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Oggi il cesto dei post propone... Le stagioni della Melia

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martedì 12 dicembre 2023

Panorami maestosi, nuova vita ma anche degrado, a San Michele

Il Parco di San Michele, con al centro l'omonimo Castello che svetta sul punto più alto, è stato oggetto della nostra attenzione già dal 2011 (post del 4/12/11); si caratterizza per l'enorme ampiezza, 24 ettari,  e per i maestosi panorami a 360 gradi, che vanno dal Campidano a Pirri, dal quartiere di Monreale al Golfo degli Angeli, dal mare del porto canale fino ai monti di Capoterra. 

Per quanto riguarda gli alberi ed il verde, possiamo dire che non ci sono molte specie arboree, ma soprattutto Lecci, Pini, Cipressi, macchia mediterranea e qualche bel Corbezzolo. Il verde è poco, a parte le due aree dove possono giocare i bambini e si possono praticare attività sportive di gruppo; inoltre, nella stagione delle piogge (non ancora quest'anno) diventa molto gradevole la zona più alta, che circonda il Castello e che si ricopre di verde naturale inframezzato da affioramenti di calcare.

Insomma, da un punto di vista botanico non ci sono spunti di grande interesse, se non quando il parco viene interessato da interventi di nuove piantumazioni, magari collegate alla Festa degli Alberi (post del 24/12/13).

Ed è uno di questi interventi, di recentissima esecuzione, che ha stimolato questo post, partendo da alcune foto che mi ha inviato Bruno, che ringrazio.


Ecco una parte delle nuove sistemazioni, che quest'anno interessano la parte bassa  che guarda verso est (si intravede un tratto di facciata posteriore dell'ospedale Brotzu).

Come si vede le piantine, che riguardano anche alberi di alto fusto, per esempio Carrubi, sono molto vicine, per cui possiamo ipotizzare che saranno utilizzate come vivaio, cioè destinate a venire via via trasferite dopo l'attecchimento. 

Comunque, ribadisco quanto già detto nel post del 2013 citato, una bella iniziativa, che immagino potrà anche ridare consistenza all'alberatura del costone ovest, che appare attualmente piuttosto degradata, con molte piante, soprattutto Pini, morte o "male in arnese".

E a proposito di degrado, non posso mancare di segnalare lo stato in cui versa il  percorso che sale all'ascensore che, fino quando ha funzionato, conduceva i visitatori fino alla cima del colle. L'ascensore è fermo ormai da anni, ma non basta: lungo il percorso altri manufatti sono stati distrutti, fino allo sconcio di quello che doveva essere l'archivio della soprintendenza.


L'immagine a destra parla da sola, con i resti degli infissi, spaccati e gettati a terra e nemmeno rimossi, ma lasciati alla pubblica vergogna. 

Il tutto completato da resti di materiali edili ed altri rifiuti, in uno stato di completo abbandono.



Ma, non volendo chiudere con immagini di degrado, ecco una delle piacevoli aree verdi di cui parlavo all'inizio, con panchine e bambini che giocano; faccio notare, per gli aspetti di nostro più specifico interesse, che lo spiazzo è reso più affascinante da diversi esemplari di vecchie  Tamerici .