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Quanto è bella la Plumeria fiorita!

 E' proprio bella la Plumeria rubra quando fiorisce, nel pieno dell'estate cagliaritana, con i suoi fiori bianchi di porcellana, che...

mercoledì 30 settembre 2026

Le bellezze di via San Lucifero

 E parliamo della bellezza di alberi, ovviamente, che si trovano in buon numero lungo questa via.

Ed il primo posto spetta di diritto alla Prosopis torquata, la "pianta dell'ammiraglio", situata nel Parco della Rimembranza ed amica del blog fin dalle sue origini (post del 10/11/10).

Qui ho privilegiato il tronco, ma in  altri post che potete facilmente ritrovare ho presentato anche la foglia ed il bellissimo legume, spesso a forma di mezzaluna. 

Ma qui, oltre alla bellezza del vetusto tronco, si può notare la casetta dei gatti e, soprattutto, all'estrema sinistra della foto, il cartello di presentazione, che avevo proposto alcuni anni fa (post del 9/6/22), e che vedo con soddisfazione.

Nella foto a destra siamo più avanti lungo la strada, ed il parco è diventato quello dei Martiri delle Foibe, che prosegue fino alla chiesa di San Lucifero.

Questo è un vecchio e ancora bellissimo Ginepro coccolone, Juniperus oxycedrus macrocarpa, purtroppo accasciato a terra perché non sorretto in maniera adeguata. Speriamo che possa essere raddrizzato senza troppi danni, dato che, anche in queste condizioni precarie, è vivo e vegeto!



E infine, un particolare di giovani ed eleganti foglie del Ficus religiosa, anche lui pluripremiato dal blog, e rappresentante di una specie arborea importantissima anche dal punto di vista spirituale e religioso (vedi p.es. post del 22/9/14).

Come si vede, diversi spunti che ci devono invogliare ad una visita di questa strada, anche perché le bellezze non finiscono qui, ma proseguono con l'EXMA e la sua grande quercia Quercus robur, per poi sfociare in piazza San Cosimo, con i suoi Ulivi e le sue Jacarande. 
      
 

mercoledì 23 settembre 2026

I bonsai giganti dei parchi giapponesi

 Sì, siamo ancora in Giappone, ma prometto che dal prossimo post lascio l'arcipelago dell'estremo oriente e torno alla nostra, di isola. D'altra parte ho ricevuto un'altra foto da Ilaria, che ringrazio ancora, che coglie un aspetto molto interessante di come i giapponesi sanno trattare le piante, e mi è sembrato utile pubblicizzarlo.

Si tratta di una distesa di Pini neri giapponesi, Pinus thunbergii, una essenza originaria di quelle zone e diffusa poi in tutto il mondo.

Ma la peculiarità non è tanto il tipo di albero, quanto il trattamento al quale ognuno di questi alberi è stato, e viene tuttora, sottoposto, per fargli assumere questo aspetto da Bonsai gigante.

Un lavoro enorme, e continuo, che dura anni, e che è descritto dalla parola giapponese niwaki; un lavoro che si giustifica solo in  giardini storici e parchi imperiali, e che consente di trattare gli esemplari più anziani (anche centinaia di anni!) come vere e proprie opere d'arte viventi.

Un'ultima notazione, sempre per indicare la dedizione che questo popolo dedica alle piante: pensate al tappeto di aghi che i Pini lasciano sul terreno, ed alla difficoltà di liberare dalla loro presenza l'eventuale prato verde, e poi guardate il prato della fotografia: è veramente un altro mondo!  


venerdì 11 settembre 2026

I meravigliosi Canfori giapponesi

 Oggi vi porto fuori città - ma molto fuori città! - dato che andiamo addirittura in Giappone, nella sua capitale Tokyo. Ringrazio Ilaria che mi ha mandato, in veste di turista, questa bella fotografia.

E precisamente siamo all'interno del santuario Meiji, dove, nell'ambito di un grande giardino tradizionale giapponese, vivono questi due splendidi esemplari di Canforo, Cinnamomun canfora.

Il Canforo è un albero originario appunto dell'estremo oriente, ed assolutamente raro da noi; infatti ne avevo identificato con entusiasmo soltanto alcuni esemplari (post del 26/4/22) nel giardinetto al culmine del Viale Regina Elena.

Ma tornando ai nostri due esemplari giapponesi, sono alberi molto amati dai locali, oltre che dai turisti, perché rappresentano la strettissima unione della coppia reale dell'imperatore Meiji e della sua consorte, formando appunto un'unica enorme chioma di forma semisferica. Quindi, oltre che belli in sé, hanno anche un forte significato simbolico, come spesso accade per gli alberi in Giappone.