Oggi il cesto dei post propone...

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Alberi rari in città

giovedì 20 aprile 2017

Il verde privato-pubblico di via Sulis

Abbiamo già parlato di quelle strade cagliaritane dei quartieri storici che, non potendo offrire verde pubblico ma avendo abitazioni che si affacciano sul piano stradale, vengono abbellite dai privati con vasi e vaschette vicino all'ingresso di casa, che si aggiungono al verde delle finestre e dei balconi.

Una bella iniziativa, che riguarda per esempio via Piccioni a Villanova e via Stretta in Castello (post del 23/10/15  e del 27/2/16) e spero anche tante altre strade.

Un caso simile riguarda via Sulis, sempre nel quartiere di Villanova, anche se qui l'abbellimento è stato pianificato nell'ambito della ristrutturazione della via, e fa capo soprattutto a esercizi commerciali, da via Garibaldi fino a piazza San Giacomo.

Ho scoperto qui un arbusto nuovo, di cui non conoscevo l'esistenza: la Raphiolepis indica, che possiamo ammirare qui sotto, in un vaso di fianco all'ingresso della chiesa di San Giacomo.

Devo dire che l'identificazione di questa pianta mi ha fatto penare molto, ed è il motivo per il quale ho tardato a proporre questa bella realtà: non riuscivo ad ipotizzare una identificazione certa, i commercianti della strada non la conoscevano, i testi non aiutavano, ed alla fine sono stato salvato dai tecnici di Sgaravatti.

Credo che sia un arbusto sinora piuttosto raro a Cagliari, fiorisce a marzo (la foto si riferisce appunto a fine marzo) riempiendosi di fiorellini bianco-rosa a 5 petali, molto decorativi.

E, risolto l'enigma della Raphiolepis, abbiamo identificato una parte significativa delle piante presenti in via Sulis, che però offre anche molte altre specie.





Ecco per esempio una bella infilata di Trachelospermum jasminoides, nome difficile per indicare il Falso Gelsomino, che contorna le vetrine di un esercizio commerciale.

Bello, di grande valenza estetica, profumato e sempreverde, una ottima scelta.





Ed ancora una siepe di Viburno lucido; questi arbusti sono alti ed eleganti, forse i più belli: oltre alla gradevole fioritura hanno fra l'altro una bellissima foglia,  come si vede nella foto sotto, appunto lucida e cuoiosa.




E poi ci sono Stephanotis arrampicati sulle pareti, Metrosideros, Strelitzie giganti ed altro ancora.

Insomma una bella realtà verde, innovativa per Cagliari, che invita a passeggiare in questa rinata via e magari a spingersi fino a via Piccioni ed ammirare anche il suo verde, simpaticamente confuso, molto diverso da questo ma altrettanto affascinante.







sabato 15 aprile 2017

Il balcone fiorito in Castello


Nelle strette strade di Castello, a causa della poca luce che penetra, non è frequente imbattersi in balconi fioriti; quando capita, è un piacere per gli occhi e per lo spirito, piacere che vale la pena di condividere.

Ma, un momento: che balcone è questo? Forse è stato un balcone, tanto tanto tempo fa. Ora restano solo le putrelle del solaio, e  l'immagine del balcone svanisce dopo pochi secondi di osservazione della fotografia.

Una sorta di trompe l'oeil, insomma. Si tratta in realtà della foto di un rudere in via Canelles, postata su Facebook da Mercedes, che ringrazio.
Una immagine di degrado che viene dal passato, dunque, che però viene nobilitata dai fiori, quelli sì vivi e presenti.

Sono due piantine spontanee di Bocca di Leone, Antirrhinum majus, che vi avevo già presentato qualche anno fa (post del 22/3/12); questi piccoli arbusti, appartenenti alla grande famiglia delle Scrophulariaceae, si trovano bene in Castello, data la loro predilezione per i vecchi muri, ed offrono la loro allegra e colorata fioritura per diversi mesi.

Allora, se riusciamo a separare il legame che unisce il fiore al degrado, possiamo goderci la bellezza di questi umili fiorellini e del balcone che hanno ricreato per la nostra immaginazione.

venerdì 14 aprile 2017

Il Gatto sull'Olivo

Forse ci ho preso gusto, dopo l'exploit fra i polloni della Fitolacca (post del 5/3/17), o forse semplicemente i gatti mi attraggono quando condividono la mia materia preferita, gli alberi.

Di fatto, ne ho beccato un altro, adagiato con eleganza sul tronco di un vecchio Olivo, e ve lo propongo.

Siamo in via Garavetti, nel grande giardino del complesso scolastico, ricco di molti Olivi, Carrubi, Cipressi ed altre belle piante; un bellissimo spazio per i bambini (quante altre scuole lo vorrebbero avere!) che meriterebbe però un poco di manutenzione in più.

Comunque il gatto apprezza questo spazio così come è, e, contrariamente al suo simile in mezzo ai polloni della Fitolacca, non si è sognato di spostarsi o degnarmi della minima attenzione.

lunedì 10 aprile 2017

I grappoli bianchi della Robinia

E' il suo momento. La Robinia pseudoacacia, albero normalmente poco appariscente e persino insignificante, ha la sua rivincita in primavera, quando propone le deliziose infiorescenze a grappolo.

Se poi ci si imbatte in un esemplare di buone proporzioni e simmetria, cosa non usuale per questo albero, il risultato estetico è assicurato.

Ecco allora l'esemplare giusto, all'incrocio fra via Galvani e via Tel Aviv, a Genneruxi; è quella che vi ho già presentato due anni fa (post del 26/4/15), bella per la fioritura e gradevole nell'insieme.

Aggiungiamo poi che in quei paraggi ci sono alcuni altri alberi interessanti, che meritano un giretto per i guardoni del verde: Tamerici, anch'esse fiorite in questo periodo, un enorme Pioppo bianco già censito dal blog (post del maggio 2011 e poi del 4/3/14), grandi Siliquastri, una Albizzia, Casuarine ed altro ancora.

Tornando alla nostra Robinia ed ai suoi fiori, ecco a destra un particolare delle infiorescenze e della tipica foglia composta.

E voglio ricordare un altro pregio di quest'albero, quello di  essere pianta mellifera per eccellenza, in quanto apprezzata dalle api, che da questi fiori producono un ottimo miele, detto, con nome improprio, di Acacia.

venerdì 7 aprile 2017

Oggi ci siamo, domani chissà.....ma perché?

Il post di oggi riguarda una notizia di quelle che gli esperti di TV e notiziari on line chiamano breaking news, dato che registra un evento avvenuto non più di un'ora da quando sto scrivendo: l'eliminazione di un meraviglioso esemplare di Pino delle Canarie (post del 13/12/10 ed altri)da un condominio di via Palestrina.

Ecco di che cosa stiamo parlando, in questa immagine tratta da Google Maps, scattata nel 2016.

Un bellissimo albero, aggettante sul marciapiede dalla recinzione del giardino condominiale, ben distante dalla palazzina abitata dai proprietari della pianta.









E questo è quello che è successo stamattina, ripreso da monte e da valle. Quattro colpi di motosega, e l'albero, vitale ed in piena "fioritura", non esiste più.



Ma perché? Possibile che ci fossero ragioni così forti (non poteva certo esserci pericolo per le radici, data la distanza dallo stabile) da pretendere l'abbattimento? Io non posso fare altro che ribadire quello che ho detto più volte, in particolare in un post del 2013 (post 7/12/13): un albero, pure privato, che abbia valenza estetica pubblica, non dovrebbe essere eliminato come un vecchio muro, ma solo dopo aver valutato con estrema attenzione le ragioni che suggeriscono l'eliminazione. Sarà avvenuto così, nel caso qui descritto?





giovedì 6 aprile 2017

Un altro Drago!

Ed è anche bello grande, il nuovo esemplare di Dracaena draco, Drago appunto, che vi presento oggi. Dopo gli esemplari storici dell'Orto Botanico (post 10/6/11) e di Buoncammino (post 11/11/14), forse quello odierno è il terzo per dimensione.

Eccolo qui: si trova all'ingresso di un bel palazzetto d'epoca, in via Mameli poco oltre l'incrocio con via Pola.

Ha ormai le dimensioni di un albero questa Dracena; considerando il numero di suddivisioni dei rami, numero dal quale si può dedurre approssimativamente l'età, dovrebbe avere una cinquantina d'anni.

Gli esemplari richiamati al primo capoverso con l'aggiunta di questo sono, a mia conoscenza, i più anziani della città; poi ce ne sono tanti altri più giovani, per esempio nel viale Regina Elena, ed anche in alcune aiuole spartitraffico (post del 12/6/15).

Gli esemplari non ancora ramificati, come per esempio quello fotografato nell'ultimo post citato, in viale Cimitero, non dovrebbero superare i 15 anni di età; infatti solo dopo questo numero di anni, approssimativamente, comincia la ramificazione.  Una pianta decisamente interessante, la dracena sangue di drago!

martedì 4 aprile 2017

Onore allo Schinus ed alla sua crescita

Lo Schinus molle, a noi noto fin dalle origini del blog (primo post a lui dedicato il 29/11/10), è tornato ad essere una bella realtà pubblica cagliaritana, dopo qualche decennio di appannamento.

Questo albero sempreverde della famiglia delle Anacardiacee, stretto parente del Lentisco e dello Schinus terebinthifolius, ai quali è accomunato fra l'altro dalle piccole bacche aromatiche rosa, affianca a presenze storiche, come quelle del viale Regina Elena, nuove presenze, come quelle delle recenti piazze del quartiere Fonsarda, in via dei Donoratico ed in via dei Giudicati.

Queste piazze, alle quali avevo dedicato un post poco dopo la loro inaugurazione (post 11/8/14), avevano ed hanno tuttora il difetto di sembrare delle spianate di cemento, poco verde e poco folto, ed assenza totale di una terza dimensione in rilevato per dare un po' di movimento.

E qui entrano in gioco gli Schinus, che salvano un po' la situazione: guardiamo le foto, che mi sembrano piuttosto esplicative.




Ecco la piazza su via dei Donoratico: un piccolo Leccio, arbusti macilenti e, sulla destra, due Schinus, invece già grandi ed ombreggianti.







E questa è la piazza su via dei Giudicati: stessa situazione, con lo Schinus in fondo che si distingue nettamente dagli altri alberi per la dimensione già acquisita.


Insomma il Pibiri burdu, nome sardo invero un po' offensivo per lo Schinus, è un albero che dobbiamo imparare ad amare di più, perché è pieno di doti: oltre alla bellezza intrinseca  ha anche una crescita veloce, che gli consente per esempio di mettere a disposizione una bella ombra già da adesso; ombra che si rivelerà preziosa nella calura estiva delle piazze citate, stemperando l'effetto fornace della spianata di cemento.

venerdì 31 marzo 2017

Lo scheletro si risveglia

La nuova vita primaverile, per gli alberi a foglia caduca, è spesso uno spettacolo nello spettacolo: si può assistere, giorno dopo giorno, ad uno scheletro invernale austero ed elegante che riprende vita.

Una cosa molto comune in campagna, e facile da osservare; molto meno in città, dove gli alberi caducifoglia sono pochi, ed ancora meno sono quelli grandi, per i quali lo spettacolo è migliore.

Un albero che questo spettacolo lo interpreta bene è il Pioppo bianco, Populus alba, ed io sono andato a trovare una vecchia conoscenza, per farvelo apprezzare: uno degli esemplari del parco della Musica, di cui abbiamo già parlato nella fase più avanzata della ripresa (post del 13/4/12 e del 19/4/14), fioritura prima ed esplosione dei semi piumati poi.

Oggi, una sorta di "prequel": il Pioppo (ricordo che questi alberi fioriscono prima di mettere le foglie), è ancora quasi scheletro, in tutta la sua eleganza invernale.

Eccolo qua, in una tersa mattina di fine marzo; si sta riempiendo delle infiorescenze, ma ancora è perfettamente visibile la struttura.
Tronco, branche e ramificazioni quasi bianche, con la corteccia liscia solcata trasversalmente da striature scure, fanno bella mostra di sé.



La fotografia di destra, che è evidentemente un artefatto digitale, aiuta ad evidenziare, nella suggestione della scala di grigi, la bellezza della corteccia bianca.

Quindi anche questa fase della vita del Pioppo, che può sembrare poca cosa rispetto a quando ci saranno foglie e piumini, se guardata con attenzione e con l'occhio giusto può offrire tanto.

lunedì 27 marzo 2017

Palme, la battaglia per la vita

Oggi ho messo assieme alcune fotografie che vogliono simboleggiare quello che tutti gli esseri viventi fanno, in modo più o meno consapevole, e cioè combattere per vivere.

Naturalmente, data la natura del blog, non parliamo di esseri umani né di animali, ma di piante. E, fra le piante, chi meglio delle Palme per simboleggiare la battaglia per la vita in città, con i ripetuti attacchi del punteruolo rosso?


Ecco allora un gruppo di Phoenix canariensis che la battaglia la hanno persa: siamo a Monte Urpinu, parte bassa, ed i fusti di Palma, segati quasi alla base, si susseguono alternandosi con panchine vuote.

L'aspetto dell'insieme mi pare che simboleggi bene la morte: i colori freddi, le panchine vuote ed i Cipressi che sovrastano il tutto. I fusti però possono avere ancora un ruolo positivo, sia come sgabello che per giochi di bambini, che magari si possono interessare alla storia di queste Palme, che qualche nonna potrà raccontare loro, aumentando il loro interesse e rispetto per le piante compagne di vita.




Ecco invece chi la battaglia per la vita la sta combattendo, in questo caso con la complicità dell'uomo amico: sempre Palme delle Canarie, qui nella sede della Lega Navale, nella Calata dei Trinitari a Su Siccu.

I fusti sono un po' storti e segnati, i nuovi ciuffi di foglie piccoli e disarmonici, ma comunque vivi e dritti: la battaglia è in corso, speriamo bene ed intanto ringraziamo gli uomini che la stanno combattendo assieme alle piante!









Ed infine, la nuova vita, contro tutto e tutti: una giovanissima Washingtonia filifera, figlia del nuovo filare della passeggiata di Su Siccu, prova a farsi strada in un ambiente non certo ideale, fra massi, salinità e poca terra, un contesto più adatto alle cozze che alle Palme.

L'ambiente è ostile, ma lei vive e combatte, e tanto ci basta per ammirare, una volta di più, la forza della Natura e delle sue creature.

giovedì 23 marzo 2017

La meravigliosa fioritura dell'Echium

Lo avevo già fotografato, l'Echium fastuosum, nel pieno della sua opulenta fioritura; un luogo non certamente attraente come contorno, ma una pianta troppo bella per essere trascurata (post del 20/3/11).

Poi, più nulla: colpevolmente dimenticato, anche perché gli arbusti oggetto della mia attenzione, praticamente al bordo di una strada, erano scomparsi.

 Ma oggi, casualmente, guardate lo spettacolo che mi si è presentato: un meraviglioso cespuglio, lungo la passeggiata pedonale che da Su Siccu porta al molo Ichnusa.

Bello, troppo bello per essere spontaneo: ed infatti non è spontaneo, ma fa parte del giardino del liceo scientifico Alberti, che si affaccia appunto sulla passeggiata. Infatti il cespuglio ha radici interne al recinto, ma la sua voglia di crescere, ed una fotografia un po' ruffiana, lo fanno presentare in questo modo.


E non è il solo, come si nota dalla foto a destra, che riprende un secondo grande cespuglio, anch'esso in piena fioritura, addossato alla parete posteriore della scuola, che ho ripreso attraverso l'inferriata della recinzione.

L'Echium fastuosum è un arbusto piuttosto raro in città, anche se pare che i vivaisti comincino ad offrirlo, per la sua buona capacità di adeguarsi al nostro clima; è originario delle isole atlantiche dell'Africa settentrionale, Madeira ed il gruppo delle Canarie, dove cresce spontaneamente.

L'Echium fa parte della famiglia delle Boraginaceae che, come richiamato dal nome, comprende fra le altre specie la Borragine, Borago officinalis, piantina erbacea comunissima nelle nostre campagne, con un bel fiore ed un uso anche alimentare.

Tornando all'Echium fastuosum, mentre sul significato del "cognome" c'è poco da discutere (fastoso, pomposo, esibizionista....) sul nome le cose sono più articolate.  Etimologicamente il nome Echium deriva dal greco Vipera (forse legato allo stimma biforcuto dei fiorellini), ed infatti il nome italiano dei "cugini" selvatici è Viperina, a cui segue una specificazione (delle spiagge, azzurra, cretese .....).
Ma naturalmente ai nostri zii delle campagne sarde queste piantine erano note e tramandate con nomi locali dei più diversi ed incredibili, argomento ostico nel quale non mi addentro.



Termino invece con un'altra foto, che riprende alcune spighe in primo piano cariche di fiorellini; qui possiamo forse notare gli stimmi  biforcuti, ed inoltre la foglia stretta e lanceolata, disposta a rosetta lungo i rami. Un ulteriore elemento di apprezzamento per questo arbusto, che merita assolutamente maggiore diffusione.

Una ultima considerazione: un ringraziamento a chi si occupa del giardino dell'Alberti, chiunque egli (più facilmente ella) sia ; ce ne fossero, di persone così!

sabato 18 marzo 2017

Fioriture di marzo

No, non potevamo resistere oltre con le fotografie, le prime che si presentano al lettore all'apertura del blog, relative ad uno sterrato grigio e polveroso, appunto quelle del sedicente prato-parcheggio di via Darwin.

Allora, per recuperare la bellezza ed il colore, due immagini di fioriture invernali: un Mandorlo, ripreso nella lottizzazione Magnolia oltre Genneruxi, ed un Susino, in un giardino condominiale di San Benedetto.



























Ecco, spero di aver restituito un po' di allegria.

mercoledì 15 marzo 2017

Pietra tombale sul prato-parcheggio

Vi ricordate della tematica del prato armato da adibire a parcheggio, fra via Darwin e via Fleming, davanti all'hotel Caesar's? Ne abbiamo parlato diverse volte, perché sembrava un esperimento di grande interesse e possibili sviluppi, lanciato con grande battage pubblicitario dai mezzi di comunicazione locale, addirittura come primo parcheggio in erba in campo nazionale.

Peccato che le mie iniziali valutazioni, positive ma prudenti (post del 29/6/12), si siano trasformate in critica dopo appena sei mesi, per un radicale intervento di manutenzione spacciato per primo rilascio (post del 14/1/13); un altro anno, e ho dovuto parlare di fallimento, pur smorzato dal punto interrogativo (post del 26/2/14); ancora un altro anno di sospensione, ed il fallimento è diventato patente (post del 16/4/15).

Oggi ci torno per l'ultima volta, perché non me ne vorrei più occupare, mettendoci sopra una bella pietra tombale. Guardate la situazione attuale.



Terra, solo terra di grana sottile, polverosa, di quella che vola via con il vento, e che lascerà scoperte le maglie di rinforzo della costosa struttura sottostante.

Ribadisco quanto già scritto in precedenza: invece di dare libero sfogo alle manie di grandezza, non si poteva fare un esperimento su un appezzamento molto più piccolo di terreno, e verificare modalità e costi di gestione? Verificare per esempio che i costi di gestione sarebbero stati troppo elevati, con il nostro clima, e che sarebbe convenuto intervenire diversamente, risparmiando tanti soldi pubblici e con risultati sicuramente migliori, alla luce dei fatti?

giovedì 9 marzo 2017

Il risveglio del Viburno

Gli alberi dei giardini e dei parchi si attardano nell'inverno: alcuni, come le Jacarande, ancora non hanno finito di spogliarsi, altri si risvegliano e mettono le foglie, o i boccioli per chi fiorisce prima della foliazione, come il Siliquastro, ma i colori ancora sono pochi.

Lui no, per lui la fioritura è in piena esplosione già da un po': parliamo del Viburnum tinus, il Viburno, arbusto dalle molte doti (post del 6/3/11   ed altri). Quelli che mi hanno colpito oggi si trovano nel parco di Monte Urpinu, dalla parte di via Vidal.




Ecco qui un bell'esemplare fra quelli presenti in questa parte del parco; una zona molto gradevole, più riservata e naturale di quella alla quale si accede da via Garavetti.

E' un declivio verde, abitato fra l'altro da vecchi Olivi (post del 15/11/12), che merita certamente attenzione per le nostre passeggiate.




Tornando al Viburno, a destra un corimbo che espone il suo mazzetto di fiorellini bianchi, lievemente e gradevolmente profumati.

Forse proprio per questo delicato profumo uno dei nomi sardi di questo arbusto, che cresce anche spontaneo nelle nostre campagne, è Meliana.









domenica 5 marzo 2017

Il gatto fra i polloni

Direte: eccone un altro aggregato al popolo internettiano che pubblica fotografie di gatti!
Sì, è formalmente vero, anche se rivendico la volontà del gatto, e non la mia, di essere momentaneamente presente nella istantanea sottostante.

Eccolo qui, il simpatico gatto, che emerge fra i polloni di una grossa Fitolacca dioica che ero andato a visionare, in via del Pozzetto, su segnalazione di Liliana.

Lo sguardo del gatto, forse svegliato all'improvviso, tradisce un certo fastidio: "cosa ci fa questo scocciatore umano, che viene a ficcare il naso nel promontorio costituito dal grande piede dell'albero, disturbando il re del territorio?"

E infatti, poco dopo, il gatto si è allontanato con sovrana dignità, non dandomi il tempo di fotografarlo ulteriormente.



Per completezza, ecco  la fotografia in campo lungo che mostra sullo sfondo la Fitolacca di via del Pozzetto, con il suo piede ed i suoi polloni, ed una parte del territorio del re gatto, che io mi sono permesso di violare.

giovedì 2 marzo 2017

La Poligala, arbusto comune ma poco conosciuto

Vi presento oggi un arbusto, anche se non è mia abitudine, perché la Polygala myrtifolia è una pianta piuttosto misconosciuta, ingiustamente: infatti è gradevole, molto resistente a siccità e salinità e, soprattutto, risulta fiorita per buona parte dell'anno, essendo di origine tropicale.

E' un arbusto molto presente nel verde pubblico, proprio per le caratteristiche citate e perché si presta bene ad essere ristretto in siepi: un esempio per tutti, il Giardino sotto le mura (post 3/6/14)  ne ospita molti esemplari utilizzati per definire alcune aree.


Ecco i fiorellini, riuniti in racemi, dal piacevole colore viola con venature bianche.

Il curioso nome deriva dalla credenza popolare che questi arbusti, brucati dalle mucche, ne aumentassero la produzione di latte; per questo motivo fu usato anche per le madri umane, non sappiamo con quali risultati.