Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone...

Albizzia julibrissin, via Machiavelli
Catalpa bignonioides in fiore
Fiorellini di Parkinsonia aculeata
Sophora japonica, via Cugia
Sterculia diversifolia

giovedì 14 giugno 2018

Buoncammino: la vita stentata dei nuovi Ginkgo

La risistemazione di una parte del viale Buoncammino, portata a compimento nella seconda metà del 2015 (post del 8/7/15)  ha dato buoni esiti, e duraturi, per buona parte degli alberi presenti, dai tanti Bagolari lungo il viale al Ficus magnolioides ed alla Fitolacca di piazza Cannas, inizio del viale dopo porta Cristina e splendido palcoscenico amato dai cagliaritani e dai turisti.

Proprio la piazza Cannas rappresenta un punto strategico di incontro, di arrivo e di ripartenza, per chi entra o esce dal quartiere Castello; un posto magico, dove al fascino delle piante si unisce quello delle vestigia della storia cagliaritana, per non dire del panorama del mare e delle montagne di Capoterra.



Ecco a sinistra uno scorcio di panorama lontano mentre, vicino a noi, si affacciano il Ficus a sinistra e la Fitolacca a destra. Sì, ma al centro chi c'è, quasi invisibile? C'è uno dei due esemplari di Ginkgo biloba  che, insieme ad altri due in piazza Cardia, dovevano arricchire l'offerta di begli alberi di questo storico viale cagliaritano.

Solo che i Ginkgo non stanno andando affatto bene, come si vede dalla foto, ripresa all'inizio di giugno; sembra che la primavera per questo albero sia passata invano.




 E l'altro esemplare? Eccolo  a destra, poverino; qualche ciuffo di foglie tenta di venire fuori, ma non mi pare si possa essere ottimisti.

Quando avevo dato il benvenuto a questi alberi, nel 2016 (post del 29/5/16), avevo fotografato proprio questo esemplare, e mi pare che stesse decisamente meglio di oggi.

In quella occasione mi ero permesso di formulare alcuni suggerimenti per consentire ai nuovi Ginkgo di superare le difficoltà, già allora chiaramente emergenti, della nuova vita: ma, a giudicare dai risultati...
Si possono ancora salvare dalla morte o da una vita di stenti? Forse sì, se c'è la volontà.

sabato 9 giugno 2018

Che spettacolo il Fiore della passione!

Le Passifloraceae sono una famiglia piuttosto numerosa di piante rampicanti originarie del sud America, con qualche centinaio di specie in natura e molti più ibridi, realizzati in laboratorio per magnificare le doti dei meravigliosi fiori.

Il Fiore della passione, Passiflora, Passion flower è molto noto, proprio per la particolarità e la bellezza del fiore. Il nome deriva, nella tradizione europea e cattolica, dalla passione di Cristo, data la somiglianza di alcune parti del fiore con alcuni simboli appunto della passione (la corona di spine, le ferite, i chiodi...).

Gli inglesi, più laicamente, né hanno fatto un simbolo della passione amorosa, celebrato da una famosissima canzone del 1959, appunto Passion Flower, portata al successo mondiale dai Fraternity Brothers.

  Quale che sia l'origine del suo nome, questo fiore è uno spettacolo, di bellezza e di caratteristiche peculiari.
Ecco un esempio a sinistra, fra i tanti che si possono ammirare in questo periodo avvinghiati alle recinzioni; questo si trova in via Monteverdi, e dovrebbe trattarsi di una Passiflora incense.

Non mi spingo oltre con l'identificazione delle tante specie, non è mia materia; invito i curiosi a farsi un giro in Internet o in qualche libro specializzato, o magari nelle strade cittadine, per ammirare le differenze di colore, di forme, di aspetto che possono avere questi fiori, tutti comunque belli.

Non sono tanto i petali a colpire, dato che sono abbastanza anonimi; in questo caso per esempio la coppa di 5 petali e di 5 sepali (foglioline modificate) è praticamente invisibile, mentre è spettacolare la corona di appendici, lunghi filamenti disposti su più serie, molto ondulati, quasi uncinati, nella parte finale.
I filamenti sono violetti, con bande concentriche di sfumature diverse: che spettacolo!

E questa è solo coreografia, mentre la vera e propria struttura riproduttiva si trova al centro, costituita da 5 stami e 3 pistilli, di aspetto e forma peculiari.
Se non bastasse, molte specie di Passiflora producono frutti commestibili, grosse bacche dal colore giallo arancio.

mercoledì 6 giugno 2018

Comincia lo spettacolo delle Sterculie di via Stoccolma

Consideratelo come un post di servizio. Ormai ho parlato tante di quelle volte delle Sterculie  diversifolia e della loro fioritura che quasi mi vergogno, ma non riesco a trattenermi. Via San Domenico, piazza Generale Basso, Monte Claro, piazza Abbo, via Cavalcanti, viale Regina Elena, tutti posti che vantano la presenza di Sterculie, e chissà quanti ne trascuro!


In particolare i due giganti della fine di via Stoccolma riescono a sorprendermi ogni anno, quando parte la loro fioritura (post del 26/5/16, fra gli altri).

Ecco il primo dei due esemplari affiancati, quello di sinistra, che comincia. Tenendo conto che la foto è stata scattata il 28 maggio, immagino che adesso l'esplosione dei fiorellini sia in corso.

Andateci sotto, a questo frondoso gigante,  e godetevi lo spettacolo. E, visto che ci siete, proseguite a piedi fino a via Zagabria, ci sono altri esemplari da ammirare.

Ma, se proprio doveste perdere questa sessione, non preoccupatevi; fra un po' di giorni c'è la sessione di recupero, messa in scena dall'esemplare di destra! 

mercoledì 30 maggio 2018

Il giardino informale del Lantana Resort apre al pubblico

Nel mese di ottobre 2016 avevo segnalato (post del 14/10/16) l'entrata, fra i soci dell'Associazione Parchi e Giardini d'Italia (APGI),  del giardino del Lantana Resort di Pula, definito "giardino informale" nel sito dell'associazione (www.apgi.it).

Ero andato a visitarlo, ed avevo riscontrato la bellezza, la cura nella gestione, la ricchezza di specie arboree anche rare; alcuni scorci del giardino li avevo pubblicati nel post citato, e qui aggiungo, per interrompere la monotonia della scrittura, una Plumeria rubra , una rarità da noi(post 8/9/16), fiorita.


La meritoria Associazione organizza, con modalità specifiche per ciascun giardino facente parte dell'Associazione, visite guidate nel corso del prossimo fine settimana.

Naturalmente, mentre per i giardini normalmente frequentabili questa è solo una occasione in più per conoscere o approfondire i tesori verdi di ciò che è sempre accessibile, (penso per esempio all'Orto Botanico o a Monte Urpinu), per i giardini privati è invece una occasione assolutamente peculiare, non ripetibile se non in tempi lunghi.

Insomma, un po' come è stato per l'iniziativa del FAI e l'apertura eccezionale dell'aeroporto militare di Elmas (post del 6/4/18), ma specializzata per i tesori verdi; ecco perché questa dell'APGI mi sembra una grande opportunità.

Chi fosse interessato alla visita guidata, prevista in vari orari per domenica 3, al giardino del Lantana Resort,  può prendere contatti direttamente con la struttura, per email o telefonici, secondo quanto indicato nel sito dell'APGI. 

martedì 29 maggio 2018

Terramaini, incomincia lo spettacolo!

Ed incomincia alla grande, complice l'inverno piovoso, il grande caldo che tarda ad arrivare, la cura con la quale questo grande parco continua ad essere tenuto.


Già prima di entrare, veniamo accolti dai graziosissimi Tigli , Tilia europaea (post del 16/5/12) che, non avendo ancora cominciato a soffrire per il grande caldo, si presentano con il loro abito migliore.

Carichi di giovani foglie, aggraziati nella forma, fioriti e con le brattee chiare in bella evidenza,  questi Tigli costituiscono sicuramente uno spettacolo da ammirare. 

Dentro ci perdiamo nell'enorme (per i parametri cagliaritani) verdissimo prato, che quasi ci trasporta in qualche parco inglese.




E questi? Sono i fiori di una Grevillea robusta (post del 30/5/11), affascinanti spazzole di colore arancio.

E questo è solo un assaggio; ci sono le Strelitzie giganti fiorite all'ingresso, ed aspettiamo la Cesalpinia,  l'Agapanto, l'Albizzia, la Duranta, la Parkinsonia ........e tante altre, per allietarci  durante tutta l'estate.

Unica notazione critica, non riguardante le piante: ho visto bambini correre in bicicletta come forsennati, mettendo a rischio la propria e l'altrui incolumità, o usare gli attrezzi ginnici per adulti come giochi, con il rischio concreto di farsi molto male. Si potrebbe ipotizzare un guardiano-ronda che, con apposita pettorina di riconoscimento, svolga un servizio di supervisione e, all'occorrenza, di bonario richiamo ai pargoli iperattivi?

martedì 22 maggio 2018

Il giardino rinnovato è aperto al pubblico!

Il giardino di cui parlo è quello all'angolo fra via Dante e via De Gioannis, dove un tempo sorgeva l'Istituto Biochimico Sardo, ed oggi sorge una bella struttura destinata ad uffici ed attività commerciali.

Me ne ero occupato in due occasioni, con riferimento naturalmente al giardino; la prima per stigmatizzare l'eliminazione di una splendida Fitolacca dioica (post del 18/6/11), la seconda per rovesciare il giudizio, almeno parzialmente (post del 18/10/11), essendo stato realizzato nel mentre un giardino molto bello, che comprendeva fra l'altro, guarda un po', una nuova Fitolacca dioica (indice di pentimento?)



E veniamo ad oggi, a distanza di quasi sette anni: il punto negativo rimasto, e cioè di poter godere del giardino solo da lontano essendo escluso l'accesso a quest'area salvo che per gli uffici, è superato; infatti è stato aperto di recente un bistrot che consente a chiunque di noi, anche solo per prendere un aperitivo, di godere da vicino di questi spazi verdi.

Ecco allora una immagine dall'interno, con lo sfondo del Tribunale dei Minori, nella quale notiamo un Olivo, una Palma nana e, naturalmente, la nuova regina Fitolacca, che in questi anni si è allargata da par suo.

Qui a destra una vasca con Papiri, della quale ignoravo fino a ieri che esistesse, mentre sullo sfondo svetta una vecchia Palma da datteri.

Sulla sinistra si intravedono alcuni esemplari di Tipuana speciosa, già piuttosto grandi,  e poi nel giardino ci sono Oleandri, Strelitzie, Lantane ed altre specie.

Se è vero che in questi fabbricati sarà anche aperto un market, e che saranno resi disponibili  parcheggi interrati, possiamo concludere che l'accessibilità al pubblico sarà a breve completa, e per quanto riguarda il giardino il mio giudizio critico di tanti anni fa sarà definitivamente cancellato!

martedì 15 maggio 2018

Da noi è presto, ma più a sud.....

Oggi presento una piantina di Cappero, Capparis spinosa, che incomincia la fioritura. E ve la presento nella sua terra di elezione, la Sicilia, ed in particolare a Cefalù.

Ecco un primo fiore sbocciato, con il fascino dei lunghi stami violacei sopra i petali bianchi; tutt'attorno si intravedono altri boccioli, quelli cioè che diventeranno, opportunamente conservati, la squisitezza culinaria che conosciamo.

Il Cappero è riconosciuto prodotto tipico siciliano, e la varietà di Pantelleria si fregia del marchio IGP.

Essendo reduce da una recente visita in Sicilia, mi sembra giusto offrirle questo riconoscimento, in attesa che anche i nostri arbusti ci offrano lo spettacolo (post del 4/7/16) de Sa Tappara Casteddaia.

La curiosità che dei Capperi mangiamo normalmente i boccioli di fiore si somma con una seconda curiosità, che non conoscevo, e cioè che, soprattutto in Sicilia, si mangiano anche i frutti, detti cucunci, trattati nello stesso modo dei fiori.  A conferma della generosità di questa umile piantina, che sa crescere in terreni impossibili senza chiedere niente.

venerdì 4 maggio 2018

Effetti di questa strana primavera

Una primavera così piovosa, e soprattutto con pioggia così concentrata come nei giorni scorsi, è difficile ricordarla, nemmeno ai tempi d'oro della Fiera.

Naturalmente, a prescindere dai prevedibili disagi, siamo tutti felici che i bacini si siano riempiti e, per quanto riguarda la nostra attenzione alla natura, che la terra respiri e viva, e le piante si preparino ad affrontare la calura estiva senza grossi affanni. Inoltre, possiamo godere per qualche giorno in più delle fioriture di campagna, che si offrono con il loro incomparabile spettacolo.

Ecco allora la Rosola, o Cisto rosa, ripreso nella zona di Is Concias, in agro di Quartucciu, come gli altri fiori di oggi.

I fiori di questo Cisto sono caratterizzati dai petali grinzosi, e sono i più grandi fra le varie specie di questa pianta, comunissima nella nostra campagna.

Se vogliamo trovare una sottospecie più rara, dobbiamo cercare quella con i fiori di tonalità violetta.



Se invece vogliamo una fioritura più comune di quella rosa, ecco il Cisto bianco, detto anche femmina per motivi che ignoro, stretto parente del congenere Cisto marino.

Questi Cisti, piante di grande rusticità, sono capaci di resistere al nostro terribile caldo estivo perdendo la gran parte delle foglie per evitare la dispersione della poca acqua che circola nella pianta (post del 31/8/14).



Infine, un'altra pianta comunissima, l'Asfodelo, Asphodelus ramosus,  che espone l'infiorescenza a pannocchia in cima al lungo asse fiorifero, detto scapo, caratteristico di questa specie.

L'Asfodelo è una pianta che normalmente  segnala un degrado del suolo per eccessivo pascolo o incendi, ma non si può negare un certo fascino, anche quando si presenta in foltissimi gruppi (post del 20/4/15). 

Insomma, un suggerimento, banale ma sentito: andate in campagna, adesso, a camminare in mezzo al verde!

martedì 1 maggio 2018

La Sophora di S.Efisio

Mi direte: a S.Efisio vengono attribuite le cose più diverse e più strane, in forma di miracoli, da quando nel 1656 bloccò la peste che imperversava in Sardegna, ma che gli venisse attribuita una Sophora non si era mai sentito.

Ebbene, lo faccio io. In fin dei conti un po' miracolato lo è questo albero, se dalla fine del 1800 è riuscito ad arrivare a noi in ottima salute, ripetendo il suo ciclo vegetale annuale pur nelle ristrettezze del luogo nel quale vive. Eh sì, perché sto parlando della Matriarca di Stampace (post del 16/2/13), la Sophora japonica di via Santa Restituta che vive a 20 metri dalla chiesetta dedicata al martire guerriero.




Eccola qui, in tutto il suo splendore primaverile, con le nuove foglioline che si affiancano  ai baccelli strozzati prodotti l'anno scorso.

E' stata drappeggiata anche lei, in onore del santo, come le finestre ed i balconi della zona; certo, il drappeggio non è grande cosa, sembra quasi un cartello che avvisa dell'ostacolo, ma bisogna sapersi accontentare.





Ecco invece i bei drappeggi che ornano i prospetti delle case di fronte alla piazzetta.

Allora, io ribadisco il suggerimento che avevo dato ai concittadini di Stampace nel post citato, e cioè quello di farsi carico della Sophora di S.Efisio come un orgoglio del quartiere, presentandola ai passanti e curandola al meglio, anche con i drappeggi per la ricorrenza del primo maggio.


sabato 28 aprile 2018

Foglie, Fiori, Frutti ....

...Città, Animali... Lo so, sembra il gioco, piuttosto comune fra i giovani studenti, che consiste nell'individuare categorie di oggetti il cui nome inizia con una certa lettera; in realtà, il titolo di oggi individua un solo oggetto, o meglio una pianta, che presenta contemporaneamente, in questo periodo, le foglie, i fiori, i frutti dell'anno scorso: la Melia azedarach .


Eccolo qui, uno dei tanti esemplari del Lazzaretto,  che espone le foglie in verde, i fiori in celeste, le drupe in giallo.

Come sapete, la Melia è un albero che io apprezzo molto, anche per queste sue capacità di presentarsi in maniera mutevole ma sempre affascinante; la sua apparizione nell blog risale ai primordi (post del 20/11/10 ) ed ha proseguito nel tempo in svariate occasioni.

Mi piace ogni tanto tornare a visitare il Lazzaretto e, fra le tante bellezze, apprezzare questa, spesso trascurata.

In realtà, la Melia non è certo l'unico albero che si presenta in primavera in questo modo, pensiamo per esempio al Siliquastro o alla Robinia; ma è uno di quelli che lo fanno meglio, non fosse altro che perché i vecchi frutti mantengono la loro bellezza fino a quando cadono, l'anno successivo alla loro produzione.

Ribadisco quindi il giudizio favorevole espresso a suo tempo sull'alberatura di questo grande parcheggio (post del  25/9/14), anche se la crescita è più lenta del previsto: una scelta comunque positiva.




E per terminare, una fotografia in campo lungo dalla quale si intravede il Lazzaretto e le sue Melie, ma soprattutto la bellezza di questi luoghi, spesso trascurata; qui ci troviamo in cima al colle dietro il vecchio borgo, dal quale si gode una vista mozzafiato, che spazia per 180°, dal lungomare Sant'Elia fino al Poetto.

lunedì 23 aprile 2018

Le rarità di Monte Urpinu sono in buona salute

Siamo nella parte bassa di Monte Urpinu, quella rappresentata idealmente dal vecchio Olmo minore sotto la chiesetta aragonese, che ha appena finito di produrre i semi e sta cominciando a fogliare.

Eccolo qui a sinistra, ancora scheletro ma con qualche picchiettatura di verde. E' una vecchia conoscenza quest'Olmo (post del 8/4/14 e precedenti ivi richiamati), ci sono affezionato ed ogni tanto lo vado a trovare.

Parto da lui perché lo considero in qualche modo il tutore delle due rarità che gli sono vicine, e che stanno venendo sù benissimo: l'Acero saccarino ed il Cipresso calvo.








Ecco a destra l'Acero saccarino (post del 25/9/15),  che nei post precedenti avevo definito arbusto, ma che ormai arbusto non è più, anzi è un bell'alberello molto frondoso, impreziosito dalla elegante foglia multilobata tipica degli Aceri.





E questo a sinistra, lui sì ancora di dimensioni arbustive, è il Cipresso calvo (post del 30/12/16) posizionato in modo che possa sfruttare l'acqua del rivolo che alimenta l'ultimo laghetto. Piccolo ma comunque sano, e da molto liberato dal tutore che lo ingabbiava, questo nipotino del grande e meraviglioso esemplare dell'Orto Botanico (post 22/12/16  e precedenti ivi richiamati).

Il grande Olmo e gli alberi rari, un motivo forte per andare a passeggiare in questa oasi verde; se poi aggiungiamo anche il ciliegio giapponese dall'altra parte del ruscelletto, il Prunus serrulata (post del 30/4/15   e precedenti ivi richiamati) che è attualmente in piena fioritura, ci possiamo ritenere davvero soddisfatti. 

giovedì 19 aprile 2018

Il bellissimo pseudo Iris primaverile

Se vi capita di andare in questi giorni per prati vicino al mare nella zona di Santa Margherita potrete incontrare, complici le abbondanti piogge, un bellissimo fiorellino, una bulbosa simile all'Iris planifolia (post 18/12/12).

In realtà non è un Iris, anche perché il periodo di fioritura è completamente diverso ed il fiore è abbastanza più piccolo.

Ho provato un riconoscimento, del quale però non sono certissimo: potrebbe trattarsi di una Moraea sisyrinchium, nome difficile da leggere e da ricordare.

Meglio allora il buffo nome italiano, Giaggiolo dei poveretti, che pare derivi dall'utilizzo che appunto i poveri facevano dei bulbi, arrostendoli come castagne.

Comunque un fiorellino da ammirare, passeggiando nella campagna rinfrancata di quest'anno, ma in fretta: infatti questi fiorellini durano aperti solo alcune ore, le più calde della giornata; inoltre, come ben sappiamo, quando arriva il caldo vero da noi nel giro di qualche giorno la nostra bella flora primaverile sparisce.

giovedì 12 aprile 2018

Alberi meravigliosi in una piazza trasandata

Torno a parlare, dopo aver lasciato colpevolmente trascorrere quasi sette anni (post del 24/9/11 e del 26/9/11), di piazza Matteotti e dei suoi splendidi alberi, con particolare riferimento ai Ficus magnolioides. 

Sono fortemente stimolato a farlo, fra l'altro, dalla lettura del bellissimo libro di Tiziano Fratus, "I giganti silenziosi", nel quale questo scrupoloso ed appassionato naturalista descrive gli alberi più grandi e significativi delle città italiane maggiormente dotate. Quando parla di Cagliari la massima importanza viene attribuita appunto ai Ficus magnolioides (o macrophilla, praticamente sinonimo) di piazza Matteotti oltre che a quelli della Darsena.


E allora, per entrare al meglio nell'argomento, ecco di che cosa parliamo: il più grande dei tre Ficus m. della piazza, con il suo straordinario tronco di più di 7 metri di circonferenza, volutamente affiancato al busto di un altro grande, Giuseppe Verdi.




Un tronco veramente spettacolare, con architettura irregolare tipica della specie, e le radici tabulari in bella evidenza, come si nota nella foto a destra.

Se pensiamo che questo albero risale più o meno al 1880, cioè ad anni in cui il grande compositore, a lui qui vicino in effigie, era ancora pienamente operativo con la creazione dei suoi eterni capolavori, non possiamo che inchinarci in segno di rispetto.

Ma il nostro comportamento,  davanti a questa grande opera della Natura, è di tutt'altro genere. Citando Fratus:  E' un capolavoro ignoto, la città pare ignorarlo, il traffico vortica indifferente al suo intorno e pochi sono gli sguardi diretti alle sue crescite ed alle sue radici estroflesse ......

Condivido in pieno questo giudizio, ma devo dire a parziale scusante della nostra distrazione che la piazza ci mette del suo: si trova in una posizione tale che viene utilizzata, come dicevo nei post del 2011, come corridoio di passaggio da pedoni che hanno fretta, esattamente il contrario di quello che servirebbe per apprezzare le meraviglie arboree che la abitano. Questo luogo dovrebbe essere destinato allo stare, non all'andare, che dovrebbe invece essere facilitato su altri percorsi (magari aerei, come ho ipotizzato in uno dei post citati!). Dovrebbe essere trasformata in giardino, come ho visto in diverse città europee, ed isolata al meglio dal traffico.

E poi, naturalmente, la piazza dovrebbe essere completamente ristrutturata, e liberata dalla condizione di trascuratezza che la opprime. Non mi dilungo su questi aspetti, che sono ben noti ai cagliaritani, né entro su questioni di proprietà o altre che hanno impedito finora di intervenire: dico solo che la vergogna di questo stato di cose è acuita dalla struggente bellezza delle piante che abitano questo spazio, che dovrebbero costituire un potente stimolo per cambiare, ed in fretta.


Mentre aspettiamo gli interventi, consoliamoci con quest'altro strepitoso tronco dell'esemplare di Ficus m. che guarda verso via Roma: da questo punto di vista il vero tronco è addirittura nascosto dalle tante radici aeree che sono scese a terra per fornire il loro supporto, statico ed alimentare, alla pianta.

Basta, vi ho annoiato abbastanza: ma non dimentichiamo, in occasione di una visita, che questa piazza non custodisce solo i 3 esemplari di Ficus m., ma anche un raro grande esemplare di Ficus bellengeri,  diversi Ficus retusa  e Palme.

venerdì 6 aprile 2018

I Ficus giganti invisibili

Sembra una contraddizione parlare di invisibilità per degli alberi, i Ficus magnolioides, che fanno del loro ingombro e impatto visivo una caratteristica peculiare della specie.

Infatti la invisibilità degli alberi di cui vi parlo oggi è dovuta non certo alle dimensioni, ma al fatto di vivere in una proprietà privata, aperta eccezionalmente quest'anno dal FAI: l'ex aeroporto militare di Elmas, gloriosa e grande struttura ai bordi dello stagno, adiacente alle piste dell'aeroporto civile.


In questi suggestivi spazi, inutilizzati ormai da vent'anni ed anche prima fortemente sottoutilizzati, si trovano palazzine, magazzini, hangar abbandonati, in condizioni di crescente degrado, in attesa che venga individuato un riutilizzo.

Chi non soffre assolutamente del degrado, ma anzi ne gode, sono due enormi Ficus, di cui un esemplare è rappresentato qui a lato.

Dotato di una grande cupola verde, densa e compatta, questo albero non sembra soffrire del silenzio e dell'assenza di umani, anzi forse lo vive come un privilegio, un ritorno alle origini di albero della foresta australiana, con il vantaggio aggiuntivo di non avere concorrenza.


Ed ecco il fratello, anch'esso enorme, dotato di radici aeree e di un tronco veramente possente; la fotografia non rende giustizia alle sue dimensioni, ma consente di lasciare in vista un simpatico residuo di quando questi spazi erano abitati, i distributori di carburante.

E, a proposito di quando questo era anche un villaggio pieno di vita, termino con una curiosità: sul cancello di uscita è appeso tuttora un cartello, un poco arrugginito ma visibile, che ricorda agli automobilisti che uscivano dalla proprietà privata di allacciare le cinture di sicurezza, rese obbligatorie in Italia nel 1988.


lunedì 2 aprile 2018

La Ginestra spinosa e la Pasquetta

E' un binomio abbastanza solido quello fra la Pasquetta, intesa come giornata di gita in campagna, e la nostra Ginestra spinosa, Calicotome spinosa  o  Spartium spinosum, o ancora  Cytisus spinosus.

E' un binomio che inciampa, come si vede, sui sinonimi, che creano un po' di confusione; la confusione si accresce se si esaminano le sottospecie zonali, cioè tipiche di determinate regioni della Sardegna. Insomma un puzzle, nel quale non sono in grado di addentrarmi, né mi sembra utile per l'obiettivo odierno, che è solo quello di augurare ai gitanti una bella giornata senza vento che consenta loro il giusto apprezzamento di questo bellissimo arbusto profumato. 


Ed ecco una Ginestra spinosa che occhieggia in questo scorcio di campagna che "si getta" sulla splendida spiaggia di Santa Margherita (più precisamente siamo un po' prima del Forte Village).

Mi pare che questa fotografia rappresenti bene anche il periodo, che esce dall'inverno,  durato quest'anno  proprio fino a ieri, ed entra nella nostra primavera, fortemente caratterizzata appunto dalla fioritura delle Ginestre (e degli Asfodeli, come si intravede nella foto).

E quindi, buona primavera a tutti, con la campagna che ha finalmente goduto di tanta acqua!