Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

giovedì 29 luglio 2021

La Fitolacca - Ippopotamo

 "Si chiede a tutti coloro che passano qui a fianco di prestare la massima attenzione, perché l'Ippopotamo Dormiente potrebbe svegliarsi all'improvviso dal suo lungo sonno e costituire un pericolo"

Ecco il contenuto di un cartello, stile Zombie, che potrebbe fare bella mostra di sé davanti all'ascensore che collega il viale Regina Elena con il Bastione S.Remy.

Al di là della sciocchezzuola, questo enorme piedone della Phytolacca dioica che vive qui ha effettivamente un fascino inquietante.  La Fitolacca è un albero che si fa notare, su questo non c'è dubbio; ne abbiamo parlato tante volte, e ricordo gli esemplari del viale Regina Elena, di Porta Cristina e di piazza Indipendenza, ma anche del Poetto e di via Sauro, ed altri ancora.

Questo albero però ha una particolarità in più, anzi due: una è il piede e le sue mostruosità, l'altra è il fatto che ci è consentito ammirare anche le chiome mentre saliamo o scendiamo con l'ascensore che gli corre a fianco. Se i giardinieri comunali lasciassero fare a questo grande albero, sono certo che nel giro di un paio di anni si "mangerebbe" l'ascensore e quello che gli sta attorno. Quindi, attenzione all'ippopotamo!  


venerdì 23 luglio 2021

Le Carisse alle porte di Castello

 Ricordate la Carissa macrocarpa? E' un bellissimo arbusto, di origine tropicale,  che vi ho presentato nel 2014 (post 1/10/14), riferendomi agli esemplari presenti a Sant'Elia, di fronte al Lazzaretto. E sempre a quegli esemplari mi sono riferito successivamente, per vantare le tante bellezze di questa pianta, comprese le bellissime spine. 

Successivamente (post del 2/7/17)   vi ho portato ad Arzachena, per presentarvi un grande arbusto di Carissa inserito splendidamente in un resort turistico.

Però mancavano, per chi avesse trovato scomodo arrivare a Sant'Elia per non dire ad Arzachena per ammirarli, esemplari più centrali, considerato che la presenza di questo arbusto è piuttosto rara a Cagliari. Ecco perché vi presento con piacere alcuni esemplari in pieno centro città.

Siamo alla fine del Viale Regina Elena, di fronte ai Giardini Pubblici, e l'arbusto è ornato qua e là dai fiorellini bianchi. 

Una fioritura non esagerata, ma che ha la particolarità di riproporsi più volte nel corso dell'anno, come è tipico di diversi arbusti di origine tropicale, che fioriscono e fruttificano in modo sporadico.



Ed ecco le bellissime spine biforcute che probabilmente, ed ingiustamente, ne hanno determinato la modesta presenza in città (post del 10/9/15 e del 6/2/17).

Comunque anche in questo caso, come a Sant'Elia, gli arbusti si trovano in posizione che non facilita "incontri ravvicinati" con le loro acuminate armi di difesa. 

Insisto nel ritenere che le spine non devono essere un deterrente per la diffusione di belle piante, con la sola attenzione per i bambini più piccoli; per noi adulti vale il rispetto dovuto a tutto quello che è diverso da noi, anche se ci potrebbe fare male con le sue armi di difesa.



 

domenica 18 luglio 2021

Il maschio del fossile vivente ed i suoi gioielli

Fossile vivente è un attributo appropriato per la Cycas revoluta, dato che questa pianta di grande fascino appartiene alla divisione delle Gimnosperme, le piante più antiche comparse sulla Terra (post 9/7/13). 

Ed è tanto più interessante in quanto, eccezione nell'eccezione, è una pianta dioica, e lo dimostra in maniera piuttosto evidente, con il grosso strobilo per gli esemplari "maschi", compresso e poi allungato (post citato ed altro del 9/8/13), ed il bouquet di frutti rossi per gli esemplari femmina (post del 24/11/17).


Date le premesse, non potevo lasciarmi scappare un paio di  esemplari maschi di Cycas, in piazza Indipendenza, che mostrano con orgoglio i loro gioielli, con le squame aperte nella fase di rilascio del polline; compiuto il loro dovere, si seccheranno in fretta, lasciando il testimone alle femmine, a cui competerà produrre i semi delle nuove vite. 

A conclusione della bella storia delle Cycas segnalo che Cagliari custodisce molti esemplari, ed in particolare nella zona della foto odierna e nelle zone limitrofe, che comprendono la Cittadella dei musei e piazzetta Mafalda di Savoia. Quindi quando passate in zona ricordatevi di aggiungere, agli sguardi di ammirazione per questi luoghi, gli sguardi dovuti alle Cycas revoluta. Sarà una pianta fossile, ma è certamente viva ed attiva, e ci tiene a mostrarlo!
 

lunedì 12 luglio 2021

La Tipuana, dopo il tappeto giallo, passa alla produzione di farfalline

Un paio di settimane fa, parlando di fake news, ho usato una grande Tipuana speciosa/tipu dell'Orto Botanico come causa incolpevole del falso, in quanto generatrice del meraviglioso tappeto di fiorellini gialli sotto di sé, che cadendo sono andati ad adornare nel caso specifico anche l'arbusto di Pungitopo.

Per farmi perdonare da tutte le Tipuane cagliaritane di questo utilizzo improprio della loro bellezza,  vi presento oggi l'inizio della loro nuova fatica, cioè la produzione dei frutti.

Ed ecco un paio di giovanissimi frutti, che si distinguono in questa foto per il colore verde chiaro e la trasparenza dell'ala che contiene il seme, e che fa intravedere la fogliolina sottostante.

E sì, l'achenio alato che costituisce il frutto ha proprio l'aspetto dell'ala di una farfallina, come lo avevo definito in passato (post del 2/10/13), o forse ancor più di una libellula.



Questa in foto piccola è la grande Tipuana che sta producendo i frutti di cui sopra, nel giardino del complesso fra via Dante e via De Gioannis, dove vivono alberi piuttosto interessanti (post del 22/5/18).




Parlando di Tipuane, non poteva mancare, qui a sinistra, un esemplare dell'omonimo viale, come era stato da me nominato il percorso del Parco della Musica a loro dedicato (post del 22/6/15); queste Tipuane le abbiamo conosciute ed osservate durante la loro crescita, invero molto veloce, avvenuta nell'arco di una decina di anni.

Ricordo infine gli esemplari storici  di via San Vetrano e del viale Trento, anch'essi presentati a suo tempo nel blog, che completano questa veloce carrellata odierna sulle Tipuane e sulla bellezza dei loro fiori e frutti.

   

  

   

sabato 3 luglio 2021

La Parkinsonia del Banco

Chiunque abbia letto, anche distrattamente, i post del blog, sa di che cosa parlo, accostando i nomi del titolo: parlo del caposaldo di Parkinsonia aculeata che vive nel bel giardinetto pubblico antistante il Banco di Sardegna, in viale Bonaria.

Parlo di un albero molto trattato nel blog, dalle origini del medesimo (post del 12/11/10); in quel post vantavo la tenerezza delle foglie composte ricadenti, e dei loro piccolissimi segmenti fogliari. E poi ne ho parlato ancora nel nel 2011, nel 2015, nel 2018, nel 2020, presentando anche altri esemplari, come quelli del giardinetto roccioso di via Della Pineta.

E non mi vergogno di ripetermi, quando la Parkinsonia si presenta fiorita, come fa qui a fianco quella del Banco, riempendosi dei suoi affascinanti fiorellini che dureranno per tutto il mese di luglio.

Uno spettacolo per gli occhi, che giustifica l'utilizzo di quest'alberello per l'abbellimento di giardini, soprattutto in forma di arbusto; si vedano per esempio gli esemplari del citato giardino roccioso di via Della Pineta.

La Parkinsonia fa parte della famiglia delle Cesalpiniacee, che si distingue per l'abbondanza delle specie produttrici di bellissimi fiori, a cominciare dalla Caesalpinia gilliesii, di cui vi ho parlato recentemente (post del 9/5/21), per non dire della Bauhinia variegata.




Ed ecco qui a destra un gruppo di fiorellini, piccoli  calici con i petali di colore giallo pallido, fuorché il vessillo di colore rosso, che contribuisce non poco alla gradevolezza dell'insieme.
 

Termino con una curiosità: il nome di quest'albero onora il botanico inglese John Parkinson vissuto nel diciassettesimo secolo, che nulla ha a che fare con il medico che ha dato il nome al famigerato morbo.