Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Nascosti angoli verdi di città

post del 12 novembre 2012, via Caboni
post del 2 luglio 2012, via Boccaccio
post del 7 febbraio 2012, piazza Abbo
post del 31 gennaio 2012, campi sportivi ENEL
post del 7 giugno 2011, piazza Generale Basso

giovedì 16 gennaio 2020

Le Tamerici del Parco

La nostra comune Tamerice, Tamarix gallica, è un arbusto/alberello che si trascina nel tempo una connotazione negativa, di pianta sgraziata e disordinata e spesso, ma non certo per colpa sua, ricettacolo di spazzatura umana intorno alle nostre meravigliose spiagge.

Abbiamo qui già dimostrato, credo, che questa connotazione negativa è spesso errata, un pregiudizio da superare, e che la Tamerice sa essere un alberello molto gradevole o addirittura bello, nel periodo di fioritura. Vi rimando per esempio agli esemplari del palazzo della Regione (post del 17/4/11), ai bellissimi esemplari dai fiori bianchi di Terramaini (post del 23/4/19), o all'albero solitario, di grande fascino, del Circolo bocciofilo (post del 16/4/15), sempre che sia sopravvissuto al disgraziato incendio che ha colpito il circolo nel settembre scorso. 



Fatta questa doverosa premessa, andiamo oggi ad apprezzare il lunghissimo filare di Tamerici che caratterizza la via del Sale, il sentiero che all'interno del parco delle Saline conduce all'idrovora del Rollone.

Questo sentiero è molto frequentato dai cagliaritani amanti delle passeggiate, a piedi o in bicicletta, e si snoda costeggiando il canale navigabile, a sinistra il quartiere di Medau su Cramu, a destra le caselle salanti e lo splendido panorama del Poetto.





Ecco appunto, dietro allo scheletro di una Tamerice in assetto invernale, lo sfondo della Sella e del litorale, sul quale si innalzano appena i profili delle Araucarie.

Speriamo che queste Tamerici, sia in forma di arbusto che di alberello, abbiano una buona riuscita, crescano e contribuiscano fra l'altro a fornire un riparo ai passeggiatori nella nostra lunghissima bella stagione.

giovedì 9 gennaio 2020

Bel verde e bel panorama della città



Capita, nelle prime ore di una bella mattinata invernale, di cogliere in una unica immagine una bella macchia di verde urbano ed una ampia vista del nostro panorama dal viale Buoncammino verso il mare.

Le fronde di un Ficus magnolioides in alto, alcuni fusti fiorali di Agave americana nello sfondo, verde brillante attorno ai gradini che scendono verso il Palazzo delle Scienze, tutto questo contribuisce ad esaltare questo scorcio di panorama della nostra bella città.

Mi piace condividere questa bellezza con voi, ed aiuta a bilanciare il precedente post dedicato alla bruttezza di una manutenzione non fatta.  

sabato 4 gennaio 2020

E allora, le piccole manutenzioni al Circu de Soli?

Una delle idee più belle realizzate a Cagliari nel comparto del verde pubblico è stata, nel 2016, il Circu de Soli a Mulinu Becciu (post del 8/3/16) , del quale abbiamo tessuto ampie lodi sia per la varietà di essenze anche rare, sia per gli ottimi cartelli di segnalazione e di aiuto all'identificazione delle specie arboree presenti.

Poi siamo passati alle critiche, a causa della mancanza di manutenzione della cartellonistica (post del 12/2/19).

Credete che sia successo qualcosa nel tempo trascorso? Ecco le foto scattate ieri.


Fogli semi strappati, scritte illeggibili perché cotte dal sole,
addirittura la tavola sinottica generale scomparsa; ed è passato quasi un anno da quando avevo rilevato il degrado.

Qui non è questione di spesa e di mancanza di budget, dato che stiamo parlando di cifre sicuramente modeste; è un problema di consolidata mentalità dei politici (quello che conta e porta voti sono le cose nuove fatte, non la loro manutenzione) e di burocrazia, che rende difficile il piccolo intervento quasi come una grande opera.

Però il cittadino non può, non deve farsene una ragione e rassegnarsi; guai se smette di protestare! E pensare che una delle ragioni poste a base di questa bella ed innovativa realizzazione era proprio quella di guidare il cittadino verso una migliore conoscenza e rispetto delle specie arboree e delle loro peculiarità: e allora, come si possono giustificare i nostri amministratori del verde?


mercoledì 1 gennaio 2020

La bellezza del plebeo

Il plebeo in questione è il Ricinus communis, appunto il comune Ricino, e l'attributo plebeo lo ho copiato da un precedente post (post del 22/11/16) nel quale mettevo in evidenza la bellezza che può assumere questo arbusto, nonostante il suo carattere infestante e la sua presenza in terreni incolti e periferici.

Ed è appunto la sua bellezza che mi spinge oggi a presentare un cespuglione di Ricino, che vive all'Orto dei Cappuccini.


Eccolo qua, addossato alla parete rocciosa che affianca l'ingresso superiore del parco, ingresso normalmente chiuso.

Come si vede, è molto fitto ed omogeneo con le sue grandi foglie palmate, e l'accostamento con la roccia calcarea lo valorizza.

E se lo guardiamo più da vicino possiamo apprezzarne anche le infiorescenze.



Alla base dell'infiorescenza notiamo i piccoli ed insignificanti fiori maschili, vicino alla giovane fogliolina.


E ho scritto alla base del'infiorescenza perché questa specie arborea, essendo monoica, ha la particolarità che i fiori maschili sono appunto alla base dell'infiorescenza, mentre nella parte terminale si trovano i fiori femminili, che daranno poi luogo alle capsule fruttifere.





Eccoli i fiori femminili in preparazione, di forma attualmente sferica e ricoperti di piccole spine. A maturazione completa assumeranno un colorito rossastro molto appariscente e gradevole, come si apprezza nella fotografia del post del 2016 citato.


E, più avanti, saranno molto belli da vedere anche i semi rossi e lucidi, liberati dall'apertura delle capsule spinose; da vedere ma, meglio, da non toccare, data la velenosità (post del 18/11/11)