Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi in fiore, seconda serie

post del 18 luglio 2011 - Acacia Horrida
post del 3 maggio 2011 - Bauhinia
post del 10 ottobre 2012 - Chorisia
post del 17 giugno 2011 - Erythrina
post del 8 aprile 2011, Ippocastano

lunedì 6 luglio 2020

Lo Spino di Giuda solitario

Lo Spino di Giuda è uno degli alberi che, seguendo la tradizione cristiana, ha preso il nome comune dal tradimento più famoso citato nel Vangelo, appunto quello di Giuda. E il riferimento alle spine è dovuto al fatto che questo albero, dal nome scientifico Gleditsia triacanthos, è dotato di robuste spine, spesso riunite in gruppi di tre (da cui triacanthos).



La Gleditsia è un albero non molto comune a Cagliari, ma ben rappresentato in posti caratteristici, fra cui i Giardini Pubblici che vantano l'esemplare più antico in città e citato già ai primordi del blog (post 13/11/10), e l'esemplare per me più bello che vegeta in piazza delle Muse a Mulinu Becciu, trattato più volte dal blog (post del 18/8/13   e 5/2/12, fra gli altri).

Eccolo a sinistra, elegante e solitario, con la sua lunga foglia composta ed i frutti, quest'anno non in grande quantità e qui poco evidenti.




Ma ci sono eccome, i frutti, e li vediamo nella foto da vicino qui a destra, dove notiamo anche il bel colore estivo ambrato, che virerà progressivamente verso il marrone scuro.

Insomma una pianta gradevole e ben posizionata, che merita ogni tanto una visita, magari a completamento di una visita al non lontano Circu de Soli, di cui abbiamo parlato nel post precedente.

sabato 27 giugno 2020

L'Albero dei tulipani, e l'omonimo cugino africano

Ricordate l'Albero dei tulipani, Liriodendron tulipifera?



Ecco qua uno dei quattro giovani esemplari che vegetano, e bene, al Circu de Soli di Mulinu Becciu (post 8/3/1620/5/17).

Il Circu de Soli è una bella realizzazione della nostra amministrazione pubblica del verde, bella anche se offuscata da problemi di trascuratezza nella manutenzione dei cartelli segnalatori (post del 12/2/19 e del 4/1/20).

Ma, lasciando perdere oggi il problema della manutenzione, questa piccola realtà è ricca di specie arboree rare in città, fra le quali spicca appunto l'Albero dei tulipani.

Il Liriodendro ha due eccezionali caratteristiche: la forma della bella foglia a quattro lobi, come si vede nella foto a destra, che è praticamente unica fra gli alberi con foglia a lamina, e che lo rende facilmente riconoscibile; ed il fiore simile al tulipano, che ho fotografato in un parco di Londra (post del 24/6/17).

I nostri 4 esemplari del Circu de Soli sono forse troppo giovani per fiorire, ma sono certo che lo faranno, ed anche a Cagliari potremo godere di questa bellezza; intanto, dato che pare sia abbastanza presente in parchi e giardini delle città europee ed italiane (io per esempio ho visto esemplari enormi a Merano), in occasione di un viaggio potrete facilmente riconoscerlo dalla foglia e godervi la sua bellezza e la sua fioritura, se è il periodo.

Ma, tornando alla nostra città, per ora non potremo godere della bellezza della fioritura dell'omonimo Albero dei tulipani africano, che non mi risulta sia presente a Cagliari.

Ma è così bello che ve lo presento, anche se con una fotografia ripresa da Internet: si tratta della Spathodea campanulata , che proviene ed è comune nella fascia tropicale e subtropicale dell'Africa occidentale.

In realtà, anche se li ho definiti cugini e portano lo stesso nome comune, i nostri due campioni odierni non sono per niente parenti: il Liriodendro appartiene alla famiglia delle Magnoliacee, la Spathodea a quella delle Bignoniacee. Ed anche il fiore è molto diverso, e sinceramente il nome comune mi sembra molto più appropriato per il "nostro" che per quello africano.

Insomma, ci troviamo in uno dei tanti casi in cui il nome comune può non essere sufficiente per la precisa identificazione di un albero; comunque due alberi dei tulipani veramente notevoli, che speriamo presto di vedere entrambi fioriti nella nostra città.

domenica 21 giugno 2020

Il giardinetto roccioso e la Parkinsonia, bella e invadente

La Parkinsonia aculeata è un piccolo albero, o spesso un grande arbusto, molto trattato nel blog, perché ben presente in città e perché dotato di una chioma di foglioline pendule molto affascinante e di una fioritura gialla bellissima.

Fra i tanti, citiamo l'esemplare storico del giardino di viale Bonaria (post 3/7/11) e gli alberelli del giardinetto roccioso della fine di via Della Pineta, molto visibili ed inseriti in un contesto veramente gradevole (post 19/6/15).

Infatti, come si nota anche dalla foto, le Parkinsonie e le altre piante sono inserite in un terreno poco modificato rispetto alla conformazione rocciosa esistente; una realizzazione rara in città, ma senz'altro originale e piacevole.

Questo giardinetto è piccolo, si estende infatti dalla chiesa di San Pio X all'incrocio con via Cagna, ma gode di grande visibilità e credo che sia noto, almeno di sfuggita, alla gran parte dei cagliaritani.

Ecco uno degli esemplari ripreso da vicino, in una foto che consente di apprezzare l'assetto arbustivo, forse originario o forse derivante da precedenti potature radicali.

Ed è per questo che il secondo attributo dato alla Parkinsonia nel titolo del post è quello di essere invadente, o meglio invasiva.  Infatti quest'albero, dove viene introdotto a scopo ornamentale (avendone tutti i requisiti!), tende ad occupare il territorio, anche magari "rubando" l'habitat di altre specie. Insomma si comporta un po' come l'Ailanto, delle cui caratteristiche "predatorie" abbiamo parlato più volte.

Ecco infatti un gruppo di "figlietti"  che si stanno organizzando per occupare gli spazi disponibili, anche in mezzo alle rocce del giardinetto.

Con questo non voglio certo sminuire la bellezza di questa specie arborea, ma sottolineare che ha bisogno spesso di interventi di contenimento o di parziale eradicazione, come ben sanno i giardinieri della amministrazione comunale.

Comunque possiamo dire che, almeno entro certi limiti,  il lavoro di manutenzione aggiuntivo è ben ripagato, e certamente lo è per il nostro giardinetto odierno!


giovedì 18 giugno 2020

Una novità per lo squallido giardino pensile

Una occasione sprecata: così avevo definito  nel lontano 2011 (post del 12/4/11)  il giardino che aveva sostituito, in fase di realizzazione, un piano del parcheggio auto fra via Manzoni e via Carducci.

La modifica era stata fatta "a furore di popolo", ma gli esiti erano apparsi piuttosto modesti; uno spazio che io avevo da subito definito squallido, ed un'occasione sprecata per realizzare in una zona affamata di verde in centro città un bel giardino con alberi ed ombreggiature.

Varie vicissitudini, fra cui una prolungata chiusura, ma è rimasto sempre una occasione sprecata, come da me confermato in altre occasioni (post 18/9/11, 17/1/13,  22/12/14 )


E veniamo ad oggi: come documentato dalla foto, il "giardino" è sempre squallido, troppo pavimento e pochissimo verde, sia al centro che al perimetro della struttura.

Però c'è una novità, che almeno fornisce una motivazione ad una parte dello spazio: è stata realizzata un'area cani, sfogo per gli amici a quattro zampe della zona.

Ne prendiamo atto, senza che questo modifichi il giudizio d'insieme su uno spazio che chiamare giardino è semplicemente offensivo. 

 

giovedì 11 giugno 2020

Il Cappero fiorito: roccia calcarea, sole, allegria

Il titolo del post odierno esprime in estrema sintesi quello che serve al cespuglio di  Capparis spinosa per crescere spontaneamente sulle pareti e donarci, fra l'altro, l'allegria della sua fioritura.

E' un vero godimento passeggiare nel giusto contesto, per esempio in Castello, ed avere davanti agli occhi le piante di Cappero abbarbicate o ricadenti, con la bella foglia ovale e carnosa e picchiettate, qua e là, dai fiorellini con petali bianchi e lunghi stami filamentosi dal colore violetto.

Ecco una piantina ripresa vicino all'ingresso dei Giardini Pubblici.

Notiamo il fiorellino esploso, ma anche i fiori non sbocciati, i bottoni fiorali,  che potrebbero dare luogo alla meraviglia del cappero mangereccio, grande compagno della gastronomia nostrana.

E' abbastanza straordinario notare come questa piantina si sia adattata a vivere in ambienti poverissimi di acqua, anche se naturalmente le piantine coltivate vengono irrigate per ottenere maggiore sviluppo e periodi di fioritura più estesi.

Noi, in questa sede, ci limitiamo a godere della vista del Cappero, non strappiamo i boccioli e lasciamo la parte gastronomica alle coltivazioni specializzate. 

venerdì 5 giugno 2020

E i fiori, in piazzetta Maxia?

Parliamo del giardino verticale, naturalmente, giunto ormai al compimento del decimo anno di età; io ne ho parlato per la prima volta nel 2011 (post 15/8/11), ed era già in piedi da molti mesi.

Una rarità per Cagliari, a cui venne affidato un ruolo essenziale, cioè quello di far dimenticare ai cagliaritani la bruttezza dei muraglioni costruiti nell'ambito del rifacimento della piazza Maxia.

Un ruolo difficile da interpretare, ma che è stato in qualche modo sostenuto dal giardino in questione, fra alti e bassi nelle attività di gestione e manutenzione, di cui abbiamo dato conto.

E oggi? Oggi siamo in uno dei momenti più bassi, purtroppo.



La fotografia lo abbellisce rispetto alla realtà, riprendendolo di infilata; in realtà ci sono diversi "buchi", che mostrano miseri sacchetti vuoti, decisamente brutti.


Inoltre, non c'è un fiore che uno! Non dico la quantità di fioriture di quando era stato rimpolpato (post del 28/5/15), ma almeno qualcuna sarebbe necessaria per rinfrancare lo spirito, dopo quello che abbiamo passato i mesi scorsi!

   




Per fortuna che ci sono i Mirabolani con la loro splendida fioritura di marzo (post 5/3/14 fra gli altri) ed il gradevole colore ruggine delle foglie, che ci consolano parzialmente!

martedì 2 giugno 2020

Le campanelle rosse delle Sterculie di Genneruxi

Le migliaia e migliaia di palline rosse preparate dagli alberi in pochi giorni si stanno schiudendo, trasformandosi in campanelle, o piccoli orci, o coppette che dir si voglia, che screziano il rosso con il bianco: questo è il veloce processo di esplosione della fioritura delle Sterculie diversifolia a fiori rossi, che caratterizzano la presenza di questi alberi a Genneruxi.

Ecco le due "sorellone" della fine di via Stoccolma, le più alte e più note; io stesso ve le ho presentate ripetutamente, a partire dal lontano 2010 (post 1/11/10), in quanto esemplari molto belli sia con riferimento alla specie che come alberi in generale.

Sono infatti alberi a foglia persistente, di aspetto lucido ed elegante, spesso di forma diversa come dice il nome, ma normalmente ad apice acuminato;  presentano poi un buffo frutto costituito da capsule unite spesso a gruppi di quattro, da cui il mio nomignolo di frutti lampadario, battezzato nel post citato.

Le due sorelle hanno anche il vantaggio di avere la fioritura sfalsata, che prolunga il periodo nel quale si offrono all'ammirazione; è molto gradevole sostare nel giardinetto sottostante, dotato di panchine.





E lo spettacolo prosegue se da via Stoccolma, attraversata via Bonn, si prosegue nel passaggio pedonale verso via Zagabria; qui le due primedonne sono accompagnate da altri grandi esemplari, come si vede dalla foto a destra.

La produzione di fiorellini è continua; fra qualche giorno la pioggia delle coppette rosse raggiungerà il massimo (post 11/6/15), e si formerà l'affascinante tappeto rosso.


Purtroppo il nome di questi alberi, Sterculia,  non rende loro merito, per l'odore sgradevole a cui fa riferimento, e che peraltro è assente nelle varietà presenti in città; comunque il nome scientifico più recente classifica questi alberi come Brachychiton populneus, nome difficile ma certamente più "nobile".


Per finire in bellezza, ecco un gruppetto di orci visti dal basso, circondati dalle belle foglie e con il sole che scherza con i suoi raggi di luce, inventando effetti tipo abat jour.




giovedì 28 maggio 2020

La prima fioritura stagionale della Jacaranda

Quest'anno è leggermente in anticipo e particolarmente copiosa, la prima fioritura stagionale della Jacaranda mimosaefolia, quella che ha contribuito a far conoscere ed apprezzare la nostra città dai flussi turistici di fine primavera.

Ho visto personalmente gli sguardi e sentito i commenti ammirati dei gruppi che, sbarcati da poco da una nave da crociera, impattavano nelle nuvole azzurre del Largo Carlo Felice, generate dai filari multipli delle Jacarande.

Purtroppo quest'anno, a causa del terribile virus, i turisti non potranno apprezzare lo spettacolo del Largo, che le Jacarande stanno dunque dedicando ai cagliaritani. Uno spettacolo affascinante, sia da vicino che con vista d'insieme dall'alto, che è possibile ottenere affacciandosi da via Santa Croce o dal giardino del Rettorato (post 3/10/14) .

Più difficile ottenere una vista dall'alto per i filari di via Dante, ma comunque possibile, se si sale in cima al Colle di Bonaria, nell'omonimo parco.

 
Ecco che cosa si vede, in questi giorni. Uno spettacolo di bellezza commovente, con lo sguardo che supera i Cipressi del cimitero e fugge lungo il fiume celeste, che sembra non finire mai.

La fotografia ha tutte le limitazioni dovute all'uso del telefonino, avrebbe meritato ben altra fotocamera; ma, voi lo sapete, il mio scopo è quello di stimolare chiunque voglia ad utilizzare i propri occhi  per godere di questo spettacolo.

Fra l'altro la rotondina in cima al colle non ha solo questo spettacolo, ma una sensazionale veduta panoramica, una delle più belle della città (post del 11/2/16).

martedì 26 maggio 2020

Dipladenia: richiamo primaverile

E' giusto evidenziare che quello odierno è un richiamo primaverile, perché il precedente richiamo per la Dipladenia (post del 2/11/19) l'avevo fatto in pieno autunno: e questo è un ulteriore elemento che giustifica e incrementa l'encomio che avevo attribuito a questo rampicante la prima volta che lo ho presentato (post 17/11/18).








Ed eccolo qui il nostro soggetto a fiori rosa, che si gode la primavera dal balcone di casa mia; come si vede, questa pianta non riesce bene solo ad arrampicarsi, ma anche a cascare! 









Questo è invece l'esemplare a fiori rossi, sempre sul balcone di casa; come si vede i fiori sono leggermente diversi, e probabilmente si tratta di una altra varietà rispetto alla precedente.
Mi risulta che esistano anche varietà a fiori bianchi o gialli, come spesso accade per le piante da fiore (pensiamo all'Hibiscus!); non mi addentro in questa materia, della quale sono completamente ignorante.

L'importante, in questa sede, è solo evidenziare una volta di più la generosità e la bellezza della Dipladenia, in qualsiasi forma e colore.   

mercoledì 20 maggio 2020

Fioriture a Terramaini

Quale migliore occasione, alla fine della fase uno della pandemia e con la riapertura dei parchi cittadini, per festeggiare con una passeggiata a Terramaini, e cogliere i colori della primavera?

Ecco allora alcune fotografie di fioriture in corso.



Qui a sinistra fiori di una delle grandi Strelitzia nicolai posizionate nel parco.
Abbiamo già parlato di questa pianta erbacea simile al Banano (post del 2/4/16), caratterizzata dalle enormi foglie accorpate a formare una sorta di tronco, e dal fiore  particolarissimo,  che ha dato luogo al nomignolo di "Uccello del paradiso". Il fiore è molto simile, a parte i colori, a quello della specie più piccola e molto nota, la Strelitzia reginae, che abbellisce molti giardini ed i cui fiori sono venduti recisi per delle bellissime e durevoli composizioni casalinghe.








A destra il primo piano di un meraviglioso fiore di Melograno, Punica granatum, di una varietà doppia a colori screziati, che accosta un tenue bianco al denso vermiglio. Del Melograno ricordo il cespuglione di piazza Salento (post del 19/5/13), anch'esso a fiori doppi ma di un solo  colore, e gli esemplari dello slargo di via Lione.


Ecco i fiorellini di un Metrosideros excelsa; trattandosi di un piccolo arbusto, gli stami sono corti e lasciano vedere i petali, anch'essi caratterizzati dall'interno di colore rosso.

Certo gli esemplari del parco non sono confrontabili per dimensioni con il campione cagliaritano sovradimensionato (post del 24/7/16), ma per converso la loro  modesta dimensione consente di godere appieno della fioritura!






Infine, e per rimanere nell'ambito dei lunghi stami rossi, ecco una fioritura di Caesalpinia gilliesii , un arbusto piccolo ed esile che però non manca di farsi notare per la bellezza dei suoi fiori che accostano il rosso ed il giallo in maniera assolutamente gradevole.

Vi ho già presentato una fioritura di Terramaini (post del 5/7/15) di questo arbusto, ma ricordo anche gli esemplari di piazza Puddu e quello in un condominio di via Budapest, a Genneruxi.

Insomma, Terramaini è sempre un piacere, in primavera poi....

sabato 16 maggio 2020

L'Acanto dei Giardini Pubblici

"Pianta erbacea dalle foglie lucide, profondamente laciniate e accartocciate. Spesso usata nell'arte, e forma l'ornamentazione del capitello corinzio. I greci la disegnarono spinosa, i romani molle, ed entrambi la stilizzarono."

Ecco la descrizione testuale della voce Acànto, riportata nel testo che accompagnò l'incubo di generazioni di studenti (quorum ego) del primo anno di ingegneria, il corso e l'esame di disegno architettonico, gestito con piglio da monarca da Salvatore Rattu.

Abbiamo già parlato di questa pianta erbacea (post 21/6/18), L'Acanthus molle e il cugino spinosus,  così importanti nella architettura greca e romana. E' utile avere qualche riferimento sull'utilizzo architetturale, che ammanta l'Acanto del fascino della storia, evitando di farlo considerare come una qualsiasi erba infestante e poco attraente.


Credo che sia questo uno dei motivi che hanno spinto i giardinieri dei Giardini Pubblici a dedicare una aiuola all'Acanto, di cui si vede uno scorcio nell'immagine a fianco.

Nel periodo della fioritura, che comincia adesso, l'Acanto espone una spiga slanciata che raccoglie i fiorellini bianco rosei, piuttosto eleganti.

Nel post citato abbiamo dato conto dell'utilizzo delle foglie di Acanto stilizzate per la composizione dei mosaici di Piazza Armerina, e di un utilizzo più prosaico per abbellire l'ingresso di un ristorante siciliano; oggi completiamo la brevissima trattazione dedicata a questa erbacea con il riconoscimento locale dato dal posizionamento importante dell'aiuola in uno degli spazi verdi più importanti per la nostra città. 

martedì 12 maggio 2020

La bella fioritura della Grevillea in centro città

Parliamo della Grevillea robusta che vegeta nello spartitraffico alla fine di via Scano, di fronte alla chiesa di Cristo Re.  Una posizione davanti agli occhi di tutti, sia perché siamo in centro città, sia perché anche i numerosi automobilisti, mentre aspettano il verde del semaforo, sono quasi costretti ad ammirarla.

Non che questo esemplare sia particolarmente bello, e per esempio a Selargius ce ne sono di molto più belli (post del 24/8/11,   30/5/11,   23/5/16), ma è bello in relazione alla posizione angusta ed alla dose di inquinanti che è costretto ad assorbire.


Eccola qua a sinistra, la nostra Grevillea di centro città; è in piena fioritura, ed i suoi spazzolini appaiono quest'anno ancora più brillanti, forse in conseguenza dell'allentamento del traffico, e dell'inquinamento, degli ultimi due mesi.

L'unico aspetto negativo, diciamo così, di questo particolare esemplare, è che è difficile fotografarlo da vicino, ed infatti non sono riuscito a scattare un primo piano dei fiori degno di essere presentato qui; ho ripescato allora una foto di un esemplare del giardinetto di via Curie, che vi presento qui sotto.


Guardate la particolarità ed il fascino di questi spazzolini carichi di nettare, grappoli di fiorellini disposti tutti da una parte; una fioritura veramente molto particolare.

Oltre alle Grevillee qui citate, mi viene in mente un altro bell'esemplare in via Cao di San Marco, ed altri ce ne sono naturalmente nei parchi cittadini; quello di via Scano, però, ce lo abbiamo proprio a portata di mano e di occhi, e non è un vantaggio da poco!

giovedì 7 maggio 2020

L'Ippocastano rosa fiorito in via Castiglione

Qualche tempo fa, ancora in piena chiusura da fase 1 del coronavirus, avevo pubblicato un post dedicato agli Ippocastani (post del  7/4/20), basato su fotografie di anni precedenti, 2011, 2014, 2016, non potendo andare, da confinato, a verificare la situazione di quest'anno.



Appena allentate le briglie, alcuni giorni fa sono andato a vedere in via Castiglione, e vi confermo che anche quest'anno la fioritura rosa è in corso, come dimostrato dalla fotografia a sinistra.

Uno dei rari esemplari cagliaritani di Aesculus pavia, sottospecie ibrida del classico Aesculus hipppocastanus, è come si vede in splendida forma, se ne frega allegramente del coronavirus ed ha provveduto anche quest'anno ad adornarsi delle sue splendide infiorescenze a pannocchia. 

lunedì 4 maggio 2020

La ripresa in primo piano

Oggi, 4 maggio, è il giorno fatidico nel quale comincia la ripresa delle attività, dopo il lungo periodo del lockdown dovuto alla pandemia del coronavirus.

Una data importante, che vogliamo celebrare con  due fioriture in primo piano, che siano di buon auspicio e pronta ripresa.



La prima fioritura è anche simbolica, dato che rappresenta, guarda caso, una corona di fiorellini di una mia pianta grassa, direi un Cactus ma non mi spingo oltre.

Certo, è una coroncina piena di spine, ma certamente non c'è il virus che ci perseguita!




E questo a destra è un gruppetto di fiori, ben stretti nel loro racemo, del Sakura di Monte Urpinu, il Prunus serrulata che abbiamo già eternato gli anni scorsi (post del 26/4/14, 30/4/15).

Ricordo che questo ciliegio, albero nazionale dei giapponesi, lascia cadere i fiori quando sono ancora freschi, e possono pertanto abbellire per qualche tempo anche l'interno di casa nostra.

Insomma, mi pare che come foto bene auguranti possano andare, che ne dite?

giovedì 30 aprile 2020

L'unghia di gatto colpisce ancora

Magari tenendolo coperto dalla mascherina, ma si può ricominciare a mettere il naso fuori di casa anche per esigenze che non siano di stretta necessità.

E allora, per festeggiare questa prudente e parziale liberazione dal confinamento, che cosa c'è di meglio di una botta di allegria trasmessa da quanto sotto rappresentato?

Si tratta di una bellissima spalliera di Bignonia tweediana , rampicante trattato nel blog già dal 2011 (post del 26/5/11), quando ne avevo vantato le capacità di arrampicatore; la spalliera in foto si trova alla fine di via Vidal, adorna la recinzione di una proprietà privata ma può essere goduta in pieno dalla strada.

Le capacità di arrampicatore derivano dalla presenza di "rampini" a forma di unghia di gatto, da cui il nome comune che mi è servito per il titolo del post. In realtà poi il nome comune è tratto a sua volta da altri nomi scientifici con i quali è classificata questa pianta, quali Macfadyena unguis-cati, o ancora Dolichandra unguis-cati. 

Noi continueremo a chiamare Bignonie questo gruppo di piante accomunate da una splendida fioritura (post del 2/5/17); in particolare la tweediana la troviamo anche in via Nazario Sauro ed in piazzetta Regina Margherita (post del 11/5/15).


E concludiamo con un primissimo piano di un fiore della spalliera di via Vidal, che mette in evidenza la forma particolare ed asimmetrica della campanula dal colore giallo brillante, tanto brillante che è difficile riuscire a fotografarla bene (bisognerebbe effettuare il bilanciamento del bianco, ma questa è un'altra storia).

domenica 26 aprile 2020

Una nuova Eritrina, effetto collaterale del Coronavirus

Non è appropriato collegare ad una tragedia come il coronavirus la scoperta da parte mia di un nuovo, bellissimo esemplare di Erythrina caffra  nel pieno della fioritura, ma è quello che è accaduto.


Ecco, tanto per capire di che cosa stiamo parlando, un primo piano della produzione in corso di questo esemplare: un grappolo di fiori del colore del corallo (coral tree è appunto il nome comune inglese), stretti in gruppo, che si offrono con il loro vessillo, che è il petalo più grande di ogni fiore, ribaltato per esporre gli stami.

E allora, dove si trova questo miracolo della natura? Si trova in una via che non ha nome, perché fa parte dello svincolo mai aperto fra Genneruxi e l'Asse di scorrimento; nasce al curvone di incrocio fra via Galvani e via Cettigne e muore poco dopo in un cul de sac.



Ma, proprio arrivando al cul de sac, ecco la sorpresa. E' una Eritrina abbastanza grande, anche se non grande come gli esemplari cagliaritani più noti trattati dal blog (fra gli altri post 31/3/116/5/17)  cioè quelli del Corso Vittorio Emanuele e di via De Gioannis, ai quali possiamo aggiungere per bellezza quelli di monte Claro e dell'Orto Botanico.

Però questa Eritrina dispersa nello svincolo ha un vantaggio rispetto alle sorelle cagliaritane più note: i suoi fiori sono anche ad altezza d'uomo, e come tali perfettamente godibili da vicino, come dimostra anche la foto di sopra.

Ecco dunque l'effetto collaterale del coronavirus: sono finito lì casualmente, cercando strade poco battute nelle quali cominciare a sperimentare una camminata un poco più ampia rispetto al giro dell'isolato ripetuto "x" volte. A conferma che anche le grandi tragedie possono offrire piccole opportunità, come quella di effettuare una scoperta esaltante.

lunedì 20 aprile 2020

Il Salice piangente, e le vittime del Coronavirus


Che cosa c'è di più appropriato, nello spirito verde del blog, che ricordare le tante migliaia di morti da Coronavirus attraverso un Salice piangente che si specchia sul fiume, accarezzando le acque placide con i suoi rami pendenti?

Ho colto al volo l'opportunità che mi offre questa fotografia, inviatami da Maria Antonietta che ringrazio, di uno splendido esemplare di Salix babylonica, questo il nome scientifico del nostro piangente.

La foto è stata ripresa lungo il fiume Sile, nella Marca Trevigiana; è uno degli innumerevoli splendidi alberi che adornano le sue rive, protetti nell'omonimo parco naturale.

Cagliari ha avuto nel passato molti Salici, soprattutto in giardini privati, che poi sono andati progressivamente scomparendo, date le caratteristiche di quest'albero: è infatti, naturalmente, un albero che ha bisogno di molta acqua, e sa andarsela a cercare, con radici robustissime che non si fermano quasi davanti a niente. Inoltre è abbastanza soggetto ad attacchi parassitari, che ne peggiorano decisamente l'estetica.

A me viene in mente in questo momento un solo esemplare cagliaritano, in via Mercalli a fianco del concessionario Toyota; e naturalmente i più grandi di noi ricordano con qualche rimpianto i Salici del laghetto di piazza Matteotti, prima dei lunghi anni di triste abbandono.

Insomma il Salice non è un albero cittadino, tanto meno adatto alla nostra città; è un albero ideale da fiume, lago o ruscello, dove può esprimere al meglio il suo pianto, anche per i poveri morti della tragedia che stiamo vivendo.

giovedì 16 aprile 2020

Il Gelso ai tempi del Coronavirus




Diciamo subito che la presenza del Gelso, Morus alba e Morus nigra, in questa serie di post da Coronavirus, non è certo data dalla bellezza della sua fioritura di aprile, ma è dovuta al rispetto ed all'affetto che questo albero ispira, come residuo di un'epoca passata, quella in cui in Sardegna si praticava la bachicoltura, e quasi tutti i poderi agricoli avevano piante di Gelso.

Oggi il Gelso in città è piuttosto raro, anche perché ha la "simpatica" abitudine di sporcare molto il terreno sottostante con i suoi frutti, macchiandolo e rendendolo scivoloso; questo è ininfluente in un terreno nudo, ma in un terreno pavimentato o asfaltato .....



Ecco allora la fioritura di due Gelsi, ripresa rispettivamente in via Tuveri, a fianco al market (aprile 2011) e nel parco di Villa Clara, nel 2014. Come vedete, una fioritura insignificante, costituita da infiorescenze, e precisamente "pignette" femminili ed amenti cilindrici maschili riuniti nella stessa pianta (pianta monoica).

Dicevamo che la fioritura non è bella, ma la pianta nel suo insieme assume un aspetto gradevole via via che si riempie di foglie in questo periodo, fino a diventare proprio un bell'albero nei mesi estivi, quando produce fra l'altro i frutti eduli.



Ecco un esemplare ripreso e postato nel giugno 2013 al parco di Monte Urpinu.

Voglio ricordare inoltre gli esemplari ultracentenari di villa Muscas, fotografati e postati nell'aprile 2012, e qualche altro esemplare lungo i binari del metrotram; questi ultimi Gelsi sono apprezzabili percorrendo a piedi il sentiero pedonale, parallelo ai binari, che da via Oslo si allontana in direzione  della fermata Genneruxi.



domenica 12 aprile 2020

La Robinia ai tempi del Coronavirus

Siamo sempre nel filone del confinamento del quale vi ho parlato di recente  (post 2/4/20, primi 4 capoversi), e comunque calati nelle forti limitazioni  al godimento diretto della primavera verde cagliaritana.

Oggi vi presento la Robinia pseudoacacia, un albero di non grande valenza estetica, se non quando fiorisce, appunto in aprile. In questo mese infatti questa Leguminosa si ammanta dei bellissimi grappoli bianchi, che in alcuni esemplari sono tanto numerosi da farli sembrare un allegro chierichetto con la sopraveste bianca.

Una Robinia piuttosto ben messa, della quale vi ho parlato nell'aprile del 2015 e del 2017,  è questa della quale vediamo un particolare a sinistra;  questo esemplare vive all'incrocio fra via Galvani e via Tel Aviv, a Genneruxi. Alle sue spalle, nello slargo di via Tel Aviv, ci sono diversi altri esemplari, molto più anziani e che poco hanno da offrire ormai allo sguardo del cultore del verde.






Ecco un altro particolare, che mette in evidenza anche la foglia composta, simile a quella di alcune specie di Acacia e che ha dato luogo al suo nome scientifico "pseudoacacia" ed alla confusione del miele.

Infatti la Robinia ha il grande privilegio di essere pianta prediletta dalle api, che trasformano il profumo dei suoi fiori in un apprezzatissimo miele, detto appunto erroneamente "miele di acacia"





Infine, come abbiamo già visto per la Tamerice e l'Ippocastano, anche la Robinia ha la sua specie a fiori rosa, la Robinia hispida. 

Molto rara da noi, io conosco solo gli esemplari che vegetano in uno slargo di via Santa Maria Chiara, da cui è tratta la fotografia a fianco, estratta da un post dell'aprile 2014.


Oltre ai luoghi di cui ho parlato in precedenza, la Robinia (che non è molto comune in città) offre vecchi esemplari in fondo a via Cagna, ed è presente in alcuni parchi cittadini e nei giardini degli ospedali Santissima Trinità e Binaghi.  Chi vive nel raggio di camminata consentita dal coronavirus vada a godersi i delicati e profumati racemi della Robinia, è un piacevole valore aggiunto.






martedì 7 aprile 2020

L'Ippocastano ai tempi del Coronavirus

Mi dispiace molto non poter andare a controllare ed ammirare la fioritura degli Ippocastani, Aesculus Hippocastanus, in via Castiglione; il mio raggio d'azione mi impedisce di arrivare fin lì, e gli Ippocastani sono praticamente presenti solo in quella via ed all'inizio di via Sarpi.

L'Ippocastano è un albero non adatto al clima di Cagliari, da noi fa troppo caldo; questi alberi da noi crescono poco, e a mezza estate hanno già le grandi foglie bruciate dal sole  (post 1/11/10).

Cionondimeno, o forse proprio per la loro rarità cagliaritana,  meritano di essere apprezzati, soprattutto durante il mese di aprile.

Guardate questo esemplare all'inizio di via Sarpi, che di solito è il pioniere della fioritura dei filari di via Castiglione, fotografato nel 2011.

Sembra grande, ma è solo l'effetto della ripresa dal basso; ha una altezza che consente di ammirare bene le splendide infiorescenze a pannocchia, orgogliosamente erette.

I fiorellini sono bianchi, con punti di colore giallo/rosa che ne accrescono il fascino.







Ed il fascino diventa meraviglia se i fiori sono rosa; pochi alberi, rarità nella rarità di via Castiglione, che ci offrono questa meraviglia, qui fotografata nel 2016.

Si tratta di una specie proveniente dagli USA, Aesculus pavia, utilizzata  per ottenere ibridi di colore rosso o anche giallo.

Questi ibridi, oltre a soddisfare il senso estetico, sono stati sviluppati anche per contrastare la presenza di alcuni parassiti.







I piccoli Ippocastani dai fiori rosa danno il meglio di sé quando sono raggruppati; se poi sono inseriti in un contesto come quello in foto, ripreso a Parigi nel maggio del 2014, beh allora....






Insomma, cari amici che abitate in via Castiglione e zone limitrofe, sfruttate il vostro raggio d'azione  consentito dal coronavirus per le attività motorie per andarvi a godere la fioritura degli Ippocastani, sia bianchi che rosa!




   

giovedì 2 aprile 2020

La Tamerice ai tempi del Coronavirus

Che cosa c'entra la Tamarix gallica, nome comune Tamerice, con il Covid 19, nome comune Coronavirus, il terribile virus che sta stravolgendo la nostra vita?
Nulla, per fortuna, non c'è nessuna attinenza fra il virus e la Tamerice, e più in generale fra il virus e le piante; se un legame vogliamo trovare, è di opposizione, nel senso che aprile è il mese della rinascita arborea e delle fioriture primaverili, mentre aprile 2020 verrà ricordato come mese della morte di tanti esseri umani e del gravissimo stress al quale è sottoposta l'intera società, a livello mondiale.

Intanto gli alberi fioriscono, e naturalmente anche quelli cagliaritani, portando un po' di risarcimento alle pene di questo periodo;  ma ogni fioritura può essere attualmente goduta, in costanza dello stretto confinamento al quale siamo tenuti,  solo da chi ha la ventura di avere alberi fioriti vicino a casa, da ammirare in occasione delle brevi camminate consentite o, per i più fortunati, anche dalla finestra.

Fatte queste elucubrazioni, che vi prometto di non riproporre nei prossimi post, ho pensato, essendo anch'io ovviamente confinato a casa e non potendo dunque andare a caccia di nuovi spunti, di recuperare dal grande cesto dei post qualche pianta trattata nell'aprile degli anni scorsi durante il suo periodo di fioritura, e riproporvi fotografie e posizionamento cittadino; in questo modo chi si troverà quella pianta, o un'altra della stessa specie, nel raggio d'azione della sua sgambata giornaliera, potrà riconoscerla ed ammirarla; per gli altri si tratterà, spero, di una piccola carrellata di ripasso.

Ecco allora una delle Tamerici che vivono davanti al palazzo della Regione, in viale Trento, fotografata nell'aprile del 2011; un vero e proprio albero, con molti decenni di vita alle spalle, così come le sorelle che le stanno attorno.

Ricordo che le Tamerici hanno caratteristiche assolutamente peculiari, con le foglioline squamiformi protette dalla perdita d'acqua e ghiandole che consentono di essudare il sale, caratteristiche che giustificano la loro vita in condizioni molto difficili per le piante, quali quelle delle nostre coste sabbiose.




Tornando agli esemplari cagliaritani "in cattività",  questa è una splendida fioritura rosa di aprile 2014 di una Tamerice del parco di Monte Claro (attualmente chiuso, mi dispiace), che vi ripresento per evidenziare l'alternativa della fioritura rosa.







E l'immagine di questo splendido alberello fiorito, di un rosa diverso dal precedente, è dell'aprile 2015; l'alberello si trova all'interno del circolo bocciofilo di via Darwin, e spero che sia sopravvissuto al disgraziato incendio del settembre 2019.





Questo è il filare di Tamerici della via del Sale, all'interno del parco delle Saline, ripreso e postato in edizione invernale nel gennaio di quest'anno; spero che almeno gli abitanti di Medau Su Cramu se lo possano godere fiorito in questo periodo.

Ricordo infine i tanti esemplari di Tamerice nello spartitraffico della via Lungo Saline, al Poetto, alternati a Lagunarie ed Oleandri.





                                                                                                                               












venerdì 27 marzo 2020

Vecchi tronchi di Carrubo

Il Carrubo, Ceratonia siliqua, è una vecchia conoscenza del blog, dato che lo ho presentato ormai nel lontano 2010 (post 2/12/10), e l'aggettivo splendido che gli avevo attribuito dichiarava già da allora il mio apprezzamento per questo albero.

Un albero sempreverde originario del bacino del mediterraneo orientale, coltivato da 4000 anni, endemico nella nostra isola e ben presente anche in città, dove abbiamo molti esemplari notevoli e caratterizzanti, a cominciare dal campione di piazza Garibaldi.

Una pianta piena di pregi, il Carrubo: ne abbiamo parlato più volte, e fra i pregi spicca la bellezza del tronco, che negli esemplari più anziani si presenta spesso in forma di tortiglione, fortemente avvitato su se stesso (post del 11/3/12).





Allora, approfittando del recente alleggerimento delle chiome effettuato per proteggerli dai topi e dai danni da loro provocati (post del 9/4/16), possiamo apprezzare al meglio gli esemplari di piazza Islanda, che oramai si possono definire anziani, alcuni dei quali presentano la caratteristica dell'avvitamento.

Questo è l'esemplare che guarda via Stoccolma, forse il più grande, amico di generazioni di studenti delle vicine scuole.
 









Facendo il giro della piazza, ecco altri due Carrubi che fanno a gara a chi si attorciglia meglio su se stesso.

Se facciamo il confronto fra questi tronchi e quello del post precedente, appartenente al Pioppo che vive nella stessa piazza, possiamo notare le notevoli differenze; fra queste, certamente la tortuosità e la superficie rugosa dei Carrubi rendono più difficile, se non impossibile, il lavoro di eventuali intagliatori!


venerdì 20 marzo 2020

Vecchio Pioppo paziente e giovani studenti incisori

Oggi vi propongo un breve racconto, che ha come personaggi il vecchio Pioppo bianco di piazza Islanda, a Genneruxi, ed un numero imprecisato di studenti delle adiacenti scuole medie. Questi ultimi, nel corso di diversi anni, hanno pensato bene di incidere il loro pensiero sulla corteccia chiara del tronco, confidando sulla pazienza del vecchio albero e sulla pochezza del danno arrecato.



Eccoli qui i segni lasciati dagli studenti/studentesse: si va dagli apprezzamenti fisici, Luca BONO, Riccardo BONO, ai segni di disprezzo, tipo Aldo gay, e via con simili basiche espressioni del pensiero.

E gli anni sono passati, il Pioppo è cresciuto e questi segni si trovano oggi a qualche metro di altezza. Inoltre il Pioppo ha messo in atto anche una forma di difesa passiva dalle scritte, sviluppando una corteccia basale scura e rugosa, in pratica non utilizzabile per le incisioni.




La foto primaverile qui a destra (di alcuni anni fa), consente di apprezzare la dimensione dell'albero e di riconoscere la corteccia scura alla base del tronco fino a circa 1,5 metri di altezza.

Insomma il vecchio Pioppo sembra aver perdonato i ragazzini per le loro incisioni, dato che ha provveduto a conservarle portandole in alto,  ma ha nel contempo provveduto a proteggere meglio il suo tronco ad altezza di braccio umano e coltellino.

martedì 17 marzo 2020

La fioritura del Biancospino

Il Biancospino, Crataegus monogyna, è un arbusto spontaneo molto comune nelle nostre campagne, ed invece piuttosto raro in città, per motivi poco comprensibili date le sue molteplici virtù non solo estetiche.

Ho presentato questo arbusto molti anni fa (post del 13/4/11), nel periodo di  piena, splendida fioritura,  e poi lo ho riproposto per vantare la bellezza dei piccoli pomi rossi, che allietano la vista durante il periodo autunno-inverno (post del 27/1/14  e del 15/10/15).

Mi accorgo che, a conferma di quanto dicevo sulla sua rarità cittadina, ho sempre fotografato le stesse piante, cioè quelle al confine della scuola materna di Genneruxi, lungo i binari del metrotram.

   
Ed anche la foto di oggi, che certifica l'inizio della fioritura precoce di quest'anno, in presenza di un piccolo frutto rosso dell'anno scorso, appartiene ad uno di quegli arbusti.

C'è da chiedersi se la presenza di ramoscelli spinosi (le brocche care al poeta Pascoli ed al suo Valentino) sia ragione sufficiente per non far apprezzare questo arbusto e la sua delicatissima ed abbondante fioritura bianca.

E, come dicevamo, non è solo la fioritura ad essere apprezzabile, ma anche la fruttificazione, la robustezza di questa pianta, il fatto che costituisca rifugio molto amato dagli uccellini, le notevoli virtù medicinali.

Come se non bastasse, il Biancospino costituisce un ottimo portainnesto per alberi da frutto della sua stessa famiglia, quella delle Rosaceae, per cui dalla sua robustezza possono derivare anche mele e pere.

Insomma un arbusto di grande interesse il Biancospino, che ci piacerebbe vedere di più in giro.