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Le piante che scappano di casa

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lunedì 6 novembre 2017

Il Giglio di mare perpetua la specie

Vi ricordate il Giglietto di mare del quale vi ho parlato nell'agosto scorso (post del 18/8/17) ?  Questo meraviglioso fiorellino bianco, dal nome impegnativo di Pancratium maritimum, è abbastanza comune da noi in Sardegna, contrariamente ad altre regioni italiane dove l'antropizzazione selvaggia lo ha distrutto, insieme alle dune ed alla vegetazione costiera, sacrificate al cemento.

Noi invece le dune le abbiamo ancora, per fortuna; pensiamo a Porto Pino nella costa occidentale o alla zona di Capo Ferrato nella costa orientale, che è quella dove vi porto oggi.

Ecco, per capire dove siamo, l'inizio della grande spiaggia di Feraxi, con sullo sfondo Capo Ferrato, ed in primo piano una piccola duna, dove comincia la zona nella quale la sabbia è colonizzata fra l'altro da Tamerici, Ginepri e, appunto, Gigli di mare.

Naturalmente la nostra bulbosa ha terminato la fioritura, per ammirare la quale vi rimando al post citato (e poco più a sud di qua, a Cala Pira), e si sta occupando adesso di perpetuare la specie.





Ecco a destra che le capsule, i frutti del Giglio, cominciano ad aprirsi mostrando i semi neri, attualmente in fase di rilascio.




Quest'altra piantina invece è più avanti con il lavoro, i semi sono tutti in mostra e molti, data la estrema leggerezza, sono sparsi sul terreno, in attesa che il vento, o il mare, li trasportino a germinare lontano.

I semi, compattati nella singola capsula globosa, sono in realtà tanti, simili a spezzature di liquirizia, ed hanno forme diverse, in funzione della necessità di stare dentro la capsula occupando tutto lo spazio disponibile.

Insomma un altro prodigio della Natura, al quale si aggiunge il fatto che il vero seme è contenuto dentro l'involucro a forma di pezzetto di liquirizia; ma questo involucro, contrariamente alla liquirizia, ha una consistenza spugnosa e leggera.

In questo modo, in aggiunta al lavoro del vento, ogni seme può galleggiare, essendo prelevato dal mare in occasione di mareggiate, e venire disseminato anche lontanissimo dalla pianta che lo ha generato; che meraviglia!