Oggi il cesto dei post propone...

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Albizzia julibrissin, via Machiavelli
Catalpa bignonioides in fiore
Fiorellini di Parkinsonia aculeata
Sophora japonica, via Cugia
Sterculia diversifolia

martedì 25 settembre 2018

La meraviglia del bosco primigenio di Montes

"La foresta di Montes ospita una lecceta d'alto fusto plurisecolare unica nel bacino del Mediterraneo per estensione, fisionomia, caratteristiche ecologiche e paesaggistiche."

Questo è il modo in cui il sito di Sardegna Foreste descrive i Lecci di Montes, sul Supramonte di Orgosolo, nella premessa della scheda dedicata alle bellezze di questa zona, che comprendono anche il monte Novo San Giovanni, Funtana Bona e tanto altro.

Noi ci limitiamo qui ai Lecci che, in quantità enorme, si offrono alla vista ed al contatto con il visitatore, nella loro bellezza antica.

Ecco una immagine bucolica, con i cavalli al pascolo brado ed alcuni Lecci di sfondo.

Avevamo già parlato di questi Lecci, in una sorta di reportage fotografico della zona pubblicato alcuni anni fa (post del 29/10/14), ma ritornarci è un piacere, per me e spero anche per voi.

Tornando all'immagine, ed a questi spazi condivisi fra alberi ed animali, è molto bello da vedersi, ma non possiamo nasconderci che il pascolo risulta alquanto invadente nei confronti delle piante, non tanto per il pareggiamento delle chiome in alto, quanto per la brucatura dei nuovi germogli, che ritardano il rinnovamento del bosco e della vegetazione circostante.

A prescindere dalla citata criticità, a cui si potrebbe far fronte con un regolazione del numero di capi al pascolo brado, torniamo alla bellezza ed alla maestosità di Lecci come quelli qui a destra, dove si nota nettamente il pareggiamento delle chiome.

La quantità di Lecci domina di gran lunga questi bellissimi spazi, anche se troviamo ogni tanto esemplari di Roverella (Leccio = Quercus ilex; Roverella = Quercus pubescens), che però qui sembrano riconoscere il dominio dei fratelli, e sono meno imponenti di come si presentano in altre zone.




Infine, quasi a smentire ciò che dicevo sul sottobosco brucato dal pascolo, ecco una famiglia di mazze di tamburo, Macrolepiota procera, non prelevata né da quadrupedi né da bipedi, chissà perché.