Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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venerdì 10 novembre 2017

Oggi ci siamo, domani......Un'altra sparizione multipla

Ricordate la mia rubrichetta, intesa come insieme di post del medesimo argomento, dedicata agli alberi cittadini che scompaiono all'improvviso per mano dell'uomo, senza motivazione apparente?

Se avete voglia di fare una carrellata, basta che cerchiate "oggi ci siamo" per vedere richiamata una serie di post dedicata a queste sparizioni. Sparizioni quasi sempre colpevolmente passate sotto silenzio, solo qualche volta portate all'attenzione dell'opinione pubblica, ma sempre a posteriori, "a babbo morto".

Anche la sparizione di oggi, pure se di grande impatto, viene portata a conoscenza del pubblico a cose fatte; parliamo degli Schinus molle di via Bacaredda, già viventi con le loro bellissime chiome nel giardino del mobilificio Marino Cao, quasi di fronte al mercato.


Per i pochi di voi che non ricordassero l'eleganza dello Schinus molle, ecco un giovane esemplare del Parco della Musica; in alternativa, avete naturalmente una gamma di post nei quali ho trattato questa pianta.

Ecco, succede che 4 splendidi esemplari di questa essenza,  con molti decenni di vita alle spalle, che vivevano subito dietro il muro del mobilificio, attenuandone la bruttezza, sono spariti, affidati alle "sapienti mani" delle motoseghe. Sogniamo per un attimo che al posto del brutto muro ci potesse essere una bella cancellata, che mostrasse i vecchi Schinus in tutta la loro bellezza; ma è solo un sogno, appunto.


La realtà è quello che resta del terreno, come si vede a destra, mentre si ripulisce in gran fretta per lasciare il posto ad un noto parco di divertimenti.

Questa volta la notizia ha avuto una buona eco sulla stampa, e si è ragionato sugli ex-alberi, dando voce alle varie parti in causa.

Ma è tutta aria fritta, se non vengono definite, e ogni volta solo promesse, regole certe per evitare misfatti.

Dicono i responsabili del taglio: erano alberi vecchi e pericolanti, ringraziateci perché evitiamo incidenti; abbiamo consultato un esperto, ci ha detto che erano da tagliare; non erano vincolati, in fin dei conti erano in proprietà privata, la proprietà stessa ci ha detto di toglierli ......... tutte motivazioni che possono essere vere, ma anche no.

Bla, bla, bla, tutte le motivazioni sono parole al vento, buone solo per riempire pagine di giornale, se non possono essere verificate e passate al vaglio di una parte terza. Allora, perché non si stabilisce che il parere dell'esperto di parte privata debba essere sottoposto ad un esperto di parte pubblica (per esempio  i botanici del Comune), prima di poter procedere all'abbattimento?

Suvvia, è chiaro che per il privato che deve spianare un terreno gli alberi sono spesso un impiccio, ed è anche comprensibile se pensiamo ai tempi che  la burocrazia può impiegare per fornire una risposta; è questo il vero motivo per cui il privato spesso si affretta a tagliare gli alberi, prima che sorgano questioni; le questioni saranno affrontate eventualmente dopo, intanto i lavori potranno andare avanti.

Tutto qui: bisogna mettere una regola, eliminare la burocrazia, ed il problema è risolto.