Post in evidenza

Gli orci rossi della Sterculia

E' la primavera, lo so. Non dovremmo meravigliarci delle fioriture primaverili e del loro presentarsi improvviso ed esplosivo, una speci...

domenica 31 maggio 2026

Il Cactus con la coroncina di fiori

 Oggi vi presento una nuova pianta grassa, o meglio succulenta: la Mamillaria spinosissima, appartenente alla grande famiglia delle cactacee. Presentare piante grasse è una cosa che non faccio quasi mai, anche se mi piacciono molto, perché appartengono ad un mondo che conosco molto poco.

Ma, ogni tanto, mi piace trasgredire, soprattutto quando è il periodo di fioritura, dato che i fiori delle piante succulente sono normalmente bellissimi, e le fioriture sono spesso rare.



Se poi la fioritura assume l'aspetto di una coroncina posta all'apice del tronco, come è tipico di questa specie, diventa irresistibile, come nel caso della Mamillaria qui a sinistra, ripresa in un vaso del mio terrazzo.

Come si intuisce dalla foto, questa pianta ha un fusto colonnare, alto una quindicina di centimetri, e la sua fioritura dura diversi giorni, e può anche ripetersi più volte nell'arco dell'anno.

Devo aggiungere, a scanso di equivoci, che la pianta grassa è affascinante anche in assenza di fioritura, per la forma e per la livrea spinosa, oltre che per il modo nel quale il bravo coltivatore dispone in vaso piantine di diversa specie.





Per apprezzare anche la livrea spinosa, ecco una immagine appartenente ad altre Mamillarie, che vivono nello stesso vaso ma che sono fiorite una quindicina di giorni fa, dandosi il cambio con l'esemplare precedente e mantenendo così più a lungo la possibilità di ammirare la fioritura.

Faccio infine notare l'altra succulenta che appare in basso a destra in foto, con altri strani fiorellini lunghi e sottili. E questo è solo un assaggio di un mondo meraviglioso, se saputo osservare!


martedì 19 maggio 2026

L'enorme e meraviglioso Tasso torinese

 Oggi andiamo fuori Sardegna, e precisamente a Torino, città ricca di verde, di alberi enormi e di grande impatto. Ci sono stato trasportato, quasi di forza, da una immagine che mi ha inviato Stefano, che ringrazio; eccola qui sotto.

L'enorme Tasso, Taxus baccata, si trova nei giardini barocchi della Villa della Regina a Torino, residenza reale Sabauda e meta turistica molto frequentata.

Un esemplare magnifico, e certamente secolare, che è stato trattato recentemente con una potatura di contenimento, operazione che i Tassi sopportano molto bene, e che gli ha dato questo assetto conico di grande fascino.

E noi sardi conosciamo molto bene il Tasso, pianta autoctona della nostra isola, che però predilige le zone fresche e quindi non è praticamente presente a Cagliari, ma appunto nell'interno dell'isola ed in quota. Vi rimando al riguardo ad alcuni dei post dedicati ai Tassi nella realtà isolana (post 11/5/16,   29/9/1722/10/1226/8/11 ), per dimostrare con orgoglio che anche noi abbiamo da dire la nostra sui Tassi, fra singoli esemplari millenari e boschi a loro dedicati. 

Insomma il Tasso è un albero capace di assumere le più diverse fattezze, dalla siepe ad altezza d'uomo alla mostruosità del tronco da 7,50 metri di circonferenza dell'esemplare nostrano di Badde Salighes,  fino ad altezze inusitate per noi ma non per lo splendido esemplare odierno. 
 

martedì 5 maggio 2026

E intanto, in via Roma, la Gleditsia del bosco orizzontale..........

 ..... Cresce, e mostra orgogliosa le sue infiorescenze e le sue belle foglie composte. 


Ecco, ho voluto rappresentare la situazione attuale del bosco orizzontale di via Roma con un primo piano di una Gleditsia triacanthos, che mi pare rappresenti bene la voglia di vita che si respira nella passeggiata in questi giorni.

Questa essenza, dal nome comune di Spino di Giuda, è presente nel blog fino dalle sue origini (post del 13/11/10, e poi tanti altri), ed è caratterizzata dai lunghi legumi, che forse si svilupperanno già questa estate sugli esemplari di via Roma.

Ma naturalmente non sono solo le Gleditsie a godere dell'aria primaverile nel bosco orizzontale, ma anche le Melie, le Jacarande, i Siliquastri, i Lecci (post del 8/2/25   e del 7/8/25). Ho citato per ultimi i Lecci, perché sono quelli che ancora mi lasciano qualche dubbio sulla loro riuscita.

Alcuni esemplari appaiono sofferenti, forse malati, anche se la crescita lenta non consente di esprimere giudizi definitivi; certo è che vanno seguiti attentamente, se non si vuole che degradino come avvenuto per gli esemplari in aiuola di altre vie cittadine. 

Ma comunque, nell'insieme, con i suoi alberi e le sue aiuole ricche di verde arbustivo profumato, la strada è bella; se poi pensiamo a come era solo una decina di anni fa (post del 14/8/17   ed altri), possiamo essere orgogliosi, pur non dimenticando le critiche.

Naturalmente e come sempre, ma soprattutto qui, la bellezza dipende anche dai manutentori del verde e dal senso civico dei frequentatori, non scordiamolo mai!