Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

martedì 27 marzo 2012

Il Pero selvatico

Avete avuto modo di recarvi ad apprezzare la fioritura del Perastro, Pero selvatico, Pyrus pyraster, come raccomandato nell'evidenza della home page? Io spero di sì, ma se non lo avete ancora fatto vi offro un altro stimolo, e cioè una fotografia scattata nelle campagne di Pula, verso Is Molas.

Come vedete, la fioritura è già piuttosto avanti, ed i fiori stanno lasciando il campo alle foglie, ma lo spettacolo è assicurato. Il Perastro, umile e spesso maltrattato, offre fra l'altro il meglio di sè, nella nostra terra, nel periodo fra fine marzo e inizio aprile, quando anche il contesto della natura circostante è al suo meglio.
Forse lo spettacolo è anche più avvincente di quello dei Mandorli (post del 28/2/12).

Fra l'altro al Pero selvatico dobbiamo grande rispetto sia perchè i suoi frutti, piccole pere rotondeggianti, sfamano molti animali della campagna, sia perchè con ogni probabilità è il capostipite di tutte le varietà coltivate.

Potremmo creare un parallelo ideale con i Ciliegi  giapponesi, e con l'importanza che quel Popolo attribuisce alla bellezza della loro fioritura ed al rito del recarsi ad ammirarla; pensate che in Giappone,  nei posti e nei  giorni giusti, pare che già alle 8 del mattino non ci sia più spazio a causa della folla di visitatori.

Ora, io non dico di creare comitive adoranti di adepti che errano nelle campagne di Pula alla ricerca del migliore Perastro, ma insomma un minimo di attenzione................

giovedì 22 marzo 2012

Un tocco di allegria in Castello

C'è un piccolo arbusto spontaneo, molto comune in città ma particolarmente presente ed apprezzabile in Castello, che rallegra il nostro andare con la sua fioritura, a cominciare da questi giorni: è la Bocca di Leone, Antirrhinum majus.
Ecco un esemplare arroccato sulla parete della salita che porta in Castello, davanti ai giardini Pubblici.

E' un arbusto spontaneo, dicevamo, che ama molto i vecchi muri e le pareti rocciose; ma viene anche assiduamente coltivato, e si presenta in una infinità di colori nei vari ibridi prodotti.

 Nel particolare a destra si apprezza la leggiadria del fiorellino a calice, con i petali di diversa dimensione e le macchie bianche e gialle all'ingresso del calice.
Per il nostro piacere la fioritura di questa piantina è molto prolungata, fino all'autunno.

domenica 18 marzo 2012

Sughere ad Orroli

Ho già parlato di Orroli, qualche tempo fa (post del 26/1/12), con riferimento alle splendide Roverelle che si trovano nelle sue campagne; oggi vi presento le Sughere di Orroli.

Della Sughera ho parlato poco nel blog, ed essenzialmente per segnalare la sua quasi assenza a Cagliari (post del 4/11/10); questo albero merita naturalmente molto di più, ed ecco allora qualche immagine, che lo vede protagonista insieme al sottobosco primaverile nelle campagne di Orroli.



Da notare il colore rossastro del tronco, decorticato di recente, 


ed il "gomito" della pianta a destra, che mostra una delle tipiche tortuosità di questi alberi.

La vegetazione di sottobosco, in questa zona ed in questo periodo, si connota per le piante di Asparago, Asparagus acutifolius, le giovani piantine di Asfodelo, e gli innumerevoli cespugli di Euforbia arborea, Euphorbia dendroides, che si preparano a fiorire.



Ecco una bella accoppiata fra Euforbia e Sughera, a sinistra, ed una Euforbia


 ischeletrita su un muretto, a destra.



In conclusione, poichè è giusto che alla poesia si accompagni la prosa, vi segnalo che gli asparagi in zona sono praticamente finiti, salvo nuove gettate, e che all'agriturismo degli Antichi Ovili si mangia bene.

mercoledì 14 marzo 2012

Un momento magico sospeso alla fine dell'inverno

Quest'inverno è stato strano, lo sappiamo. Molte piante hanno risentito di questa stranezza, troppo caldo fino a febbraio poi uno scoppio di freddo persistente e anomalo, la neve ed il gelo notturno per molti giorni.

Come conseguenza di questo strano inverno, il ciclo naturale di molti alberi si è modificato. Il mandorlo, per esempio, (post del 28/2/12), è fiorito con un buon mese di ritardo, ed in quota è tuttora fiorito.

Stamattina ho fatto un giro all'interno, nella zona del Sarcidano, toccando paesi come Orroli, Isili, Nurallao, Nuragus, a quote attorno ai 500 metri s.l.m.

Ebbene, a parte la bellezza di molti di questi paesi, ho visto una natura meravigliosa che, complici le attuali giornate di sole, sta vivendo un momento magico: mandorli in fiore che si stagliano su distese prative ancora verde intenso, alberi spoglianti di colore giallo/marroncino dovuto ai nuovi rametti ed alle nuove foglie in fase di nascita esplosiva.

A questo aggiungiamo che la luce del sole comincia ad essere molto forte, quasi estiva nelle ore centrali della giornata, e rende i colori più brillanti: per noi, che siamo abituati purtroppo all'immagine della campagna gialla, come ci si presenta per troppi mesi all'anno, è veramente un momento magico. Pensate che fra un mese, o anche meno se continua questo rialzo di temperature e questo soleggiamento, avremo l'inversione dei colori, alberi verdi e prati gialli, per il resto dell'anno.

Non vi offro fotografie di quanto ho descritto, perchè le foto, e certamente le mie foto, non sono in grado di rappresentare degnamente quello che possono vedere gli occhi: è un  momento da cogliere, provare per credere.

domenica 11 marzo 2012

Begli esemplari sempreverdi

Non voglio raccontarvi, come potrebbe suggerire il titolo, le gesta di nostri consimili di bell'aspetto nonostante l'età, per esempio Sharon Stone o Richard Gere; ho solo sentito il bisogno di compensare i due recenti post dedicati agli scheletri di alberi spoglianti, e sono andato a cercare alcuni esemplari cagliaritani carichi di foglie.

 Ecco una Sterculia diversifolia enorme, rispetto alle normali dimensioni di quest'albero: è un esemplare già citato nel blog (post del 1/11/10), ma che non avevo ancora fotografato. In realtà sono due esemplari affiancati, simili, che si ergono alla fine di via Stoccolma a Genneruxi; qui li ho allineati, nella foto ripresa da via Berna.
Credo che siano più giovani degli attori citati all'inizio, dato che non credo abbiano più di 40 anni, forse meno; stanno infatti ancora crescendo con lena, ed hanno abbondantemente spaccato il basolato predisposto per contenerli.




L'esemplare a destra è un Carrubo, Ceratonia siliqua (post del 2/12/10 e altri), che si incontra percorrendo in auto lo svincolo che da via Salvatore Ferrara, direzione centro città, conduce in Piazza Marco Polo o ai moli di Su Siccu; è bello ed elegante, anche se purtroppo la posizone non è molto felice, ma dall'auto si può notare perfettamente. Ha una chioma molto espansa ed un tronco a tortiglione bellissimo, come si nota dalla foto sotto.




Mi sono chiesto perchè molti Carrubi abbiamo un tronco siffatto, ma non ho trovato una risposta "ufficiale"; io penso che serva per rendere ancora più robusta la struttura di sostegno di una chioma così folta come quella che questa pianta espone al vento.








Infine, per completare questo tris di campioni, ecco un Olivo, Olea europaea sativa (post 22/12/11), anche lui con una chioma enorme e molto fitta, che si trova in viale Diaz, ai piedi della scalinata di Bonaria, sulla destra.



Per tornare al parallelo scherzoso con i due attori sempreverdi citati, il Carrubo e l'Olivo potrebbero esserne coetanei, e cioè avere una età compresa fra i 50 ed i 60 anni.

Questi tre begli alberi che vi ho presentato sono naturalmente solo alcuni dei tanti che Cagliari può vantare: bisogna solo imparare a guardarli ed a godere della loro presenza, come ho detto altre volte. Certo, incrociare un bel Carrubo non è come incrociare Sharon Stone, ma insomma......

lunedì 5 marzo 2012

Ancora sugli scheletri e sul loro fascino

Ne abbiamo già parlato di recente (post del 5/2/12), ma ci voglio tornare, perchè l'albero spoglio, se da un lato ci offre una immagine di sè di minore impatto visivo rispetto all'albero carico di foglie, dall'altro lato può darci delle emozioni maggiori, sia per la purezza dell'architettura che per la bellezza della silhouette.

Guardare con attenzione un albero spoglio ci consente poi di esercitarci nella difficile arte del riconoscimento senza disporre di foglie; infatti, mentre in campagna ai piedi dell'albero sono quasi sempre disponibili foglie secche, non così in città, dove spesso bisogna affidarsi a qualche foglia o frutto rimasti appesi, o sviluppare la capacità di riconoscere la silhouette,  magari scommettendo con se stessi o con gli amici per poi verificare il risultato a distanza di mesi.

Voglio presentare due esempi, molto diversi fra loro.





Ecco un Platano, Platanus acerifolia (post del 26/12/10 ed altri), raro a Cagliari ma piuttosto comune nei paesi in quota, che si trova davanti ad un ingresso del Parco di Laconi: è stato facile riconoscerlo, ancorchè sia privo di foglie, per i ricci ancora appesi. Cosa ne dite, è bello o no?









Ecco invece a destra una Melia, a Marina Piccola. La Melia, Melia azedarach, la conosciamo molto bene, in quanto pluritrattata nel blog; contrariamente al Platano, ed alla sua orgogliosa ostensione dei rami spogli che puntano al cielo, la piccola Melia cambia semplicemente vestito. Complice una luce un po' ruffiana,  le persistenti drupe gialle dell'anno scorso la rendono assolutamente gradevole, pur essendo completamente priva di foglie.