Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone...

Alberi in fiore, seconda serie

mercoledì 24 agosto 2016

La rara fruttificazione del Ficus benjamina

Il Ficus benjamina, lo sappiamo, è una delle piante scappate di casa, come le abbiamo definite ai primordi del blog (post del 3/11/10), quelle piante che hanno sceso i gradini per occupare con successo la terra piena e vivere di vita autonoma (p.es. post del 5/2/13).

Tutto questo però lo hanno fatto senza rinnegare l'appartamento, o il vaso per strada davanti all'ingresso del negozio, dove sanno comunque offrire ottime prestazioni; da questo punto di vista questo Ficus è una pianta benemerita, si accontenta di poco e sa essere veramente bella, con le sue foglie lucide a punta.

Quella che è rara è la fruttificazione: esclusa per gli esemplari casalinghi, comunque difficile da vedere per quelli liberi.


Io ho trovato recentemente i frutti in un esemplare semilibero, molto bello, che si trova ad aggettare proprio sopra la fermata del pullman di via Mameli, posta a ridosso del bel giardino delle Magnolie (post del 17/10/14).

Ecco a sinistra un rametto che espone una coppia di piccoli siconi, in tutto simili, come funzione se non come aspetto, a quelli eduli del Ficus carica: si nota il forellino destinato all'impollinazione, ed il colore rossastro che diventerà nero a maturazione avvenuta.

lunedì 22 agosto 2016

Una grande Duranta, quasi un albero

La Duranta repens (o plumieri per altre fonti) è un arbusto di aspetto molto gradevole, che dà il meglio di sé con la fioritura estiva e con l'esposizione dei fruttini gialli autunnali.

Ne abbiamo già parlato, sia presentando il grande cespuglio di via Barone Rossi (post del 11/10/13), sia con riferimento ai parchi cittadini, che cominciano ad esserne abbastanza dotati.

Oggi vi presento un altro esemplare pubblico, che si fa notare per le sue dimensioni eccezionali: è quello che si trova nel bel giardino posto fra via Dell'Abbazia e via Stoccolma, giardino dal quale si accede al boulevard dei Bagolari (post del 10/11/10 e 3/9/15).



Questa Duranta ha certamente la morfologia di un arbusto, ramificato dalla base, ma le dimensioni di un alberello, alto forse 4 metri e con bella chioma espansa.

La fase della fioritura è ancora in pieno svolgimento, ma a questa cominciano ad aggiungersi i frutti gialli a palloncino, che forniscono ulteriore fascino all'insieme.




E poiché i racemi dei fiorellini sono poco evidenti nella foto precedente, ecco il primo piano di un racemo che comincia a fiorire, con la grazia del fiorellino color lilla sbocciato, ed i petali dal bordo bianco leggermente frastagliato.

venerdì 19 agosto 2016

Il molestatore ha vinto

Non preoccupatevi, non è un molestatore umano quello di cui si parla, ma una scultura in calcestruzzo a cui avevo dato questo epiteto (post del 22/10/13), vedendola pesantemente appoggiata ad un povero ed innocente Carrubo dei Giardini Pubblici.

Ebbene, il molestatore, invece che essere spostato se non rimosso del tutto, è stato lasciato agire indisturbato ed ora, come mi segnala Bruno che ringrazio, il Carrubo ha iniziato a cedere alla sua prepotenza.

Ecco la situazione: il Carrubo ha iniziato a piegarsi, ed alcune radici sono in vista, mentre sotto al molestatore è stato inserito un brutto cavalletto per cercare di rallentarne l'azione.

Il tutto condito con la interdizione dell'area, divenuta pericolosa per i bambini.

Ora io dico: possibile che non si potesse prevedere quello che sta succedendo, se non all'atto dell'installazione del triangolo almeno quando ne è stata fatta la manutenzione, nel luglio 2013 (si veda la foto del post citato)?

Perché finiamo per intervenire sempre a posteriori, per cercare di salvare il salvabile (anche se qui mi pare che ci sia poco da salvare, fra molestatore e molestato)?

E, volendo chiudere in maniera propositiva, ci saranno problemi di natura contrattuale con lo scultore Staccioli, per procedere magari a tagliare un pezzo di "naso" alla scultura (o renderlo morbido ed inoffensivo) e sistemare un supporto definitivo più consono all'estetica ed alla sicurezza del luogo?

Basta, è meglio che mi fermi qui.

sabato 13 agosto 2016

Due produzioni interne

Io non sono un bravo coltivatore di piante, anzi le mie piante da terrazzo producono generalmente risultati piuttosto modesti; tanto meno ho capacità nella riproduzione, per seme o per talea.

Questa è certamente una limitazione, che mi costringe a negarmi, con un punta di invidia, agli amici lettori che mi raccontano dei loro successi o insuccessi nel campo, chiedendomi pareri; peraltro questa limitazione non genera conflitti con la passione per le piante, e mi accontento.

Ma, forse proprio per questo, mi fa piacere presentarvi due "produzioni interne", cioè la germinazione di due semi che ho piantato in vaso.

Questa a sinistra è la produzione più recente, e si tratta di una neonata piantina di Glicine, Wisteria sinensis. 

Conosciamo la sua storia, perché il seme era contenuto in uno dei legumi prelevati da un Glicine di S.Gregorio, l'inverno scorso, e poi lasciati a fare mostra di sé come natura morta fino alla loro esplosione (post 18/7/16).

Ho piantato alcuni dei semi, ed ecco il risultato: una tenerissima piantina con le prime piccole foglie composte, mentre in basso le due cotiledoni, terminata la loro funzione di nutrimento dell'embrione, si preparano a seccarsi.



La seconda produzione è invece più anziana, perché il seme è stato piantato due anni fa, dopo averlo prelevato dall'esemplare di Thevetia peruviana di via Cettigne (post del 14/10/14) ed aver aspettato che la mandorla si aprisse.


In questo caso non solo è nata la nuova piantina, ma ha recentemente addirittura prodotto alcuni fiori, uno dei quali è ripreso nella foto a destra, durante la fase di apertura.

Ricordo che questa Thevetia, nota anche come Oleandro giallo, è molto velenosa in tutte le sue parti, per cui deve essere prestata la massima attenzione nel coltivarla in case dove vivono bambini o animali. Detto questo ed adottate le opportune cautele, è una pianta bella, elegante anche per la foglia lunga e sottile; inoltre, deve essere robustissima, se è stata capace di crescere nel mio terrazzo!

mercoledì 10 agosto 2016

Che bello il Ficus religiosa che si rinnova!

Abbiamo parlato più volte del Ficus religiosa, della sua bellezza, della sua sacralità, della sua rarità per Cagliari; ed abbiamo parlato anche della sua particolare caratteristica, che è quella di perdere un po' di foglie d'estate (post del 28/7/13), sostituendole subito dopo con nuovi getti.

Questo comportamento non viene adottato tutti gli anni e da tutti i Ficus, ma sembra dipendere dalle caratteristiche della singola stagione estiva e dall'esposizione della pianta.

Ma, al di là del comportamento peculiare (gli alberi di solito perdono le foglie per difendersi dall'inverno, non dall'estate), si fa notare soprattutto la bellezza delle nuove foglie che, all'eleganza intrinseca della forma aggiungono la trasparenza ed il colore rosso.

 Ecco il Ficus religiosa della scuola di via Venezia, che si è aggiunto recentemente nel nostro portafoglio (post 8/3/15) all'esemplare "storico" di via San Lucifero; dal colore sembra che la muta di questo esemplare sia quest'anno molto ampia, per lo meno nella parte alta, naturalmente più esposta al caldo.

Purtroppo questo bel giardino scolastico non è normalmente accessibile al pubblico, anche se meriterebbe di esserlo, e la fotografia è ripresa da via Curie.




Ecco allora il "nostro" esemplare di via San Lucifero, con un dettaglio di foglie di rinnovo, nelle varie sfumature di colore.

Come si può notare, le nuove foglie si mescolano con quelle che persistono sulla pianta, tanto che più che di albero spogliante possiamo parlare di albero che effettua una parziale sostituzione, in questo caso abbastanza modesta, del suo fogliame.






E, per concludere in bellezza, ecco il primo piano di una foglia in tutto il suo splendore, ivi comprese le nervature ed il lungo apice.

Il colore, che ho banalizzato come rosso, assomiglia più al Castagno o alla Terra di Siena, comunque delicato e bellissimo. E pensare che ricorda più il colore tipicamente autunnale delle foglie che si preparano a morire, mentre è il colore estivo della nuova vita; che spettacolo!

venerdì 5 agosto 2016

La ripresa veloce

Eh no, mi dispiace, non stiamo parlando della situazione economica italiana, che arranca in mezzo alle difficoltà; parliamo piuttosto, e così ci consoliamo, delle Jacarande, e precisamente di quelle che da piazza San Benedetto ci accompagnano lungo lo spartitraffico fino a piazza Giovanni XXIII.

E parliamo di loro perché la primavera scorsa sono state oggetto di una capitozzatura, o se preferite una potatura drastica, che ha naturalmente generato uno strascico di polemiche.

Il lavoro, originato dalla necessità di dare luce alla strada ed alle abitazioni, ma anche da ragioni di sicurezza, è stato come detto piuttosto drastico, forse anche per evitare di dover ripetere troppo spesso questi interventi programmati.

Comunque questi alberi, che come sappiamo sono ormai i beniamini della città, data la loro numerosità e la splendida fioritura, non si sono offesi, ed hanno reagito da par loro.

La ripresa è in atto, come dimostra l'esemplare di sinistra che è situato subito dopo la piazza San Benedetto, e che anzi è indietro rispetto a molti fratelli successivi lungo il viale.

Al termine delle branche nude crescono i grossi ciuffi di nuove foglie,  e possiamo scommettere che nel giro di due/tre mesi anche queste Jacarande saranno pronte ad offrirci la seconda fioritura, avendo saltato solo quella primaverile.

Certo le chiome non saranno subito grandi come quelle che eravamo abituati ad ammirare (p.es. post del 24/8/13), ma comunque offriranno fogliame fresco ed abbondante, e magari fiori dai colori ancora più brillanti.
Non dimentichiamoci, visto che cominciano le Olimpiadi, che questi alberi hanno origini brasiliane, e che qui rappresentano bene il carattere e la voglia di vivere di quel meraviglioso popolo!



martedì 2 agosto 2016

Terramaini

Voglio lasciare anch'io un piccolo segno di quella che è stata la terribile giornata di ieri per il nostro amato parco di Terramaini.

Ho scelto una foto simbolica, scattata da Alberto M. Melis e postata su Facebook: un Vigile del Fuoco che si riposa, durante l'intervento di spegnimento dell'incendio.

Siamo lungo la strada che collega i due parcheggi; alla nettezza ed al gradevole verde del giovane Tiglio in primo piano fa da contraltare, sullo sfondo, il verde grigio del parco, sporcato dal fumo che lo opprime.

Non credo che servano altre parole.


lunedì 1 agosto 2016

le Bauhinie, fra speranze e timori

La Bauhinia è un genere di piante di origine tropicale, della famiglia delle Leguminose (Fabacee), genere noto generalmente per la bellezza dei fiori.
Ne abbiamo parlato da subito nel blog, con riferimento ai due esemplari di Bauhinia variegata posti alla fine di viale Colombo, che abbiamo trattato in più occasioni, fino a presentarne la fioritura parallela, bianca e rosa (post del 19/5/15 ma anche nell'attuale slide show in testata).

Piante assolutamente ed inspiegabilmente rare a Cagliari, però con due belle speranze.

La prima è la Bauhinia candida  (in realtà una sottospecie della variegata ) che ho scoperto all'Orto Botanico, e che presenta attualmente una fioritura di una bellezza che non ha bisogno di commenti.

Faccio notare anche la particolarissima ed elegante foglia, composta da due lobi separati da una profonda incisione;


le foglie, chiuse quando sono piccole, si aprono e si chiudono a seconda della luce come le pagine di un libro.

A desta una vista d'insieme dell'alberello dell'Orto Botanico.

La seconda speranza, per questi alberi, è che finalmente sono stati piantati alcuni nuovi esemplari pubblici, e precisamente nella piazza Circu de Soli di Mulinu Becciu, di cui abbiamo parlato recentemente (post 8/3/16).

Ma ci sono anche timori per questi alberi, indotti proprio dagli esemplari storici di viale Colombo; sono sofferenti, soprattutto quello con i fiori bianchi, che risulta tuttora praticamente privo di foglie, ed anche la sorella non sta benissimo. Intendiamoci, potrebbe essere solo un problema di mancanza di acqua e cure, ed anche di inquinamento, data la posizione; sarebbe il caso che i giardinieri comunali dedicassero loro un riguardo speciale, e mettessero in atto tutte le azioni necessarie per la loro ripresa.

Certo, la posizione non è bellissima per una passeggiata a piedi, ma la coppia è estremamente visibile per gli automobilisti, ed i tanti cagliaritani che hanno ammirato la loro fioritura anche solo passando in auto sono certamente affezionati a loro.

giovedì 28 luglio 2016

Le Yucche della California in fiamme

Oggi andiamo non solo fuori città, ma addirittura ci spostiamo nel continente americano, anche se l'argomento, il fuoco che distrugge la Natura, ci è molto vicino.

Parliamo delle migliaia di ettari di vegetazione che il fuoco si sta mangiando in California, dopo essere esploso alcuni giorni fa per cause ancora da chiarire (mentre da noi le cause sono spesso, purtroppo, l'unica cosa certa).

Traggo lo spunto da una fotografia molto impressionante, che riprende una Yucca in preda alle fiamme. Eccola qui.

E' stata pubblicata ieri su Repubblica, ed è del fotografo McNew che lavora per l'Agenzia Getty Images, di cui vi consiglio una visita al sito.

Questa Yucca, nome scientifico Yucca brevifolia, non è una pianta qualsiasi, ma una pianta endemica e caratteristica di queste zone del sud-ovest degli Stati uniti, tanto da aver dato il nome ad un parco nazionale, il Parco nazionale del Joshua tree, dal suo nome comune americano.

La Yucca brevifolia è parente stretta della nostra Yucca gloriosa (post 11/12/14), pur avendo la foglia molto più corta (come dice il nome, brevità motivata da esigenze climatiche) e dimensioni maggiori, ma neanche poi tanto, se pensiamo per esempio all'esemplare del parco Vannelli (post del 1/2/16).

Alcuni dei lettori, diciamo fra quelli giovani ma non più giovanissimi, si staranno chiedendo: ma io questo nome, Joshua tree, lo conosco, perché? Ma certo che lo conoscete, ed avete amato le canzoni che conteneva, perché Joshua tree è il titolo di un famosissimo album degli U2.



Ed eccolo lo Joshua tree rappresentato nella copertina dell'album, omaggio della band agli Stati Uniti.

Guardate che forma particolare, che fascino, un po' come hanno molti nostri Olivastri; e pensare che c'è qualche "essere umano" che provvede a distruggerne con il fuoco grandi quantità, ogni anno!

domenica 24 luglio 2016

Una scoperta eccezionale

Mi scuso per il titolo iperbolico, ma ritengo che la scoperta di oggi meriti di essere definita eccezionale, almeno nell'ambito degli alberi cagliaritani, che costituiscono il nostro principale orizzonte.

Parliamo di un albero la cui identificazione mi perseguita dall'inizio di quest'anno, da quando cioè Bruno, affezionato lettore del blog, mi ha chiesto di identificarlo.



Eccolo qui l'oggetto misterioso, fotografato il 31 gennaio di quest'anno: si trova dove proprio non ti aspetti, in via Tempio di fronte al civico 43, unico albero di questo tratto di strada, relativamente stretta e poco soleggiata.


Ho cercato, ho chiesto, ho formulato ipotesi (compresa quella giusta, devo dire), ma nessuna certezza, fino ad oggi.

Ed oggi, finalmente, il disvelamento: si tratta del più grande e più anziano (salvo smentita) esemplare cagliaritano di Metrosideros excelsa, l'albero di Natale della Nuova Zelanda (post del 4/12/14 e del 7/1/15).


Ed ecco che cosa ha determinato la scoperta odierna: i fiori, dagli inconfondibili stami rossi, anche se purtroppo confinati nella parte più alta dell'albero.

Una fioritura certamente modesta, rispetto a quella dei più giovani e piccoli esemplari cagliaritani, per non dire degli esemplari nel loro habitat d'origine Neozelandese (vedi post di gennaio '15), ma che nulla toglie all'eccezionalità di questo esemplare.


Si nota infatti, in quest'altra foto di oggi, l'altezza della pianta, che si avvicina probabilmente ai 10 metri, mentre i vivaisti italiani parlano di arbusto/alberello al massimo di qualche metro.

Faccio notare la bellezza e la densità della chioma, nonostante la posizione infelice della pianta, con le piccole foglie coriacee verde carico nella pagina superiore e grigio argenteo nella pagina inferiore.

L'età e la dimensione sono dimostrate anche dalla presenza di radici aeree, che nei luoghi di origine contribuiscono, per gli esemplari più grandi, a fornire supporto su pareti rocciose o scarpate.

Resta la curiosità: chi ed in quali circostanze ha deciso di piantare una Metrosideros excelsa, albero allora non testato nel nostro clima e di grande rarità, proprio lì?  Forse i giardinieri incaricati dall'Inail, quando realizzava i suoi uffici di via Tempio? Temo che non lo sapremo mai, anche se l'eccezionalità di questa presenza meriterebbe un minimo di storia sulle sue origini.  Comunque attribuiamo a questa pianta, per quanto vale il nostro giudizio, il titolo di albero caratteristico della città.

giovedì 21 luglio 2016

Il Terebinto in fiore

Il Terebinto, Pistacia terebinthus, è un arbusto tipico della macchia mediterranea, e quindi presente a pieno titolo nelle nostre campagne.
E' stretto parente (si veda quanto detto nel post del 13/1/16) del comunissimo Lentisco, Pistacia lentiscus, ed ha soprattutto un fratello cittadino, lo Schinus terebinthifolius, ormai abbastanza presente in città (cito l'esemplare di via Machiavelli, i tanti esemplari del Parco della Musica e di Terramaini, tanto per esemplificare).
Il campagnolo Terebinto si differenzia dal cittadino Schinus t. per un aspetto più rustico e spesso strisciante, foglioline più grandi e, soprattutto, caduche.

E' chiaro dunque che il Terebinto è raro in città, ed è per questo che gli esemplari presenti meritano la nostra attenzione, tanto più adesso che sono in piena fioritura.

Ecco allora appunto una infiorescenza a pannocchia dell'arbustone dell'Orto Botanico, posizionato sulla sinistra un po' in fondo.

E' veramente una grande pianta, che occupa diversi metri quadri di terreno, e che si eleva in un intrico di rami fino a formare un sottopassaggio pedonale.



Le infiorescenze a destra appartengono invece all'esemplare presente nel parco Vannelli; i fiori come si vede sono piuttosto diversi da quelli precedenti, sia per il colore rosa che per l'aspetto più appariscente.

Probabilmente, essendo il Terebinto pianta dioica, con fiori unisessuali su piante diverse, questo del parco Vannelli è esemplare femminile.


lunedì 18 luglio 2016

Un'esplosione, ma per la vita!

Ho creduto di dover precisare, nel titolo del post, che qui parliamo di vita e non di morte, contrariamente agli ultimi, terribili eventi terroristici basati sulle esplosioni.

Un'esplosione che genera la vita, dunque. Andiamo con ordine: la storia comincia in un giorno di gennaio di quest'anno, quando, durante una passeggiata a S.Gregorio, ho raccolto alcuni legumi di Glicine, Wisteria sinensis, arbusto già trattato nel blog per la sua splendida fioritura (p.es. 5/4/11).

Ecco il Glicine di cui parliamo, privo completamente di foglie ma carico di legumi, ancora freschi e pelosetti, anche se già scuri.

I legumi del Glicine sono detti tecnicamente indeiscenti, in quanto non si aprono spontaneamente a raggiunta maturità, per lasciare cadere i semi.

Tornando alla storia, ho raccolto i legumi e li ho depositati in una ciotola, assieme con altri reperti vegetali, a fare bella mostra di sé.

E lì sono rimasti, i legumi, fino a quando l'altro giorno, a distanza di sei mesi, il primo di loro è esploso, seguito nell'arco di alcuni giorni dagli altri. Per carità, non una esplosione forte, ma il tanto da farmi spaventare, dato che era di notte, e da lanciare a distanza di alcuni metri i semi contenuti.

Eccola, l'esplosione per la vita: è una modalità inventata dalla natura per allontanare i semi dalla pianta madre ed assicurare la migliore occupazione del territorio dove moltiplicarsi.


Ed ecco qui a destra l'esito delle esplosioni, ricomposte avvicinando le valve dei singoli legumi. Dall'osservazione delle valve, contorte e non più ricomponibili nella forma originaria del legume, si può intuire la tecnica inventata dalla natura: il legume ha una struttura legnosa e, non avendo naturalmente una perfetta simmetria, accumula tensioni interne durante la fase di asciugatura ed essiccazione.

Quando le tensioni superano un determinato valore, quello della resistenza della linea di sutura che unisce le valve, avviene  l'esplosione ed il conseguente lancio dei semi. Che genio la Natura!

venerdì 15 luglio 2016

Quanto pesa un cono?

Naturalmente non mi riferisco ad un cono gelato, ma, in linea con i nostri contenuti, al "frutto" delle conifere, e di una conifera in particolare che mi ha ispirato: una Araucaria bidwillii.

Questa Araucaria, che vi presento in estrema sintesi dato che non mi risulta la sua presenza a Cagliari (dove la specie dominante, come sappiamo, è quella excelsa) è di origine australiana, regione del Queensland, e tanto per cambiare raggiunge grandi altezze, fino a 40 metri ed oltre.

Una sua peculiarità è che i semi prodotti dai coni sono commestibili, sia crudi che arrostiti, e vengono consumati similmente ai nostri pinoli o ai semi di zucca.

Ma la Araucaria bidwillii  ha un'altra peculiarità, che è quella di cui vi voglio parlare oggi: il peso dei coni.


Ed ecco a sinistra quello che ha scatenato la mia curiosità: un cartello all'Orto Botanico di Pisa, infisso appunto ai piedi di una grande Araucaria di questa specie, piuttosto terrorizzante.

La cosa simpatica è che si sia creduto opportuno quantificare il peso, 10 Kg!, mentre in inglese ci si limita a parlare di grossi coni (ma si precisa che ci possono cadere sulla testa!)





Ed ecco l'Araucaria incriminata, da cui veniamo invitati a stare alla larga; in realtà, dato che anche una pigna da qualche etto farebbe il suo bell'effetto cadendo sulla nostra testa, e che nessuno pensa di mettere apposito avviso sotto ogni Pino che troviamo per strada, mi pare che il cartello abbia più che altro il significato di curiosità, di folclore o di scarico di responsabilità.




Quale che sia la ragione del cartello, la curiosità di vedere questi coni nasce, ed io sono qui per soddisfarla: ecco a sinistra la fotografia di un cono, tratto dalla voce inglese di Wikipedia dedicato a questa specie.

Accidenti se è grande! Forse, anche se le probabilità di caduta saranno modeste, è meglio seguire il consiglio e non appisolarsi lì sotto!

martedì 12 luglio 2016

L'elegante Cesalpinia fiorita

La  Cesalpinia, Caesalpinia gilliesii, è un arbusto esile, relativamente piccolo e che non si mette in mostra fino a quando comincia la fioritura; allora dà il meglio di sé, diventando bello ed elegante.

Non è molto comune a Cagliari, forse a causa della sua modesta resistenza al vento, che gli impedisce di crescere oltre ad un paio di metri; nel blog abbiamo parlato degli esemplari di piazza Puddu vicino al campo Coni (post del 21/5/11), e di quelli del parco di Terramaini (post del 5/7/15).

Oggi vi presento un esemplare in via Budapest a Genneruxi, situato in un condomino ma perfettamente godibile passando in questa stretta strada.


E' proprio una bella fioritura; d'altra parte, la semisconosciuta via Budapest ha un valore "verde" già riconosciuto dal blog, ospitando tra gli altri un sano Abete, molto raro per Cagliari (post del 7/3/14).

Tornando alla Cesalpinia, nota anche come Poinciana, dicevamo della bellezza del suo fiore, che merita di essere messo in primo piano.





Si nota in particolare il fascio di stami rossi, molto sporgenti dal calice giallo; si possono notare anche le foglioline composte bipennate, simili a quelle dell Felci.





Infine, per completare la presentazione e ricordarci che stiamo parlando di una Leguminosa (Fabacea), ecco una simpatica foto con un giovane legume ed i semi visibili in trasparenza.

sabato 9 luglio 2016

Che bella la piazzetta e la sua Sterculia fiorita!

Siamo nel quartiere Villanova, piazzetta S.Domenico: sera d'estate, caldo e, fra gli altri alberi che offrono riparo, la splendida  Sterculia bidwillii, vecchia conoscenza del blog dal 2010, assieme alla piazza che la ospita (post 11/12/10).

In questo periodo poi, c'è un ulteriore valore aggiunto: la Sterculia è fiorita, con una bella fioritura rosa meno evidente, ma a mio avviso più elegante, della fioritura rossa più comune (per esempio quella degli esemplari di Monte Claro).

Come si vede, la piazzetta è molto animata ed apprezzata dagli abitanti del quartiere.


In quest'altra foto l'albero ed i suoi orci rosa spiccano con maggiore evidenza, e ci consentono di attribuire a questa Sterculia  il titolo di albero che caratterizza la piazza, creando un forte legame biunivoco fra verde e spazio urbano.

Mi permetto una sola raccomandazione, diretta ai frequentatori ed ai gestori dei locali: cercate di tenerla il più pulita possibile, questa piazzetta, se lo merita!