Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

domenica 24 febbraio 2019

La sorpresa delle grandi Melie a Mulinu Becciu

Mulinu Becciu, il quartiere più a nord di Cagliari, e forse il più grande, è praticamente sconosciuto ai cagliaritani che non ci abitano, che frequentano al più le sue principali arterie di snodo per il traffico automobilistico.

E invece questo quartiere meriterebbe attenzione e conoscenza "pedonale" delle sue strade, almeno per quanto riguarda il verde: infatti, forse per la sua destinazione agricola fino agli anni '70 del secolo scorso e gli ampi spazi che lo contraddistinguono, è in grado di offrire una ampia varietà di alberi, anche notevoli per dimensioni ed età, oltre naturalmente a parchi e giardini di più recente realizzazione.

Abbiamo presentato nel blog alcuni scorci di questo quartiere, da piazza delle Muse (p.es. post del 18/8/13) al giardino Circu del Soli (post 8/3/16   ed altri) fino al piccolo parco lungo la via Brotzu (post del 16/5/17), ma è semplicemente passeggiando nelle sue strade che si incontrano notevoli esemplari arborei, dai tanti Pini di varie specie a Sterculie, Carrubi e Cedri dell'Atlante che svettano nei giardini condominiali.

Ed è appunto passeggiando che ho incrociato, in uno slargo di via Tiepolo, un gruppo di grandi Melie azedarach, di cui vediamo un esemplare qui a sinistra.

La Melia, albero molto conosciuto e pluritrattato nel blog, è nel periodo del riposo invernale, ha perso tutte le foglie ma non i frutti dell'anno scorso, e questo le consente di mostrarsi carica delle sole palline giallo ocra, i grani di rosario che rimarranno sulla pianta fino alla nascita delle nuove foglie.

E questo slargo, di fatto una piazza contenuta fra via Tiepolo  e via Sini, a due passi dall'incrocio con la vecchia 131, ospita diverse Melie, tutte molto grandi e ramificate fin dalla base, forse in conseguenza di vecchie potature drastiche.

 
Quindi una piazza caratterizzata dalle Melie, ma che contiene anche altri alberi; per esempio, come dimostrato da quest'altra buffa foto, i frutti di Melia fanno da sfondo a quelli di una Chorisia. 

Stessa situazione, rappresentata dai vecchi frutti pendenti in attesa di cadere, o di aprirsi e rilasciare i semi; la scena è però molto diversa,  fra le centinaia di piccole drupe che si fanno compagnia,  e le grandi pere che sembrano godere della loro solitudine: diversità della Natura a confronto!

lunedì 18 febbraio 2019

Era proprio necessario quel trattamento?

Eccolo qua, il trattamento di cui parlo nel titolo del post odierno: la capitozzatura dello splendido Olivo (o dovrei dire ex-splendido?) del bel condominio di via San Benedetto, che si affacciava su una strada certamente non prodiga di verde, e che quindi apprezzava molto questo albero ben godibile da tutti.

Un giardino bello e ben tenuto, quello di cui parliamo, che si estende fra via San Benedetto e via Genneruxi, sul cui fronte si trovano fra l'altro due grandi ed eleganti Schefflere (post del 31/10/17).

Ma il fiore all'occhiello era lui, il vecchio Olivo qui trapiantato e che si era adattato benissimo, diventando grande e frondoso: non ho fotografie da mostrarvi, ma un giro su Google maps darà ragione a quanto dico.

Allora, che bisogno c'era di effettuare un trattamento siffatto, quando tutti gli esperti ritengono che la capitozzatura sia una cattiva pratica (per es. post del 15/3/18) ? 

Fra l'altro l'Olivo non è una specie a crescita veloce, non è certamente un Ficus retusa, per cui il recupero della sua dignità di albero avverrà, se avverrà, fra molto, troppo tempo.
Non mi risulta che fosse malato, non aveva radici pericolose per le palazzine circostanti, non portava via la luce alle abitazioni, e allora? 

martedì 12 febbraio 2019

Il Circu se Soli e le piccole manutenzioni

Torno oggi su un tema mai abbastanza dibattuto: la mancanza di manutenzione, anche modesta, nei giardini e parchi pubblici. Non parlo della gestione ordinaria, cioè innaffiamento, pulitura, piccole potature eccetera, nei dei grandi interventi straordinari, ma proprio di manutenzione, tesa a mantenere le qualità del giardino fornite alla popolazione con l'inaugurazione.

Per esemplificare, parliamo del Circu de Soli, l'interessantissima realizzazione di 3 anni fa ( primo post del 8/3/16 ),  da me definita "concentrato di buone idee ed essenze arboree di pregio".

Fra le buone idee, la cartellonistica per l'identificazione delle specie arboree: ecco il degrado della situazione odierna

A sinistra, un particolare del grande cartello dedicato alla presentazione del giardino, e delle specie arboree presenti.

Ebbene, gli agenti atmosferici hanno scolorito completamente il nome di diversi alberi. Domanda: è così difficile programmare una sostituzione periodica di questi cartelli, tecnicamente facilissima? Il cartello di destra, che rappresenta il particolare di una zona del giardino, è quasi completamente strappato, ma sicuramente anche lui potrebbe essere facilmente sostituito.

E' inutile che mi dilunghi, credo che si colga quello che voglio dire.



Allora, per toglierci l'amaro dalla bocca vi presento io una essenza arborea di pregio del Circu, qui a sinistra: una Paulownia tomentosa, albero estremamente raro a Cagliari e del quale io conosco solo il vecchio e glorioso esemplare di via Santa Gilla, del quale ho parlato più volte (ultimo post  27/4/17) .

Auguriamoci dunque che la giovane Paulonia sia capace di prendere il testimone dalla vecchia sorella, alla quale auguriamo peraltro ancora lunga vita, offrendoci anche lei la splendida fioritura primaverile.

Ed auguriamoci anche che gli amministratori del verde ci mettano in condizione di riconoscere questa e le altre essenze, ripristinando la cartellonistica, e magari completandola con i cartelli a fianco delle singole piante!







mercoledì 6 febbraio 2019

Il grande Ficus del boulevard

Questo è un post di riparazione nei confronti dei Ficus retusa, e dei trattamenti a volte brutali ai quali vengono sottoposti, anche se per esigenze giustificate, come nell'ultimo post del 28 gennaio; in quel post vi ho mostrato alcuni esemplari, chioma azzerata e radici all'aria, pronti per essere  portati via.

E questa è la riparazione: una immagine del Ficus retusa  enorme che vive nei giardini fra via Oslo e via Stoccolma, nella zona già definita Boulevard dei Bagolari (post 3/9/15 ed altri).

Un albero fin qui lasciato libero di crescere come gli aggrada, e che finora non ha dato fastidio a nessuno; non è una cosa facile da vedere in città, data la stranota invadenza di questi alberi ed i correlati interventi di contenimento.

Non è la prima volta che compio azioni di riparazione, dopo aver biasimato operazioni brutali (p.es. post del 15/3/18); mi sembra corretto, soprattutto nei confronti degli alberi, e del modo in cui vengono spesso maltrattati.


E a proposito del boulevard e del post citato, segnalo con piacere che sembrano attecchire i nuovi alberelli che in parte integrano questa zona di verde, ed in parte sostituiscono i Bagolari persi per malattia. Non so identificare di che alberi si tratti, data la loro giovane età, ma so per certo che ci sono esemplari di Davidia involucrata, a leggere le etichette.

La Davidia involucrata è un albero molto bello e molto raro in città (post del 5/7/13); se sarà assicurata la necessaria irrigazione estiva potrà darci grandi soddisfazioni, vedremo!