Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

mercoledì 29 giugno 2022

La splendida forma della Matriarca di Stampace, la Sophora di Sant'Efisio

 Ho voluto riunire due titoli che ho dedicato in passato ad un albero particolare, la vecchissima Sophora japonica che vive a due passi dalla chiesetta di Sant'Efisio (post del 16/2/13  e del 1/5/18), per ripresentarvi questo meraviglioso esemplare nel pieno del rigoglio estivo.

Come si vede dalla foto, l'albero, pur con circa un secolo e mezzo di vita alle spalle, è tuttora in splendida forma, e si prepara alla fioritura dorata  di luglio.

La Sophora japonica è un albero piuttosto comune a Cagliari, che vi avevo presentato già nel 2010 per poi riproporlo in momenti successivi; ricordo velocemente i filari di via Cugia e via Carboni Boy, piazza Repubblica, i parchi, i giardini Pubblici.....

Insomma un bell'esercito di esemplari cagliaritani per il nostro albero dal baccello strozzato, ma nessuno con i titoli della Matriarca, sia per l'età che per la posizione nel cuore di uno dei quartieri storici della città. 

Non posso che ribadire quanto sarebbe bello un segno di affetto e di rispetto per quest'albero da parte degli Stampacini, se d'intesa con il Comune si facessero carico di questa creatura verde, valorizzandola e presentandola ai visitatori per quello che è, una perla rara.



E, a proposito di farsi carico, mi rivolgo agli amministratori del verde pubblico affinché verifichino la situazione del tronco, che in diversi punti appare malconcio e bucato, e quindi a rischio di infiltrazioni fungine o di parassiti. Forse è solo vecchiaia, ma un controllo ogni tanto, seguito dalle eventuali riparazioni, non guasterebbe, anche se dovrebbe bastare la protezione del Santo lì vicino!



giovedì 23 giugno 2022

La Fitolacca triste nel parco

 Sembra un controsenso parlare di una Fitolacca dioica triste, dato che se c'è un albero allegro, nel suo disordine, esuberanza e invadenza, questo è la Fitolacca: pensiamo ai tanti esemplari cagliaritani che vi ho presentato negli anni, da quelli di Castello a quelli della passeggiata di Terrapieno, da quello di Marina Piccola a quello di viale Trieste, a quelli di via De Gioannis e così via elencando; veramente difficile definirli tristi. 

Ma quello che vedete qui a sinistra, pure un albero bello ed imponente, possiamo definirlo triste, dato che è stato abbandonato dai bambini che gli facevano compagnia tutti i giorni.

Avete capito di quale albero si tratta? E', anzi era, la mascotte dell'area giochi del parco CIPLA, ora Giovanni Paolo II, in via Dei Donoratico.

E' successo che questa area giochi è stata smantellata, rimanendo per mesi una discarica a cielo aperto; ora è stata parzialmente ripulita, ma i segni dell'abbandono restano, a partire dal manto erboso artificiale che ho volutamente lasciato in vista nella fotografia.

Quando vi avevo parlato di questo albero, nell'ambito della presentazione del Parco CIPLA (post del 30/9/11), gli avevo dedicato una affettuosa foto che dimostrava la cura (forse un po' kitsch, ma non importa) con la quale i titolari del parco trattavano la Fitolacca; questo trattamento, unito all'allegria dei giovanissimi frequentatori dei gonfiabili, contribuiva all'allegria dell'albero. Ora tutto questo non c'è più, e non è dato sapere se sarà ripristinato.  

lunedì 20 giugno 2022

Fioriture estive: una nuova Albizzia ed alcune ben conosciute Sterculie

 Le fioriture arboree di inizio estate (almeno dal punto di vista astronomico, per Cagliari è già piena estate!) hanno fra gli attori principali la Albizzia julibrissin e la Sterculia diversifolia (oggi Brachychiton populneus).

Vi presento oggi un nuovo esemplare di Albizzia, che si aggiunge a quelli dei quali abbiamo parlato in passato (post del 28/6/15 e del 13/6/21, solo per citare un paio di riferimenti).


Si tratta di un albero giovane, non molto alto ma con una grande chioma, che vegeta nello spazio pubblico alla fine delle vie Fracastoro e Fleming, e di fronte alla rotatoria di cui abbiamo parlato tanti anni fa (post 31/1/11), vantandone le qualità. In realtà molte qualità oggi sono state perse, il terreno è brullo e ghiaioso, ci sono diverse piante morte e lasciate lì ad essiccarsi.

Insomma un giardinetto oggi piuttosto degradato, ma che vanta la nostra Albizzia odierna in ottima forma ed in piena fioritura.

Faccio notare la sproporzione fra la dimensione del tronco e l'ampiezza della chioma, una caratteristica di questa leguminosa che contribuisce a renderle normalmente piuttosto breve la vita, per cui alcuni esemplari che vi ho presentato in passato potrebbero non esistere più (per esempio mi risulta che quello di via Tel Aviv sia morto). 

Comunque, siccome è un bell'albero, con bella foglia e bellissimi fiori, godiamocelo fino a quando ci fa compagnia.

E veniamo alle "ben conosciute" Sterculie, cioè quelle di Genneruxi, sia i due grandi esemplari alla fine di via Stoccolma che quelli in prosecuzione, nel corridoio di collegamento con via Zagabria. 

Ne ho parlato tante di quelle volte che non vi annoio ulteriormente (un solo rimando, post del 2/6/20); vi presento solo una foto,  che mostra il tappeto di "orcetti" rossi alla base di una delle due Sterculie, ormai a fine fioritura.

La foto si potrebbe intitolare

"Meditazione sulla caducità dell'esistenza" ,

ipotizzando che i due anziani signori, mentre osservano cadere gli ultimi fiori, formulino pensieri malinconici.

Chissà, forse invece si raccontano barzellette e ridono a crepapelle! 


   

  

lunedì 13 giugno 2022

Alberi della Toscana

Un titolo che racchiude un mondo, quello di una regione italiana fra le più ricche di verde, e la bellezza con la quale il verde toscano si presenta alla nostra ammirazione. Si potrebbero scrivere libri su libri, e presentare migliaia di immagini; io, molto più modestamente, voglio presentarvi alcune immagini commentate, tratte da un recente viaggio in questa splendida regione.


Volterra, un Ficus carica insiste a voler vivere in un sito non certamente fertile per lui, almeno per quello che si vede; però è sano e forte, e contribuisce molto al fascino della nuda parete alla quale si appoggia.

D'altra parte anche noi sardi conosciamo molto bene la ostinazione di queste piante, ed anzi spesso ne facilitiamo la crescita anche in posizioni impossibili.



 

In contrasto netto, a destra un enorme Liriodendron tulipifera, l'Albero dei tulipani, si erge maestoso a fianco di un sentiero del Giardino di Boboli a Firenze.

Vi ho parlato più volte di questo splendido albero, presentando esemplari fuori Sardegna, ma anche esemplari cagliaritani, per esempio al "Circu de Soli" (post del 4/5/21).



Tornando al Liriodendro di Boboli, merita di essere ammirato anche il piede mostruoso che lo tiene ancorato a terra. Da questa foto si può apprezzare anche la bellissima e peculiare foglia.  




Infine, nel giardino di un bel resort in provincia di Siena, un gruppetto di Tigli, Tilia europaea,  fa da confine al prato sul quale si delineano le ombre serali di slanciati e onnipresenti Cipressi.

Ai Tigli cagliaritani, anche se certo non grandi come questi, abbiamo dedicato ampi spazi nel blog, per esempio a quelli che ornano il viale che conduce al parco di Terramaini (post del 16/5/12).

giovedì 9 giugno 2022

Il vegliardo e la sua primavera

Il vegliardo che vi porto all'attenzione odierna è un glorioso albero, che vanta una età di tutto rispetto: quasi 200 anni,  da quando un ammiraglio inglese lo regalò, in forma di esile piantina, alla città di Cagliari. 


Eccolo oggi, il vegliardo, anzi la vegliarda: si tratta della Prosopis torquata del Parco della Rimembranza, detta anche la pianta dell'ammiraglio in virtù della sua storia, che vi avevo raccontato ai primordi di vita del blog (post del 10/11/10).

Come si vede il suo tronco biforcuto è veramente maestoso, scuro, scavato e contorto, a dimostrare gli anni che si porta appresso; però questa leguminosa è tuttora capace di produrre, in un tenero e meraviglioso contrasto, le sue foglioline composte e, in primavera avanzata, le spighe  cariche di fiorellini gialli.


Eccole qui a destra le foglie ed i fiori, a dimostrare la persistente vitalità della vegliarda.

La parte destra del tronco è sostenuta, come si conviene alla sua vecchiaia, da una gabbia di tubi metallici, che si intravede nella prima foto; non è un sostegno molto valido esteticamente, ma ci accontentiamo, purché la aiuti a restare in vita!

Ed a suo tempo, alla fine dell'estate, questo meraviglioso essere vivente sarà ancora capace di produrre i piccoli ed eleganti legumi falciformi, per i quali vi rimando ad un altro vecchio post (post del 31/8/11).

Insomma, una vera gloria cagliaritana, che merita rispetto e riconoscenza per il suo farci ancora compagnia. Forse meriterebbe anche un percorso di visita dedicato ed un cartello con la sua storia.