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mercoledì 22 gennaio 2020

La Betulla e la signora dagli occhi azzurri

Il titolo è strano e intrigante, tanto più se lo riferiamo a quando sono accaduti i fatti, e cioè circa 5700 anni fa. Ci racconta infatti il domenicale del Sole 24 ore che una signora, vissuta appunto in quel lontano secolo, aveva deciso di farsi una gomma da masticare con un pezzo di corteccia di Betulla, Betula pendula.

Ebbene, questa gomma, trovata ai nostri giorni in un'isoletta danese ed affidata ai curiosi genetisti dell'università di Copenaghen, ha consentito di scoprire diverse cose su chi la aveva masticata. Era una donna, aveva gli occhi azzurri, ed aveva già mangiato anatra e nocciole prima di dedicarsi al dessert arboreo.

Una storia obiettivamente interessante, che consente una volta di più di confermare le cose eccezionali che si possono fare con l'analisi del DNA, addirittura partendo, come in questo caso, dai residui lasciati con la masticazione di una scorza d'albero!


E a me questa storia consente anche di presentarvi la Betulla che, non essendo presente in Sardegna, non era stata mai trattata nel blog.

Ecco a sinistra un grande esemplare, ripreso lo scorso autunno in un parco dello Yorkshire. E' un albero molto comune nel nord Europa, con tronco diritto e sottile e corteccia bianca e liscia.

Ha un assetto pendulo e foglie a punta sottilmente seghettate, con pagina inferiore più chiara. Il suo portamento elegante la fa apprezzare in parchi e giardini, dove la troviamo spesso nel nord Italia.

Tornando alla nostra signora di diversi millenni fa ed alla sua gomma americana, leggo in un testo specializzato che la corteccia della Betulla contiene sostanze oleose disinfettanti e balsamiche.

Vuoi vedere che la signora, che secondo il DNA soffriva anche di mal di denti, sapeva già come curarsi ciucciando la corteccia dopo il suo lauto pasto, altro che noi moderni con i nostri dentifrici e collutori!