Oggi il cesto dei post propone...

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Alberi rari in città

mercoledì 13 gennaio 2016

La bellezza e il degrado

Si dice che bellezza chiami bellezza e degrado chiami degrado, ed è spesso vero, ma non sempre. Per esempio la situazione che vi presento oggi unisce bellezza a degrado, con effetto ancora più deprimente.

Parliamo dell'arena Devinu, cioè del grande spazio, nell'ambito del Parco della Musica, che connette il Teatro Lirico con il Conservatorio. Uno spazio realizzato con obiettivi ambiziosi, finora rimasti sulla carta. La sua bellezza, al di là degli aspetti architettonici e dei materiali usati, è dovuta molto agli alberi che lo abitano, soprattutto ad una buona quantità di Schinus terebinthifolius.

Questo alberello sempreverde ha un nome complicato, e non mi risulta che esista un nome comune in italiano. Per questo motivo viene spesso chiamato, anche da me, Terebinto (post del 7/1/11 ed altri successivi); in realtà questa denominazione non è del tutto appropriata, perché lo fa confondere con il fratello campagnolo titolare del nome Terebinto, Pistacia terebinthus, che è abbastanza simile ma spogliante.
In realtà sia il Nostro che il fratello campagnolo sono stretti parenti del Lentisco (Pistacia lentiscus), del Pistacchio (Pistacia vera), dello Schinus molle ben noto al blog, dato che appartengono tutti alla famiglia delle Anacardiacee.

Dopo questa digressione tecnica, della quale mi scuso ma che mi è parsa necessaria, ecco un bell'esemplare femmina di Schinus terebinthifolius, proprio all'ingresso dell'arena Devinu, che si incontra dopo aver salito la scalinata che conduce al Lirico e, appunto, all'arena.




Ed ecco a destra un particolare dei bei fruttini, di colore variabile dal verde al rosso, e che diventeranno neri; come si vede, la somiglianza con il comunissimo Lentisco è veramente notevole.




Una decina di altri alberelli di questa specie accompagnano ed abbelliscono il perimetro curvilineo dell'arena.

E veniamo, purtroppo, al degrado ed alle immagini che fanno cadere le braccia.


Occorre intervenire al più presto con il ripristino, perché, una volta iniziato, allora sì che degrado chiama degrado; occorre agire con la sicurezza passiva, telecamere e protezioni; occorre soprattutto che le persone siano invogliate a fruire di questi spazi, perché non rimangano

abbandonati alla mercé di pochi vandali.
Cagliari non merita questo affronto, tanto meno nei luoghi di cultura, e tanto meno ancora nei luoghi belli anche per il verde che ospitano!