Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

martedì 23 aprile 2019

Tamerice e Ginestra, umili ma.....

I puntini di sospensione del titolo sono parlanti: dichiarano che due arbusti spontanei nella nostra isola, che crescono dappertutto senza aver bisogno di niente, normalmente umili e dimessi, sanno al momento giusto offrire un meraviglioso spettacolo, la loro fioritura.

Vi voglio proporre oggi una fioritura bianca, non comune né per la Tamerice né per la Ginestra, la cui fioritura fa pensare rispettivamente al rosa ed al giallo.

Gli scatti sono stati fatti al parco di Terramaini, grande contenitore di bellezze, del quale abbiamo parlato tante volte.
 
 
                                                                                 Ecco una Tamarix gallica , carica di racemi che riuniscono i fiorellini bianchi, disposti in maniera casuale sui rametti ricadenti.

Si intravedono le foglioline a squame che caratterizzano questa pianta.


                                                                   




Questa a destra è invece la Ginestra, e per la precisione si tratta di una Genista monosperma (post 21/3/16), praticamente priva di foglie ma carica di fiorellini sui rametti anch'essi ricadenti, quasi prostrati.

Una fioritura notevole, durevole, profumata, proprio un bel vedere.






Insomma due belle fioriture e due arbusti degni di nota, cantati anche dai nostri poeti con componimenti studiati al liceo, D'annunzio per le Tamerici e Leopardi per le Ginestre; un ulteriore elemento di interesse per il nostro accostamento odierno.

mercoledì 17 aprile 2019

L'adattamento del Carrubo

Abbiamo parlato diverse volte delle capacità che hanno gli alberi, ed in particolare alcune specie di alberi, di adattarsi anche a situazioni per loro piuttosto sfavorevoli.

Il Carrubo per esempio, pianta nostrana e quindi "testa dura", è una di queste specie, ed ecco un esemplare cittadino che lo dimostra.





Siamo in via Costantinopoli, vicino all'angolo con via Zagabria, ed il tronco del Carrubo appare piegato, anche se la chioma ha un assetto abbastanza regolare, e l'albero mostra buona salute.





Direte: e che c'è di strano, se ne vedono di Carrubi storti!

E insomma, non è proprio così, se superiamo la siepe e guardiamo da vicino: questo albero si è trovato, come e quando non so, a scegliere se morire soffocato dal palazzo o adattarsi alla situazione, ed ha scelto di adattarsi.

Le sue qualità vegetative gli hanno finora consentito di evitare la motosega; speriamo che non diventi troppo prepotente con le radici, e che possa conseguentemente durare ancora a lungo!

lunedì 8 aprile 2019

Il risveglio del Circo

Non parliamo di pagliacci o di cavalli, naturalmente, ma del "Circu de Soli", il giardino di Mulinu Becciu inaugurato nel 2016, i cui alberi si risvegliano dal letargo invernale. Gli abbiamo dato il benvenuto (post del 8/3/16), abbiamo scrutato le prime foglie di alberi rari (post del 20/5/17), abbiamo espresso  critiche per le mancate manutenzioni (post del 12/2/19); adesso è giunto il momento di fare sul serio.




Ecco allora che si presenta la Paulownia tomentosa con la sua splendida fioritura.

Questo albero, rarissimo in città, prende idealmente il testimone dal vecchio esemplare di via Santa Gilla (post 27/4/17 e precedenti), al quale naturalmente auguriamo ancora lunga vita; questo giovanetto del Circu de Soli si presenta carico di fiori prima di cominciare a mettere le foglie, che stanno cominciando a spuntare.





Ecco un primo piano delle pannocchie fiorite, ma si intravedono anche i vecchi frutti dell'anno scorso e le prime foglioline nuove.

Insomma incomincia il ciclo annuale di questa giovane creatura vegetale.



Ma c'è anche un'altra bellissima fioritura, che vediamo qui a sinistra: si tratta di una Lagerstroemia indica, alberello del quale abbiamo parlato più volte.

Un tempo piuttosto presente in città, viale Bonaria e via Dante per esempio, ha "rinunciato" progressivamente a queste presenze per la mancanza di cure, ed oggi viene correttamente riproposto nei parchi (per esempio parco Vannelli e Terramaini) dove le cure possono essere meglio assicurate. 

Sia come sia, diamo il benvenuto a questo esemplare di Mirto crespo, che fra l'altro mostra la sua giovanile impazienza fiorendo con congruo anticipo rispetto alla norma.



Insomma, il Circo si sveglia e ci regalerà nuove fioriture, anche rare, per i prossimi mesi; ribadisco però, a maggior ragione, la necessità di manutenere i cartelli indicatori, per facilitare la vicinanza ai nuovi alberi della cittadinanza, a cominciare da quella giovanile

giovedì 4 aprile 2019

Un nuovo, rarissimo, arbusto

Parliamo oggi di un arbusto, la Dombeya wallichii, del quale ignoravo l'esistenza fino ad alcuni giorni fa, quando Alessandro, che ringrazio, me lo ha segnalato, chiedendomi di individuare il nome.

Ho fatto le mie ricerche e, complice la particolarità del fiore a palla, credo di essere riuscito ad individuarlo, appunto come Dombeya. Eccolo qua sotto.


E' caratterizzato da grandi foglie, ma soprattutto da bei fiori a palla, somiglianti a quelli dell'Ortensia, che sono prodotti in inverno.

Infatti, essendo le foto di oggi scattate a fine inverno, i fiori si stanno già spegnendo, anche se rimarranno a lungo sulla pianta.

L'arbusto si trova in via Capula, angolo via Biasi, all'interno di un giardino condominiale.




Ecco a destra un altro fiore, sovrastato dall'ombrello delle grandi foglie.

Come si vede, anche le foglie non sono in condizioni splendide, non so dire se per la stagione o perché l'esemplare non è curato al meglio delle sue esigenze.

Insomma il giudizio su questo arbusto, detto pinkball tree nei paesi di lingua inglese, è sospeso; oggi come oggi ha un aspetto bruttino, ma deve essere rivisto in inverno, quando fiorisce.


giovedì 28 marzo 2019

La nostra Macchia in fiore

La nostra macchia mediterranea, il verde spontaneo che caratterizza soprattutto le zone costiere, ma anche le colline e pianure dell'interno, è sempre bella ed emana un profumo inconfondibile. Ma in primavera di più.

Purtroppo quest'anno le tante settimane di tempo asciutto, seguite alle copiose precipitazioni autunnali, hanno un po' guastato lo spettacolo, che però è sempre pieno di fascino.



Qui, per esempio, comincia la fioritura di un Lentisco, Pistacia lentiscus.

I fiorellini rossi, piccolissimi ed addossati l'uno all'altro, esprimono la bellezza dell'insieme; se strofinati emanano il forte ed aspro odore tipico della pianta, che si ritrova anche nell'olio di Lentisco, per chi ha assaggiato questa specialità.

Siamo su una collina che guarda il mare, dietro Santa Margherita.



E questa palla fiorita? Ma sì che la conosciamo, anche se forse con uno dei suoi nomi sardi più comuni, Lua (ma ne ha anche altri, fra cui Cacalettu, molto esplicativo riguardo all'utilizzo previsto dalla medicina popolare).

Il suo nome scientifico è Euphorbia dendroides, Euforbia arborea in italiano, ed è un arbusto contenente un lattice velenoso, che veniva utilizzato fino a qualche decennio fa per la pesca di frodo o per eliminare le sanguisughe dagli abbeveratoi degli animali allevati.

La sua fioritura, come si vede, è spettacolare se ammiriamo un declivio punteggiato di arbusti fioriti o un singolo arbusto come quello in foto, ma forse lo è ancora di più se osserviamo i fiori da vicino.




Qui vediamo, in un gruppo unico pieno di fascino, le foglie lanceolate, le brattee gialle più grandi (che diventeranno nei mesi a seguire prima ocra poi rosse), i fiorellini di giallo più carico dai quali spuntano i frutti, capsule a tre lobi ciascuno dei quali contiene un seme.

Insomma un arbusto umile, spesso presente in ambienti degradati o destinato a usi non proprio esaltanti, che qui si prende la sua rivincita. 



mercoledì 20 marzo 2019

Si prepara la fioritura del Glicine

E' una cosa veloce, la fioritura del Glicine, Wisteria sinensis: ieri la pianta spoglia, oggi l'esplosione dei racemi carichi di fiori e delle foglioline, domani la splendida copiosa fioritura, poco durevole. Insomma per il Glicine bisogna cogliere l'attimo, sennò si rischia di lasciarsi sfuggire questa meraviglia della natura, e dover aspettare la produzione autunnale!


Allora, ecco come si sta preparando un Glicine che vive avvinghiato ad una recinzione condominiale, in piazza Belgio: i racemi turgidi, carichi di fiori, sono quasi pronti ad esplodere, lasciando liberi i  numerosi fiorellini viola papilionacei dal dolce profumo. Contemporaneamente, comincia la produzione delle prime foglioline.

Nella foto si intravede, in basso a destra, un viluppo di due rami, dato che il Glicine è una delle piante meglio attrezzate per l'arrampicata sui supporti che si scelgono le piante stesse o che vengono messi a loro disposizione.

Ricordo che questa pianta, essendo una Fabacea, produrrà legumi estivi, contenenti semi piatti neri e lucidi, anch'essi affascinanti (post del 18/7/16), ancorché velenosi.

Vi ricordo infine che, se volete godere di un esemplare notevole per dimensione, potete recarvi in via Canepa (post del 5/4/11)

domenica 17 marzo 2019

Una Yucca nana, e pure seduta!

Quando ho parlato della Yucca gloriosa, Agavacea molto comune in città,  ho spesso fatto riferimento ad esemplari grandi, a volte enormi, per dimostrare l'adattabilità di questa pianta al nostro clima; lo ho fatto per esempio per l'esemplare del parco Vannelli (post del 16/1/19), o per quello privato di via Forlanini (post 11/12/14).

Oggi faccio l'opposto, cioè vi presento un esemplare veramente piccolo: in realtà non piccolo di età, ma piccolo di altezza, in quanto recentemente capitozzato.


Sembra quasi una bella e grande pianta d'appartamento, inserita in un porta vaso un po' strano, ed invece è una Yucca di strada, che si trova precisamente nel giardino sterrato di Genneruxi, in via Berna (post del 5/2/13).

Era una pianta macilenta, fusti sottili e poche foglie spettinate e sottili in cima; oggi direi che ha un aspetto decisamente migliore, e questo è uno dei casi in cui è apprezzabile la potatura radicale.

Fra l'altro, come si vede, la Yucca dimostra ancora una volta una grande rusticità, rigettando un bellissimo ciuffo su nuovi rami; e pensare che lo sta facendo addirittura da seduta! 


lunedì 11 marzo 2019

La bellezza dei Ficus rubiginosa di Terramaini

Il parco di Terramaini è bello, lo sappiamo. Ben tenuto, abbastanza pulito, con frequentatori quasi sempre civili e rispettosi. Insomma, è un piacere andarci.

E, nell'ambito del parco, è un piacere ammirare il viale dei Ficus rubiginosa  ed i suoi abitanti verdi.

Eccone qua un paio, tronco sottile rispetto alla splendida chioma, compatta e di forma regolare.

Pensare a come erano piccoli e teneri nel 2011, poco più che arbusti (foto del post 11/1/11).

Li abbiamo seguiti da vicino questi alberi, e visti crescere: nel 2013 erano già begli alberelli (post del 31/8/13), ed alberi nel 2014 (post del 13/2/14).


Insomma, questi ex-bambini verdi oramai sono giovani adulti, ma hanno ancora tanta bellezza ed ombra da offrirci: godiamocela!

domenica 3 marzo 2019

La rotatoria di piazza San Benedetto mascherata per Carnevale?

Siamo nel pieno del Carnevale e dei suoi riti pagani, fra i quali il mascheramento riveste un ruolo fondamentale, degli esseri viventi e delle cose.

Ecco allora come è stata risistemata per questi giorni la rotatoria di piazza San Benedetto.

Lanterne cinesi qua e là, arbusti sagomati come fossero fiori.......

Ma, a parte tanti altri particolari, dove sono sparite le Jacarande? e le Lantane? Va bene, lo scherzetto dura solo un attimo, non siamo nel centro della nostra città, ma nel centro di una città "un poco" più grande, solo 24 milioni di abitanti. Siamo in Cina, e precisamente in una zona centrale di Shanghai.

Ringrazio Ilaria che mi ha inviato la foto: incuriosito, ho cercato su Internet fotografie di rotatorie di Shanghai, ed ho notato che è caratteristica comune la fantasia nell'allestimento, la scelta di geometrie elaborate, i colori: indubbiamente un altro mondo rispetto al nostro, anche dal punto di vista della disciplina del traffico automobilistico.

Comunque anche la nostra rotatoria di San Benedetto è bella, con le Jacarande, le Lantane, le Palme nane, le Strelitzie.....; magari un po' di invidia per il poco traffico la possiamo provare, ma per il resto va bene così.

domenica 24 febbraio 2019

La sorpresa delle grandi Melie a Mulinu Becciu

Mulinu Becciu, il quartiere più a nord di Cagliari, e forse il più grande, è praticamente sconosciuto ai cagliaritani che non ci abitano, che frequentano al più le sue principali arterie di snodo per il traffico automobilistico.

E invece questo quartiere meriterebbe attenzione e conoscenza "pedonale" delle sue strade, almeno per quanto riguarda il verde: infatti, forse per la sua destinazione agricola fino agli anni '70 del secolo scorso e gli ampi spazi che lo contraddistinguono, è in grado di offrire una ampia varietà di alberi, anche notevoli per dimensioni ed età, oltre naturalmente a parchi e giardini di più recente realizzazione.

Abbiamo presentato nel blog alcuni scorci di questo quartiere, da piazza delle Muse (p.es. post del 18/8/13) al giardino Circu del Soli (post 8/3/16   ed altri) fino al piccolo parco lungo la via Brotzu (post del 16/5/17), ma è semplicemente passeggiando nelle sue strade che si incontrano notevoli esemplari arborei, dai tanti Pini di varie specie a Sterculie, Carrubi e Cedri dell'Atlante che svettano nei giardini condominiali.

Ed è appunto passeggiando che ho incrociato, in uno slargo di via Tiepolo, un gruppo di grandi Melie azedarach, di cui vediamo un esemplare qui a sinistra.

La Melia, albero molto conosciuto e pluritrattato nel blog, è nel periodo del riposo invernale, ha perso tutte le foglie ma non i frutti dell'anno scorso, e questo le consente di mostrarsi carica delle sole palline giallo ocra, i grani di rosario che rimarranno sulla pianta fino alla nascita delle nuove foglie.

E questo slargo, di fatto una piazza contenuta fra via Tiepolo  e via Sini, a due passi dall'incrocio con la vecchia 131, ospita diverse Melie, tutte molto grandi e ramificate fin dalla base, forse in conseguenza di vecchie potature drastiche.

 
Quindi una piazza caratterizzata dalle Melie, ma che contiene anche altri alberi; per esempio, come dimostrato da quest'altra buffa foto, i frutti di Melia fanno da sfondo a quelli di una Chorisia. 

Stessa situazione, rappresentata dai vecchi frutti pendenti in attesa di cadere, o di aprirsi e rilasciare i semi; la scena è però molto diversa,  fra le centinaia di piccole drupe che si fanno compagnia,  e le grandi pere che sembrano godere della loro solitudine: diversità della Natura a confronto!

lunedì 18 febbraio 2019

Era proprio necessario quel trattamento?

Eccolo qua, il trattamento di cui parlo nel titolo del post odierno: la capitozzatura dello splendido Olivo (o dovrei dire ex-splendido?) del bel condominio di via San Benedetto, che si affacciava su una strada certamente non prodiga di verde, e che quindi apprezzava molto questo albero ben godibile da tutti.

Un giardino bello e ben tenuto, quello di cui parliamo, che si estende fra via San Benedetto e via Genneruxi, sul cui fronte si trovano fra l'altro due grandi ed eleganti Schefflere (post del 31/10/17).

Ma il fiore all'occhiello era lui, il vecchio Olivo qui trapiantato e che si era adattato benissimo, diventando grande e frondoso: non ho fotografie da mostrarvi, ma un giro su Google maps darà ragione a quanto dico.

Allora, che bisogno c'era di effettuare un trattamento siffatto, quando tutti gli esperti ritengono che la capitozzatura sia una cattiva pratica (per es. post del 15/3/18) ? 

Fra l'altro l'Olivo non è una specie a crescita veloce, non è certamente un Ficus retusa, per cui il recupero della sua dignità di albero avverrà, se avverrà, fra molto, troppo tempo.
Non mi risulta che fosse malato, non aveva radici pericolose per le palazzine circostanti, non portava via la luce alle abitazioni, e allora? 

martedì 12 febbraio 2019

Il Circu se Soli e le piccole manutenzioni

Torno oggi su un tema mai abbastanza dibattuto: la mancanza di manutenzione, anche modesta, nei giardini e parchi pubblici. Non parlo della gestione ordinaria, cioè innaffiamento, pulitura, piccole potature eccetera, nei dei grandi interventi straordinari, ma proprio di manutenzione, tesa a mantenere le qualità del giardino fornite alla popolazione con l'inaugurazione.

Per esemplificare, parliamo del Circu de Soli, l'interessantissima realizzazione di 3 anni fa ( primo post del 8/3/16 ),  da me definita "concentrato di buone idee ed essenze arboree di pregio".

Fra le buone idee, la cartellonistica per l'identificazione delle specie arboree: ecco il degrado della situazione odierna

A sinistra, un particolare del grande cartello dedicato alla presentazione del giardino, e delle specie arboree presenti.

Ebbene, gli agenti atmosferici hanno scolorito completamente il nome di diversi alberi. Domanda: è così difficile programmare una sostituzione periodica di questi cartelli, tecnicamente facilissima? Il cartello di destra, che rappresenta il particolare di una zona del giardino, è quasi completamente strappato, ma sicuramente anche lui potrebbe essere facilmente sostituito.

E' inutile che mi dilunghi, credo che si colga quello che voglio dire.



Allora, per toglierci l'amaro dalla bocca vi presento io una essenza arborea di pregio del Circu, qui a sinistra: una Paulownia tomentosa, albero estremamente raro a Cagliari e del quale io conosco solo il vecchio e glorioso esemplare di via Santa Gilla, del quale ho parlato più volte (ultimo post  27/4/17) .

Auguriamoci dunque che la giovane Paulonia sia capace di prendere il testimone dalla vecchia sorella, alla quale auguriamo peraltro ancora lunga vita, offrendoci anche lei la splendida fioritura primaverile.

Ed auguriamoci anche che gli amministratori del verde ci mettano in condizione di riconoscere questa e le altre essenze, ripristinando la cartellonistica, e magari completandola con i cartelli a fianco delle singole piante!







mercoledì 6 febbraio 2019

Il grande Ficus del boulevard

Questo è un post di riparazione nei confronti dei Ficus retusa, e dei trattamenti a volte brutali ai quali vengono sottoposti, anche se per esigenze giustificate, come nell'ultimo post del 28 gennaio; in quel post vi ho mostrato alcuni esemplari, chioma azzerata e radici all'aria, pronti per essere  portati via.

E questa è la riparazione: una immagine del Ficus retusa  enorme che vive nei giardini fra via Oslo e via Stoccolma, nella zona già definita Boulevard dei Bagolari (post 3/9/15 ed altri).

Un albero fin qui lasciato libero di crescere come gli aggrada, e che finora non ha dato fastidio a nessuno; non è una cosa facile da vedere in città, data la stranota invadenza di questi alberi ed i correlati interventi di contenimento.

Non è la prima volta che compio azioni di riparazione, dopo aver biasimato operazioni brutali (p.es. post del 15/3/18); mi sembra corretto, soprattutto nei confronti degli alberi, e del modo in cui vengono spesso maltrattati.


E a proposito del boulevard e del post citato, segnalo con piacere che sembrano attecchire i nuovi alberelli che in parte integrano questa zona di verde, ed in parte sostituiscono i Bagolari persi per malattia. Non so identificare di che alberi si tratti, data la loro giovane età, ma so per certo che ci sono esemplari di Davidia involucrata, a leggere le etichette.

La Davidia involucrata è un albero molto bello e molto raro in città (post del 5/7/13); se sarà assicurata la necessaria irrigazione estiva potrà darci grandi soddisfazioni, vedremo!

lunedì 28 gennaio 2019

Un altro trasferimento di Ficus retusa

E' facile che il Ficus retusa faccia notizia, essendo l'albero più comune in città:  sia quando i suoi piccoli frutti si spiaccicano per terra con le piogge autunnali, sia quando le radici decidono di farsi vedere fuori terra con la loro prepotenza, sia quando gli storni colonizzano le chiome con tutte le conseguenze del caso, sia quando la invadenza delle fronde determina situazioni di conflitto con le abitazioni....

Insomma, è facile che si parli di questi alberi, data la loro presenza quasi asfissiante, anche nei luoghi più conosciuti: pensiamo a piazza Garibaldi, piazza Yenne, viale Trieste, viale Merello, piazza del Carmine etc, etc.

Ed oggi, ecco un'altra occasione, legata ancora ad un altro problema oltre a quelli citati: il trasferimento da un sito ad un altro.

Eccoci qua, in corrispondenza della rotatoria fra via dei Conversi e via dell'Abbazia: siamo nel pieno dei lavori di espianto.

Mi scuso per la qualità della foto, presa al volo; si vedono comunque due esemplari di Ficus retusa (in realtà c'è anche l'Araucaria della rotatoria, che però oggi è intrusa) che vengono sollevati con il loro pane radicale per essere poi trasportati a nuova dimora.

Anzi l'esemplare di sinistra, parzialmente nascosto dall'Araucaria, è coricato in attesa, mentre quello di destra è in fase di caricamento sul camion; come si vede sono stati pesantemente capitozzati per facilitare le manovre di trasloco.

Credo che le motivazioni  di questa operazione siano da ricercare nel previsto raddoppio del binario del metrotram, che richiede spazi non altrimenti disponibili; comunque il Comune assicura che i Ficus saranno tenuti in vita, per essere poi riposizionati, non so se qui stesso o in altra sede.

Ci sono precedenti operazioni del genere, fra le quali forse la più nota è quella da via Amat, liberata per poter costruire il parcheggio sotterraneo, al parco CIPLA, oggi Lions, di via dei Donoratico. Un'operazione di molti anni fa, andata a buon fine (post del 12/3/18), insieme a tante altre.

E penso che dovremo abituarci a questo tipo di operazioni, data l'esuberanza di questi Ficus; d'altra parte, come ho già considerato in passato (post del 5/10/13), abbiamo voluto la bicicletta..., con quel che segue.



lunedì 21 gennaio 2019

Il Cipresso dell'Arizona a Monte Urpinu

Nella lunga storia del blog abbiamo fatto nascere, e seguito dal lontano 2010, la famiglia delle Cupressacee, composta dal Cupressus sempervirens, Cipresso comune, dal Cupressus cashmeriana,  Cipresso del Cashmere e, per completezza, dallo splendido fratellastro Taxodium disticum, Cipresso calvo.

Mentre vi rimando agli svariati post dedicati alle specie precedenti, vi voglio presentare un nuovo membro della famiglia, il Cupressus arizonica , alcuni esemplari del quale fanno bella mostra di sé nel bel giardino basso di Monte Urpinu, proprio al confine con via Garavetti.

Ecco che cosa mi ha spinto a parlarne oggi: guardate la foto sottostante.


Che cosa è? A prima vista sembra un alveare dove centinaia di api indaffarate fanno il loro mestiere, ed invece sono le strutture riproduttive maschili di un Cipresso dell'Arizona di monte Urpinu.

Queste strutture riproduttive, i coni, si preparano e rilasciare, a fine inverno, il polline (microspore), che andrà ad incontrare le macrospore contenute negli organi riproduttivi femminili (galbuli o piccole pigne tondeggianti).



Ed eccoli i Cipressi che danno luogo a questa strana, attuale "fioritura". All'apparenza sembrano del tutto normali, ma se ci avviciniamo ad osservare scopriamo i dettagli della macrofotografia di sopra.

Molto elegante la articolazione dei rametti, di colore verde perché ricoperti dalle microfoglioline a squame strettamente addossate, che assicurano la funzione clorofilliana.
Questi ramuli hanno sezione circolare e, al termine di tantissimi di loro, ecco spuntare questa sorta di cappellino conico con le spore gialle che cominciano a gonfiarsi.

Insomma possiamo concludere che anche i Cipressi, che spesso consideriamo "noiosi", poco attraenti, buoni al più per i cimiteri, belli solo se visti in filare, hanno invece molto da offrire alla nostra attenzione ed ammirazione, se solo ci soffermiamo un attimo ad osservarli.