Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... Alberi rari in città

post del 23 giugno 2011 - Aberia caffra
post del 27 settembre 2012 - Acer saccharinum
post del 11 agosto 2011 - Clerodendrum trichotomum
post del 25 gennaio 2011 - Ficus religiosa
post del 20 ottobre 2011 - Paulownia tomentosa

venerdì 19 luglio 2019

Il bosco di Chorisie

Non conto più le volte che ho parlato della Chorisia insignis nel blog: l'abbiamo vista e fotografata in tutte le stagioni ed in tanti luoghi cagliaritani, ma anche all'estero, fino a Cuba (post del 28/11/16), dove la Chorisia, o Ceiba speciosa che dir si voglia,  è considerata sacra.

Allora mi sono detto, quando ho ricevuto la fotografia inviatami da Morgana, che ringrazio, ben venga una volta di più!

Eccole qui le Chorisie di Valencia che formano un boschetto. In primo piano un esemplare che rende merito al nome spagnolo di Palo borracho già citato con riferimento ad esemplari di Barcellona (post del 5/9/11), tanto per rimanere in Spagna; gli altri dietro, più piccoletti, hanno il rigonfiamento appena accennato, e sembrano quasi soldatini dietro al generale.

Ci troviamo, per la precisione, nel grande parco urbano dei Jardines del Turia appunto a Valencia, in una splendida mattinata dell'aprile scorso, e gli alberi sono ancora spogli.

Se volete vedere una immagine estiva, con gli alberi carichi di foglie, potete cercare un qualsiasi sito riferito ai citati giardini. 



La Chorisia, in conclusione, sa sempre farsi apprezzare, in ogni stagione ed in ogni luogo.

domenica 14 luglio 2019

La bellezza del Cedro

Il Cedro è un albero bello per antonomasia, sia esso del Libano, dell'Himalaya, dell'Atlante, cioè di una delle tre specie di questo genere di Pinacee.

Ovviamente l'affermazione precedente è valida nel caso di alberi sani, e questo la rende purtroppo di difficile applicazione a Cagliari, dove gli esemplari sani sono in numero modesto, dato che i Cedri non amano il nostro clima. Ho cercato comunque, nelle tante volte che vi ho presentato i Cedri cittadini, di trovare gli esemplari migliori, e vi suggerisco una ricerca nel blog se volete fare un veloce ripasso (richiamo come esempio il post del 2/7/13, relativo ad un esemplare in via Dell'Abbazia); non ho però mai nascosto che, per vedere esemplari veramente belli, bisogna attraversare il mare.


Ed è quello che faccio anche oggi, cioè attraversare il mare, presentandovi questo splendido esemplare che mi ha inviato Ilaria, che ringrazio, di un Cedro cittadino che vive in un giardinetto di Pergine Valsugana, piccola città in provincia di Trento, dove Ilaria si trovava per lavoro.

Bello, alto ed elegante, si staglia contro il tramonto, brumoso ma che pure mette in evidenza le sue possenti branche; da queste ultime mi pare di dedurre che si tratti di un Cedro del Libano, dato che le branche inferiori si dipartono dal tronco quasi orizzontali, per poi deviare verso l'alto, nel tipico assetto a candelabro (post del 23/5/12).

Che dire? Ci permettiamo un po' di invidia per il Cedro di Pergine, ma ci consoliamo pensando che i nostri tramonti, per restare alla foto, sono molto più belli e tersi dei loro!

martedì 9 luglio 2019

La pioggia dorata

Parliamo, contrariamente a quello che qualche fantasioso "birboncello" potrebbe pensare, di pioggia di fiori, che in questi giorni vede coinvolti gli esemplari di Sophora japonica, nostra vecchia conoscenza piuttosto presente in città.

Le Sofore più conosciute sono quelle di via Cugia e di via Carboni Boy, ma ne troviamo anche in piazza Repubblica, in via Fracastoro, in quasi tutti i parchi cittadini, ai Giardini Pubblici, per non dire della matriarca di Stampace  (post 1/5/18 ed altri). Insomma lo spettacolo della presenza sulla pianta e della successiva caduta delle migliaia di fiorellini bianco-gialli piacevolmente profumati, a formare tappeti circolari o passatoie, è facilmente godibile.





Ecco uno degli esemplari di piazza Repubblica, che deve ancora raggiungere il massimo della carica di fiori, nonostante abbia già cominciato a spogliarsene.













Ed ecco un particolare, con un gruppo di pannocchie  che espongono i fiorellini, la cui forza sta nel gruppo.

Colgo l'occasione per ricordare che alla fine di settembre le Sofore ci regaleranno la cascata dei baccelli appesi, piccole perle verde chiaro (post del 17/9/15


 Insomma, una pianta generosa nell'offrirci momenti di ammirazione.

martedì 2 luglio 2019

Anche l'invincibile, talvolta.....





Siccome siamo entrati, e direi alla grande, nella stagione estiva, ci può stare un indovinello, anzi due: chi è l'invincibile del titolo e della foto qui accanto, e dove si trova?

Se avete indovinato ambedue le risposte siete non solo affezionati lettori del blog, ma anche buoni osservatori degli alberi cagliaritani inseriti nelle strade che li ospitano!

Infatti invincibile è il nomignolo che abbiamo affibbiato, sia in forma affermativa che interrogativa (post del 6/7/12,   post del 21/7/13) ad un albero molto trattato dal blog, per la sua presenza in città e per la sua straordinaria invadenza: l'Ailanthus altissima. 

Risolto il primo indovinello, veniamo al secondo: questo esemplare si trova nel cuore della città, e precisamente in via Abba, dove la strada si stringe prima di sfociare in via Garibaldi.

Resta da chiarire il "talvolta" del titolo, seguito dai punti di sospensione:  il completamento della frase potrebbe essere "è costretto a soccombere", dato che la Bougainvillea (post 3/8/11, per un esemplare a brattee bianche) che lo sta colonizzando sembra che si trovi molto bene, e l'Ailanto sicuramente soffre per  l'assalto, ma non può farci niente.

Infatti il suo armamentario da guerra per la conquista del territorio, e cioè enorme produzione di semi alati, polloni infestanti in quantità, armi chimiche utilizzate attraverso le radici, non può nulla se un concorrente come la Bougainvillea, grande combattente anch'essa, gli si arrampica addosso, magari partendo da un tronco a debita distanza da quello dell'Ailanto.

Insomma, la signora dalle brattee viola ha trovato la sua strada verso la luce, gratuita e senza rischi!


mercoledì 26 giugno 2019

Il tappeto rosso

Non siamo ad Hollywood, né a Cannes e neppure a Venezia, dove si stendono i tappeti rossi per accompagnare i divi del cinema; siamo, molto più banalmente, nella nostra città, a Cagliari in via Stoccolma.



Eccolo, il tappeto rosso a cui faccio riferimento: sono le migliaia di piccoli orci che le due Sterculie diversifolia, a noi molto note, stanno lasciando andare a fine fioritura.

E' un continuo cadere, in questi giorni, soprattutto se c'è un po' di vento; il tappeto si rinnova continuamente, ed i fiorellini che si seccano o marciscono vengono sostituiti da nuovi.

Certo, il tappeto non ha la forma di passatoia, e non possiamo aspettarci che ci passino i divi; ma, quanto a naturalità e fascino, il nostro tappeto vince a mani basse!

venerdì 14 giugno 2019

Benvenuti nuovi Ginkgo di piazza Giovanni

Il Ginkgo biloba di piazza Giovanni non è più solo. L'albero mascotte della piazza, bellino ma piccoletto e poco visibile in mezzo ai grandi Pini, Jacarande e Ficus retusa (post del 13/8/11), che doveva spogliarsi per mettersi finalmente in evidenza (post del 9/12/10), ha da poco un certo numero di giovani compagni di viaggio.

    
Eccoli qui, nello slargo che si inoltra verso il lato posteriore della piazza, in sostituzione probabilmente di vecchi Pini eliminati.

E' una buona notizia l'aggiunta di questa specie arborea, trattandosi di alberi belli ed eleganti che forniscono elevato valore aggiunto all'arredo urbano; pensiamo per esempio a quelli di piazza Repubblica!

Ricordiamoci però che la loro crescita è lenta, e che quando sono piccoli hanno bisogno di cure dei tecnici e di rispetto dei cittadini, non come successo per esempio in viale Buoncammino (post 14/6/18).

Comunque, auguri per una vita lunga e sana!

lunedì 10 giugno 2019

Un maestoso Olivastro cagliaritano

Certo, non possiamo paragonarlo ai millenari patriarchi di Luras (post del 5/1/17),  né ai bellissimi esemplari di Santa Maria Navarrese (post del 3/11/14), ma se ci limitiamo alla nostra area metropolitana il nostro si confronta alla pari con qualsiasi concorrente.

Di chi stiamo parlando? Come dice il titolo, di un Olivastro cagliaritano, e precisamente di quello che vive nel cortile della scuola media di via Stoccolma, a Genneruxi.




Eccolo qui, impegnato nella fioritura di fine maggio, copiosa quanto basta per dimostrare l'ottima forma vegetativa di questa pianta.

Ve lo avevo già presentato, in versione invernale (post del 17/1/14), ripreso da via Stoccolma; qui lo vediamo più ravvicinato, ripreso dalla adiacente scuola elementare. Comunque è ben visibile e godibile dalla strada, questo campione che merita di essere conosciuto da una platea molto più vasta di quella di quartiere.     

giovedì 6 giugno 2019

Il fascino del fiore della Monstera deliciosa

La Monstera deliciosa è una bella pianta d'appartamento della famiglia dei Filodendri, molto scenografica per le dimensioni delle foglie e l'aspetto d'insieme, se viene opportunamente sorretta.

Ma, come abbiamo già detto (post del 16/7/11), l'appartamento non è il suo habitat ideale, in quanto pianta di origine tropicale: le manca l'umidità, non ha dove arrampicarsi, non può aiutarsi con le radici aeree.  E allora, complice il nostro clima, la Monstera ha deciso che il suo posto è in giardino, a cominciare dal nostro giardino per eccellenza, l'Orto Botanico, dove vegetano splendidi esemplari.

Ma anche in giardini meno curati la Monstera è in grado non solo di crescere, ma anche di fiorire, come abbiamo già certificato (post del 26/10/14   e del 3/6/17).

    
Ecco l'ultimo fiore, o meglio infiorescenza, che ho fotografato in un giardino condominiale nemmeno troppo curato; una pianta sana e rigogliosa, che come si vede prepara diversi altri fiori, ancora avvolti dalla spata chiusa che li protegge.

Faccio notare la bellezza di questa forma geometrica, fra l'altro profumata; l'infiorescenza o spadice si tramuterà in frutto, una sorta di pannocchia protetta da squame.

Non mi risulta che a Cagliari i frutti siano arrivati a maturazione, operazione che richiede tempi piuttosto lunghi; leggo che i frutti maturi hanno un ottimo sapore simile  all'ananas. Per ora accontentiamoci dei fiori, che sono comunque un bello spettacolo!

venerdì 31 maggio 2019

Il molestatore dei Giardini Pubblici non può più nuocere

Forse qualcuno dei lettori più attenti ricorderà il molestatore in calcestruzzo, epiteto che avevo attribuito nel 2013 (post del 20/10/13)  all'opera di Mauro Staccioli, un triangolo di lamiera e calcestruzzo che si appoggiava pesantemente ad un incolpevole Carrubo.

Successivamente, nel 2016 (post del 19/8/16) prendevo atto che il molestatore sembrava aver vinto, nonostante il tardivo tentativo di sostenerne il peso con un cavalletto metallico; il vecchio Carrubo cominciava a piegarsi ed alcune sue radici apparivano strappate.

E siamo ad oggi:


Come si vede, l'inclinazione del tronco è molto aumentata, inclinazione che il misero puntone che lo sostiene sembra non poter contrastare in alcun modo.

In compenso il molestatore giace a terra finalmente inoffensivo, almeno per il momento; non conosco quale futuro sia previsto per lui.

 

Temo invece di poter facilmente prevedere il futuro prossimo del Carrubo, se non si interviene in fretta per sostenerlo e curarlo: è un futuro di morte.

Certo questo albero è vecchio, e non so dire quanto l'azione del molestatore abbia accelerato la sua decadenza, ma sicuramente vi ha contribuito: per chiudere con una nota di speranza, possiamo però notare che la chioma è ancora verde ed abbastanza in buone condizioni. Chissà.

lunedì 27 maggio 2019

Contenimento radici in viale Merello: vittoria o sconfitta?

Parliamo dell'esperimento del 2015, effettuato su un tratto di marciapiede del viale Merello, per superare il problema delle radici dei Ficus retusa affioranti.

E' stato usato un asfalto drenante, che doveva ottenere l'effetto di non rendere più necessario, per gli alberi, andarsi a cercare l'acqua in superficie; il tutto, fra l'altro, di qualità estetica molto superiore a quella dell'asfalto tradizionale. Come è andato l'esperimento?



Beh, dalle immagini qui ai lati non sembra che tutto sia filato liscio, anzi si potrebbe parlare di una sconfitta, anche se la parte del marciapiede  più a monte è rimasta tuttora sana.






Però, bisogna dire, il Comune non si è perso d'animo: ipotizzando che le spaccature interessino soltanto il contorno più vicino all'albero, è stato rifatto un nuovo tratto di marciapiede, di fronte all'ingresso dell'Orto dei Cappuccini, nel quale attorno ad ogni Ficus è stato lasciato libero un grande spazio, una sorta di aiuola ricoperta da sassolini.

Sarà questa la soluzione giusta? Ancora non si può dire, il giudizio è sospeso fino alla prossima puntata.

venerdì 24 maggio 2019

Ritorna l'appuntamento in giardino per il Lantana Resort e tanti altri

Anche quest'anno, con il benemerito patrocinio ed il fondamentale supporto dell'APGI, Associazione Parchi e Giardini d'Italia ( www.apgi.it ), aprono al pubblico il prossimo fine settimana del 1 e 2 giugno tantissimi giardini italiani normalmente chiusi.

E' una ottima occasione per una visita che capita raramente di poter fare; infatti, anche se molti parchi e giardini sono normalmente aperti, molti altri, in quanto privati, non sono visitabili.

Vi avevo presentato questa iniziativa nel 2016 (post del 14/10/16)  con particolare riferimento al Lantana Resort di Pula, appena entrato nel ristretto novero dei giardini sardi, ed unico nel cagliaritano oltre all'Orto Botanico.

Oggi il numero dei giardini riconosciuti di valore ed iscritti all'APGI in Sardegna è per fortuna aumentato di molto, e conta 17 partecipanti; io ne conosco molti, ma continuo a ritenere che il Lantana Resort abbia un tocco di fascino speciale, e meriti assolutamente la visita.


Ecco un altra immagine, il giardino in stile arabo, che si aggiunge a quelle che vi avevo presentato nel post del 2016 ed in quello del 2018 (post del 30/5/18).

La struttura è naturalmente dotata di sito Internet, attraverso il quale si può prenotare la visita guidata per il 1 giugno, ed acquisire tutte le ulteriori informazioni.

Nel sito dell'APGI trovate anche tutte le altre strutture sarde partecipanti; fra le più vicine, a parte quelle stranote (Monte Urpinu, giardini Pubblici, Orto Botanico...) segnalo anche la villa Carboni in Sant'Avendrace, giardino privato molto interessante, soprattutto per i vecchissimi Melograni.

Insomma, buone passeggiate nel verde dei giardini "certificati"!

lunedì 20 maggio 2019

Largo alle giovani Bauhinie!

La Bauhinia variegata, fabacea di origine tropicale, è una pianta abbastanza rara e poco conosciuta a Cagliari, se non fosse per i due esemplari visibilissimi alla fine di viale Colombo, dei quali abbiamo parlato più volte sin dalle origini del blog (post del  3/12/10,  3/5/111/8/16).

Purtroppo gli esemplari di viale Colombo non stanno bene, e la posizione angusta non aiuta; per vedere altri esemplari, fino ad oggi, si doveva fare un salto all'Orto Botanico, o al Circu de Soli di Mulinu Becciu, cioè in posti non certamente di passaggio.

Da oggi, però, non è più così, perché sono stati recentemente piantumati due nuovi esemplari in una strada del centro cittadino, la via De Gioannis.




Ecco il giovane esemplare a fiori rosa, fiorito prima dell'emissione delle foglie.

Ci troviamo nello slargo della via poco dopo la scuola media, dove è stato recentemente risistemato un piccolo giardinetto.


 

E questo è l'esemplare a fiori bianchi. Mi pare che ambedue godano di ottima salute e voglia di crescere, e stanno emettendo le belle foglie a due lobi che, ricordo, hanno la peculiare caratteristica di chiudersi o aprirsi a seconda della luce.

Diamo dunque il benvenuto a queste giovinette, auguriamoci che crescano bene e che vengano rispettate dagli umani, affinché possano superare in bellezza le nonne di viale Colombo.

Se vogliamo avere una idea di come queste piante adulte ed in buone condizioni possano arredare gli spazi urbani, un'altra opzione è quella di fare una salto a Pula, nella piazza di fronte alla chiesa di S.Giovanni Battista: veramente un bello spazio. 

mercoledì 15 maggio 2019

Che belli i balconi fioriti!

Domenica scorsa c'è stata la premiazione di una bella iniziativa, "Balconi fioriti a Villanova", che intende da qualche anno promuovere il piacere, per chi vive o lavora nel quartiere, di coltivare fioriture e verde in generale, condividendo questo piacere con tutti.

Io conoscevo questa iniziativa, guidata da una struttura organizzativa competente e simpaticissima, e conoscevo altresì la vocazione già ampiamente dimostrata dal quartiere di dotarsi di verde esposto (post del 23/10/15 e del  20/4/17); quest'anno però è stato speciale, perché ho avuto l'onore ed il piacere di essere chiamato a fare parte della giuria che ha espresso i giudizi di merito sui vari balconi.

Vi rimando a Facebook ed alla pagina dedicata all'iniziativa, se siete interessati ad ulteriori dettagli, ma voglio presentarvi due balconi, molto diversi ma ugualmente belli, che sono stati classificati fra i primi 20, su un totale di più di 80 partecipanti.





L'abbondanza e l'allegria dei fiori è qui l'elemento dominante, ma si fa apprezzare anche la varietà, l'inserimento dei rampicanti, l'inquadramento nel contesto delle finestre e degli infissi. Siamo in via Eleonora D'Arborea.















E questo, più intimo ma altrettanto bello, in via Oristano. Balcone piccolo ma allestito con maestria, accostamento di colori molto gradevole, eleganti e vezzose tendine interne a fare da cornice.










Se vi ho suscitato il desiderio di fare una passeggiata nel quartiere per ammirare i lavori sono soddisfatto, era il risultato che volevo ottenere.  Spero naturalmente nel contagio di questa bella malattia, che porta ad abbellire i balconi, i davanzali, le finestre, i giardinetti, i fili per stendere, tutto quello che può rendere migliore la nostra città ed il nostro spirito. 

venerdì 10 maggio 2019

Il rosso a Monte Claro

Torniamo a Monte Claro, e torniamo ai Callistemon, che abbiamo citato, ma solo di sfuggita, recentemente (post del 28/4/19). Ci torniamo per un doveroso omaggio a questi splendidi arbusti fioriti, i Callistemon citrinus,  ed al parco che ospita gli esemplari odierni, esemplari che non avevo ancora presentato.







Guardate questo sentierino, e l'infilata di spighe rosse che lo abbellisce: serve qualche commento?





E, se non vi basta, ecco un altro scorcio, con il ruscello - abbastanza pulito - percorso da tartarughe d'acqua ed anatre: vogliamo essere orgogliosi, una volta tanto, di essere nella nostra città, e non in un giardino inglese o svizzero?

La grandezza del parco di Monte Claro, la varietà di specie arboree che lo abitano, e la buona cura con cui viene tenuto, fanno sì che le occasioni di incontri piacevoli  si moltiplichino, anche in diversi periodi dell'anno.










Infine, dato che oggi andiamo sul rosso, godiamoci questa Erythrina caffra (post del 13/5/13) che comincia a fiorire.

Certo, non sarà bella come i campioni di via De Gioannis o del Corso Vittorio Emanuele, ma questa ha il vantaggio di essere inserita nel mezzo di un prato verde, vuoi mettere?

sabato 4 maggio 2019

E, in cima alle scalette, la Aloe fiorita

Mettiamo che tu stiamo tornando a piedi dal fare spese nei dintorni di piazza Yenne, con buste pesanti, e che siamo diretti all'agognato recupero dell'auto nella zona delle Monache Cappuccine.  Abbiamo imboccato via Manno, e giriamo a sinistra per salire nelle scalette di via Spano.


Il fiatone comincia a farsi sentire da subito, già a guardarle dal basso. Allora il suggerimento è quello di fare tappa alla prima curva delle scale, ed ammirare i fiori affascinanti delle Aloe arborescens, in gruppo sui racemi in cima ai lunghi fusti.

I fiori della Aloe hanno colori variabili fra l'arancio ed il rosso, anche a seconda delle varietà, alcune delle quali fioriscono anche in inverno (post del 18/2/14,   25/12/18); queste di via Spano sono della varietà più comune, che fiorisce in primavera.





Allora, dopo aver ripreso fiato ammirando la Aloe dal basso, ci giriamo per affrontare gli altri gradini, e diamo un altro sguardo ai fiori, adesso con lo sfondo dei bastioni del Rettorato.

Ecco, siamo quasi arrivati all'auto, il battito cardiaco è sceso e l'umore è risalito, anche per opera del sorriso primaverile dell'Aloe che ci saluta dalle scale di via Spano.

domenica 28 aprile 2019

Piazza del Carmine fra il vecchio, il nuovo e.....il bello

La piazza del Carmine, lo sappiamo, è un luogo fondamentale per Cagliari, soprattutto per il suo essere piazza: una rarità per la nostra città, con i suoi 5000 metri quadri in pieno centro, circondata da bei palazzi e ornata da molto verde.  Non per niente l'avevamo classificata nel blog già dai primordi (post del 10/2/11).

Grande capacità di accoglienza ed aggregazione, ed alto valore simbolico, per le riunioni di folla dedicate fra l'altro alle celebrazioni del 25 aprile e del primo maggio (post del 27/4/13  e del 2/5/15).

Ci sono tornato di recente, ho scattato alcune foto che giustificano il titolo del post, e ve le presento.




Ecco il vecchio, rappresentato da una prospettiva dei maestosi Ficus retusa, con molti decenni alle spalle, che segnano il perimetro del luogo; in particolare l'esemplare in primo piano è dotato di lunga barba, costituita in realtà dalle radici aeree.





Ed ecco il nuovo, rappresentato da un piccolo Acero palmato, Acer palmatum var. atropurpureum, che si affaccia timido, circondato dai grandi vecchi.

I giardinieri comunali hanno sistemato un gruppo di questi Aceri in alcune delle aiuole, soprattutto quelle d'angolo; stentano un po', ma sembra comunque che ce la stiano facendo.
Speriamo bene, possono venire su degli arbusti bellissimi dal colore rossastro, simili a quelli che avevo già classificato nel 2011 (post del 26/4/11); auguriamoci che noi umani frequentatori della piazza, e gli animali che ci fanno compagnia,  trattiamo con il dovuto rispetto queste piantine!




 



Ed ecco infine il bello: è il periodo della fioritura dei Callistemon citrinus, e gli esemplari di piazza del Carmine sono meravigliosi, stracarichi in questi giorni dei loro scovolini rossi; ve ne ho parlato diverse volte, ma non potevo lasciare il post senza ribadire la loro bellezza!


martedì 23 aprile 2019

Tamerice e Ginestra, umili ma.....

I puntini di sospensione del titolo sono parlanti: dichiarano che due arbusti spontanei nella nostra isola, che crescono dappertutto senza aver bisogno di niente, normalmente umili e dimessi, sanno al momento giusto offrire un meraviglioso spettacolo, la loro fioritura.

Vi voglio proporre oggi una fioritura bianca, non comune né per la Tamerice né per la Ginestra, la cui fioritura fa pensare rispettivamente al rosa ed al giallo.

Gli scatti sono stati fatti al parco di Terramaini, grande contenitore di bellezze, del quale abbiamo parlato tante volte.
 
 
                                                                                 Ecco una Tamarix gallica , carica di racemi che riuniscono i fiorellini bianchi, disposti in maniera casuale sui rametti ricadenti.

Si intravedono le foglioline a squame che caratterizzano questa pianta.


                                                                   




Questa a destra è invece la Ginestra, e per la precisione si tratta di una Genista monosperma (post 21/3/16), praticamente priva di foglie ma carica di fiorellini sui rametti anch'essi ricadenti, quasi prostrati.

Una fioritura notevole, durevole, profumata, proprio un bel vedere.






Insomma due belle fioriture e due arbusti degni di nota, cantati anche dai nostri poeti con componimenti studiati al liceo, D'annunzio per le Tamerici e Leopardi per le Ginestre; un ulteriore elemento di interesse per il nostro accostamento odierno.

mercoledì 17 aprile 2019

L'adattamento del Carrubo

Abbiamo parlato diverse volte delle capacità che hanno gli alberi, ed in particolare alcune specie di alberi, di adattarsi anche a situazioni per loro piuttosto sfavorevoli.

Il Carrubo per esempio, pianta nostrana e quindi "testa dura", è una di queste specie, ed ecco un esemplare cittadino che lo dimostra.





Siamo in via Costantinopoli, vicino all'angolo con via Zagabria, ed il tronco del Carrubo appare piegato, anche se la chioma ha un assetto abbastanza regolare, e l'albero mostra buona salute.





Direte: e che c'è di strano, se ne vedono di Carrubi storti!

E insomma, non è proprio così, se superiamo la siepe e guardiamo da vicino: questo albero si è trovato, come e quando non so, a scegliere se morire soffocato dal palazzo o adattarsi alla situazione, ed ha scelto di adattarsi.

Le sue qualità vegetative gli hanno finora consentito di evitare la motosega; speriamo che non diventi troppo prepotente con le radici, e che possa conseguentemente durare ancora a lungo!

lunedì 8 aprile 2019

Il risveglio del Circo

Non parliamo di pagliacci o di cavalli, naturalmente, ma del "Circu de Soli", il giardino di Mulinu Becciu inaugurato nel 2016, i cui alberi si risvegliano dal letargo invernale. Gli abbiamo dato il benvenuto (post del 8/3/16), abbiamo scrutato le prime foglie di alberi rari (post del 20/5/17), abbiamo espresso  critiche per le mancate manutenzioni (post del 12/2/19); adesso è giunto il momento di fare sul serio.




Ecco allora che si presenta la Paulownia tomentosa con la sua splendida fioritura.

Questo albero, rarissimo in città, prende idealmente il testimone dal vecchio esemplare di via Santa Gilla (post 27/4/17 e precedenti), al quale naturalmente auguriamo ancora lunga vita; questo giovanetto del Circu de Soli si presenta carico di fiori prima di cominciare a mettere le foglie, che stanno cominciando a spuntare.





Ecco un primo piano delle pannocchie fiorite, ma si intravedono anche i vecchi frutti dell'anno scorso e le prime foglioline nuove.

Insomma incomincia il ciclo annuale di questa giovane creatura vegetale.



Ma c'è anche un'altra bellissima fioritura, che vediamo qui a sinistra: si tratta di una Lagerstroemia indica, alberello del quale abbiamo parlato più volte.

Un tempo piuttosto presente in città, viale Bonaria e via Dante per esempio, ha "rinunciato" progressivamente a queste presenze per la mancanza di cure, ed oggi viene correttamente riproposto nei parchi (per esempio parco Vannelli e Terramaini) dove le cure possono essere meglio assicurate. 

Sia come sia, diamo il benvenuto a questo esemplare di Mirto crespo, che fra l'altro mostra la sua giovanile impazienza fiorendo con congruo anticipo rispetto alla norma.



Insomma, il Circo si sveglia e ci regalerà nuove fioriture, anche rare, per i prossimi mesi; ribadisco però, a maggior ragione, la necessità di manutenere i cartelli indicatori, per facilitare la vicinanza ai nuovi alberi della cittadinanza, a cominciare da quella giovanile

giovedì 4 aprile 2019

Un nuovo, rarissimo, arbusto

Parliamo oggi di un arbusto, la Dombeya wallichii, del quale ignoravo l'esistenza fino ad alcuni giorni fa, quando Alessandro, che ringrazio, me lo ha segnalato, chiedendomi di individuare il nome.

Ho fatto le mie ricerche e, complice la particolarità del fiore a palla, credo di essere riuscito ad individuarlo, appunto come Dombeya. Eccolo qua sotto.


E' caratterizzato da grandi foglie, ma soprattutto da bei fiori a palla, somiglianti a quelli dell'Ortensia, che sono prodotti in inverno.

Infatti, essendo le foto di oggi scattate a fine inverno, i fiori si stanno già spegnendo, anche se rimarranno a lungo sulla pianta.

L'arbusto si trova in via Capula, angolo via Biasi, all'interno di un giardino condominiale.




Ecco a destra un altro fiore, sovrastato dall'ombrello delle grandi foglie.

Come si vede, anche le foglie non sono in condizioni splendide, non so dire se per la stagione o perché l'esemplare non è curato al meglio delle sue esigenze.

Insomma il giudizio su questo arbusto, detto pinkball tree nei paesi di lingua inglese, è sospeso; oggi come oggi ha un aspetto bruttino, ma deve essere rivisto in inverno, quando fiorisce.


giovedì 28 marzo 2019

La nostra Macchia in fiore

La nostra macchia mediterranea, il verde spontaneo che caratterizza soprattutto le zone costiere, ma anche le colline e pianure dell'interno, è sempre bella ed emana un profumo inconfondibile. Ma in primavera di più.

Purtroppo quest'anno le tante settimane di tempo asciutto, seguite alle copiose precipitazioni autunnali, hanno un po' guastato lo spettacolo, che però è sempre pieno di fascino.



Qui, per esempio, comincia la fioritura di un Lentisco, Pistacia lentiscus.

I fiorellini rossi, piccolissimi ed addossati l'uno all'altro, esprimono la bellezza dell'insieme; se strofinati emanano il forte ed aspro odore tipico della pianta, che si ritrova anche nell'olio di Lentisco, per chi ha assaggiato questa specialità.

Siamo su una collina che guarda il mare, dietro Santa Margherita.



E questa palla fiorita? Ma sì che la conosciamo, anche se forse con uno dei suoi nomi sardi più comuni, Lua (ma ne ha anche altri, fra cui Cacalettu, molto esplicativo riguardo all'utilizzo previsto dalla medicina popolare).

Il suo nome scientifico è Euphorbia dendroides, Euforbia arborea in italiano, ed è un arbusto contenente un lattice velenoso, che veniva utilizzato fino a qualche decennio fa per la pesca di frodo o per eliminare le sanguisughe dagli abbeveratoi degli animali allevati.

La sua fioritura, come si vede, è spettacolare se ammiriamo un declivio punteggiato di arbusti fioriti o un singolo arbusto come quello in foto, ma forse lo è ancora di più se osserviamo i fiori da vicino.




Qui vediamo, in un gruppo unico pieno di fascino, le foglie lanceolate, le brattee gialle più grandi (che diventeranno nei mesi a seguire prima ocra poi rosse), i fiorellini di giallo più carico dai quali spuntano i frutti, capsule a tre lobi ciascuno dei quali contiene un seme.

Insomma un arbusto umile, spesso presente in ambienti degradati o destinato a usi non proprio esaltanti, che qui si prende la sua rivincita. 



mercoledì 20 marzo 2019

Si prepara la fioritura del Glicine

E' una cosa veloce, la fioritura del Glicine, Wisteria sinensis: ieri la pianta spoglia, oggi l'esplosione dei racemi carichi di fiori e delle foglioline, domani la splendida copiosa fioritura, poco durevole. Insomma per il Glicine bisogna cogliere l'attimo, sennò si rischia di lasciarsi sfuggire questa meraviglia della natura, e dover aspettare la produzione autunnale!


Allora, ecco come si sta preparando un Glicine che vive avvinghiato ad una recinzione condominiale, in piazza Belgio: i racemi turgidi, carichi di fiori, sono quasi pronti ad esplodere, lasciando liberi i  numerosi fiorellini viola papilionacei dal dolce profumo. Contemporaneamente, comincia la produzione delle prime foglioline.

Nella foto si intravede, in basso a destra, un viluppo di due rami, dato che il Glicine è una delle piante meglio attrezzate per l'arrampicata sui supporti che si scelgono le piante stesse o che vengono messi a loro disposizione.

Ricordo che questa pianta, essendo una Fabacea, produrrà legumi estivi, contenenti semi piatti neri e lucidi, anch'essi affascinanti (post del 18/7/16), ancorché velenosi.

Vi ricordo infine che, se volete godere di un esemplare notevole per dimensione, potete recarvi in via Canepa (post del 5/4/11)

domenica 17 marzo 2019

Una Yucca nana, e pure seduta!

Quando ho parlato della Yucca gloriosa, Agavacea molto comune in città,  ho spesso fatto riferimento ad esemplari grandi, a volte enormi, per dimostrare l'adattabilità di questa pianta al nostro clima; lo ho fatto per esempio per l'esemplare del parco Vannelli (post del 16/1/19), o per quello privato di via Forlanini (post 11/12/14).

Oggi faccio l'opposto, cioè vi presento un esemplare veramente piccolo: in realtà non piccolo di età, ma piccolo di altezza, in quanto recentemente capitozzato.


Sembra quasi una bella e grande pianta d'appartamento, inserita in un porta vaso un po' strano, ed invece è una Yucca di strada, che si trova precisamente nel giardino sterrato di Genneruxi, in via Berna (post del 5/2/13).

Era una pianta macilenta, fusti sottili e poche foglie spettinate e sottili in cima; oggi direi che ha un aspetto decisamente migliore, e questo è uno dei casi in cui è apprezzabile la potatura radicale.

Fra l'altro, come si vede, la Yucca dimostra ancora una volta una grande rusticità, rigettando un bellissimo ciuffo su nuovi rami; e pensare che lo sta facendo addirittura da seduta! 


lunedì 11 marzo 2019

La bellezza dei Ficus rubiginosa di Terramaini

Il parco di Terramaini è bello, lo sappiamo. Ben tenuto, abbastanza pulito, con frequentatori quasi sempre civili e rispettosi. Insomma, è un piacere andarci.

E, nell'ambito del parco, è un piacere ammirare il viale dei Ficus rubiginosa  ed i suoi abitanti verdi.

Eccone qua un paio, tronco sottile rispetto alla splendida chioma, compatta e di forma regolare.

Pensare a come erano piccoli e teneri nel 2011, poco più che arbusti (foto del post 11/1/11).

Li abbiamo seguiti da vicino questi alberi, e visti crescere: nel 2013 erano già begli alberelli (post del 31/8/13), ed alberi nel 2014 (post del 13/2/14).


Insomma, questi ex-bambini verdi oramai sono giovani adulti, ma hanno ancora tanta bellezza ed ombra da offrirci: godiamocela!

domenica 3 marzo 2019

La rotatoria di piazza San Benedetto mascherata per Carnevale?

Siamo nel pieno del Carnevale e dei suoi riti pagani, fra i quali il mascheramento riveste un ruolo fondamentale, degli esseri viventi e delle cose.

Ecco allora come è stata risistemata per questi giorni la rotatoria di piazza San Benedetto.

Lanterne cinesi qua e là, arbusti sagomati come fossero fiori.......

Ma, a parte tanti altri particolari, dove sono sparite le Jacarande? e le Lantane? Va bene, lo scherzetto dura solo un attimo, non siamo nel centro della nostra città, ma nel centro di una città "un poco" più grande, solo 24 milioni di abitanti. Siamo in Cina, e precisamente in una zona centrale di Shanghai.

Ringrazio Ilaria che mi ha inviato la foto: incuriosito, ho cercato su Internet fotografie di rotatorie di Shanghai, ed ho notato che è caratteristica comune la fantasia nell'allestimento, la scelta di geometrie elaborate, i colori: indubbiamente un altro mondo rispetto al nostro, anche dal punto di vista della disciplina del traffico automobilistico.

Comunque anche la nostra rotatoria di San Benedetto è bella, con le Jacarande, le Lantane, le Palme nane, le Strelitzie.....; magari un po' di invidia per il poco traffico la possiamo provare, ma per il resto va bene così.

domenica 24 febbraio 2019

La sorpresa delle grandi Melie a Mulinu Becciu

Mulinu Becciu, il quartiere più a nord di Cagliari, e forse il più grande, è praticamente sconosciuto ai cagliaritani che non ci abitano, che frequentano al più le sue principali arterie di snodo per il traffico automobilistico.

E invece questo quartiere meriterebbe attenzione e conoscenza "pedonale" delle sue strade, almeno per quanto riguarda il verde: infatti, forse per la sua destinazione agricola fino agli anni '70 del secolo scorso e gli ampi spazi che lo contraddistinguono, è in grado di offrire una ampia varietà di alberi, anche notevoli per dimensioni ed età, oltre naturalmente a parchi e giardini di più recente realizzazione.

Abbiamo presentato nel blog alcuni scorci di questo quartiere, da piazza delle Muse (p.es. post del 18/8/13) al giardino Circu del Soli (post 8/3/16   ed altri) fino al piccolo parco lungo la via Brotzu (post del 16/5/17), ma è semplicemente passeggiando nelle sue strade che si incontrano notevoli esemplari arborei, dai tanti Pini di varie specie a Sterculie, Carrubi e Cedri dell'Atlante che svettano nei giardini condominiali.

Ed è appunto passeggiando che ho incrociato, in uno slargo di via Tiepolo, un gruppo di grandi Melie azedarach, di cui vediamo un esemplare qui a sinistra.

La Melia, albero molto conosciuto e pluritrattato nel blog, è nel periodo del riposo invernale, ha perso tutte le foglie ma non i frutti dell'anno scorso, e questo le consente di mostrarsi carica delle sole palline giallo ocra, i grani di rosario che rimarranno sulla pianta fino alla nascita delle nuove foglie.

E questo slargo, di fatto una piazza contenuta fra via Tiepolo  e via Sini, a due passi dall'incrocio con la vecchia 131, ospita diverse Melie, tutte molto grandi e ramificate fin dalla base, forse in conseguenza di vecchie potature drastiche.

 
Quindi una piazza caratterizzata dalle Melie, ma che contiene anche altri alberi; per esempio, come dimostrato da quest'altra buffa foto, i frutti di Melia fanno da sfondo a quelli di una Chorisia. 

Stessa situazione, rappresentata dai vecchi frutti pendenti in attesa di cadere, o di aprirsi e rilasciare i semi; la scena è però molto diversa,  fra le centinaia di piccole drupe che si fanno compagnia,  e le grandi pere che sembrano godere della loro solitudine: diversità della Natura a confronto!

lunedì 18 febbraio 2019

Era proprio necessario quel trattamento?

Eccolo qua, il trattamento di cui parlo nel titolo del post odierno: la capitozzatura dello splendido Olivo (o dovrei dire ex-splendido?) del bel condominio di via San Benedetto, che si affacciava su una strada certamente non prodiga di verde, e che quindi apprezzava molto questo albero ben godibile da tutti.

Un giardino bello e ben tenuto, quello di cui parliamo, che si estende fra via San Benedetto e via Genneruxi, sul cui fronte si trovano fra l'altro due grandi ed eleganti Schefflere (post del 31/10/17).

Ma il fiore all'occhiello era lui, il vecchio Olivo qui trapiantato e che si era adattato benissimo, diventando grande e frondoso: non ho fotografie da mostrarvi, ma un giro su Google maps darà ragione a quanto dico.

Allora, che bisogno c'era di effettuare un trattamento siffatto, quando tutti gli esperti ritengono che la capitozzatura sia una cattiva pratica (per es. post del 15/3/18) ? 

Fra l'altro l'Olivo non è una specie a crescita veloce, non è certamente un Ficus retusa, per cui il recupero della sua dignità di albero avverrà, se avverrà, fra molto, troppo tempo.
Non mi risulta che fosse malato, non aveva radici pericolose per le palazzine circostanti, non portava via la luce alle abitazioni, e allora? 

martedì 12 febbraio 2019

Il Circu se Soli e le piccole manutenzioni

Torno oggi su un tema mai abbastanza dibattuto: la mancanza di manutenzione, anche modesta, nei giardini e parchi pubblici. Non parlo della gestione ordinaria, cioè innaffiamento, pulitura, piccole potature eccetera, nei dei grandi interventi straordinari, ma proprio di manutenzione, tesa a mantenere le qualità del giardino fornite alla popolazione con l'inaugurazione.

Per esemplificare, parliamo del Circu de Soli, l'interessantissima realizzazione di 3 anni fa ( primo post del 8/3/16 ),  da me definita "concentrato di buone idee ed essenze arboree di pregio".

Fra le buone idee, la cartellonistica per l'identificazione delle specie arboree: ecco il degrado della situazione odierna

A sinistra, un particolare del grande cartello dedicato alla presentazione del giardino, e delle specie arboree presenti.

Ebbene, gli agenti atmosferici hanno scolorito completamente il nome di diversi alberi. Domanda: è così difficile programmare una sostituzione periodica di questi cartelli, tecnicamente facilissima? Il cartello di destra, che rappresenta il particolare di una zona del giardino, è quasi completamente strappato, ma sicuramente anche lui potrebbe essere facilmente sostituito.

E' inutile che mi dilunghi, credo che si colga quello che voglio dire.



Allora, per toglierci l'amaro dalla bocca vi presento io una essenza arborea di pregio del Circu, qui a sinistra: una Paulownia tomentosa, albero estremamente raro a Cagliari e del quale io conosco solo il vecchio e glorioso esemplare di via Santa Gilla, del quale ho parlato più volte (ultimo post  27/4/17) .

Auguriamoci dunque che la giovane Paulonia sia capace di prendere il testimone dalla vecchia sorella, alla quale auguriamo peraltro ancora lunga vita, offrendoci anche lei la splendida fioritura primaverile.

Ed auguriamoci anche che gli amministratori del verde ci mettano in condizione di riconoscere questa e le altre essenze, ripristinando la cartellonistica, e magari completandola con i cartelli a fianco delle singole piante!







mercoledì 6 febbraio 2019

Il grande Ficus del boulevard

Questo è un post di riparazione nei confronti dei Ficus retusa, e dei trattamenti a volte brutali ai quali vengono sottoposti, anche se per esigenze giustificate, come nell'ultimo post del 28 gennaio; in quel post vi ho mostrato alcuni esemplari, chioma azzerata e radici all'aria, pronti per essere  portati via.

E questa è la riparazione: una immagine del Ficus retusa  enorme che vive nei giardini fra via Oslo e via Stoccolma, nella zona già definita Boulevard dei Bagolari (post 3/9/15 ed altri).

Un albero fin qui lasciato libero di crescere come gli aggrada, e che finora non ha dato fastidio a nessuno; non è una cosa facile da vedere in città, data la stranota invadenza di questi alberi ed i correlati interventi di contenimento.

Non è la prima volta che compio azioni di riparazione, dopo aver biasimato operazioni brutali (p.es. post del 15/3/18); mi sembra corretto, soprattutto nei confronti degli alberi, e del modo in cui vengono spesso maltrattati.


E a proposito del boulevard e del post citato, segnalo con piacere che sembrano attecchire i nuovi alberelli che in parte integrano questa zona di verde, ed in parte sostituiscono i Bagolari persi per malattia. Non so identificare di che alberi si tratti, data la loro giovane età, ma so per certo che ci sono esemplari di Davidia involucrata, a leggere le etichette.

La Davidia involucrata è un albero molto bello e molto raro in città (post del 5/7/13); se sarà assicurata la necessaria irrigazione estiva potrà darci grandi soddisfazioni, vedremo!

lunedì 28 gennaio 2019

Un altro trasferimento di Ficus retusa

E' facile che il Ficus retusa faccia notizia, essendo l'albero più comune in città:  sia quando i suoi piccoli frutti si spiaccicano per terra con le piogge autunnali, sia quando le radici decidono di farsi vedere fuori terra con la loro prepotenza, sia quando gli storni colonizzano le chiome con tutte le conseguenze del caso, sia quando la invadenza delle fronde determina situazioni di conflitto con le abitazioni....

Insomma, è facile che si parli di questi alberi, data la loro presenza quasi asfissiante, anche nei luoghi più conosciuti: pensiamo a piazza Garibaldi, piazza Yenne, viale Trieste, viale Merello, piazza del Carmine etc, etc.

Ed oggi, ecco un'altra occasione, legata ancora ad un altro problema oltre a quelli citati: il trasferimento da un sito ad un altro.

Eccoci qua, in corrispondenza della rotatoria fra via dei Conversi e via dell'Abbazia: siamo nel pieno dei lavori di espianto.

Mi scuso per la qualità della foto, presa al volo; si vedono comunque due esemplari di Ficus retusa (in realtà c'è anche l'Araucaria della rotatoria, che però oggi è intrusa) che vengono sollevati con il loro pane radicale per essere poi trasportati a nuova dimora.

Anzi l'esemplare di sinistra, parzialmente nascosto dall'Araucaria, è coricato in attesa, mentre quello di destra è in fase di caricamento sul camion; come si vede sono stati pesantemente capitozzati per facilitare le manovre di trasloco.

Credo che le motivazioni  di questa operazione siano da ricercare nel previsto raddoppio del binario del metrotram, che richiede spazi non altrimenti disponibili; comunque il Comune assicura che i Ficus saranno tenuti in vita, per essere poi riposizionati, non so se qui stesso o in altra sede.

Ci sono precedenti operazioni del genere, fra le quali forse la più nota è quella da via Amat, liberata per poter costruire il parcheggio sotterraneo, al parco CIPLA, oggi Lions, di via dei Donoratico. Un'operazione di molti anni fa, andata a buon fine (post del 12/3/18), insieme a tante altre.

E penso che dovremo abituarci a questo tipo di operazioni, data l'esuberanza di questi Ficus; d'altra parte, come ho già considerato in passato (post del 5/10/13), abbiamo voluto la bicicletta..., con quel che segue.