di Capoterra.



Ecco a sinistra uno scorcio di panorama lontano mentre, vicino a noi, si affacciano il Ficus a sinistra e la Fitolacca a destra. Sì, ma al centro chi c'è, quasi invisibile? C'è uno dei due esemplari di Ginkgo biloba  che, insieme ad altri due in piazza Cardia, dovevano arricchire l'offerta di begli alberi di questo storico viale cagliaritano.

Solo che i Ginkgo non stanno andando affatto bene, come si vede dalla foto, ripresa all'inizio di giugno; sembra che la primavera per questo albero sia passata invano.




 E l'altro esemplare? Eccolo  a destra, poverino; qualche ciuffo di foglie tenta di venire fuori, ma non mi pare si possa essere ottimisti.

Quando avevo dato il benvenuto a questi alberi, nel 2016 (post del 29/5/16), avevo fotografato proprio questo esemplare, e mi pare che stesse decisamente meglio di oggi.

In quella occasione mi ero permesso di formulare alcuni suggerimenti per consentire ai nuovi Ginkgo di superare le difficoltà, già allora chiaramente emergenti, della nuova vita: ma, a giudicare dai risultati...
Si possono ancora salvare dalla morte o da una vita di stenti? Forse sì, se c'è la volontà.

sabato 9 giugno 2018

Che spettacolo il Fiore della passione!

Le Passifloraceae sono una famiglia piuttosto numerosa di piante rampicanti originarie del sud America, con qualche centinaio di specie in natura e molti più ibridi, realizzati in laboratorio per magnificare le doti dei meravigliosi fiori.

Il Fiore della passione, Passiflora, Passion flower è molto noto, proprio per la particolarità e la bellezza del fiore. Il nome deriva, nella tradizione europea e cattolica, dalla passione di Cristo, data la somiglianza di alcune parti del fiore con alcuni simboli appunto della passione (la corona di spine, le ferite, i chiodi...).

Gli inglesi, più laicamente, né hanno fatto un simbolo della passione amorosa, celebrato da una famosissima canzone del 1959, appunto Passion Flower, portata al successo mondiale dai Fraternity Brothers.

  Quale che sia l'origine del suo nome, questo fiore è uno spettacolo, di bellezza e di caratteristiche peculiari.
Ecco un esempio a sinistra, fra i tanti che si possono ammirare in questo periodo avvinghiati alle recinzioni; questo si trova in via Monteverdi, e dovrebbe trattarsi di una Passiflora incense.

Non mi spingo oltre con l'identificazione delle tante specie, non è mia materia; invito i curiosi a farsi un giro in Internet o in qualche libro specializzato, o magari nelle strade cittadine, per ammirare le differenze di colore, di forme, di aspetto che possono avere questi fiori, tutti comunque belli.

Non sono tanto i petali a colpire, dato che sono abbastanza anonimi; in questo caso per esempio la coppa di 5 petali e di 5 sepali (foglioline modificate) è praticamente invisibile, mentre è spettacolare la corona di appendici, lunghi filamenti disposti su più serie, molto ondulati, quasi uncinati, nella parte finale.
I filamenti sono violetti, con bande concentriche di sfumature diverse: che spettacolo!

E questa è solo coreografia, mentre la vera e propria struttura riproduttiva si trova al centro, costituita da 5 stami e 3 pistilli, di aspetto e forma peculiari.
Se non bastasse, molte specie di Passiflora producono frutti commestibili, grosse bacche dal colore giallo arancio.

mercoledì 6 giugno 2018

Comincia lo spettacolo delle Sterculie di via Stoccolma

Consideratelo come un post di servizio. Ormai ho parlato tante di quelle volte delle Sterculie  diversifolia e della loro fioritura che quasi mi vergogno, ma non riesco a trattenermi. Via San Domenico, piazza Generale Basso, Monte Claro, piazza Abbo, via Cavalcanti, viale Regina Elena, tutti posti che vantano la presenza di Sterculie, e chissà quanti ne trascuro!


In particolare i due giganti della fine di via Stoccolma riescono a sorprendermi ogni anno, quando parte la loro fioritura (post del 26/5/16, fra gli altri).

Ecco il primo dei due esemplari affiancati, quello di sinistra, che comincia. Tenendo conto che la foto è stata scattata il 28 maggio, immagino che adesso l'esplosione dei fiorellini sia in corso.

Andateci sotto, a questo frondoso gigante,  e godetevi lo spettacolo. E, visto che ci siete, proseguite a piedi fino a via Zagabria, ci sono altri esemplari da ammirare.

Ma, se proprio doveste perdere questa sessione, non preoccupatevi; fra un po' di giorni c'è la sessione di recupero, messa in scena dall'esemplare di destra! 

mercoledì 30 maggio 2018

Il giardino informale del Lantana Resort apre al pubblico

Nel mese di ottobre 2016 avevo segnalato (post del 14/10/16) l'entrata, fra i soci dell'Associazione Parchi e Giardini d'Italia (APGI),  del giardino del Lantana Resort di Pula, definito "giardino informale" nel sito dell'associazione (www.apgi.it).

Ero andato a visitarlo, ed avevo riscontrato la bellezza, la cura nella gestione, la ricchezza di specie arboree anche rare; alcuni scorci del giardino li avevo pubblicati nel post citato, e qui aggiungo, per interrompere la monotonia della scrittura, una Plumeria rubra , una rarità da noi(post 8/9/16), fiorita.


La meritoria Associazione organizza, con modalità specifiche per ciascun giardino facente parte dell'Associazione, visite guidate nel corso del prossimo fine settimana.

Naturalmente, mentre per i giardini normalmente frequentabili questa è solo una occasione in più per conoscere o approfondire i tesori verdi di ciò che è sempre accessibile, (penso per esempio all'Orto Botanico o a Monte Urpinu), per i giardini privati è invece una occasione assolutamente peculiare, non ripetibile se non in tempi lunghi.

Insomma, un po' come è stato per l'iniziativa del FAI e l'apertura eccezionale dell'aeroporto militare di Elmas (post del 6/4/18), ma specializzata per i tesori verdi; ecco perché questa dell'APGI mi sembra una grande opportunità.

Chi fosse interessato alla visita guidata, prevista in vari orari per domenica 3, al giardino del Lantana Resort,  può prendere contatti direttamente con la struttura, per email o telefonici, secondo quanto indicato nel sito dell'APGI. 

martedì 29 maggio 2018

Terramaini, incomincia lo spettacolo!

Ed incomincia alla grande, complice l'inverno piovoso, il grande caldo che tarda ad arrivare, la cura con la quale questo grande parco continua ad essere tenuto.


Già prima di entrare, veniamo accolti dai graziosissimi Tigli , Tilia europaea (post del 16/5/12) che, non avendo ancora cominciato a soffrire per il grande caldo, si presentano con il loro abito migliore.

Carichi di giovani foglie, aggraziati nella forma, fioriti e con le brattee chiare in bella evidenza,  questi Tigli costituiscono sicuramente uno spettacolo da ammirare. 

Dentro ci perdiamo nell'enorme (per i parametri cagliaritani) verdissimo prato, che quasi ci trasporta in qualche parco inglese.




E questi? Sono i fiori di una Grevillea robusta (post del 30/5/11), affascinanti spazzole di colore arancio.

E questo è solo un assaggio; ci sono le Strelitzie giganti fiorite all'ingresso, ed aspettiamo la Cesalpinia,  l'Agapanto, l'Albizzia, la Duranta, la Parkinsonia ........e tante altre, per allietarci  durante tutta l'estate.

Unica notazione critica, non riguardante le piante: ho visto bambini correre in bicicletta come forsennati, mettendo a rischio la propria e l'altrui incolumità, o usare gli attrezzi ginnici per adulti come giochi, con il rischio concreto di farsi molto male. Si potrebbe ipotizzare un guardiano-ronda che, con apposita pettorina di riconoscimento, svolga un servizio di supervisione e, all'occorrenza, di bonario richiamo ai pargoli iperattivi?

martedì 22 maggio 2018

Il giardino rinnovato è aperto al pubblico!

Il giardino di cui parlo è quello all'angolo fra via Dante e via De Gioannis, dove un tempo sorgeva l'Istituto Biochimico Sardo, ed oggi sorge una bella struttura destinata ad uffici ed attività commerciali.

Me ne ero occupato in due occasioni, con riferimento naturalmente al giardino; la prima per stigmatizzare l'eliminazione di una splendida Fitolacca dioica (post del 18/6/11), la seconda per rovesciare il giudizio, almeno parzialmente (post del 18/10/11), essendo stato realizzato nel mentre un giardino molto bello, che comprendeva fra l'altro, guarda un po', una nuova Fitolacca dioica (indice di pentimento?)



E veniamo ad oggi, a distanza di quasi sette anni: il punto negativo rimasto, e cioè di poter godere del giardino solo da lontano essendo escluso l'accesso a quest'area salvo che per gli uffici, è superato; infatti è stato aperto di recente un bistrot che consente a chiunque di noi, anche solo per prendere un aperitivo, di godere da vicino di questi spazi verdi.

Ecco allora una immagine dall'interno, con lo sfondo del Tribunale dei Minori, nella quale notiamo un Olivo, una Palma nana e, naturalmente, la nuova regina Fitolacca, che in questi anni si è allargata da par suo.

Qui a destra una vasca con Papiri, della quale ignoravo fino a ieri che esistesse, mentre sullo sfondo svetta una vecchia Palma da datteri.

Sulla sinistra si intravedono alcuni esemplari di Tipuana speciosa, già piuttosto grandi,  e poi nel giardino ci sono Oleandri, Strelitzie, Lantane ed altre specie.

Se è vero che in questi fabbricati sarà anche aperto un market, e che saranno resi disponibili  parcheggi interrati, possiamo concludere che l'accessibilità al pubblico sarà a breve completa, e per quanto riguarda il giardino il mio giudizio critico di tanti anni fa sarà definitivamente cancellato!

martedì 15 maggio 2018

Da noi è presto, ma più a sud.....

Oggi presento una piantina di Cappero, Capparis spinosa, che incomincia la fioritura. E ve la presento nella sua terra di elezione, la Sicilia, ed in particolare a Cefalù.

Ecco un primo fiore sbocciato, con il fascino dei lunghi stami violacei sopra i petali bianchi; tutt'attorno si intravedono altri boccioli, quelli cioè che diventeranno, opportunamente conservati, la squisitezza culinaria che conosciamo.

Il Cappero è riconosciuto prodotto tipico siciliano, e la varietà di Pantelleria si fregia del marchio IGP.

Essendo reduce da una recente visita in Sicilia, mi sembra giusto offrirle questo riconoscimento, in attesa che anche i nostri arbusti ci offrano lo spettacolo (post del 4/7/16) de Sa Tappara Casteddaia.

La curiosità che dei Capperi mangiamo normalmente i boccioli di fiore si somma con una seconda curiosità, che non conoscevo, e cioè che, soprattutto in Sicilia, si mangiano anche i frutti, detti cucunci, trattati nello stesso modo dei fiori.  A conferma della generosità di questa umile piantina, che sa crescere in terreni impossibili senza chiedere niente.

venerdì 4 maggio 2018

Effetti di questa strana primavera

Una primavera così piovosa, e soprattutto con pioggia così concentrata come nei giorni scorsi, è difficile ricordarla, nemmeno ai tempi d'oro della Fiera.

Naturalmente, a prescindere dai prevedibili disagi, siamo tutti felici che i bacini si siano riempiti e, per quanto riguarda la nostra attenzione alla natura, che la terra respiri e viva, e le piante si preparino ad affrontare la calura estiva senza grossi affanni. Inoltre, possiamo godere per qualche giorno in più delle fioriture di campagna, che si offrono con il loro incomparabile spettacolo.

Ecco allora la Rosola, o Cisto rosa, ripreso nella zona di Is Concias, in agro di Quartucciu, come gli altri fiori di oggi.

I fiori di questo Cisto sono caratterizzati dai petali grinzosi, e sono i più grandi fra le varie specie di questa pianta, comunissima nella nostra campagna.

Se vogliamo trovare una sottospecie più rara, dobbiamo cercare quella con i fiori di tonalità violetta.



Se invece vogliamo una fioritura più comune di quella rosa, ecco il Cisto bianco, detto anche femmina per motivi che ignoro, stretto parente del congenere Cisto marino.

Questi Cisti, piante di grande rusticità, sono capaci di resistere al nostro terribile caldo estivo perdendo la gran parte delle foglie per evitare la dispersione della poca acqua che circola nella pianta (post del 31/8/14).



Infine, un'altra pianta comunissima, l'Asfodelo, Asphodelus ramosus,  che espone l'infiorescenza a pannocchia in cima al lungo asse fiorifero, detto scapo, caratteristico di questa specie.

L'Asfodelo è una pianta che normalmente  segnala un degrado del suolo per eccessivo pascolo o incendi, ma non si può negare un certo fascino, anche quando si presenta in foltissimi gruppi (post del 20/4/15). 

Insomma, un suggerimento, banale ma sentito: andate in campagna, adesso, a camminare in mezzo al verde!

martedì 1 maggio 2018

La Sophora di S.Efisio

Mi direte: a S.Efisio vengono attribuite le cose più diverse e più strane, in forma di miracoli, da quando nel 1656 bloccò la peste che imperversava in Sardegna, ma che gli venisse attribuita una Sophora non si era mai sentito.

Ebbene, lo faccio io. In fin dei conti un po' miracolato lo è questo albero, se dalla fine del 1800 è riuscito ad arrivare a noi in ottima salute, ripetendo il suo ciclo vegetale annuale pur nelle ristrettezze del luogo nel quale vive. Eh sì, perché sto parlando della Matriarca di Stampace (post del 16/2/13), la Sophora japonica di via Santa Restituta che vive a 20 metri dalla chiesetta dedicata al martire guerriero.




Eccola qui, in tutto il suo splendore primaverile, con le nuove foglioline che si affiancano  ai baccelli strozzati prodotti l'anno scorso.

E' stata drappeggiata anche lei, in onore del santo, come le finestre ed i balconi della zona; certo, il drappeggio non è grande cosa, sembra quasi un cartello che avvisa dell'ostacolo, ma bisogna sapersi accontentare.





Ecco invece i bei drappeggi che ornano i prospetti delle case di fronte alla piazzetta.

Allora, io ribadisco il suggerimento che avevo dato ai concittadini di Stampace nel post citato, e cioè quello di farsi carico della Sophora di S.Efisio come un orgoglio del quartiere, presentandola ai passanti e curandola al meglio, anche con i drappeggi per la ricorrenza del primo maggio.


sabato 28 aprile 2018

Foglie, Fiori, Frutti ....

...Città, Animali... Lo so, sembra il gioco, piuttosto comune fra i giovani studenti, che consiste nell'individuare categorie di oggetti il cui nome inizia con una certa lettera; in realtà, il titolo di oggi individua un solo oggetto, o meglio una pianta, che presenta contemporaneamente, in questo periodo, le foglie, i fiori, i frutti dell'anno scorso: la Melia azedarach .


Eccolo qui, uno dei tanti esemplari del Lazzaretto,  che espone le foglie in verde, i fiori in celeste, le drupe in giallo.

Come sapete, la Melia è un albero che io apprezzo molto, anche per queste sue capacità di presentarsi in maniera mutevole ma sempre affascinante; la sua apparizione nell blog risale ai primordi (post del 20/11/10 ) ed ha proseguito nel tempo in svariate occasioni.

Mi piace ogni tanto tornare a visitare il Lazzaretto e, fra le tante bellezze, apprezzare questa, spesso trascurata.

In realtà, la Melia non è certo l'unico albero che si presenta in primavera in questo modo, pensiamo per esempio al Siliquastro o alla Robinia; ma è uno di quelli che lo fanno meglio, non fosse altro che perché i vecchi frutti mantengono la loro bellezza fino a quando cadono, l'anno successivo alla loro produzione.

Ribadisco quindi il giudizio favorevole espresso a suo tempo sull'alberatura di questo grande parcheggio (post del  25/9/14), anche se la crescita è più lenta del previsto: una scelta comunque positiva.




E per terminare, una fotografia in campo lungo dalla quale si intravede il Lazzaretto e le sue Melie, ma soprattutto la bellezza di questi luoghi, spesso trascurata; qui ci troviamo in cima al colle dietro il vecchio borgo, dal quale si gode una vista mozzafiato, che spazia per 180°, dal lungomare Sant'Elia fino al Poetto.