Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Nascosti angoli verdi di città

post del 12 novembre 2012, via Caboni
post del 2 luglio 2012, via Boccaccio
post del 7 febbraio 2012, piazza Abbo
post del 31 gennaio 2012, campi sportivi ENEL
post del 7 giugno 2011, piazza Generale Basso

sabato 21 settembre 2019

Olive, o forse no?

Partiamo subito con l'immagine, per capire di che cosa parliamo: questa specie di natura morta qui a fianco, invero povera di varietà e colori, quali frutti contiene?

Si tratta, come ipotizzo nel titolo, di olive, di una qualità piccola e tondeggiante, magari confettate?

Direi di no, sia per il colore, sia perché trattare di olive confettate sarebbe fuori luogo in questo blog; e allora, avete indovinato?

Si tratta di drupe di Ziziphus jojoba, il mitico Giuggiolo.
E' una pianta mitica perché, anche se oramai scomparsa da molti e molti anni nell'ambito cittadino, ha un nome persistente nella nostra memoria, quello della giuggiola, intesa come caramella gommosa tonda molto in voga qualche decennio fa.


Infatti questo albero, a dimostrazione di una sua passata presenza e conoscenza da parte dei nostri nonni, ha dato il nome appunto alle caramelle, ed al modo di dire "essere in brodo di giuggiole" dovuto alla dolcezza di questi fruttini ed al liquore dolce che se ne estraeva.

Ne abbiamo parlato alcuni anni fa, del Giuggiolo (post del 13/9/15), ed in quella occasione avevo pubblicato una foto dell'unico esemplare da me trovato, all'Orto Botanico, che esponeva i fruttini di un bel colore bronzato come la natura morta di oggi.

Le giuggiole della foto odierna vengono da Pula, dove pare che resistano molti esemplari di questo albero; in realtà a me non sono sembrati frutti tanto dolci né tanto gustosi, ma non posso generalizzare il giudizio.

A prescindere dai frutti, sarebbe comunque interessante assistere alla ripresa di coltivazione di questo albero, che sa anche essere bello con i suoi rami zigzaganti, se curato e guidato a dovere. 

sabato 14 settembre 2019

Le "uova" della Cycas

E torniamo a parlare della Cycas revoluta,  pianta assolutamente peculiare ed affascinante. Tanto più affascinante in questo periodo, quando la femmina espone le sue uova, che sono in realtà semi rossastri, ben disposti tutt'attorno alla struttura fogliare.

Ecco un esemplare fornito abbondantemente di semi, ciascuno protetto da una sorta di mandorla legnosa; i semi sono sorretti dalle false foglie che fanno sembrare l'insieme un bouquet da sposa (post 24/11/17).

La Cycas qui fotografata, molto bella, si trova nel parco Vannelli, ma a Cagliari questa pianta è piuttosto diffusa, a cominciare dalla Cittadella dei Musei (post 9/7/13).

Ricordo che queste piante sono veri e propri fossili viventi, risalenti al periodo Giurassico della storia della nostra Terra, ed hanno convissuto con Dinosauri e Rettili volanti.

Inoltre le "uova" sono conseguenza di un'altra peculiarità, quella che vede separati esemplari maschili e femminili; cioè le Cycas sono piante dioiche, cosa estremamente rara su piante così antiche, le Gymnosperme, nella gran parte delle quali una sola pianta provvede alla riproduzione.

Al fascino della Cycas partecipano naturalmente anche le foglie, pennate e lunghe anche più di un metro, che la fanno assomigliare a, e spesso confondere con, le Palme del genere Phoenix. 

sabato 7 settembre 2019

Il crollo del grande Ficus retusa

Ieri mattina, complice il forte maestrale, è crollato il maestoso Ficus retusa di via Dei Giudicati, quello di fronte alla farmacia.

Era veramente un grande albero, come si vede dalla foto sotto, tratta da Google Maps.


Si vede anche, e nettamente, la sproporzione fra la dimensione del tronco e quella della chioma, fra l'altro molto fitta.

Questo è un albero che, cresciuto libero e solo, ha potuto espandersi a dismisura come i Ficus retusa sanno fare, ne abbiamo parlato tante volte.

Perché allora, mentre in tante strade e piazze della città questi alberi vengono periodicamente contenuti, a volte anche brutalmente capitozzandoli, questo esemplare è stato lasciato intonso fino a creare una obiettiva situazione di pericolo?

Certo, è senno di poi, però io sono certo che i giardinieri avessero segnalato il pericolo della sproporzione chioma-tronco. E per fortuna che non ci sono stati danni più gravi di quelli alle auto e del grande spavento di chi era dentro!


Ed ecco la situazione stamattina, il Ficus ridotto a ceppaia.

Dalle fotografie fatte subito dopo il crollo (reperibili su Internet assieme a video), si vede che l'albero si è spezzato aprendosi a livello delle branche principali, per cui non poteva essere nemmeno parzialmente salvato; bisogna ringraziare per la prontezza e la bravura dei Vigili del Fuoco e di chi altro ha contribuito allo sgombero immediato.

Però, ribadisco, resta il rammarico di questo grande spazio privato di un grande albero che, se trattato in termini di manutenzione preventiva, avrebbe potuto offrire ombra e vista gradevole ancora per tanti anni.

giovedì 5 settembre 2019

Bella piazza, anche grazie alle peculiarità di un albero

Parliamo di piazza Ravot e dei suoi alberi, con particolare riferimento ad uno di loro.

Prima di tutto, per evitare possibili fraintendimenti (e dove cavolo si trova questa piazza?), vi mostro una fotografia che evidenzia l'albero del titolo e ciò che gli sta attorno: per chi non l'avesse ancora riconosciuta, siamo in piazza Costituzione, o meglio nella sua propaggine che oggi si chiama piazza Ravot, appunto.

Qui, in un quadretto di serenità della mattina domenicale, si staglia il nostro albero odierno, vecchio e maestoso esemplare di Ficus elastica.

E quante storie, direte voi, abbiamo decine di esemplari di Ficus elastica in città, a cominciare da quello di Largo Gennari (post del 23/7/14, ed altri) e via via in giro per la città.

E avreste ragione, se non fosse che quello di oggi è uno dei pochissimi Ficus elastica "originali" presenti in città, e forse l'unico pubblico, mentre tutti quelli che conosciamo ed ammiriamo, all'aria aperta  o nei nostri appartamenti, appartengono ad una varietà orticola (indicata come tale dal maestro Vannelli), Ficus elastica var. decora, selezionata dai botanici come pianta d'appartamento ( e poi con il nostro clima scappata di casa, vedi i relativi post).

La peculiarità mi è stata fatta notare da Bruno, che ringrazio: in effetti il nostro albero odierno è abbastanza diverso dalla varietà decora, sia come dimensione delle foglie, molto più piccole e senza la colorazione rossa delle guaine, sia per l'aspetto della chioma, più alta e meno compatta, sia infine perché questo è parzialmente spogliante.

Insomma, un albero senz'altro peculiare, che merita una visita, dato anche il gradevole contesto di suoi cugini Ficus retusa, uno dei quali ha avuto anche l'onore di essere vestito da albero natalizio dei desideri alcuni anni fa (post del 14/12/16).

Direi che anche l'albero odierno possa essere definito una mascotte cittadina, attributo che ho recentemente assegnato al Carrubo  di piazza Garibaldi e ad altri più indietro nel tempo, senza nulla togliere alla mascotte cagliaritana per antonomasia, il Ficus magnolioides della Darsena! 

giovedì 29 agosto 2019

Il veleno della CO2 ed il ruolo delle piante

Voglio entrare anch'io sul tema dell'innalzamento della temperatura del pianeta, portato prepotentemente in primo piano dagli incendi della foresta amazzonica, e sul possibile ruolo delle piante.

Non ho né la competenza né la statura per parlare in prima persona del problema, per cui riporterò alcuni concetti significativi tratti da un articolo di Stefano Mancuso, professore e scienziato di fama mondiale, nonché pluripremiato scrittore e divulgatore sul tema delle piante. L'articolo è stato pubblicato il 27 agosto sul giornale "la Repubblica".


Descrizione del problema
 "
L'uso dei combustibili fossili e la deforestazione, dall'inizio della rivoluzione industriale ad oggi, hanno aumentato in maniera drammatica la concentrazione di CO2 nell'atmosfera.

La CO2 è la principale responsabile dell'effetto serra, e quindi dell'innalzamento della temperatura del pianeta e dei conseguenti enormi problemi che oggi lo affliggono.

I principali tentativi effettuati a livello mondiale per ridurre le emissioni (risoluzione ONU del 1988, Convenzioni internazionali varie, protocollo di Kyoto del 1997, accordo di Parigi 2015), sono ben lontani dall'aver prodotto i risultati sperati.

"




Vi propongo un break, come nota di speranza e di buon auspicio.

Ecco a sinistra la fotografia di una nostra mascotte verde, che si mostra a tutti e da tutti può essere goduta: il Carrubo della piazza Garibaldi pedonalizzata che, oltre ad offrirci la sua bellezza, con la fotosintesi assorbe la sua piccola quantità di CO2 dall'atmosfera.







Soluzione proposta

"
Bloccare ogni ulteriore deforestazione, assumendo come presupposto che il taglio delle foreste non è compatibile con la sopravvivenza della specie umana; trattare conseguentemente la deforestazione come un crimine contro l'umanità.

Le piante, e solo loro visti i risultati dei tentativi precedenti, sono in grado di riportare la concentrazione di CO2 a livelli inoffensivi.

Alberi dovrebbero coprire ogni angolo del pianeta forestabile ma anche, e soprattutto, le nostre città. 

Le nostre città, a prescindere dai luoghi deputati (parchi, giardini, viali, aiuole ...), dovrebbero essere ricoperte di piante, secondo una semplice regola: dovunque sia possibile far vivere una pianta, quella pianta ci deve essere.

Costi irrilevanti rispetto a qualunque altra possibilità, ma impatto enorme sull'assorbimento di CO2.

" 


Utopia? Forse, ma il progresso non è, almeno in parte, la realizzazione dell'Utopia? 


  

domenica 25 agosto 2019

Schefflera, la flessibilità fatta arbusto

Oggi, adattando un modo di dire normalmente riferito agli umani, voglio vantare una caratteristica saliente della Schefflera arboricola, arbusto pluritrattato dal blog e molto presente nelle nostre case, nei nostri terrazzi e nei nostri giardini.

Ed in un giardino condominiale si trova l'arbustone, il più grande che io conosca in città, che vi presento qui a sinistra, e che mi ha spinto a scrivere questo post.

Siamo in via Pacioli, strada semisconosciuta ma che incrociamo spessissimo, ogni volta che percorriamo il primo tratto di viale Marconi verso Quartu.

Una bellissima pianta, enorme per la specie ed in ottima salute, tanto che  ha anche i frutti (vedi anche post del 17/12/15 e  del 15/7/18 ).

Ebbene, questo esemplare possiamo confrontarlo con la piantina da 50 centimetri di altezza che abbiamo in casa o magari in ufficio, per renderci conto della adattabilità, o appunto flessibilità, di questo arbusto.


La Schefflera arboricola è, secondo una definizione da me utilizzata già nel 2011 (post 3/4/11) e tante volte ripresa, una pianta "scappata di casa" ma, contrariamente ad altre specie, non ha mai rinnegato la vita d'appartamento, dove continua a trovarsi bene ed a dare soddisfazione, con la sua bella foglia composta da sette o più foglioline ovali e la elevata rusticità.

Ma si trova benissimo naturalmente in terrazzo, anche se a volte viene attaccata dalla malefica cocciniglia; e infine, se trova il posto adatto, si trova splendidamente all'esterno dove, come certificato, fruttifica e cresce a dismisura: più flessibile di così!

 


martedì 20 agosto 2019

Il buffo palloncino arancione

Vi presento oggi una piantina molto interessante, che ho avuto il piacere di incontrare nel nostro Orto Botanico, nella zona dedicata alle piante officinali.  E la ho incontrata nel suo momento migliore, quello in cui attira lo sguardo anche del visitatore più distratto: quando espone i calici, rigonfi e di colore arancio, che proteggono i frutti .

Eccoli qua, nella piantina dell'Orto Botanico, i palloncini appesi all'ascella delle foglie della Physalis alkekengi; i palloncini proteggono la maturazione  delle bacche, commestibili e pare molto gustose, oltre che ricche di effetti benefici.

Purtroppo questa bella piantina, e il suo frutto,  non mi risulta che abbiano un nome comune più facile di alchechengi; e pensare che parliamo di una Solanacea, cioè della famiglia a cui appartengono la patata, la melanzana, il peperone! 


C'è da dire peraltro che le Solanacee riservano anche altre sorprese, come per esempio il Pomo di Sodoma con i suoi pomodorini gialli (post del 12/3/15), o la Datura con le sue trombette (post del 21/10/17): la fantasia della Natura sembra che si sia veramente scatenata con queste sue creazioni!   


venerdì 16 agosto 2019

Immagini del viale Buoncammino

Riprendo il titolo del post precedente per dedicare due istantanee al viale Buoncammino, una di curiosità e l'altra di critica.


La curiosità deriva dal tappeto dei piccoli frutti, siconi peduncolati, che il Ficus magnolioides di piazza Cannas ha perduto, cedendo alla furia del maestrale dell'altra sera.



La critica riguarda invece la brusca interruzione del filare di Bagolari che corre lungo il tratto più ampio del viale, rifatto non molti anni fa (post del 8/7/15); qui il Bagolaro è spoglio e probabilmente morto, come si vede dalla foto, mentre la sua aiuola è stata occupata e soffocata dalle canne, naturalmente accompagnate dall'Ailanto.

Perché si è lasciato che questo accadesse, senza intervenire ai primi segnali? Fra l'altro, se il problema è dovuto ad infiltrazioni d'acqua, come sembra, le conseguenze potrebbero essere più gravi di quanto appaiano.

Insomma, non possiamo che ripetere la solita massima: non basta fare, bisogna anche mantenere quanto fatto! 

lunedì 12 agosto 2019

Immagini dell'Orto Botanico

Ogni tanto una scappata al nostro Orto Botanico ci sta proprio bene, magari quando l'alternativa è quella di inscatolarsi con altre migliaia di forzati per raggiungere il Poetto.

Poca gente, caldo non asfissiante e tanta ombra, fascino inconfondibile un po' decadente che induce al rilassamento ed alla meditazione; e poi, naturalmente, gli alberi ed il loro essere sempre diversi, se li sappiamo osservare.

Ecco il meraviglioso tronco di una Chorisia/Ceiba, che espone il suo caratteristico colore verde e la grande quantità di aculei.

Questo è un esemplare veramente alto per la media cagliaritana, come si può notare dalla prospettiva dell'immagine.




E, a proposito di tronco, che cosa ne dite di questo? Appartiene al maestoso esemplare di Taxodium disticum, il Cipresso calvo che troneggia alla fine del percorso interno principale. Un vero gioiello, una rarità per la nostra città, così come il suo fratellino di Monte Urpinu (post del 30/9/15 ed altri).

Si trova adesso nella fase più bella per il fogliame verde chiaro, con i minuscoli aghi piatti inseriti fitti fitti nelle foglie composte ed i frutti, piccoli galbuli sferici, che si cominciano a notare in questi giorni.




E poiché non voglio caratterizzare il post con sole immagini di tronchi, per quanto interessanti, chiudiamo veramente in bellezza con l'esplosione giallo rosa di un fiore di Nelumbo nucifera, il notissimo Fior di Loto.

Vi rimando anche al confronto con post precedenti (post 12/7/14, 17/6/1714/8/15), che ci consentono di confermare il fascino di uno spettacolo sempre uguale e sempre diverso, da un anno all'altro e da un mese all'altro, di piante e fiori.

E voglio concludere con una considerazione di carattere generale, tornando al concetto iniziale del fascino decadente: certo questo fascino è tipico degli Orti Botanici e non va certo disperso, ma l'inserimento di qualche seduta più comoda o di un piccolo punto di ristoro ad uso turistico, forse.... 

giovedì 8 agosto 2019

Indovinello su uno scorcio verde


No, non vi chiedo dove è scattata la foto, perché credo che l'abbiate individuato: siamo in viale Regina Elena, un bello scorcio di verde in primo piano e la città sottostante, con sullo sfondo il profilo della Sella del Diavolo, parzialmente nascosto da una foglia.

Vi chiedo invece, scimmiottando quanto proposto in questo periodo dai settimanali da spiaggia: quale pianta, o parte di pianta, non è presente nella fotografia fra tutte quelle che vi nomino? 

Eccoci: Pinus halepensis, Schinus molle, Fitolacca dioica, Quercus ilex, Dracaena draco, Ailanthus altissima, Maclura pomifera.

Scoperto l'intruso? Spero di sì, comunque si tratta della Quercia, che nella foto non è assolutamente presente, mentre le altre ci sono tutte, a conferma della bella varietà arborea che possiamo vantare nella nostra città.

sabato 3 agosto 2019

I figli del super prolifico Ailanto

Ne abbiamo parlato più e più volte dell'Ailanto, Ailanthus altissima, dato che è una delle piante infestanti più comuni in città; e ne abbiamo parlato soprattutto male, date le sue enormi capacità di appropriarsi del territorio, soffocando tutto quello che gli sta attorno.

L'antipatia che suscita questa pianta, soprattutto quando non si riesce a contenerla a dovere, è tale che si finisce per rallegrarsi quando è costretta a soccombere all'invadenza altrui (post del 2/7/19); purtroppo la sua invadenza è quasi sempre vincente, e quando si installa in un terreno è molto difficile eliminarla completamente (cito p.es. il post del 17/6/15). 

Questo non significa che non possa essere affascinante, con esemplari isolati che in questo periodo si riempiono di samare, riunite in grappoli di centinaia di semi (post del 4/7/11); affascinante certo, se non si considera che quelle centinaia di samare, moltiplicate per le centinaia di grappoli presenti su una pianta grande, daranno luogo facilmente a migliaia di nuovi alberelli, pronti ad installarsi ovunque, compresi spigoli sbrecciati di muri o marciapiedi, o vasi di casa nostra.


Ecco un esempio di "prole" del super prolifico Ailanto; qui siamo in zona di Su Siccu, nella zona del sottopasso di viale Ferrara.

E' un albero qualsiasi, fra i mille che avrei potuto proporre;  la zona è piuttosto trascurata e sporca, fra l'altro utilizzata dagli umani incivili come deposito di immondizia, e forse non è casuale che gli Ailanti siano qui presenti in grande quantità.
 

mercoledì 31 luglio 2019

Un altro maledetto insetto nemico delle piante

Non bastavano i tanti nemici, esseri umani compresi, che già maltrattano ed uccidono gli alberi: ora si aggiunge un nuovo maledetto coleottero, a fare compagnia al mai abbastanza vituperato Punteruolo rosso, pluritrattato nel blog (p.es. post 11/2/13). 

Solo che qui non si tratta di Palme, ma di Pini, con l'elemento peggiorativo che mentre il punteruolo predilige una sola specie di Palma (Phoenix canariensis), il nuovo coleottero, Tomicus destruens, non disdegna alcuna specie di Pino per compiere la sua opera distruttrice; sembra però prediligere le pinete litoranee, e questo peggiora ulteriormente le cose.

L'attacco si compie abbastanza in fretta, sembra che nell'arco di un anno un grande Pino sano possa essere portato a morte.

L'unico rimedio efficace pare essere l'utilizzo di esche, costituite da pezzi di tronco che fungono da attrazione per gli insetti; quando le esche, distribuite ai piedi della pineta, si riempiono di insetti, devono essere rimosse e bruciate. Per chi volesse saperne di più, vi rimando ad un interessante articolo del nostro Corpo Forestale, qui 

Aggiungo  che è coinvolta anche la pineta di Santa Margherita, in alcuni tratti della quale un recente sopralluogo del prof. Bacchetta, responsabile del nostro Orto Botanico, ha individuato diversi focolai.

Speriamo che si voglia e si possa intervenire per tempo e con le forze necessarie per impedire un altro scempio al nostro patrimonio arboreo.

sabato 27 luglio 2019

Due nuovi Platani, che bella scoperta!

Definire una bella scoperta quella di due nuovi esemplari di Platano farebbe sorridere un cittadino di qualsiasi città del nord Italia, per non dire europea: ma come, direbbe costui, siamo pieni di Platani che ornano, a centinaia, le nostre strade, parchi e boulevard, ed inondano i marciapiedi delle loro belle foglie morte durante l'autunno, e tu parli di scoperta per due "miseri" nuovi esemplari?

Sì, insisto io, perché a Cagliari il Platano è raro, molto raro: un esemplare a Genneruxi (post del 22/10/18), qualcuno in spazi privati (post del 26/12/10), un peculiare gruppetto a Pirri (post del 17/5/13), e pochi altri.

Quindi è proprio una bella scoperta quella che ho fatto, su segnalazione di Paolo che ringrazio,  dei due begli esemplari che vivono presso l'edificio Sali Scelti del Parco Regionale Molentargius Saline.

Ecco il primo esemplare, che troneggia nel giardinetto di fronte all'Infopoint; elegante, e certamente grande per il nostro metro di misura, anche se è un nano rispetto a tanti fratelli fuori dalla Sardegna (per esempio, cito l'esemplare parigino di cui al post del 20/5/14).

 
E questo è il secondo, nello spiazzo posteriore dove è la sede della Stazione Forestale; forse un po' più piccolo e tondeggiante, ma anch'esso sano e bello.


Preciso comunque che all'interno della nostra Isola i Platani non sono poi così rari, e molti paesi in quota ne sono dotati; per esempio ricordo lo splendido scheletro che ho presentato anni fa, all'ingresso del parco di Laconi (post del 5/3/12).




A sinistra, la elegante foglia palmata multilobata, molto somigliante ad una foglia di Acero e che giustifica il nome scientifico di questi alberi, Platanus acerifolia. 

Infine ricordo che il nome comune di questo albero è, pleonasticamente, Platano comune, e ci riporta a quanto dicevamo all'inizio del post.

venerdì 19 luglio 2019

Il bosco di Chorisie

Non conto più le volte che ho parlato della Chorisia insignis nel blog: l'abbiamo vista e fotografata in tutte le stagioni ed in tanti luoghi cagliaritani, ma anche all'estero, fino a Cuba (post del 28/11/16), dove la Chorisia, o Ceiba speciosa che dir si voglia,  è considerata sacra.

Allora mi sono detto, quando ho ricevuto la fotografia inviatami da Morgana, che ringrazio, ben venga una volta di più!

Eccole qui le Chorisie di Valencia che formano un boschetto. In primo piano un esemplare che rende merito al nome spagnolo di Palo borracho già citato con riferimento ad esemplari di Barcellona (post del 5/9/11), tanto per rimanere in Spagna; gli altri dietro, più piccoletti, hanno il rigonfiamento appena accennato, e sembrano quasi soldatini dietro al generale.

Ci troviamo, per la precisione, nel grande parco urbano dei Jardines del Turia appunto a Valencia, in una splendida mattinata dell'aprile scorso, e gli alberi sono ancora spogli.

Se volete vedere una immagine estiva, con gli alberi carichi di foglie, potete cercare un qualsiasi sito riferito ai citati giardini. 



La Chorisia, in conclusione, sa sempre farsi apprezzare, in ogni stagione ed in ogni luogo.

domenica 14 luglio 2019

La bellezza del Cedro

Il Cedro è un albero bello per antonomasia, sia esso del Libano, dell'Himalaya, dell'Atlante, cioè di una delle tre specie di questo genere di Pinacee.

Ovviamente l'affermazione precedente è valida nel caso di alberi sani, e questo la rende purtroppo di difficile applicazione a Cagliari, dove gli esemplari sani sono in numero modesto, dato che i Cedri non amano il nostro clima. Ho cercato comunque, nelle tante volte che vi ho presentato i Cedri cittadini, di trovare gli esemplari migliori, e vi suggerisco una ricerca nel blog se volete fare un veloce ripasso (richiamo come esempio il post del 2/7/13, relativo ad un esemplare in via Dell'Abbazia); non ho però mai nascosto che, per vedere esemplari veramente belli, bisogna attraversare il mare.


Ed è quello che faccio anche oggi, cioè attraversare il mare, presentandovi questo splendido esemplare che mi ha inviato Ilaria, che ringrazio, di un Cedro cittadino che vive in un giardinetto di Pergine Valsugana, piccola città in provincia di Trento, dove Ilaria si trovava per lavoro.

Bello, alto ed elegante, si staglia contro il tramonto, brumoso ma che pure mette in evidenza le sue possenti branche; da queste ultime mi pare di dedurre che si tratti di un Cedro del Libano, dato che le branche inferiori si dipartono dal tronco quasi orizzontali, per poi deviare verso l'alto, nel tipico assetto a candelabro (post del 23/5/12).

Che dire? Ci permettiamo un po' di invidia per il Cedro di Pergine, ma ci consoliamo pensando che i nostri tramonti, per restare alla foto, sono molto più belli e tersi dei loro!

martedì 9 luglio 2019

La pioggia dorata

Parliamo, contrariamente a quello che qualche fantasioso "birboncello" potrebbe pensare, di pioggia di fiori, che in questi giorni vede coinvolti gli esemplari di Sophora japonica, nostra vecchia conoscenza piuttosto presente in città.

Le Sofore più conosciute sono quelle di via Cugia e di via Carboni Boy, ma ne troviamo anche in piazza Repubblica, in via Fracastoro, in quasi tutti i parchi cittadini, ai Giardini Pubblici, per non dire della matriarca di Stampace  (post 1/5/18 ed altri). Insomma lo spettacolo della presenza sulla pianta e della successiva caduta delle migliaia di fiorellini bianco-gialli piacevolmente profumati, a formare tappeti circolari o passatoie, è facilmente godibile.





Ecco uno degli esemplari di piazza Repubblica, che deve ancora raggiungere il massimo della carica di fiori, nonostante abbia già cominciato a spogliarsene.













Ed ecco un particolare, con un gruppo di pannocchie  che espongono i fiorellini, la cui forza sta nel gruppo.

Colgo l'occasione per ricordare che alla fine di settembre le Sofore ci regaleranno la cascata dei baccelli appesi, piccole perle verde chiaro (post del 17/9/15


 Insomma, una pianta generosa nell'offrirci momenti di ammirazione.

martedì 2 luglio 2019

Anche l'invincibile, talvolta.....





Siccome siamo entrati, e direi alla grande, nella stagione estiva, ci può stare un indovinello, anzi due: chi è l'invincibile del titolo e della foto qui accanto, e dove si trova?

Se avete indovinato ambedue le risposte siete non solo affezionati lettori del blog, ma anche buoni osservatori degli alberi cagliaritani inseriti nelle strade che li ospitano!

Infatti invincibile è il nomignolo che abbiamo affibbiato, sia in forma affermativa che interrogativa (post del 6/7/12,   post del 21/7/13) ad un albero molto trattato dal blog, per la sua presenza in città e per la sua straordinaria invadenza: l'Ailanthus altissima. 

Risolto il primo indovinello, veniamo al secondo: questo esemplare si trova nel cuore della città, e precisamente in via Abba, dove la strada si stringe prima di sfociare in via Garibaldi.

Resta da chiarire il "talvolta" del titolo, seguito dai punti di sospensione:  il completamento della frase potrebbe essere "è costretto a soccombere", dato che la Bougainvillea (post 3/8/11, per un esemplare a brattee bianche) che lo sta colonizzando sembra che si trovi molto bene, e l'Ailanto sicuramente soffre per  l'assalto, ma non può farci niente.

Infatti il suo armamentario da guerra per la conquista del territorio, e cioè enorme produzione di semi alati, polloni infestanti in quantità, armi chimiche utilizzate attraverso le radici, non può nulla se un concorrente come la Bougainvillea, grande combattente anch'essa, gli si arrampica addosso, magari partendo da un tronco a debita distanza da quello dell'Ailanto.

Insomma, la signora dalle brattee viola ha trovato la sua strada verso la luce, gratuita e senza rischi!


mercoledì 26 giugno 2019

Il tappeto rosso

Non siamo ad Hollywood, né a Cannes e neppure a Venezia, dove si stendono i tappeti rossi per accompagnare i divi del cinema; siamo, molto più banalmente, nella nostra città, a Cagliari in via Stoccolma.



Eccolo, il tappeto rosso a cui faccio riferimento: sono le migliaia di piccoli orci che le due Sterculie diversifolia, a noi molto note, stanno lasciando andare a fine fioritura.

E' un continuo cadere, in questi giorni, soprattutto se c'è un po' di vento; il tappeto si rinnova continuamente, ed i fiorellini che si seccano o marciscono vengono sostituiti da nuovi.

Certo, il tappeto non ha la forma di passatoia, e non possiamo aspettarci che ci passino i divi; ma, quanto a naturalità e fascino, il nostro tappeto vince a mani basse!

venerdì 14 giugno 2019

Benvenuti nuovi Ginkgo di piazza Giovanni

Il Ginkgo biloba di piazza Giovanni non è più solo. L'albero mascotte della piazza, bellino ma piccoletto e poco visibile in mezzo ai grandi Pini, Jacarande e Ficus retusa (post del 13/8/11), che doveva spogliarsi per mettersi finalmente in evidenza (post del 9/12/10), ha da poco un certo numero di giovani compagni di viaggio.

    
Eccoli qui, nello slargo che si inoltra verso il lato posteriore della piazza, in sostituzione probabilmente di vecchi Pini eliminati.

E' una buona notizia l'aggiunta di questa specie arborea, trattandosi di alberi belli ed eleganti che forniscono elevato valore aggiunto all'arredo urbano; pensiamo per esempio a quelli di piazza Repubblica!

Ricordiamoci però che la loro crescita è lenta, e che quando sono piccoli hanno bisogno di cure dei tecnici e di rispetto dei cittadini, non come successo per esempio in viale Buoncammino (post 14/6/18).

Comunque, auguri per una vita lunga e sana!

lunedì 10 giugno 2019

Un maestoso Olivastro cagliaritano

Certo, non possiamo paragonarlo ai millenari patriarchi di Luras (post del 5/1/17),  né ai bellissimi esemplari di Santa Maria Navarrese (post del 3/11/14), ma se ci limitiamo alla nostra area metropolitana il nostro si confronta alla pari con qualsiasi concorrente.

Di chi stiamo parlando? Come dice il titolo, di un Olivastro cagliaritano, e precisamente di quello che vive nel cortile della scuola media di via Stoccolma, a Genneruxi.




Eccolo qui, impegnato nella fioritura di fine maggio, copiosa quanto basta per dimostrare l'ottima forma vegetativa di questa pianta.

Ve lo avevo già presentato, in versione invernale (post del 17/1/14), ripreso da via Stoccolma; qui lo vediamo più ravvicinato, ripreso dalla adiacente scuola elementare. Comunque è ben visibile e godibile dalla strada, questo campione che merita di essere conosciuto da una platea molto più vasta di quella di quartiere.     

giovedì 6 giugno 2019

Il fascino del fiore della Monstera deliciosa

La Monstera deliciosa è una bella pianta d'appartamento della famiglia dei Filodendri, molto scenografica per le dimensioni delle foglie e l'aspetto d'insieme, se viene opportunamente sorretta.

Ma, come abbiamo già detto (post del 16/7/11), l'appartamento non è il suo habitat ideale, in quanto pianta di origine tropicale: le manca l'umidità, non ha dove arrampicarsi, non può aiutarsi con le radici aeree.  E allora, complice il nostro clima, la Monstera ha deciso che il suo posto è in giardino, a cominciare dal nostro giardino per eccellenza, l'Orto Botanico, dove vegetano splendidi esemplari.

Ma anche in giardini meno curati la Monstera è in grado non solo di crescere, ma anche di fiorire, come abbiamo già certificato (post del 26/10/14   e del 3/6/17).

    
Ecco l'ultimo fiore, o meglio infiorescenza, che ho fotografato in un giardino condominiale nemmeno troppo curato; una pianta sana e rigogliosa, che come si vede prepara diversi altri fiori, ancora avvolti dalla spata chiusa che li protegge.

Faccio notare la bellezza di questa forma geometrica, fra l'altro profumata; l'infiorescenza o spadice si tramuterà in frutto, una sorta di pannocchia protetta da squame.

Non mi risulta che a Cagliari i frutti siano arrivati a maturazione, operazione che richiede tempi piuttosto lunghi; leggo che i frutti maturi hanno un ottimo sapore simile  all'ananas. Per ora accontentiamoci dei fiori, che sono comunque un bello spettacolo!

venerdì 31 maggio 2019

Il molestatore dei Giardini Pubblici non può più nuocere

Forse qualcuno dei lettori più attenti ricorderà il molestatore in calcestruzzo, epiteto che avevo attribuito nel 2013 (post del 20/10/13)  all'opera di Mauro Staccioli, un triangolo di lamiera e calcestruzzo che si appoggiava pesantemente ad un incolpevole Carrubo.

Successivamente, nel 2016 (post del 19/8/16) prendevo atto che il molestatore sembrava aver vinto, nonostante il tardivo tentativo di sostenerne il peso con un cavalletto metallico; il vecchio Carrubo cominciava a piegarsi ed alcune sue radici apparivano strappate.

E siamo ad oggi:


Come si vede, l'inclinazione del tronco è molto aumentata, inclinazione che il misero puntone che lo sostiene sembra non poter contrastare in alcun modo.

In compenso il molestatore giace a terra finalmente inoffensivo, almeno per il momento; non conosco quale futuro sia previsto per lui.

 

Temo invece di poter facilmente prevedere il futuro prossimo del Carrubo, se non si interviene in fretta per sostenerlo e curarlo: è un futuro di morte.

Certo questo albero è vecchio, e non so dire quanto l'azione del molestatore abbia accelerato la sua decadenza, ma sicuramente vi ha contribuito: per chiudere con una nota di speranza, possiamo però notare che la chioma è ancora verde ed abbastanza in buone condizioni. Chissà.

lunedì 27 maggio 2019

Contenimento radici in viale Merello: vittoria o sconfitta?

Parliamo dell'esperimento del 2015, effettuato su un tratto di marciapiede del viale Merello, per superare il problema delle radici dei Ficus retusa affioranti.

E' stato usato un asfalto drenante, che doveva ottenere l'effetto di non rendere più necessario, per gli alberi, andarsi a cercare l'acqua in superficie; il tutto, fra l'altro, di qualità estetica molto superiore a quella dell'asfalto tradizionale. Come è andato l'esperimento?



Beh, dalle immagini qui ai lati non sembra che tutto sia filato liscio, anzi si potrebbe parlare di una sconfitta, anche se la parte del marciapiede  più a monte è rimasta tuttora sana.






Però, bisogna dire, il Comune non si è perso d'animo: ipotizzando che le spaccature interessino soltanto il contorno più vicino all'albero, è stato rifatto un nuovo tratto di marciapiede, di fronte all'ingresso dell'Orto dei Cappuccini, nel quale attorno ad ogni Ficus è stato lasciato libero un grande spazio, una sorta di aiuola ricoperta da sassolini.

Sarà questa la soluzione giusta? Ancora non si può dire, il giudizio è sospeso fino alla prossima puntata.

venerdì 24 maggio 2019

Ritorna l'appuntamento in giardino per il Lantana Resort e tanti altri

Anche quest'anno, con il benemerito patrocinio ed il fondamentale supporto dell'APGI, Associazione Parchi e Giardini d'Italia ( www.apgi.it ), aprono al pubblico il prossimo fine settimana del 1 e 2 giugno tantissimi giardini italiani normalmente chiusi.

E' una ottima occasione per una visita che capita raramente di poter fare; infatti, anche se molti parchi e giardini sono normalmente aperti, molti altri, in quanto privati, non sono visitabili.

Vi avevo presentato questa iniziativa nel 2016 (post del 14/10/16)  con particolare riferimento al Lantana Resort di Pula, appena entrato nel ristretto novero dei giardini sardi, ed unico nel cagliaritano oltre all'Orto Botanico.

Oggi il numero dei giardini riconosciuti di valore ed iscritti all'APGI in Sardegna è per fortuna aumentato di molto, e conta 17 partecipanti; io ne conosco molti, ma continuo a ritenere che il Lantana Resort abbia un tocco di fascino speciale, e meriti assolutamente la visita.


Ecco un altra immagine, il giardino in stile arabo, che si aggiunge a quelle che vi avevo presentato nel post del 2016 ed in quello del 2018 (post del 30/5/18).

La struttura è naturalmente dotata di sito Internet, attraverso il quale si può prenotare la visita guidata per il 1 giugno, ed acquisire tutte le ulteriori informazioni.

Nel sito dell'APGI trovate anche tutte le altre strutture sarde partecipanti; fra le più vicine, a parte quelle stranote (Monte Urpinu, giardini Pubblici, Orto Botanico...) segnalo anche la villa Carboni in Sant'Avendrace, giardino privato molto interessante, soprattutto per i vecchissimi Melograni.

Insomma, buone passeggiate nel verde dei giardini "certificati"!

lunedì 20 maggio 2019

Largo alle giovani Bauhinie!

La Bauhinia variegata, fabacea di origine tropicale, è una pianta abbastanza rara e poco conosciuta a Cagliari, se non fosse per i due esemplari visibilissimi alla fine di viale Colombo, dei quali abbiamo parlato più volte sin dalle origini del blog (post del  3/12/10,  3/5/111/8/16).

Purtroppo gli esemplari di viale Colombo non stanno bene, e la posizione angusta non aiuta; per vedere altri esemplari, fino ad oggi, si doveva fare un salto all'Orto Botanico, o al Circu de Soli di Mulinu Becciu, cioè in posti non certamente di passaggio.

Da oggi, però, non è più così, perché sono stati recentemente piantumati due nuovi esemplari in una strada del centro cittadino, la via De Gioannis.




Ecco il giovane esemplare a fiori rosa, fiorito prima dell'emissione delle foglie.

Ci troviamo nello slargo della via poco dopo la scuola media, dove è stato recentemente risistemato un piccolo giardinetto.


 

E questo è l'esemplare a fiori bianchi. Mi pare che ambedue godano di ottima salute e voglia di crescere, e stanno emettendo le belle foglie a due lobi che, ricordo, hanno la peculiare caratteristica di chiudersi o aprirsi a seconda della luce.

Diamo dunque il benvenuto a queste giovinette, auguriamoci che crescano bene e che vengano rispettate dagli umani, affinché possano superare in bellezza le nonne di viale Colombo.

Se vogliamo avere una idea di come queste piante adulte ed in buone condizioni possano arredare gli spazi urbani, un'altra opzione è quella di fare una salto a Pula, nella piazza di fronte alla chiesa di S.Giovanni Battista: veramente un bello spazio. 

mercoledì 15 maggio 2019

Che belli i balconi fioriti!

Domenica scorsa c'è stata la premiazione di una bella iniziativa, "Balconi fioriti a Villanova", che intende da qualche anno promuovere il piacere, per chi vive o lavora nel quartiere, di coltivare fioriture e verde in generale, condividendo questo piacere con tutti.

Io conoscevo questa iniziativa, guidata da una struttura organizzativa competente e simpaticissima, e conoscevo altresì la vocazione già ampiamente dimostrata dal quartiere di dotarsi di verde esposto (post del 23/10/15 e del  20/4/17); quest'anno però è stato speciale, perché ho avuto l'onore ed il piacere di essere chiamato a fare parte della giuria che ha espresso i giudizi di merito sui vari balconi.

Vi rimando a Facebook ed alla pagina dedicata all'iniziativa, se siete interessati ad ulteriori dettagli, ma voglio presentarvi due balconi, molto diversi ma ugualmente belli, che sono stati classificati fra i primi 20, su un totale di più di 80 partecipanti.





L'abbondanza e l'allegria dei fiori è qui l'elemento dominante, ma si fa apprezzare anche la varietà, l'inserimento dei rampicanti, l'inquadramento nel contesto delle finestre e degli infissi. Siamo in via Eleonora D'Arborea.















E questo, più intimo ma altrettanto bello, in via Oristano. Balcone piccolo ma allestito con maestria, accostamento di colori molto gradevole, eleganti e vezzose tendine interne a fare da cornice.










Se vi ho suscitato il desiderio di fare una passeggiata nel quartiere per ammirare i lavori sono soddisfatto, era il risultato che volevo ottenere.  Spero naturalmente nel contagio di questa bella malattia, che porta ad abbellire i balconi, i davanzali, le finestre, i giardinetti, i fili per stendere, tutto quello che può rendere migliore la nostra città ed il nostro spirito. 

venerdì 10 maggio 2019

Il rosso a Monte Claro

Torniamo a Monte Claro, e torniamo ai Callistemon, che abbiamo citato, ma solo di sfuggita, recentemente (post del 28/4/19). Ci torniamo per un doveroso omaggio a questi splendidi arbusti fioriti, i Callistemon citrinus,  ed al parco che ospita gli esemplari odierni, esemplari che non avevo ancora presentato.







Guardate questo sentierino, e l'infilata di spighe rosse che lo abbellisce: serve qualche commento?





E, se non vi basta, ecco un altro scorcio, con il ruscello - abbastanza pulito - percorso da tartarughe d'acqua ed anatre: vogliamo essere orgogliosi, una volta tanto, di essere nella nostra città, e non in un giardino inglese o svizzero?

La grandezza del parco di Monte Claro, la varietà di specie arboree che lo abitano, e la buona cura con cui viene tenuto, fanno sì che le occasioni di incontri piacevoli  si moltiplichino, anche in diversi periodi dell'anno.










Infine, dato che oggi andiamo sul rosso, godiamoci questa Erythrina caffra (post del 13/5/13) che comincia a fiorire.

Certo, non sarà bella come i campioni di via De Gioannis o del Corso Vittorio Emanuele, ma questa ha il vantaggio di essere inserita nel mezzo di un prato verde, vuoi mettere?

sabato 4 maggio 2019

E, in cima alle scalette, la Aloe fiorita

Mettiamo che tu stiamo tornando a piedi dal fare spese nei dintorni di piazza Yenne, con buste pesanti, e che siamo diretti all'agognato recupero dell'auto nella zona delle Monache Cappuccine.  Abbiamo imboccato via Manno, e giriamo a sinistra per salire nelle scalette di via Spano.


Il fiatone comincia a farsi sentire da subito, già a guardarle dal basso. Allora il suggerimento è quello di fare tappa alla prima curva delle scale, ed ammirare i fiori affascinanti delle Aloe arborescens, in gruppo sui racemi in cima ai lunghi fusti.

I fiori della Aloe hanno colori variabili fra l'arancio ed il rosso, anche a seconda delle varietà, alcune delle quali fioriscono anche in inverno (post del 18/2/14,   25/12/18); queste di via Spano sono della varietà più comune, che fiorisce in primavera.





Allora, dopo aver ripreso fiato ammirando la Aloe dal basso, ci giriamo per affrontare gli altri gradini, e diamo un altro sguardo ai fiori, adesso con lo sfondo dei bastioni del Rettorato.

Ecco, siamo quasi arrivati all'auto, il battito cardiaco è sceso e l'umore è risalito, anche per opera del sorriso primaverile dell'Aloe che ci saluta dalle scale di via Spano.

domenica 28 aprile 2019

Piazza del Carmine fra il vecchio, il nuovo e.....il bello

La piazza del Carmine, lo sappiamo, è un luogo fondamentale per Cagliari, soprattutto per il suo essere piazza: una rarità per la nostra città, con i suoi 5000 metri quadri in pieno centro, circondata da bei palazzi e ornata da molto verde.  Non per niente l'avevamo classificata nel blog già dai primordi (post del 10/2/11).

Grande capacità di accoglienza ed aggregazione, ed alto valore simbolico, per le riunioni di folla dedicate fra l'altro alle celebrazioni del 25 aprile e del primo maggio (post del 27/4/13  e del 2/5/15).

Ci sono tornato di recente, ho scattato alcune foto che giustificano il titolo del post, e ve le presento.




Ecco il vecchio, rappresentato da una prospettiva dei maestosi Ficus retusa, con molti decenni alle spalle, che segnano il perimetro del luogo; in particolare l'esemplare in primo piano è dotato di lunga barba, costituita in realtà dalle radici aeree.





Ed ecco il nuovo, rappresentato da un piccolo Acero palmato, Acer palmatum var. atropurpureum, che si affaccia timido, circondato dai grandi vecchi.

I giardinieri comunali hanno sistemato un gruppo di questi Aceri in alcune delle aiuole, soprattutto quelle d'angolo; stentano un po', ma sembra comunque che ce la stiano facendo.
Speriamo bene, possono venire su degli arbusti bellissimi dal colore rossastro, simili a quelli che avevo già classificato nel 2011 (post del 26/4/11); auguriamoci che noi umani frequentatori della piazza, e gli animali che ci fanno compagnia,  trattiamo con il dovuto rispetto queste piantine!




 



Ed ecco infine il bello: è il periodo della fioritura dei Callistemon citrinus, e gli esemplari di piazza del Carmine sono meravigliosi, stracarichi in questi giorni dei loro scovolini rossi; ve ne ho parlato diverse volte, ma non potevo lasciare il post senza ribadire la loro bellezza!


martedì 23 aprile 2019

Tamerice e Ginestra, umili ma.....

I puntini di sospensione del titolo sono parlanti: dichiarano che due arbusti spontanei nella nostra isola, che crescono dappertutto senza aver bisogno di niente, normalmente umili e dimessi, sanno al momento giusto offrire un meraviglioso spettacolo, la loro fioritura.

Vi voglio proporre oggi una fioritura bianca, non comune né per la Tamerice né per la Ginestra, la cui fioritura fa pensare rispettivamente al rosa ed al giallo.

Gli scatti sono stati fatti al parco di Terramaini, grande contenitore di bellezze, del quale abbiamo parlato tante volte.
 
 
                                                                                 Ecco una Tamarix gallica , carica di racemi che riuniscono i fiorellini bianchi, disposti in maniera casuale sui rametti ricadenti.

Si intravedono le foglioline a squame che caratterizzano questa pianta.


                                                                   




Questa a destra è invece la Ginestra, e per la precisione si tratta di una Genista monosperma (post 21/3/16), praticamente priva di foglie ma carica di fiorellini sui rametti anch'essi ricadenti, quasi prostrati.

Una fioritura notevole, durevole, profumata, proprio un bel vedere.






Insomma due belle fioriture e due arbusti degni di nota, cantati anche dai nostri poeti con componimenti studiati al liceo, D'annunzio per le Tamerici e Leopardi per le Ginestre; un ulteriore elemento di interesse per il nostro accostamento odierno.

mercoledì 17 aprile 2019

L'adattamento del Carrubo

Abbiamo parlato diverse volte delle capacità che hanno gli alberi, ed in particolare alcune specie di alberi, di adattarsi anche a situazioni per loro piuttosto sfavorevoli.

Il Carrubo per esempio, pianta nostrana e quindi "testa dura", è una di queste specie, ed ecco un esemplare cittadino che lo dimostra.





Siamo in via Costantinopoli, vicino all'angolo con via Zagabria, ed il tronco del Carrubo appare piegato, anche se la chioma ha un assetto abbastanza regolare, e l'albero mostra buona salute.





Direte: e che c'è di strano, se ne vedono di Carrubi storti!

E insomma, non è proprio così, se superiamo la siepe e guardiamo da vicino: questo albero si è trovato, come e quando non so, a scegliere se morire soffocato dal palazzo o adattarsi alla situazione, ed ha scelto di adattarsi.

Le sue qualità vegetative gli hanno finora consentito di evitare la motosega; speriamo che non diventi troppo prepotente con le radici, e che possa conseguentemente durare ancora a lungo!

lunedì 8 aprile 2019

Il risveglio del Circo

Non parliamo di pagliacci o di cavalli, naturalmente, ma del "Circu de Soli", il giardino di Mulinu Becciu inaugurato nel 2016, i cui alberi si risvegliano dal letargo invernale. Gli abbiamo dato il benvenuto (post del 8/3/16), abbiamo scrutato le prime foglie di alberi rari (post del 20/5/17), abbiamo espresso  critiche per le mancate manutenzioni (post del 12/2/19); adesso è giunto il momento di fare sul serio.




Ecco allora che si presenta la Paulownia tomentosa con la sua splendida fioritura.

Questo albero, rarissimo in città, prende idealmente il testimone dal vecchio esemplare di via Santa Gilla (post 27/4/17 e precedenti), al quale naturalmente auguriamo ancora lunga vita; questo giovanetto del Circu de Soli si presenta carico di fiori prima di cominciare a mettere le foglie, che stanno cominciando a spuntare.





Ecco un primo piano delle pannocchie fiorite, ma si intravedono anche i vecchi frutti dell'anno scorso e le prime foglioline nuove.

Insomma incomincia il ciclo annuale di questa giovane creatura vegetale.



Ma c'è anche un'altra bellissima fioritura, che vediamo qui a sinistra: si tratta di una Lagerstroemia indica, alberello del quale abbiamo parlato più volte.

Un tempo piuttosto presente in città, viale Bonaria e via Dante per esempio, ha "rinunciato" progressivamente a queste presenze per la mancanza di cure, ed oggi viene correttamente riproposto nei parchi (per esempio parco Vannelli e Terramaini) dove le cure possono essere meglio assicurate. 

Sia come sia, diamo il benvenuto a questo esemplare di Mirto crespo, che fra l'altro mostra la sua giovanile impazienza fiorendo con congruo anticipo rispetto alla norma.



Insomma, il Circo si sveglia e ci regalerà nuove fioriture, anche rare, per i prossimi mesi; ribadisco però, a maggior ragione, la necessità di manutenere i cartelli indicatori, per facilitare la vicinanza ai nuovi alberi della cittadinanza, a cominciare da quella giovanile