Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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lunedì 5 marzo 2012

Ancora sugli scheletri e sul loro fascino

Ne abbiamo già parlato di recente (post del 5/2/12), ma ci voglio tornare, perchè l'albero spoglio, se da un lato ci offre una immagine di sè di minore impatto visivo rispetto all'albero carico di foglie, dall'altro lato può darci delle emozioni maggiori, sia per la purezza dell'architettura che per la bellezza della silhouette.

Guardare con attenzione un albero spoglio ci consente poi di esercitarci nella difficile arte del riconoscimento senza disporre di foglie; infatti, mentre in campagna ai piedi dell'albero sono quasi sempre disponibili foglie secche, non così in città, dove spesso bisogna affidarsi a qualche foglia o frutto rimasti appesi, o sviluppare la capacità di riconoscere la silhouette,  magari scommettendo con se stessi o con gli amici per poi verificare il risultato a distanza di mesi.

Voglio presentare due esempi, molto diversi fra loro.





Ecco un Platano, Platanus acerifolia (post del 26/12/10 ed altri), raro a Cagliari ma piuttosto comune nei paesi in quota, che si trova davanti ad un ingresso del Parco di Laconi: è stato facile riconoscerlo, ancorchè sia privo di foglie, per i ricci ancora appesi. Cosa ne dite, è bello o no?









Ecco invece a destra una Melia, a Marina Piccola. La Melia, Melia azedarach, la conosciamo molto bene, in quanto pluritrattata nel blog; contrariamente al Platano, ed alla sua orgogliosa ostensione dei rami spogli che puntano al cielo, la piccola Melia cambia semplicemente vestito. Complice una luce un po' ruffiana,  le persistenti drupe gialle dell'anno scorso la rendono assolutamente gradevole, pur essendo completamente priva di foglie.