Oggi il cesto dei post propone...

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Le piante che scappano di casa

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venerdì 24 febbraio 2012

La Fitolacca risorta

E' una nostra vecchia conoscenza la Phytolacca dioica, Fitolacca per gli amici: ne abbiamo parlato fino dai primi post (post del 31/10/10), ed in tanti altri a seguire, citando vari esemplari sparsi in giro per la città.

E' un albero, di origine sudamericana, sicuramente importante per Cagliari: simpatico, arruffone ed invadente, si è conquistato alcune posizioni di assoluta evidenza, quali quelle di Porta Cristina e di Piazza Indipendenza; abbiamo anche detto che le caratteristiche citate, unite ad una rapida crescita, impongono una frequente attenzione di modellamento.

Ed è proprio di questo che vi voglio raccontare oggi, riferendomi ad un esemplare che si trova all'angolo fra via Nazario Sauro e viale Trieste, in uno spicchio di terreno collegato al palazzone che fu del Consiglio Regionale ed oggi ospita uffici comunali, dopo un lungo periodo di abbandono.

Fino ai primi anni '90 del secolo scorso, nella fase in cui il palazzo del Consiglio Regionale era stato già abbandonato da tempo ed era in fase di degrado, l'unica cosa viva in quel contesto era questa Fitolacca, enorme e disordinata, spettacolare. Non si poteva non notarla passando in zona, anche in macchina; figuriamoci per me che ho lavorato per diversi anni lì vicino.

Poi all'improvviso, forse in relazione con il passaggio di proprietà del palazzo e con la necessità di effettuare grandi lavori di ristrutturazione, qualcuno decise che la Fitolacca doveva morire: verso la metà del decennio l'albero venne raso al suolo, in senso letterale, dato che rimase solo l'enorme ceppaia, a filo del terreno.

Forse si pensava di aver così concluso l'opera, o forse si aspettavano altre decisioni sull'utilizzo di quello spiazzetto, o forse erano finiti i soldi per i lavori di distruzione: non so, di fatto la ceppaia venne lasciata così, brutta ed esposta al vituperio delle genti, come direbbe il poeta.


Ma l'albero si è preso la sua rivincita: zitto zitto, anno dopo anno, pollone dopo pollone, è risorto ed eccolo  qui, come si presenta oggi. Certo non è bellissimo, ma non si poteva pretendere anche una bella silhouette, dopo quello che gli hanno fatto!

Nel particolare dell'immagine a destra si notano i polloni spuntati dalla ceppaia, e le foglie sofferenti per l'inverno (la Fitolacca, con il nostro clima, è semi-spogliante).

Quale sarà il suo futuro? Non lo so, ma mi auguro che non debba subire altri affronti e che venga lasciata vivere la sua seconda vita, magari con interventi di modellamento e potatura ma, vi prego, meno drastici della volta scorsa!