Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Le stagioni della Melia

post del 2 novembre 2010
post del 25 gennaio 2012
post del 13 maggio 2011
post del 5 marzo 2012
post del 17 maggio 2015
post del 28 aprile 2018

sabato 28 gennaio 2023

Il grande Pino, ed un destino segnato

 Non amo fare previsioni, soprattutto quando sono negative; ma per il Pino di cui vi parlo oggi temo che un destino infausto sia segnato.

Eccolo qui a sinistra: un bellissimo e grande esemplare, addirittura enorme per i canoni nostrani, di Pino domestico, Pinus pinea.  

Questo Pino vive con la sua mole all'interno di uno spazio condominiale di via Dublino, nella zona alta di Genneruxi, dove le strade sono strette e si aprono ogni tanto in piazzette che fungono da collegamento fra le varie vie. 

Come si vede dalla foto la chioma del Pino supera abbondantemente la carreggiata di via Dublino, oltre che impegnare per diversi metri l'interno degli spazi condominiali.

La vicinanza alla strada, che per fortuna tiene abbastanza distanti le sue radici dalle fondazioni della palazzina, non protegge però il piano stradale, che risulta fortemente sollevato dalle radici medesime.

D'altra parte, si sa, il Pino non si fa scrupoli quando deve fare spazio alle sue possenti radici; lo avevamo già segnalato in un post alle origini del blog (post del 10/12/10) e ripreso poi successivamente per l'impianto di via Verdi (post del 9/5/13), che infatti è stato successivamente eliminato.

Insomma, con queste premesse e con gli effetti che si vedono anche nella fotina a destra, temo di essere facile profeta nel ribadire, con rammarico, che il suo destino pare segnato.

Sarebbe bello ipotizzare che, con apposito accordo fra i privati del condominio ed il  Comune, si potesse trovare una soluzione che salvasse l'albero in questione e l'asfalto della strada, ma qui entriamo nel campo dell'utopia.
 
 

domenica 22 gennaio 2023

Il Capelvenere in città

 Il Capelvenere, Adiantum capillus-veneris, è una piantina abbastanza conosciuta ma che certamente è poco frequente incontrare, a meno che non la si vada a cercare nel suo habitat naturale, cioè le grotte umide ed ombrose, le pareti calcaree dove sgorgano cascate, i pozzi.

Vengono in mente, per esempio, Sadali e la sua cascata di San Valentino, o la cascata Sa Stiddiosa di Seulo, per citare due luoghi meravigliosi e piuttosto noti ai sardi e non solo; a Cagliari è possibile che il Capelvenere sia presente, anche se non sono certo, nella affascinante grotta Gennari dell'Orto Botanico, insieme ad altre Felci.

E invece, con la complicità di Paolo che ringrazio, vi presento oggi un gruppo di piantine cresciute, in maniera naturale, su una parete di Castello.

Ci troviamo in via Genovesi, sicuramente una via che non è molto illuminata dal sole; qui, su una parete certamente umida con retrostante terrapieno, il Capelvenere ha trovato modo di vivere e moltiplicarsi.

Immagino che la pioggia di questi giorni abbia ulteriormente rinvigorito queste piantine che, anche se segnano inevitabilmente il degrado della zona, mantengono il loro fascino dal punto di vista dell'appassionato del verde.

Il Capelvenere ha la peculiarità che l'acqua non aderisce alle foglie (nome greco adiantos = non bagnato), mentre i capelli di Venere fanno riferimento all'aspetto ricadente e delicato delle foglioline, ma anche ai rametti neri, lucidi e sottili che le sostengono.

Il Capelvenere ha avuto in passato un utilizzo medico significativo, con infusi  e decotti, e legami anche con credenze magiche; sicuramente il decotto veniva utilizzato per il cuoio capelluto, antiforfora e sgrassante per i capelli, in linea con il nome e la bellezza evocata.

Insomma una piantina interessante oltre che bella, di cui a destra possiamo ammirare un particolare, sempre sulla parete di via Genovesi.

Credo che le piantine siano anche coltivabili in vaso, anche se sono molto esigenti e difficilmente si adattano al clima di un appartamento. 

Comunque, per chi non ha modo di fare un salto negli splendidi luoghi citati all'inizio del post, una passeggiata in Castello resta una bella soluzione per godere della vista del Capelvenere! 


 

domenica 15 gennaio 2023

Il Ficus combina guai

 

Eccolo qui, il Ficus in questione: un enorme Ficus retusa, vecchio di molti decenni, che troneggia all'ingresso del Dipartimento di scienze biomediche dell'Università, in via Porcell.

E non è il solo a fare compagnia e sorvegliare questo bellissimo e grande palazzo, affacciandosi su una delle strade più affascinanti della nostra bella città: infatti dall'altra parte del palazzo, quasi all'inizio della strada, ci sono altri quattro esemplari, anch'essi di ragguardevoli dimensioni .

Ebbene il nostro esemplare, facendo il suo mestiere e cioè vivendo, ha fatto quello che questi alberi sanno fare molto bene, cioè ha irrobustito le sue radici per sostenere al meglio la grande chioma.


Ed ecco a destra il risultato, con un possente innervamento nel terreno ed addirittura radici colonnari di ulteriore sostegno.

E qui ha cominciato a combinare guai perché essendo, come si vede dalla foto, vicino al muro perimetrale della proprietà del Dipartimento, le radici hanno provveduto a spaccare il muro medesimo, creando un pericolo sul fronte strada.

La strada è stata chiusa al traffico, è stato realizzato un sostegno provvisorio per il muro, ed è cominciato il palleggio sulle competenze fra Comune ed Università, per chi debba procedere, ed in che tempi, alla "messa in sicurezza" (si veda al riguardo quanto detto al post precedente).


In questa foto si vede una delle spaccature del muro antistante il 
Ficus, nonché le transenne ed il sostegno provvisorio.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza, io auspico fortemente che i Ficus di via Porcell vengano salvati, e non facciano la stessa fine di alcuni Pini d'Aleppo che ornavano questa via, e che sono stati eliminati.

Il Ficus retusa, albero molto comune a Cagliari, non è un albero che debba sempre essere salvato; quando ci sono le condizioni, e fatte tutte le opportune valutazioni, il sacrificio di qualche esemplare può essere accettato (p.es. in viale Trieste, o in viale Merello....); ma non per questi esemplari, che accompagnano la storia di questa strada e la nobiltà delle sue costruzioni e dei grandi cagliaritani che ci hanno lavorato.

I muri possono essere sistemati ed irrobustiti, il percorso delle radici può essere guidato ed impedito perché non crei ulteriori guai; ma prego chiunque debba prendere le decisioni sul da farsi di partire dal presupposto di salvare i Ficus di via Porcell!  

 

lunedì 9 gennaio 2023

La "messa in sicurezza" delle Robinie di via Cagna

La Robinia pseudoacacia è un albero che ha avuto una significativa presenza nella nostra città, anche per la sua capacità di riprodursi e colonizzare terreni sterrati ed incolti. Oggi, con il procedere dell'urbanizzazione, lo si incontra molto meno, mentre è piuttosto comune in campagna. E' una leguminosa, della quale abbiamo parlato più volte a partire dagli albori del blog (post del 14/12/10) e successivamente, soprattutto con riferimento alla sua bella fioritura primaverile (p.es. post del 26/4/15  e del 10/4/17). 

Abbiamo altresì parlato di esemplari anziani e non molto ben messi, come quelli di via Cammino Nuovo e quelli di via Cagna, quasi all'incrocio con via Is Guadazzonis.

E di questi ultimi parliamo oggi: ecco in foto un esemplare, che mostra la sua attuale fragilità. Già si vede dal tronco che è molto anziano, è piegato su un fianco e probabilmente il suo legno sta marcendo all'interno.

Per questo non mi sono meravigliato quando ho letto nel sito ufficiale del comune di Cagliari che 4 esemplari di Robinia in via Cagna saranno eliminati, in quanto la loro "propensione al cedimento" crea pericolo per la pubblica incolumità.

Tutto bene, dunque? E no, dato che l'annuncio non parla di eliminazione, ma di "messa in sicurezza". Allora, poiché la messa in sicurezza non è certo sinonimo di eliminazione, ma anzi di azione costruttiva e correttiva tesa ad eliminare il pericolo, per esempio con tutori di sostegno, perché usare questa impropria terminologia?

Non sarà che la "messa in sicurezza", locuzione ormai usatissima nel burocratese, serva come addolcimento del termine netto di eliminazione, che potrebbe provocare qualche protesta di cittadini amanti del verde?

Allora io formulo un invito agli amministratori del verde pubblico: siate chiari. Se una pianta è da abbattere, da eliminare, da estirpare, da tagliare ........, usate il termine giusto, e siate pronti all'occorrenza a dimostrare la necessità inoppugnabile della azione drastica; non nascondetevi dietro terminologie fumose ed improprie!    
  

domenica 1 gennaio 2023

Il Giardino degli Ulivi

Un nome che oscilla fra richiami biblici (il Getsemani) e reminiscenze Checoviane (il Giardino dei Ciliegi) è quello che mi è venuto in mente per il bel sito che vi presento oggi, che si trova all'ingresso del paese di Settimo San Pietro, Comune della città metropolitana di Cagliari.

Il nome di questo luogo è in realtà Parco Terra de sa Cresia, che fa riferimento alla chiesa di San Pietro Apostolo, sfondo dei suoi spazi.


Effettivamente la presenza della chiesa e del suo campanile, che si staglia davanti al terso cielo azzurro decembrino, forniscono un bel valore aggiunto ai prati di questo giardino comunale ed ai bellissimi vecchi Ulivi che sono, per noi amanti del verde, l'elemento caratterizzante. 


Questi alberi non brillano certo per la chioma folta o per la simmetria dei rami, ma per la lunga storia che si portano appresso, con i danni del tempo e di potature scriteriate ai quali hanno tenacemente resistito; i tronchi, con le loro fessure, gibbosità e strane forme assunte nei decenni ci raccontano la loro vita.

Una scelta felice degli amministratori ha tolto questi Ulivi dallo stato di vecchi residui arborei abbandonati, e magari da estirpare, e li ha recuperati alla loro bellezza intrinseca: un posto piacevole dove passeggiare e meditare.


martedì 27 dicembre 2022

La Mahonia fiorita

Partiamo dalla fine, cioè dall'ultima volta in cui ho parlato di questo arbusto straordinario, sia per la bellezza intrinseca della foglia e dei fiori, sia per la rarità della sua presenza nella nostra città (post del 11/11/22). 

In quella sede rimandavo chi avesse voluto godere della fioritura della Mahonia japonica  a dicembre, e sono qui per rispettare l'impegno per quanto di mia competenza.


Ed eccola qui la fioritura, con le lunghe spighe gialle cariche di fiorellini a campanella chiusa, una sorta di piccoli orci; una grande attrattiva per vespe e bombi oltre che per lo sguardo del visitatore umano, anche il più disattento. 

Avevo presentato questo spettacolo nel 2018, quando ho fatto la conoscenza di questa gemma del parco Vannelli (post del 31/12/18).

I fiorellini sono anche profumati, ed a loro seguiranno le bacche viola, che pare siano anche commestibili, e delle quali sono ghiotti diversi uccelli.



   
Ecco a destra il particolare di alcune spighe, che evidenziano il giallo brillante delle campanelle.

In mezzo a tanta bellezza, l'esemplare di Mahonia del parco Vannelli ha un difetto, certamente non attribuibile alla Natura, ma all'insipienza umana: gli è stato attribuito un nome errato (post del 3/5/22), che non ho mancato di segnalare più volte, senza purtroppo alcun risultato pratico.

Speriamo che il 2023 porti consiglio a chi di dovere, restituendo a questa gemma arborea la dignità che le spetta!    

  

martedì 20 dicembre 2022

Le spine di via dell'Abbazia

In via dell'Abbazia, poco dopo la rotatoria di via dei Conversi da cui nasce questa importante arteria urbana, si apre sulla sinistra via Praga, che è in realtà una lunga e piacevole passeggiata pedonale; costeggiando la linea del metrotram, la passeggiata arriva fino nel cuore di Genneruxi, sfociando in cima a via Zagabria dopo aver intersecato via Oslo, via Genneruxi e via Berna. 

E' una passeggiata piacevole anche da un punto di vista del verde, fra siepi di Piracanta cariche attualmente di bacche rosse, Bagolari all'interno dello spazio cani, cespugli di Biancospino nella scuola di infanzia, arbusti di Malvaviscus all'incrocio con via Genneruxi, e tanto altro ancora; rimando ad una veloce ricerca nel blog chi volesse riportare alla mente le piante citate.

Ma oggi puntiamo l'attenzione proprio all'ingresso di questa via, nello slargo che accoglie il visitatore che arriva da via dell'Abbazia: qui troviamo le reginette di questi spazi, e cioè alcuni esemplari di Chorisia/Ceiba (ultimo post, fra i tanti,  21/9/22). 


Ed oggi, invertendo il normale approccio dal generale al particolare, voglio iniziare con una foto che dà senso al titolo, il primo piano di una robusta spina, ben piantata nella corteccia verde del tronco.

Sì, perché quest'albero ha una splendida fioritura, un simpaticissimo frutto carico di cotone, un piacevole aspetto di insieme con il suo tronco a bottiglia, ma ha anche una peculiare spinosità nel tronco, che gli fornisce una ulteriore dose di eccezionalità.

Ricordo che queste spine, nei paesi dell'America del sud dai quali origina la Chorisia, servono come difesa dai mammiferi rampicanti; da noi la protezione può al più servire come difesa dai topi, di cui conosciamo l'aggressività nei confronti per esempio del Carrubo  (post 9/4/16).


 

Passando dal particolare al generale, ecco a destra l'immagine d'insieme di uno degli esemplari, mentre sullo sfondo se ne intravede un altro; sono gradevolmente inseriti in un piccolo terrapieno che digrada dai binari alla passeggiata.

Faccio notare che questo esemplare è ancora carico di foglie, mentre quello del quale ho fotografato le spine, che è il più grande del gruppetto, è già completamente spoglio; sono gli effetti del nostro clima, per cui diverse specie arboree, come abbiamo notato più volte nel blog, sono semi-spoglianti, lo fanno di malavoglia, oppure alcuni esemplari si spogliano altri no, come in questo caso.

Comunque un bel "comitato di accoglienza" per questa passeggiata!

domenica 11 dicembre 2022

Su Siccu, e le buone pratiche manutentive

Come i lettori affezionati sanno, non faccio mancare le critiche agli amministratori del nostro verde pubblico; proprio per questo ho il piacere di dare conto di un intervento di manutenzione straordinaria effettuato con tempismo e perizia su un filare di giovani esemplari di Schinus molle, il Falso pepe o Pibiri burdu per dirlo "alla sarda". 

Questo filare si trova lungo la Calata dei Trinitari, il tratto di Su Siccu che fronteggia gli impianti sportivi; ecco uno scorcio del filare, lungo il marciapiedi di fronte alle varie società.


E' successo che questi alberi, piantati da alcuni anni in occasione della riqualificazione di questo tratto del lungomare, sono cresciuti molto in fretta, forse troppo, fino a trovarsi in una situazione di squilibrio fra le modeste dimensioni del tronco e le ampie chiome sempreverdi.

In questa situazione il maestrale ha cominciato a fare il suo mestiere, piegando alcuni di questi alberi. Ebbene, l'intervento manutentivo è stato tempestivo, sono stati rifatti i tutori con corde elastiche più robuste, dove possibile aumentando il numero dei paletti di sostegno; la chioma è stata potata, senza tagli eccessivi e mantenendo nei limiti del possibile  la forma. Insomma, un buon lavoro.

Sappiamo che gli Schinus molle, dei quali abbiamo parlato tante volte, hanno una crescita rapida, che è servita a salvare diverse situazioni di spazi pubblici con poco verde presente (p.es. post del 4/4/17); questa crescita, come detto, ha la controindicazione della crescita talvolta non omogenea del tronco rispetto alla chioma. Ma, se c'è il controllo e l'eventuale tempestivo intervento come in questa occasione, il problema è facilmente superabile.


Chi invece non ha problemi con il vento, nonostante la notevole chioma, sono i Ficus retusa, dirimpettai degli Schinus in questo tratto di strada; la loro presenza, che risale a diversi decenni fa, è stata salvaguardata dai lavori di rifacimento, e loro si sono ripresi alla grande nonostante qualche maltrattamento (post 26/11/20).

Peraltro, lo sappiamo bene come questi alberi si difendono dai rischi di ribaltamento: incrementano ed irrobustiscono le radici, con tutte le conseguenze del caso che ben conosciamo in diverse strade e piazze cittadine!  
    



 

sabato 3 dicembre 2022

Il parco della ex Vetreria, ben curato e peculiare

Sono tornato alcuni giorni fa al parco della ex Vetreria, a Pirri, sperando di vedere un piacevole spettacolo di foliage dei Gelsi piangenti, Morus alba pendula, secondo quanto mi ero ripromesso di fare nella precedente visita (post del 26/10/22).


E purtroppo sono rimasto deluso, almeno per il foliage; come si vede nella fotografia i Gelsi si stanno effettivamente spogliando, ma potremmo dire "alla cagliaritana", cioè perdendo progressivamente le foglie disseccate senza passare dalla fase che scolora la chioma nel suo insieme e che è tanto apprezzabile.

Pazienza, ridiventeranno belli fra qualche settimana, quando avranno perso tutte le foglie ed assumeranno l'aspetto di affascinanti scheletri, come testimoniato nel blog (post 19/12/11, 19/1/1528/1/17).


Ma, mettendo da parte la momentanea delusione per i Gelsi, sono rimasto positivamente impressionato dal parco nel suo insieme, dalla sua pulizia e dalla cura delle piante presenti, con in più la peculiarità della forma tondeggiante di molte di loro.


Notiamo qui il gruppo di grandi arbusti di Alloro, Laurus nobilis, che fanno da cornice alla gradinata; ben curati, mediamente sani (cosa non facile per le piante di Alloro) e rifiniti in una peculiare forma semisferica.







E non sono i soli, come possiamo notare dalla foto a sinistra di un altro scorcio del parco.
Insomma si coglie una scelta coerente perseguita dai giardinieri del parco: può piacere o meno, ma sicuramente denota una buona cura nelle attività manutentive. E purtroppo questa non è una caratteristica sempre riscontrabile nei parchi cagliaritani, come ci è capitato più volte di segnalare.
      


lunedì 21 novembre 2022

Il foliage dei Platani, nel nord Italia

 Il Platano comune, che come già dichiara il nome è un albero che abbonda in tutte le città al di sopra di una certa latitudine, con esemplari di grande dimensione e spesso di grande pregio ornamentale, è invece molto raro a Cagliari, come abbiamo avuto spesso occasione di affermare: raro e di crescita stentata, salvo qualche eccezione.

Raro l'albero, e inesistente lo spettacolo del suo foliage, dalle nostre parti. Non così nel nord Italia, per esempio a Treviso.

E da Treviso viene questa immagine che mi manda Maria Antonietta, che ringrazio; un grande esemplare, alto almeno una ventina di metri, mostra i colori autunnali, in varie gradazioni di giallo, arancio e bruno, delle sue grandi foglie palmate.

Se questo avviene in una città relativamente piccola, possiamo immaginare lo spettacolo dei viali alberati di Milano o Torino.



  

E però io non rinuncio a mostrarvi anche un Platano nostrano, e precisamente l'esemplare mascotte di piazza Islanda a Genneruxi (post 22/10/18), che si erge solitario in mezzo ai Carrubi. Piccolo rispetto ai cugini trevigiani, ma che comunque primeggia ormai in altezza rispetto agli alberi che lo circondano.

Certo, è piccolo e non farà un foliage degno di questo nome,  ma guardate la luce che lo circonda ed il colore del cielo alle sue spalle! 
 

martedì 15 novembre 2022

A proposito di mancanza di cura, al Circu De Soli........

 Il post precedente, dedicato alla "non" cura delle etichette di riconoscimento al parco Vannelli, mi ha fatto venire in mente di andare a verificare la situazione al Circu De Soli , in via Beato Angelico. Infatti questo giardino, sorto nel 2016 (post del 8/3/16), era anch'esso caratterizzato da una serie di cartelli dedicati all'identificazione delle piante presenti, cartelli che sono velocemente degradati (post del 12/2/194/1/20) e mai sono stati sostituiti.

Ed oggi? Oggi è tutto scomparso, come se quel lavoro non fosse mai stato fatto; l'identificazione delle tante specie arboree presenti è lasciata alla buona volontà dei frequentatori, quando c'è, oppure affoga nell'indifferenza se non viene supportata in alcun modo.

Per fortuna che le piante stanno bene, e crescono, come si vede dalle foto che vi presento ingoiando l'amarezza.


Ecco una vista d'insieme, con in primo piano il simpatico labirinto composto da siepi di Lentisco, debitamente cresciuto dalla fotografia proposta nel post del 2016.



A destra vediamo uno dei giovani Liriodendri, Liriodendron tulipifera, rarissimi a Cagliari e caratterizzati da una foglia a quattro lobi assolutamente peculiare (post del 20/5/17), che li fa riconoscere anche senza cartellino, almeno fino a che sono presenti le foglie, che l'autunno comincia a portare via dai rami.



E infine, un gruppo di frutti ovoidali della Paulownia tomentosa, altro albero rarissimo per la nostra città, fratello dell'anziano esemplare di via Santa Gilla (post del 20/10/11 ed altri successivi).

Questo esemplare del Circu De Soli è veramente cresciuto tanto, forse è l'albero più maestoso di tutta la piazza. Se si è trovato così bene, mi aspetto che ci regalerà una strepitosa fioritura ad aprile, ben più appariscente di quella, già bella, di qualche anno fa (post 8/4/19).

Ecco, spero nel mio piccolo di avere svolto un modesto servizio a quei cittadini dotati di curiosità e privati degli strumenti a suo tempo predisposti per soddisfarla.    


  

venerdì 11 novembre 2022

La Mahonia, e la (non) cura del parco Vannelli

 Il piccolo Parco Vannelli di via Giudice Mariano mi sta molto a cuore, sia per il nome, riconoscimento del grande lavoro svolto a Cagliari dal Botanico innamorato della nostra città, sia per la presenza di etichette  con i nomi degli alberi presenti.

Quella delle etichette è stata una bellissima idea, e rimane una delle poche esperienze cagliaritane in tal senso; sconta però un grave difetto, tuttora presente: la mancanza di controllo e manutenzione delle etichette medesime (oltre che in generale dei parchi e delle loro piante).

Per non stare a ripetere tutti gli esempi di etichette errate  già proposti in passato (vedi post del 5/11/21  e del 3/5/22 ), mi limito oggi a presentare la Mahonia japonica, arbusto rarissimo che possiamo considerare simbolo di questi spazi.


Eccola qua la Mahonia, che mette in mostra in questo piano ravvicinato le belle foglie spinose ed i fiori che si stanno preparando.

Ebbene, questa pianta continua ad essere spacciata dal cartello per un Syagrus romanzoffianum (che pure c'è nel parco ed è anche piuttosto bello), cioè un Arecastro (vedi p.es. post del 18/1/16), con il quale la Mahonia non ha nessun grado di parentela, neppure lontano.

Allora io dico, perché si devono prendere in giro le persone che vogliono migliorare le loro conoscenze botaniche, e che magari scoprono da una ricerca su Internet di essere state turlupinate?

Non voglio ripetermi e rimando che volesse conoscere in dettaglio le mie lamentele al post del 2022 già citato, ma la sintesi è sempre la stessa: fate un minimo di manutenzione!!!!

Per toglierci l'amaro di questa situazione possiamo goderci la splendida fioritura gialla della Mahonia attraverso le foto (post del 31/12/18) o, meglio ancora, segnarci un appuntamento con lei per il mese di dicembre, direttamente al parco!
 

sabato 5 novembre 2022

La strage delle trombette vergognose

La strage si è compiuta, a causa della pioggia battente, per due motivi: le trombette hanno la ventura di fiorire ad ottobre e novembre, quando maggiori sono le piogge intense; sono grandi e pesanti, e quindi molto esposte ad essere strappate dalla pianta che le ha generate.

Se vi state chiedendo, con piena ragione, di che cavolo sto parlando, ve lo dico subito: sto parlando dei fiori della Datura arborea (ora Brugmansia arborea), fiori da me definiti, nel lontano 2011 (post del 2/11/11), "trombette vergognose", e come tali chiamati anche nei post successivi.


Ed ecco la prova della strage attuale, che avevo peraltro già segnalato alcuni anni fa all'inizio di novembre (post del 7/11/18), a conferma di quanto detto sulla frequenza e violenza delle piogge.

In questo caso, rispetto al 2018, la strage è stata più limitata, ed ha lasciato ancora tanti fiori al loro posto, a disposizione per essere ammirati sulle tante piante (come questa di via Leoncavallo) che si affacciano dai giardini cittadini.

Una piacevole distrazione floreale, resa ancora più godibile dall'aria tersa che normalmente segue alla pioggia con vento da nord. 

martedì 1 novembre 2022

L'autunno degli Aceri, ed il loro trascolorare

 Non poteva mancare, anche quest'anno, almeno un post dedicato al meraviglioso spettacolo che molte specie arboree apparecchiano in autunno, quando le loro foglie trascolorano con il ridursi delle ore di luce, e la clorofilla smette di essere prodotta. 

Abbiamo parlato diverse volte di questo fenomeno, noto come Foliage  (post del 31/10/11), mettendo fin da subito in evidenza che non è un fenomeno "adatto" al clima della nostra isola, tantomeno a quello cagliaritano; comunque abbiamo segnalato alcune belle eccezioni, quali quella del Ginkgo biloba, però a dicembre (p.es. post 7/12/16).

Fatta questa premessa, vi porto subito a godere di alcune immagini riprese dove il foliage avviene veramente, e già da ottobre: il nord dell'Inghilterra, lo Yorkshire e la Cumbria, dai quali abbiamo già visto un piccolo reportage (post 8/11/19 e post 20/11/19).

E ci torniamo, come già avevamo fatto nel 2020 (post del 30/10/20), per la gentilezza di Marco, che frequenta questi luoghi annualmente per ragioni di famiglia, e che mi ha mandato alcune foto, tutte scattate nell'Arboreto del parco di Castle Howard.



Scorcio del parco, che evidenzia la tavolozza di colori autunnali, dal verde al rosso degli Aceri passando per il marrone del Faggio.




Ecco un Acer palmatum, Acero giapponese, che ha in corso con eleganza e signorilità la sua opera di cambiamento del colore.




E questa è una meravigliosa sfilata di Acer rubrum, il cui nome già dichiara  l'elemento più appariscente di quest'albero, cioè il colore rosso vivo delle sue foglie trilobate.



E, infine, il fogliame cangiante non di un Acero ma di un albero che non sono riuscito ad identificare (Pioppo? Tiglio?) ma che merita comunque di essere proposto per apprezzare le attuali tonalità di colore.

mercoledì 26 ottobre 2022

I Gelsi piangenti della Ex Vetreria

 Sono tornato ad ammirare i rarissimi Gelsi penduli della Ex Vetreria di Pirri, nel piccolo e piacevole Parco che avevo presentato con un post del 2011 (post 19/12/11), nel quale compariva già una tenera immagine giovanile di uno di questi Gelsi.

Oggi ho assegnato a questi alberelli l'attributo di piangenti, in omaggio al glorioso Salice piangente, albero ormai quasi scomparso dalla città ma del quale ai cagliaritani più "datati" rimane il ricordo indelebile degli esemplari di piazza Matteotti; a parte questa digressione, il nome corretto di questi alberelli resta Gelso pendulo, Morus alba pendula, varietà di Gelso bianco opportunamente innestata. 


Ecco uno degli alberelli, nel fascino della sua fluente capigliatura che nasconde il secondo esemplare al di là dello stradello: veramente una pianta di grande impatto estetico, tenuto anche conto del fatto (post del 29/9/16) che non presenta l'imbrattamento del suolo dovuto alla caduta dei frutti.

E, se e quando verrà il freddo, questo Gelso saprà mostrare il suo affascinante aspetto invernale, con i rami piegati, spogli e nodosi, che abbiamo già eternato (post 19/1/15  e del  28/1/17).

Insomma, un albero raro per la nostra città che si fa apprezzare sia d'estate che d'inverno; non resta che apprezzarlo anche in autunno, dal vivo o catturando qualche immagine del suo foliage, che pare sia molto gradevole. Chissà che quest'anno non sia la volta buona, se avremo un vero autunno!