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Le piante che scappano di casa

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martedì 21 novembre 2017

Albero, arbusto o mostro biforme?

La prima distinzione che viene fatta, per distinguere una albero da un arbusto, è che l'albero ha un unico tronco, massiccio, che ramifica solo da una certa altezza in poi, mentre gli arbusti ramificano da terra con molti rami sottili.

E' una distinzione efficace anche se un po' grossolana, e che si presta a molte eccezioni; di una di queste vi voglio parlare oggi, e cioè degli alberi che si trasformano in arbusti, almeno dal punto di vista del tronco, diventando una sorta di mostro, come il centauro o l'ircocervo nel campo animale.

Questo avviene per molte specie di alberi, quando sono tagliati a ceppaia, cioè ridotti al solo tronco, subito sopra il livello del terreno: questi alberi "rinascono" mediante l'emissione di una pluralità di  polloni, appunto rami che partono dal terreno, avendo però la consistenza e spesso la capacità di riproporre l'albero in tutte le sue caratteristiche.

Esiste su questa materia una tecnica di governo dei boschi, la ceduazione, ampiamente utilizzata; essa è basata appunto sul taglio a ceppaia e sulla ricrescita pollonifera, i cosiddetti ricacci.
Ma non è di questo che parleremo: vi voglio invece presentare alcuni esemplari arborei che hanno messo in atto questa tecnica probabilmente contro il parere degli umani, che intendevano con il taglio radicale semplicemente eliminare l'albero.




Cominciamo con un Olivastro, Olea europea oleaster, che si trova in un villaggio turistico di Santa Margherita; taglio drastico a livello del terreno, dove vediamo l'erbetta, e ricrescita di quattro polloni, oggi tronchi a tutti gli effetti, che hanno riprodotto nei decenni una bellissima chioma unitaria, carica tra l'altro di olivelle nere.




 
E questa? Questa è l'Acacia saligna della Calata dei Trinitari che vi ho recentemente presentato (post del 17/10/17), mettendo in evidenza la furia cieca con la quale ha ricacciato, per non farsi uccidere; ha quasi riconquistato il suo ruolo di albero, anche se le chiome sono bassottine e disordinate.






Infine, un Ficus retusa,  albero che per ricacciare non è secondo a nessuno: anche questo si trova in Calata dei Trinitari, a Su Siccu, ed anche questo è stato già ospite del blog (post del 3/11/10).

Questo Ficus è stato piuttosto ordinato, ed ha rigettato dalla ceppaia in maniera simmetrica, tanto che la chioma non è assolutamente distinguibile da quella prodotta da un albero a tronco unico.

Se confrontate questa fotografia con quella del 2010, ripresa agli albori del blog, potete notare anche la crescita avvenuta.




Insomma, questi alberi/arbusti saranno forse dei mostri botanici, ma hanno spesso una loro gradevolezza, anche se non rispettano tutte le regole.