Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi in fiore, seconda serie

post del 18 luglio 2011 - Acacia Horrida
post del 3 maggio 2011 - Bauhinia
post del 10 ottobre 2012 - Chorisia
post del 17 giugno 2011 - Erythrina
post del 8 aprile 2011, Ippocastano

domenica 2 agosto 2020

Che cosa succede agli Olmi del parco Vannelli?

Sappiamo che gli Olmi sono una specie arborea bellissima, anche se purtroppo non molto adatta alla nostra città.
Aggiungiamo a questa mancanza di adattamento cittadino che gli Olmi sono alberi con apparato radicale piuttosto invadente, e che sono spesso oggetto di attacchi da parte di un fungo, che ne determina il deperimento, bloccando la circolazione della linfa (malattia detta grafiosi).

Ecco perché gli Olmi, Ulmus campestris e Ulmus montana, non sono più una essenza arborea comune in città; quelli di viale Elmas sono quasi tutti morti, quelli di viale Marconi sopravvivono a stento, mentre resistono ancora il bellissimo esemplare di Monte Urpinu (post del 14/9/12 ed altri) e quelli del parco Vannelli.



Anzi no, quelli del parco Vannelli non resistono più: ecco in che  condizioni sono adesso, in piena stagione vegetativa, completamente spogli, quasi un foliage fuori stagione.

Di questi gloriosi esemplari io avevo fotografato il vero foliage, ma eravamo in gennaio (post del 16/1/19)! 

Insomma, non ci resta che consolarci con l'Olmo di Monte Urpinu, portabandiera di un drappello sempre più ristretto di esemplari; ve lo riproporrò a breve.
   


martedì 28 luglio 2020

I batuffoli della Chorisia

La Chorisia insignis, nome storico che si affianca al più recente Ceiba speciosa , offre continuamente spunti per la nostra attenzione ed ammirazione, colti negli svariati post che le abbiamo dedicato: sia il tronco spinoso e spesso rigonfio, siano i meravigliosi fiori, siano le foglie composte, siano i frutti capsulari, buffi ed a forma di pera, sia la lanugine che abbraccia e protegge i semi, in attesa di affidarli al vento. 


Oggi ci concentriamo proprio sui frutti, o meglio su quello che resta dopo che le pareti della "pera" si sono aperte e sono cadute a terra: i batuffoli di cotone, che restano ancora appesi al sostegno legnoso del frutto, e vengono lentamente rilasciati con il loro prezioso contenuto.

Ci dà l'occasione di ammirare questo spettacolo uno degli esemplari del Parco della Musica, che vediamo nella foto a sinistra con sullo sfondo la torre del T hotel.

Vi avevo già presentato questo spettacolo nel 2011 (post del 28/6/11) , con foto riferite ai gloriosi esemplari di via Sabotino ed a quelli di via Curie; oggi aggiungiamo nel paniere anche questo del Parco, meritevole per la sua generosità nella produzione di fiori e frutti.






I batuffoli cotonosi sono morbidissimi, tanto che questi alberi hanno fra gli altri il nome comune di Falso Kapok (Ceiba pentandra), cioè  dell'albero la cui lanugine veniva/viene utilizzata per la produzione di cuscini.

Se vi capita di toccare la peluria, che in questi giorni si distacca dall'albero in piccoli fiocchi, vi renderete conto di quanto sia soffice, come si evince anche dalla foto a destra; inoltre i semini scuri possiedono grande facilità di attecchimento, per chi volesse cimentarsi.

lunedì 20 luglio 2020

La sistemazione di piazza Matteotti, mah....

Prima di tutto, sgombriamo il campo dagli equivoci: la sistemazione di piazza Matteotti appena terminata (sistemazione per la messa in sicurezza provvisoria, questa la dizione ufficiale completa), è un'opera meritoria, dopo anni di abbandono e vergogna per la città.

In un post del 2018 avevo definito, benevolmente, la piazza trasandata (post del 12/4/18), poi nei mesi successivi la cosa era ulteriormente peggiorata, fino alla chiusura. Una vergogna, dicevo, alla quale si è posto rimedio, e di questo va dato atto alla attuale amministrazione della nostra città.

Detto questo, il lavoro che è stato fatto presenta una serie di criticità, dal mio punto di vista di appassionato di alberi, che della valorizzazione verde di piazza Matteotti si è occupato già dal 2011 (post del 24/9/11 e del 26/9/11).

Parlavo allora della necessità di recuperare il senso dello stare nella piazza, allora come oggi prevaricato dal senso del passare.  Invitare le persone a sostare nella piazza e godersi quegli splendidi alberi,  creando percorsi separati per chi doveva solo attraversarla, diversi da quelli dedicati a chi voleva gustarla dall'interno, invitando cittadini e turisti a farlo.

Nel post del 26 settembre del 2011 arrivavo a proporre, in uno slancio di fantasia progettuale, un percorso aereo per superare la piazza in fretta, lasciando lo spazio interno ai pedoni stanziali, e comode panchine per gustare il trascorrere del tempo all'ombra dei Ficus secolari.

Oggi la situazione è quella che si coglie dalla foto a fianco: una spianata di sassolini bianchi, nessuna panchina, ed evidentemente nessuna volontà di facilitare l'accesso pedonale.

Insomma la piazza è stata racchiusa con una recinzione metallica, per fortuna bassa e non offensiva, ma comunque tale da circoscrivere gli spazi in una sorta di acquario.

Sono stati realizzati marciapiedi all'esterno della recinzione ed un corridoio di attraversamento:  senz'altro utili e gradevoli, ma che in tutta evidenza privilegiano chi deve attraversare, andare oltre, trascurando chi vorrebbe fermarsi.

Esattamente il contrario di quanto auspicato non tanto da me, ma da persone di valore di ieri quali Siro Vannelli nel suo libro sul verde di cagliari, e di oggi, quali Tiziano Fratus nel suo libro "I Giganti Silenziosi".

Naturalmente niente di irreparabile, se c'è la volontà; basta (ri)mettere un po' di panchine, e fare come nei parchi cittadini: aprire la recinzione durante le ore del giorno, e chiudere la notte, onde evitare presenze indesiderate ed atti di vandalismo.



C'è poi la questione dei sassolini, che tutto ricoprono: il prof. Bacchetta, responsabile dell'Orto Botanico ha già criticato questa scelta da un punto di vista tecnico. Io mi permetto una aggiunta di tipo estetico: le radici tabulari dei Ficus magnolioides/macrophilla sono una delle cose più belle di questi giganti verdi, e noi le andiamo a nascondere quasi completamente!





Infine, segnalo un errore (o uno scambio di lapidi) nell'individuazione del nome di uno dei Ficus, e precisamente quello all'angolo fra la stazione delle corriere e la stazione ferroviaria: quello non è un Ficus macrophilla, come indicato nella lapide, ma un Ficus bellengeri o bellingeri o watkinsiana  (post 23/10/11)
Un meraviglioso esemplare di una specie rara per Cagliari, con le foglie più  acute e lanceolate del macrophilla; questo è probabilmente l'esemplare più grande della città, anche se di età molto inferiore ai cugini, dato che forse risale "solo" alla metà del secolo scorso; un altro esemplare, ma non così bello, lo troviamo all'Orto Botanico.

Insomma, io spero che la piazza sia recuperata anche per starci dentro, e non solo per essere guardata da fuori.

giovedì 16 luglio 2020

I tricocchi dell'Euforbia esplodono

Abbiamo già parlato di questa interessante succulenta, la Euphorbia candelabrum, piuttosto presente in città e che si fa notare per le dimensioni ragguardevoli che riesce a raggiungere.

Una pianta che può diventare imponente, ed affascinante nello svilupparsi dei suoi rami a forma di candelabro, soprattutto quando ha lo spazio per crescere in maniera armoniosa. Inoltre gli esemplari adulti presentano una fioritura ed una fruttificazione peculiari, con frutti legnosi a tre lobi, detti tricocchi, caratteristici di molte euforbiacee.

Vi avevo presentato i tricocchi dell'Euforbia alcuni anni fa (post del 30/4/16), dopo aver presentato la pianta ed i fiorellini  (post 3/3/16); oggi vi presento la terza fase, quella dello spargimento dei semi.




Ecco l'esemplare di via Leoncavallo, ripreso alcuni giorni fa, quando è cominciata la "esplosione" dei frutti: succede infatti che, quando arrivano le condizioni giuste di maturazione legate a data, temperatura, umidità atmosferica, i fruttini letteralmente scoppiano, separando i tre lobi legnosi e lanciando lontano i semi, a fini riproduttivi.



Ecco a destra una immagine ravvicinata dei frutti, nella quale si può notare la forma caratteristica, che facilita la dispersione del contenuto quando le tensioni interne determinano l'esplosione.

Ho avuto modo di assistere ad alcune di queste esplosioni, uno schiocco secco improvviso a cui segue la caduta delle parti legnose e la dispersione dei semi.

Uno dei tanti affascinanti spettacoli che la Natura ci offre, per chi la sa osservare. 

venerdì 10 luglio 2020

Non ti scordar di me

Non so da dove derivi il nome comune della Myosotis, erba annuale dal bellissimo fiorellino azzurro; su Internet ci sono diverse spiegazioni, tutte piuttosto fantasiose, romantiche ed incerte, ma certamente riconducibili alla tenerezza che suscita questo fiore di inizio estate.

E' una piantina che viene coltivata, ma che cresce anche spontanea con il giusto clima, che purtroppo non è  quello sardo, anche se è cugina della Borragine, che invece è molto comune da noi.

Quello che è certo è che questi fiorellini, e segnatamente la specie Myosotis alpestris, si trovano in abbondanza nei prati alpini, dove ho fotografato quelli che vi propongo oggi.


Siamo in Alto Adige, nella Valle Aurina, ed in questo periodo queste splendide macchie di celeste, insieme a quelle rosse del Rododendro, sono abbondanti in tantissimi prati.

Come sapete, questo blog non si occupa normalmente di piante erbacee, per scelta e per incompetenza mia; ma oggi non ho saputo resistere, credo che questi fiori meritino uno strappo alla regola.


lunedì 6 luglio 2020

Lo Spino di Giuda solitario

Lo Spino di Giuda è uno degli alberi che, seguendo la tradizione cristiana, ha preso il nome comune dal tradimento più famoso citato nel Vangelo, appunto quello di Giuda. E il riferimento alle spine è dovuto al fatto che questo albero, dal nome scientifico Gleditsia triacanthos, è dotato di robuste spine, spesso riunite in gruppi di tre (da cui triacanthos).



La Gleditsia è un albero non molto comune a Cagliari, ma ben rappresentato in posti caratteristici, fra cui i Giardini Pubblici che vantano l'esemplare più antico in città e citato già ai primordi del blog (post 13/11/10), e l'esemplare per me più bello che vegeta in piazza delle Muse a Mulinu Becciu, trattato più volte dal blog (post del 18/8/13   e 5/2/12, fra gli altri).

Eccolo a sinistra, elegante e solitario, con la sua lunga foglia composta ed i frutti, quest'anno non in grande quantità e qui poco evidenti.




Ma ci sono eccome, i frutti, e li vediamo nella foto da vicino qui a destra, dove notiamo anche il bel colore estivo ambrato, che virerà progressivamente verso il marrone scuro.

Insomma una pianta gradevole e ben posizionata, che merita ogni tanto una visita, magari a completamento di una visita al non lontano Circu de Soli, di cui abbiamo parlato nel post precedente.

sabato 27 giugno 2020

L'Albero dei tulipani, e l'omonimo cugino africano

Ricordate l'Albero dei tulipani, Liriodendron tulipifera?



Ecco qua uno dei quattro giovani esemplari che vegetano, e bene, al Circu de Soli di Mulinu Becciu (post 8/3/1620/5/17).

Il Circu de Soli è una bella realizzazione della nostra amministrazione pubblica del verde, bella anche se offuscata da problemi di trascuratezza nella manutenzione dei cartelli segnalatori (post del 12/2/19 e del 4/1/20).

Ma, lasciando perdere oggi il problema della manutenzione, questa piccola realtà è ricca di specie arboree rare in città, fra le quali spicca appunto l'Albero dei tulipani.

Il Liriodendro ha due eccezionali caratteristiche: la forma della bella foglia a quattro lobi, come si vede nella foto a destra, che è praticamente unica fra gli alberi con foglia a lamina, e che lo rende facilmente riconoscibile; ed il fiore simile al tulipano, che ho fotografato in un parco di Londra (post del 24/6/17).

I nostri 4 esemplari del Circu de Soli sono forse troppo giovani per fiorire, ma sono certo che lo faranno, ed anche a Cagliari potremo godere di questa bellezza; intanto, dato che pare sia abbastanza presente in parchi e giardini delle città europee ed italiane (io per esempio ho visto esemplari enormi a Merano), in occasione di un viaggio potrete facilmente riconoscerlo dalla foglia e godervi la sua bellezza e la sua fioritura, se è il periodo.

Ma, tornando alla nostra città, per ora non potremo godere della bellezza della fioritura dell'omonimo Albero dei tulipani africano, che non mi risulta sia presente a Cagliari.

Ma è così bello che ve lo presento, anche se con una fotografia ripresa da Internet: si tratta della Spathodea campanulata , che proviene ed è comune nella fascia tropicale e subtropicale dell'Africa occidentale.

In realtà, anche se li ho definiti cugini e portano lo stesso nome comune, i nostri due campioni odierni non sono per niente parenti: il Liriodendro appartiene alla famiglia delle Magnoliacee, la Spathodea a quella delle Bignoniacee. Ed anche il fiore è molto diverso, e sinceramente il nome comune mi sembra molto più appropriato per il "nostro" che per quello africano.

Insomma, ci troviamo in uno dei tanti casi in cui il nome comune può non essere sufficiente per la precisa identificazione di un albero; comunque due alberi dei tulipani veramente notevoli, che speriamo presto di vedere entrambi fioriti nella nostra città.

domenica 21 giugno 2020

Il giardinetto roccioso e la Parkinsonia, bella e invadente

La Parkinsonia aculeata è un piccolo albero, o spesso un grande arbusto, molto trattato nel blog, perché ben presente in città e perché dotato di una chioma di foglioline pendule molto affascinante e di una fioritura gialla bellissima.

Fra i tanti, citiamo l'esemplare storico del giardino di viale Bonaria (post 3/7/11) e gli alberelli del giardinetto roccioso della fine di via Della Pineta, molto visibili ed inseriti in un contesto veramente gradevole (post 19/6/15).

Infatti, come si nota anche dalla foto, le Parkinsonie e le altre piante sono inserite in un terreno poco modificato rispetto alla conformazione rocciosa esistente; una realizzazione rara in città, ma senz'altro originale e piacevole.

Questo giardinetto è piccolo, si estende infatti dalla chiesa di San Pio X all'incrocio con via Cagna, ma gode di grande visibilità e credo che sia noto, almeno di sfuggita, alla gran parte dei cagliaritani.

Ecco uno degli esemplari ripreso da vicino, in una foto che consente di apprezzare l'assetto arbustivo, forse originario o forse derivante da precedenti potature radicali.

Ed è per questo che il secondo attributo dato alla Parkinsonia nel titolo del post è quello di essere invadente, o meglio invasiva.  Infatti quest'albero, dove viene introdotto a scopo ornamentale (avendone tutti i requisiti!), tende ad occupare il territorio, anche magari "rubando" l'habitat di altre specie. Insomma si comporta un po' come l'Ailanto, delle cui caratteristiche "predatorie" abbiamo parlato più volte.

Ecco infatti un gruppo di "figlietti"  che si stanno organizzando per occupare gli spazi disponibili, anche in mezzo alle rocce del giardinetto.

Con questo non voglio certo sminuire la bellezza di questa specie arborea, ma sottolineare che ha bisogno spesso di interventi di contenimento o di parziale eradicazione, come ben sanno i giardinieri della amministrazione comunale.

Comunque possiamo dire che, almeno entro certi limiti,  il lavoro di manutenzione aggiuntivo è ben ripagato, e certamente lo è per il nostro giardinetto odierno!


giovedì 18 giugno 2020

Una novità per lo squallido giardino pensile

Una occasione sprecata: così avevo definito  nel lontano 2011 (post del 12/4/11)  il giardino che aveva sostituito, in fase di realizzazione, un piano del parcheggio auto fra via Manzoni e via Carducci.

La modifica era stata fatta "a furore di popolo", ma gli esiti erano apparsi piuttosto modesti; uno spazio che io avevo da subito definito squallido, ed un'occasione sprecata per realizzare in una zona affamata di verde in centro città un bel giardino con alberi ed ombreggiature.

Varie vicissitudini, fra cui una prolungata chiusura, ma è rimasto sempre una occasione sprecata, come da me confermato in altre occasioni (post 18/9/11, 17/1/13,  22/12/14 )


E veniamo ad oggi: come documentato dalla foto, il "giardino" è sempre squallido, troppo pavimento e pochissimo verde, sia al centro che al perimetro della struttura.

Però c'è una novità, che almeno fornisce una motivazione ad una parte dello spazio: è stata realizzata un'area cani, sfogo per gli amici a quattro zampe della zona.

Ne prendiamo atto, senza che questo modifichi il giudizio d'insieme su uno spazio che chiamare giardino è semplicemente offensivo. 

 

giovedì 11 giugno 2020

Il Cappero fiorito: roccia calcarea, sole, allegria

Il titolo del post odierno esprime in estrema sintesi quello che serve al cespuglio di  Capparis spinosa per crescere spontaneamente sulle pareti e donarci, fra l'altro, l'allegria della sua fioritura.

E' un vero godimento passeggiare nel giusto contesto, per esempio in Castello, ed avere davanti agli occhi le piante di Cappero abbarbicate o ricadenti, con la bella foglia ovale e carnosa e picchiettate, qua e là, dai fiorellini con petali bianchi e lunghi stami filamentosi dal colore violetto.

Ecco una piantina ripresa vicino all'ingresso dei Giardini Pubblici.

Notiamo il fiorellino esploso, ma anche i fiori non sbocciati, i bottoni fiorali,  che potrebbero dare luogo alla meraviglia del cappero mangereccio, grande compagno della gastronomia nostrana.

E' abbastanza straordinario notare come questa piantina si sia adattata a vivere in ambienti poverissimi di acqua, anche se naturalmente le piantine coltivate vengono irrigate per ottenere maggiore sviluppo e periodi di fioritura più estesi.

Noi, in questa sede, ci limitiamo a godere della vista del Cappero, non strappiamo i boccioli e lasciamo la parte gastronomica alle coltivazioni specializzate. 

venerdì 5 giugno 2020

E i fiori, in piazzetta Maxia?

Parliamo del giardino verticale, naturalmente, giunto ormai al compimento del decimo anno di età; io ne ho parlato per la prima volta nel 2011 (post 15/8/11), ed era già in piedi da molti mesi.

Una rarità per Cagliari, a cui venne affidato un ruolo essenziale, cioè quello di far dimenticare ai cagliaritani la bruttezza dei muraglioni costruiti nell'ambito del rifacimento della piazza Maxia.

Un ruolo difficile da interpretare, ma che è stato in qualche modo sostenuto dal giardino in questione, fra alti e bassi nelle attività di gestione e manutenzione, di cui abbiamo dato conto.

E oggi? Oggi siamo in uno dei momenti più bassi, purtroppo.



La fotografia lo abbellisce rispetto alla realtà, riprendendolo di infilata; in realtà ci sono diversi "buchi", che mostrano miseri sacchetti vuoti, decisamente brutti.


Inoltre, non c'è un fiore che uno! Non dico la quantità di fioriture di quando era stato rimpolpato (post del 28/5/15), ma almeno qualcuna sarebbe necessaria per rinfrancare lo spirito, dopo quello che abbiamo passato i mesi scorsi!

   




Per fortuna che ci sono i Mirabolani con la loro splendida fioritura di marzo (post 5/3/14 fra gli altri) ed il gradevole colore ruggine delle foglie, che ci consolano parzialmente!

martedì 2 giugno 2020

Le campanelle rosse delle Sterculie di Genneruxi

Le migliaia e migliaia di palline rosse preparate dagli alberi in pochi giorni si stanno schiudendo, trasformandosi in campanelle, o piccoli orci, o coppette che dir si voglia, che screziano il rosso con il bianco: questo è il veloce processo di esplosione della fioritura delle Sterculie diversifolia a fiori rossi, che caratterizzano la presenza di questi alberi a Genneruxi.

Ecco le due "sorellone" della fine di via Stoccolma, le più alte e più note; io stesso ve le ho presentate ripetutamente, a partire dal lontano 2010 (post 1/11/10), in quanto esemplari molto belli sia con riferimento alla specie che come alberi in generale.

Sono infatti alberi a foglia persistente, di aspetto lucido ed elegante, spesso di forma diversa come dice il nome, ma normalmente ad apice acuminato;  presentano poi un buffo frutto costituito da capsule unite spesso a gruppi di quattro, da cui il mio nomignolo di frutti lampadario, battezzato nel post citato.

Le due sorelle hanno anche il vantaggio di avere la fioritura sfalsata, che prolunga il periodo nel quale si offrono all'ammirazione; è molto gradevole sostare nel giardinetto sottostante, dotato di panchine.





E lo spettacolo prosegue se da via Stoccolma, attraversata via Bonn, si prosegue nel passaggio pedonale verso via Zagabria; qui le due primedonne sono accompagnate da altri grandi esemplari, come si vede dalla foto a destra.

La produzione di fiorellini è continua; fra qualche giorno la pioggia delle coppette rosse raggiungerà il massimo (post 11/6/15), e si formerà l'affascinante tappeto rosso.


Purtroppo il nome di questi alberi, Sterculia,  non rende loro merito, per l'odore sgradevole a cui fa riferimento, e che peraltro è assente nelle varietà presenti in città; comunque il nome scientifico più recente classifica questi alberi come Brachychiton populneus, nome difficile ma certamente più "nobile".


Per finire in bellezza, ecco un gruppetto di orci visti dal basso, circondati dalle belle foglie e con il sole che scherza con i suoi raggi di luce, inventando effetti tipo abat jour.




giovedì 28 maggio 2020

La prima fioritura stagionale della Jacaranda

Quest'anno è leggermente in anticipo e particolarmente copiosa, la prima fioritura stagionale della Jacaranda mimosaefolia, quella che ha contribuito a far conoscere ed apprezzare la nostra città dai flussi turistici di fine primavera.

Ho visto personalmente gli sguardi e sentito i commenti ammirati dei gruppi che, sbarcati da poco da una nave da crociera, impattavano nelle nuvole azzurre del Largo Carlo Felice, generate dai filari multipli delle Jacarande.

Purtroppo quest'anno, a causa del terribile virus, i turisti non potranno apprezzare lo spettacolo del Largo, che le Jacarande stanno dunque dedicando ai cagliaritani. Uno spettacolo affascinante, sia da vicino che con vista d'insieme dall'alto, che è possibile ottenere affacciandosi da via Santa Croce o dal giardino del Rettorato (post 3/10/14) .

Più difficile ottenere una vista dall'alto per i filari di via Dante, ma comunque possibile, se si sale in cima al Colle di Bonaria, nell'omonimo parco.

 
Ecco che cosa si vede, in questi giorni. Uno spettacolo di bellezza commovente, con lo sguardo che supera i Cipressi del cimitero e fugge lungo il fiume celeste, che sembra non finire mai.

La fotografia ha tutte le limitazioni dovute all'uso del telefonino, avrebbe meritato ben altra fotocamera; ma, voi lo sapete, il mio scopo è quello di stimolare chiunque voglia ad utilizzare i propri occhi  per godere di questo spettacolo.

Fra l'altro la rotondina in cima al colle non ha solo questo spettacolo, ma una sensazionale veduta panoramica, una delle più belle della città (post del 11/2/16).

martedì 26 maggio 2020

Dipladenia: richiamo primaverile

E' giusto evidenziare che quello odierno è un richiamo primaverile, perché il precedente richiamo per la Dipladenia (post del 2/11/19) l'avevo fatto in pieno autunno: e questo è un ulteriore elemento che giustifica e incrementa l'encomio che avevo attribuito a questo rampicante la prima volta che lo ho presentato (post 17/11/18).








Ed eccolo qui il nostro soggetto a fiori rosa, che si gode la primavera dal balcone di casa mia; come si vede, questa pianta non riesce bene solo ad arrampicarsi, ma anche a cascare! 









Questo è invece l'esemplare a fiori rossi, sempre sul balcone di casa; come si vede i fiori sono leggermente diversi, e probabilmente si tratta di una altra varietà rispetto alla precedente.
Mi risulta che esistano anche varietà a fiori bianchi o gialli, come spesso accade per le piante da fiore (pensiamo all'Hibiscus!); non mi addentro in questa materia, della quale sono completamente ignorante.

L'importante, in questa sede, è solo evidenziare una volta di più la generosità e la bellezza della Dipladenia, in qualsiasi forma e colore.   

mercoledì 20 maggio 2020

Fioriture a Terramaini

Quale migliore occasione, alla fine della fase uno della pandemia e con la riapertura dei parchi cittadini, per festeggiare con una passeggiata a Terramaini, e cogliere i colori della primavera?

Ecco allora alcune fotografie di fioriture in corso.



Qui a sinistra fiori di una delle grandi Strelitzia nicolai posizionate nel parco.
Abbiamo già parlato di questa pianta erbacea simile al Banano (post del 2/4/16), caratterizzata dalle enormi foglie accorpate a formare una sorta di tronco, e dal fiore  particolarissimo,  che ha dato luogo al nomignolo di "Uccello del paradiso". Il fiore è molto simile, a parte i colori, a quello della specie più piccola e molto nota, la Strelitzia reginae, che abbellisce molti giardini ed i cui fiori sono venduti recisi per delle bellissime e durevoli composizioni casalinghe.








A destra il primo piano di un meraviglioso fiore di Melograno, Punica granatum, di una varietà doppia a colori screziati, che accosta un tenue bianco al denso vermiglio. Del Melograno ricordo il cespuglione di piazza Salento (post del 19/5/13), anch'esso a fiori doppi ma di un solo  colore, e gli esemplari dello slargo di via Lione.


Ecco i fiorellini di un Metrosideros excelsa; trattandosi di un piccolo arbusto, gli stami sono corti e lasciano vedere i petali, anch'essi caratterizzati dall'interno di colore rosso.

Certo gli esemplari del parco non sono confrontabili per dimensioni con il campione cagliaritano sovradimensionato (post del 24/7/16), ma per converso la loro  modesta dimensione consente di godere appieno della fioritura!






Infine, e per rimanere nell'ambito dei lunghi stami rossi, ecco una fioritura di Caesalpinia gilliesii , un arbusto piccolo ed esile che però non manca di farsi notare per la bellezza dei suoi fiori che accostano il rosso ed il giallo in maniera assolutamente gradevole.

Vi ho già presentato una fioritura di Terramaini (post del 5/7/15) di questo arbusto, ma ricordo anche gli esemplari di piazza Puddu e quello in un condominio di via Budapest, a Genneruxi.

Insomma, Terramaini è sempre un piacere, in primavera poi....