Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

martedì 24 agosto 2021

La Plumeria finalmente fiorita

 E' pigra la Plumeria rubra, non c'è dubbio; o forse consapevole della bellezza del suo fiore di porcellana (post 8/9/16  e 14/8/20), ce lo fa desiderare prima di decidersi a produrlo.  Di fatto la pianta resta nuda fino a giugno, completamente priva di foglie; poi però quando si decide fa le cose in fretta e bene, e ad agosto dopo aver messo su le belle foglie lanceolate comincia a produrre i fiori profumati.



Ecco la prima produzione di quest'anno dell'esemplare di via Mascagni, arbusto piccolino con i fiori rosa. Ricordo la caratteristica di questi fiori, quella di mantenere la loro bellezza a lungo anche dopo recisi, tanto da consentire il loro uso per comporre affascinanti intrecci.


A destra invece i fiori bianchi dell'esemplare, un vero e proprio alberello, di via Lombardia.

E' probabile in realtà che ambedue gli esemplari fotografati appartengano alla varietà Plumeria alba, per evidenti motivi.

Non posso che ribadire che sarebbe bello trovare esemplari di Plumeria, detta anche Frangipane,  anche nel verde pubblico.


  

venerdì 20 agosto 2021

E torna la fioritura del Giglietto di mare

Molte nostre meravigliose e bianche spiagge presentano, alla fine della loro estensione verso la campagna retrostante, una zona intermedia, che non è più spiaggia e non è ancora campagna: questo è l'habitat naturale del Giglietto di mare, Pancratium maritimum, affascinante fiorellino bianco con una storia riproduttiva ricca di fascino, della quale vi ho parlato (post del 18/8/17   e del 6/11/17).


Anche quest'anno, puntualmente, è tornato a farci compagnia e ad offrirci un ulteriore godimento oltre a quello della spiaggia e del mare.

Ecco qui un esemplare, che si offre alla vista in tutto il suo delicato candore, elevandosi dalle sue stesse foglie e da alghe essiccate dal sole.

Questa immagine in campo lungo ci consente di apprezzare l'habitat di cui vi dicevo, mentre all'estrema sinistra della foto si intravede la spiaggia, alcuni ombrelloni ed il mare.

Le foto provengono dalla spiaggia di Cala Pira, nella nostra splendida costa sudorientale, e ringrazio Mario per avermele inviate anche quest'anno.

Se è vero che la presenza di questi giglietti, sempre più rara nelle coste della penisola, denota un buono stato di conservazione dell'ambiente naturale rispetto ai disastri perpetrati dagli umani, possiamo stare abbastanza tranquilli sul futuro delle nostre spiagge sarde; e ci riferiamo non solo alle spiagge isolate e difficilmente raggiungibili ma anche a quelle, come Cala Pira, molto frequentate nel periodo estivo.   


  


    

lunedì 16 agosto 2021

Gli alberi che soffrono il caldo nella nostra città

 E' un argomento che ha interessato il blog fin dalla sua nascita, quello degli alberi non adatti alla nostra città (post del 1/11/10 e del 23/12/10). Avevamo anche individuato le principali motivazioni, e cioè l'altitudine sul livello del mare, la latitudine, l'ambiente non adatto; tutte queste motivazioni si concentrano, un po' semplificando, nel fatto che questi alberi sono inadatti perché non sopportano il nostro caldo estivo.

E siccome nel nostro caldo estivo in questi giorni siamo dentro fino al collo, ho ripreso l'argomento andando a visitare alcuni alberi già indicati come inadatti.


Ecco una foto di dettaglio del Platano di piazza Islanda a Genneruxi, che mostra le foglie macchiate o ingiallite.

Questo Platano non è di per sé un bell'esemplare, e certo non fa bella figura se confrontato per esempio con i Carrubi che lo circondano, a prescindere dal periodo dell'anno; però in questo periodo la situazione diventa ancora più critica.


E, visto che mi trovavo in zona, ho fotografato la situazione di un Tiglio in via Dell'Abbazia, che si trova in corrispondenza del numero civico 31, di cui vediamo un particolare del fogliame qui sotto.




Vediamo molte foglie orlate di marrone, e l'aspetto d'insieme sofferente. Le foglie vengono bruciate dall'irraggiamento, e l'albero non ha strumenti per opporsi e mettere in atto strategie difensive, come invece fanno altre specie, per esempio i Pini, che perdono aghi più del dovuto salvando quelli più robusti.

Ed anzi questo Tiglio non sta tanto male, se lo confrontiamo per esempio con il filare sulla strada che porta dal viale Marconi a Selargius (post del 2/9/17).  



E questi sono Ippocastani sofferenti in via Castiglione, anch'essi con le foglie orlate di marrone e l'aspetto d'insieme della pianta abbrutito.

Ci fermiamo qui, per non intristirci anche noi; anzi direi che possiamo terminare con una nota positiva, affermando che non tutti gli alberi delle specie citate si comportano allo stesso modo, e molti esemplari, vuoi per le condizioni di esposizione o innaffiamento, vuoi per caratteristiche intrinseche della singola pianta, riescono a fare fronte senza grandi sofferenze.

Penso per esempio ai Tigli del viale di ingresso verso il parco di Terramaini, o agli stessi Ippocastani di via Castiglione.


Per esempio l'esemplare qui a destra, di cui vediamo un particolare, non ha le foglie molto sofferenti, ed ha addirittura preparato i suoi affascinanti frutti.

Insomma direi che il mio giudizio di più di 10 anni fa sugli alberi non adatti a Cagliari possa essere un po' rivisto, se siamo disposti  a qualche svantaggio estetico e di crescita, a vantaggio però della varietà delle specie presenti che abbelliscono le nostre strade e piazze.



martedì 10 agosto 2021

I frutti del Ginkgo biloba

 Il Ginkgo biloba, pianta bellissima e tante volte trattata nel blog a partire dal 2010 (post del 30/10/10), è una pianta dioica, cioè ha sessi separati in piante diverse.

La stragrande maggioranza degli esemplari che vengono utilizzati in ambito cittadino, e Cagliari non fa eccezione, sono di sesso maschile, e quindi non producono i frutti che sono all'origine di questa scelta. Infatti i frutti del Gingo, giungendo a maturazione, producono un odore sgradevole, addirittura fetido per taluni autori. Io non lo ho mai sentito, ma mi riprometto di farlo.


Comunque questo aspetto negativo degli esemplari femmina è sfuggito ai nostri amministratori del verde quando hanno impiantato il filare di viale Trento, e ad un esemplare di viale Trento si riferisce la fotografia; o forse hanno ritenuto che la distanza dalle abitazioni ed i pochi passanti fossero ragioni sufficienti per piantare anche esemplari femmina.

Quale che sia la ragione, in viale Trento ci sono esemplari femminili, ed io ne sono contento, dato che le drupe tonde riunite in mazzetti hanno un aspetto molto gradevole, almeno in questa fase della loro maturazione, e ci consentono di completare la conoscenza di questa pianta.

Insomma possiamo testimoniare un altro dei tanti aspetti di interesse di questo straordinario albero, che già vanta la caratteristica di essere pianta fossile, di avere una foglia di forma rarissima, di possedere il segreto dell'immortalità e ancora, ultimo ma non ultimo, di produrre uno splendido foliage autunnale. Tutti questi aspetti sono stati trattati dal blog, ed una semplice ricerca vi consentirà di ritrovarli, e di apprezzare al meglio i nostri amati Gingo.

giovedì 5 agosto 2021

Una interessante mostra sui viali alberati cagliaritani

E' stata di recente aperta, al Ghetto di via Santa Croce, una mostra che ricostruisce la storia dei viali alberati cagliaritani, dall'inizio dell'ottocento in poi.

E' una mostra affascinante, soprattutto per chi ama la nostra città, perché ripercorre più di due secoli di storia e progresso (e talvolta regresso) cagliaritani ed estrapola una possibile condizione futura, supportata da valutazioni e suggerimenti.

Un aspetto certamente interessante è quello che la mostra non è "governativa" e non mancano le critiche, per esempio per quanto riguarda la perdita di alcuni tratti caratteristici di importanti viali cittadini, quale il viale Diaz o ancor più il Largo Carlo Felice; insomma si possono fare stimolanti riflessioni attraverso la lettura dei pannelli esposti.

I pannelli sono accompagnati da splendide fotografie, spesso riprese da posizioni nuove o mediante droni, o riprese da "Sardegna Foto Aeree"; per esempio nel pannello fotografato a sinistra vediamo le Jacarande fiorite in via Dante, che accompagnano il titolo della mostra.

Viene esposto chiaramente il quadro della situazione dei viali alberati, con tavole sinottiche ed indicazione delle principali specie arboree utilizzate; insomma pane per i denti dei più affezionati lettori del blog, che spero ritroveranno tante informazioni e valutazioni che vi ho fornito nel corso degli anni.
Le tavole sinottiche sono organizzate per periodo di prima installazione dei viali alberati, altro elemento di interesse per valutare la capacità/volontà degli amministratori del verde di conservare o modificare le scelte originarie.


Dicevamo di foto aeree: guardate questa a destra, che ci fa vedere il "tubo" verde di Ficus retusa che va da piazza del Carmine a piazza Trento: veramente notevole!
 



E qui a sinistra due immagini dall'alto del viale Buoncammino e del viale Trieste.

Dicevamo di una possibile situazione futura dei viali cagliaritani; c'è infatti un pannello dedicato a questo, dove si dà la giusta, enorme importanza che hanno i viali alberati nel loro valore culturale e monumentale, e in definitiva nel migliorare la vita e la salute dei cittadini.

Mi fermo qui, anche se ci sarebbe tanto da dire e da raccontare. Spero di avervi stimolato ad andare a vederla; non è una mostra "eclatante" con piante vive o grandi invenzioni sceniche, ma i tanti pannelli sono fatti bene e contengono veramente tanto lavoro.

Non manca la bibliografia, ed il riferimento a nomi importanti nella storia del verde cagliaritana, da Gennari a Visca a Piccaluga fino a Siro Vannelli.

Termino precisando, anche se credo che sia molto chiaro,  che le fotografie che vi ho presentato sono immagini da me riprese, ed in qualche caso ritagliate, di pannelli della mostra. Spero che non me ne vorranno gli organizzatori ed i fotografi. 




domenica 1 agosto 2021

Una novità assoluta, il Carpino nero

Una novità assoluta per il blog, naturalmente, dato che è la prima volta che presento questo interessante albero. E c'è un perché: il Carpino nero, Ostrya carpinifolia, è un albero raro in Sardegna, e cresce esclusivamente in alcune zone montane della Barbagia e dell'Ogliastra, associato a Leccio e Roverella.

A Cagliari poi, non sapevo proprio che esistessero esemplari, finché l'altro giorno me ne sono trovato uno davanti, camminando in via Cagna. Si trova in un giardino condominiale, a destra venendo dall'Amsicora, quasi alla fine della strada. Eccolo qui.


Ed è anche un esemplare piuttosto grande, come si vede, anche se cresciuto in forma arbustiva e piuttosto disordinata.

Gli elementi che caratterizzano il Carpino nero sono le foglie, con il margine doppiamente seghettato, ed i fiori costituiti da lunghi e penduli amenti che compaiono in primavera.

Ma la cosa più caratterizzante sono i frutti, o meglio le infruttescenze, che guarda caso sono attualmente presenti nel nostro esemplare, e meritano assolutamente di essere viste ed apprezzate. 

Osserviamo meglio queste peculiari infruttescenze.


  
In questa foto, che ci consente anche di vedere meglio le foglie, notiamo questa sorta di pigne di colore caffelatte, di cui l'albero è attualmente carico.

Quelle che sembrano squame sono in realtà brattee, saldate in coppia in forma di scudo, che trattengono i piccoli semi attaccati alla base. 

L'involucro costituito dalle brattee così accoppiate, leggerissimo e pieno d'aria, costituisce il cosiddetto organo di volo, cioè quello che aiuta il singolo seme ad approfittare del vento per farsi trasportare il più lontano possibile dalla pianta madre, e massimizzare la diffusione della specie.

Una delle tante meraviglie dei nostri fratelli vegetali, perfezionate nell'arco di decine o centinaia di migliaia di anni, per assicurarsi la discendenza.