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Oggi il cesto dei post propone... Nascosti angoli verdi di città

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martedì 28 gennaio 2020

Ginkgo biloba, il segreto dell'immortalità

Esistono gli alberi immortali?  Sì, a leggere diverse ricerche pubblicate su riviste internazionali, che avrebbero dimostrato che, semplificando al massimo, alcune specie di alberi non sono "progettate per morire". Traggo lo spunto da un articolo pubblicato su "la Repubblica" il 23 gennaio scorso.

Una materia di grande fascino, che rende sempre attuale la scoperta di nuovi alberi plurimillenari in giro per il mondo. Naturalmente anche questi alberi scompaiono, ma per cause diverse dall'età, per esempio per crolli dovuti alla mole, alla siccità, al fulmine, come capitato non molti anni fa ad un Cipresso calvo in Florida (post del 26/1/12).

E, fra gli alberi immortali, c'è anche, anzi soprattutto, il Ginkgo biloba ,  fossile vivente e specie a noi ben nota e ben presente in città, pluritrattata nel blog.


Ecco gli esemplari di piazza Repubblica ormai completamente spogli, ma che già stanno gettando le nuove gemme; forse gli esemplari più rappresentativi della città, anche se sono dei ragazzini, con la loro ottantina di anni di età! Uno degli esemplari italiani più anziani si trova all'Orto botanico di Padova, e vanta circa 270 anni; tantissimi, ma sempre pochi, se è vero che questi alberi potrebbero tranquillamente superare i mille anni.

Ma insomma, quale è questo segreto?  Pare che il codice genetico del "procambio", una struttura di cellule fra corteccia e tronco, sia profondamente diverso da quello delle foglie, ed in questa struttura i geni dell'invecchiamento siano messi in condizione di non lavorare. Il ciclo vegetale si svolge regolarmente, seguendo le stagioni, ma la struttura del tronco e delle radici rimane sempre giovane.

Una sorta di miracolo vegetale, sperimentato sui Ginkgo ma che potrebbe riguardare anche le altre specie millenarie, quali il  Cipresso calvo (Taxodium distichum), il Ginepro californiano (Juniperus californica), le Sequoie, il Pino loricato, senza dimenticare i nostri Olivastri!