Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

martedì 26 aprile 2022

Abbiamo i Canfori in città!

Il carattere entusiastico del titolo odierno ha bisogno di una spiegazione, che vi fornisco, premettendo una breve descrizione del Canforo.

Il Canforo, o Albero della Canfora, o Canfora, nome scientifico Cinnamomum camphora , è un bellissimo e grande albero originario dell'estremo oriente, spesso utilizzato nei parchi per le sue caratteristiche decorative d'insieme, la bella foglia coriacea, le bacche scure, il particolare profumo.

E' invece molto raro vederlo in città, forse per la crescita molto lenta, forse per la supposta invadenza delle sue radici. Io ho parlato del Canforo una sola volta (post del 2/7/16), presentando l'enorme esemplare che vive nell'Orto Botanico di Pisa. In quella occasione avevo utilizzato il nome Canfora, al femminile; oggi gli preferisco il nome maschile, non per questioni sessiste (!) ma per evitare di ridurre il nome a quello di un mero "produttore di canfora", l'olio essenziale estratto dalle foglie e dai trucioli. La canfora è un prodotto di grande interesse, per carità (cura vari disturbi di salute, oltre ad essere un efficace ma desueto antitarme), ma questo albero merita ben di più!

Finita la digressione, torniamo al titolo entusiastico: deriva dalla conclusione del post citato, che dichiarava la probabile assenza di quest'albero nella nostra Isola, e la speranza di essere smentito: ebbene, mi smentisco io stesso, comunicando che abbiamo in città alcuni esemplari, almeno quelli che vivono nel bel giardinetto fra il culmine del viale Regina Elena e la via Badas (S'Avanzada), detto anche giardino Badas.




Eccolo qua, il più grande degli esemplari (forse costituito da due esemplari affiancati), fotografato dallo stradello pedonale che costituisce uno dei lati del giardino.

Si nota, nella luce serale, il colore verde vivo delle foglie, lucide, coriacee ed aromatiche, di forma e dimensioni simili a quelle del Ficus benjamina.

Nella foto particolare a destra possiamo apprezzare le foglie, che presentano caratteristiche nervature, ed i racemi fiorali, che si preparano appunto ad esporre i fiorellini color crema.

Insomma il Canforo è una essenza sempreverde assolutamente interessante, e mi complimento con chi a suo tempo ha valutato il suo inserimento nel novero del verde pubblico cittadino, uscendo dai soliti Ficus, Schinus, Celtis, Jacaranda e le altre specie più "gettonate".  

martedì 19 aprile 2022

Il Giglio mare e monti

E no, non sto parlando di un ristoratore con poca fantasia che offre piatti di pesce e carne, ma della meravigliosa piantina delle Amarillidacee che si presenta in due versioni, quella marina e quella montana: il Giglio stellato (o Pancrazio, o Giglio marino di Sardegna).

Più precisamente, riferendoci ai nomi scientifici, parliamo di Pancratium maritimum per la specie che vive sui litorali sabbiosi, e di Pancratium illyricum per la specie che vive in quota.

Vi ho già presentato questo fiore selvatico, endemico della nostra Isola, oltre che della Corsica e dell'arcipelago toscano, con riferimento particolare al Giglietto di mare (post del 12/8/17 , 6/11/17 ,  20/8/21 ).  Vi ho raccontato, fra l'altro, l'affascinante modalità attraverso la quale questa bulbosa perpetua la specie, sfruttando la vicinanza del mare con le sue correnti.




Oggi invece vi presento un esemplare montano (per il quale ringrazio Stefano, che mi ha inviato l'immagine); un Pancratium illyricum, cresciuto in una sassaia, in zona di Dorgali.  Un affascinante contrasto fra la durezza del terreno e la tenerezza e delicatezza dei fiori, evidentemente solo apparente, a fronte di una grande rusticità e capacità di adattamento.


Avevo infatti già fotografato un esemplare montano di Pancrazio, piccolo ed orgoglioso fiorellino in mezzo ai giganti del Supramonte di Urzulei (post del 11/5/16). 

Insomma, possiamo ben dire che ci troviamo di fronte ad una delle tante gemme naturali della Sardegna, da ammirare e proteggere!

 



venerdì 15 aprile 2022

Il Boccione, o la bellezza degli ultimi

Chi mi segue sa che ogni tanto vado fuori dal seminato, cioè mi occupo di verde non costituito da alberi, prima missione del blog, e nemmeno da arbusti, ma da piante erbacee, spesso spontanee; e questo avviene, di norma, in primavera, quando la Natura produce quantità e varietà immense di fiorellini, normalmente trascurati dal nostro sguardo. Sarà anche perché la loro altezza da terra è quasi sempre minima, ma il loro destino è normalmente quello di essere calpestati, ed al più apprezzati quando si presentano in grandi distese.

E sbagliamo, perché spesso la bellezza di questi "ultimi" merita grande attenzione e genera spunti di notevole interesse.

Un esempio, uno solo dato che non è il mio campo, ve lo voglio proporre: il Boccione maggiore.


Ecco un esemplare di Boccione, il cui nome scientifico, da scioglilingua, è Urospermum dalechampii. 

Un fiorellino qualsiasi, comunissimo dovunque in campagna ma anche nei centri abitati (questo lo ho fotografato nelle campagne intorno a Pula), da cui promana bellezza pur nella sua apparente semplicità. 

In realtà la sua struttura non è affatto semplice, trattandosi di una infiorescenza a capolino, costituita da decine o centinaia di piccolissimi fiorellini, ognuno dei quali ha un petalo (detto ligula) di forma rettangolare, dentellato e maculato di nero in cima.

Questa sommariamente descritta è  la struttura normale della famiglia delle Asteracee, di cui i rappresentanti tipici sono le Margherite, con la differenza che queste ultime hanno due tipi di fiori (post del 4/3/15), mentre il Boccione possiede tutti fiori ligulati.

Basta allora con le tecnicalità, godiamoci questa bellezza degli ultimi, ed utilizziamola come auspicio per tempi migliori; buona Pasqua a tutti i lettori!  


venerdì 8 aprile 2022

Il Corso pedonale ed il suo verde

Parlo del Corso Vittorio Emanuele II, chiamato  semplicemente "Corso", sia per familiarità, sia perché nella nostra città non si presta a fraintendimenti, dato che è l'unica strada denominata corso.

Il Corso, dicevamo, da quando è stato trasformato in pedonale nella prima parte, è diventato molto più gradevole da percorrere in passeggiata o per usufruire delle attività commerciali, soprattutto della grande varietà di locali per mangiare anche all'aperto.

Insomma un posto molto apprezzato dai cagliaritani e dai turisti,  con il grande valore aggiunto di una buona quantità di verde, almeno nella prima tratta.

Ecco allora un piccolo estratto del verde del Corso.


Qui vediamo uno degli esemplari di Sophora japonica, ancora in riposo invernale; non riposa certo l'edera che si è appropriata  del suo tronco e dei rami principali, occupandolo con il colore verde carico delle sue foglie.

Non credo che l'albero sia felice della invadenza dell'ospite, che potrebbe arrivare a soffocarlo; però devo dire che questo rampicante è molto gradevole, sano e con le foglie screziate di bianco, e non mi sentirei di auspicarne l'eliminazione. Speriamo che le due piante riescano a convivere in pace.



E questi a destra? Sono i frutti, raggruppati in infiorescenze ad ombrello, di una Fatsia japonica, conosciuta anche col nome di Aralia come pianta da appartamento. Questo secondo nome è giustificato dalla sua appartenenza alla famiglia delle Araliaceae, a cui appartiene anche l'edera, il cui frutto infatti assomiglia molto a questo.

Ci sono diversi begli arbusti di Fatsia lungo il Corso, nelle aiuole che separano la parte di strada accostata ai palazzi rispetto alla parte centrale; è un arbusto di cui vi ho già parlato, sempre con riferimento al Corso (post del 23/1/16 e del 24/12/17), e che fa veramente una bella figura, anche con le grandi foglie lobate.


 


Infine un bel mazzo di Strelitzie, la Strelitzia reginae, con le sue grandi foglie che abbelliscono l'aiuola ed alcuni fiori con il gambo a becco ed i colori sgargianti, da cui è derivato il nomignolo di Uccello del Paradiso.

Anche delle Strelitzie abbiamo già parlato (post del 2/4/16), citandole però come fiore domestico reciso, mentre qui hanno il ruolo più importante di pianta da giardino.  




Insomma, teniamoci caro il nostro Corso, anche per il suo verde, e partecipiamo a tenerlo pulito!  


domenica 3 aprile 2022

Un bel giardinetto con alberi interessanti

Parliamo oggi, e facciamo parlare soprattutto le immagini, del bel giardinetto, già più volte citato nel blog, formato dall'incrocio fra le vie Cagna e Curie e chiuso in alto da via Monselice. 

Un giardinetto nato negli anni 70 del secolo scorso, fortemente voluto e sponsorizzato dal grande botanico Vannelli, responsabile del verde cittadino, cagliaritano d'adozione ed abitante in zona, che certamente partecipò personalmente alla scelta delle specie arboree da mettere a dimora in questo luogo. 



Ecco una vista parziale dello spiazzo dall'alto, con una piccola Sterculia diversifolia inquadrata dai rami cadenti di una grande e sovrastante Grevillea robusta; sullo sfondo si intravede l'edicola. 




E qui a destra la grande Grevillea ripresa per intero; è accompagnata nello stesso giardino da un altro esemplare molto grande, dalla parte di via Curie.


Ecco l'intrico di radici serpentiformi di due Ficus elastica, anch'essi posizionati nella parte alta del giardino.




Il buffo tronco rigonfio di una Chorisia insignis che vive dietro l'edicola, e che ancora si gode il meritato riposo invernale.



E concludiamo con una nota di colore, data dal rosa della fioritura di un Siliquastro, Cercis siliquastrum, addossato al confine del nostro giardino, anche se appartiene agli spazi condominiali adiacenti.






Insomma, una bella macchia di verde ben inserita in un quartiere già molto dotato sotto questo aspetto, e che merita di essere percorso in lunghe ed attente passeggiate a piedi.