Oggi il cesto dei post propone...

Oggi il cesto dei post propone... L'Orto Botanico, varietà e stagioni

post del 10 giugno 2011 - Dracaena draco
post del 23 luglio 2011 - Fior di Loto
post del 3 novembre 2010 - Ficus magnolioides
post del 5 settembre 2012 - Taxodium distichum
post del 26 ottobre 2012

venerdì 5 novembre 2021

Maggiore attenzione nella cura del Parco Vannelli, per favore!

Il Parco Vannelli richiede maggiore attenzione gestionale da parte degli addetti, questo è certo; non solo lui, ma lui in modo particolare, dato che è piccolo e gli interventi sono più facili, e poi per il rispetto dovuto dalla città (e da me!) al grande botanico di cui porta il nome.

Si dirà: i fondi sono pochi, e non si riesce a stare dietro a tutte le necessità, ma io ribatto: qui non si tratta di fondi ma di piccoli interventi praticamente gratuiti. Ho parlato infatti di semplice attenzione da parte di un giardiniere, e non di grandi manutenzioni.

Esemplifico con due casi che mi sono balzati agli occhi in una recente visita.


Si intravede qui il bel cespuglio della Mahonia japonica del quale vi ho già parlato (post del 31/12/18), pianta con belle foglie e bellissimi fiori, tanto più apprezzabile in quanto abbastanza rara; ebbene, dal cartello posto davanti viene definita come Syagrus romanzoffiana, un tipo di Palma del quale vi ho parlato (post del 18/1/16), con il quale la Mahonia non è minimamente parente.

Ora, io non so se sia un errore o lo scherzo di un buontempone che ha sostituito il cartello, ma so per certo che un giardiniere addetto potrebbe rimettere le cose a posto in quattro e quattr'otto, o no?





Per rimettere a posto l'umore, godiamoci allora la bella Mahonia che, anche con il nome sbagliato, si sta preparando alla fioritura; per godere delle sue spighe cariche di fiorellini gialli segnatevi una visita a dicembre.





Ecco adesso il secondo caso di attenzione mancata, che vi propongo qui sotto.


Siamo nell'area didattica, che nelle intenzioni dei progettisti doveva servire a far conoscere soprattutto ai più giovani alcune delle piante aromatiche più comuni in Sardegna.

Il progetto è fallito quasi subito, e negli anni le piantine aromatiche sono progressivamente scomparse; ma allora, mi chiedo, perché non far sparire anche i relativi cartelli (quelli in foto sono dedicati a Elicriso e Santolina) che oggi indicano il nulla? Mi pare anche una questione di rispetto nei confronti del frequentatore interessato a queste essenze; e poi: quanto costa un intervento di eliminazione di questi inutili cartelli?

Insomma, è solo un problema di attenzione, non di costi: certo se parlassimo degli Olmi e degli Ulivi che nel parco sono in cattive condizioni, sarebbe anche un problema di manutenzioni e cure lunghe e costose, e infatti di questo oggi non vi parlo, e mi limito alle segnalazioni fatte, piccole ma con una loro importanza.